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25/06/2009

Commenti

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Non concordo con la formulazione del titolo di questo tuo Post.
Non credo esista un Dio da maledire semplicemente in quanto Non credo esista alcun Dio.
Ma esistono persone ignoranti. Persone che ignorano (non per colpa loro, a volte) ma soprattutto persone che - una volta divenute grandi di età - VOGLIONO continuare ad ignorare certe conoscenze (scientifiche e non)...perchè ne hanno intimamente paura ...
Persone immature, infantili psicologicamente parlando ...
L'umanità deve fare ancora molta strada e, come diceva mia nonna, "chi ha buon senso ce lo metta" ...

Io non ho mica maledetto Dio: ho maledetto (dal Dizionario: maledizione - Condanna, punizione scagliata dalla divinità su qlcu. o qlco. o invocata dagli uomini come augurio di male) le teocrazie, i regimi che opprimono gli uomini e le donne bestemmiando il nome di Dio.
Ma adesso aggiungo questa definizione al testo del post.

Dal mio punto di vista, e credo forse anche dal tuo Luciano, teocrazia è termine fuorviante perchè che Dio esista o no, s'ha da vede, ma nella sua accezione di fondo non sono previste le minchiate. Dire teocrazia cioè vuol dire imputare al divino ciò che invece compete l'umano. E' una roba di uomini, di potere degli uomini, di sisitemi umani che si perpetrano - sempre identici a se stessi e senza evoluzione

Ma non ho capito con chi ce l'hai: il vaticano?
Scherzi a parte, quel che succede in Iran è impressionante, ma quasi scontato. Meno scontato è il comportamento imprudente di molti Paesi che hanno appoggiato tout-court la versione dell'opposizione (primo fra tutti, ahimé, il nostro Frattini), mentre più cauto è stato Obama, che è intervenuto soprattutto sulla sanguinosa repressione. Ad annullare le elezioni si rischia un'altra Algeria '91.

è assurdo che qualcuno sia pronto ad ammazzare e ad imporre le proprie idee violentemente sugli altri con la scusa di dio.
questo è ancora più vero se si pensa che che nessuna religione PUO' avere la verità assoluta su dio.
e poi vale il principio libero stato in libera chiesa.

libero stato in libera chiesa?
Cos'è, una battuta?

Tu Luciano ammetti l'esistenza di un Dio al quale ti rivolgi perchè maledica le teocrazie...
.
Io - che non credo in nessun Dio - personalmente invito le persone a "modificare i loro pensieri, le loro convinzioni ed i loro pregiudizi e di conseguenza i loro comportamenti" indirizzando queste persone e spronandole verso la via (e-o metodologia) dell'acquisizione di una maggiore consapevolezza attraverso la riflessione, la meditazione, il ragionamento, la logica, il senso della realtà soprattutto ecc. ecc..
-
conoscenza, coscienza e consapevolezza
per un corretto senso della realtà
...potrebbe essere il mio motto

P@ola: l'una cosa (invocare Dio) non esclude l'altra (far politica anche attraverso il confronto con le persone).
Gcanc: in Algeria avvenne (almeno in parte...la situazione era molto complessa) il contrario di quanto sta accadendo in Iran. In Algeria si impedì la vittoria degli integralisti. Era giusto? Era sbagliato? Si entra in un terreno minato (in tutti i sensi). E anche nel paradosso della tolleranza: si può e si deve essere tolleranti con tutti, eccettuati gli intolleranti. E allora una democrazia DEVE difendersi dai propri nemici (terroristi, nazisti, stalinisti, antidemocratici...).

P@ola: l'una cosa (invocare Dio) non esclude l'altra (far politica anche attraverso il confronto con le persone).
-
Non è proprio così.
Magari dal tuo punto di vista, sì, è così.
Tu ti dai tutte e due le possibilità.
.
Ma
dal punto di vista di altre persone
invocare Dio li esula da ogni altra preoccupazione, "tanto ci pensa Lui, Dio"...
E' a questa mentalità che io faccio appello.
Non alla tua.

Ecco, il nostro dialogo, avvenuto sopra in modo calmo e sereno, ha aperto le due strade
:
- la tua, possibilista ed ambivalente
- l'altra, quella degli integralistri, dei fissati, dei volutamente "non ragionanti" e non ragionevoli
che sostengono che "Dio pensa a tutto"
e che io CONTESTO
.

Le buone intenzioni sono una cosa, la diplomazia è un'altra, anche se animata da buone intenzioni. Non si può dire dall'esterno, a livello diplomatico, che il voto è stato un imbroglio senza averne le prove, non si può mettere in dubbio dall'esterno la legittimità di un governo senza subirne le conseguenze. Ahmadinejad ha vinto le elezioni, anche se disturba ammetterlo e Barack Obama è stato bravo a non pronunciare parole pericolose. La differenza con l' Algeria è che il Fis non era al governo. Ricordo una discussione avuta a Parigi in quegli anni con una ragazza algerina che, quando le dissi di non essere d'accordo con l'annullamento del voto, mi rispose che lei non avrebbe voluto vivere in un paese governato dagli integralisti. Aveva ragione dal suo punto di vista, ma molti suoi connazionali la pensavano diversamente.

"libero stato in libera chiesa" ovviamente è un errore (anche io fallisco).
però è un paradosso interessante...

:-)

Paola,non esistono solo atei e fanatici integralisti. L'idea che tu hai della religione e della spiritualita'e' molto superficiale e di conseguenza altrettanto lo sono i giudizi che in merito esprimi. Ti ricordo solo che qualunque forma tradizionale nel suo aspetto esteriore espresso dalla religione ha sempre aspirato al bene del prossimo e nella sua forma interiore (metafisica) ha ricercato quella realizzazione spirituale il cui fine e' pura conoscenza intellettuale ottenuta tramite una consapevolezza che sorpassa tutti i gradi dell'analisi discorsiva del pensiero comune. Cio' che pertiene al noumenico non e' afferrabile con i mezzi che solitamente ci permettono di gestire il fenomenico e sovrarazionale non significa irrazionale. Bisognerebbe avere almeno l'umilta', se non si ha la fortuna di avere la consapevolezza della presenza dell'assoluto nei nostri cuori, di non negare cio' di cui nulla possiamo dire se non in senso apofatico. Essere foglia e radice, uno nel frammento, saper cogliere l'universale nel particolare , giungere la' dove cessa cio' che non e' mai stato (l'illusione, maya, dell'esistenza) e permane cio' che non ha mai cessato d'essere sono i fini di chi si mette alla ricerca delle realta' spirituali. Sono sempre e solo i comportamenti umani che sono detestabili ed i crimini commessi in nome di Dio sono imputabili esclusivamente all'uomo. E' per questo che il vero significato di Jihad e' quello di una guerra contro le proprie passioni e tendenze negative.

Davanti ai fatti iraniani, il mio sdegno non riguarda solo sulle elezioni truccate (da quanto ho letto, mi pare evidente che siano state manipolate). Quanto la repressione violenta nei confronti di manifestanti pacifici.

