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Lettura quotidiana della Bibbia

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  • Lettura quotidiana della Bibbia

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25/03/2010

Commenti

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Ahhhhhhh
eccoun punto interessante
:
"What is essential and what is expendable" ?
.
Per me sono essenziali
il piacere, il sesso, il gusto della vita;
Per me è expendable
la vita eterna, alla quale non credo.

Per la costruzione (faticosa ma indispensabile e possibile) di un'etica condivisa si deve prescindere dalla fede nella vita eterna.

Paola non stiamo parlando di cio' che ognuno di noi considera essenziale in un certo momento della propria vita. Questo e' un punto di vista legato all'attimo,alle opinioni, ai gusti di ogni singolo individuo.
L'essenzialita' in senso eminente e' cio' che non dipende dal giudizio del singolo ne' dallo spazio ne' dal tempo ma (pur avendo i suoi support nel fenomenico) e' determinato dalla sua conformita' alla realta' ontologica che ne costituisce pricipio e fine.
Il fatto che tu non creda in qualche cosa non lo rende meno reale o essenziale viceversa l'essenzialita' di gusto ed opinione ha una evidente relativita'che ne costituisce la maggior contraddizione.

Uno,
tu mi stai parlando di un aldilà "reale".
Provamelo.
Ripeto: Non lo ritengo essenziale alla e per la mia vita. E nessun o mi può imporre un concetto, se io Non credo in quel concetto.
Ovvio, ...o no ?
Mi sa di no, in quanto le cosidette "persone religiose" vogliono che gli altri si uniformino a loro, alla loro visione.
Mai che dicano "fai come ti pare"...

P@ola, uno ha la convinzione di conoscere la verità. Pertanto ogni opinione non conforme alla sua è sbagliata, anzi la tua è un'opinione, la sua no, è verità e punto. E' inutile discutere con una persona che ha queste convinzioni.

No Paola, nessuno vuole che ti uniformi, nel Corano si legge: ''Nella religione non vi puo' essere costrizione''.
Quello che ti facevo notare era che non puoi applicare le categorie dell'umano, al divino, non puoi spiegare il secondo tramite il primo (con espressione filosofica piuttosto che religiosa si puo' dire che e' il mondo degli archetipi a dare origine a quello delle forme e non viceversa)cosi' come non si puo' paragonare l'individuale (limitato nello spazio e nel tempo) con l'universale (che trascende spazio e tempo).
L'identita' suprema,l'unione, fine ultimo di ogni forma di realizzazione spirituale, e' totalizzante ed onnicomprensiva,e' un passaggio dal nulla al tutto.
Nessuno vuole importi alcunche' ma sii coerente nel riconoscere che cio' di cui non puoi aver ''esperienza'' (come la intendi tu) non puo' essere negato per gli stessi motivi per cui dici che non puo' essere provato.
Naturalmente fai come ti pare.

E meno male che c'è scritto questo nel Corano
"nel Corano si legge: ''Nella religione non vi puo' essere costrizione''.
...perchè Non mi sembra che i Mussulmani siano molto liberali verso il reato-peccato di Apostasia !!
Malgrado la carta dei diritti umani lo vieti, in alcune nazioni l'apostasia è punita, talvolta è prevista anche la pena di morte.
-
Leggi un po'
:
http://it.wikipedia.org/wiki/Apostasia
:

Nell'Islam l'apostasia non è ammessa e la ridda (termine per indicare l'apostasia) comporta l'applicazione di una delle pene-hadd (la parola hadd sta a indicare il "limite, confine" imposto da Allah all'operato umano) previste esplicitamente dalla Shari'a.

Il murtadd (apostata) viene sanzionato con la pena capitale se l'atto non sia avvenuto per sfuggire alla morte o a un pericolo grave per sé o per i propri cari e se sia stato compiuto con la precisa intenzione ( niyya ) di abbandonare la "vera fede".
.
Uno,
ti rendi conto - almeno - di quello che scrivi ?
Il massimo della coerenza intellettuale, nevvero ?

E' vero
Offender,
quella di Uno
è LA verità,
LA vera fede
...
insomma quella è LA SUA realtà.

Chi crede di AVERE IN TASCA o in Testa la VERITA'(in termini religiosi e/o metafisici) è un presuntuoso (uso un eufemismo!).
Mi provi che Quella (e non un'altra) è la Verità.
Esigo dimostrazioni (senza che vengano tirate in ballo le desuete, a tutti note, prove dell'esistenza di Dio dei vari filosofi medioevali).
Più modestamente io, siccome penso " che cio' di cui non puoi aver ''esperienza'' (come la intendi tu) non puo' essere negato per gli stessi motivi per cui dici che non puo' essere provato" (UNO), non mi proclamo atea.

Perchè le sue tesi siano accettabili, occorre che dica: io ci credo. E stop.
Nel qual caso, ha tutto il mio rispetto.

Ho seguito questa discussione solo a sprazzi, e potrei essermi perso qualcosa. Però mi pare abbia preso vie molto traverse, sulle quali è difficile che cattolici osservanti, cattolici laici, seguaci di altre fedi, cristiane e non, agnostici ed atei possano trovare un incontro di opinioni, partendo da premesse così diverse in tema di fede, ragione, morale ed etica. Mi pare un dialogo tra sordi, che volte scade pericolosamente nell'irritazione, se non nell'offesa gli uni degli altri. A me pare indispensabile separare la sfera laica da quella confessionale, la giustizia umana (con tutti i suoi difetti e a volte i necessari compromessi) da quella divina, imperscrutabile per sua natura per chi ci crede (a che vale quindi parlarne, se non a fini di pensiero puramente speculativo?).
Tornando al tema di partenza (eventuali dimissioni del Papa) mi pare sia materia tutta interna alla chiesa romana intesa come gerarchia, che è un'entità di potere che si erge a guida di una comunità di fedeli in base a una tradizione nata su interpretazioni del Vangelo (“Tu sei Pietro e su questa pietra...”) ed atti storici (la donazione di Costantino, i dogmi medievali del primato del vescovo di Roma e successivamente quello della sua infallibilità, …) certamente umani e non divini, molto spesso discutibili se non palesemente falsi. Questa netta separazione tra gerarchia (con a capo un Papa, vertice indiscusso e infallibile per medievale autoproclamazione) e popolo dei fedeli è indiscutibilmente causa di progressivo allontanamento tra l'una e l'altra. La strenua autodifesa della prima in posizioni di chiusura e di arrocco ogni volta che si sente attaccata fa parte della storia, è una costante che a mio parere (e non solo mio) arreca danni solo a se stessa ed esprime solo la sua incapacità a rinnovarsi, a venire incontro alle reali esigenze della chiesa intesa in senso più ampio (la comunità dei fedeli). Dimettersi o no quindi in fondo non è materia che ci riguardi, a mio parere. Certo che qualsiasi cosa faccia porterà comunque delle conseguenze. Abdicare sarebbe un colpo di piccone ai principi su cui si regge il potere di governo della chiesa (il che implica anche la sua autorità pastorale). Non farlo aumenterà la profondità del solco già enorme tra gerarchia e popolo.
Spetta sempre a loro trovare (se esiste) una terza soluzione.

