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25/03/2010

Commenti

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Sarà perchè nel tour di incontri nelle scuole mi sono beccato pure l'influenza e così (oltre ai dolori ai muscoli e alla schiena causati dalle esagerazioni pseudo-teatral-atleticheggianti) ho pure tosse mal di gola occhi lacrimanti raffreddore e testa ovattata, ma non riesco bene a seguire 'sta polemica (nella quale mi ero imbarcato anch'io) dei "giudizi inopportuni" eccetera.

Luciano, a volerla leggere si fa prima. Quando ti sentirai meglio, magari.
Guarisci presto! :-D
E buona serata!

paolo,
sono stato io, molti commenti sopra a portare la discussione in una certa direzione con questa frase:
"ci vuole una bella faccia tosta ad andare da una madre che ha perso un bambino a dirle che è il volere di dio."
poi, in molti hanno detto la loro entrando nel merito, finchè arrivi tu e spari un giudizio, non sul tema discusso ma su uno degli interlocutori.
sempre io ho pensato che quelle quattro righe fossero inopportune, proprio perchè senza entrare nella discussione dai un giudizio su un "contendente".
ma è una opinione soggettiva che comunque mi tengo ben stretta.

Ho semplicemente rilevato un'abitudine sistematicamente e largamente applicata in questo blog da parte dei suoi pretoriani/e. Si tratta del modo in cui si rigettano le opinioni non ''in linea'' con l'ideologia dominante del blog spesso accusando l'intruso delle stesse manchevolezze di cui si fa ampio sfoggio. C'e' parecchia incoerenza e mancanza di obiettivita' nel sostenere i ''compagni'' blogghisti a spada tratta qualuinque cosa dicano badando invece ben poco ai contenuti, alla logica ed al rispetto di ottiche diverse. L'intento quindi non era di giudicare il singolo ma di mettere in rilievo un andazzo generale che non fa onore al blog.

Paolo, una persona che entra in una discussione, come quella sollevata dal post originale di Luciano, a mo' di un carrarmato accusando i presunti "non credenti" di varie cose, autonominandosi il depositario del vangelo di Dio e affermando con convinzione che il suo stile di vita è l'unico possibile non può non sollevare obiezioni e critiche.
Il confronto di idee può avvenire in diversi modi. Lecito che non ti possa piacere il mio o quello di altri, ma nessuno ti autorizza a dare giudizi sulle singole persone, me inclusa, ovviamente.
In ogni caso, io ho risposto ai tuoi commenti e mi sono sempre rivolta a te, tu invece, molto maleducatamente, salti a piè pari e ti rivolgi a Luciano.
Dunque questo è il mio ultimo commento in risposta alle tue stupidaggini ("pretoriani... ideologia dominante... mancanza di obiettività e incoerenza..."). Ma chi ti credi di essere? Te l'ho detto e lo ripeto: se vuoi parlare, fallo con cognizione di causa e con meno superficialità.

allora ti sei espresso male.
e continui ad esprimerti male.
"ideologia dominante del blog". scusami, ma è una stronzata.
è naturale che molti la pensino su certi argomenti in modo abbastanza simile, se no, invece di venire qui andrebbero su altri blog, ma se in un post come questo si arriva ai 500 commenti vuol dire un'altra cosa, che c'è discussione, voglia di confrontarsi e magari anche di azzuffarsi su certi argomenti.
qui, come in ogni blog, non c'è nessun "intruso". ci sono spesso opinioni difformi da quelle di molti altri interlocutori, e non vedo perchè ciascuno di noi non dovrebbe sostenere la propria idea o apprezzare quella di un altro se condivisa.
sui modi di discutere, ognuno di noi ha il suo.
ma una cosa è certa: se vado ad un convegno di nostalgici del ventennio a gridare "viva la lotta di liberazione!!"
non mi debbo poi lamentare di esser cacciato a calci in culo.

Come volevasi dimostrare....

