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01/02/2010

Commenti

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Dici bene...io sono uno di quelli che pensava alla crisi come opportunità di ripensamento collettivo del modello di sviluppo, ma ero un ingenuo ed un fesso:-)
E pensavo che anche la crisi del mercato dell'auto, finite le droghe incentivanti, portasse ad un ragionamento su modi diversi di creare occupazione, almeno nel sindacato. Nisba. Da un lato non sappiamo come uscire dall'incubo PM10, dall'altro continuiamo a chiedere che si perpetui all'infinito lo stesso modello produttivo...bah

Ciao Luciano, in realtà il mercato automobilistico è saturo da un po'. Per ogni nuova auto, in media, un'altra va in pensione. Se le vendite aumentano, non significa che stiamo riempiendo sempre più le strade di lamiera, ma che la gente cambia macchina più spesso.

Eh, offender, non solo, ma per le strade girano auto che inquinano di meno. Per questo gli incentivi premiano di solito le vetture con meno emissioni, ad esempio le GPL.

Non pensiamo solo all'Italia.
Pensiamo alle pazzie indiane, cinesi, al boom automobilistico della Cindia: stiamo rimpendo il Pianeta di ferraglia.

Comunque gli incentivi alla rottamazione sono una scelta, orientata verso il mantenimento del modello di sviluppo che non solo ha portato alla crisi, ma ha rivelato devastanti effetti sull'ambiente.
Salvarsi la coscienza col dire che le automobili nuove producono meno inquinamento è mettere una foglia di fico all'indecente situazione che si intende perpetuare fino ai limiti dell'impossibile, a scapito non solo delle generazioni future, am anche di quelle attualmente presenti sulla faccia di questo maleodorante pianeta.
E poi, cari liberisti a un tanto a chilo, come mai gli incentivi "ecologici" coinvolgono le automobili e non, ad esempio, le fotocopiatrici? Anch'esse, nei modelli più moderni, sporcano, inquinano e consumano assai meno delle loro sorelle di qualche anno fa (ma qui mi autodenuncio per un conflitto di interessi: vivacchio, difatti, vendendo proprio aggeggi di quel genere). Non sarà perché nel notro Paese non esistono fabbriche di fotocopiatrici (né di radio, ad esempio), ma siamo ancorati al progetto industriale del dottor Valletta, buonanima?

Walter,
buon punto, ma anche neglu usa la gran parte degli incentivi ha riguardato le auto e non le fotocopiatrici. Si grazie al mondo delle auto vivono molte persone e siccome e' un industria capital intensive viene particolarmente colpita durante la recessione... eh una volta producevamo anche computer, ma e' arrivato debenedetti a dare la sua benedizione ...

e siccome debenedetti è un comunista nemico di berlusconi in italia non si fanno più computers per colpa dei comunisti, e un po' anche di repubblica.
che palle.

marcob, cosa c'entrano i comunisti e repubblica? Fu o non fu De Benedetti a decidere che l'informatica non era strategica e a smantellare una Olivetti che sul piano tecnologico rappresentava per l'Italia un valore inestimabile?

Che De Benedetti, anche per scelte sbagliate, abbia affossato l'Olivetti è un fatto. Che l'industria dei PC in Europa sarebbe morta comunque, affossata dalla mano d'opera a basso costo asiatica, un altro (io in Olivetti ci lavoravo).
Oppure anche la Siemens era governata dai comunisti?
Comunque il discorso che più mi colpisce è un altro.
Quello dei numeri ballerini che vengono tirati fuori a uso e consumo del discorso che si vuole fare.
Anni fa venni a sapere di diregenti e commerciali di diverse imprese (di vario tipo) che per raggiungere i premi pecuniari legati agli obiettivi, contavano ordini acquisiti per esempio nell'ultimo trimestre, poi non li eseguivano o li stornavano con qualsiasi scusa nell'anno in corso per poterli riemettere ed eseguire (e fatturare) nell'anno successivo, conteggiabili quindi anche per il premio dell'anno dopo.
Un solo ordine contato 2 volte. La matematica da noi è sempre un'opinione da interpretare.

Walter, avrai pure ragione ed io dirò l'ennesima stronzata.

