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09/01/2010

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non posso fare a meno di interrogarmi in questi casi sull'occhio di chi guarda, incluso il mio, ho qualche anno meno di te ma ho visto anch'io la bella TV in bianco e nero di una volta. Una cosa che colpisce sempre e' l'indiscussa professionalita' di tutti, il programma si muove come un meccanismo di precisione. Confrontato con il lassismo del momento e' alquanto scoraggiante, ad esempio questo natale mi ero riproposta di registrare il natale in casa cupiello ma, ops, la Maaara si era allungata un po' troppo e quindi mi ha tagliato l'ultima mezzoretta buona. Evabbe. Allo stesso tempo pero' mi chiedo cosa vedono gli occhi di chi non ha visto la TV in bianco e nero. I tempi e i modi sono cosi' diversi. E' un po' come quando ti capitano fra le mani i quaderni degli scrittori di una volta, in calligrafia, svolazzanti. Sono belli certo, ma io non riuscirei ad emularli, ne' probabilmente a leggerli, e ne' mi andrebbe di farlo, la tastiera mi e' molto piu' congeniale. I miei tempi e i miei modi sono diversi, farlo sarebbe violare il mio pensiero.

Ad ogni modo. Interessante notare come quel tipo di spettacolo non sia piu' in voga in Italia. Mentre sia abbastanza popolare, per esempio, in Inghilterra. A Natale tipicamente i teatri sono pieni di 'pantomime', un diretto discendente della nostra commedia dell'arte. Uno spettacolo prettamente natalizio e rivolto ai bambini ma ammiccante agli adulti, riprendono una storia famosa, la farciscono di canzoni moderne con testi cambiati, aggiungono battute rivolte ai genitori, e, soprattutto, contano sulla partecipazione del pubblico. E' permesso parlare con gli attori, fare 'boooo' quando entra il cattivo, suggerire battute, gridare "e' dietro di te!!!" quando l'eroe cerca qualcosa, eccetera. Esilarante.

Io sono nata nel '60 e ricordo bene la tv in bianco e nero di quegli anni: sceneggiati tratti da romanzi famosi ci permettevano di memorizzarne le storie, le immagini, e questo, almeno per me, è stato altamente educativo dal punto di vista culturale. Oggi son pochissimi i programmi che seguo in tv. Ciò perché i programmi di un tempo, solo sulle reti RAI, ci permettevano di ragionare, pensare e muovere in senso positivo tutti i meccanismi cerebrali per poter poi avere oltre che una cultura generale ottima, un modo di pensare e un modus vivendi da persone intelligenti e con buonsenso. Se devo dirla tutta fin da piccolina già avevo imparato, dalla tv di stato, tutte le trame di classici e di altre belle cose, e tutto questo ora è parte del mio bagaglio culturale. Oggigiorno trasmettono quasi esclusivamente programmi assolutamente diseducativi,in cui la volagarità la fa da padrona - e per volgarità non mi riferisco alla singola "parolaccia"! Insomma, i nostri giovani e giovanissimi cosa potranno mai imparare da programmi come quelli di oggi? Me lo chiedo con dolore quasi, proprio perché anche io ho una nipote di 8 anni, che adoro come fosse mia, e mi domando come sarà la sua vita in futuro...Sto allargando il discorso? Non credo: il nostro modo di comportarci dipende da quello che impariamo innanzitutto da piccoli, poi da adolescenti e la nostra formazione è un insieme di pensieri, idee che vengon fuori anche dalle trasmissioni televisive! Meno male che mia nipote ha 8 anni ma è molto matura e piena di buon senso per la sua età, e questo mi conforta: ma tutti gli altri bambini o ragazzi? Cosa pensano vivono, ecc. e cosa vivranno, penseranno, faranno un domani?