Luciano, sono d’accordo con te, nessuno sostiene di gioire della morte di qualcuno perché è Dio che l’ha voluto. E’ solo la deduzione di qualcuno che ritiene che io lo dovrei pensare. Altre cose invece le penso davvero. I preti spesso si trovano nella situazione di dover consolare le persone, ma in genere si tratta di attività che si svolgono consensualmente, se poi qualche prete dice cose fuori luogo è un problema di quel prete. Nel libro di Giobbe non vi sono risposte sulla sofferenza e sul male. Dio ha solo comunicato a Giobbe che il mondo in cui viviamo è il migliore dei mondi possibili, che la dimensione del male e del disordine è governata, sono governati, sono vinti da Dio, ma non sono del tutto estirpati da questa vita e da questo mondo. La vita, anche se a tratti è difficile e pesante, è il frutto della grazia di Dio. Ciò non vuol dire che sia per volontà diretta di Dio che le persone muoiono. Non mi sembra il caso di prendersela con tutti i cristiani perché credono in cose del genere.

Paola. Avere fede deriva dall’avere fiducia, credenti non si nasce ma si diventa, ovviamente può aiutare nascere in un certo ambiente religioso, ma la fede è un’altra cosa. E’ Dio che irrompe nella tua vita, con la forza dell’evidenza. Ovviamente io non posso avere personalmente la certezza e non posso io dimostrare l’esistenza di Dio. Mi fido del mio buon senso e delle tante persone che insieme a me credono e che hanno creduto e scritto di Dio e della venuta di Gesù sulla terra. I più antichi documenti cristiani che abbiamo, cioè gli scritti del Nuovo Testamento, attestano la divinità di Gesù. In tutti quei testi è affermata e in qualche modo anche provata la divinità di Gesù, veramente e pienamente uomo, nel quale la Parola creatrice di Dio, che era nel principio ed era Dio, si è incarnata. Ma tutto ciò è solo la premessa o anche, se si vuole, la “promessa di ottenere la fede”. La vera conversione è consentire a Dio di cambiare il nostro sguardo su ciò che ci circonda, su noi stessi, sugli altri, su Dio stesso. Dio non è l’illusione che nutre le nostre paure e i nostri desideri come molti dicono, e nemmeno è una sorta di aguzzino indifferente e malvagio che assiste ai drammi del mondo. Dio è con noi, e quando lo capiamo avviene la conversione. La Fede non è una conquista del sapere. Qualcuno qui dice che mi atteggio a intellettuale senza esserlo davvero, infatti non ho alcuna pretesa di esserlo, e non c’è alcun bisogno di esserlo per ottenere la fede. Anche i più semplici possono ottenerla, non è necessario fare dei corsi superiori per raggiungere la fede in Dio. E’ piuttosto un arrendersi, uno spogliarsi, un cedere il passo a Qualcun altro che ti invita a partire da te stesso per andare altrove. Forse là dove non avremmo mai pensato di poter giungere. Ammetto che se Dio stesso non fosse venuto a visitarci concretamente, incarnandosi effettivamente nell’uomo Gesù, per essere veramente e pienamente il salvatore, “Dio che viene con noi”, saremmo ancora atei alla lettera e cioè senza Dio nel mondo, nel qual caso avremmo soltanto un grande maestro e non il vero Salvatore. Ma per nostra fortuna non è andata così.

Grazie per la delucidazione,
Passante

E' chiaro
Passantye
che siamo su due posizioni nettamente diverse.
All'inizio, agli albori della mia vita, quando avevo sui 20 anni, l'ambiente circostante aveva tentato di avviarmi verso il tuo modo di pensare.
Ma qualcosa in me lo rifiutava.
Avevo sempre delle "orticarie" al solo pensiero, mi prudeva qualcoasa sia dentro che sulla pelle.
Volevo conoscere altro.
L'ho fatto.
Questa conoscenza mi ha portata ad una consapevolezza di me e ad una accettazione di quello che c'è di buono in me e a a cambiare quello che non va.
Io non voglio nessun salvatore. Iop ho imparato come comportarmi - e continuo a tenermi sotto stretto controllo e a cercare di migliorarmi. Io credo in me stessa, nel lato buono del genere umano - pur restando consapevole che vi è anche un lato non buono dal quale devo personalmente difendermi.
Ecco io non delego il perdono delle mie malefatte a qualcun altro.
Sono IO che devo capire l'errore, perdonarmi e poi ricominciare.
A mio parere si chiama Responsabilità Personale.
So che la mia vita finisce con me stessa, con la mia morte e la cosa Non mi fa paura: affatto.