Ho capito Luciano, ma tu fai un discorso generale come se vivessi in cielo su una nuvoletta rosa: repressione violenta c'è stata, ma la rivolta è nata dai proclami dei politici dell'opposizione usciti sconfitti, i quali ora stanno ripensando i metodi di protesta. Intanto molti giovani ci hanno rimesso la vita. La manipolazione c'è stata, lo hanno ammesso anche le autorità, ma la vittoria è fuori discussione.

Che la comunicazione della vittoria sia "fuori discussione", è un fatto supportato dalla violenza del sistema repressivo.
Che nelle urne abbia davvero vinto Ahmanidejad è tutto da dimostrare.
Tu ti fidi?
Si può dire o pensare che l'Iran sia un paese democratico? Una definizione di "paese democratico" non potrebbe essere: "i paesi in cui i governi vengono cambiati senza spargimento di sangue"?
Comunque ribadisco: che Dio maledica i regimi teocratici.
Il salmo 58 (in un urlo di giustizia e di rabbia) recita:
"È proprio
secondo giustizia
che voi parlate,
o potenti?
Giudicate voi
rettamente
i figliuoli degli uomini?
Anzi,
nel cuore
voi commettete iniquità e
nel paese, voi gettate nella bilancia
la violenza
delle vostre mani.
.....
Gli empi sono sviati
fin dalla matrice,
i mentitori son traviati fino dal seno materno.
Han del veleno simile al veleno del serpente,
son come l'aspide sordo che si tura le orecchie.
Han del veleno simile al veleno del serpente,
son come l'aspide sordo che si tura le orecchie,
che non ascolta la voce degl'incantatori,
del mago esperto nell'affascinare.
Dio, rompi loro i denti in bocca...".

Non è che mi fidi, ma questo non c'entra. Anche Bush è stato eletto la prima volta con un broglio elettorale. Ti pare che la comunità internazionale abbia protestato? Ahmadinejad, se si ha un po' di buon senso critico bisogna ammetterlo, gode di un ampio consenso in Iran, più di Berlusconi in Italia.

Qualche giorno fa, molto cautamente, Obama disse che Moussavi non è tanto diverso da Ahmadinejad. Più progressista certo, ma comunque calato nella cultura islamica teocratica. Non entro nel merito di certe considerazioni perché di Moussavi non so assolutamente nulla e perché sono solo una comunissima cittadina, ma so per certo che gli Stati Uniti, nella persona del presidente, non si esprimono mai in maniera superficiale senza aver prima sguinzagliato negli anfratti più nascosti del mondo i loro uomini dei servizi segreti.
Con ciò non voglio dire che Ahmadinejad non sia un dittatore, né giustifico la violenza repressiva. Mai e poi mai. Sta di fatto, però, che non si può credere che in un paese come l'Iran si possa pacificamente protestare contro i brogli elettorali, dunque credo che Moussavi si sia reso responsabile, inevitabilmente e consapevolmente, di quanto sta accadendo ora nel suo paese. E credo anche che stia insistendo con l'incitamento alla protesta perché vuole attirare l'attenzione di tutto il mondo occidentale. Il punto è, però, che nel frattempo molte persone innocenti muoiono. Credo sia davvero difficile capire fino a che punto i brogli hanno favorito Ahmadinejad e dubito fortemente che l'Iran sia disposto ad accogliere osservatori dell'ONU per ristabilire la verità. Però le Nazioni Unite dovrebbero intervenire in qualche modo, almeno per mettere fine al massacro repressivo.
Trovo scandaloso che finora non si sia fatto nulla.

A parte che di brogli si parlò (e in modo circostanziato) anche per le elezioni italiane del 2006.
Ci sono alcune differenze tra l'Iran e gli Stati Uniti. Ne cito solo una: negli Usa, dopo il pastrocchio compiuto da Jebb Bush governatore della Florida, non vi furono manifestazioni (e men che meno represse con spari, morti e sanguinose aggressioni ai dimostranti), non vi fu l'oscuramento dei media, non vi era un clima di pesante intimidazione contro gli oppositori.

...fino a che punto i brogli hanno favorito Ahmadinejad ?
:

Iran admits 50 cities had more votes than voters
.
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article6553843.ece
-
http://www.cbsnews.com/stories/2009/06/22/world/main5102475.shtml
-
e tanti tanti altri ancora
-
Le Elezioni sarebbero da rifare e non invece ammazzare chi protesta
...

Il mio commento precedente era una risposta a Gcanc e non ad Alessandra.

Già, ma quel pastrocchio ci ha dato l'11 settembre, l'afghanistan, l'iraq, le bugie dei giornali asserviti alla casa bianca, compresi NYT e WP, CNN e tutti i maggiori organi di informazione, i quali, dopo anni e migliaia di morti, sono stati costretti a chiedere scusa per l'abbaglio preso.Prova ad immaginare se a Washington ci fossero state manifestazioni a ripetizione contro il presidente che cosa sarebbe successo. Le critiche internazionali si sarebbero focalizzate sui manifestanti o sulla Casa Bianca? Dire che Ahmadinejad è brutto e cattivo è facile, meno facile è rendersi conto che l'Iran è un paese sovrano e parecchio incazzoso.

Luciano, attenzione a citare il vecchio testamento... è uno "strumento" assai pericoloso!

Jubal: ne sono consapevole. E perciò la lettura "sensata" da dare alle tante pagine difficili dell'Antico Testamento non è letterale e fondamentalista. La Bibbia è stata scritta migliaia di anni fa e dunque usa linguaggio, metafore, modi di dire diversissimi dai nostri. Ad esempio, nel Salmo che ho citato prima, non si tratta di pregare che Dio spacchi i 32 denti dei dittatori con un uppercut cosmico alla mandibola. Ma che gli rompa le zanne del potere.

Non so, credo che la religione sia declinabile in molti modi come del resto l'ateismo, e come l'agnosticismo. Credo che tutte queste cose a loro volta siano strumentalizzabili da gestioni di potere piuttosto disincantate, e in questa direzione apprezzo i commenti di Gcanc e dell'Alessandre e del Luciano naturalmente. MA io apprezzo il pensiero teologico e religioso profondo - dove alligna quello non c'è nè violenza nè ideologia.

P@ola, che i brogli ci siano stati è acclarato, ma ti voglio ricordare che non sono state ricontate tutte le schede (milioni) ma solo il 10%, il che vuol dire che per non attirare troppo l'attenzione dell'occidente e degli Stati Uniti in particolare, si è voluta dare una parvenza di trasparenza.
Rifare le elezioni sarebbe ovviamente una cosa sacrosanta, ma non in un paese teocratcio e fondamentalista come l'Iran. Su questo bisogna essere obiettivi, altrimenti non c'è discussione. Sappiamo che nuove elezioni non sarebbero mai permesse. Io, ovviamente, non sono daccordo, ma io sono italiana, non iraniana. In ogni caso, per quanto possa sembrare pazzesco, è anche vero che sono milioni e milioni le persone che appoggiano il regime di Ahmadinejad; per questo mi chiedevo fino a che punto i brogli lo avessro favorito. Senza osservatori esterni al paese, nessuno potrà mai sapere la verità e d'altra parte noi stessi stiamo assistendo alla censura del regime: media zittiti, giornalisti incarcerati, tv e giornali stranieri cacciati via. Se qualcosa passa è solo grazie al coraggio di qualcuno.

