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« Elezioni europee: viva Obama | Principale | Intercettazioni: la legge criminogena »

09/06/2009

Commenti

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Sono settimane che cerco di capire chi ha scritto i quesiti dei referndum, perché sono davvero assurdi.
In ogni caso, studiando la situazione che viene ben riportata in questo articolo, mi sono convinta già un mese fa che non avrei votato. Io mi asterrò.

Io sono indeciso tra non votare e votare no: l'astensione mi pare sempre una non-scelta (legittima e praticabile, ovvio). Però sono in difficoltà, lo confesso (e devo vincere la tentazione di far spazzare via la Lega con un segno di matita).

Io ho ricevuto le schede elettorali per posta (vivo negli States). Ma non ho idea per cosa si voti. Infatti, nel plico inviatomi dal consolato ci sono le schede, la matitina, la busta in cui inserire le schede, quella in cui inserire il mio certificato, ma nulla piu'. Niente spiegazioni...se qualcuno fosse cosi' gentile da darmi qualche informazione ne sarei immensamente grata!

Ciao Roberta, i quesiti sono tre, di cui i primi due sono identici, eccetto per il fatto che uno riguarda la Camera e l'altro il Senato. Questi primi due quesiti avrebbero l'effetto, se dovessero prevalere i sì, di fare assegnare al partito che ottiene la più alta percentuale di voti in una consultazione la maggioranza assoluta dei seggi (vedi l'esempio che l'intervistato fa nella risposta lla quarta domanda). Il terzo quesito prevede invece che lo stesso candidato non si possa presentare in più di una circoscrizione, come oggi invece viene ampiamente fatto.

Offender, grazie...ma non scrivi piu' sul tuo blog?

Credo abbiamo toccato il fondo, non si può che risalire. Se no emigro. Nessuno soffrirà per questa perdita, ma io emigro comunque.
Il problema è: DOVE?

Quella mattina ci sarà un bel sole, prenderemo il telo e l'ombrellone ed andremo al mare, è vero... sarebbe una catastrofe democratica se dovesse vincere il sì, non capisco perché il PD si ostini...

Astensione, astensione!

ciao,
son d'accordo con te
ho segnalato il tuo post su http://www.fabionews.info/View.php?id=6355

marco

ho ricevuto il plico con schede buste e quant'altro e, leggendo i quesiti, mi si evidenziano alcune questioni.
- innanzitutto credo che non sia serio legare l'esito di un referendum popolare al raggiungimento del quorum. potrei condividere regole diverse per la richiesta di referendum, tipo l'aumento del numero di firme necessarie, ma quando la consultazione viene dichiarata lecita la gente deve andare a esprimere il proprio parere. chi sta a casa, peggio per lui.
forse che il parlamento europeo appena eletto non è valido visto che l'astensione ha superato il 50%?
- una consultazione popolare, secondo me, non può intervenire su qlcuni punti di una legge per cambiarne o meno le sfumature. se la legge non va bene si dovrebbe andare a votare per cancellarla o per confermarla.
- non mi sembra legale che roberta ed io riceviamo le schede in anticipo tanto da poter fare tutte le valutazioni del caso, mentre la maggior parte degli altri si debbano trovare in cabina con un romanzo da leggere. anche perchè, nei mezzi di informazione, chi ha visto una discussione seria sul contenuto del referendum?
- la maggiore informazione mi viene infatti da questo post con la posizione di critica liberale sulla quale un paio di appunti li ho:
secondo me la richiesta di astensione qui e sul referendum per la procreazione assistita hanno la stessa valenza. impedire l'espressione della volontà popolare.
sarà anche corretto quel che dice critica liberale, ma se è così, non vedo come capire la posizione di berlusconi, che chiede l'astensione. o è tafazzi o la lega lo ricatta.
per cui voterò. voterò no, ma voterò

Berlusconi ha cambiato idea (prima era favorevole al SI) per due motivi.
Il primo: la sconfitta del PdL (e sua personale) alle Europee. Se fosse andato oltre il 40%, sarebbe rimasto fermo sul SI.
Il secondo motivo: il successo della Lega che a questo punto PRETENDE (si può chiamarlo "ricatto") che il referendum fallisca.
Aggiungo ancora un elemento: è possibile che Berlusconi abbia visto (dai sondaggi) che il quorum non ci sarà nemmeno lontanamente. E allora non vuole cavalcare una posizione che sarà minoritaria.