Però sono arcistufa di foraggiare con i soldi pubblici SEMPRE e SOLO la Fiat. La quale, quando ci sono utili rimpingua le tasche degli Agnelli, quando è in rosso puntualmente batte cassa, agitando lo spauracchio dalla cassa integrazione e del licenziamento.
La Fiat l'avremo ripescata da affondamento certo almeno una decina di volte.
E IO PAGO!

Adesso non ne se può più.
Proviamo a rottamare sanitari, serramenti, mobili, elettrodomestici, lenzuola, mutande...quello che cavolo volete.
Perchè ci sono un sacco di piccoli e medi imprenditori che sputano sangue, in questo periodo.

Possibile che nessuno si attivi per loro?

"La Fiat l'avremo ripescata da affondamento certo almeno una decina di volte."

La FIAT ha ricattato l'Italia per 50 anni.

offender: e io cos'ho detto?!

(caso mai, una tantum, mi sono espressa usando termini "per difetto" e non "per eccesso", ma il
discorso era quello)

ovviamente, offender, i comunisti e repubblica non c'entrano niente, oppure si.
il fatto è che non se ne può più di avere il mondo diviso in buoni e cattivi e siccome non c'è nessun criterio serio per sapere se uno è buono o cattivo, si adotta quello politico in tutto:
debenedetti, di cui non mi frega prorpio niente, è un cattivo. anche perchè e nemico di un buono.
la fiat era cattiva, infatti dal buono era fortemente odiata, poi improvvisamente è diventata buona e meritevole di incentivi.
potevano ytrovare la brillante soluzione di alitalia. forse però i contribuenti non avevano abbastanza soldi per prendersi la bed company.
mai che a qualcuno venga il sospetto che in italia non si sia riusciti a fare i computers perchè manca la formazione di tecnici, ingegneri, dirigenti ecc per quel tipo di produzione.
mai che a qualcuno venga in mente che i finlandesi per fare la nokia ed essere i primi al mondo si sono fatti un mazzo dell'altro mondo. poi è possibile che la produzione la facciano anche fare in cina ma il cervello è il loro.
e così per l'automobile e per tante altre produzioni.
è vero quello che dice ilva. gli elettrodomestici hanno fatto conoscere l'industria italiana in tutto il mondo. la merloni è in crisi. l'indotto pure. 10 mila, 20 mila lavoratori a rischio. e chi se ne frega?
tanto faremo il nucleare e risolveremo tutto.
scaiola però dovrà spiegarci chi le progetterà le sue centrali nucleari. magari brunetta è capace.

Cara Ilva,
non mi pare proprio che tu abbia detto nessuna stronzata, anzi.
Certo, fallisse la FIAT si porrebbero problemi forse insormontabili, di carattere economico e sociale,ma vivere sempre sotto il ricatto della più grande industria manifatturiera privata del Paese non è un bel vivere.
D'altra parte che fare?
Per esempio, chiudere Termini Imerese, come vogliono i proprietari. Al governo e agli enti locali risolvere il problema degli occupati, ma in definitiva non si può da un lato difendere ad ogni costo ogni fabbrica e poi lagnarsi se le cose vanno male.
Non lo dico da liberista (non lo sono nemmeno un poco), ma la scelta della sinistra di difendere l'indifendibile cercando di evitare i guoai per l'ocupazione si sta dimostrando un boomerang, si è anzi già ampiamente dimostrato.
Salvare gli occupati di una grande fabbrica, di solito, non tien conto di quanti disoccupati si creano nelle piccole realtà produttive, non fosse altro che per l'effetto indotto di contrazione delle disponibiltà di spesa.
A Trieste, a poche centinaia di metri da casa mia, abbiamo una vecchia ferriera che avvelena il teritorio, sporca, inquina, produce ormai solo occupazione da parte di immigrati, gravando anche in tal senso sull'assetto sociale della città. Il ferro lo comprano tuti in Cina, è risaputo. Per vendere quello prodotto qui, bisogna lavorare sottocosto, risparmiare su tutto. E difatti, oltre ai fumi, la ferriera produce un morto ogni dieci dodici mesi. Ma vi è chi la difende a oltranza...
Continuiamo a farci del male!

Quanti errori di battitura! Scusate, temo di diventare progressivamente dislessico.

La Ferriera è uno scandalo, una ferita aperta in suppurazione al centro della città di Trieste.

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