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03/11/2010

Commenti

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No, specialmente quando parliamo di un popolo mediamente ignorante (scolasticamente parlando).
Qualcuno potrebbe darmi addosso per questa mia convinzione, ma conosco abbastanza bene gli Stati Uniti.

non concordo.
sopratutto in america e in queste elezioni. obama non ha risolto il problema maggiore della disoccupazione che anzi è aumentata, creando zone di vera povertà. ha fatto la riforma sanitaria, che non era al primo posto nelle aspettative della gente, e che gli è costata la guerra di molte lobbies che incidono parecchio sul voto di certi ceti, e in più non ha modificato niente in due guerre che oltre a molte vittime, alla gente non hanno portato niente.
tra l'altro molti americani non sanno nemmeno dove siano iraq e afghanistan.
più che altro hanno dimostrato di non essere come noi, la cui maggioranza non si ricrede nemmeno davanti all'evidenza.
purtroppo è così, anche se è tradizione che nelle elezioni di medio termine, chi governa venga punito.

Il punto è che le democrazie "classiche" vivono un problema di profonda crisi (lo strapotere dei media, la confusione tra politica ed economia, la globalizzazione, l'esautoramento dei governo nazionali, la crescita esponenziale della politica-immagine, l'eccessiva personalizzazione dei leader, l'invasività onnivora della pubblicità, la potenza di fuoco economico-mediatico di certe lobby, la ritirata dei luoghi tradizionali di aggregazione, il ritorno della lotta di classe fatta però dai ricchi, la giustizia classista, il vuoto di idee e di proposte della sinistra).
A questi e altri temi dedica un ottimo libro (Democrazie senza democrazia) Massimo Salvadori.

Quoto marcob. Ho il sospetto che Obama sia stato ottimo in campagna elettorale ma molto deludente negli atti concreti, a ennesima riprova che non basta il carisma e il sapore di novità per essere efficaci governanti.
Certo, non è giusto gettare la croce solo su Obama, la sua azione politica è stat frenata dall'azione delle infinite lobby e dagli infiniti interessi che condizionano la realtà politica americana, ma l'impressione che sia più che immagine che sostanza, ahimé, rimane. Peccato, ci avevo sperato

Eeka e Marco, non sono daccordo con voi. Proprio a causa della crisi economica, la riforma della sanità e quella dell'istruzione erano e sono due priorità negli Stati Uniti. E' ovvio che laddove si toccano le lobbies si dia inizio ad una guerra fatta di colpi bassi. Ma non dimenticate mai che stiamo parlando, come ho già detto, di un popolo mediamente ignorante. Non è facile far capire all'americano medio quanto siano importanti sanità e cultura.
E non dimentichiamo tutto ciò che ha cercato e sta cercando di fare Obama per combattere ed azzerare i privilegi dei manager bancari che, come ben sappiamo, hanno speculato sulla pelle della gente e che sono i diretti responsabili della crisi economica.
No, onestamente io non mi sento affatto di criticare l'operato dell'amministrazione Obama; non dico che di errori non ne abbia commessi, ma penso che sia sempre sulla strada giusta.
In ogni caso, come dice Marco, è fisiologico, negli Stati Uniti, che una maggioranza di governo perda le elezioni di mid term.

Quoto marcob e Eeka.

Alessandra: dire che gli americani siano mediamente ignoranti è come dire che gli islamici sono mediamente fanatici, i rom mediamente ladri, così come gli albanesi le cui donne sono mediamente puttane. ma sembra che gli statunitensi siano l'unico popolo su cui si può dire ciò che si vuole rimanendo politically correct. Come correttamente osserva marcob, la disoccupazione e la povertà sotto Obama sono aumentate, e la categoria degli affamati è in genere ancora più restia a comprendere l'importanza della cultura di quella degli ignoranti.