vi dico la mia sulla religione.
sicuramente l' uomo sente istintivamente il bisogno di credere in un entità superiore.
personalmente credo in dio (e questa è una scelta forse irrazionale) ma non nelle religioni. e dio e le religioni sono due cose molto distinte. dio è... dio, mentre le religioni pretendono di sapere la vera storia di dio e di tutto e si professano come il tramite tra gli uomini e la verità di dio. e non capisco come qualcuno mi possa dire: “credi in questa mia religione che ho ragione io” quando anche l' esistenza di dio è indimostrabile.
non ho mai incontrato religioni di cui fidarsi (premetto che non conosco granchè quella valdese che a occhio mi sembra comunque molto meglio di quella cattolica tradizionale). molte religioni mi sembrano troppo "istituzionalizzate" e sono principalmente un apparato che mette la propria autoconservazione prima di tutto il resto. il fatto è che, essendo gli ideali di una religione perfetti, ci si aspetterebbe che anche i rappresentanti delle religioni (in particolare i principali) siano, non dico perfetti, ma delle persone almeno di buon senso. invece spesso non è così.
Poi, a mio modo di vedere, il rapporto con dio non può che essere personale e ognuno deve trovare la sua strada. il pregare in date e ad orari prestabiliti in posti preposti, con altra gente, mi sembra una sciocchezza. e poi qual’ è il significato del pregare? secondo me è un’ esigenza dell’ individuo che lo fa, mentre mi sembra che molti lo intendono “così dio è contento che l’ ho pregato”. ma a dio che glie ne frega di essere pregato?! a me fregherebbe qualcosa se un moscerino mi pregasse?! assolutamente no.

Uno dei due pastori valdesi a Trieste (Enos Mannelli) dice spesso: "Dio ci dia la fede ma ci scampi e liberi dalle religioni". E ha ragione.
Il principale dramma delle religioni è che tendono a pretendere il monopolio della Verità, a farsi istituzione, a diventare potere, a imporre (con la forza bruta) i propri dogmi e la propria visione del mondo. Come se ne esce? (Tempo fa ho scritto un articolo su questo tema per Critica Liberale e il suo supplemento "Stati Uniti d'Europa") In realtà il modo per conciliare fede e laicità è molto semplice (e praticato da milioni di credenti). Basta essere consapevoli che al mondo nessuno (persona, istituzione, stato, associazione, partito, chiesa, club...) è (volutamente scrivo in maiuscolo) il Detentore del Giusto. Ma dobbiamo cercarlo (spesso a tentoni, aiutandoci l'uno con l'altro, utilizzando la ragione, la coscienza, le lezioni della storia, i princìpi della giustizia e della libertà), non stancandoci mai di confrontarci con gli altri. Ecco allora che questa strada è percorribile da chiunque, a prescindere dalla sua fede o dal suo ateismo o dal suo agnosticismo.

Arrivo con congruo ritardo, perchè nel mio sperduto paesello ci sono stati problemi con l'adsl...non ho neppure letto tutti gli interventi.

Volevo solo dire a Pa@la che la sua frase: "Non credo esista un Dio da maledire semplicemente in quanto Non credo esista alcun Dio (un DIO persona, preciso io)
Ma esistono persone ignoranti" mi trova consenziente.
Affinità elettive? Fa sempre piacere scoprirne...:-)
Ciao!

Vi sono, a mio parere, delle pagine illuminanti verso la fine del libro "Cos'è la Psicanalisi" di Pierre Daco.
Proprio nelle penultime pagine di questo libro dove l'autore cerca di illustrare l'Angoscia, i suoi meccanismi ed il modo (a volte assurdo) in cui noi cerchiamo di reagirle ...
Consiglio vivamente di leggerle ... e poi ditemi cosa ne pensate, please.
Ciao
Salutoni

La Religione (tutte le Religioni) è stata - forse - elaborata dall'uomo nel tentativo di superare questa tremenda angoscia ?

Il libro di Daco l'avevo letto tanti, tanti anni fa, nelle piccole enciclopedie Sansoni. (In cui avevo anche i tre meravigliosi volumetti sul cinema di Jacques Sadoul). Cle molte persone si avvicinino a Dio perchè angosciate? O perchè alla ricerca di risposte esistenziali? O perchè timorose di morire? Non vedo perchè no, anzi mi pare ovvio.
Ma ciò non significa automaticamente che Dio esiste e che è un'invenzione umana.
Un po' come per la pesca. Se io ho voglia di un sapore dolce e acidulo, di una buccia leggermente rugosa che veste una polpa croccante ma anche morbida, dalla profumata freschezza che si scioglie in bocca...beh ciò non significa che la pesca sia una mia invenzione.

L'esempio della pesca non l'ho capito.
.
E' solo dopo aver padroneggiato la nostra angoscia che riusciamo a non sentire più il bisogno di avere un Dio al quale affidarci o da ringraziare...
(questo sono io che lo dico)

Se non hai capito l'esempio della pesca, è colpa mia che evidentemente non sono stato chiaro.
Provo a riformularlo.
Alcuni sostengono che Dio sia un'invenzione umana, dovuta a una serie di bisogni paure angosce desideri speranze eccetera. Mi pare evidente che noi umani proviamo bisogni paure angosce desideri speranze. E che Dio può dare risposte a tutto ciò.
Ma se noi proviamo un desiderio ciò non significa che l'oggetto di quel desiderio sia una nostra invenzione. Posso aver voglia di una pesca, ma la pesca esiste sul serio. Così come posso aver voglia di Dio, e forse Dio esiste per davvero.

Sono smemorata di natura, ma ricordo che discorsi come questi li abbiamo già fatti.
Luciano: forse io ho voglia di Dio, e forse Dio esiste davvero.
Sottolineo il FORSE:
Certo è che Dio è un'invenzione dell'uomo, un nome o un essere in cui proietta la propria fragilità,angoscia ecc.
"Non è Dio che crea l'uomo, ma l'uomo che crea l'idea di Dio" affermava Feuerbach.
Lo stesso filosofo diceva che se i cavalli avessero un Dio, Egli avrebbe l'aspetto di un cavallo.

C'è però stato anche Marx (e qui indirettamente torno a Pa@la e al suo riferimento agli ignoranti) il quale ha detto: "Dio è morto", intendendo con ciò che un giorno gli uomini non avrebbero più avuto bisogno di Dio. Forse, per molti (pur tra infinite contraddizioni) quel momento è arrivato.

CORREGGO CASTRONERIA PRECEDENTE:
Non Marx, NIetzsche.

Dio serve a seconda di quali risposte si cerchino nella vita. Si può vivere tranquillamente anche senza dio oggi, come si poteva vivere ieri e ieri l'altro. Il fatto è che in passato, almeno nella nostra parte di mondo, dio era mescolato a molti aspetti pratici della vita per una mera questione di potere temporale, mentre oggi ce ne possiamo (quasi) impippare, perché viviamo in una società laica e la ricerca/necessità di dio è una scelta soggettiva. L'angoscia c'entra fino ad un certo punto: cercare spiegazioni sul senso dell'esistenza, sul dopo-esistenza, sulla solitudine del genere umano è un esercizio intellettuale interessantissimo, ma attiene ad una parte privilegita dell'umanità. Gli altri, quelli che arrancano per vivere, dio lo bestemmiano per come li ha ridotti o lo pregano per salvarli dalla misera condizione in cui si trovano. Dio ci sarà, finché ci saranno disgraziati, cioè sempre.

