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05/10/2009

Commenti

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Mi sembra un'analisi molto puntuale. E' anche possibile che si inventino un altro premio a qualche scrittore di marmorea pesantezza tipo Doris Lessing

Il processo di selezione dei candidati al Nobel è lungo ed articolato e non è solo il comitato per la letteratura che sceglie i candidati. Questo comitato (come gli altri comitati delle altre discipline) riceve segnalazioni da tutto il mondo. Anche noi potremmo inviare delle segnalazioni, ma ovviamente vengono tenute in maggiore considerazione quelle provenienti dal mondo accademico, da studiosi e professori di letteratura e/o linguistica, da scrittori, da associazioni culturali internazionali. Se Dario Fo è stato premiato a suo tempo è sicuramente perché le sue produzioni letterarie sono conosciute a livello internazionale. Io credo che abbia meritato il Nobel, senza nulla togliere a tutti gli autori che ha citato Luciano. Non credo che i 18 membri dell'Accademia del Nobel siano incompetenti; in fondo, il comitato che seleziona i candidati è tenuto a leggere tutta la produzione di ogni candidato e per farlo si prende un bel po' di tempo.

Philip Roth e' un grande scrittore, secondo me non e' neppure il miglior narratore con quel cognome (preferisco Joseph !) quindi ha le carte in regola per vincere, come Singer !
Vargas Llosa, ho seguito il tuo consiglio e letto avventure di una ragazza cattiva. Cavolo se mi e' piaciuto, ma certe pagine troppo piene di perversione, non lo farei leggere a mio figlio prima dei 21 anni, figurati dargli il nobel.
Io voto per John Barth. Piace solo a me, ma ha creato un genere di letteratura che ha ispirato numerosi grandi talenti di oggi.

Boh... ho sempre nutrito dubbi sul Nobel a Fo.
Se il criterio è la notorietà a livello internazionale, allora pure John Grisham e persino Dan Brown potrebbero essere candidati!

Doris Lessing: comprai il aeroporto "The cleft". Ne lessi 20 pagine e decisi di lasciarlo sull'aereo. E, caro Luciano, nota che per me i libri sono oggetti sacri... roba da pazzi ... comunque, il tuo post e' un po' influenzato da Harold Bloom o sbaglio ?

Sbagli.

Mah io sinceramente che vinca un autore sconosciuto della Russia de sotto me lo auguro. Il Nobel è un tale pacco di soldi e di contatti e di ripubblicazioni che che cazzo lo danno a fa a Roth? Oltre che tra i vari Roth anche io lo trovo meno bello anche del grandissimo Hanry. Il Nobel non è solo un premio lettario è un premio politico. Si se vince uno autore sgurgolese ignoto ma etico sono più contenta che se lo vince uno ricco e stratradotto e toh anche un po' stronzo. E poi insomma, sarà il caso che perdiamo la verginità su questa faccenda del più bravo in assoluto. Ci sono dei bravi relativi e sono tanti.

Zauberei,
Il Nobel dovrebbe essere un premio letterario, un riconoscimento a chi ha arricchito l'umanita' con i suoi racconti, con la sua rappresentazione del mondo. Mica una beneficenza ! Secondo me assegnarlo ad uno sgurgulese ignoto lo renderebbe addirittura un premio elitario/ accademico. Aspetta se lo sgurgulese lo merita sono d'accordo con te, ma se lo sgurgulese e' sconosciuto dovrebbe esserci una ragione...
Per il resto perdonami, non sono un intellettualissimo, guarda qui http://www.corriere.it/solferino/severgnini/

eheheheh che gadano che sono !

Eeka, non ho parlato di "semplice" notorietà riguardo a Fo. Le sue produzioni letterarie sono molto più diffuse, lette, studiate di quanto noi italiani non sappiamo. La nostra (e parlo anche di me) ignoranza sul lavoro di Fo è dovuta anche alla censura che è stata fatta sulle sue opere per anni.
Non voglio mettermi a fare l'avvocato difensore di Dario Fo, sia chiaro. Come lui, molti altri ottimi scrittori e studiosi di letteratura meriterebbero il Nobel.
Quello che non si sa di Fo, però, è che lui ha prodotto una quantità enorme di letteratura, ha tenuto e tiene lezioni nelle università di mezzo mondo e non solo da quando è venuto alla ribalta col Nobel. Il suo lavoro lo ha fatto sempre. Lo stesso Fo, quando fu premiato, mise in evidenza il fatto che fosse molto più conosciuto all'estero che in Italia e questo lo fece soprattutto per dare una risposta a chi disapprovava la scelta dell'Accademia svedese. Molti dissero, all'epoca: chi è Dario Fo? E che ha scritto di così importante? Ma non è un comico?
Io stessa mi sono posta queste domande quando il premio è stato assegnato ad autori e letterati a me totalmente sconosciuti. Poi, andando a scavare, ho scoperto che in ambito letterario molti premiati sono produttori prolifici, innovatori in campo letterario e linguistico, magari anche censurati e/o perseguitati politici (succede spesso a chi produce cultura che apre la mente).
Non si può essere onniscienti, mi rendo conto. Però, forse, prima di chiedersi perché è stata scelta una persona "meno popolare" piuttosto che un'altra che ha una maggiore visibilità (in senso letterario), bisognerebbe capire le motivazioni che stanno alla base di questa scelta.