In ogni caso: non voglio entrare anche qui in una discussione infinita, probabilmente hai conosciuto persone diverse e avuto esperienze diverse che ti hanno portata a dire che gli americani sono mediamente ignoranti. Ma se qualcuno invece comincia a generalizzare che so su rom o albanesi (non io di sicuro, perché cerco di evitare sempre le suddette generalizzazioni) non ti dovresti allora incazzare più di tanto e gridare al razzismo. Tutto qui.

Aggiungo una cosetta: i proclami sulla rivoluzione ecologica, lo sviluppo sostenibile, le fonti di energia rinnovabili stanno a zero se poi il primo atto concreto è dare l'autorizzazione alle trivellazioni nel Golfo del Messico, salvo poi fare una rapida marcia indietro dopo la tristemente nota catastrofe della piattaforma BP. Poi non ci si può lamentare che gli elettori restano delusi e non ti rivotano...

Ma no, Eeka, so' tutti 'gnoranti.

...la popolazione ammalata o affamata , in genere, è anche quella meno propensa a fare la trafila burocratica per iscriversi a votare.

La panza dell'elettorato americano è corteggiata da questo revanchismo tutto d'immagine dei "tea party" (ma va laaaààà), come al solito accarezzata nel senso del pelo con messaggi di egoismo sociale e nazionale, che non possono avere poi riscontro reale (il complesso militare industriale non puà lavorare senza guerre internazionali).
E però ci cascano sempre.

Ma suggerirei di ditinguere i due piani.
Una cosa è fare una valutazione dell'operato di Obama dopo 2 anni di mandato.
Un'latra cosa e fare la valutazione del voto di mid-term.

Se si vuole valutare il primo sotto la lente del secondo, a mio avviso si ottiene una distorsione della visuale molto parziale e contestualizzata.

quotando eeka, dico questo. Io ho votato per Obama due anni fa e ho votato democratico a queste elezioni di medio termine. Ho creduto ad Obama, e credo ancora che voglia cambiare le cose. Purtroppo e' in politica, e quando si arriva a certi livelli si deve conoscere bene il gioco. Il gioco della politica in fondo non e' diverso da quello italiano. In fondo non c'e' questo grande interesse a fare il bene comune, ma il proprio bene, per tenersi stretti una poltrona. Piu' che Obama, io colpevolizzo il partito democratico stesso, che nonostante avesse il controllo di camera e senato ha osteggiato il SUO presidente quando il presidente ha proposto qualcosa che andasse al di la' dei bisogni personali. In due anni poi non si puo' pretendere di cambiare l'economia americana dopo che bush ce ne ha messi 8 per contribuire a rovinarla ben bene...questo il mio modesto parere (vivo negli USA da 11 anni ormai)

E io quoto Roberta.
Infatti giudicare dopo soli 2 anni l'operato in termini economici di un'amministrazione subentrata nel pieno di una crisi covata e non gestita dalla precedente... ha poco senso.
Per di più che scelte importanti e salvataggi anche impegnativi sono stati effettuati con discreti risultati.

E poi la riforma del sistema sanitario passerà alla storia.
Vediamo che succede nei prox 5 anni e valutiamo il mandato completo.

Il tema del mio post voleva andare (anche banalmente) OLTRE le elezioni americane.
Anche perchè io conosco (della situazione statunitense) solo ciò che leggo sui giornali.
Premesso questo, l'idea che mi sono fatta è simile al commento di Roberta: una buona (pessima) parte del Partito Democratico andrebbe presa a calci in culo da Washington fino alla Luna, perchè non ha sostenuto Obama in alcune scelte cruciali. come la riforma sanitaria.

