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12/08/2010

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Un ritratto con milioni di riproduzioni. Se Flaiano fosse ancora vivo sarebbe disoccupato, perché le cose scritte cinquant'anni fa erano definitive e senza scampo.

Numme piace manco un po'.
Troppi qualunquismi messi assieme, troppe miopie affastellate, con l'unico vantaggio economico di far brillare l'ego di chi scrive. Mi pare la voce invece di tanta sinistra contemporanea, che sputa su quelli che per un certo periodo frequenta, dei quali uh prende scrupolosi appunti! sul cui voto sonstanzialmente sbava, e che di comprendere le logiche mentali le scale di valore i metri di giudizio, manco a parlarne. C'è una schizofrenia di fondo Luciano a predicare il dialogo democratico il confronto tra parti diverse e poi postare una cosa del genere. A parlare di ideologie mi sembra che si autoescludano. Io ti preferisco quando dici che bisogna comunicare e discutere, e mettersi sullo stesso piano, come quello che hai scritto in qualche commento fa. Questo sarà pure Flaiano ahò, ma non è che ci fo molto.

Zauberie sono stufo di quotarti, quand'è che ci si prende di nuovo a legnate? ;-)

Non è mica obbligatorio essere d'accordo con Flaiano. Che (comunque) non scrisse quel pezzo ieri sera, ma cinquantaquattro anni fa.

Io credo che bisognerebbe prendere atto, con un minimo di umiltà, che siamo tutti dei Qualsiasi, o meglio ci sono aspetti e caratteristiche del Qualsiasi nella vita di ognuno. In genere io diffido molto di coloro che, come si diceva a casa mia, salgono sul cerasiello (credo fosse una sorta di trespolo) e cominciano a sparare giudizi sulla banalità degli altri. Nessuno di noi può considerarsi un preclaro esempio in servizio permanente effettivo.

Non credo che Flaiano, né Luciano, siano saliti in cattedra, tanto meno su un predellino, con questo pezzo. Nessuno si senta escluso, nemmeno gli scriventi. Il ritratto mi sembra fedele di molti tipi di italiani (e non solo italiani) in circolazione. È il tipo di società molto sfaccettata alla quale hanno attinto tanti sceneggiatori (e Flaiano lo era) e registi dell'età d'oro della commedia all'italiana. Qualunquisti anche Risi, Monicelli, Steno, Loy, Germi, Age e Scarpelli, Zampa, Magni, Cecchi D'Amico, Marchesi, Corbucci, Salce eccetera? Più che altro artisti, direi.

Ma gcanc ci mettevano uno sguardo affettuoso, non dico sempre ma molto spesso, e parecchie sottili sfumature che qui mancano. A me questo pezzo pare che oltre la rampogna, efficace perchè meta storica, valida allora ora ma volendo anche 500 anni fa, non vada.
In ogni caso, io non è che Luciano non sia d'accordo con Flaiano, ma con te che lo citi. Penso che se dovessi essere una della parte politica non tua, e mi dovessi rendere conto che in qualche modo questo pezzo mi riguarda, e certo che sarebbe così Luciano, beh mi sentirei molto aggredita e infastidita, mi sentirei non capita. Crederei che ti sciacqui la bocca con le belle parole ma che in linea di massima sei uno stronzo che non sa niente nè vuole sapere niente della vita degli altri. Ogni possibilità di dialogo andrebbe a puttane.
Avrei torto, io lo so che avrei torto. Ma insomma è come se ogni tanto te cescappasse la mano.
Saluto Offender e quoto Eeka.

La verità è che è difficile. E' davvero difficile questa cosa dell'ideologia democratica per cui senti che il rispetto è un valore di fondo, epperò come ti comporti con le ideologie della mancanza di rispetto? Ti mettono in una contraddizione in termini, allora a tutti capita - come di sbandare.

Zaub, se ho capito bene, e non sono sicuro di avere capito bene, ne fai una questione di chi dice cosa. Se è un punto di vista che reputi condivisibile, ti preoccupi che qualcuno possa sentirsi offeso per il fatto che è stato espresso da un eventuale avversario politico che non avrebbe titolo per fare prediche? Inoltre, ti preoccupi della mancanza di rispetto nei confronti di chi il rispetto non sa neppure cosa sia? Nel primo caso sarei d'accordo se il pezzo l'avesse scritto un altro, ma non Flaiano, che, ribadisco, reputo un artista, oltre che un intellettuale, e non un soggetto politico-partitico (forse un soggetto politico nel senso più ampio, perciò in diritto di formulare una critica, anche generica ma puntuale, come questa.
Sul secondo punto: essere democratici non significa necessariamente accettare il punto di vista altrui senza discuterne. E se la discussione trascende e si arriva alle mani, il mio senso democratico e il mio rispetto non mi inducono a porgere l'altra guancia. Con questo non credo che sia regola rispondere alla violenza con la violenza, ma le ideologie del non rispetto per me non meritano alcun rispetto.

non mi piace il termine "quoto" qualcuno, però quoto zau.
penso anche zau che non è necessario appartenere alla parte politica non di luciano per sentirsi infastidito e aggredito perchè questo pezzo non riguarda solo gli altri.
a me i preclari esempi in servizio permanente effetivo (cfr eeka) hanno un po' rotto, incluso flaiano.