@Giorgio: della Lessing ho provato a leggere Mara e Dann: abbandonato dopo 20 pagine.
L'unico che sono riuscita a terminare (con un certo sforzo) è Gatti molto speciali.
@Alessandra: quello che scrivi è condivisibile, soprattutto riguardo alla censura subita da Fo, ma io continuo a nutrire molti dubbi sul suo Nobel

Sul premio a Fo: immenso attore e sublime il Mistero Buffo interpretato da lui. Su molte delle sue altre cose ho grandi, grandi, grandi dubbi.
Autori poco noti: un conto è premiare Wiszlawa Szimborska (mamma mia...non son mai sicuro di come si scrive) e aumentare la visibilità a una grandissima poetessa di una letteratura mediaticamente trascurata. Altra questione è appioppare il Nobel a (per dirne uno) Le Clezio (in alcuni amici ci siamo messi d'impegno a leggiucchiar qualcosa di lui: pollice verso come ar Colosseo de li antichi lioni feroci)

Ragazzi, la democrazia è bella proprio perché ognuno può dire la sua, giusto? Viva la critica! Neanche a me piace tutto di Fo. cercavo solo di spiegare i meccanismi della selezione da parte dell'Accademia dei Nobel. Molto probabilmente le stesse critiche che solleviamo noi sulla scelta dei candidati e premiati in letteratura le sollevano altri per altre discipline di cui capiscono e sanno più di noi.
Le Clezio, come molti altri scrittori a me non piace, nonostante gli abbiano dato il Nobel.
De gustibus...
Non mi capita di rado di cominciare a leggere un libro e chiuderlo anche dopo la prima pagina. Ci sono autori che proprio non digerisco.

L'hanno dato ad un guitto (nel più nobile senso della parola) come Fo, potrebbero darlo ad un menestrello come Dylan. Se ne parla un anno sì e uno no, ma alla fine...
Non sono un suo fan, ma sarebbe simbolico per tutta la cosiddetta cultura (pop)olare.

Giorgio Tedeschi non esiste niente a questo mondo che non sia politico, meno che mai i premi letterari. Fa da criterio aggiuntivo, crea una selezione di fondo. Comunque, è forse cosa che a me mtocca troppo poco. Io rimango freddina. Alla Lessing voglio bene perchè mi ha dato letture importanti nella mia adolescenza, non credo sia una grandissima scrittrice, come non credo che lo sia FO. Le Clezio al momento lo ignoro. Condivido altri Nobel quali Saramago, il meraviglioso Coetsee, e moltissimo Toni Morrison - davvero bellissima scrittrice. Dopo di che, il livore da Nobel, aaaaaaaaaah l'hanno dato a quello e non all'altro ....aaaaaaaah eeeeeeeeeeeeeeh iiiiiiiiiiih, mi irrita e basta, mi raffredda e respinge. Puzza di qualcosa che si spaccia per amore per la letteratura, ma in taluni casi ha più a che fare con l'invidia. Naturalmente non mi riferisco a nessuno qui! Credo sia chiaro ma meglio essere espliciti.

Be' ognuno ha i suoi autori preferiti: lasciami portare la mia attitudine di tifoso da stadio in questa tenzone !
Se Rushdie vincesse il Nobel sarei felice, un po' ingenuamente, come dire ha vinto un cavallo che mi piaceva. Con questo nulla aggiungerebbe alla sua produzione, alle emozioni che mi ha dato. Solo una puerile soddisfazione.

Io tifo Yehoshua, però che strano, nessuno di voi ha fatto il nome di Moccia o Cohelo :)))

Io non sono mica invidioso perchè non m'hanno dato il Nobel de la Litteratura a me. Anche se...quasi quasi...in un paese in cui diventeno ministri Gasparri Bossi Gelmini Previti Bondi Carfagna Pecoraroscanio.

Anche io tifo Yehoshua per il complesso della sua opera e tifo pure Oz, anche se gli ultimi libri non mi hanno convintoper niente, m sembra si stia un po'incartando sui suoi temi

Mi chiedo come mai i comitati che si sono accesi per il Nobel per la pace a Berlusconi (eh, ci mancherebbe solo quello!)non si impegnino, già che ci sono, anche per quello della letteratura a Bondi.

Dell'attività letteraria di Oz, negli ultimi anni, m'ha convinto solo il libretto sul fanatismo. Anch'io ho l'impressione che "viva di rendita".
Sul Nobel letterario a Bondi, sarebbe una meritata accoppiata con quello per la pace a Berlusconi.
Già che ci siamo:
premio Simenon a Sergio Castellitto per la delittuosa versione televisiva di Maigret, premio minzione a Minziolini direttore del TG1 per aver stimolato la diuresi dei telespettatori con la sua dis/obiettività,
premio Mento a Maurizio Belpietro (ottenuto grazie alla conformazione sia della faccia che della facciatosta).

E il premio Pizzino a Dell'Utri ce lo vogliamo mettere?