Acute osservazioni, Supermabanana e Daniela.
Per gustare le parodie, è importante (anche se spesso non del tutto indispensabile) conoscere l'oggetto della parodia. Dico "non del tutto" perchè molte persono ridono vedendo "Frankenstein Junior" di Mel Brooks pur non avendo mai visto il film originale di Whale. E allora, nelle parodie ben fatte, conta anche il ritmo della messa in scena, l'eleganza della realizzazione, la bravura degli esecutori eccetera. A quel punto (se QUESTI ingredienti funzionano) io posso anche conoscere poco o nulla l'originale, ma mi diverto lo stesso.
In più, nella Biblioteca di Studio Uno del Quartetto Cetra, vi è un altro elemento importante: lo stile complessivo. Penso alla sequenza iniziale ambientata nel porto, un piccolo piano sequenza con tanto di carrello. Cose praticamente impensabili nella televisione di adesso, dove le inquadrature devono durare al massimo cinque secondi perchè l'estetica video-clippara e l'attenzione del pubblico equiparata a quella dei criceti (pochi decimi di secondo) ha portato a un montaggio frenetico con cambi di inquadratura ogni quattro/cinque secondi e movimenti di macchina inutili e dissennati, fatti solo per dar l'impressione del movimento. Qua invece (nel "Conte") la macchina da presa si muove sempre con uno scopo preciso, i ballerini e le ballerine sapevano muoversi, i balletti avevano coreografia e senso, gli attori e le attrici sapevano recitare, non c'era l'insopportabile smutandamento generalizzato (io stravedo per le donne ma non se ne può più dell'esibizione continua e prostituita del corpo femminile).
Cosa accadrà tra 50 anni?
Lo stile televisivo modaiolo di adesso verrà osservato solo come ridicolissima testimonianza di quest'epoca: ma dal punto di vista visuale sarà vecchio e stravecchio come la moda più alla moda di un periodo passato di moda. Mentre i classici (non essendo mai stati alla moda perchè non rincorrevano le mode) non passeranno di moda. Tutto là. Ecco perchè adesso si può guardare con gioia un vecchio western in bianco e nero di John Ford mentre i coloratissimi film d'avanguardia degli anni Settanta fanno venir il mal di mare.

non ho vissuto quegli anni e non sono nemmeno bravo a contestualizzare.
sono andato spesso a cercarmi pezzi della rai in bianco e nero e sono arrivato alla conclusione che il quartetto cetra faceva letteralmente cagare.
secondo me anche quella di quegli anni, ovviamente fatta in modo diverso, era comunque una tv per cerebrolesi, che rappresentava della realtà quello che si voleva rappresentare.
non sono pertanto d'accordo con daniela che parla di programmi educativi confrontati a quelli diseducativi di oggi. quanto a diseducatività è cambiato poco, con il vantaggio, oggi e domani, che un telecomando e una parabola possono modificare tutto il quadro.
i bambini daniela non sono educati dalla tv, tranne in quelle famiglie dove si decide che sia la tv ad educarli. d'altra parte tu stessa parli della tua nipotina molto matura, nonostante la tv di oggi. anche gli altri bambini sono molto maturi, nonostante la tv di oggi, se i genitori consentono loro di maturare.
quando ero un ragazzino c'era drive in e le tette di tini cansino o di lory del santo erano una novità per la tv. le ho guardate e non ne sono stato condizionato più di tanto.
berlusconi con le sue tv, il danno l'ha fatto e lo fa solo a chi è disponibile a farsi danneggiare.

marcob: sul Quartetto si potrebbe discutere a lungo. A me piacciono e non c'entra nulla il cosiddetto "effetto nostalgia": ci sono cose dell'epoca della mia infanzia e adolescenza, che allora mi mandavano in visibilio e che adesso trovo insopportabili (due esempi: il film di Franco e Ciccio o i romanzi di Archibald Cronin).
Il Quartetto invece mi piace molto.

se il quartetto piace a te e a me no, significa solo che abbiamo gusti diversi. nè peggiori o migliori l'uno rispetto l'altro. solo diversi.
figurati, che a me piace moltissimo celine dion, che canta quasi esclusivamente canzoni orribili.
una sera mi sono dovuto sorbire il conte di montecristo coi cetra.
una "chicca" che un amico ci impose. savona che cerca a tutti i costi di essere simpatico e non ci riesce mai. lucia che canta come una gallina e gli altri due, pietà!!!!
lo presi come una punizione pe qualcosa di terribile che probabilmente avevo commesso e arrivai alla fine.
ma all'apertura del "dibattito" mi comportai come fantozzi sulla corazzata.
non ebbi i meritati 90 minuti di applausi dagli altri malcapitati, ma un certo consenso si.

