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06/04/2009

Commenti

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Il mio pensiero e la mia solidarietà vanno agli abbruzzesi. E' un momento terribile per loro; io ho vissuto il terremoto del 1980, una sciagura uguale a quella odierna. Spero che le regioni organizzino una raccolta di beni di sussistenza temporanei, almeno potremo dare una mano in qualche modo. Nell' 80 io e la mia famiglia, insieme con centinaia di persona, abbiamo trascorso due notti all'aperto, al freddo, prima di poterci spostare in luoghi sicuri, mentre migliaia di altre persone non hanno avuto la stessa fortuna. E' stato orribile.

Qualcuno ha un link dove poter avere l'elenco anche se provvisorio delle vittime ?

Mi associo. Una tragedia

Fanculo alla natura.

Io sono stato a Perugia fino a stamattina. Ieri notte ero fuori con alcuni miei colleghi, non ci siamo accorti di nulla. Poi però abbiamo visto un mare di persone scendere per strada. Tutti in camicia da notte. Stasera sono a Milano. L’essere stato così vicino a un evento tanto devastante mi ha inquietato.

Mi perdonerà l'amico Tic, poi, se non mi associo al suo "fanculo". Qui sono crollate case con un terremoto che in Giappone o in California non farebbe cadere un bicchiere. Questo vuol dire che la natura fa il suo lavoro. E' l'uomo (italiano) che non sa fare la sua parte. A Messina stanno ancora aspettando il prossimo terremoto. Manca da centouno anni. E le case lì sono fatte con la farina.

Io qui nelle Marche la scossa l'ho sentita, anche se per fortuna in modo lieve; era lunga e ondulatoria. I terremoti non si misurano soltanto in gradi Mercalli o Richter, bisogna vedere anche il tipo di movimento e la durata. Quelli molto ondulatori sono i più devastanti e almeno i bicchieri li farebbero cadere ovunque.

Un'altra scossa molto simile a quella delle 3,31 di ieri c'èstata pochi minuti fa. E adesso, a me che di terremoti ne ho sentiti almeno due molto violenti, mi torna la psicosi della scossa.

Fanculo agli uomini che si sentono superiori alla natura.

Tutti noi possiamo aiutare, non lasciamoli soli: http://nicolagiordano.blogspot.com/2009/04/siamo-tutti-aquilani.html

La tragedia è stata accentuata dalla scarsa qualità delle costruzioni e dei loro materiali. E questa è COLPA degli umani, degli italiani. In altri posti non accade che le case e gli edifici vengano costruiti con cementi fatti di farina, di sabbietta e di speculazioni.

Hai ragione nel tuo ultimo commento Luciano. Ed è proprio colpa della nostra mentalità e di decenni di mala gestione.

Basta vedere in Giappone, come costruiscono, con che qualità di materiali e di esecuzione. Certo: costa di più. Ma la sicurezza non ha prezzo. E che adesso (dopo il disastro abruzzese) il governo si metta a ripensare al decreto (al pessimissimo decreto sull'edilizia) è l'ennesima dimostrazione del livello di cialtronaggine del nostro sciagurato paese. Dove si tengono per manina malafede e furbizia, incompetenza e malaffare, ignoranza e presunzione.

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