Non sei equo a prendertela con Belpietro, e' abbastanza arguto e difende come puo' il suo padrone, come Sancho Panza... certo mi rendo ben conto che gli ascoltatori di sinistra non si sciolgano in brodo di giuggiole alle sue parole!

Vedo che Zauberei avea ragione, perfino questo post sul Nobel per la letteratura sta prendedno colorito politico :)

Il premio Pizzino per il suo immenzo contribbuto alla gultura e in particulare per li diari de Mussolini Benito in suo possesso e sulla gui (dubbia) autentegetà così Dell'Utri medesimo si è limpidamente espresso: "nessuno può dire che siano autentici ma neanche falsi"

Riprovo a "buttarla sui libri".
Ieri ho finito L'ARTE DI CORRERE di Murakami. Una serie di argomenti (la maratona, il jogging, il triathlon...) che sulla carta non mi potevano interessare di meno. E invece lui ne tira fuori 15o pagine splendide, intrecciando la corsa e la disciplina di vita, la fatica dei 42 chilometri della maratona e scrittura, New York e il Giappone, la sconfitta e la crescita, l'accettazione di se e la solitudine, la saggezza e gli anni che passano, il rock e il silenzio, il cibo e i libri degli altri, sempre guardandosi dentro con coraggio e pudore. Una meraviglia, pagine che volano (anzi: corrono). Murakami è uno scrittore che cresce di anno in anno.

Tifo per Tabucchi, un autore che amo molto, oggi quasi un esule. In questi giorni, dopo diversi anni dall'ultima pubblicazione di narrativa, apparirà il suo nuovo libro di racconti.
Naturalmente, lo meriterebbero anche molti altri, già citati da Luciano.
Con Dario Fo l'Accademia di Svezia ha sbagliato, a mio parere, soprattutto per un motivo: il Premio è attribuito alla letteratura, non allo spettacolo. Fo è un attore eccellente, e un bravo ricercatore di vecchie fonti teatrali - ma non un eccellente scrittore. Molti suoi testi sono poco più d'un pamphlet, e quasi esclusivamente legati agli anni in cui sono stati scritti (a differenza, per esempio - parlo degli italiani - di Eduardo: è un grandissimo piacere sia assistere ad una sua interpretazione sia leggere un suo testo teatrale).
Su Le Clezio ho dei dubbi: famosissimo in Francia già da molti anni, in Italia esistevano solo due o tre traduzioni, di cui una molto vecchia. A me non dispiace.

gcanc: dylan ha già vinto il pulitzer, penso possa essere sufficiente :-)

@ Luciano 12:46

No, no Lucià, dillo chiaro e tondo: agognavi e come ricevere il Nobel per la Littleratura!
Ammettilo.
--------
Aaah, Scajola non l'hai messo nella nobile lista, eh?
Guai a chi me lo tocca...

(Lo vorrei menare tutto da solo).

Irnerio: se mi telefonassero da Stoccolma, sarei certo che si tratta di uno scherzo della mia amica Lalla (e di uno dei suoi due figli, abilissimi imitatori, o di una delle sue due figlie che sa varie lingue e di sicuro conosce pure qualche svedese). Se poi (fatte tutte le verifiche) verificassi che la cosa è autentica, darei fuori di matto per la sfrenata gioia. E farei una pazza festa con Tatjana, mia figlia Francesca, cani, gatti, amici, parentado e conoscenti. Detto questo, se dessero a me il Nobel, potrebbero darlo a cani e porchi.

Giorgio Tedeschi,

si dovesse anche parlare di "FORMAGGINO MIO" finito in muffa, le responsabilità sarebbero così distribuite:
A) Il PdL ne ha comperata una scorta esuberante, al di la delle previsioni fatte da Ciampi nel 1994 all'epoca dell'ECU, a dispetto della Finanziaria di Visco del 2007 con validità quinquennale e dell'ultimo articolo ANONIMO dell'Economist (sanno tutti che è firmato Tana De Zulueta)
B) Il ministro Tremonti, come al solito, aveva disposto uno stanziamento SUPERIORE al necessario per l'acquisto del formaggio ma INFERIORE all'occorrenza per l'eventuale magazzinaggio delle scorte.
C) Il cumpare Dell'Utri aveva cercato di vendere, attraverso la mafia, metà delle scorte alle scuole elementari di Isola delle Femmine ma non c'era riuscito grazie all'ultimo articolo di Travaglio che aveva, come al solito, saputo tutto dall'amico Cancelliere della Procura di Trapani.
D) Il tutto, grazie alla disponibilità dell'avvocato Mills ad esportare irregolarmente fondi neri alle Cayman per conto di Berlusconi che, ovviamente, sta ora tentando di recuperarli attraverso lo "Scudo fiscale".
E) Chi cerca di ristabilire un pò di giustizia è invece la Procura di Milano che, con tempismo svizzero, appioppa 750 milioni di euro di condanna a Fininvest per affari di 20 anni fa che servirebbero a recuperare i rientri dei suddetti fondi neri e a rimetterli nelle mani dei "biblici Giusti" (dicasi De Benedetti). Un pò come il Padre Nostro che ci rimette i nostri debiti.