Paola, la ridda puo' essere riferita solo ad un musulmano mentre il ''non vi e' costrizione...'' si riferisce ai non musulmani nel senso che non possono essere obbligati ad abbracciare l'islam. Nel corano infatti si raccomanda di far avvicinare all'islam il non musulmano con gentilezza buone parole ed il buon esempio.
L'ho gia' scritto ma son costretto a ripeterlo (anche per Ilva ed offender) che non detengo alcuna verita' e che concordo con una visione dell'esistenza che appartiene al mondo della tradizione metafisica di cui l'espressione religiosa costituisce un aspetto esteriore. Non invento alcunche' non rivendico alcunche' di mio e mi limito ad esporre, ad indica una visione del mondo dimenticata che tenga conto della dimensione spirituale dell'uomo della sua realta' ontologica e del suo destino. Ilva, io non posso provarti niente, ti posso solo indicare una direzione e se tu o chiunque altro non volete neppure alzare gli occhi o interrogare voi stessi sono fatti vostri , siete liberi di volgere le spalle all'infinito e consumare questo frugale pasto della vita paghi del nulla cui vi aggrapate ed ignari del tutto che c'e'.

vedi uno, quello che molti trovano irritante (io per primo, ma lo sai già) del tuo modo di approcciare il dialogo/dibattito con gli altri frequentatori del blog è proprio questo: mentre noi ci cibiamo di poche cose, anche scarsamente nutrienti, tu ci fai sapere con superbia che stai banchettando. Attento al colesterolo, le arterie si intasano facilmente, poi è un casino sgorgarle.

Uno, se non ti reputi detentore di nessuna Verità, ma solo di una "fede", hai tutta la mia stima.

Quanto a me, non sono nata ieri nè anagraficamente, nè intellettualmente, nè spiritualmente. E' ovvio, dunque che (non essendo per altro completamente acefala)"abbia alzato gli occhi"e "interrogato me stessa". Tra l'altro ho anche letto qualcosina (inclusi, come intuirai dopo aver letto questo post, Spinoza e Nietzsche)

Detto questo, sono pervenuta, rispetto alla religione, ad una posizione molto personale, assimilabile forse solo al panteismo.
Non credo in nessuna delle religioni rivelate.
Non credo in un Dio persona che , come un contabile-guardone, prende nota di tutte mie inadempienze e a cui, di esse, dovrò un giorno rendere conto.
Per me il"peccato" è un qualcosa che turba l'armonia dell'universo con cui Dio stesso coincide e che, dentro, mi rimorde. Il lavacro della confessione non mi interessa. Lascio ad altri le lavanderie, attraverso i cui oblò un prete si fa non solo i c. miei, ma quelli dell'intera comunità che gli è sottoposta.

Se ti interessano altri aspetti della mia "filosofia" se ne può parlare. Ma sappi che dentro non ci troverai citazioni tratte dai Vangeli, i quali a mio avviso per altro non hanno nessun valore di storico (se si esclude qualche annotazione non sostanziale)

Concludo dicendo che, per onestà intellettuale e malgrado non sia facile nè piacevole,
sono costretta a "consumare questo pasto frugale della vita", senza il conforto di un ipotetico banchetto ultraterreno. Cerco, spesso senza riuscirci, di renderlo meno squallido ed insipido

. con una buona dose di morale laica,
. con la consapevolezza che ogni momento è irripetibile,
. con l'orgoglio dato dal fatto che la mia "scelta" comporta non poco coraggio,
.con l'accettazione dei miei limiti,

ma anche
. con il vanto di aver usato, senza bluffure o delegare ad altri il tentativo di rispondere ai tanti "perchè"
(ontologici, esistenziali e quan'altro), quel po' di cervello che la Natura-Dio mi ha creata.

Credo di non essere un'oca giuliva, gaudente e superficiale (come mi pare tu consideri i non credenti!)

Leggi: "commento" non "post"

Il problema,gcanc, e' che tu e gli altri anteponete il vostro ego a tutto il resto e non riuscendo o non volendo affrontare con umilta' e serieta' un tema che vi riguarda vostro malgrado reagite sul piano personale con battuttine, sfotto' ed aperto fastidio ad un approccio che criticate ma che e' pur sempre un approccio, un invito alla riflessione.
Se volete commentare i miei interventi badate ai contenuti e lasciate perdere lo scrivente.

Scusate anche l'errore del pronome relativo "che" (= "con cui").

Be' uno che proprio tu parli di ego mi fa morire dal ridere.
Comunque a me in genere piacciono i tuoi interventi, perché denotano competenza, profondità, conoscenza, mentre detesto tutti quelli che "citano" e parlano con le parole degli altri. È solo che mi sei antipatico e non posso prescindere da te per le cose che scrivi e come le scrivi. La vecchia storia del dito e della luna con me non attacca, perché io guardo luna, dito e proprietario del dito e anche dova va a finire il dito dopo avere indicato la luna. Lo so, sono un povero di spirito, ma tant'è. D'altra parte, se non ci fossero quelli come me con chi potresti polemizzare ed elevarti? Sei il nostro faro, anzi, il nostro lampione, che tentiamo di spegnere con la fionda, perché ci mostra quanto siamo piccoli.
Saluti dal basso.

gcanc :-)
Lascialo fare, uno si sta fa facendo dei meriti nel suo paradiso, cercando di convincerci.

Ilva ho scritto ed inviato il mio ultimo commento prima che il tuo apparisse
quindi ti rispondo partendo dalla fine del tuo intervento.
Non ritengo gaudenti o superficiali i non credenti ma faccio dei distinguo. Hai citato Nietzche, potrei aggiungere Michaelstaedter, ci sono state menti raffinatissime capaci di indagine filosofica e psicologica estremamente sottile ed acuta e che alla fine sono implose per non essere riuscite a convogliare la loro potenzialita' in senso verticale. Ci sono anche oggi persone molto intelligenti che non accettano le religioni ma che si interrogano in merito alle cose ultime; questi rispetto ed a questi auguro di trovare la loro strada interiore che li conduca ad una maggiore prossimita' con Dio (e non intendo qui semplicemente il Dio personale delle religioni ( Brahman Ishvara , come viene definito nell'induismo, ''saguna'', con attributi ma il Principio assoluto, l'alfa e l'omega).
Ci sono invece coloro che si proclamano fieramente atei, generalmente in possesso di una buona cultura accademica ed impregnati di una forte ideologia illuministico progressista. Costoro oltrepassano di gran lunga le posizioni agnostiche dei primi e in palese contraddizione con qualunque principio logico, in barba persino alla razionalita' che dovrebbe guidare ogni loro pensiero, proclamano l'inesistenza di Dio, spingedosi, alcuni,a pretendere di poterlo dimostrare. Questi francamente mi fanno pena.
Per quanto riguarda la stragrande maggioranza dei credenti/non credenti, coloro cioe' che pensano ci sia qualcosa lassu' ma che non hanno alcuna conoscenza dottrinale (ne religiosa , ne teologica, ne metafisica)generalmente finiscono con lo seguire la religione che gli compete dalla nascita in modo abbastanza tiepido oppure con ottusa srupolosita'. Una parte invece, dotata per lo meno di un certo spirito critico, non puo' non notare la decadenza e le incongruenze di quello che e' l'aspetto piu' esteriore delle varie religioni e cioe' l'esempio indegno fornito dai suoi ''ministri''e la mancanza di vera spiritualita' sostituita da una lettera morta che da la sensazione di imporre senza spiegare.
Le religioni pero'hanno una loro ragion d'essere (ho piu' volte spiegato quale sia) e l'evidente vuoto che stanno lasciando per incapacita'dei rappresentanti del culto di essere all'altezza del loro compito viene riempito da ogni genere di idoli psichici che sviliscono la stessa natura dell'essere umano riducendolo alla sua natura piu' bassa che sa nutrirsi solo di materialita'. Altri ancora, psicologicamente fragili ma con un anelito per la dimensione dello spirito, sono facile preda di cialatroni, pseudo guru/stregoni, astrologi, sette pseudo orientaleggianti o che pretestuosamente si riallacciano ad organizzazioni iniziatiche medievali ormai estinte.Per non parlare della controtradizione e delle sette di chiara e dichiarata ispirazione satanica. Non mancano poi tutti i movimenti sincretisti del fenomeno new age che sono semplicementge una parodia dello spirito. Ecco , in questo panorama, la morte di una istituzione come la chiesa cattolica (anche se non e' la morte del cristianesimo)non e' da vedere come buon segno perche' rischia con molta probabilita' di essere rimpiazzata da qualcosa di molto peggiore.