Gcanc: Appunto. Ieri era più difficile vivere senza Dio, perchè i preti lo mettevano in tutte le salse e solo chi aveva un po' di cultura o un'intelligenza superiore poteva impiparsene.
Per questo oggi possiamo dire che Dio è morto. Prima no.

l'idea che la religione sia l'esito di meccanismi proiettivi e/o difensivi è una idea vecchia in psicoanalisi con un suo chè - afferisce a quella corrente, antiquata e ora minoritaria più fedele alle origini e al pesniero freudiano - per cui non si sa quante cose sarebbero l'esito di un processo nevrotico - compresi l'amore o l'arte. Ma tutto questo è stato a sua volta relativizzato e psicoanalizzato. Si è trovato un eccesso di razionalizzazione e una specie di sospettosa diffidenza nei confronti dell'irrazionale, dell'emotivo, dell'intuitivo del creativo. Utile certo, ma non esaurisce la realtà - ci sono altri modi oggi di approcciare la religione in analisi senza farla passare tout court per soluzione alla debolezza.

A me viene in mente un piccolo libro - ebraismo e psicologia analitica di Giorgio Tedeschi. Parla di ebraismo va beh, ma molte cose sono estendibili.

A leggere questi commenti viene in mente proprio Nietzsche: ''Guai a chi cela un deserto, perche' il deserto cresce.''

gianfraco tedeschi scusate giorgio è quello nostro!
:)

Infatti mi sembrava strange...

A me piace per esempio l'idea di preghiera come contatto con il Sè, come ponte verso il metafisico. Un senso di mettersi in asse con un'idea di trascendenza che non ha necessariamente la faccia di un omone con la barba e coi baffi. C'è un bellissimo testo dell'ultimo Horkheimer ò che parrla di religione come "nostalgia del totalmente altro." Ecco, io penso anche che questa idea di religione sia più spendibile per far evolvere l'integralismo che dirgli, te stai a sbaja le tue so pippe. Anche perchè l'integralismo è l'estremo visacerale di ogni cultura - ma se l'ebraismo ci ha la su torah, e il su tedeschi, l'islamismo ci ha per dire il pensiero sufi, e dei religiosi di grandissima sapienza e profondità. C'è più dialogo ecco mettendo le cose in questo modo.
Invece l'ateismo, con la sua assertiva convinzione, arriva a essere (ma non parlo di nessuno qui) altrettanto fondamentalista di chi vuole osteggiare - in finale i meccanismi pichici in atto (scissione: i buoni siamo noi e i cattivi siete voi!) possono essere gli stessi.
Non lo so se mi sono fatta capire in caso dite e ci riprovo.

"Rifare le elezioni sarebbe ovviamente una cosa sacrosanta, ma non in un paese teocratico e fondamentalista come l'Iran." scrivi Alessandra.
.
E perchè no, dico io ?
.
Bisogna pur iniziare a migliorare.
Perchè non insegnar loro che si può cambiare, che non bisogna accettare il tutto dell'ieri, nè le consuetudini nè le tradizioni e che bisogna imparare a discernere, a scegliere cosa può andar ancora bene per l'oggi e che cosa no, quindi abbandonarlo ? perchè no, invece di dare per scontato che così è e così deve rimanere ?
Credo che ormai lo abbiate capito tutti che io sono per questo tipo di progresso e che vorrei aiutare tutti ad implementalo. Piano piano, ma attivamente.
-
Grazie, Luciano, ora ho capito.

Sai, uno, se non ci fossimo noi miseri derelitti che ci nutriamo di bacche e radici e quel poco che troviamo nel deserto in cui ci trasciniamo - che ha comunque un suo fascino - non ci distingueremmo da chi pasteggia a nettare e ambrosia nel tempio della conoscenza come te.
Tu salutami Nitsche che io ti salto i beduini.

Ciao Ilva
evviva le affinità elettive !!

gcan, cos'hai messo nel caffè? (che non ho bevuto insieme a te) Un po' di acido caustico?

Ciao Paola: fa sempre piacere "incontrare"
qualcuno con cui si condividono visioni del mondo. E' diventata una fortuna sempre più rara!

Sai Ilva, accetto che mi si guardi dall'alto in basso solo se mi trovo per strada e qualcuno mi saluta dalla finestra del primo piano. Posso sbagliare, ma il commento di "uno" sembra quello di un nano coi tacchetti che pensa di essere Michael Jordan.
In quanto al caffè, non è detto che non lo si possa bere una volta o l'altra.

Gengis Kan: sarebbe un piacere (il caffè intendo)

Per il resto non volevo entrare nel merito della diatriba tra te e "uno" (d'altra parte neanch'io, da buon capricorno come te, mi faccio prendere a pesci in faccia dal primo venuto), solo evidenziare, in tono scherzoso, che il tuo umorismo di solito soft si è inasprito: è diventato sarcasmo feroce.

Ci sono giorni così :-)

Giulio, adoro il tuo sarcasmo.

P@ola,il tuo progressismo è encomiabile, ma a volte i tuoi pensieri mi sembrano utopistici. Con quello che sta succedendo in Iran in questo momento e con quello che è successo in passato, ti sembra plausibile l'annullamento di queste elezioni che hanno visto vincere Ahmadinejad? Un po' di realismo ci vuole P@ola. L'Iran non è un paese democratico. Le elezioni sono sempre una farsa in quel paese, come lo erano quelle dell'ex Unione Sovietica e di tutti gli stati del cosiddetto blocco orientale. Avrai sicuramente sentito l'espressione "maggioranza bulgara". Credo che in Iran Ahmadinejad abbia avuto proprio quella. Con i brogli, ma l'ha avuta.
Ci vorrebbe l'intervento delle Nazioni Unite, come ho già detto, ma questo significherebbe arrivare ad una guerra contro l'Iran, cosa da non auspicare mai.

chiamarle elezioni è abbastanza utopistico. non ci sono le cabine per cui gli elettori votano sotto lo sguardo di chiunque. per essere inserito tra i candidati bisogna avere l'approvazione del consiglio della rivoluzione che ne ha eliminato circa 460 prima del voto. per essere eliminati basta che i vicini di casa affermino che il potenziale candidato non prega agli orari stabiliti.
quello che conta secondo me non sono i brogli, che ci saranno stati assieme a potenti condizionamenti, quanto la marea di gente in piazza, che sfida la morte e chiede che il paese vada avanti.
poi, sapere chi dei due contendenti possa condurre meglio la danza non è facile. certo che un intervento dall'esterno oggi sarebbe un macello.

Invece di essere considerata una Utopista, Alessandra, posso aspirare ad essere vista e denominata una "Visionaria" (Aziendale), nel senso di colei che ha una Positive Vision ?

Martin Luther King, Gandhi, Madre Teresa avevano una Vision; Obama ha una Vision di come vorrebbe divenissero gli USA - ed il Mondo intero...

Vision nel senso del termine utilizzato dagli Economisti Aziendali.