Chiaro, no ?
Se il "Formaggino MIO" va a male o il premio Nobel per la letteratura lo danno a un ex nazista, il caso di Günter Grass è eclatante, la responsabilità è sempre e comunque degli stessi: cioè del centro-destra (mica del Governo, ben s'intenda)

Come se non fosse chiaro a tutti che il premio Nobel per la Letteratura (e non solo) è soltanto una "buffonata politica".

Qualche spunto sparso.
Roth è ebreo, vero. Il che non è mai stato una discriminante(Bellow, Canetti, Singer, Bergson, Agnon,e ci fermiamo alla sola Letteratura).

Una considerazione in forma di quiz. Il sesso. Chi vinse il Nobel nel 2004? Qual è l'opera più famosa dell'autore? Quale ne è la trama?

Il Nobel a Fo. Il teatro non è spettacolo - e formalmente non è neppure letteratura. Il problema del teatro nasce anzi proprio dall'essere giudicato secondo criteri letterari. Quando leggiamo "Fedra", "Sei personaggi in cerca d'autore" o "Aspettando Godot", non siamo di fronte a un'opera letteraria, ma davanti al copione di un'opera teatrale - tutta un'altra storia,ecco perché Dario Fo non è uno 'scrittore': la sua scrittura è in attesa dell'attore che la dica. Chiamarlo scrittore è un errore così come lo è apparentare i testi per canzoni alla poesia letteraria. Assimilare Dylan a Saba, Joni Mitchell alla Achmatova significa mischiare la carne col pesce. Son due arti diverse apparentate dall'uso artistico della parola; per il resto rimangono due arti indipendenti tanto quanto la scultura e l'architettura.

In Nobel lo vincono solo i sinistri, i democratici? Eliot era un antisemita conservatore. Mauriac un rigido cattolico. Hamsun un filonazista. Naipaul non brilla per il politically correct...Anch'io tengo conto di certi apparenti pregiudizi della giuria svedese verso le idee politiche di alcuni scrittori(vogliamo parlare di Handke?), ma entro un certo limite.

Quanto a me, credo che sia l'anno dei narratori di lingua spagnola - e con questo non dico che sia il mio desiderio; solo una sensazione. Ergo, Carlos Fuentes, Mario Vargas Llosa, Juan Goytisolo, Alvaro Mutis, Juan Marsé, Alvaro Pombo - e su tutti i primi tre.

1) Grazie a Teppista, abbiamo scoperto anche la vicenda (finora oscura) del formaggino Mio.
2) Per quanto io ami Dylan (il trittico discografico del '65-66 resta inarrivabile), per quanto io sia un rockettaro sfegatato, per quanto se accadesse stapperei una bottiglia di birra buona e stando in piedi ascolterei ballando MEMPHIS BLUES AGAIN, dare a Bob il Nobel sarebbe un'esagerazione.
3) Yankele fa osservazioni intelligenti che integrano gli sproloqui del mio post. D'altro canto, i post servono anche a questo: a sollecitare interventi che dicono cose spesso più sensate di quelle scritte nel post di partenza.

Anche Dylan e' ebreo...
anche Elvis, ma i nobel postumi non valgono, altrimenti Omero potrebbe coglere parecchi consensi :)

Elvis? Non mi pare.

Ho evocato Dylan solo perché è stato dato il nobel a Fo. Yankele ha ragione a dire che teatro, canzone e letteratura sono discipline diverse, apparentate solo dall'uso della parola, ma allora anche il cinema.
Su Evis ebreo ci fu un'inchiesta anni fa che reputava Presley di origine ebrea per parte di madre-nonna-bisnonna-trisavola, ma non credo che avesse grande credibilità. Probabilmente tutti quanti discendiamo dagli australopitechi, ma non li mettiamo necessariamente nell'albero genealogico.

Intevengo solo per dire che sono felice di non essere la sola che detesta la Lessing (e questo nonostante abbia una gran passione per i gatti, ma le tra le due ora e sempre Patricia Highsmith).

Altra cosa: io avrei un nome per il Nobel. Trattasi di scrittore locale del quale acquistai due giorni fa un libro. Vi citerò solo tre frasi per dimostrar la sua grandezza:
1) "Non indossava più vestiti sgargiatamente candidi"
2) "Rivango a quel corpo, al collo, alla sua bella faccia"
3) "Ero sicuro tra le sue braccia, sentivo un calore immonde"

... bonus track, va': "Dopo qualche istante i dolori s'indebolirono e mi trovai in una condizione di parsimonia".

Caro teppista, con molta ironia scrivi: "Chi cerca di ristabilire un pò di giustizia è invece la Procura di Milano che, con tempismo svizzero, appioppa 750 milioni di euro di condanna a Fininvest per affari di 20 anni fa che servirebbero a recuperare i rientri dei suddetti fondi neri e a rimetterli nelle mani dei "biblici Giusti" (dicasi De Benedetti)."
Peccato che per quella vicenda siano già stati condannati definitivamente corruttori e corrotti (Previti e magistrati) e che il caro Silvio se la sia cavata solo per la prescrizione del reato. Cosa ti aspettavi ora, che il tribunale bel-bello desse ragione a Fininvest?
Dovresti ben sapere che se il biscione ora ricorre in appello è solo per procrastinare il corposo risarcimento. Non meniamo il can per l'aia, please.