Gcanc. In buona sostanza, questo pezzo per me non è granche perchè estremizza difetti e crea delle figure monocromatiche, è quindi cioè per me un pezzo irreale, artisticamente se vuoi poco valido. Di dieci tipi di qualunquismi che molto spesso sono abbianti a dieci tipi di personalità diverse, si sintetizza una unica qualsiesità che ha l'unico vantaggio di non essere chi scrive, o chi cita chi scrive. Tra questo e la gagliarda ironia dei film di De Sica, ci sta un abisso. Il pezzo è stato citato in riferimento a una larga fetta della popolazione, quella che ha votato questo governo. La stessa verso cui ci si dovrebbe porre costruttivamente come interlocutori, o addirittura presumere di esserne convinti. Non ci si pone come interlocutori sputando in faccia alle persone. Questa è la mia SECONDA obiezione, la prima è che questo articolo è retorico, snob, puzzone, moralista in maniera facile magari anche un tantino ricattatorio. Non che manchino a questo mondo persone che non stimi, o che addirittura disprezzi: ma sento che con quanto scritto qui le convergenze sono molto poche.

Ultima cosa, anche io non rispetto chi non rispetta. Ma se ne sbatte il cazzo questo post tutto sommato dell'estremismi in zona nazismo, o lega. Il post ammicca alla famosa gente comune, alla vituperata borghesia, che ogni tanto rischia di, ma non sempre non rispetta, ha invece logiche diverse.

@Zauberei: è vero, i grandi registi del cinema italiano non si ergevano a giudici nemmeno dei personaggi più cialtroni, tipo alcuni interpretati da Alberto Sordi. Gli spettatori potevano riconoscersi e potevano risconoscere anche i loro difetti, ma senza sentirsi disprezzati o, peggio, derisi.
Inoltre credo che chiunque di noi, prima o poi, abbia pensato e si sia sentito meglio della media. In molti casi è anche vero, ma se questa sensazione non è accompagnata dalla consapevolezza che anche noi siamo "gente comune", ci si trasforma in insopportabili narcisi sprezzanti. E molti che si atteggiano a persone che si distinguono dalla media, che hanno gusti sopraffini rispetto alla banalità altrui, in realtà mascherano la loro incapacità di coltivare rapporti sociali normali.

Condivido il vostro punto di vista, ma io tutta questa altezzosità nel pezzo di Flaiano non l'ho trovata.

Un paio di osservazioni.
1) Io non ho citato il pezzo di Flaiano a proposito di nessuno. Infatti (volutamente) gli ho messo un titolo neutro e non l'ho accompagnato con nessun commento. Ripeto: il testo è del 1956 e ognuno ci veda (o non ci veda) i rapporti con l'attualità che vuole.
2) Ennio Flaiano era un romanziere, sceneggiatore, scrittore satirico. Non un politico: non voleva convincere nessuno nè cercar voti nè andare al governo.

Luciano, se tu hai citato il pezzo è perché ti ha in qualche modo colpito e perché nel signor Qualsiasi hai riconosciuto qualcuno.

Io penso che chi sbotta è perché - nonostante tutti i suoi nonostante e percome e un comunicare che chissà dov’è messi a scudo - sembra, l’Ennio, narrare a elenco e a spunto, a chiama, voce per voce: appello di controllo d’identità inevitabilmente suicida (e neanche a disprezzo o distinguo discriminante); come un prova tutto prima di sapere se davvero sai volare.

E ci si sente a ritratto: e, prima cosa e a difesa di un’identità goduta, lo rifiuta perché gli somiglia, nonostante.

Un saluto.

Certo, Offender.
Infatti nel pezzo di Flaiano riconosco anche alcune caratteristiche mie.

Cavoli,
sono d'accordo con la neuromantica coccoina.

E considero diritto inalienabile di Luciano postare quel brano. E altresì plaudo al tentativo di Faliano di ritrarre un tipo umano molto italico e piuttosto diffuso.
E rivendico il diritto di tutti a giudicare. E a sbagliare talvolta.
E a mettere alla berlina comportamenti altrui e proprii.
E se l'esito artistico stavolta non è magari altissimo, poco ne cale.

ps grande Gcanc, trattasi proprio di ritratto con milioni di riproduzioni.
Sapessi quanti ne ho conosciuti. E quante volte sulle vicende sinistrose sarò sembrato all'altrui questa sorta di disincantato credulone tutto preso nell'incartare di furbizia la propria voglia di credere che esistano sempre soluzioni magiche e definitive per travasare grandi aspirazioni in misere esistenze.

Salutoni ventosi da un turista qualsiasi sulla costa vermiglia.

...ehm
Faliano sta per Flaviano...

ho problemi ndi dislessia oltralpe...

Ehm... Flaiano

Sul suo nome e cognome ci sono varie storielle divertenti.
Eccone una.
In un articolo, un giornalista inglese lo scambiò per un autore latino e dunque lo corresse in "Ennius Flaianus".
Che commentò: "E' probabile che io sia un antico romano dimenticato dalla storia, a scrivere cose che altri hanno scritto molto meglio di me: Catullo, Marziale, Giovenale"

...ehm ... Eelkha, te lo dissi che snoo dislessico in catalogna.

"E rivendico il diritto di tutti a giudicare"

Anche di giudicare chi giudica ;-)

Per citare Giovenale... Quis custodies custodes ipsos?

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