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Lettura quotidiana della Bibbia

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06/05/2009

Commenti

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...molto divertente! non sono un gran frequentatore di blog ma cercherò di seguire il tuo con attenzione. mi sembri molto vivo!
ciao

:))))
Tocca il culo altrui come se fosse er tuo proprio.
Specie se de fimmina de sedici anni.

A te non pare molto regime che uno chiami il vespa di riferimento il quale , scattare , gli mette in piedi una trasmissione ad hoc?? O che si parli del compleanno ma non dell'intervista alla fanciulla e dei regali regalini regaletti di papi?? O che ignori volutamente chi sia veramente il padre de cuius , presunto e smentito autista di Craxi??

Mi pare.

Bravo Fabrizio.
Mi pare purammè

http://img17.imageshack.us/img17/4880/inedicola13t.jpg

ussignur! (come si dice da queste parti)

Chiariamo, però, una cosina: non è che tutti i nemici di berlusconi sono miei amici, altrimenti è come quando si millantava Montanelli come giornalista di sinistra. Sua moglie ha avuto una relazione durata quasi trent'anni con berlusconi, di cui diciannove da sposata, ha fatto tre figli e non è che il cavaliere sia mai stato un santo, sotto tutti i punti di vista, sin dall'inizio della sua carriera di imprenditore palazzinaro-televisionaro con tanti interessi in giro per il mondo più o meno leciti. Fino a quando non ne ha potuto più di essere cornificata, Veronica Lario non ha mai mostrato fastidio per essere moglie di un semi-pregiudicato con stalliere mafioso ad Arcore, amico fraterno di Dell'Utri, con trascorsi quantomeno misteriosi relativamente all'origine della sua ricchezza (si è mai chiesta la signora con quali soldi il marito si è comprato tutte quelle ville?) e uscito dai processi grazie alle leggi ad personam. Perciò,non ne facciamo una martire, né tanto meno una bandiera "femminista" per tutte le donne che sono costrette a sopportare mariti terrificanti magari solo perché non hanno indipendenza economica. Ciò detto, ben vengano le veroniche se fanno il lavoro che dovrebbe fare l'opposizione, ma non rallegriamocene troppo.

"...Io ho fatto del mio meglio, tutto ciò che ho creduto possibile. Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. È stato tutto inutile. Credevo avessero capito, mi sono sbagliata. Adesso dico basta"(Veronica Lario)
.
E questo che così'è allora ?

Sapete: mi sto schifando abbastanza.
Non un uomo - e neppure una donna ! - che stia con Veronica
Gli uomini !"perchè se lo fa lui, allora posso farlo anch'io"
Le donne ! "Mi hanno insegnato così. Così facevano mia mamma e mia nonna"
Bleahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

Ma gganc
Non è che ci sia sta folla esaggerata de gente che si strappa le vesti per la LArio. E invece dovrebbe, non perchè ci frega un angolo di cippa della Lario medesima, o del privato del Berlusca. Ma il modo con cui il Berlusca tratta pubblicamente la moglie, e il modo con cui tratta le donne con cui ha a che fare, sempre in un modo privato ma che essendo ostentato diventa politico eh beh, deve far riflettere e discutere. Anche perchè sono due rubriche diverse. In Italia (uno dei pochi paesi al mondo forso dopo er burundi) non si afferra ancora che i comportamenti nei rapporti uomo-donna dovrebbero essere tema altrettanto rilevante che li furti e la crisi.
Mi sa che me ripeto ma vabbe.

Vedi Zau, una delle poche cose buone fatte da questo governo è la legge sullo stalking. In questi anni ho raccolto personalmente numerose testimonianze di donne che avevano denunciato l'ex marito o l'ex fidanzato per persecuzioni moleste, che dai carabinieri ricevevano solo braccia allargate e "abbiamo le mani legate", perché in Italia la donna è considerata proprietà privata, anche quando la relazione è finita. Non è veronica lario che ci ha fatto scoprire che molti uomini trattano la donna come una macchina, che quando non ti va più la vendi o la demolisci. È per questo che non mi pare che le donne debbano fare della Lario una bandiera. Berlusconi tratta così la moglie e tutte le donne? Sai che novità. Se non ci sono le folle oceaniche che si stracciano le vesti per la moglie del boss, forse un motivo ci sarà e non solo perché siamo un paese arretrato in questo senso, ma, forse, anche perché come martire la lario non è credibile. Ha mandato i figli alla scuola steineriana, perché voleva che crescessero con dei principi diversi da quelli di suo marito. Be', mi pare, però, che li abbia traditi consapevolmente in trent'anni di relazione con un simile individuo.