Il Nobel per la letteratura nel 2004, se non vado errato, lo vinse la scrittrice austriaca Elfriede Jelinek. Il suo romanzo più conosciuto è La Pianista, da cui è stato anche tratto un film. Io non l'ho letto, ma ricordo di averne letto la trama in una libreria mentre giravo tra gli scaffali. E' un romanzo forte secondo la critica, il sesso è l'argomento principale, ma associato alla ricerca estrema di un equlibrio da parte della protagonista. Di più non saprei dire.

Credo che sia l'unico romanzo che abbia mai letto senza dialoghi.

il formaggino mio non può finire in muffa perchè è di plastica.

Della Jelinek ho solo visto delle foto, dove aveva un trucco raccapricciante e un'espressione terrificante, e letto delle interviste, dove mi pareva di un'antipatia raggelante. Risultato: mai aperto (e penso mai lo farò) un suo libro.
A PROPOSITO DI SCRITTRICI DONNE: stasera inizio LA CITTA' PROIBITA, che non rileggo da una trentina d'anni. L'autrice è Leigh Brackett, forse la romanziera fantascientifica che preferisco, romantica e avventurosa, tosta e coloratissima. Fece anche la sceneggiatrice per Hawks (Un dollaro d'onore) e Huston (Il grande sonno), per il secondo Star Wars e per tanti altri film. Una scrittrice con i fiocchi.

Pur non avendo letto il libro, immagino di chi siano le citazioni che fa Yodoski nel commento delle 18.05. Sono pochi a saper scrivere così male e dunque si tratta certamente di Lui. (Tanto più che sabato, al telefono, Yodoski m'aveva detto d'aver trovato un suo volume di racconti).
Un autore nel giro dei libri autopagati (ne ha stampati una ventina), testi obiettivamente brutti, molto brutti, che passano di mano in mano proprio per la loro leggendaria (e in fondo godibile) bruttosità. Provate a rileggere: "Non indossava più vestiti sgargiatamente candidi" non è una frase che si trova tutti i giorni. Il punto è che Lui NON la usa in modo volutamente audace e forzosamente sgrammaticato (come faceva Pasquale Panella, il paroliere del Battisti del secondo periodo). No: Lui scrive così per errore.

Egregio signor Carloesse,
se dall'alto della sua conclamata intellighenzia riuscisse a spiegarmi queste semplici frasi che seguono, le sarei molto grato:

"....In altre parole, il tribunale ritiene qui di poter pienamente fare uso della prova per presunzioni che nel giudizio civile ha la stessa dignità della prova diretta (rappresentazione del fatto storico). E', come è noto, la presunzione un argomento logico, mediante il quale si risale dal fatto noto, che deve essere provato in termini di certezza, al fatto ignoto"...."

Queste sono solo alcune frasi demenziali delle 140 pagine che il giudice Raimondo Mesiano ha dovuto scrivere per giustificare la SUA sentenza.
Per sua conoscenza la può leggere qua:
http://download.repubblica.it/pdf/2009/sentenza-fininvest-mondadori.pdf

Se ha la perspicacia e la capacità intellettuale di decriptare quanto sopra si renderà conto cosa significa Giustizia in Italia. Se riuscirà, inoltre, munito di una calcolatrice a individuare quali cifre conducano alla misera somma di 750 milioni di euro avrà fatto bingo: come si possa, da una azienda decotta per ragioni di liti familiari come la Mondadori, raggiungere quella cifra, quand'anche si riuscisse a dimostrare la colpevolezza di Berlusconi, è un altro mistero.
O siamo di fronte a un imbecille, o a un furfante, o a un cretino o, come più probabile sia, a un manipolatore politico.
Veda un pò lei.

Luciano, la Jelinek risultò antipatica pure a me quando vidi la sua foto. Poi leggendo la trama del suo libro e anche qualche rigo della prima pagina mi dissi subito di no, che non l'avrei mai letta.
Per mia curiosità andai a cercare notizie su di lei e da quelle che trovai capii perché i critici ed i lettori in generale detestanto molto certi personaggi dei suoi romanzi: la Jelinek ha un passato di depressione e forti disturbi psichiatrici, suo padre morì proprio in una clinica psichiatrica. Insomma, una vita non facile. E' stata anche politicamente molto attiva e da quanto ricordo, ma non vorrei dire una cappellata, è stata anche una femminista convinta. Credo lo sia tuttora. I critici la definiscono anche un personaggio controverso, come quelli dei suoi romanzi. Ma ripeto, non posso dire nulla di più perché non ho letto nulla e francamente non credo che la leggerò mai, perché non mi ha proprio ispirata.