Allora: se non voto per il referendum faccio contenti Berlusconi e Bossi; se ci vado e voto sì, faccio contento solo Berlusconi; se vado e voto no faccio contento solo Bossi; ma un'azione per far contento me stesso qual è? Anche perché i quesiti non mi piacciono e non mi garantiscono una miglioria sia che voti sì, sia che voti no. Boh.

A me lo scenario (se vincessero i SI) non piace per nulla, senza ma e senza se. E dunque non andrò a votare.

Marco, concordo con te sul fatto che il quorum non è cosa seria, anche perché una legge votata in parlamento (rappresentante il popolo) non è sempre condivisa dal 50% + 1 dei cittadini, dunque allo stesso modo anche il quorum si riferisce ai votanti, non a tutto l'elettorato avente diritto. Questa, però, è una regola della democrazia rappresentativa che, se modificata, si svuoterebbe di significato e non sarebbe più "democratica". E' l'altra faccia della medaglia di ogni democrazia, che ci piaccia o meno. Come sostiene Sartori, non c'è una democrazia perfetta in nessuna parte del mondo.
L'astensione, a mio avviso, è un altro modo di esprimere il proprio parere, specie se i quesiti di un referendum sono posti in maniera errata come quelli sulla legge elettorale. Io non vado a votare per una cosa sbagliata e, come dici tu, per modificare qualche articolo di una legge che fa schifo totalmente, e non solo in parte. La legge va abrogata e basta. Il comitato promotore ha posto i quesiti in maniera ingannevole, per cui il SI o il NO sarebbero comunque un danno per questo paese.
Io trovo che il referendum sia uno strumento importantissimo, ma dovrebbe essere usato in modo razionale e non per sopperire alle mancanze dei nostri rappresentanti al parlamento, o al vuoto legislativo su certi argomenti importantissimi. Non dimentichiamo che c'è stato già un referendum in cui ci siamo espressi sulla legge elettorale: eravamo già passati, grazie a quello, dal proporzionale al maggioritario. Poi c'è stata la legge " porcata". La nostra volontà di cittadini non è stata rispettata allora, come in altre circostanze. E' evidente che non si può riproporre lo stesso referendum per abrogare una legge elettorale, ma non si può ricorrere al consenso o dissenso dei cittadini come soluzione ultima, cioè quando si sta per annegare definitivamente.
Per ribaltare completamente l'attuale situazione politica italiana non basta un referendum, e come abbiamo visto, non sono state sufficienti nemmeno le elezioni politiche stesse (amministrative ed europee). E invece mi pare che molti politici si siano prefissati lo scopo di "eliminare" l'attuale governo attraverso lo strumento referendario. E' proprio questo atteggiamento che io non condivido. Piuttosto che pensare a litigare tra loro e disperdersi in mille rivoli, i partiti dell'opposizione avrebbero dovuto restare compatti e difendere gli interessi di questo paese quando potevano farlo. Oggi hanno ben poca voce in capitolo in parlamento, dunque disperatamente cercano consensi attraverso il referendum.
Sulla questione informazione concordo pienamente. Non mi pare che ce ne sia in giro, quindi molti non sanno nemmeno per cosa si va a votare. Questo è l'aspetto peggiore.
La posizione del nano rispetto all'astensione è certamente dovuta al ricatto che subisce da parte di bossi e compagnia. Ma io credo che ci sia anche una manovra furbesca dietro. Lui sa che il gradimento nei suoi confronti è calato di molto, per cui adotta la tencnica del "contrario": sarà sufficiente che io dica di astenersi dal voto perché tutti quelli che "mi odiano" vadano in massa a votare.