Io non penso affatto che solo i credenti abbiano un'etica o che solo i credenti possano essere brave persone. Non penso che gli atei o gli agnostici siano poveretti accecati che si muovono nelle proprie vite senza direzioni e senza princìpi. Non penso che i cristiani abbiano l'esclusiva di nulla e men che meno penso che possano considerarsi superiori agli altri uomini e donne. Da cristiano penso che Gesù Cristo sia venuto per tutti, a offrire a tutti la sua parola e il suo insegnamento. C'è più "umanità piena e cristiana" in un ateo difensore della libertà, della giustizia e dei diritti che non in un credente che pratica l'ingiustizia.
Ecco, premesso ciò, dico ancora una cosa: la fede aggiunge senso e spessore alla mia vita. Per me, per i cristiani, quale dovrebbe essere il significato delle nostre esistenze? Imparare ad amare, seguendo gli insegnamenti di Gesù Cristo, provando a essere fraterni e solidali con il nostro prossimo (che vuol dire "tutti", nessuno escluso), cercando di combattere le ingiustizie e le sofferenze, consapevoli che "noi" non siamo più importanti o più preziosi degli "altri". E può capitare che "essere giusti" significhi "agire contro i PROPRI interessi".

P@ola, ho un enorme rispetto per te, pur non conoscendoti personalmente. Per questa ragione non ho alcuna intenzione di considerarti una "visionaria aziendale" (mission e vision di un'azienda, so cosa sono avendo lavorato come web project manager), perché questa definizione mi ricorda il nano malefico che ha sempre preteso di gestire l'Italia come un'azienda, appunto. Un paese non può essere guidato ed amministrato come se fosse la Fiat, o mediaset, o Telecom. Capisco cosa intendi per "visionaria", in ogni caso. Un po' lo sono anch'io, perché mi piacerebbe vivere in un mondo senza guerre, senza inquinamento, senza sfruttamento di minori, senza pedofilia, senza malattie, senza razzismo, senza censura, senza dittature, senza tutte le cose orrende di cui l'essere umano lo riempie ogni giorno.
I personaggi che hai citato hanno fatto e stanno facendo (Obama) la storia, sono degli spartiacque veri e propri. Ma in Iran non c'è ancora e non c'è mai stato un personaggio del genere. Moussavi non lo è, e non credo si possa paragonare la dittatura iraniana alla democrazia americana dei tempi di Luther King, o l'India di Gandhi.
L'Iran è fondamentalmente amministrato e guidato dalla Guida Suprema (l'ayatollah) e dal Consiglio dei guardiani; sono loro che scelgono e approvano i candidati alla presidenza del paese e che hanno l'ultima parola su tutte le leggi che il parlamento intende promulgare. Se una legge non è conforme ai dettami del Corano, non viene approvata.
Ora, dimmi tu come è possibile anche solo immaginare, in una repubblica islamica come l'Iran, una apertura verso il progresso civile, o la presenza di un pensiero progressista che non veda la religione come strumento di governo.
Già noi abbiamo enormi difficoltà con la costante presenza ed intromissione del Vaticano (paese straniero che occupa il nostro territorio), pensa che può essere un paese completamente sottomesso ad una religione!

Purtroppo condivido le osservazioni di Alessandra: con la forza, la democrazia liberale e laica NON è esportabile. Per farne maturare le condizioni, serve tempo, molto tempo. E (spesso) anche tragedie, molte tragedie.

Io credo che il problema ciclico con cui ci confrontiamo sempre noi occidentali na' vorta coll'Iran na vorta coll'Iraq, e via così tutte le volte, è che magari avremo anche delle visoni positive, ma queste visioni positive sono di default sporcate dalla loro provenienza esterna, che le rende nella stragrande maggioranza dei casi inefficaci, se non strumentalizzate e ancora più insozzate da interessi tutt'altro che nobili. Vedasi Iraq - non è che Saddam fosse st'angioletto.
Si possono suggerire delle linee di scambio tra culture, si può sollecitare quanto più possibile il dialogo, in modo che entrambi si impari qualche cosa, ma arrivare e dire: aaaaaaaaaaah rifamo le elezioni ve insegnamo noi icchedè la democrazia, mi pare che non funzioni troppo bene.

Io poi ho questa sensazione, fomentata da una certa esperienza personale con il mondo arabo e per questo forse troppo relativa e poco affidabile. Ma alle volte ho avuto la sensazione che a larghe fette della cultura orientale l'agire democratico sia assolutamente estraneo, qualcosa di avulso dalla propria mentalità. Gli amici arabi che ho frequentato per un periodo consistente, alla parola democrazia scoppiavano costantemente a ridere. Naturalmente è solo esperienza personale, insomma non è che ci ho fatto degli studi sopra.
Fatto sta che il loro Ghandi lo devono far nascere loro.

Sottoscrivo l'intervento di zauberei.

Esatto Zau. Concordo con te e Luciano.
Noi cosiddetti "occidentali" non possiamo imporre nulla a nessuno e non possiamo capire fino in fondo cosa significhi per un iraniano, o iracheno, o arabo, vivere esclusivamente secondo i dettami della religione di cui sono fedeli osservanti. Imporre la propria visione di democrazia e/o laicismo è un errore enorme, e l'abbiamo visto con la guerra in Iraq (dove c'erano e ci sono ben altri interessi, pur non essendo Saddam uno stinco di santo).
Se rivoluzione culturale deve essere in Iran, che parta dall'interno, non dall'esterno. Ma temo, come dice Luciano, che ci vogliano un lunghissimo tempo ed il sacrificio di molte vite.

Noi occidentali commettiamo spesso un gravissimo errore di prospettiva. Quando otteniamo una conquista sociale o politica, facciamo come se l'avessimo sempre avuta. (E dunque giudichiamo immondi selvaggi i popoli che ancora non l'hanno raggiunta).
Esempi: Obama è il presidente degli Stati Uniti ma negli USA degli anni Sessanta i neri non potevano andare all'Università nè sedersi in autobus. In Italia la libertà di stampa è garantita (tra mille contraddizioni) però nella Roma papalina del 1870 era reato penale leggere la Bibbia in italiano. In Europa il voto alle donne è un fatto ovvio, ma in Italia arrivò nel 1946, in Francia nel 1944 e in Portogallo nel 1976.

Gensis Kan: ti capisco. Voglio dire ognuno ha le sue gioranate con la luna storta.Io, per es., oggi sono in ansia perchè mia figlia è alle prese con la prova di matematica della maturità scientifica. E non è che sia acquiscente al massimo...
So che non frega a nessuno, ma dovevo sfogarmi!

A tutti gli amici del blog: forse è inevitabile, ma stiamo parlando un po' come i personaggi di Hemingway. Della serie:
- "Oggi piove."
- "Io, invece, ho fame."
:-)

Le gocce tamburellavano sul tetto di lamiera.
"Sta cominciando a piovere" disse Jack.
"Cazzo" Tom rispose.
"Fottetevi" aggiunse Steve.
"Omblelli?" chiese Chang. Ne porse uno a Jack, che glielo sbattè in testa.
"Cazzo" commentò Steve.