"se tu o chiunque altro non volete neppure alzare gli occhi o interrogare voi stessi sono fatti vostri , siete liberi di volgere le spalle all'infinito e consumare questo frugale pasto della vita paghi del nulla cui vi aggrapate ed ignari del tutto che c'e'."

e tu questo lo chiami non pensare di detenere alcuna verità?

Offender,se tu, anziche' continuare esclusivamente a polemizzare facessi uno sforzo, anche piccolo, di riflettere sul contenuto dei miei interventi e lasciassi perdere questo continuo ed inutile processo alle mie intenzioni, faresti un gran servizio a te stesso.


Perchè Uno,
senti così forte il bisogno di persuaderci, di convincerci a divenire e a pensare come te ?
.
Io non anelo, non cerco e non credo alla vita eterna.
Mi piacerebbe avere, tra i compagni di viaggio, una persona che mi dicesse "OK, Paola, ne prendo atto e ti RISPETTO"
Rispettare significa accettare le mie idee e NoN cercare di farmele cambiare.
.
Invece NO.
Continui a dirmi quanto sia bella la tua vita da credente.
Se considerassi bella la tua vita, me ne sarei già accorgerta da sola e magari proverei un poco di invidia per te.
Invece no, io vivo la mia vita e non invidio il tuo credere.
Allora tu, invece di VIVERE la tua vita tranquillamente e liberamente (come io ti permetto di fare), vieni continuamente a portarmi indizi e prove per PROVARMI che tu hai ragione.
.
Cos’è questo bisogno che tu senti di provarmi che TU sei OK, sei sulla retta via ?

Cos’è questo bisogno di far percorrere anche a me questa tua retta via ?
Non ci stai bene da solo, su quella tua strada?
Hai tanto più spazio e tanta più libertà, da solo....
.
Io che sto bene nella mia di strada, non sento il bisogno di convertirti. Non sento il bisogno di renderti uguale e/o simile ma me.
Io sto bene così come vivo e non provo la necessità che tu condivida i miei pensieri. Io sono serena e felice, sto bene insomma da sola.
Se vuoi puoi unirti a me, ma se non lo fai, ecco io non muoio di solitudine.
Sto bene.
E questo Mi basta. Ma perché NoN basta a Te ?
Perché, se sei nel giusto, hai così paura di trovarti da solo ? perché vuoi per forza la mia compagnia ?


Eh già, Gcanc,
- se ti cito il Nuovo o il Vecchio Testamento, hai già le risposte pronte
- se ti parlo con le mie parole non mi consideri, mi deridi e mi schiacci come un mosxcerino
- se ti parlo con le parole di Heifetz o di Ravaglia :
. Non puoi dismettermi nè schiacciarmi
.non puoi far valere la tua presunta superiorità
. e sei pure (diciamo saresti) obbligato a leggere, a riflettere, a ponderare quegli scritti e a riformulare una adeguata risposta.
Insomma dovresti PENSARE e perdipiù stimolato da una donna ...

Paola, io ho sempre risposto a tono a qualunque osservazione fattami e tu sembri scivolare in un delirio di persecuzione come se volessi costringerti a tutti i costi a pensarla in altro modo. Ti ho gia' detto che non fa parte delle mie intenzioni e di fare come ti pare, non devi sentirti minacciata. Ricorda pero' che nessuno e' mai realmente solo ''Lui ti e' piu' vicino della tua stessa vena giugulare..'' ed e'sempre stato li', prima, durante e dopo il tuo/nostro effimero apparire ed e' sempre disponibile ''Dio fa cento passi verso colui che ne fa uno solo..''.
Io cerco sempre di rispondere con logica, se i miei commenti irritano e danno fastidio e' meglio (se non riuscite a rispondere con altrettanta logica) che li ignoriate cosi' da evitarmi di leggere inutili ed infantili battute.

""Ti ho gia' detto che non fa parte delle mie intenzioni e di fare come ti pare, non devi sentirti minacciata.
Ricorda pero'...""
.
Quel "ricorda" cos'è: una carezza ?
A me personalmente suona conme una minaccia.
Non potevi ometterlo ?

dilagano le code di paglia e la psicologia d'accatto...

Non posso dichiararmi felice e serena, come Pa@la...però non posso neppure mentire a me stessa, fingendo una fede che non ho.
Pax.

Uno, io non faccio processi alle intenzioni, semplicemente conosco la lingua italiana. A me delle tue intenzioni importa sega, così come dei tuoi deliri. Semplicemente il re è nudo ed è clamorosamente evidente. Ammettilo: la tua convinzione è di essere nel giusto, mentre chi non è credente ha torto. Gli agnostici se ne stanno lì in basso, ignari e "aggrappati al nulla". Tu ti metti su un piano superiore rispetto ai non credenti. Una persona che si pone con questo atteggiamento, nella mia esperienza, è o molto ignorante, o molto in mala fede, o più spesso entrambe le cose. In nessun caso è una persona dalla quale accetterei un invito alla riflessione (anche perché il mio essere agnostico è il risultato di un cammino di riflessione) e nemmeno a cena, che a invitarmi sia uno o che sia il XXX%%%!!!XXissimo papa.

""dilagano le code di paglia e la psicologia d'accatto...""
.
TU lasciale fare,
dopotutto che ti importa ?
?

nulla, infatti, le ignoro, dovrebbero fare lo stesso, invece di intromettersi nei discorsi altrui.

Tu ignora, dai, comincia con l'ignorare
e fatti i fatti tuoi.
Ignorami.

Offender sono d'accordo.
Io credo debba riputarsi caso mai superiore chi è agnostico, in quanto si carica tutto il peso del vivere sul proprio groppone, senza allegersi di un grammo di pena e senza giusticarla. Ma accettandola, semplicemente...con fatica e magari con qualche incazzatura destinata a non approdare a nulla.

Offender, stai chiedendo ad un "povero di spirito" di ammettere e riconoscere i suoi limiti? Tempo perso, secondo me, ma è giustissimo che tu risponda alla disgustosa protervia di chi si sente al di sopra di tutti.
Uno non vuol proprio capire, o finge di non capire, che ci sta sullo stomaco non per le sue idee, ma per come pretende di dare insegnamenti e per come si pone nei confronti di chiunque. Per questa strada non arriverà da nessuna parte e la sua insistenza è diventata solo una gran rottura di palle, oltre che essere offensiva. Evidentemente nel suo concetto di "divino" anche lui fa i distinguo interpretando a modo suo la parola di Dio e gli insegnamenti di Cristo. A mio modesto parere chi si comporta così è un grandissimo ipocrita, ha enormi difficoltà di confronto con i suoi simili e si, come dici tu, è in mala fede.
In ogni caso, sottoscrivo tutto quello che hai detto finora.