Paola, forse hai un'idea un po' semplificata di quella che e' l'etica del comportamento di un credente. Il fatto di riconoscere un Principio di ogni cosa esistente e da cui ogni cosa ha origine ed alla fine ritorna non significa esimersi da tutto il lavoro che l'essere umano deve fare su di se' per combattere il lato oscuro e cercare di migliorare le sue qualita'. Il rimettersi a Dio, come per esempio fanno i musulmani nel proferire il noto Inchallah, non significa ''tanto ci pensa lui'' ma e' il riconoscimento che il nostro ''progetto'', la nostra intenzione e conseguente azione non ha un esito ''scontato'' ed in questo senso si affronta la vita in tutti i suoi aspetti con ''tawakkul'' , che significa ''rimettersi fiduciosamente nelle mani del Signore'' per quanto concerne il risultato. Alla fine, e cio' e' difficilmente contestabile, avviene per forza cio' che doveva avvenire e con una terminologia religiosa si puo' dire ''secondo il decreto divino''. Questo atteggiamento e' molto marcato in altre tradizioni come , per esempio, nella Baghavad Gita in cui viene insegnata l'azione compiuta senza badare al frutto della stessa. E'abbastanza intuibile, anche per un non religioso, che per compiere al meglio qualunque atto , il pensiero del risultato costituisce un ostacolo alla concentrazione necessaria.
Lo stesso atteggiamento (di una serena accettazione) va applicato al discorso sulla sofferenza e sul dolore che naturalmente tutti vorremmo evitare (Signore allontana da me questo amaro calice). Il dono in questo caso e' proprio nella consapevolezza dell'impermanenza di ogni cosa, nel riuscire a vederci come foglia ma anche come radice consci di appartenere alla realta' di entrambe e quindi di vivere e superare la sofferenza in una prospettiva che trascende lo stato individuale.
Questo e' il dono che permette ad un malato terminale, con gravi sofferenze fisiche, di consolare chi sta molto meglio di lui, e' un dono che rende forti per affrontare l'inevitabile destino di ognuno quando questo si fa amaro.

Paolo, Paolo !
Se sei nuovo da queste parti, vatti a leggere preventivamente questo post:
http://teppista.blog.kataweb.it/2010/04/03/censura-o-manipolazione/
Poi deciderai cosa fare. Io ti consiglio di lasciar perdere: questi non dicono SOLO cretinate. Sono anche convinti che le dicano gli altri.

P.S.: Sempre che Barbapapi non decida di censurarmi perchè "voce fuori dal coro".

No Teppista,
stiamo avendo delle discussioni alquanto civili, mi sembra.
Barbapapi - Luciano
NoN ha mai censurato nulla alla sottoscritta...
Volevo rispondere a Uno, ma lo farò prox.
ciao

Vedi Paola, civile non è solamente "contenuto nei termini". Civile è anche, e soprattutto, "onesto". Onesto significa dire "pane al pane" e "vino al vino".
Non mi pare che Paolo, senza volerne fare l'avvocato ne sia tanto convinto quando scrive alle 23:29:
"Ho semplicemente rilevato un'abitudine sistematicamente e largamente applicata in questo blog da parte dei suoi pretoriani/e. Si tratta del modo in cui si rigettano le opinioni non ''in linea'' con l'ideologia dominante del blog spesso accusando l'intruso delle stesse manchevolezze di cui si fa ampio sfoggio. C'e' parecchia incoerenza e mancanza di obiettivita' nel sostenere i ''compagni'' blogghisti a spada tratta qualuinque cosa dicano badando invece ben poco ai contenuti, alla logica ed al rispetto di ottiche diverse."

Mi aspetto solo, a questo punto, che "qualcuno" sostenga che Paolo e Teppista sono la stessa persona. E che tutto il coro lo acclami per questa affermazione.
P.S. A me Luciano ha censurato commenti che a lui non andavano: non che contenevano scurrilità o amenità del genere. Solo perchè stonate rispetto alla musica vigente.

a dire il vero, paolo, che non è la prima volta che interviene in questo blog, ha dimostrato di essere persona troppo educata per essere scambiato per teppista.
a quanto mi risulta, il commento censurato a teppista conteneva offese gratuite.
allo stesso modo è stato cancellata, in un commento di offender, un'offesa a papa ratzinger che certamente urtava più di un frequentatore del blog.