Teppista: non sono un esperto di diritto ma provo a spiegarti con un esempio. Premetto che posso sbagliare (e se lo faccio correggimi).
Il signor Caio mi ricatta. Il mio amico Antonio lo ammazza. Viene arrestato e condannato. Sul conto corrente del mio amico viene trovato un versamento di 50.000 euro fattogli da un avvocato al quale aveva fatto un versamento di 50.000 euro un altro avvocato a cui aveva fatto un bonifico di 50.000 un notaio a cui aveva stornato un versamento di 50.000 euro eseguito da me. Il giudice (anche in assenza di altre prove) PRESUME che il versamento iniziale sia stato versato da me quale pagamento dell'oicidio.

Insomma la teoria dei vasi comunicanti...

Piccolo break sul commento delle 18.05. Le dico una cosa signor Luciano: usando metodi da settimana enigmistica sono riuscita a capire il significato che Egli attribuisce a certe parole. Per esempio, ''parsimonia'' ritengo significhi ''incertezza'', mentre ''rivango'', ''ritorno''. Come vede, con un po' di sforzo si riesce sempre a instaurare un contatto e una comunicazione.

A parte con il sig. Teppista e suoi compari, con i quali (io vi avviso) non c'è nulla da fare: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Alessandra: mi colpisce (e intenerisce) che a te e me la Jelinek abbia fatto la stessa impressione.

Luciano,ha colpito anche me la coincidenza di impressioni. Abbiamo qualcosa in comune, evidentemente :-D

Evidentemente.
Il mio amico Alberto Ongaro (romanziere di grande qualità e suspense...in dicembre esce LA MASCHERA DI ANTENORE) dice: "se due vite scavano in terreni simili, accade che trovino le stesse pepite"

i bookmakers inglesi si buttano su Oz. Roth quinto Tabucchi settimo Murakami nono. Qualsiasi cosa aggiunga alla discussione questo pezzo di informazione :-)

Tifo lo stesso per Murakami e Tabucchi.

Oz resta una bella persona. E se dovesse vincere ne sarò felice, mi sa che mi commuoverò pure. Come ogni volta che capita qualcosa di buono a qualcuno che se lo merita.

Luciano, ieri sera per combattere la solitudine ho guardato un po' di repertorio TV su youtube. C'e' un video di Fede emozionatissimo e commosso dopo la prima vittoria di Berlusconi nel 1994.
Ora l'ho collegato alla tua ultima frase e sono scoppiato a ridere :)

Caro Signor Teppista, Lei mi tira ancora in ballo e dunque facciamoci pure un altro giro di valzer:
1) l'entità del risarcimento: Il Corriere della Sera (noto foglio del minculpop) oggi, a pag.2 ricostruisce in 937 milioni la cifra esatta del risarcimento (minor prezzo incassato da CIR per la cessione di AMEF a fininvest + maggior onere per l'acquisto i Repubblica, Finegil + Espresso + maggior onere per le condizioni dettate da una transazione viziata rispetto a quelle di una condizione "pulita" che non vi fu = 284 milioni ai quali si aggiungono (come in ogni causa civile) la rivalutazione del capitale dal 1991, gli interessi legali di 18 anni, e le spese legali. Il totale farebbe 937 milioni. I giudici hanno evidentemente applicato anche uno "sconto" a Fininvest.
2) La presunzione del reato: la parola "presunzione" in diritto non ha il medesimo valore dell'uso quotidiano, ma richiama norme del codice civile (artt. 2727-2729) su un tipo di prova che ha la stessa dignità della prova diretta.
3) La non certezza che un parere dei giudici non corrotti avrebbe dato a CIR e non a Fininvest: sta di fatto che , a rigor di logica, se una partita risulta truccata (lei segue lo sport Signor Teppista ?), chi si macchia di corruzione dell'arbitro viene radiato dal campionato, retrocesso a serie inferiori, e la partita viene assegnata "a tavolino" all'altra parte, anche se sul campo magari avrebbe perso lo stesso.
4) quanto al "disegno eversivo della sinistra" siamo alle solite. Tra un pò anche virus e batteri faranno parte del complotto e se al Cavaliere verrà un attacco di dissenteria verrà urlato "al golpe!" anche in questo caso.
Magari, Signor Teppista, la sinistra avesse non dico un piano eversivo, ma un semplice e normale piano politico da proporre ai suoi sostenitori.
Come vede noi siamo capaci di essere anche critici nei confronti della nostra parte. Non credo si possa dire altrettanto dalla parte sua, che prende per oro colato ogni sillaba del premier e dei suoi fantasiosi legulei (primus Ghedini), nonchè della sua ottusa stampa. L'unico capace di non obbedire ciecamente e di volgere (talvolta) qualche critica ai suoi era Ferrara. Non a caso oggi mi pare un po' ai margini.
Eia, eia, alalà?

Signor Carloesse, se da un lato mi compiaccio del suo essere così credulone riguardo a quanto riportato dal Corriere, dall'altro resto perplesso per la sua ultima espressione: Eia, eia, alalà. E', evidentemente, il nuovo saluto che la sinistra ha rispolverato in mancanza d'altro: una volta vi chiamavate solo tovarish, se non sbaglio.
La sinistra non esiste più da un pezzo: l'unico che si sta facendo i CAZZI SUOI col pretesto e la scusa di essere a sinistra è il signor Carlo De Benedetti che ha rubato all'Italia, dalla Olivetti, alla Omnitel, a Infostrada, alla CIR, alla SME, alla Buitoni, più miliardi che non tutta la mafia messa assieme.
E siete così imbevuti di ideologia che nemmeno ve ne accorgete.
Dasvidania tovarish !!