Qui alcuni di voi denotano una evidente incapacita'di autocritica e di mettere a confronto le mie ''offese'' con i vostri complimenti. Vien da sorridere...comunque scripta manent e potete rileggere forse meglio e comprendere che l'antipatia non giustifica l'incoerenza e le battute sarcastiche con annessi giudizi tipo ''ipocrita'' ''povero di spirito'', rompipalle, ''in mala fede'', ''delirante'', ''ignorante''...per citarne alcuni. Ripeto, se non si e' in grado di comporre un'osservazione articolata, anche se fortemente critica, sui contenuti di un commento e' meglio lasciar perdere senza automortificarsi con interventi che sono piu' addatti ad un battibecco tra comari.

Uno, per favore, non fare come il toro che da' del cornuto all'asino. La tua incapacità di autocritica supera di gran lunga la nostra.
Sorridi, sorridi che il riso fa buon sangue! Se non altro fai una cosa umana ogni tanto! :-D

Uno, ti nascondi dietro a un dito, anziché replicare alle mie affermazioni. Comprensibile: dovresti ammettere che ho ragione.

Offender, rileggiti il tuo ultimo commento, ti pare che quelle che tu eufemisticamente definisci ''affermazioni'' meritino una replica?
Sono alquanto desolato nel constatare che stai dando del tuo meglio e proprio non riesci a comprendere a come sia infantile il tuo modo di intervenire per cui, mio malgrado, mi vedo costretto ad ignorarti del tutto.

Mi è stato segnalato un articolo che ha dell'incredibile e desidero farvi partecipi
:
Per AsiaNews è più facile gridare al complotto che fare penitenza?
- http://www.loccidentale.it/articolo/per+asianews+%C3%A8+pi%C3%B9+facile+gridare+al+complotto+che+fare+penitenza%3F.0089507
Buona notte

"mi vedo costretto ad ignorarti del tutto."

certo, certo.

Ogni tanto vi perdete in qualche litigio. Pare che il problema della litigiosità freni molti processi basati sulla cooperazione causando ingenti danni economici. Ho riletto gli ultimi interventi ed ho trovato interessante il tema dell’avere il dono della fede oppure al contrario del tirare a campare senza porsi troppe domande. Vi dico come la penso. Mi capita, girando nei centri commerciali, di trovare tra le merci esposte oggetti di cui non comprendo nemmeno la funzione. Apparentemente una distesa di merci inutili, mentre invece pare siano tutti attrezzi “indispensabili”, alcuni di questi semplicemente girano e servono soltanto a mescolare degli ingredienti. Sono i più innocui. Non so se avete mai aperto un computer, dentro ci sono alcuni fili elettrici e delle schede di plastica con incomprensibili percorsi metallici incisi sulla superficie, il tutto condito da un’odore pungente che sa di diabolico. Nessuno al mondo sarebbe in grado di costruirne uno. Non vi sono uomini sulla terra in grado di farlo. E’ possibile costruire computer solo perché c’è un complesso sistema industriale che fornisce i componenti. Ma non sarebbe possibile trovare un gruppo di 100 o 1000 o 10.000 uomini in grado di costruire un solo computer da zero, e cioè a partire dalle materie prime. Lo stesso vale per molte altre cose che ci permettono di sopravvivere. Dove stiamo andando? Gli uomini, oggi per la prima volta nella storia, non sono più padroni dei loro mezzi di sussistenza, ma dipendono dalla tecnologia e da complicati sistemi per la produzione dei beni. Se per qualunque grave motivo si dovesse interrompere il flusso di servizi che garantisce questa nostra vita sul pianeta, che ormai definirei artificiale, sarebbe un disastro, gli uomini sono diventati totalmente inetti di fronte al compito di sopravvivere.

Dio, creando l’uomo aveva dato indicazioni precise, aveva detto chiaramente quali sono i requisiti necessari a vivere con dignità. L’uomo è chiamato a dominare con il lavoro non ad essere mercificato attraverso di esso. L’uomo può usare la tecnica per aiutarsi ma deve esserne padrone, e mai per manipolare la vita: egli deve rimanere colui che domina, non che è dominato. Deve rimanere libero, soggetto e non oggetto. Dio ormai non parla più agli uomini, i quali di fatto lo hanno dimenticato, la religiosità oggi è diventata una sorta di impegno mondano, per sè e per i propri figli, ma di così scarsa importanza per moltissimi che dicono o fingono o credono di credere. Per cui di che vi preoccupate voi, l’ateismo sta davvero trionfando e la cosa è così evidente che non capisco perché alcune volte ve la prendiate così tanto con chi dissente dal vostro laico-pensiero. State vincendo, ancora un po di pazienza e vedrete che bel risultato.

“Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù”.

La frase è suggestiva, ma mi chiedo, queste parole hanno ancora un senso per qualcuno? Lo chiedo e me lo chiedo davvero. Qualche credente ha ancora forte dentro di se il senso di queste parole e le comprende? C’è ancora qualcuno che crede sul serio a queste cose ? E se Gesù oggi tornasse sulla terra per tentare di nuovo di salvarci, mi chiedo come sarebbe accolto e come farebbe a comunicare con il mondo, con questo mondo così distratto, superficiale e soggiogato da un relativismo che non riconosce nulla come definitivo lasciando come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Con tutte le cose scomode che potrebbe dire sul nostro modo di vivere, non rischierebbe di avere contro molti di quelli che invece si dicono convinti di seguirlo.

Passante, le tue idee della meccanica e della tecnologia sono alquanto bizzarre: nessuno sarebbe in grado di costruire un computer da zero? ma in che film l'hai visto? nemmeno nel Pianeta delle scimmie. È come dire che un uomo non potrebbe sollevare un blocco di cemento da dieci quintali. Certo che no: ha inventato apposta i sistemi di leve e le gru. Certo, fossero tutti come te di notte starebbero al buio acquattati sotto un albero perché non avrebbero casa e di giorno tenterebbero di procurarsi cibo spaventando gli animali e cercando di farli morire d'infarto perché non userebbero strumenti tecnologici, chessò, una clava, per tramortirli e mangiarseli. Naturalmente con le mani.
Poi sulla spiritualità si può ancora discutere e ci sono ampi margini, ma ho l'impressione che parti da presupposti errati demonizzando in quel modo il progresso tecnologico. Ci sono delle storture, d'accordo, ma non quelle che citi.
Buona caccia.

E' evidente negli utlimi giorni la mia latitanza dal dibattito.
Stasera sono appena tornato da un mini-tour di incontri nelle scuole e biblioteche.
Ero in giro da venerdì: Levico Terme, Mantova e dintorni.
Come sempre è un'attività entusiasmante e massacrante, anche perchè in questi incontri faccio un po' di tutto: rispondo alle domande dei ragazzi (qualche scuola adotta i miei romanzi) su OGNI argomento, metto in scena le risposte cercando di usare il corpo (correndo, mimando, facendo vari personaggi, raccontando storie, buttandomi per terra, eccetera eccetera, insomma cercando anche di far teatro e improvvisando).
Bellissimo ma stancante.
E solo adesso sono di nuovo a casa al mio pc.