Delle due l'una: o il signor Marcob è in "comunella" con Idefix per cui entra nelle segrete cose della censura, o, come al solito, spara fregnacce a casaccio.
Come faccia un avventore qualsiasi a conoscere il contenuto di un commento censurato lo sa solo Dio: o chi lo ha scritto o chi lo ha censurato.
Chi sia invece Marcob lo spiegano bene i suoi interventi demenziali.

Nel conflitto, l’altro mi obbliga a considerarlo,
mi invita a vedere un punto di vista che non sia il mio, amplia il mio campo di comprensione del mondo.

La felicità non dipende dalle circostanze piacevoli o spiacevoli,
ma dal mio atteggiamento di fronte a queste circostanze.
Non sono responsabile di quanto provo di fronte agli eventi esterni o ai comportamenti altrui, ma lo sono per il modo in cui decido di esprimere le mie emozioni.
Io non voglio cambiare nessuno di voi
ma neppure essere cambiata da voi...

ma non ci vuole einstein per arrivarci.
vedo un commento con delle offese, poi il commento sparisce. evidentemente è stato censurato.
vedo la parola bastardo sostituita da xxxxxxxx ed evidentemente la parola è stata censurata.
certamente, siccome non abito in questo blog, qualcosa mi può essere sfuggito.

"Come faccia un avventore qualsiasi a conoscere il contenuto di un commento censurato lo sa solo Dio". Lo sa lui e lo sai pure tu, come lo sappiamo tutti qui, poiché Luciano è solito spiegare le ragioni della sua eventuale censura e riporta anche le parole censurate, proprio perché il censurato eviti di ricadere nello stesso errore.
E prima che tu dica altre stupidaggini sulle "comunelle" e roba simile, sappi che sono stata censurata anch'io, quindi questo commento è esclusivamente in favore dell'obiettività e della giusta e corretta informazione, due cose la cui conoscenza non ti appartiene.

Alessandra, risponderti è tempo perso. La nebbia che avvolge la tua mente si potrebbe diradare solo con un programma di rieducazione che non è proprio degli Stati democratici.
Purtroppo l'Italia è una democrazia e ogni speranza di un tuo recupero è ormai persa da tempo.
Per quanto riguarda invece la censura, credo di essermi espresso in maniera molto elementare: censurare un commento significa cancellarne completamente il contenuto; censurare una frase o una parola è tutt'altra cosa.
Si tratta semplicemente di capire la lingua italiana e di esprimersi solo quando si è compreso il significato delle parole.

Scrivi, scrivi teppistello. Io conservo tutto.

Mi domando una cosa.
Da circa un mese è aperto questo post, siamo intervenuti in tanti e abbiamo fatto circa cinquecento commenti. Direi che (nell'insieme) si tratta di una bellissima discussione, aperta, polemica, ricca, onesta, che ha presentato punti di vista molto molto diversi, in un confronto a volte assai aspro ma complessivamente civile. E anche le volte che si è rischiato di deragliare l'autogestione dei partecipanti ha sempre ricondotto il dibattito nel "minimo comun denominatore" di toni "accettabili" per tutti.
Certo: per far questo ci vuole impegno, fatica, autocontrollo, pazienza e così avanti. E direi che tutti quanti lo abbiamo dimostrato.
Perciò (davvero) grazie a tutte e a tutti.
Dopo di che, dopo un mese di dibattito aperto e dopo cinquecento interventi, arriva di punto in bianco Teppista (che non s'era mai visto ma che forse ne ne stava acquattato a leggere) e spara delle provocazioni che non stanno nè in cielo nè in terra.
Io direi di lasciarlo stare, senza mai replicargli, nemmeno se dovesse provocare ancora, (SE INSULTA, LO CANCELLO IO) a meno che non entri nel merito del tema del post. Un tema (lo ricordo per lui) più o meno di carattere teologico.

Concordo pienamente Luciano.
La capacità di colloquire, quella di saper discernere, il pensiero crito sono importantissimi.
.
Se Teppista sta proprio così male dentro da dover esternare questo suo malore, noi possiamo solo compatirlo. E lasciarlo stare.
Non siamo noi a poterlo curare, teniamolo bene a mente.
La critica becera ...beh lasciamogliela pure ...