E poi, perché bisognerebbe stare o con l'uno o con l'altra? Siamo ancora alla contrapposizione che se non stai con Bush sei con Bin Laden? Io non stavo né con l'uno né con l'altro e anche in questo caso non mi sento di prendere quel tipo di posizione. È chiaro che se questa faccenda fa perdere voti a berlusconi mi farà piacere, ma avrei preferito altre strade.

Non per niente Dante ha trattato così "bene" coloro che non prendono posizione...
Stare con Veronica significa volere un presidente del consiglio che sappia comportarsi in modo civile e che sia di esempio per gli altri. Tutto qui.

Gcanc se ti conforta sono concorderrima con questo tuo ultimo commento. Non è che a me della Lario me ne fotta alcunchè. Mi rendo conto che il suo comportamento ha provocato un dibattito pubblico, lo stesso che speravo si creasse in altre occasioni ma non è successo. Allora a me la Lario - cinicamente mi fa comodo.
Forse c'è questa cosa su cui non siamo d'accordo. Gli affari di famiglia - in specie di famiglia di capo de stato - sono un tema politico per le donne. Non è il tradimento - è il tradimento mostrato in questo modo che è esemplare e significativo in tema di rapporti di potere tra i sessi. E non è che siccome la mia stima per la Lario, o i suoi trascorsi mi sminuiscano la faccenda. La sua incoerenza in un certo senso non mi riguarda. Men che mai mi riguarderebbero le chiavate di Berlusconi o le sue palpate se non fossero pubblicamente rese note e dunque trasformate in una semantica culturale. Lo Stalking è cosa pessima e sono lieta anche io per la nuova legge. Ma non cadiamo nel qualunquismo spicciolo per cui ci si illude che le concretezze esistano scorporate da una ideologia o da una politica di fondo. La stalking ha una sua parentela con un leader politico che manca di rispetto sistematicamente alle donne. Non vedo perchè non me ne dovrei opccupare, anche se della Lario mi importa sto cavolo.

No, non è che non te ne devi occupare, anzi, fai bene, facciamo bene ad occuparcene, anche cinicamente e strumentalmente, ma la mia voleva essere solo una precisazione sul prendere posizione. Non mi interessa prendere posizione sulla vicenda in sé stessa, io prendo posizione contro una cultura sessista rappresentata dal premier, preesistente all'era berlusconiana, ma non aspetto la lario che me lo faccia notare, lo sapevo già.

gcanc - e invece io no?
In ogni caso: stampa e tivvù no - non se ne erano accorte. Le giornaliste e le deputate non se ne erano accorte. Tu non ne hai bisogno? Purtroppo non mi pari la maggioranza.

Caro gcanc,
da un anno lavoro in Arabia Saudita. Quando dici "in Italia la donna è considerata proprietà privata, anche quando la relazione è finita", sappi che quello che dici e' molto relativo. In questo paese e' trattata come un cittadino di serie B a tutti gli effetti. Molto e' stato scritto sulla condizione delle donne saudite ma vivere qui mi trasmette in continuazione la follia di segregare in casa, quasi legare ad una catena come un cane meta', dico meta' della popolazione. Un giorno vieni a fare un salto qui a Riyadh, e' come piombare nel medioevo. Non vedrai donne annichilite. Non vedrai donne. Punto. Non girano per strada. Solo nei grandi magazzini, teenager coperte da una tenda nera con due fessure per gli occhi. Come so che sono teenager? dalle All Stars che hanno ai piedi, se non c'e' qualche vecchierella sportiva che mi frega !

Scusate, ma qui non è questione di stare dalla parte dell'uno o dalla parte dell'altra.
E nemmeno di presunte solidarietà maschili o femminili.
Non è un affare di corna e tradimenti, di cui francamente non me ne importa nulla.
La signora Lario ha detto una cosa gravissima e ben precisa (tanto è vero che è stata immediatamente omessa da tutti i TG, GR, articoli e commenti assortiti). Cioé ha detto che non può più sopportare di stare accanto a chi frequenta minorenni.
E' chiaro il concetto? Stamo parlando di comportamenti devianti
E ha aggiunto che il marito non sta bene.
Questi non sono fatti privati della signora Lario. Sono fatti di tutti noi

Alcuni dicono "dato che Veronica Lario è stata con Berlusconi per trent'anni, in un qualche modo se l'è meritato". Io non sono d'accordo: le persone possono cambiare e maturare. E così può essere accaduto a lei, sposata a vent'anni con un uomo ricco, abbagliata a lungo dal denaro e dal potere (e forse anche dal fascino di Silvio...non lo so...io non lo conosco nel privato e forse è pure affettuoso e divertente ed eroticissimo...che ne so?), pian piano è cresciuta, forse ha letto ed è diventata una Veronica diversa da quella di tre decenni fa. E adesso (sottolineo: ADESSO) si è resa conto fino in fondo che lui è un brutto figuro. Le persone possono cambiare e maturare, crescere e migliorare.