"Ma non sarebbe possibile trovare un gruppo di 100 o 1000 o 10.000 uomini in grado di costruire un solo computer da zero, e cioè a partire dalle materie prime."

SFW?

Passante,
mai sentito parlare di Bill Gates e di un suo collega quando lavoravanonel garage di casa ?
Che cosa hanno appunto "costruito" quei due ?
-
La tua visione del mondo è oltremodo semplicistica e tanto, proprio tanto retrograda.
Forse ti fa paura il mondo come è ora, ma sarebbe molto saggio il riuscire ad adeguarcisi.Perc hè è in questo mondo che tu stai vivendo, volente o nolente.

Quando penso a come stavamo noi esseri umani qualche migliaio di anni fa, privi di anestesia, certi che le donne fossero inferiori e i re-imperatori superiori, mi pare che qualche passo avanti l'abbiamo fatto.

Anch’io oggi sarei in grado di costruire un computer, mi basta andare in un negozio e acquistare tutti i componenti e poi montarli seguendo uno schema e nel giro di poche ore sarebbe già acceso e funzionante. Lo stesso Bill Gates, facendo senz’altro molto di più, ha però utilizzato tecnologie esistenti da parecchi anni, esistevano infatti i cosiddetti mainframe di discreta potenza, il suo merito è stato quello di sviluppare la tecnologia dei personal computer e di aver saputo creare un successo sia tecnico che commerciale. Anche solo leggendo la storia del computer su wikipedia tutto questo è evidente. Ma io stavo dicendo una cosa diversa. Eventualmente potete contestare il fatto che io sollevi tale questione, ma io dicevo che in assenza dell’industria elettronica con la sua complessa filiera, come potrebbe essere ad esempio dopo un cataclisma naturale che di colpo azzera la nostra civiltà industriale, non sarebbe possibile costruire computer a tempo indeterminato. Già solo la tecnologia dei semiconduttori è talmente complessa che dovrebbero passare probabilmente dei secoli. Quindi l’elettronica non è una tecnologia a “misura d’uomo”. Io mica aspiro alla civiltà di tremila anni fa, ma diciamo a quella degli anni del primo novecento, con quel bel tessuto sociale fatto di artigiani e mestieri raffinatissimi ma nello stesso tempo a misura d’uomo, senz’altro si. Tecnonologia a misura d’uomo vuol dire che anche dopo un cataclisma si può ripartire, a fatica ma si può. Certo che non ha senso oggi dire queste cose, lo so benissimo, tuttavia la mia è una critica più che legittima alla società odierna che ritengo estremamente alienante per gli uomini, anche per quanto riguarda la fede in Dio.

Passante,
tu necessiti di qualche lezione di Economia.
Sul fatto che la società attuale possa divenire alienante, concordo con te.
Vi è stato un periodo della mia vita in cui mi sono sentita letteralmente "Condannata ad AVERE Successo"
Con una buona Psicanalista ne sono venuta fuori alla grande. Ma non rifuggo dalla società attuale, neppure per tornare a quella di 30 anni fa, in cui ad es. per un calcolo al rene o alla cistifellea si tagliava la carne viva del paziente.
Ora con 1 o due Urs, senza dolore, te la puoi cavare ...
Vuoi mettere ?
Passante,
ripeto,
tu necessiti di informazioni di Economia, magari qualcosa di Medicina e altro ...
Coraggio, con il Web puoi acculturarti ed imparare.
Soprattutto perchè nessuno di noi è nato imparato !!

Da cristiano, penso che Dio guardi con molta soddisfazione a tante conquiste e realizzazioni di noi esseri umani. Credo ci contempli con gioia quando ci amiamo e godiamo gli uni degli altri, quando siamo utili al nostro prossimo, quando inventiamo qualcosa di benefico, quando scopriamo qualcosa di nuovo, quando allarghiamo i confini della conoscenza, quando portiamo nel mondo più bellezza e più giustizia e più libertà e più uguaglianza e più allegria, quando usiamo l'intelligenza non come oggetto contundente ma come strumento di crescita individuale e collettiva, quando insomma mettiamo a frutto le nostre qualità più "umane".

"Bill Gates, facendo senz’altro molto di più, ha però utilizzato tecnologie esistenti da parecchi anni, esistevano infatti i cosiddetti mainframe di discreta potenza, "

I saggi parlano solo di ciò che sanno. Tu non sei saggio.

''Chi parla non sa, chi sa non parla. Percio' il saggio tace, per non confondere con le sue parole la mente di chi non sa.''

Hai ragione Paolo, avrei dovuto tacere :-)

Intanto, c'è una nuova (anche se più piccola) schifezza delle gerarchie ecclesiastiche: la comunione data in diretta televisiva a Silvio Berlusconi (e non è la prima volta).
Perchè i casi sono due:
o da adesso in poi anche gli altri divorziati e risposati in Comune e dunque (secondo la Chiesa cattolica) peccatori potranno tranquillamente accedere all'ostia consacrata
o il privilegio vale solo per Silvio Berlusconi.
Finora, le risposte sono balbettamenti degni di legulei alla Azzeccagarbugli.

Luciano, Dio potrebbe certamente apprezzare molte cose che gli uomini grazie alla loro intelligenza hanno raggiunto, ma dall’elenco toglierei almeno le tecniche abortive Ru486 compresa e i tentativi di dominare la genetica nel goffo tentativo da parte dell’uomo di sostituirsi al creatore. La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l'azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente

Passante,
invece delle tecniche abortive Ru486
era meglio far abiortire con la pompa ba bicicletta ?
Perchè se una donna un figlio Non lo vuole, Non glielo puoi far accettare a forza.
Non Puoi IMPORRE.
O forse tu sei una di quelle persone che impongono ?

Passante,
se poi una donna che Non vuole un figlio,
Non crede nè in Dio e neppure in un aldilà,
TU cosa fai ?
a obblighi a partorirlo, forse, questo figlio ? Al quale solo tu - poi - darai tutto l'amore che gli è dovuto e tutte le attenzioni per una buona crescita ?
Forse è arrivato il momento di imparare non solo l'economia ma anche a gestire le proprie frustrazioni ...
Passante,
si vive CON gli altri, non per opprimere gli altri.

"La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l'azione creatrice di Dio"

Per te, forse. Per me no.

Passante, un'affermazione come la tua ("La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l'azione creatrice di Dio") ha senso SOLO in una prospettiva di fede. E (aggiungo io) nemmeno in ogni prospettiva di fede: io ad esempio non penso per nulla che "l'azione creatrice di Dio" riguardi DIRETTAMENTE OGNI essere vivente. Perchè se credessi questo dovrei pensare che Dio ha voluto anche (ad esempio) i bambini con le malformazioni genetiche.

Eh Luciano, i neonati con gravi malattie e deceduti subito dopo il parto sonon stato uno degli spunti per cui smisi di credere tanto tempo fa. Alcuni religiosi dicono che sono i favoriti di D-o, perche' non conoscono il male. Ma non me la bevo. Credo piuttosto che D-o abbia creato la vita umana in principio (bereshit...) be' e poi abbia lasciato correre tutto per darci il dono piu' grande, la possibilita' di scegliere tra bene e male e affrontare tutto casualmente... e in questo grande caos, chi riesce, trova l'amore e il bandolo della matassa...