Non discuto sui gusti. Ma secondo me marcob, proprio perché quei tempi non li hai vissuti, non mi puoi venire a dire che gli sceneggiati, le commedie, i films che andavano in onda allora (in bianco e nero) non potessero dare una cultura a chiunque li guardasse! Io ho appreso molto da sceneggiati quali l'Odissea, I fratelli Karamazov, le commedie che trasmettevano con attori di prosa, veri attori!!, altri e altri sceneggiati tratti da classici della letteratura mondiale!!! Da lì è partita la mia esperienza culturale soprattutto!!Io non credo che si possa confrontare quelle trasmissioni a quelle del tipo della De Filippi o le varie Isole dei famosi. Cosa c'è di educativo in queste? Dimmelo tu se ci riesci!!! Tanta gente che non vuole .."essere" ma.."apparire" e basta. Una volta gli attori venivano dalla scuola di arte drammatica e ancora adesso alcuni lavorano nei teatri romani e non, quelli che sono ancora vivi chiaramente!!! Potrei fartene una lista lunghissima. Io adoravo quegli sceneggiati e anche gli spettacoli più leggeri! Vogliamo parlare di STUDIO 1 ? Quanti e quali attori si esibivano molto umilmente e anche brillantemente in questa trasmine cult dell'epoca!!
Adesso quando leggo un settimanale vedo solo volti sconosciuti, volti di ragazzi e ragazze famosi solo perché hanno partecipato come..tronisti ad Amici, oppure gente che va a C'è posta per te per farsi vedere piangere da tutta Italia, la cosiddetta rappresentazione delle emozioni personali date in pasto a tanti guardoni. Io mi rifiuto di guardare trasmnissioni così!! Non vedo più la TV sono sincera, tranne qualche programma ben fatto!!!! Marcob che devo dirti? Che son meglio queste cose di adesso o quelle vere trasmissioni che davvero davano una cultura e quindi anche una certa formazione? Anche con la Tv si formano e si istruiscono i ragazzi!!! Ed hai ragione su quel che dici a proposito. Dipende anche dai genitori. Ma ci sono bambini sbattuti davanti alla Tv che guardano roba di tutti i generi!! E qui è colpa dei genitori e anche di chi si limita a guardare alle tv tutto quello che gli passa davanti lo schermo, ma quanta scelta c'è in fondo, da poter fare? Programmi educativi e intelligenti vengono trasmessi solo a ore tarde o quasi, e in alcune tv solamente. Per il resto tutto è..noia purtroppo!!E Berlusconi ne è il primo fautore e colpevole!!! Tra telenovelas assurde, soap-operas idem, e tante cavolate ha voluto rendere stupido il cosiddetto "popolino" che non va al di là del proprio naso...Purtroppo non tutti hanno una mente aperta e critica su tante cose e tanti fatti!!! Ma Berlusconi ha fatto un danno enorme secondo me, all'Italia!!! Poi..ai posteri l'ardua sentenza!! E come dice Luciano, non stiamo parlando di..effetto nostalgia...assolutamente!!

Su Celine Dion, Marcob, non dico nulla: puoi solo immaginare quanto sia lontana dai miei interessi.
Sulla televisione attuale che c'è invece in Italia concordo pienamente con ciò che dice Daniela: nella Rai degli anni Sessanta (censurata, perbenista e ipocrita finchè si vuole) circolavano però cose adesso impensabili. Faccio solo un esempio (tratto dal dvd visto ieri): nella sigla del programma (un programma di varietà popolare e non di nicchia) i ballerini danzano in una biblioteca e la canzone parla di libri e di gente che legge.

è un discorso senza fine e forse corriamo il rischio di non capirci.
non potrei mai sostenere che la tv di oggi è buona. nè quella italiana nè quella spagnola.
però non paragonatemi lo sceneggiato di allora alla defilippi. gli sceneggiati ci sono anche adesso. ci sono anche prodotti di qualità, che peraltro non guardo perchè non mi interessano.
la defilippi, la ventura o la marcuzzi fanno porcheria, anche se con grande ascolto, che non ha certamente riscontri nel passato solo perchè sono tipologie di trasmissione nuove che allora non c'erano. per me, tra l'altro, sono già vecchie.
io non guardo da sempre il grande fratello. ho visto alcune puntate il primo anno, quello con tarricone, e poi basta. le motivazioni: non perchè lo trasmette un canale di berlusconi, e nemmeno perchè qualcuno ha deciso per me che è tv spazzatura.
molto più semplicemente perchè non mi piace. punto.