eh no, cazzarola, la Lario come bandiera femminista NO! senza volerla minimamente offendere dico solo che solidarizzo con lei ma vedo tutte le sue ambiguità e le sue contraddizioni. intendiamoci, nessuno di noi ne è esente, ma le sue certo non sono piccole! la signora Lario sembra credere che esista il suo mondo privato in cui si educano i figli secondo una visione progressista ed una morale democratica e una scena pubblica in cui si è compagna di berlusconi e del suo modello di società.
troppo comodo e troppo ipocrita
marina

Zaub: non sono la maggioranza, d'accordo, ma questo cosa c'entra? Io ho espresso una mia impressione relativa alle opinioni che sentivo in giro, che sembravano tendere verso una spaccatura come spesso succede anche nel nostro "miisero" quotidiano. Hai mai avuto amici che si sono separati? hai mai notato che c'è una tendenza a dividersi anche gli amici in comune oltre alle cose di casa? Questo è quanto mi sembra stia accadendo all'opinione pubblica italiana e non solo. Io me ne tiro fuori, tutto qui.

Giorgio Tedeschi: certo che è relativo, in Arabia Saudita e in altri paesi del mondo la donna è trattata anche peggio. Da noi, ad esempio, non mi pare che sia abitudine gettare acido sul volto delle ex fidanzate come succede spesso in Bangladesh, ciò non toglie che si debba aspirare a sempre migliori condizioni dei rapporti tra le persone.

Si può dire di tutto e di più, ma la verità è che nessuno sa come siano andate le cose tra moglie e marito in 30 anni. La Lario ha lasciato intendere, attraverso le sue dichiarazioni pubbliche, che per anni ha cercato di "aiutare" e "sopportare" questo marito-personaggio ingombrante e malato. In realtà non ha detto nulla di più di quanto volesse lasciar intendere. I fatti suoi li conosce solo lei. Noi del nano conosciamo le sue "prodezze" pubbliche, quel'ammasso di cose costruite ad arte per dare di lui un'immagine tutt'altro che reale. Io non credo sia corretto giudicare le scelte della Lario durante la sua vita coniugale. Concordo con Luciano quando dice che le persone possono crescere, cambiare, maturare. Evidentemente deve essere stato così per Veronica, la quale ha puntato il dito non solo contro il marito malato, ma contro il capo del governo. E' questa la parte che ci riguarda, che riguarda noi cittadini. Indipendentemente da quello che è stato il rapporto tra i due, a noi deve interessare il fatto che è stata lanciata un'accusa grave che va indagata.
Credo che dovremmo preoccuparci di più del fatto che il nano si sta dimenando per cercare di non perdere terreno, per non perdere la fiducia dei suoi elettori. Dovremmo seriamente preoccuparci di sapere perché, alla luce dei fatti, gli elettori del nano ancora non hanno capito che il loro comandante supremo è realmente una persona malata di mente, come lo sono stati i peggiori dittatori. E' la storia che ce lo insegna, non sono solo io a dirlo.

Cara Paola, questa vicenda mette a nudo tutta l’ipocrisia, la volgarità, la piaggeria e la miserabile arretratezza di buona parte di questo paese. Un paese che per buona parte sa vedere il rapporto con le donne solo con la mentalità della battuta da osteria, che vigliaccamente non vede l’ora di saltare sul carro del più forte senza porsi troppi scrupoli su come sia diventato il più forte e che si identifica e ammicca a colui che di ciò ne fa una bandiera. Senza entrare nei particolari di una vicenda che per molti aspetti rimane privata, basterebbe solo guardare la prima pagina di qualche giorno fa di un quotidiano come Libero o la trasmissione a senso unico di ieri sulla prima rete RAI. Certo che sto con Veronica, se non altro per il coraggio che ha dimostrato nel dire certe cose non badando al meschino tornaconto personale che l’avrebbe certo indotta a ben altri comportamenti. Speriamo, anche se ci credo poco, che questo riesca a violare nella testa di qualcuno il ben noto detto “Chi il coraggio non ce l’ha non se lo può dare” di manzoniana memoria.

Così, per curiosità: avete letto cosa ha scritto di papi la Concita, su l'Unità?
Tremendo...

Luciano,
ecco, mi hai tolto le parole di bocca...quella del mouse.
Nella vita si può cambiare. E' duro, pesante e faticoso.
Vi sono persone (poche) che si impegnano e mi sembra proprio che Veronica Lario sia una di queste.
Per mia esperienza personale le persone che invece dicono "non si può cambiare" ...sotto sotto hanno una fifa nera di trovarsi di fronte a se stesse, di dover ammettere i loro errori - che poi è la base sulla quase si cotruisce il cambiamento.
-
Paolo,
da dove spunti ? bello il tuo commento.