Dio non abbandona mai nessuno, anzi proprio coloro che hanno maggiori difficoltà sono invece i più aiutati da Dio. Lo abbiamo sotto gli occhi costantemente, non sono certo la bellezza o la ricchezza gli aiuti che Dio concede, ma semmai la povertà, la malattia e le difficoltà. Chi non accetta questo, rifiuta Dio, e tentare di comprendere il suo disegno è peccare di presunzione. Dio vuole il bene, ma quello che lui ci dona non sempre lo sappiamo comprendere. Quanto è grande il dolore del mondo lo sappiamo, non solo nelle malattie o nelle nascite di bambini malformati, ma nelle guerre e nelle infinite ingiustizie del mondo che coinvolgono singole persone e popolazioni intere, sembra che Dio non ci sia affatto. Per questo molti ritengono che Dio non esista. La domanda fatidica "Dov'è Dio?" che quante volte anche noi credenti ci poniamo. Anche Gesù si è sentito abbandonato, eppure, proprio lì su quella croce dove Gesù soffriva e moriva, insieme con lui c'era anche Dio. Qui siamo proprio davanti al cuore del vangelo, che ci reca la più grande, la più bella e consolante notizia, non solo a parole, ma anche a fatti, mostrandoci come Dio è realmente presente e operante anche e proprio là nella croce di Cristo. Là c'è il pegno e la promessa divina e quindi la speranza certa della liberazione di ogni creatura che ha sofferto o che sta soffrendo. Questo è il messaggio di Gesù e la realtà del mondo per i credenti. Il tentativo di dare altre spiegazioni o di dire che la creazione è imperfetta perché Dio non avrebbe voluto questo mondo ma ne avrebbe preferito un altro, migliore o magari perfetto, mi sembra il risultato di pericolose filosofie new-age oltrechè privo di senso.

Ti sbagli passante, in realta' il male e' il dono piu' grande che D-o ha dato all'uomo, solo cosi' possiamo scegliere tra bene e male e siamo differenti dalle pietre o dalle fragole. Secondo me la povertà, la malattia e le difficoltà sono doni di D-o ma non ai poveri ai malati ... ma a tutti. perche' ci aiutano a ricercare il senso della vita. Immagina una vita senza malattie, difficolta', in abbondanza... pochissimi si ricorderebbero dell'amore

Meister Eckhart scriveva:
''Nulla sa piu' di fiele del soffrire, e nulla sa piu' di miele dell'aver sofferto; nulla di fronte agli uomini sfigura il corpo piu' della sofferenza, ma nulla davanti a Dio abbellisce l'anima piu' dell'aver sofferto.''

Al mondo, nelle nostre vite terrene, il male e la sofferenza e il dolore e la malattia e le ingiustizie esistono e ci azzannano le carni e le anime. Uno dei nostri compiti umani è fronteggiare tutto ciò
(solidali gli uni con gli altri). E non è escluso che dalle esperienze di sofferenza si possa uscire "maturati". Ma non per questo esse sono "belle" o "giuste" o "doni".
E trovo del tutto aberrante a anticristiana l'idea che Dio abbia voluto o voglia o trovi in un qualsiasi modo bello o utile che al mondo vi siano sofferenza e malattia.

Non voglio certo esagerare su questo versante del dolore e della sofferenza sul quale c’è ben poco da scherzare. Con l’esperienza dei campi nazisti moltissimi hanno perso la fede dicendo, bene, se Dio lascia che questo accada, io non credo più in lui. E’ molto drammatico. Ma delle volte invece io mi chiedo, ma perché Dio, inganna alcuni con la bellezza e la ricchezza che sono dei falsi doni e che molto spesso, portano alla perdita dello spirito ? Apprezzare o meno la sofferenza dipende dalle prospettive, moltissimi cercano il paradiso in terra, e nel mondo occidentale oggi si può trovare facilmente. Conosco persone molto ricche che possiedono cose inimmaginabili di una bellezza sconvolgente, è molto difficile per loro rinunciare al paradiso che hanno trovato nel mondo.

Un conto è constatare un fatto:
"la sofferenza fa parte delle nostre vite".
Tutt'altro conto è azzardare una valutazione:
"la sofferenza è un dono da apprezzare"
Ancora un passo in là compie chi fa un'affermazione di fede (tra l'altro respinta da molti credenti):
"la sofferenza è un dono di Dio"

la sofferenza e il dolore sono disegni dell'uomo e non di dio. l'accettazione della sofferenza come dono di dio è il miglior deterrente per impedire la ribellione verso chi infligge le pene peggiori, e il miglior mezzo per assicurare a pochi il dominio sugli altri. chiese incluse.
ci vuole una bella faccia tosta ad andare da una madre che ha perso un bambino a dirle che è il volere di dio.

Quando, a un funerale, certi preti con voce da sacrestia si permettono di dire ai parenti e amici affranti dal dolore "gioite perchè così ha voluto Dio", i parenti e amici dovrebbero cacciarli via a spintoni.
Anche nel nome di Dio.

Sì Luciano, in quei casi sarebbe bello che dio esistesse davvero e facesse piombare sulla testa di quei pagliacci vestiti a festa il crocefisso che sta appeso e muto sopra di loro.
marcob ha ragione: ai tempi dello schiavismo in USA i preti protestanti andavano dagli africani per convincerli a non ribellarsi ai padroni, perché le frustate, le bastonate e le violenze erano benedizioni che avrebbero aperto loro le porte del regno dei cieli. E il papa in america latina è riuscito a dire che le popolazioni autoctone non aspettavano altro che l'evangelizzazione. O lo stermino come alternativa.

Certo: i ciristiani protestanti fecero cose orribili (e Geroge Bush è protestante, a dimostrazione che nessuna fede e religione è esente da mostruosità).
D'altra parte, i movimenti contro la schiavitù e per i diritti dei neri USA videro tra i propri leader (sia nell'ottocento che nel Novecento) molti cristiani, in particolare protestanti ma anche cattolici.
Dai quaccheri a Martin Luther King a Bob Kennedy.

Giusto, d'altra parte nell'america continentale era diffuso soprattutto il protestantesimo, a differenza di ciò che succedeva nei caraibi, colonizzati da francesi, spagnoli e portoghesi, dove la religione dei padroni era cattolica. Ci sarebbe molto da dire sulle differenze di trattamento, integrazione e separazione tra bianchi e neri, che spiega, tra l'altro, come mai la musica caraibica abbia conservato un'impronta africana molto più di quella continentale.

Alla lunga distanza dei secoli, può essere difficile tracciare una netta valutazione.
Musica caraibica è assai vicina all'Africa però il jazz e soprattutto il rock hanno saputo mescolare e in certi casi fondere influenze black and white.
Negli Usa fino a 50 anni fa c'erano autobus separati per i "niggers" però nel 2008 uno come Obama è diventato IL Presidente.
Il cristianesimo americano è multiforme: per certi versi molto avanzato e libero, per altri arretratissimo.