In Democrazia NoN è la Ragione a guidare il Mondo
:
“Ce n’est pas la raison qui guide le monde, ce sont les émotions, estime Isabelle Filliozat. Il est temps de s’en préoccuper. À l’intelligence de la tête, joignons celle du cœur. La démocratie est à ce prix.”
Ripeto, convinta)
:
In Democrazia NoN è la Ragione a guidare il Mondo
.
http://tusitala.blog.kataweb.it/2010/09/23/in-democrazia-non-e-la-ragione-a-guidare-il-mondo/

Rettifico i links
:
In Democrazia NoN è la Ragione a guidare il Mondo
.
http://tusitala.blog.kataweb.it/2010/11/03/in-democrazia-non-e-la-ragione-a-guidare-il-mondo/
-
G. Zagrebelsky e I. Filliozat si incontreranno ?
.
http://tusitala.blog.kataweb.it/2010/11/03/g-zagrebelsky-e-i-filliozat-si-incontreranno/

Che strano, a mio parere.
Alcuni commenti, ma pochini...
Un argomento del genere, QUESTO argomento, meriterebbe almeno mille riflessioni

In Italistan, siamo di/stolti dalle nostre vicende.

Offender, è assolutamente scorretto che parli qui, in maniera sottintesa, di una discussione che abbiamo fatto su facebook, proprio su questo stesso argomento, senza far capire a chi legge quale sia il nesso tra i i miei commenti qui e gli altri.
O mi rispondi su facebook, o mi chiedi di continuare la discussione su questo blog.
Commenti come questi, "Ma no, Eeka, so' tutti 'gnoranti", probabilmente fanno ridere solo te. Non condividere le opinioni degli altri non implica necessariamente doverle mettere in ridicolo perché si vuol dimostrare di essere per forza nel giusto, di avere ragione. Limitati ad argomentare le tue opinioni, invece di prendere per il culo chi ne esprime altre.

Per la cronaca, queste sono le mie argomentazioni in merito alla mio commento, ridicolizzato da Offender, circa l'ignoranza degli americani:
"Stefano, tu hai la straordinaria capacità di stravolgere il senso delle parole degli altri.
Intanto chiariamo subito una cosa: vuoi dialogare? Se la risposta è si, allora per favore evita stereotipi del tipo "è tipico della gente di sinistra..." , perché con queste premesse non si va da nessuna parte.
Ora, ritornando al discorso di prima circa l'ignoranza ti dico:
1) più della metà degli statunitensi NON E' informato su cosa accade nel proprio paese e NON FA nulla per informarsi; non legge quotidiani, non ha una cultura scolastica accettabile e conosce solo il motto "dio, patria e famiglia", e qualche volta aggiunge pure "dollari". Quando vai a parlare ad uno di questi e cerchi di spiegargli, anche con i disegnini se è necessario, perchè c'è bisogno di una riforma sanitaria, perché è giusto che tutti abbiano i diritto alla salute, quello ti guarda come se fossi un alieno e ti dice :"me ne fotto degli altri, perché devo pagare io per chi muore di fame e non può permettersi un'assicurazione?". Chi ti risponde così è IGNORANTE, COMPLETAMENTE IGNORANTE e non sa che la sanità per tutti significa anche meno spese per il paese intero.
Peggio è quando la stessa risposta te la danno quelli che hanno una cultura leggermente supriore, e con questo mi riferisco a coloro che hanno almeno finito le scuole superiori.
Lo stesso discorso vale per altri argomenti politici, economici e sociologici, culturali.
2) Le campagne elettorali negli Stati Uniti sono fatte quasi porta a porta, almeno per quanto concerne le presidenziali; alle spalle di queste ci sono le lobbies. Molto spesso, però, i candidati al Congresso sono i primi ad ignorare la situazione reale dello Stato per cui si candidano durante le elezioni di mid term. E' più facile usare mezzi come la TV o, in tempi più recenti, internet. Ed ecco che appaiono i veri protagonisti delle campagne elettorali: il fior fiore dei laureati in comunicazione che a colpi di spot propagandistici populisti distorcono la realtà, riproponendola completamente trasfigurata. A tutti questi grandi cervelli basta, in ogni caso, agitare i vari spauracchi tipici della sub-cultura americana (lo straniero invasore che ti vuole togliere il lavoro, il terrorismo, i cattivi di tutto il mondo che ce l'hanno con l'America perchè è un paese libero che esporta il suo modello di democrazia, le minacce al "dio dollaro" e tutte le altre stronzate che conosci bene).
Bada bene, sto parlando principalmente dei repubblicani, ma anche i democratici usano certi metodi.
3) Obama ha perso perché ha sbagliato? Si, anche per questa ragione, se ti fa piacere che lo dica, ma io non concordo. L'unico errore che a mio parere ha commesso è non aver accolto il Dalai Lama. Quello è stato il classico scivolone sulla buccia di banana.
E con questo NON DICO e NON HO VOLUTO ASSOLUTAMENTE DIRE che la sconfitta di Obama e del partito democratico sia da addebitare al popolo che "non è all'altezza". Queste sono parole TUE. Io ho detto e ribadisco che il popolo americano è "mediamente ignorante" (rileggiti i miei commenti). Ciò significa che il popolo americano MEDIAMENTE IGNORA CIO' CHE ACCADE REALMENTE NEL PROPRIO PAESE, e per questa ragione è facilmente manipolabile. ALL'AMERICANO MEDIO non devi toccare "dio, patria, famiglia e dollari", per il resto se ne fotte.
Se non sono stata sufficientemente chiara, guarda (o riguarda) il film "Codice d'onore", soprattutto il monologo di Jack Nicholson nell'aula di tribunale poco prima della sua ammissione di colpa. In quelle parole c'è tutta la retorica statunitense e l'ignoranza di cui parlo.