A mio parere dobbiamo
:
sostenere Veronica più apertamente. Nel mio blog, sotto nei commenti del mio Post
http://tusitala.blog.kataweb.it/2009/05/04/veronica-lario-la-dignita-di-una-donna-e-la-connivenza-di-una-nazione/
in ultimo riporto stralci di due interventi reperiti sul Web e uno, quello inquietante, non appare in un solo sito...
.
GO VERONICA
(e non so chi sia che ha postato Go Veronica. Credo posti dal Lazio ma non sono sicura)
.

Eh sì,
Giorgio Tedeschi
sono tante le persone che parlano di diritti umani e non hanno mai messo piede in uno di quei paesi dove i diritti non esistono.
E dove vi è ben poco di umano.
.
Per o con chi lavori laggiù ?
Io sono una ex Impregilo ed ex Condotte, per la cronaca.

Grazie Paola. Al momento ho poco tempo ma ti verrò a trovare sul tuo blog.
Ciao.

Chissà se pensava proprio all'inizio della sua storia con Veronica quando ha consigliato a quella giovane precaria di trovarsi uno ricco?
Non ha certamente importanza, ma sicuramente non suscita sentimenti vicini alla stima una ventiquattrenne che si sposa uno straricco di vent'anni più vecchio.
Comunque, nemmeno che sia cambiata in trent'anni come suggerisce Luciano oppure no, ha molta importanza: anch'io cinicamente apprezzo se questa signora può dare un contributo a cambiare l'opinione generale che la maggior parte degli italiani ha di quell'individuo.

Ciao paola sono un consulente per un operatore telefonico (Zain). Ora mi inizio a godere il weekend !

Deduco quindi che al momento stai scrivendo da Riyadh...
Com'è - oggi - la vita a Riyadh ?
Vuoi pubblicare qualcosa nel mio Blog della tua vita all'estero, delle esperienze che stai vivendo ? SE Vuoi puoi farlo...infatti c'è un Post su Bakolori (quando io non sono MAI stata a Bakolori) e posts -commenti-inserimenti di persone/amici/colleghi che ho conosciuto durante le mie permamenze all'estero...puoi dare uno sguardo a
:

- http://tusitala.blog.kataweb.it/category/teheran/
-
http://tusitala.blog.kataweb.it/category/vita-allestero/
-
http://tusitala.blog.kataweb.it/category/tarbela/
.
Il mio Blog in certi punti è più un agglomerato di ricordi tra persone che si sono ritrovate in rete, non è "profondo" come questo qua di Luciano...
-
un saluto a tutte le persone che al momento stanno lavorando all'estero.
Ciaooooooooooooo
Buon Week-End a chi lavora nei paesi islamici.

Perchè alcune persone non riescono a "vedere" che un'altra persona è cambiata ?
Perchè (s)ragionano spostando sull'altro/a la loro personale visione delle cose e non riescono ad adeguarsi ad una realtà che può essere in costante evoluzione ?
Ognuno vede quello che ha imparato a vedere sino ad ora, a ri-conoscere ciò che già conosce...
E il nuovo ?
Per carità - spaventa ! Rifuggiamolo suvvia.
"E continuiamo a fare come abbiamo sempre fatto" ovvero la più deleteria delle abitudini...
Il progresso, quello personale, lasciamolo pure agli altri...sic ! sic !

In questo, sono completamente d'accordo con P@ola: le persone possono cambiare, a volte anche in modo profondo e sorprendente. (D'altro canto, essendo io cristiano e amando il rock e il cinema americano, CREDO fortemente nella possibilità della redenzione)

Si lasciano? so cacchi loro, ma allora dovrebbero essere private pure le passeggiate del nano esornato da pupe a villa certosa, le sue prestazioni sessuali non dovrebbero trovare spazio... e invece berlusconi ci ha abituato alla sua ostentazione di potenza sessuale, ne ha fatto un'arma politica.
Ora quest'arma politica gli si rivolge contro, l'unica donna verso la quale lui ha esplicitamente espresso il proprio coinvolgimento emotivo (e quindi non solo sessuale) lo scarica. E' questa rappresentazione che va a mio avviso analizzata, aldilà se si cornificavano, se vivevano sotto lo stesso tetto ecc...
L'uomo più furbo del mondo, che viene scagato dalla sua amata.
Contrariamente a come la tv di regime ha dichiarato, io penso che questo possa essere considerato l'inizio dell'inversione, questa cosa per berlusconi può costituire l'inizio del declino, forse non sposterà voti nell'immediato, ma credo e spero che lascerà strascichi nel prossimo futuro.
Aggiungo chee credo che anche il nano se ne sia reso conto, altrimenti non si capirebbe il correre repentinamente ai ripari sedendosi sulla poltroncina di vespa (Sansonetti che cacchio stai a combinà???)
Poi, che sia un maschilista, prepotente e presuntuoso lo sanno tutti, solo che alcuni riescono ad avere la lucida forza di opporvisi, altri sperano di riceverne i favori... ma ora che la sua onnipotenza è in qualche modo scalfita le cose potrebbero cambiare...