La capacità di colloquiare, quella di saper discernere, il pensiero critico vanno ad appannaggio del Blog.
A Facebook compete altro.

Fa molto sorridere che, su un altro blog, qualcuno dei partecipanti a questa discussione (secondo me molto bella), sia andato a lamentarsi DOPO aver partecipato alla discussione e aver ricevuto risposte anche polemiche ma quasi sempre articolate e argomentate.
Cito:
"le ipocrisie del gruppo e in particolare dell’autore del blog",
"all’idiozia non c’e’ limite",
"Non so se hai avuto tempo o palle di leggerti tutto il post (dubito) ma e’ patetico ed un po’ divertente. E’ alla fine questa sorta di masochismo ludico a conversare con chi non capisce una banana di quello che dici che ti spinge ogni volta a dare una risposta"
Leggere queste cose mi fa un po' sorridere e un po' incazzare. Perchè questi commentatori dicono BIANCO da una parte e NERO dall'altra?
Se era una discussione così molesta e a senso unico e patetica e idiota e ignorante e così avanti, perchè mai ci avete partecipato per un mese? Io (per quanto riguarda me) ci ho sempre messo il massimo dell'impegno e del rispetto verso tutti.
Dopo di che, ognuno passa il proprio tempo come meglio o meno peggio può.

Mahhhhhhhhhhhhhhh
la persona in questione forse è andata a farsi consolare per non essere riuscita ad "imporre" qui le sue idee.
Sono tanti, proprio tanti quelli che non hanno ancora imparato a
Stare CON gli Altri
e non a imporsi agli altri.

Luciano, l'operazione che è stata fatta su un altro blog, cioè il copia ed incolla dal blog di Idefix, è una manipolazione non autorizzata. Hai tutto il diritto di chiederne la cancellazione. Un conto è la citazione, un altro è l'inserimento integrale di commenti messi insieme senza senso per falsificare, mistificare e calunniare te e tutti i frequentatori di questo blog.
Non so se tu hai voglia e tempo, ma fossi in te mi rivolgerei alla polizia postale.
L'autore dell'altro blog è esattamente come il tizio che ti ha quasi investito sulle strisce pedonali e poi ti ha anche insultato. Visto che sei andato coraggiosamente a tentare di confrontarti con l'automobilista incivile, perché non inviti anche l'altro incivile blogger ad un confronto faccia a faccia? Sono sicura che non avrebbe il coraggio per farlo, l'unica cosa che gli riesce molto bene è nascondersi dietro le sue frustrazioni di uominicchio inconcludente.

"Non so se hai avuto tempo o palle di leggerti tutto il post (dubito) ma e’ patetico ed un po’ divertente. E’ alla fine questa sorta di masochismo ludico a conversare con chi non capisce una banana di quello che dici che ti spinge ogni volta a dare una risposta".
Finalmente il personaggio in questione ha gettato la maschera.
Davvero comico che sia lui a tacciare noi di ipocrisia! :-D

in effetti alessandra, io ho visto su quel blog un mio intervento, che non ricordo di aver fatto. posso sbagliarmi, a parte che non me ne può fregar di meno, però se le cose stanno come tu ipotizzi, sinceramente sono senza parole.
a me non fa paura nessuno, a parte chi ha problemi psicononsochecosa, per cui anche se non è natale faccio la promessa di non immischiarmi più con personaggi del genere, nemmeno con una battuta. ti ho già spiegato privatamente il motivo.
siccome però ha voluto onorarmi parlando di me su un post, e siccome è molto interessato alla mia biografia, per la quale penso abbia un dossier che aggiorna tutte le volte che mi lascio scappare qualcosa di personale, vorrei correggere alcune inesattezze.
- l'erasmus non l'ho fatto nel regno unito ma a stoccolma, che fino a ieri era in svezia.
- la laurea non l'ho comprata ma conseguita dando tutti gli esami. se hai la possibilità di frequentare tutti i giorni le lezioni, ci vuole solo un cerebroleso a non arrivare alla fine.
- quanto alla mia attività sportiva, che appartiene ad un periodo ormai concluso da tempo, quando vorrò presentarmi con le mie vere generalità, potrà verificare. prima deve credermi o no. il chè non ha nessunissima importanza.

ho letto ieri tutti gli interventi del post di barbapapà.
il finale è addirittura commovente, quando arrivano alcuni amici a dare la loro solidarietà.
luciano ha già fatto le sue considerazioni, che condivido.
tu hai già fatto le tue.
io aggiungo solo che se voleva sputtanarsi definitivamente c'è riuscito in pieno.