La legge elettorale nazionale è pessima (cito solo un elemento: i candidati, e dunque gli eletti, sono messi in una lista bloccata, senza preferenza, e dunque solo ratificati dai cittadini, scippati del proprio diritto). Una legge orrida. Ma il referendum non tocca questo (e altri) aspetti deleteri. In più rischia di far più danni ancora. Perchè il peggio si può sempre peggiorare. Questo referendum è, come si dice a Trieste, "pezo el tacòn del buso" (peggio la toppa del buco).

Il "sì" darebbe vita ad una legge "ingrassa porcellum"...

però si ritorna a quel che diceva sopra gcanc.
se vado a votare si faccio un favore a berlusconi, se non vado a votare lo faccio a bossi. se vado a votare no lo faccio sempre a bossi.
fra i due preferisco bossi.
se però vado a votare e tutti fanno come me, dopo tanto tempo un referendum avrà il quorum e la politica non potrà più fregarsene pensando che tanto ai referendum la gente non ci va. è un piccolo espediente per far sentire che ci siamo.
ma scusa, luciano, alle elezioni il 40% degli elettori è stato a casa (è il primo partito). ai referendum non ci andiamo e poi ci lamentiamo se continuano a fare il cazzo che vogliono.
alle, per me sartori può dire quello che vuole, ma se la corte costituzionale dichiara un referendum ammissibile, siccome il diritto di andare ad esprimere il proprio parere non è negato ad alcuno, anche se ci andassero in tre l'esito dovrebbe essere valido.
così credo che sia in svizzera (yubi se ci sei conferma), dove di referendum ne fanno parecchi.
d'altra parte solo in italia si è inventato il silenzio-assenso, quando dovrebbe essere chiaro che il silenzio è il silenzio e l'assenso per essere tale deve essere pronunciato.

Marco, citavo Sartori giusto per portare un esempio di cosa significhi lo strumento referendario in una democrazia rappresentativa(parlamentare)e francamente anch'io sono dell'idea che non ci può essere una democrazia perfetta. Non contestavo l'ammissibilità di questo referendum per cui dovremmo votare. C'è una corte costituzionale preposta a tali giudizi, come sottolinei tu, quindi nessuna obiezione. Dico solo che i quesiti sono posti male e soprattutto non si poteva fare altro che proporre una modifica solo di alcuni articoli, dato che un referendum sulla modifica di una legge elettorale l'avevamo già fatto.
Io, francamente, non preferisco accontenater bossi. Non voglio accontentare nessuno, proprio perché, come dice Gcanc, lo scenario post referendum non cambierebbe affatto. Ma se nell'ipotesi di una crisi di governo (se Fini continua a punzecchiare e reclamare)si dovesse andare a votare con una legge modificata post referendum, sarebbe una sciagura per l'Italia, peggiore di quella attuale. Se proprio devo favorire qualcuno, allora con l'astensione comunque favorisco Bossi (pur col voltastomaco che mi da).I leghisti non avranno il coraggio, in mancanza di un quorum al referendum, di modificare l'attuale legge voluta e fatta da loro stessi. Poi spetterà alla nostra stramaledetta opposizione cercare di proporre una modifica della legge prima di andare a nuove elezioni politiche. Dubito seriamente che ci riescano, ma se i vertici del PD si rendono conto che devono necessariamente allearsi con altri partiti per fare una seria opposizione, allora forse c'è una minima speranza.

Paradossalmente quando Berlusconi disse che non sarebbe stato così scemo da votare No, fece la prima vera propaganda al referendum, perché, fino a quel momento, quasi nessuno ne aveva parlato. Ciononostante moltissimi non sanno cos'è, non sanno perché votarlo, non saranno chiamati al ballottaggio, perché non riguarda le loro amministrazioni e non si muoveranno solo per quello. Il referendum nasce già morto. Tuttavia, forse, la soluzione è andare e annullare la scheda, in modo che l'istituto del referendum recupera un pizzico di dignità, ma non saremo costretti a dare ragione a Bossi o Berlusconi o a quello strano personaggio che risponde al nome di Mario Segni, che non si capisce se c'è o ci fa.