Condivido la previsione di Jubai (e di altri commentatori, tra cui Scalfari): non nell'immediato (a meno di clamorosi e disastrosi sviluppi) ma tra un po' questa vicenda incrinerà il successo pubblico berlusconiano.

Luciano, sinceramente non capisco questa tua insistenza sul presunto "cambiamento" della moglie di Berlusconi. Ma cosa ci interessa se è cambiata o no? L'unico vantaggio che potremmo trarre dal suo cambio di condotta, cinicamente e strumentalmente come si diceva ieri con Zauberei, è che metta in difficoltà il premier. Il resto non ci tange minimamente, anche se vedo che sui giornali si stanno già formando gli schieramenti, tipici del modo italiota di tifare irragionevolmente e ciecamente per squadre di pensiero o presunto tale.

In un certo senso, trovo persino pericolosa la difesa d'ufficio della Lario - l'addentrarsi nel privato. Concordo in questo con gcanc e anche con l'Alessandra nel suo commento di sopra. Un po' perchè non ne sappiamo niente, un po' perchè - ce lo sapete che ci ho la fissa femminista - io non voglio che si pensi che certe questioni siano più o meno vincolabili al privato, al modo di essere alla faccenda della coerenza o della crescita personale. Queste cose possono essere interessanti per gli amici o per i romanzi. In termini di rispetto di cittadinanza e di definizione nei rapporti uomo-donna devono essere del tutto irrilevanti.
Un uomo che risponde alla propria moglie sui giornali e in una trasmissione tutta per se, è manipolata, è strumentalizzata, per questo che parla così - cioè disconosce l'autonomia del suo pensiero non deve essere criticato solo se la moglie è tanto caurccia è poverella, ma anche se nell'intimo è una troia che levate. Perchè questa è questione anteriore al privato e alle chiacchiere.

Evidentemente non mi sono spiegato bene.
Parlando del "cambiamento delle persone" io non intendo affatto giudicare Veronica Lario: intendevo solo replicare a quanti tendono a giudicarla una volta per tutte, visti i suoi trent'anni con Berlusconi, quasi essi fossero un marchio indelebile. A me pare una donna che (non sopportando più le bizze e le buzze del marito, come forse riusciva a fare un tempo, magari perchè lui è "peggiorato" mentre lei è "migliorata") chiede legittimamente il divorzio. E ciò merita rispetto. Tutto qua.

Non è che non ti sei spiegato, Luciano.
E' che tu vedi nel cambiamento personale di Veronica Lario il (suo)modo per progredire e per evolversi.
Lo stesso vale per te, credo, nel tuo privato.
Anche per me.
Gcanc è ancora fermo al punto in cui si autointerroga "Ma perchè devo cambiare ? Cosa vado a "perdere" delle mie sicurezze attuali se cambio ?"

Ma io credo che siano due rubriche diverse. Capisco cosa dice Luciano, e potrebbe avere ragione - come non averla. Un parere comunque elicitato da una storia che diviene pubblica.
Ma Gcanc non dice niente mi pare del suo privato e non credo che si possa inferire alcunchè - non credo ci sia insomma relazione diretta. Forse il problema è questo sospetto d'ufficio, e questo destno di non essere presi tout court sul serio, a chiunque sia nell'aurea del Berlusca. FOrse è in questo che magari almeno io con Gcanc non mi trovo del tutto. Ma no, questo parere non mi dice niente del suo percorso personale.

Sbaglierò, ma mi sembrava di essere stato chiaro: della lario e del suo eventuale cambiamento mi importa come del prezzo delle zucchine nei mercati dell'isola di Pasqua. Mi importa, invece, l'uso strumentale che si sta facendo delle sue parole e presunti nuovi convincimenti e delle tifoserie che vanno formandosi. E' più chiaro così. Lo spero. Se poi qualcuno vuole intravvedere nelle mie parole recondite psicosi è meglio che vada a farsi vedere da uno specialista.

Nel mondo vi è chi si evolve e chi si involve.
Anche ad esempio nel campo delle umane, umanissime rivoluzioni:
chi ha partecipato alla rivoluzione francese si è evoluto,
chi ha partecipato alla rivoluzione iraniana si è involuto.
Sempre uomini e donne
ma che hanno portato avanti percorsi differenti.