ale,
non conosco l'america e mi fido di quel che racconti. so che hai legami familiari negli states per cui è normale che tu possa essere più informata di me.
il quadro che dipingi può aiutare a farci capire perchè meno della metà degli americani vada normalmente al voto.
ma ci fa anche capire perchè obama, come ha onestamente ammesso, abbia deluso coloro che lo hanno punito col voto contrario.
il tema del post era: il popolo ha sempre ragione?
io credo che almeno qui il popolo (dei votanti) abbia avuto le sue ragioni.

Alessandra, il mio commento faceva riferimento al tuo primo commento e non alla discussione su FB; di fronte invece alle due alternative che mi poni sul luogo e il modo in cui continuare questa "discussione", vista la maniera in cui hai esposto le tue argomentazioni sia qui che su FB ritengo che non valga la pena sprecare tempo per controbattere.

Marco, appunto. La mia è UNA visione, quindi parziale. Nessuno dice che sia quella giusta, che sia unica e univoca.
E ci sono, insieme, tutte le altre. Ben vengano; guai se non ci fossero!
Il popolo votante americano ha di sicuro avuto le sue ragioni per non dare la maggioranza ai democratici anche al Congresso nel mid term. TRA QUESTE RAGIONI credo ci sia quella che ho esposto. A sostegno di questa mia opinione ho anche riportato, su facebook, la notizia della sconfitta (per fortuna) della candidata repubblicana per lo stato del Delaware, Christine O'Donnell. Questa signora, in campagna elettorale e nei Tea Party, ha fatto un suo punto fondamentale di propaganda elettorale il fatto che fosse, ed è, completamente contraria alla masturbazione.
Argomenti del genere su chi fanno presa, secondo te? Sugli ingoranti, a mio modesto parere.

Alessandra, piu' dell a meta' degli americani non si informa... ma da noi il 90% degli italiani non lo fa; il cosiddetto club dei 5 milioni, e' quello di chi si informa. Onestamente non ne so abbastanza sull'argomento, ma secondo me Obama ha fatto parecchi errori... qui in medio oriente, ad esempio, si critica la sua politica estera; ci fosse stato ancore GWB, ci sarebbe stata alcuna differenza in Iraq, Afghanistan?
Di recente Gramellini ha dedicato un editoriale all'argomento, ma siccome reputo gramellini uno dei giornalisti piu' sopravvalutati della storia sabauda non vi riporto il link !