Premetto che non sono tanto lucida: ho passato 9 ore consecutive a scuola (scrutinio compreso), con la tonsillite (e poi secondo Brunetta non facciamo un c.)
Detto questo, mi ha fatto riflettere l'intervento gcanc, che mi sembra sempre molto acuto nelle sue analisi.
La proposta di andare al voto e annullare la scheda consentirebbe di uscire dall'empasse di dare comunque ragione al nano che attribuerebbe a sè, il merito del quorum non raggiunto.
E fino a qua, non ci piove.
Bisogna però valutare anche un altro dato: se Berlusconi rinuncia a battersi per il Sì, non c'è qualche speranza che vincano i No, che mi pare il male minore?
Comunque sia è una bella cacca. Consentire che il partito relativamente più grosso abbia sempre e comunque il 55% dei parlamentari equivale a parlare di fascismo.E questa volta senza metafora.

Dato che ogni quesito ha il quorum, si può anche chiedere di votare per uno e rifiutare le altre due schede. Meglio dirlo subito al seggio, prima che si venga registrati per tutti e tre.

Come premessa, penso che per i referendum vada abolito il quorum, in base al principio "decide chi partecipa e chi non partecipa pazienza".
Ma detto questo, e dato che attualmente il quorum esiste, non andrò a votare. A meno che domenica i dati sull'affluenza non dicano che la soglia del 51% è realistica. In questo caso, con tre pastiglie di Maalox e una bustina di Alkaselzer, voterei NO.

Nel pezzo che hai pubblicato i colori delle schede sono sbagliati (ho fatto anche una pessima figura con la mia compagna che continua a rinfacciarmelo): il quesito 1 ha la scheda viola, il 2 la scheda beige, il 3 la scheda verde. Ti faccio scrivere dal mio avvocato e ti chiedo i danni morali e biologici.

Gcanc: sai da dove ho preso i colori delle schede? Dal sito dei referendari.

Allora io querelo te e tu quereli loro.

Dopo aver controlato sui documenti ufficiali del Ministero degli Interni, ho corretto l'errore.
(Che sul sito dei referendari ci siano ancora i colori sbagliati, è un motivo di più per non seguire le loro indicazioni)

Sto controllando i vari siti che parlano del referendum e indicano tutti i colori sbagliati.

In questi casi, c'è da vergognarsi di essere in Italia.
Comunque, ho trovato questo documento (che dà ragione a te):
Prefettura di Reggio Calabria–U.T.G.
AREA II - Raccordo Enti Locali – Consultazioni elettorali
Prot. n. 32993-bis/Area II/S.E. Lì, 22 maggio 2009
Ai sigg. Sindaci e Commissari Straordinari e Prefettizi
dei Comuni della Provincia Loro Sedi
OGGETTO: Domenica 21 e lunedì 22 giugno 2009. Referendum popolari previsti dall’art. 75 della
Costituzione. Colore schede di votazione.
Per opportuna conoscenza, si comunica che i colori delle schede di votazione, in occasione
dei referendum popolari del 21 e 22 giugno 2009, sono i seguenti:
- viola (codice pantone: Violet – U) per il referendum n. 1;
- beige scuro (codice pantone: 617 - U) per il referendum n. 2;
- verde chiaro (codice pantone: 375 – U) per il referendum n. 3.
IL DIRIGENTE DELL’AREA II
VICE PREFETTO
CREA

Certo, ma tutti i siti che ho controllato riportano i colori sbagliati. Lo trovo incredibile.

Ti consiglio un bellissimo libro sull'Italia: IL PAESE DEL PRESSAPPOCO di...oddio...non ricordo più l'autore. Che è un linguista di fama internazionale. Il saggio è scritto benissimo e molto divertente, oltre che utile e documentato. E lui (gli ho scritto e m'ha risposto) una bella persona. Che nel 2008 ha pubblicato un altro saggio (sempre da Garzanti) su destra e sinistra, perchè vince l'una e perde l'altra.

Simone Raffaele

Raffaele Simone.
(A seconda che si metta prima il nome, come me, o il cognome, come te)
Comunque è uno bravo.

Ho capito di quale libro si tratta, l'ho letto un po' di tempo fa, si chiama "Il mostro mite"

Eccolo! si vede che comincio ad automangiarmi la memoria: l'avevo anche segnalato sul blog, un annetto fa...