Ma dai Ilva ... anche mia nipote sta sostenendo la stessa prova, a Torino ...
- http://tusitala.blog.kataweb.it/2007/08/14/erica-a-cali/
-
http://tusitala.blog.kataweb.it/2007/07/13/erica-mia-nipote/
-
http://tusitala.blog.kataweb.it/2007/07/14/eq-investire-sull%e2%80%99intelligenza/
-
http://tusitala.blog.kataweb.it/2007/07/12/138/

So che non frega a nessuno, ma dovevo sfogarmi!
...
No, NON è VERO !!!!!

Zaub, innanzitutto congratulazioni edm un augurio di ogni bene per il piccoletto che ora probabilmente riempie buona parte della tua vita.
Quando citi la funzione di collegamento con la dimensione metafisica che la preghiera dovrebbe avere cogli nel segno. Ogni religione presenta, anche se non in modo evidente, un aspetto esteriore (la legge) ed un aspetto interiore costituito dall'intuizione intellettuale che permette di avvicinarsi a realta' di ordine sovraindividuale per mezzo di riti ordinati e di opere a carattere super erogatorio. L'ottusita' criminale dei talebani non deve indurre a pensare che non ci siano altre realta' nell'islam come appunto il tasawwuf (sufismo), comunemente considerato come una via ''mistica'' ma in realta' con contenuti squisitamente metafisici e di cui massimo maestro fu Muhyddin Ibn Arabi, sufi andaluso del dodicesimo secolo la cui opera monumentale puo' essere messa al confronto con altri grandi maestri di altre tradizioni come Shankarakaya per l'induismo, Meister Eckhart per il cristianesimo o Lao Tze per il Taoismo. La conoscenza (quella metafisica) non ha confini ne' di spazio ne' di tempo perche' ha come oggetto l'eterno. Non esiste solo l'aspetto del Dio personale, con attributi (Brahman Ishvara) ma anche e soprattutto quello svincolato da ogni definizione (nirguna, senza attributi, essenza pura). Anelare alla conoscenza delle cose ultime, al perche' del nostro apparire effimero, cercare la traccia in noi del raggio universale che attraversa il nostro piano di esistenza e di cercare di risalirlo fino alla fonte sembrano cose cosi' ridicole? Non e' forse ridicolo tutto questo affannarsi per questioni che comunque hanno la durata di un battito di ciglia? In questo senso,e mi rivolgo a gganc, quando vedo che commenti che asseriscono che oggi che siamo piu' evoluti possiamo impipparcene di Dio perche solo i retrogadi ed ignoranti ne possono avere bisogno ricevono plauso e sostegno mi vien da dire che il deserto (spirituale) sta crescendo.

Per tornare a bomba:

secondo me, il problema (se di problema si tratta, dal momento che ogni civiltà ha diritto a un suo sviluppo autonomo finché non rompe la palle agli altri) degli islamici integralisti nasce dal fatto che non sono passati attraverso l'illuminismo.

Credo ci sia un gran bisogno di un sano illuminismo nel mondo attuale.

Martin Lutero diceva una cosa molto interessante: ciò in cui credi è la norma che ti dai, ciò in cui credi è il tuo Dio.
Ciascuno di noi crede in qualcosa (il potere, l'amore, la giustizia, il destino, il caso, il denaro, l'inutilità di tutto...) e questo qualcosa plasma le nostre esistenze. Il pensiero di Dio e della fede ci accompagna e ci sostiene nella ricerca di soluzioni ai problemi umani. Il più possibile fraterne e stabili. Ma sempre consapevoli che le soluzioni umane sono e saranno fragili, precarie, rivedibili.

Ilva, la luna storta c'entra, ma solo fino ad un certo punto, perché anche in giornate "sì" trovo insopportabile la prosopopea, nell'accezione moderna del termine.
Tornando al discorso sulla democrazia, ribadisco il concetto che l'Iran non è un Paese di barbari, anche se ha un governo autoritario. È un Paese giovane e moderno, che si è liberato del giogo occidentale rappresentato da quella figura patetica dello scià, che è ricordato solo per le foto sui rotocalchi di cronaca rosa e l'assoggettamento prima all'Inghilterra e poi agli USA. Se gli iraniani hanno voglia di più democrazia di quanto non ne abbiano oggi, se la costruiscano, pezzo per pezzo. Il processo è cominciato 30 anni fa, è ora di dargli un'altra botta, indeboliscano il governo in carica e ne istituiscano un altro e da fuori si prega di non interferire. Altrimenti sarà un altro Afghanistan o Iraq a scelta, se non peggio.

Paola: le affinità elettive si consolidano. Guarda te!
Hai una bellissima nipote: falle i miei auguri per le prossime prove d'esame.

Luciano: citazione ad hoc! :-)

Ho postato questo commento senza aver letto la risposta di "uno" al mio commento della scorsa notte: uno, la tua interpretazione delle mie affermazioni, snaturandone il significato e distorcendone il senso, mi confermano l'impressione che ho avuto del tuo modo di interloquire, già sintetizzato nel termine di prosopopea. Continuo a preferire i beduini. Saluti.

Guarda un po' Luciano
:
Martin Lutero diceva: ciò in cui credi è la norma che ti dai, ciò in cui credi è il tuo Dio.
-
Heifetz e Linsky ora dicono: what do you stand for ?
...
evoluzione delle parole

gganc, le tue affermazioni non erano cosi' complesse da meritare una interpretazione e comunque, a parte la parte finale rivolta a te, il resto era principalmente a beneficio di Zauberei che sembra avere, senza offesa, qualche capacita' intellettiva in piu' rispetto alla tua ed alla media dei commentatori in questo blog. E' inutile che ci si arrabbi ma questa e' la pura e semplice verita' e tu Zaub non fare l'incavolata per falsa modestia perche' sei la prima a rendertene conto.

Ma se manco ne hai frequentato, di beduino, Gcanc, nelle sue terre ...
ma che te parli ...

Mi inchino e mi ritiro di fronte a tanto lume...


Ordunque Uno nummefa ste sparate, in primis perchè Gcanc è un ciccio ancorchè neuronalmente dotato, in secundis l'immodestia è una caratteristica che mi contraddistingue anche troppo. Le intelligenze sono diverse, e si organizzano in percorsi. A me su certe cose mi stai antipatico, non te vedo proprio sto fior de progressista ecco:) - ma so che abbiamo delle affinità di percorso. Non è che siamo più o meno fichi, su alcune cose siamo sulla stessa strada. L'abbiamo scelta e ragionevolmente la sponsorizziamo.
(Un'altra cosa che ci accomuna e la vocazione alla predica come vedi:)
2. Grazie per gli auguri per il Pipìk! in effetti mi assorbe moltissimo - ma assorbe altrettanto anche mio marito che al momento lavora di meno, e così il se di entrambi rimane intatto. Ed è bello questo nel due ecco.
Sulla questione religiosa, siamo profondamente d'accordo. Specie su quella roba della divinità come scollegata da definizione positiva. Per altro questa accezione della religione, reale oltre che sofisticata ti permette (se non dai der cretino ehm a nessuno) di essere un interfaccia efficace con diverse posizioni in merito, diverse religioni, o non religioni. E' la posizione di chi si interroga tout court sull'orizzonte di senso.