è ovvio che gli americani sono ignoranti, altrimenti non si sarebebro sorbiti bush junior con quello slancio incredibile!
è ovvio che se una popolazione è ignorante la democrazia diventa un boomerang...
è ovvio che anche qui in italia stiamo messi per certi versi come gli americani e nel ventennio di berluscopi abbiamo fatto grossi passi indietro (non è che sta vincendo, sta stravincendo! ha distrutto la nostra cultura! ha messo tutto in caciara! ha... ma tanto che ve lo dico a fa'...)...

Giorgio, se vogliamo parlare dell'Italia, direi che per certi versi stiamo messi anche peggio degli Stati Uniti. Ma il tema del post non era un confronto tra i due paesi.
Grazie per averci risparmiato i commenti di Gramellini :-D
Concordo con te, è sopravvalutato.

Su Gramellini: io lo leggo ogni tanto, quando mi capita. E lo trovo gradevole, con guizzi assai piacevoli. Ma non mi sono nemmeno sognato di comprare il suo romanzo.

Luciano, Gramellini lo seguo ogni tanto su rai3, visto che è ospite fisso a Che tempo che fa di Fazio. Talvolta mi fa sorridere, o anche ridere, altre volte resto indifferente alle sue battute perché le trovo stupide. Insomma, lo apprezzo a metà.

Ammiro molto gli interventi di Alessandra.
Brava, Complimenti ...e ce n'è ancora di strada da fare...

e vorrei aggiungere
:
nessuno di voi si è chiesto (come mai o cosa volesse dire), nessuno ha indagato sul senso di quelle parole o ha dato unn suo parere sulla frase
:
In Democrazia NoN è la Ragione a guidare il Mondo

Chi di Voi ad esempio condivide o Non convide
il pensiero della Filliozat ?

Se il commento di Gramellini, al quale si allude, è il seguente:

"E così, con le elezioni di Midterm, ci siamo giocati anche Obama. Magari si rifarà fra due anni, ma intanto ha perso l’aureola del messia che gli abitanti del pianeta Terra, non solo gli americani, gli avevano ansiosamente attribuito, obbedendo come sempre a un’emozione intensa ma superficiale, destinata a evaporare alle prime difficoltà. La tipica emozione di un mondo di individualisti che si ciba d’immagini, procede per suggestioni - la pelle nera, Yes We Can - e non crede più nei partiti e nei gruppi sociali, ma soltanto nel leader salvifico. Tanti uomini soli mettono un uomo solo al comando che in realtà non comanda quasi su niente. Cosa potrà mai fare una persona, anche di qualità eccelse, dentro un sistema economico che si muove per conto proprio, secondo dinamiche che la politica riesce appena a scalfire? La sala dei bottoni non ha più bottoni o forse ne ha troppi perché dall’altra parte risponda ancora qualcuno.
I cittadini non hanno smesso di sognare il cambiamento. Ma in assenza di un sistema organico di valori lo hanno delegato a singoli ambasciatori di un’emozione collettiva, caricandoli di responsabilità insopportabili e alimentando speranze che durano lo spazio di una campagna elettorale. Anche in Italia non ti chiedono più quali idee hai, ma se stai con Casini, con Vendola, con Berlusconi. Una biografia in cui ci si possa identificare per sentirsi migliori, una faccia alla quale appendere desideri confusi per poi ritrovarsi ogni volta disillusi, traditi. Avanti il prossimo."

devo dire che io, a differenza di altri commentatori del blog, lo condivido.


P@ola: la razionalità è una delle componenti che contribuiscono alla formazione delle nostre decisioni.
Anche in politica.
Ed è dunque un errore gravisimo escludere dalla sfera pubblica la passione e l'emotività e i sentimenti (facendo finta che non esistano o che non contino). La destra lo sa benissimo e lo sapeva benissimo pure la sinistra di un tempo.
Uno che studia (e divulga bene) questi temi è George Lakoff, che salda politica e metafora.
In soldoni:
per lui tra destra e sinistra ci sono motissime differenza. Una di esse rientra in pieno nel campo "emotivo-metaforico". I partiti e movimenti di sinistra sono attenti ai (come li chiama lui) "valori di sostegno": tollerenza, prudenza nelle scelte, elogio del dubbio, mitezza, educazione dei bambini, attenzione verso le persone in difficoltà. Ma (e questo è il punto!!!!) non ne sono politicamente consapevoli e soprattutto non sono capaci di utilizzare questi valori e princìpi di riferimento nella lotta politica.
A differenza della destra che è abilissima nello sfruttare l'emotività dei propri riferimenti: la fascinazione maschile per la bellezza, il richiamo della violenza, la gerarchizzazione della società.

