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16/05/2009

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Quando succedono queste cose io sono davvero triste...

Ricorda i bulloni a Lama del '77, ahimé...

Purtroppo molta gente crede che, nell'ambito delle rivendicazioni e delle trattative sindacali, chi sbatte più forte i pugni sul tavolo vince. La trattativa sindacale è legata alle regole legali che la governano, ai demandi dei livelli superiori di contrattazione. Come dire: oltre le righe non si può andare e io dico, oltre le righe non si può andare neanche nella protesta. I violenti e i facinorosi fanno il gioco dei padroni non certo dei lavoratori. Per questo va recuperato il senso della legalità oltre quello della razionalità e dell'opportunità. Diversamente sarà impossibile andare avanti. Un caro saluto, Fabio.

Chi agisce così ha torto a prescindere. Non è mai vero che "il fine giustifica i mezzi". Casomai è vero il contrario: i mezzi dicono molto sui fini.

C'è purtroppo, non soltanto in Italia ma soprattutto in Italia, una lunga tradizione di vero e proprio squadrismo "rosso" (indimenticabili alcune imprese delle "tute bianche", degli autonomi, degli stessi Cobas, dagli anni '70 in poi), intollerante e violento quanto quello "nero".
Squadrismi che andrebbero trattati entrambi allo stesso modo, ma molta sinistra (anche intellettuale) invece non sa o non vuole prendere atto della realtà e, anzi, vezzeggia e corteggia questi figuri. Al massimo si arriva a dire, più o meno, che si tratta di "compagni che sbagliano", ma pur sempre compagni, anzi "movimenti".... Dicevano così anche delle BR, ricordate? E hanno continuato a dirlo per anni, fino all'assassinio di Moro, in sostanza (qualcuno anche dopo). C'è da meravigliarsi se poi la stessa sinistra, a forza di ambiguità e cedimenti verso questa risma di "compagni" - in aggiunta ad altri gravi errori politici - si è ritrovata fuori del Parlamento, per carenza (drammatica quanto meritata) di voti?

Da François Dubet, «Le Travail des sociétés»
:
"Il reste présent sur le mode étrange du paradis perdu. Devant les bouleversements qui nous atteignent et dans lesquels nous agissons, il se crée l’idée qu’avant c’était mieux et qu’il faudrait défendre le monde qui s’en va. On se met à idéaliser la société des années 50 ou 60 alors que, par exemple, en France, le niveau de vie a doublé depuis lors. Quand l’Angleterre s’est industrialisée de manière brutale au XIXe siècle, jamais on a tant idéalisé la verte Angleterre paysanne. On rêve à cette société industrielle, soi-disant harmonieuse, parce qu’elle a fichu le camp. Cette réaction (dire que c’était mieux avant) est relativement naturelle. Et catastrophique parce qu’elle empêche de prendre en charge ce qui se passe, de reprendre le contrôle de son propre avenir. C’est l’une des grandes explications de la défaite intellectuelle de la gauche. La droite a toujours eu l’avantage de gérer l’ordre des choses, d’accepter le monde tel qu’il est. La gauche a toujours construit l’idée qu’on fera plus d’école, plus de protection, plus d’Etat providence, un récit d’intégration sociale. Depuis quelques années, la gauche est désarmée parce qu’elle n’a pas le logiciel, le programme intellectuel pour dire en même temps: le monde a changé, et que pouvons-nous faire pour qu’il devienne vivable et acceptable? Quand elle est dans l’opposition elle en appelle à l’ancien, et quand elle est au pouvoir elle gère les affaires courantes, donc elle déçoit. Notre imaginaire social et politique est déconnecté de nos pratiques sociales."

d'accordo, senza ma senza se e senza ni.
c'è però un aspetto che non deve sfuggire: nonostante berlusconi e treconti, la crisi c'è. confindustria parla di depressione, e di strada lunga e dolorosa.
il sindacato è diviso e tre sigle su quattro fino a ieri (ma anche oggi) vanno a braccetto con questo governo.
la cassa integrazione si è moltiplicata e la fiat senza soldi e con gli operai a casa si impegna in avventure internazionali che a guardarci bene hanno lo scopo primo di trasformare un'azienda italiana in una multinazionale con le conseguenze del caso. non ultima la ulteriore delocalizzazione e la chiusura di stabilimenti italiani.
in una clima del genere, la gente che vede sparire il proprio lavoro, il presente e il futuro, e si vede solo protetta da chiacchiere, difficilmente la puoi calmare solo con manifestazioni di protesta, alle quali peraltro, e ripeto, cgil si, cisl no, uil forse, ugm no.
servirebbe la sinistra oggi, ma dov'è?

Sulla crisi, sul sindacato, sulla sinistra, sulla Fiat si può e si deve discutere. Ma i metodi che spesso gli autonomi usano (li ho visti di persona) sono inaccettabili.

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