Besos

"Ora, dimmi tu come è possibile anche solo immaginare, in una repubblica islamica come l'Iran, una apertura verso il progresso civile, o la presenza di un pensiero progressista che non veda la religione come strumento di governo. " scrivi Alessandra
-
...e' quello che sto cercando di fare, Alessandra...ho la vision di un paese i cui membri piano piano si evolvano dallo stato mentale attuale di totale sottomissione a qualcuno che chiamano Allah e che arrivino a concepire il fatto che nella vita le cose si pensano, poi si studiano e creano, si conquistano, si migliorano e non cascano solo dal cielo (sempre per mano del Bozorg) o dal sottosuolo, ancor sempre per mano sua ...
Lo sai che ho abitato e lavorato in Iran per 5 anni, vero ?

Ecco su cosa piango oggi:


""A leading Iranian cleric urged authorities to deliver severe punishment to demonstration organizers to deter the opposition from seeking to annul the June 12 re-election of President Mahmoud Ahmadinejad.

“I ask the judiciary to behave harshly and cruelly with the leaders of the protests, as they are fed by the U.S. and Israel, so that it will teach a lesson to others,” Ahmad Khatami told worshippers today at Friday prayers in Tehran. He is one of 86 clerics in the Assembly of Experts, a body that elects and can remove the Shiite Muslim-led nation’s supreme leader. ""
.
No, no, no nooooooooooooooooo

Prosopopea è il termine giusto. "Uno" ne è intriso.
Presumo, Uno, che se vieni su questo blog a postare i tuoi "sommi pensieri filosofici" lo fai con il solo intento, e con la vana speranza, di erudire noi poveretti scarsi di intelletto.
Non è modo di interloquire questo: se non sei in grado di confrontarti civilmente ed educatamente, abbi almeno la decenza di startene al tuo posto senza offendere.
Ci siamo scontrati già in passato e ti ho mandato anche quel paese. Allora sbagliai e sai perché? Perché non avevo capito che per andare là, in quel posto, avevi bisogno del navigatore satellitare e di una mappa dettagliata, visto che sei sempre troppo preso dai tuoi pensieri filosofici e dalla ricerca del bene supremo.
Non temere, stavolta posso fornirti tutte le indicazioni possibili. Basta solo che tu dica la parolina magica e a quel paese ti ci mando di nuovo.

Sulla prosopopea di "UNO, NESSUNO CENTOMILA" concordo.
Tuttavia, siamo magnanimi e sorvogliamo.

Vorrei solo chiarire alcuni particolari rispetto a un suo intervento precedente.

Uno: credo, all'inizio (prima dei deserti e dei relativi beduini) tu ci abbia fraintesi. Quanto meno hai frainteso me, che ho già espresso la mia opinione in altra sede.Riepilogo e riassumo:io credo in un Dio molto simile a quello di Spinoza.
Quando dici:
" Non esiste solo l'aspetto del Dio personale, con attributi (Brahman Ishvara) ma anche e soprattutto quello svincolato da ogni definizione (nirguna, senza attributi, essenza pura). Anelare alla conoscenza delle cose ultime, al perche' del nostro apparire effimero, cercare la traccia in noi del raggio universale che attraversa il nostro piano di esistenza e di cercare di risalirlo fino alla fonte sembrano cose cosi' ridicole? Non e' forse ridicolo tutto questo affannarsi per questioni che comunque hanno la durata di un battito di ciglia?"non hai torto. Parli di quell'afflato "religioso" che in tutti noi.

Diverso, però, è sostenere per esempio che si crede nel Dio che ci hanno propinato
dai pulpiti per secoli: un Dio guardone-contabile, che ci scruta ed annota le nostre manchevolezze, per poi punirci o premiarci, a suo picere (che altri chiamano giudizio).
Questo è un Dio che rifiuto.
Mi sembra una sorta di Babau per spaventare i bambini.
Se poi viene dipinto come buono e misericordioso (e già su questo avrei qualcosa da ridire) nella sostanza il discorso non cambia perchè, in quel caso, il Babau si trasforma nella Mamma che coccola, protegge e consola.
Purtroppo, non sono più bambina e questo ritratto dell'onnipotente mi sta stretto. Molto stretto.
Non so che farmene di un Dio di tal fatta (che mi sembra blasfemo chiamare Dio)e, in questo senso, ti aggradi o no, per me DIO E'MORTO.
Un Dio di tal fatta è un anacronismo, oltre che un coacervo di contraddizioni( sulle quali, se vuoi, si può discutere.)

P@ola, scusami per averti elencato una serie di cose che evidentemente sapevi benissimo; non sapevo che avessi vissuto in Iran.
Da come ti esprimi, pare che tu abbia ancora dei contatti con l'Iran e che tu possa davvero convincere qualcuno a cambiare. Se è così, allora ti auguro buona fortuna. Ce ne vorrà tanta,credo. Io, comunque, non credo sia giusto, perché come dice Zau, il loro Gandhi se lo devono crescere loro, noi occidentali, dal di fuori, non possiamo fare molto.

Zaub, mai preteso o dichiarato di essere progressista ,nel senso di credere che ogni cosa nuova sia meglio di quella vecchia, e di pensare che alle migliorie nel settore tecnologico ne corrispondano di analoghe in tutti i campi connessi alla vita dell'umanita' attuale. Le affinita' elettive non necessariamente debbono suscitare simpatia reciproca ma sicuramente implicano un senso di complicita' nel sapere di esplorare (seppure secondo percorsi e modalita' diverse) orizzonti che ai piu' non interessano.

UNO,NESSUNO,CENTOMILA: ti ringrazio per avermi dato dell'IMBECILLE. Sono in ottima compagnia con Luciano,Gcanc, Paola ecc, che(il primo per conoscenza personale, gli altri indirettamente attraverso il blog) stimo.
Permettimi di dire (perchè sono una SIGNORA)che sei quanto meno precitoso nei tuoi giudizi.
Questo non depone a favore della TUA intelligenza, perchè essere intelligente significa prima di tutto valutare bene (e mai sottovalutare)l'interlocutore.
E' possibile (anzi probabile) che non sia meno intellettualmente dotato di te.
E con questo passo e chiudo, pentita di aver usato prima toni accomodanti

Pardon, esco un momento dalla tenda beduina perché mi piace la precisione e conto persino i granelli di sabbia della clessidra per non perdere neanche un secondo.
Metafora: La metafora (dal greco μεταφορά, da metaphérō, «io trasporto») è un tropo, ovvero una figura retorica che implica un trasferimento di significato. Si ha quando, al termine che normalmente occuperebbe il posto nella frase, se ne sostituisce un altro la cui "essenza" o funzione va a sovrapporsi a quella del termine originario creando, così, immagini di forte carica espressiva.
Giusto per far comprendere a chi legge una riga sì e quattro no, perché pensa che sia sufficiente per capire le cose, che quella del deserto e dei beduini era una metafora derivante dalla citazione niciana (scusate la semplificazione, ma non mi ricordo mai dove vanno le z le t e le h) di uno. Non c'è bisogno di aver visto un beduino, avergli parlato e/o mangiato assieme, per inserirlo in un discorso come metafora. Mi congedo.
Torno nella tenda.