non ho capito chi dice che i valori della sinistra sono i valori di sostegno, mentre quelli della destra "la fascinazione maschile per la bellezza, il richiamo della violenza, la gerarchizzazione della società."... cioe' non ho capito se siano idee di questo Lakoff o tue (di Luciano).
Ma mi sembra pura e triste propaganda; spero siano quindi idee di questo Lakoff ...

Giorgio: lo sostiene Lakoff.
E io sono stradaccordo con lui.

Domanda, (io sono tendenzialmente di destra) Luciano tu credi che io segua il richiamo della violenza e disprezzi o sia sordo verso tollerenza, prudenza nelle scelte, elogio del dubbio, mitezza, educazione dei bambini, attenzione verso le persone in difficoltà ?


Lasciami dire una cosa, io sono convinto che la stragrande maggioranza delle persone segua chi gli garantisca un pezzetto di pane in piu'. (il mio vecchio ritornello: i cinesi seguirono mao e non chang kai shek perche' ammaliati dalle teoria marxiste o per un pugno di riso in piu'? che poi divenne un pugno di riso in meno ...)
Allora correggimi se sbaglio a tradurre la tua definizione: i movimenti di sinistra sono ipocriti e nascondono la propria rapacita' dietro vecchi ritornelli (esempio i circoli ARCI, che si nascondono dietro a presunti e spesso ridicoli richiami alla cultura, finanzieri/ speculatori/ editori, etc. etc.)... ma gli esempi piu' eclatanti sono nelle persone comuni, che ogni giorno si comportano scorrettamente, lottano per piccoli privilegi, guardano al proprio orticello, poi la sera sono di sinistra...
Io mi sono sempre - attenzione attenzione -definito di sinistra - ma non sopportando chi e' di sinistra - perche' troppi usano i valori di sostegno volendo un sostegno solo per se stessi...
ci sono delle eccezioni - forse tu sei una di queste. Ma i valori della sinistra sono troppo ambiziosi per essere creduti genuini - soprattutto, e qui chiudo, nei giovani. ecco i giovani di sinistra sono l'esempio piu' puro di chi recita il vangelo senza crederci.

Se vuoi pubblico la lista di persone che conosco e credono nei valori di sostegno e non pagano i contributi alle signore delle pulizie. Poi chiamiamo Eli Roth e la sua mazza da baseball...

non mi era piaciuto molto il pezzo di gramellini su obama.
lo ritenevo scontato e pieno di banalità.
ma quello che dice giorgio forse ne giustifica le conclusioni: in assenza di un sistema organico di valori, ci si affida a una faccia per poi ritrovarsi puntalmente delusi.
ma anche no, gramellini!
i valori di riferimento ci sono, e come se ci sono, e se vengono puntualmente nascosti nel cassetto, per poter coltivare il proprio orticello, non è un buon motivo per negarli.
sono le persone che sbagliano, noi per essere più chiaro, non i valori che sono sbagliati.
qui sta il punto.
la fase che stiamo vivendo ha fatto sì che i politici italiani, ma anche non solo italiani, stiano perpetrando un tradimento immenso verso i valori della politica, che non sono altro che l'impegno a lavorare perchè i tuoi valori di riferimento diventino priorità per tutti e siano ispiratori del tuo programma di lavoro giorno per giorno pur nelle difficoltà che gli interessi particolari creano.
allora vedi governi di sinistra che non fanno cose ispirate ai valori di riferimenti della sinistra e stesso discorso a destra. o obama. che enuncia in campagna elettorale una serie di principi di riferimento che gli danno il consenso e la vittoria schiacciante, poi, senza volerne analizzare i motivi o le attenuanti, se ne dimentica completamente.
quando fu eletto zapatero per la prima volta, in due giorni la spagna e fuori dall'iraq, tanto per essere coerenti col valore della pace, e in un mese, sempre per chiarire con chi si aveva a che fare, i matrimoni gay, anche qui per chiarire la coerenza su laicità omofobia ecc...