Ogni volta, Teppista le lancia più belle di pria.

Lei non comprende neanche a chi era rivolto il mio eia eia alalà, eppure il punto interrogativo finale poteva portarla sulla buona strada...
Quanto al Sig. De Benedetti non si creda che mi stia particolarmente simpatico, l'avere lavorato per quindici anni in una sua azienda darebbe più motivi a me che a Lei di personali risentimenti. Ma reputo tuttociò del tutto ininfluente in una causa che riguarda tutt'altro. E citare (anche se en passant) la mafia a nome di quell'altro mi pare il bue che dice cornuto all'asino.
Le assicuro comunque che i 750 milioni il Suo ducetto non li chiederà a Lei. Non vedo perchè scaldarsi per così poco.
Le preciso infine di non riconoscermi in nessuna ideologia, men che mai in quella marxista, ma sentirmi dare del tovarish da Lei (come del farabutto dal Suo capo) mi riempie d'orgoglio.
Mi stia bene.

Infatti, Teppista: non si capisce cosa c'entra De Benedetti se Berlusconi è uno che (come risulta da sentenze) corrompe (tramite terzi) giudici e testimoni per aggiustarsi processi, sentenze e affari privati.

Luciano, sai bene cosa c'entra De Benedetti; sai bene che opinione ho dei Travaglio, dei Gomez, dei D'Avanzo et similia: tutti pennivendoli prezzolati da De Benedetti. Un'armata schierata a difesa del patrimonio CIR, di Sorgenia che sta rischiando molto nel settore energetico e di tutte le altre attività del giudaico Carlo.
Il "farabutto per eccellenza" usa i suoi mezzi di informazione per farsi gli affari suoi a spese dei cittadini italiani. L'unico che non è d'accordo sui suoi obiettivi si chiama Berlusconi. E con ciò rispondo anche al signor Carloesse. Conosco troppo bene la storia di CdB: dalla Valeo, alla Olivetti (per esperienza diretta), via, via fino alla CIR: un delinquente a piede libero: libero perchè manovra, a suo piacimento, la Magistratura.
E se Berlusconi, difendendo se stesso da De Benedetti, riesce a schiaccarlo, fa anche i miei interessi: soprattutto di italiano che ha pagato, fino ad ora e per tutta la sua vita lavorativa, milioni di euro di tasse.

Contento tu.

Torno a rarlare di Nobel, va'.

Un criterio che fino a qualche anno fa sembrava conclamato: non si premiano scrittori della stessa nazionalità a breve distanza di tempo, e alla larga per la lingua.
Finché nel 2007 Doris Lessing viene baciata dalla fortuna ad appena due anni di distanza dal suo connazionale Pinter(conoscete l'aneddoto per il quale si pensò che la Rowling fosse candidata nel 2005?).

D'altronde non sarebbe uno scandalo, a mo' di esempio, premiare consecutivamente Roth e Pynchon, oppure due della triade israeliana Oz-Grossman-Yehoshua.
Tutto questo per dirsi se il poeta francese Bonnefoy(più meritevole del premio rispetto al connazionale LeClezio)sia veramente fuori dai giochi, o se lo sia il martinicano Glissant, o Chamoiseau - che accontentano la voglia multiculturalista dell'Accademia Svedese.

C'è poi il discorso degli autori che compaiono regolarmente nelle quote Ladbrokes con vivo mistero di alcuni di noi - o mio: c'è Nooteboom e manca Alvaro Mutis. Nooteboom sarà pure il padre cronologico della letteratura on the road, però leggendolo mi stupisce vederlo quotato 20/1, ossia dato come favorito su autori più corposi come McCarthy, Fuentes, Kundera,Alice Munro.
(Nulla di personale, Cees, ma su 'Il canto dell'essere e dell'apparire' e 'Mokusei' c'ho perso una domenica).

Infine, quel che dico da qualche edizione del premio ai miei annoiati intimi è finalmente arrivato alle orecchie di qualche articolista in rete: e i poeti? Son 13 dal premio alla Szymborska - neppure meritatissimo, se vogliamo. Casomai fosse venuto il momento dei poeti, i favoriti dovrebbero essere Adonis, Les Murray, la Christensen, ancora Bonnefoy e il padrone di casa svedese Transtromer.

Ripeto: per me è faccenda tra Fuentes, Goytisolo e Vargas Llosa. L'anno scorso dissi Fuentes, Bonnefoy e LeClezio, perciò spero in un bis di perspicacia.

Dimenticavo: Elvis ebreo?!
Dio mio, siamo già abbastanza, dai! Dylan, Cohen, Reed, Regina Spector...mancano solo Springsteen e Patti Smith.

Bello che qualcuno si ricordi di John Irving.
Un grande.
Io voto per Philip Roth.