E io che non sono mai stato un rivoluzionario ma sempre un riformista?
(Forse perchè fin da ragazzino mi hanno insegnato che le riforme possono essere davvero radicali e profonde)

Complimenti Luciano.
Come si differenzia un Riformista da un Evoluzionista, secondo te ?
Chi dei due avanza di piu ?

boh ma il paragone non è calzante: le cose politiche sono mutazioni sociali che si dichiarano anzi noi ci evolviamo colla dialogicità, ma le cose private si evolvono in privato. E se non si conosce bene la persona si può solo decidere che potrebbe cambiare o potrebbe non farlo. Ma mica si può inferire alcunchè su un romanzo che non si conosce o di cui si sono visti i trailer o sui giornali o nei commenti sul blog.
Cioè tornando a bomba. Non possiamo dire niente nè del percorso individuale di Veronicona, nè der Gcanc.:)

P@ola: io sono pure evoluzionista in teologia. Nel senso che la lettura e l'interpretazione delle Bibbia e la prassi del cristianesimo devono evolversi col mutare delle epoche e delle società. Guai se restassero incatenati a una visione fondamentalista e letteralista.
Zau: non conoscendo la signora Lario, posso solo pensare e dire quanto (poco) ho visto e letto. E cioè una donna (che a volte è intervenuta nel dibattito pubblico con posizioni laiche e progressiste) ha detto BASTA al proprio matrimonio, ritenendo non più sopportabile la convivenza con l'uomo più potente d'Italia. E mi pare che (tra la Veronica ventenne che sposò Silvio e la Veronica cinquantenne che decide di divorziare da Silvio) ci sia di mezzo un percorso di crescita dell'autoconsapevolezza.

Forse il caro vecchio Kant ci verrebbe in aiuto in questo caso, perché una cosa è la Veronica in se, quello che ha maturato saranno fatti suoi... l'altra è la sua rappresentazione, quello che è arrivato a noi, e su quello che è arrivato a noi, in maniera "mediata" possiamo discutere, ed ci aggiungo pure che ce ne potremmo servire... non è il soggetto, ma l'oggetto che a me in questo caso interessa.

Caro Luciano,
secondo me essere evoluzionista in teologia significa non essere religioso. Perche' D-o, il suo amore per l'uomo e i suoi comandamenti sono immutabili (sempre che esistano). Se evolvessero, significherebbe che non sono perfetti, ma D-o e la sua volonta' sono perfetti (per definizione, per chi crede). Se non sei religioso il discorso cade, ma credo che la visione di un religioso della teologia non possa che essere la negazione dell'esistenza di D-o. Spero non essere stato brusco... ma sono cosi' in bilico tra credere e non credere ...

Giorgio: pensa ai dieci comandamenti. Adesso e qui(2009 in Occidente) gli attribuiamo significati diversi dall'epoca in cui furono concepiti e scritti. Faccio solo l'esempio del "non rubare": molti teologi ne estendono il senso all'evasione fiscale, al saccheggio dell'ambiente, allo sfruttamento dei lavoratori. In questa accezione di progressivo cammino col mondo, intendo "teologia evolutiva".

Bugie e domande senza risposta
.
di GIUSEPPE D'AVANZO
.
C'È IN giro una semplificata idea di democrazia. "Le regole del gioco in una democrazia decente sono chiare: ciascuno dice la sua". Memorabile e coerente perché è appunto questo che abbiamo nelle orecchie, a proposito di Silvio, Veronica e le altre.

Slogan demagogici (tra moglie e marito...); frasi fatte (i panni sporchi si lavano in famiglia); chiacchiericcio (la vicenda è privata). Dire democrazia, questo frastuono, pare un azzardo. E' rumore che ogni cosa confonde. E' un dispositivo che distrugge la realtà nell'immagine riflessa del contenitore vuoto dei media. L'operazione non è senza conseguenze perché "il falso indiscutibile" prima cancella l'opinione pubblica che diventa incapace di farsi sentire; poi anche solo di formarsi. C'è chi in questo andazzo ci sta come il topo nel formaggio o perché ha già conquistato il suo posticino a corte o perché spera di conquistarlo al prossimo turno o perché, più umanamente, non ha voglia di darsi il coraggio necessario per chiedere di non essere preso per il naso, almeno. Sarà anche legittimo non farselo piacere l'andazzo, no? Sarà ancora legittimo credere ancora che la realtà esista o che la rimozione non aiuta a guarire le nevrosi - siano esse di un individuo o di una società. E' ancora legittima, per questa destra nichilista, l'esistenza di chi crede che negare la verità significa sempre negare dei fatti e quindi concedergli di conoscerli? Si potrà forse acconsentire che un principio della cultura dominante (Lietkultur) dell'Occidente europeo e liberale è l'"uso pubblico della ragione". Allora, diciamo che è in nome della ragione o, senza esagerare, di una mediocre ragionevolezza che si può chiedere a Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, di inventare meglio la frottola perché così come ce la offre è troppo taroccata per crederla vera. Dovunque la sfiori, suona falsa.