TRa l'altro pensare che alle migliorie nel settore tecnologico non ne corrispondano di analoghe in tutti i campi connessi alla vita dell'umanita' attuale (parafraso lo stretto necessario) ...beh...non mi sembra la scoperta dell'uovo di Colombo!

Scusarti, Alessandra ...e de che ?
E de che ?
Hai scritto cose giuste, che condivido.
Sì ho ancora contatti in Iran, con quelle persone che non sono scappate nel corso della Rivoluzione del '79 (che mi feci in parte)perchè non avevano i soldi ed i mezzi e neppure le conoscenze "giuste" per scappare...con quelle persone che hanno lavorato con me, mi hanno aiutata quando ne ho avuto bisogno, hanno anche condiviso le mie feste e le mie gioie, che hanno attraversato la guerra di Saddam (anni '80) partorendo due figli maschi ed una femmina...persone che "ragionano", persone che sono riuscite - loro - a rintracciarmi tramite Facebook
- http://tusitala.blog.kataweb.it/category/teheran/
.
...persone che alle mie domande dirette, magari su FB, mi fanno capire che è meglio "non chiedere"...
persone che vorrei far venire - in vacanza - qui in Italia ma che non sono "abbastanza qualificate (danarose) " per riuscirci...
-
Io non voglio convincere nessuno a cambiare: sono loro che cercano una strada per farlo, sono leggono di nascosto i libri europei in quel di Teheran...

Gengis Kan : VENGO (metaforicamente)CON TE.
Uno, NESSUNO, centomila è riuscito a far incazzare anche me (con i suoi toni tra la leccata e lo scudiscio e il suo pontificare ex cathedra).

Vorrà dire che ci faremo un tè, invece che un caffè.

Paola, per un musulmano Allah non e' ''qualcuno'', e' l'alfa e l'omega, principio e fine di ogni cosa.Se non comprendi il significato di ''rivelazione'' e continui a confrontare aspetti che riguardano l'umano con quelli pertinenti al divino mescoli sacro e profano e continuerai ad essere confusa ed inconcludente nelle tue osservazioni.
Alessandra che proprio da te mi giungano imputazioni di scarsa educazione e di offese e' quanto mai divertente e non merita commenti.

Ilva, l'aver affermato che Zauberei ha qualita' intellettive che la maggior parte degli altro ospiti del blog non hanno e' un dato di fatto dal mio punto di osservazione e sotto sotto credo che la maggior parte di voi lo sappia anche se non vuole ammetterlo. Pero' cio' non e' un offesa nei confronti degli altri, se uno e' alto 2 metri in una stanza dove l'altezza media e' 1,80 cio' e' un dato di fatto e nessuno dice che e' meglio essere alti 2 metri piuttosto che 1,80. Aver quelle qualita' intellettive riscontrabili in Zaub non equivale a dire lei e' intelligente e voi deficienti, vuol dire semplicemente che avete capacita' e strumenti di indagine che differiscono. Ilva non sono in gara ne in competizione con alcuno di voi e in quanto ad intelligenza (ma qui entriamo in un campo che zaub conosce meglio) e' molto probabile che per alcuni aspetti tu mi superi di gran lunga e che per altri ti attardi un po ma la cosa non mi tocca ne mi turba.

Uno, esprimo la mia personalissima opinione su di te: sei ipocrita e spregevole. Maleducato.
E viscido come il peggiore dei preti cattolici.
Io rispondo a tono a chi mi offende, ma nel contempo sono una persona fin troppo educata. Se tu credi che mandare al diavolo qualcuno sia indice di maleducazione, allora devi ancora imparare a campare. E d'altra parte la cosa è evidente da tuoi commenti.

Giulio, fammi un po' di spazio che vengo a farti compagnia anch'io, se non disturbo ovviamente.

Nella mia tenda non prendo le misure della statura, né della circonferenza del cranio o l'altezza della fronte, la forma e la grossezza del naso non conta, tanto meno il colore della pelle e non bado neppure, pensa un po', se e quale religione professa il visitatore, purché non pretenda di evangelizzare, pontificare e, più genericamente, rompere le balle. Ah, dimenticavo, l'ingresso è un po' basso e quindi bisogna chinare per un secondo la testa, ma è un attimo. Poi, tè e pasticcini per tutti.

Ah, dimenticavo, si ascolta qualsiasi genere di musica, anche quella che, secondo alcuni, corrompe i giovani, come il rock 'n' roll. Poi, se uno vuole ho anche i canti sufi che ho acquistato al santuario di Mevlana a Konia o la Passione di Giovanni di Arvo Pärt, per i momenti di riflessione, che abbiamo anche noi beduini del deserto, tra una radice e una bacca.

L'offesa e' l'ultima delle risorse quando non si hanno argomentazioni e svilisce chi la formula. Mi dispiace per te.

Sono nell'imbarazzo cosmico e non so bene che fare. Se stammene zitta o esternare, ma non ce so sta zitta.
Volevo solo dire che Uno colla questione della superiorità intellettuale mia, chiaramente mi ha molto lusingata ma naturale che ci ha le traveggole. Non so se lo devo dire io o no - mi sento in un imbarazzo teribbile. Raccolgo il complimento ma Uno, non lo dico per diplomazia, lo dico quasi per ideologia ecco - grazie, ma era una cosa sbagliata e con malagrazia, chiaro che le persone si arrabbiano.
D'altra parte il perchè questa tua idea è sbagliata lo dimostra il commento che hai fatto rivolgendoti a Ilva, dicendo ci sono cose su cui tu sei meglio di me e cose in cui capita il contrario. Le intelligenze insomma sono diverse e raramente paragonabili.
Salvo il caso del nostro inclito Premier.

Sperando che se entro nella tenda di Gcanc quello poi numme cacci a pedate:)

Nomino Zau ambasciatrice :)))

Vorrà dire che usufruirò del piano casa e aumenterò la cubatura, perché cominciamo a stare stretti. L'ingresso, però, resta di quella misura.

Uno. Certamente. Sono sicura (scrivo di getto e non ho letto gli altri interventi: insomma è come se urlassi) IO per molti aspetti in quanto ad intelligenza ti supero di gran lunga.
A quando il duello? In ogni caso mi stai (dove tu hai ben capito)!

Uno NESSUNO. Forse mi superi quanto a intelligenza Kinestetica (vedi Gardner), e cioè corri più velocemente di me (detto in vulgata) . Ma dubito in fatto di Intelligenza interpersonale. Leggi:
abilità di percepire e interpretare gli stati d'animo, le motivazioni, le intenzioni e i sentimenti altrui.
Nonchè nella capacità di
mettere in atto una
comunicazione verbale efficace ; nellla sensibilità verso gli stati d'animo, i sentimenti, i temperamenti altrui . E infine nel saper
saper creare e mantenere la "sinergia" ,nell'ascolto,nella comprensione delle prospettive degli altri e nell'
empatia .
Queste doti se le hai le nascondi molto bene. Complimenti!

Scusami, ma te le tiri proprio.
Che è: masochismo?
Fai una capatina dai tuoi amici psicoterapeuti e affini.

Occhio a quel
:
"bisogna chinare per un secondo la testa, ma è un attimo"...la dice lunga...la dice...

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