allora la tv aveva un orario di inizio e uno di fine trasmissioni. e c'erano uno, poi due, poi tre canali. oggi le trasmissioni sono continue e i canali sono centinaia.
ci sono canali tematici che fanno roba di prim'ordine. a rimanere su rai o mediaset ci vuole solo un masochista. ma sopratutto la tv la si può anche tenere spenta. e questa non è la solita banalità con la puzza sotto il naso. e mi spiego: nel 54, quando cominciarono le trasmissioni (spero di averci preso) ci voleva un matto a non seguirle. la novità, lo status symbol, le discussioni del giorno dopo. poi arriva il colore, poi le tv commerciali.
ma oggi la novità non è più novità. e si può farne a meno. quanto meno in parte.
ai miei piccolini piace pocoyo (un cartone spagnolo) e faccio loro vedere pocoyo, pato, lula e ely. poi stop.
e la tv rimane spenta.
c'è di bello che qui si va a cena tardi, quando i programmi della sera sono già partiti, per cui tanto vale non accenderla nemmeno.
però io continuo a pensare che la formazione. l'educazione, e la cultura abitino da un'altra parte da sempre.
anche ambientare un balletto in una biblioteca non mi sembra che possa qualificare un periodo storico.

Certo che no. Però nella tivù di un tempo (pur nelle poche ore di programmazione) la cultura in senso ampio aveva spazio: dagli sceneggiati tratti dai classici (quanta gente si avvicinò all'Odissea tramite il telefilm di Franco Rossi con i versi recitati da Ungaretti? O ai Fratelli Karamazov? O al tetaro trasmesso in prima serata? O qualche anno più tardi all'Orlando furioso nella stupefacente edizione di Luca Ronconi?) E facevano trasmissioni per la Rai registi come Soldati, Albertazzi, Loy, Fo col Mistero Buffo ('76 mi pare), Gregoretti e via elencando.
Ripeto: non voglio mitizzarla e tramutarla in una meravigliosa Camelot che fabbricava altissima cultura e grande informazione, inebriante libertà e senso critico. Però a suo modo rispecchiava un paese che pensava a un progetto pedagogico, che aveva in mente un progresso anche culturale, che investiva nella scuola pubblica, che aveva scoperto i libri tascabili ed economici, in cui arrivava la scolarità di massa, un'Italia in evoluzione e complessivamente ottimista, un paese che aveva rialzato la testa dopo i disastri del fascismo e della guerra e che scopriva il cosiddetto boom, mentre arrivava la rivoluzione (anche sessuale e culturale) del '68. A tutto questo, la televisione non fu indifferente.
Così come la televisione dei nostri anni è lo specchio e uno dei motori di un'Italia radicalemnte diversa: in preda all'ansia e non più alle speranze, cinica e non più aperta al futuro, priva di fiducia nella cultura e nell'istruzione, attenta all'apparenza, un'Italia che accelera e accelera ma nel vuoto pneumatico dei valori e dei princìpi, l'Italia del berlusconismo.

IO, grazie alla tv in bianco e nero, ho visto non solo i Fratelli Karamazov, ma anche molti drammi di Pirandello, tra cui Sei personaggi in cerca d'autore.
Scusate, se è poco...

Una volta, c'era un canale e poi due che trasmettevano poche ore al giorno. Eppure...miiiiinchia!...quante belle cose abbiamo visto: teatro, cinema di grande qualità con commenti critici, varietà di alto livello, comici formidabili, politici e giornalisti eccellenti.
Adesso, ci sono trecento televisioni in chiaro 24 ore su 24 e praticamente non c'è un cazzo.

Pubblicità e Tv a colori.

Prima di cena, guardando la pubblicità, mi è venuto un dubbio amletico.
Com'è 'sta storia della "parpaia topola passera" (Dario Fo) delle italiane diventata oggetto privilegiato degli spot televisivi?
Una prude, una puzza, una non tiene più; con conseguente imbarazzo in ascensore...
Preoccupante! :-)

PS. (peccato che al solito, qualcuno mi ha "rubato" l'idea, nella fattispecie la Litizzetto)

Si stava meglio quando si stava peggio ;-)

Offender: a volte sì. Come nel caso dell'invasività della pubblicità, che tracima da tutte le parti con una potenza di fuoco spaventosa e dal potere fortemente rimbecillente.

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