E' in cerca di risposta qualche domanda: Berlusconi "frequenta minorenni", come sostiene Veronica Lario quando si convince a divorziare? Che rapporto, negli anni, Berlusconi ha intrattenuto con Noemi Letizia, 18 anni il 26 di aprile? In quale clima psichico vive il premier? "Ha bisogno di aiuto perché non sta bene", come sostiene preoccupata sua moglie? La febbre o l'inclinazione psicopatologica che lo accalda può definirsi, come hanno scritto il Riformista e l'Unità senza ricevere smentite, un'impotente satiriasi o sexual addiction sfogata in "spettacolini" affollati di escort e "farfalline" tra materassi extralarge in quel palazzo Grazioli, impernacchiato di tricolore, dove si decidono le politiche del Paese? E, per ultimo ma non ultimo - perché questione politica per eccellenza - può essere, per dirla con le parole di Veronica Lario, "il divertimento dell'imperatore", questo "ciarpame senza pudore in nome del potere", a selezionare le classe dirigenti, a decidere della rappresentanza politica? Non emerge oggi "attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile (ancora la Lario) la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte le donne soprattutto di quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono, a tutela dei loro diritti"?

Abituato a scriversi in solitudine l'agenda dell'attenzione pubblica, assuefatto a dettare il menabò dell'informazione scritta e televisiva, Berlusconi barcolla quando lo assale l'imprevisto e non ha il copione scritto. Bersaglio delle critiche al "velinismo in politica" di Sofia Ventura, politologa di Fare Futuro, sorpreso a festeggiare a Casoria, Napoli, una diciottenne, Berlusconi da Varsavia improvvisa e sbaglia le sue mosse. Dice che non ha mai pensato a sistemare "veline" (escluse a sorpresa e in gran fretta, una miss Veneto, una "meteorina" di Retequattro lo smentiscono mentre tacciono deluse una "rossa" del Grande Fratello, una valletta Mediaset, un star di "Incantesimo", un'"Elisa di Rivombrosa"). Dice che Noemi è soltanto "la figlia di un vecchio amico, ex autista di Craxi" (lo smentiscono Bobo Craxi e Giulio Di Donato, vicesegretario del Psi e per di più un napoletano che dovrebbe conoscere l'autista napoletano del segretario). Dice che si tratta di un "tranello mediatico" in cui è caduta anche "la signora", cioè sua moglie. Trappola di chi? Di Fare Futuro, think tank di Gianfranco Fini? La teoria del complotto non fa molta strada, è buona soltanto per babbei e turiferari. Muore lì.

Tornato in Italia da Varsavia, Berlusconi guadagna qualche ora per rimettere insieme e meglio i cocci della sua storia. Che, sulla scena gregaria di Porta a Porta, diventa questa. "E' una menzogna che frequento minorenni. Il padre della ragazza mi ha chiamato perché voleva un appuntamento con me per parlarmi delle candidature nel sud di Franco Malvano e Flavio Martusciello. E' stata soltanto Repubblica a sottendere la frequentazione della ragazza". La favola è scritta male, può contare - per essere accettata - soltanto su una pulsione servile. E' stata Noemi, che lo chiama "papi", a raccontare come sono andate le cose in questi anni. "Papi mi ha allevata. Non mi ha fatto mai mancare le sue attenzioni. Un anno, ricordo, mi ha regalato un diamantino; un'altra volta, una collanina. Domenica, una collana d'oro con un ciondolo. Lo adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo a Milano, a Roma. Resto ad ascoltarlo. E' questo che lui desidera da me. Poi cantiamo assieme. No, non mi candiderò alle prossime regionali. Preferisco candidarmi alla Camera. Ci penserà papi Silvio". Di questi incontri e promesse, Berlusconi non parla. Lascia pubblicare a un periodico della Casa le foto della festa di Casoria. E che c'entrano? Mica Veronica Lario lo ha accusato di atti osceni in luogo pubblico? La strategia di Berlusconi è nota, e le foto la confermano. Non confuta, ma distrae. Non offre alcun certo punto di riferimento per orientarsi nella polemica, ma disintegra nel rumore quel che poco che si sa nella convinzione che, presto, affiorerà la consueta "indifferenza per come stanno davvero le cose".