Al referendum vota in modo SEMIALTERNO! Un modo strategico per scucire la pervasiva autoreferenzialità della casta!
Dato che ad ogni elezione vince ineluttabilmente il progetto politico più votato quale “contenuto” del contendere diventando così programma di governo effetto della “sintesi” della mediazione della compagine vincente. Sostanza – programma governativo che messo in attuazione dovrebbe dare risultati consuntivi di fine legislatura possibilmente più coerenti al proposto programma elettorale. Ovviamente affinché tutto questo processo possa concretizzarsi al meglio e/o venga messo in attuazione il più velocemente possibile ogniqualvolta si rinnova la legislatura, molto dipende dal quanto efficiente risulta il dispositivo preposto alla designazione - delle rappresentanze che determina la compagine di governo nel renderla la più omogenea possibile in consistenza nel confermare, alternare e/o cambiarne le rappresentanze. Affinché questo possa effettuarsi nel modo più coerente e confacente possibile alle volontà della maggioranza che l’ha espresso determinante risulta essere la capacità del sistema che dovrebbe essere conseguente nel dare l’opportuna forza alla compagine governativa per metterle d’attuare il programma di governo che per legittimazione il corpo elettorale gli ha consegnato!
Modalità da cui discende tutto il contenzioso tuttora aperto del come far sì che ciò avvenga nel modo più appropriato possibile senza ogniqualvolta doversi rimettere al solito gioco dell’oca fatto di quegli abusati speculativi “pitstops” costituiti da inutili referendum ed infruttuose inconcludenti bicamerali. Tutte assurde ed inconcepibili modalità per ulteriormente mantenere parziale quanto transitivo il meccanismo elettorale per rendere semplicemente sempre più intransitiva ed autoreferenziale la sola casta che così facendo cerca in continuazione d’innalzarsi la posta in gioco e per aumentarsi ulteriore autoreferenziale nello spazio tempo e, così facendo magri rendere questo processo sempre più irreversibile! Quando, con un sistema più completo “idealtipo” si potrebbe semplicemente meglio risolvere rendendo più fisiologici i processi di designazione delle rappresentanze politiche quanto con il SEMIALTERNO si propone! In quanto oggigiorno, servono nuovi paradigmi gestori! Proprio perché al cittadino elettore poco importa che i membri di un governo sia la risultanza di una coalizione di partiti o venga conformato da elementi di correnti di partito purché sappiano governare e decidere dando le migliori risposte efficaci possibili alle prossimità che il contingente richiede quanto in altrettanto modo sappiano designare i migliori scenari per dare l’opportuna sicurezza nel futuro!
Per l’appunto il referendum del 21-22 c.m. rappresenta uno dei prossimi appuntamenti e, dovremmo esserne maggiormente consapevoli del fatto che si “voterà” su un residuo di una legge elettorale dichiarata e considerata esplicitamente “porcata”!
Pertanto al referendum ad ognuno dei tre voti possibili sarebbe dargli la più opportuna valenza per ottenere il più proficuo tornaconto a favore del miglioramento della nostra democrazia nel suo complesso!
Quindi, per rendersi incisivi e poter smantellare l’inerziale autoreferenzialità con la quale la casta intende avvolgersi e blindarsi serve smascherala ed obbligarla a rendere i meccanismi elettorali non più limitati e limitanti bensì completi e funzionali per trasformare il nostro sistema paese strutturalmente e glocalmente più competitivo!
Pertanto, si propone di scegliere: un secco “Sì” al 3° quesito per abrogare e mettere fine alle candidature multiple anche se questo voto non permetterà di far sparire il vizio di propinarci liste blindate! (Caratteristica che sembra imperversare ad ogni latitudine e che la casta comodamente vorrebbe in ogni dove imporre quando attualmente, nemmeno più i cittadini Iraniani sembrano accettare siffatte “malsane intenzioni!”… dimostrato dai loro slogan di protesta “this is not election this is selection!”)
Inoltre, risulterebbe strategico votare in modo opposto per gli altri due quesiti in modo da obbligare la classe politica a comunque cambiare… Quindi, converrebbe scegliere un “NO” al 1° quesito elettorale (oppure astenersi) ed invece rispondere con un “Sì” al 2° quesito per ingenerare quella contraddizione necessaria a spezzare il solito perverso gioco del mantenere l’intransitività ad una siffatta casta ed obbligarla a cambiare in senso migliorativo quanto con il suddetto sistema SEMIALTERNO si va proponendo! Giacché democrazia e libero mercato incontrovertibilmente sono facce della medesima medaglia che si presidiano quando vigono regole "a check & balance criterio semplici, complete e cristalline" e non parziali bensì chiare e trasparanti che effettivamente tutelino la concorrenza ed implementino la qualità... questo affinché se ne possano effettuare incisivamente i fisiologici controlli, giocando d'anticipo, preventivamente prima d’arrivare alla frittata e/o quando siano già scappati i buoi... nei paradisi fiscali!