Mah...che esistano gli estremi per denunce o altro non mi pare. E comunque io (per quanto riguarda me) non ne ho nessuna voglia: mi sono rivolto a una poliziotta che conosco solo un anno fa (o circa) quando avevo ricevuto delle minacce circostanziate e prolungate sul blog. Poi per fortuna la cosa è finita lì.
Certo che a volte la netiquette (come si usa chiamare il galateo sul Web) latita del tutto.
Trovo per esempio sgradevole che qualcuno (come nota Marcob) tenga nota dei dati biografici di tutti noi, delle piccole cose che ogni tanto diciamo di noi, e le diciamo così, en passant, come si fa tra amici, chiacchierando, senza mai pensare che ci possa essere qualcuno che se le appunta per poi farne (anche mentalmente) un dossierino da Piccole Marmotte.
Io ad esempio ho letto le "confessioni" di marcob pochi minuti fa e già non me le ricordo più. E non perchè non mi interessi di lui (anzi: lo trovo uno degli amici idefixiani più preziosi) ma semplicemente perchè non sto a cavillare sui suoi dettagli biografici. Oltre un certo limite (sta a Barcellona e mi pare abbia un figlio sui sei anni) sono affari suoi. E lo stimo per ciò che dice e non mi sogno di "inchiodarlo" per ciò che fa o il lavoro che fa.
Altro esempio: Giorgio Tedeschi mi pare lavori in Iraq e dev'essere sui ventinove anni. Altro non so.
Ovviamente, mi piacerebbe conoscervi anche di persona. Ma questo è un altro discorso.

Marco, purtroppo la mia non è un'ipotesi, poiché quando ho letto l'intervento di Luciano delle 15:54 mi sono incuriosita e sono andata a leggere per cercare di capire a quale personaggio si riferisse. Ci sono, sull'altro blog, alcuni nostri interventi resi integralmente, ma scelti a casaccio e messi a mo' di mosaico che dovrebbe tentare invano di dare l'idea di un discorso coerente ma che sortisce l'effetto opposto; l'unico evidente intento è tirare acqua al proprio mulino e , come ho già detto, mistificare, falsificare e calunniare. L'unica ragione di tutto questo io la trovo nello squilibrio mentale di una persona che ha dimostrato sempre di soffrirne con i suoi interventi sul blog di Idefix. Qui non c'entra più nulla la divergenza totale di idee politiche. Quel mosaico scomposto è, a mio modesto parere, un accanimento patologico.
Finché il blogger in questione si limita alle invettive, seppure volgari, astiose e patologiche, lo si può anche ignorare, ma se va oltre inventandosi di sana pianta biografie, o peggio, cercando consensi screditando persone che lui nemmeno conosce, atteggiandosi a novello Feltri, bisogna fare molta attenzione.
Luciano, tu trovi sgradevole il fatto che qualcuno tenga da parte dati biografici di altre persone? Scusami se te lo faccio notare, ma chi compie azioni del genere,essendo un semplice gestore di un blog, non può essere completamente sano di mente.
Per quanto mi riguarda, non ho nulla da nascondere: mi chiamo Alessandra Alfano (ho già precisato che non nascondo il mio cognome perché mi è stato concesso di pubblicare un articolo su questo blog), sono una cittadina onesta, lavoro, pago le tasse e non ho carichi pendenti.
Il resto lo condivido privatamente anche con alcuni degli amici di Idefix che stimo e apprezzo molto, pur non conoscendoli di persona, tra questi tu, Marco, e Luciano, ovviamente.

Internet ha anche questo di brutto: i nostri dati (che molti di noi forniscono con trasparente generosità perchè non abbiamo nulla da nascondere e anzi siamo civilmente fieri delle nostre "normali" biografie di cittadini) vengono immagazzinati e a volte usati da altre persone per scopi non altrettanto trasparenti.

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