Era un problema di metodo: nell'America protestante gli schiavi vivevano nelle case/tenute dei padroni, la contiguità contribuiva a mescolare usi, culture, modi, abitudini. Inoltre, il pragmatismo protestante pensò bene di sottrarre agli africani gli strumenti tradizionali, in prima battuta i tamburi, considerati strumenti del diavolo e parte integrante dei culti animisti. Nell'America caraibica cattolica gli schiavi vivevano in aree padronali esterne rispetto alla residenza, più distante dai bianchi, circostanza che consentiva una maggiore libertà culturale agli africani, il mantenimento di certe ritualità, tanto che la "santeria" conserva molto di più, pur nella mescolanza col cristianesimo, la componente sciamanico-animista. Stesso discorso per la musica. Non è un caso che New Orleans sia considerata la culla del jazz, grazie alla sua caratteristica di crocevia di molte genti e influenze, dagli africani, agli irlandesi, agli italiani, moltissimissimissimi, ai cinesi, ai francesi, ovviamente, agli spagnoli eccetera. Dove, se non lì?

"La sofferenza è un dono di Dio" se una persona è depressa e non riesce a vivere in questo mondo pieno di brutture e contraddizioni, ma fatto anche di gente perbene.
Il masochismo è una patologia grave, comune a molti cattolici.
Passante sta "passando" in rivista il peggio del peggio delle credenze cattoliche, delle affermzioni basate sull'ignoranza non scolastica, ma di vita.
E sempre a proposito della "sofferenza come dono divino", a me è successo di vedermi costretta a madare al diavolo un prete che cercava di consolare mia zia che aveva appena perso il suo adorato figlio, morto di cancro a 26 anni. Quando sentii la fatidica frase "Dio ha voluto così, deve farsene una ragione. Accetti la sofferenza, perché anche questo è un dono del Signore", guardai quel prete dritto negli occhi e con tutto il disprezzo che mi era possibile, gli dissi: "prete, rispetta il dolore di una madre. Taci e vaffanculo".

@Alessandra: Io quel prete l'avrei caricato di mazzate, costringendolo ad ogni colpo a ringraziare il suo dio per la sofferenza che gli regalava.

C'è un bellissimo e incandescete libretto che precipita chi lo legge nella mente di chi l’ha scritto.
In italiano si chiama DIARIO DI UN DOLORE (Adelphi, una novantina di pagine), l’autore è Clive Staples Lewis, che fu romanziere, filologo, saggista, teologo cristiano, umorista. Il testo è appunto il diario dei primi giorni dopo la morte della sua amatissima moglie: Lewis interroga Dio, esamina la propria sofferenza, chiede spiegazioni, cerca di tastare i lembi della propria tremenda ferita di amante lacerato, chiede aiuto alla scrittura (il suo mestiere) e a Cristo (la sua fede), per certi versi invano perchè la sofferenza è troppo grande e inconsolabile. Poche decine di pagine intensissime. Secondo me, una delle più belle e sincere introduzioni al cristianesimo. Proprio perchè Lewis prende di petto uno degli aspetti centrali delle nostre vite: l’amore e la perdita dell’amore. E non cerca (nè tantomeno trova) facili e banali consolazioni. Anche lui era uno che avrebbe preso a maleparole un prete come quelli di cui sopra.

Intanto questo post è "in cartellone" da un mese ed è arrivato a quesi 500 commenti.
Grazie per il vostro interesse e la vostra partecipazione.

@Offender: ti assicuro che dopo quello che dissi al pretaccio mi dovettero sollevare di peso e portarmi via, perché stavo per fare proprio quello che avresti fatto tu. Non ero solo accecata dal dolore, che pure era immenso, ma anche dalla rabbia più profonda.

Può darsi che tutta la vicenda dei preti pedofili sia un disegno del loro dio, che vuole regalare ai bambini tutta la sofferenza possibile.

Non è un vero sacerdote chi non si dedica con fervore alla salute delle anime. A volte siamo un po' egoisti e tiriamo diritto per conto nostro, non vogliamo badare agli altri. Ma per chi ha fede questo non è possibile. Che cos'è una comunità senza carità fraterna? Un purgatorio o meglio un inferno anticipato. I sacerdoti devono possedere un magazzino di speranza per darne agli altri specialmente nei momenti difficili, e che dire quando i lutti sono così gravi. E’ un compito molto arduo quello di parlare nei momenti più difficili della vita. Se poi nel tentativo di aiutare gli altri talvolta si rischiano insulti o addirittura aggressioni, non importa, bisogna sempre saper perdonare tante piccolezze che, volere o no, possono sempre accadere, magari anche solo per ignoranza.

Certo Passante, è grande il sacerdote che invita una madre a gioire della morte del proprio figlio, piccolo e ignorante chi per questo si indispettisce.

Mi sa che un vaffa ci scappa prima o poi per passante che ha rotto decisamente coi suoi discorsi da prete di campagna.
Piccolezze le chiami, Passante? Ignoranza? Ma di chi? Tua in questo momento, totale, da tutti i punti di vista. E di quel prete idiota che ho avuto la sfortuna di incontrare in un giorno di immenso dolore.
Passante, certe idiozie dette a sproposito sono la peggiore mancanza di rispetto nei confronti di una persona sofferente. Piantale una volta per tutte di sparare stronzate!
Vieni a lasciare la tua ignoranza su questo blog solo perché questa specie di diaologo che cerchi di intrattenere ti fa sentire "intellettuale" e non ti accorgi che siamo distanti milioni di anni luce da te. Bada bene, ho detto distanti e non superiori o inferiori.
Hai infilato una serie di "perle" di cretinaggine e il tuo ultimo commento è la perla più bella in assoluto.

Intanto, per la cronaca, le dimissioni dei preti o dei vescovi continuano. Oggi quello di Bruges, domani chissà, ne verrà fuori un altro.

Passante,
mi vuoi per cortesia dare la tua definizione di "fede" ?
Grazie.
-
Per quanto riguarda altre "convinzioni" noto che anni luce ci separano.
.
Confortare e placere una persona che soffre è doveroso ma se nel confortarla la ILLUDO, allora nOn va bene, allora le causo un dolore ancora più grande.
-
Tu sei cresciuto con certe convinzioni - lo comprendo.
Io, e poi ad es. Alessandra, ILva e Luciano (solo per citarne tre) abbiamo trascorso anni ad analizzare tali convinzioni, a renderci pian piano conto che molte erano ERRATE.
Quindi e di conseguenza abbiamo riformulato i nostri pensieri, e le nostre convinzioni. All'inizio abbiamo avuto i nostri momenti di spaesamento: lasciavamo convinzioni NOTE e CONDIVISE tramandateci da persone alle quali eravano affezionati ed in cui credevamo per un qualcosa di meno noto e non ancora larganmente condiviso.
-
TU Passante
hai bisogno di tempo per pensare, per valutare, per confrontare le convinzioni - e non sono "COSE" che si fanno in un giorno e neppure in 10 gg.
Ci vuole tempo.
Il nostro cervello elabora un dato per volta.
.
Se continuiamo - ora - il discorso arriveremmo a farci del male. Dobbiamo per un po' "andare sul balcone" per avere un orizzonte di visione più ampio.
Io leggo tra le tue righe tanti pensieri non espressi, tante idee non manifestate nero su bianco e tanti, tantissimi dubbi su come ti sentiresti dentro anche solo nell'abbracciare una delle nostre idee. Perchè in fondo da quante "lealtà" dovresti slegarti? Quante idee che persone a te care ti hanno tramandato, ora dovresti dire "Non erano corrette" ?
-
E se ci dessimo tutti un appuntamento su questo argomento a tra un anno per vedere come la nostra evoluzione ci avrà fatti diventare - o restare come ora ?