Pertanto, servono indeclinabili adeguamenti per aggiornarci ad una siffatta nuova realtà senza rischiare di incorrere nei soliti precedenti errori e rimanere in mezzo al guado appesi a modelli “zattera” rigidi, intermittenti del compassato frutto di statuizioni formalmente corrette che ci mantengono in una peritura Odissea fatta di cicliche inefficaci ricorsivi referendum ed inutili bicamerali costituite quest’ultime dai soliti “Penelopi croupier di casta” che ripristinano il solito gioco dell’oca!
Quindi, anacronistico risulta continuare mollare la transitoria zattera di galleggiamento del Porcellum (essendo già di per sé un residuo di una precedente legge elettorale) per attaccarsi a quella del Guzzettum per poi magari come già taluno afferma volersi riattaccarsi a quella del Mattarellum quando la realtà reclama nuove e più complete soluzioni per affrontarla! Realtà che ha già nuovamente iniziato ad iperbolicamente correre su tutti fronti e livelli in modo diverso e sempre più cangiante rispetto al compassato in modo sempre più fluido che reclama un salto di qualità abbracciando sistemi più completi per risultare strutturalmente (endo- ed eso-) competitivi quanto il SEMIALTERNO propugna sistema volto a dissipare sia la deterrenza speculativa che per contrastare l’insorge di partitini –“nanetti - famigerati ricattatori - ago della bilancia”! Giacché con un sistema più completo ogni processo otterrebbe sistematicamente beneficio, in una costante virtuosa ricorsiva funzionale accelerazione nel suo complesso per implementare efficienza e riverberarla in tutta la galassia di cui si compone: politics, policy and polity. In quanto il SEMIALTERNO si esprime attraverso un sistema…
1) a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a "mandata elettorale"(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo' di fattore di soglia)
3) Ma, quando la "situazione" si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico MAGGIORITARIA (es. in collegi plurinominali) od a PREMIO di MAGGIORANZA (anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale - idealmente non a base "regionalista").
4) Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”- il termine SEMIALTERNO deriva dal fatto che diventa automatico il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale ma, non per inverso, in quanto la modalità proporzionale può ininterrottamente continuare a ripetersi quando la legislatura si concluderà nei suoi fisiologici tempi ovvero dopo 5 anni come attualmente accade!
5) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” si manterrà distinta rispetto a quella sua complementare rappresentata dal “maggioritario” per così far dinamicamente meglio interagire condivisione e competizione e così ingenerare quell’effetto concorrenziale indispensabile ad agevolare la suddetta governabilità – decisionalità…
Pertanto, il criterio di equilibrio, di chiarezza, di controllo e di trasparenza devono risultare strutturalmente insiti nello stesso meccanismo elettorale, quali aspetti e criteri indispensabili per poter ottenere sempre più efficienti e efficaci responsabili risposte di ritorno. Questo, al fine di agevolare in modo ricorsivo l’implementazione della qualità anziché dissiparla. Poiché “in fondo nessun ordine è mai definitivo, in quanto le risposte passano da una generazione all’altra ed il senso di conquista sarà rimesso all’uso che ne fa chi viene dopo!” Quindi, non ci rimane che lavorare per rendere più completo il sistema elettorale affinché enuclei questa incontrovertibile modalità volte ad implementare qualità totale!
Questo appunto reclama una più confacente architettura del meccanismo delle leggi elettorali – istituzionali preposte ad svolgere questo compito facendo in modo che “accada” nel modo più fisiologico ed efficiente possibile rispetto a quanto per effetto di modelli incompleti antiquati ed obsoleti anacronisticamente succede rispetto alle esigenze che i nostri tempi pretendono articolazioni più pertinenti quanto con il SEMIALTERNO si propone.
Poiché importante risulta che il ciclo si mantenga potenzialmente integro, quale vitale necessità indispensabile ad innescare concorrenza tale da imbibire più pervasivamente l'insieme nel suo complesso e mantenere perennemente costante l’effetto concorrenziale permanente per ingenerare quella autotutela di “feed back” necessari al controllo nello spazio tempo sia orizzontalmente che verticalmente quale latente “check & balance criterio” da contestualmente indurre effetti dissipativi nei confronti del rischiare autoreferenziali speculativi degenerativi incestuosi autoavvitamenti, deterrenze e/o quant’altra viziosa rendita speculativa di posizione tesa a corrompere la democrazia in autoreferenziale oligarchia anziché dissiparla!

