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28/05/2010

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Banalmente: le discussioni fatte a viso aperto e con gli argomenti messi in evidenza sul tavolo sono (quasi) sempre positive.

Offender, vediamo se riesco a spiegarmi meglio. E' una tua prassi estrapolare solo alcune frasi dai commenti miei e di tutti gli altri e commentarne quello che secondo te è il senso, o l'eventuale opinione contenuta in quella frase. Spesso, poi, ne metti insieme due o tre non necessariamente legate tra loro, ne fai un minestrone interpretativo e le adatti alla tua visione delle cose, in modo tale da far apparire quei pensieri "copiati, incollati e abortiti", come privi di logica, di senso o talvolta, quando esageri, delle "non-opinioni". Insomma, usi l'operazione "copia e incolla" in maniera indiscriminata per il solo piacere di andare a scovare, in chissà quali pieghe oscure dei pensieri altrui, quelle che per te sono contraddizioni, facendo sembrare l'interlocutore di turno uno che spara solo cretinate. In pratica, con questa operazione, ciò che pare tu voglia dire è: "non mi interessa tutto il tuo discorso, ma solo qualcosa che mi colpisce particolarmente perché è l'esatto opposto di quello che penso io, perciò la prendo, la metto in bella vista, le dò il senso della mia visione personale e te la trasformo completamente fino a che non sarai costretto ad ammettere che stai dicendo una cazzata". Questa prassi si chiama "processo alle parole e alle intenzioni", dal mio punto di vista, e la trovo decisamente scorretta, soprattutto se fatta da una persona intelligente che sostiene e difende la libertà di opinione propria e altrui. E' uno dei tanti modi di trasformare un confronto di idee in un dialogo tra sordi. Nessuno qui o altrove è il depositario dello scibile umano o della verità assoluta (che nemmeno esiste, a mio avviso), dunque non sta scritto da nessuna parte che le opinioni debbano essere condivise per forza e, quando non è così, privarle di senso o addiruttura metterle in ridicolo. Aggiungi anche che ognuno di noi si esprime come meglio sa e può; se i miei commenti o quelli di altri sono talvolta lunghi ed articolati, altre volte più brevi, ciò non può obbligare né me né altri a temere un processo ogni volta che ci si esprime, o provare un fastidioso disagio nel cercare di "giustificare" la propria opinione per il semplice fatto che tu ne hai stravolto il senso, o non la trovi aderente alla tua. Insomma, spesso e volentieri fai la mestrina che bacchetta con "le virgolette". Non dico che sia "illegale", ma ingiusto si. Dovresti farne un uso meno indiscriminato, a mio avviso.

Io però quel concetto non l'ho ancora capito, te lo dico in tutta sincerità. Me lo spiegheresti per cortesia?

Si Offender, te lo spiego volentieri, ma perdonami se non lo faccio adesso perché sto completando una la lezione che dovrò fare oggi. A dopo.

Rinverdisco la "questione Porsche" sottoponendovi questo articolo apparso su L'Unità di oggi:

http://www.unita.it/news/francesco_piccolo/99667/la_comoda_etica_del_suv_cattivo

:-) Offender, "Pace... e pene" come direbbe un tedesco trapantiato, anzi piantato saldamente, a Roma.

:-)

Il pezzo di Francesco Piccolo l'avevo letto stamattina ed ero tentato di mandare una lettera all'Unità.
Dicendo più o meno questo:
"Piccolo è diventato uno dei miei commentatori di riferimento: spesso, se ho un dubbio, mi basta pensare il contrario di ciò che pensa lui. Come in questo caso del Suv: certamente è un mio logoro e pregiudiziale clichè ritenere che chi guida il Suv sia generalmemnte un "tipo da Suv" con tutti i corollari del caso. Ma se esistono i logori pregiudizi esistono anche i logorissimi pregiudizi di chi, come Piccolo, pensa che i pregiudizi siano sempre sbagliati"

Ma Piccolo non dice questo: parla di eccessivo accanimento e dà una sua interpretazione su cosa spinge molte persone ad accanirsi. Interpretazione sulla quale mi trovo d'accordo.

Secondo me, Piccolo esagera. Perchè contro i Suvisti e i "fuoristradisti" che infestano i centri urbani non c'è nessunissimo accanimento o repressione di alcun genere: chi li ha mai perseguitati od oppressi oppure si sarebbe "accanito" contro di loro? Ma quando mai? Piccolo li/le ha mai visti/e al volante dei Suv/fuoristrada? Gli hanno forse dato l'impressione di una categoria perseguitata?
A meno che Francesco Piccolo non confonda "persecuzione" con "critica".

Accanimento non significa perseguitare ed opprimere, nel pezzo di Piccolo mi sembra chiaro che lo intenda come "ostinarsi"

Se è per questo, anche Piccolo ha almeno una fissazione: "ostinarsi" a ridire ripetere riscrivere che la sinistra sarebbe gravata dall'errore di essere pregiudialmente antiberlusconiana.

Offender, torno a riprendere il discorso che avevo lasciato in sospeso ieri.
Mi hai chiesto di chiarire un mio concetto che dici di non aver compreso. Farò di tutto per essere il più chiara possibile, ma il problema è che non posso farlo senza autocitarmi e prendere per intero alcuni commenti. Lo spazio è decisamente limitato.
Provo a sintetizzare.
Innanzitutto riporto per intero il commento di Eeka, poichè è da quello che è partito tutto il resto, a mio avviso: "Un processo come quello di Norimberga sarebbe stato fondamentale per un'effettivazione defascistizzazione dell'Italia, così come per la denazificazione della Germania. Un processo formale avrebbe potuto identificare responsabilità e ruoli. In mancanza di un atto simile, si è potuta accreditare l'idea che in Italia nessuno fosse stato attivamente coinvolto nel regime fascista: tutte pedine inconsapevoli. In questa indeterminatezza furono epurati solo i pezzi piccoli e quelli che realmente erano coinvolti, grazie a connivenze, collusione, corruzione, alla fine la fecero franca" - Scritto da: Eeka | 31/05/2010 a 16:10
A questo io ho risposto: "Eeka, per quel ricordo io delle immagini che ho visto e degli atti scritti del processo di Norimberga, nessun nazista si è assunto realmente la responsabilità di ciò che commise. Molti si giustificarono dicendo di aver ricevuto ordini. Chi ti dice che non sarebbe successo lo stesso in Italia?
Addirittura alcuni nazisti non profferirono parola, poiché ritenevano il processo a cui erano sottoposti una cosa iniqua, non riconoscendo quel tribunale internazionale." -Scritto da: Alessandra | 31/05/2010 a 16:38

Per quanto fossi stata sintetica, mi sono riallacciata direttamente al commento di Eeka e con il mio volevo dire semplicemente ciò che avevo detto ancora prima: un processo a Mussolini sarebbe stato completamente inutile poiché la sentenza non avrebbe cambiato nulla. Questo è il senso della frase che tu, Offender, hai riportato solo in parte estrapolandola non solo dal commento, ma anche dal discorso generale, o meglio da una specie di "botta e risposta" tra me ed Eeka. Bastava seguire il filo logico e sarebbe apparso tutto più chiaro fin dall'inizio, soprattutto in virtù di un mio commento precedente, e poi riportato successivamente, che non copio di nuovo perchè è lungo; comunque è questo: Scritto da: Alessandra | 31/05/2010 a 17:25
Se hai la pazienza di andare a rileggerlo, vedrai che sarà tutto più chiaro.

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