Dario, io non avevo letto l'articolo di Gramellini. La mia era stata una risposta a Giorgio, poiché Gramellini ogni tanto (come capita a tutti i normali esseri umani) spara cazzate, a mio avviso.
In questo caso le sue parole, per certi versi, sono condivisibili.
Dare addosso al solo Obama, comunque, è ridicolo, per chi sa come funziona il sistema politico americano. Io continuo a sostenere che le sue sono idee forti che possono trovare appoggio anche nelle stramaledette lobbies. Se così non fosse, non sarebbe presidente.
Non condivido assolutamente il fatto che in Italia, secondo Gramellini, si chieda con chi stai (politicamente parlando), piuttosto che a quali idee ti ispiri o quali vai cercando in un leader politico. Questa è un'affermazione un po' superficiale, secondo me.

Giorgio: è inutile girare attorno al fatto che destra e sinistra esistono. E non per un capriccetto sofistico, bensì perchè nascono da visioni del mondo differenti e dunque rappresentano interessi diversi.
Provo a stare terra terra.
A destra si parte da un presupposto: sta nella logica delle cose che il più forte comandi. Ecco allora che in famiglia è giusto che il maschio abbia un ruolo predominante, che nella chiesa cattolica vi sia il predominio assoluto dei maschi, che nella società le "redini del potere" le detengano i più ricchi, che sempre nella società si affermino i più forti, che nel mondo vi sia una prevalenza dei paesi più forti. Che insomma la vita e la sua organizzazione privata e sociale debba avere una struttura gerarchica.
A sinistra non la pensiamo così.
Anche se la "logica delle cose" tende a far prevalere i più forti, noi crediamo che la politica e la cultura debbano modificare queste situazioni. Grazie a tanti strumenti: l'educazione dei bambini (e degli adulti), la scuola publica, la redistribuzione del reddito mediante una tassazione fortemente progressiva, l'uguaglianza delle opportunità per ottenere una fluida mobilità sociale che dia al figlio dell'operaio e al figlio del primario le stesse possibilità, una solidissima rete di protezione per le persone in difficoltà (che non sia "assistenzialismo o carità" ma diritti).
Forse (lo suggerisce Lakoff) destra e sinistra si ispirano a due modelli di genitori molto diversi: la destra (lasciamo stare la versione zozzona-corrotta berlusconiana) al padre autoritario, la sinistra alla coppia papà-mamma accoglienti.

Ecco che è uscito il Luciano...quello con le idee un po' più chiare...
E' questo il Luciano che mi piace e con il quale concordo.
-
Permettetemi dei grossi dubbi sulla sua frase
**P@ola: la razionalità è una delle componenti che contribuiscono alla formazione delle nostre decisioni.
Anche in politica.**
.
Che la razionalità sia UNA delle componenti non ci piove, ma...in quale percentuale ?
Sono convinta che i "valori e le sensazioni dlla pancia" siano al 98% e la razionalità al 2% o al max al 3%
-
Qui giace ed è da ricercare sia "lu" problema che le spiegazioni varie ( a mio parere)

Che percentuale?
Dipende dalle persone.
E (nella stessa persona) dalle circostanze, dalle decisioni...
Come si fa a quantificare una percentuale precisa?