Da un paio di giorni, ci sto pensando: forse andrò al seggio. Ma SOLO per il quesito 3 (ovviamente votando SI). Le altre due schede invece non le ritirerei.

Continua il casino cromatico sulle schede: ieri sera il TG3 parlava ancora di schede verdi, bianche e rosse. Oggi il sito del Corriere pubblica un servizio video in cui si vedono le immagini delle schede con i colori giusti, ma la voce fuori campo il cita sbagliati. Ieri sera ho visto cinque minuti di un programma "giornalistico" che parlava anche di referendum, presente un esponente del comitato, in cui si parlava addirittura di due schede e non di tre. Una roba da piangere. Se questa è l'informazione in Italia...

Prendi me: mi sono documentato nel sito ufficiale del Comitato referendario, poi tu mi hai smentito e allora ho cercato circolari della Prefettura. Risultato: penso abbia ragione il prefetto di Reggio Calabria. Ma non ne sono certo. In ogni caso condivido: allucinante.

Già, ma finché un ministro degli interni in un comizio dice di non andare a votare posso anche inveire contro le istituzioni e chiedere di cambiare il ministro, ma se la stampa, tutta, non si accorge, tranne il sottoscritto, si vede che ci sono cose più importanti a cui pensare invece che alla democrazia. Saranno queste le scosse evocate da D'Alema, quelle dell'elettroshock.

L'elettrosciocco.

Uffa Luciano. Qualche giorno fa ho lasciato qui un commento neanche tanto corto e ora non lo vedo. Non e' la prima volta che succede su questa piattaforma. E chi se lo ricorda ora?
Peccato! Ci tenevo al tuo parere.
Comunque domenica andro' a votare perche' c'e' il ballottaggio per il sindaco di Firenze (vorrai mica che vinca Galli, vero?!?!). Semmani non ritirero' le schede del referendum tranne la terza.
Ma non era questo che ti volevo dire. Mannaggia!
Ciao!

Mi rincresce che spariscano commenti. Anche a me capita, a volte, che i miei stessi commenti scompaiano.
Così come su altre piattaforme non mi riesce (talvolta) di inserire nulla.
Mah.
Galli non lo voterei mai (tra l'altro, non era nemmeno un gran portiere, anche se non fu malissimo, nel dopo-Zoff, in attesa di Zenga Tacconi Peruzzi Toldo, e soprattutto del formidabile Buffon)

Ecco, mi è venuto in mente quello che ti avevo scritto (rimozione freudiana).
Confesso con vergogna che ho firmato per questi referendum e l'ho fatto alla Festa Democratica dove erano stati presentati dai promotori insieme anche a qualcuno del PD (non m ricordo chi).
Ora mi chiedo che cosa mi avesse convinto a firmare. Ero troppo scioccata dalla legge porcellum? Coltivavo la flebile speranza che il partito di maggioranza che ne avrebbe goduto a discapito dei partitini potesse essere il PD?
Non me lo spiego. Aiutami, Luciano!

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