Irlanda, il mea culpa del vescovo Moriarty
"Dovevo contrastare la cultura prevalente"
.
Eh sì, Avrebbe Dovuto contrastare la cultura prevalente !
.
Sono lieta di leggere queste parole: aprono la via a moltre altre persone impaurite e reticenti...
.
http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/22/news/pedofili_papa-3537088/
.
Non si acquisisce la Consapevolezza in un giorno, ma calmando la propria ansia ed angoscia, ci si può arrivare ...

Passante, proviamo a parlarci chiaro e tondo, da credente a credente.
Ipotizziamo che muoia una persona a me carissima,
- e che il prete cattolico o il pastore protestante o il rabbino ebreo o il pope ortodosso o l'imam musulmano facciano un discorso,
non ho nulla in contrario (anzi) se mi dicono che Dio Jehowah Allah accoglierà l'anima del defunto nel Suo infinito e gioioso amore misericordioso ed eterno
e mi va bene se hanno parole di comprensione fraterna per il dolore dei parenti e degli amici della persona morta,
e accetto che mi allarghino le braccia in un gesto di accoglienza calda e solidale,
e mi va pure bene se mi dicono che probabilmente il defunto/a vorrebbe essere ricordato/a non con il nostro addolorato e passivo annichilimento bensì riuscendo a convertire il suo ricordo in nuova voglia di vivere perchè così si tramanda generazione dopo generazione il senso della vita umana e dell'amore che le persone si passano le une con le altre,
accetto pure che mi venga detto (in una prospettiva di fede) che ritroverò il defunto in un'altra vita, quando morirò pure io.
Ma non accetto che mi si dica (nè tantomeno che si dica a chi nemmeno è credente) che dobbiamo gioire perchè la morte del nostro caro ce l'ha mandata Dio, che la sua morte fa parte dei piani di Dio, che il nostro dolore dobbiamo accoglierlo con riconoscenza perchè è un dono del Signore, che tutto ciò è accaduto perchè così ha voluto Dio.
Queste parole NON le tollero, perchè sono dette da uno che non ha capito niente.

Un applauso per Luciano

Dire a qualcuno che si e' distanti anni luce, precisando che cio' non determina la superiorita' o l'inferiorita' di alcuno dei due, e subito dopo asserire che ha detto delle cretinate e' proprio il massimo della coerenza.

paolo, perdone
poi alessandra replicherà se vorrà, ma trovo molto inopportuno il tuo lapidario commento.

Ah Paolo! Non venire a fare l'avvocato delle cause perse! Dire a qualcuno che si considerano le cose che dice, dal proprio punto di vista, delle cretinate, non è sentirsi superiore o inferiore.E' una valutazione personale fatta sulla base di lettura critica (nei confronti di passante) e di esperienza personale. Rileggiti i commenti di Passante: dice tutto e il contrario di tutto e peggio ancora parla della sofferenza in maniera patologica. E non ci vuole il dono della scienza infusa per capirlo!
Per me, ed evidentemente anche per altri, Passante dice delle cretinate. Se puoi vuoi definirle in un altro modo, fai pure. Queste sono le mie parole, questa è la mia critica, questo è il mio sentire e come dice P@ola, tutto questo è il frutto di un percorso personale durato anni, fatto di analisi, riflessione, riscontri nella realtà, vita vissuta mai scevra da ostacoli. MAI.
Dalla distanza siderale che mi separa da passante io vedo le cose che dice come delle cretinate. Io sono anadata oltre le cose di cui lui parla. Umanamente non mi considero superiore o inferiore a nessuno.
Ripeto, nella speranza che tu capisca: UMANAMENTE.

Sottoscrivo gli ultimi commenti di Luciano e P@ola.

"paolo, perdone
poi alessandra replicherà se vorrà, ma trovo molto inopportuno il tuo lapidario commento."
Grazie di cuore Marco.
Il commento di Paolo non è solo inopportuno, ma definisce bene due cose: 1- il significato dell'espressione "parlare a vanvera", o senza cognizione di causa, se si preferisce.
2- superficialità.


Paolo, in una discussione civile e laica può accadere anche questo.
Tizio fa a Caio:
"Posso sbagliare perchè io non sono certamente superiore a te ma guarda che secondo me hai appena detto una cazzatona grande e grossa"

Paolo,
ma quando mai io ho scritto che Passante "ha detto delle cretinate" ?
Forse se tu ad avere tali idee in testa, ma a me non risulta averlo scritto...

Ad ogni modo Paolo,
il tuo modo di reagire ai miei interventi mi fa capire che ti sbilanciano.
Se ti gratti tanto, beh un motivo ci sarà...

P@ola, il tuo omonimo si riferiva ai miei commenti, non ai tuoi. Forse ti è sfuggito qualche commento.

Non lo so Alessandra
in quanto "Dire a qualcuno che si e' distanti anni luce," lo avevo scritto io.
Non è da escludere che ce l'abbia con entrambe.
Come stai Alessandra, tutto bene =?
Io la settimana prossima ricomincio la procedura per il pezzetto di calcolo rimasto dentro ...sono così stanca.
E poi ho male e non riesco a camminare. C'è un bel sole, la spiaggia sotto casa e io qui in terrazza o in casa sul divano. mannaggia !!

Luciano, mi sembra una interpretazione un po' eufemistica su quello che e' il tenore in questo blog tra chi e' ''conforme'' e chi no. In realta', non mi pare che si puntualizzi su una battuta infelice (di cretinate possiamo dirle tutti) ma pittusto che si tracci un giudizio perentorio su qualunque osservazione fatta da un punto di vista di chi ha una convinta visione religiosa dell'uomo e del mondo. Nel mondo questi ultimi sono la maggior parte ma pare che la tolleranza laica sia alquanto ''provinciale'' ed oltremodo limitata.

P@ola, ieri notte alle 2:04 scrivevo a Passante: "Vieni a lasciare la tua ignoranza su questo blog solo perché questa specie di diaologo che cerchi di intrattenere ti fa sentire "intellettuale" e non ti accorgi che siamo distanti milioni di anni luce da te."
Poiché ho detto anche che Passante dice cretinate, dal mio punto di vista, ho dedotto (come ha fatto anche Marco) che il commento di Paolo fosse riferito a me.

Comunque, commenti a parte, sto bene,grazie. Ho solo qualche noia di ordine personale, un po' di quelle rotture di scatole che non mancano mai. Mi dispiace tanto per il tuo stato, ma goditi almeno la vista del mare, che rinfranca sempre! :-D
Prenditi cura di te, mi raccomando.
Un caro saluto.

Inopportuno? Sarebbe il caso di spiegarsi meglio. Cause perse? Questo si' e' buon esempio di opportunita'.''Parlare a vanvera, senza cognizione di causa, superficialita'''.
Da che pulpito!
Paola sei un po' ossessiva non che ossessionata, te l'ha mai detto nessuno?

"La tolleranza laica"... Questa mi fa ridere e anche di gusto! :-D
Adesso mettiamo le etichette anche alla tolleranza, hahahaha!!!!

Per il resto, Paolo, vai a rileggerti i miei commenti, le mie risposte ai TUOI GIUDIZI INOPPORTUNI le trovi lì.
Se vuoi solo fingere di ignorare quanto ho scritto, non credo tu possa permetterti di giudicare i toni di una conversazione. O ti intrometti con cognizione di causa, o ti fai gli affari tuoi.

Anche compulsiva, Paolo ?
Ossessionata da che ?

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