Non sono la ragione e la Razionalità a guidare il mondo.
SE hai la pancia vuota nonhai modo di "ragionare" correttamente prendendoti il tempo necessario;
se provi una emozione "agisci" o "reagisci" a quell'emozione e non ti metti a ragionare sul perchè lo fai ...

L'inteelligenza, però, va anche educata. E compito della scuola è (o sarebbe) anche questo.

Accidenti! che piega interessante che ha preso la discussione, qui!

Alcuni rapidi flash mirati:

1. P@ola: finalmente ho trovato il tempo di leggere i due post su tusitala. Molto interessante e condivisibile. Se lo ritrovo nella confusione della libreria di casa ti citerò anche "sociologie de la peur" che mi riportai dalla francia all'indomani della sconfitta di sègolène, quando in usa veleggiava tranquillo bush e sembrava che l'ondata di destra travolgesse il mondo intero.

2. @ Dario: hai ragione, il brano di Gramellini che hai riportato è pienamente condivisibile e in particolare ritengo questa fotografia del fatto che la coscienza collettiva (e di classe vorrei dire) va a puttane, perchè l'elettorato emozionale, mediatico, un pò nevrotico di queste civiltà on-line insegue la proiezione dell'Uomo solo al comando, del modello biografico di identificazione. E se poi il leader, a sua volta, va a puttane, ... forse ci va per ritrovare e andarsi a riprendere il sistema valoriale di cui sopra?

3. l'outing di Giorgio è ancora una volta paradigmatico di una certa destra che mi interessa studiare ma non condividere. Mi pare di capire che lo infastidisca ascoltare un dibattito - che ha ripreso vigore da almeno un decennio - sull'approccio dell'intelligenza emotiva alle radici del sentimento politico, dove emergerebbe che l'approccio di destra nasca da emozioni negative come paura, diffidenza, pericolo. Giorgio ribatte fondamentalmente che "gli idealisti" di sinistra sono fondamentalmente degli ipocriti che dicono di aderire a valori talmente grandi e sfidanti da essere irreali ed alla fine risultano all'occhio cinico di un destro allenato per essere dei bugiardi in malafede. Soprattutto i giovani con quelle kefiah e tracolle in cotone grezzo sopra i jeans CalvinKlein, giusto?
Inutile dire come mi faccia abbastanza ribrezzo questa posizione, ma ci faccio i conti quotidianamente con i mille Antonio con cui mi tocca confrontarmi, alcuni dei quali mi si sono rivelati recentemente (l'antonio è solitamente pudico) allorchè mi si è guastata l'ammiraglia di famiglia ToiletWagon Fiat e ho preso in prestito la spaziale monovolume tedesca del suocero ... vi lascio immaginare, vi racconto più tardi lo spasso.

4. @ Luciano: grazie di esistere (ma non ti dirò "meno male che Luciano c'è"... ;-D ). Stavolta stai andando fuori tema... Piuttosto che i valori consapevoli della sinistra contro i valori consapevoli della destra (discussione interessantissima e degna che abbiamo affrontato già altrevolte ma che non si dà mai per esaurita ), la svolta impressa alla discussione da P@ola è su un altro piano analitico: al di là dei valori e temi consci e razionali, che innervano senz'altro la nostra vita, sensibilità e partecipazione politica, vi sono degli atteggiamenti emotivi di fondo che condizionano abbondantemente (sulle percentuali ne possiamo discutere) i risultati elettorali nelle democrazie mature, che ne risentono enormemente nel loro processo evolutivo. Di questo dobbiamo parlare ed è a tema sia per la debacle di Obama, sia per capire come fanno gli spin doctor nostrani a trasformare sempre il dibattito elettorale in referendum personale sulla biografia del premier e a ritrovarci a discutere di escort a palazzo chigi, mentre è il paese che va a puttane e se ne parla sempre troppo poco.

El_Nino, guarda che non è niente male il tuo abbozzo di slogan ("A puttane ci vanno in due: Berlusconi e l'Italia")

"sociologie de la peur"
cercalo,
trovalo
ecc....
mi interessa assai
ciao

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