La fanfaluca ("non frequento minorenni") non regge nemmeno se la si verifica, diciamo così, dal lato del padre di Noemi, Benedetto Letizia. E' lui, Benedetto, il "contatto" tutto politico di Berlusconi? L'uomo, commesso in municipio, dovrebbe essere un influente esponente del Popolo della Libertà meridionale se il presidente del Consiglio discute con lui, proprio con lui e solo con lui senza intermediari, le candidature europee. Purtroppo nel Popolo della Libertà nessuno conosce Benedetto Letizia. Ignorano chi sia Benedetto anche Franco Malvano e Flavio Martusciello. Il primo è stato questore di Napoli e, investito da Berlusconi, candidato sindaco di Napoli. Il secondo è il fratello di Antonio Martusciello, dirigente di Publitalia prima di entrare nella task force di Marcello Dell'Utri che creò Forza Italia, diventato parlamentare e anche viceministro dei Beni culturali. Un buon veicolo, il fratello, per raggiungere il Capo. E' ragionevole credere che se i due avessero voluto discutere delle loro candidature si sarebbero rivolti direttamente a Berlusconi e non ai buoni uffici di un commesso del Comune che nel PdL non si è mai visto. Berlusconi ammette di aver incontrato la ragazza in qualche occasione, ma sempre alla presenza dei genitori. Né la madre né il padre di Noemi hanno mai parlato di incontri a Milano o a Roma con Berlusconi. Si può scommettere qualche euro che lo faranno nei prossimi giorni. Se si sbriciolano tutti gli argomenti preparati per smentire gli incontri con una minorenne (tre regali, tre compleanni vuol dire che Noemi incontra Berlusconi da quando aveva sedici anni e lo ha conosciuto quindicenne), è più assennato credere alle parole inquiete di Veronica Lario: è vero, il presidente del Consiglio frequenta minorenni che "magari" fossero sue figlie segrete. Trascuriamo le ricostruzioni degli "spettacolini" e gli "accappatoi di un bianco che quasi abbaglia" e il vigore ritrovato con un misterioso "farmaco che si inietta", assunto ormai "fuori da ogni controllo medico". Abbandoniamo queste scene tra le cose dette e mai contraddette perché è ben più critico (o molto coerente) che la questione politica, sollevata all'inizio di questa storia da due donne, Sofia Ventura e Veronica Lario, sia stata affrontata soltanto da altre donne (Aspesi, Bindi, Bonino, Spinelli, Dominijanni) nel raggelante silenzio dell'élite nazionale come se questa "valorizzazione" delle donne non riducesse "la loro libertà a libertà di mostrarsi in tv e offrirsi come gadget al circuito del potere" o a un dominio proprietario e "spettacolare". Sembra che soltanto le donne abbiano capito che quest'ambigua, violenta atmosfera che consente di ridicolizzare le loro storie e il loro destino, tra sghignazzi, ironie e magari qualche "palpatina di classe", educa "la gente per bene ad abituarsi ad ascoltare cose che, nel passato, sarebbe stata orripilata di pensare e alle quali non sarebbe stata concessa pubblica espressione". O alcun "uso pubblico della ragione".
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di GIUSEPPE D'AVANZO
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(8 maggio 2009)

Scrive Vittorio Zucconi sul suo ottimo blog (sito di Repubblica):
Comunicazione di servizi, plin plon. Il caso “papi”, la vicenda del capo del governo che va per caso e per ripararsi dalla pioggia alla festa di compleanno di una bella ragazzotta portandole per caso una collanina d’oro con brillantini in tasca (Il Presidente Piazzista di Gioielli?) ha prevedibilmente scatenato risposte e reazioni arrivate a questo blog, incautamente citato dal Cavalier Palpeggioni (grazie, presidente, mi meraviglio del suo errore pubblicitario) e ha mobilitato paladini del medesimo, scuotendoli dal loro sonno. L’ondata di memorie difensive, attacchi, insulti personali, batti e ribatti secondo il peggior blogghismo e trollismo ha spinto qualche frequentatore di Tempo Reale a chiedere di eliminare la gramigna e tornare a formule controllate, come le risposte del Signor S.E. il Direttore Che Sa Tutto. Assolutamente, no. La ragione d’essere di questo Bdl, Blog della Libertà, è precisamente quella di essere un calderone, a volte maleodorante, di opinioni, fughe fuori tema, rancori e malumori aperto a tutti (con limiti di decenza, non di opinione) per spezzare l’orrido trend della blogosfera nelle quale i tenutari si autoimbrodano o accettano soltanto le voci di altri corsiti che intonano le laudi del titolare o si rafforzano l’uno l’altro nei propri pre-giudizi. Giammai. Tempo Reale esiste non per essere un partito, o un collettore di opinioni a senso unico, ma per essere, a differenza di coloro che usano furfantescamente parole come “Libero” o “Libertà”, uno spazio dimostrabilmente aperto a tutti. Anche a chi, leggendosi, dovrebbe rimpiangere di avere scritto. Essere liberi non significa essere liberi di attaccare sempre e soltanto qualcuno, ma essere liberi di contraddire. Anche i giornali sovietici erano liberissimi di attaccare gli Stati Uniti. Anche Fede è liberissimo di attaccare il Pd, Di Pietro o Santoro. Ma libertà significa confusione, discussione, dissenso, anche l’occasionale insolenza. Libertà significa libertà di avere torto.

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