Se potessi votare io?
Beh (tra gli autori che conosco) Philip Roth.
Vargas Llosa.
Yehoshua.
Murakami.
Irving.
Marìas.
Adonis.
Oz.
Tra gli italiani mi sembrerebbero nomi sostenibili: lo scrittore di lingua madre slovena Boris Pahor (la sua testimonianza dal lager nazista è di grande valore letterario), Umberto Eco (per lo scintillio colto e ironico dell'intelligenza saggistica), Altan (per aver introdotto nelle vignette il moralismo aforistico della grande tradizione europea), Antonio Tabucchi (per il rigore della sua opera), Alberto Ongaro (per aver rinnovato la narrativa d'avventura...ma con lui la nostra amicizia personale conta assai).

Apprendo ora che il Nobel per la letteratura è stato assegnato alla rumena Herta Mueller... ehm... ma chi è????

Me lo sentivo che l'avrebbero dato ad una persona poco conosciuta... Sono andata a curiosare, come mio solito, e pare che l'unico libro della Mueller tradotto in italiano sia "Il paese delle prugne verdi".
E' più conosciuta all'estero, ovviamente.
Devo dire che non comprendo le scelte dell'Accademia. Sono perplessa.

Ahò! L'avevo previsto proprio in questo post del 5 ottobre: "vincerà un poeta sconosciuto di una mini-repubblica dell'ex-Urss"

Delusione.
Non per il nome in sé - non conosco Herta Muller che da pochi giorni, solo di nome, e proprio leggendo le quotazioni Ladbrokes sul toto-Nobel, dove era data 50/1; rimane purtuttavia il pregiudizio di una scelta non del tutto letteraria - bensì per il fatto che i nomi che mancavano fino a ieri all'Albo d'Oro della Letteratura continuano a mancare oggi.

Consolazione.
Domani seguirò a Cagliari un incontro, moderato da Marino Sinibaldi, con Boris Pahor.

Mi è permessa un'ultima considerazione da bar su Herta Muller - extraletteraria oltre ogni dire? Mi sembra molto più affascinate e, permettetemelo, sexy delle due precedenti Szymborska e Jelinek.

Io trovo la Szimborska adorabile, come poetessa e come prosatrice. Come donnino, non saprei: ho visto solo sue foto recenti.
Delle immagini più remote, trovo gradevoli queste due:
http://associazioneconcausa.files.wordpress.com/2009/06/wislawa-szymborska.jpg
e
http://www.cinetecadibologna.it/imageserver/titleimage/files/stampa/marzo_2009/Szymborska_orizz.jpg
Suggeriscono l'idea di un donnino non "bellissima" secondo i canoni modaioli ma (e conta di più) graziosa, ironica e dal sorriso intelligente.

Signori maschietti, non me ne vogliate per favore, io sarò anche rompiballe, però la parola "donna" è un sostantivo femminile. Almeno quello ce lo volete lasciare? Perché usare il termine "donnino" e maschilizzarlo?
Muchas gracias.

Neppure la Muller è canonica, ma mi fa pensare a una donna d'un altro tempo, un tempo passato - come anche Joyce Carol Oates...e se con la Szymborska parlerei volentieri dei pregi letterari di certa manualistica, forse con la Muller parlerei di Lawrence(e chi vuol capire capisca.Dopottutto potrebbe essere mia madre).

Devo chiedere venia per una mia imperdonabile castroneria. Tra i poeti che potevano concorrere al Nobel ho inserito la danese Christensen, non sapendo che ci ha lasciato lo scorso 2 Gennaio.

E giacché ho citato le artiste d'un tempo, giusto ieri ho inviato a una mia cara e dolce amica un sms, che qui vi riporto:
"Ho per le mani tre pagine del CorSera su Tamara de Lempicka...era un bel bocconcino, la Tamara! Com'è che in quel periodo le artista erano tutte sessulamente eccentriche?O lesbiche, o frigide,o con i baffi(Frida Kahlo.Non le importava nemmeno di averli)"
Inutile specificare che tra le altre alludevo a Virginia Woolf. Altro mistero: con che coraggio dicono che fosse brutta?da giovane era di una grazia pari ai suoi magnifici saggi. Chi ha paura di Virginia Woolf?

"Donnina" ha due accezioni, nei miei ricordi infantili - e non è passato poi tantissimo tempo: bambina e donna di costumi leggeri.
'Signorina' andava meglio, no? Purtroppo il vocabolario maschile si sposta su una china pericolosa c'è da definire l'altro sesso in virtù della sua carica erotica(uso il termine erotico in senso molto vasto, omnicomprensivo di tutto ciò che affascina l'uomo)

Yankele, forse "signorina" andava meglio, ma comunque "donna" va sempre bene. Anch'io ricordo che "donnina" aveva una doppia accezione. "Donnino", poi, lo trovo orrendo.

Sul termine "donnino" ho avuto una lunga discussione tra amici e amiche, a Trieste. A criticare la parola erano alcuni maschi, mentre alle donne piaceva. Io lo trovo grazioso: "donnina" ha un'accezione diminutiva che non mi convince. Menetre "donnino" ha un qualcosa di peperino che mi garba.
Però può darsi che ciò cambi da regione a regione.

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