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04/04/2009

Commenti

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D'accordissimo.

Tra l'altro, "le ronde, le armi alle polizie municipali" sono viste, dai leghisti tosti, come l'embrione della LORO polizia, delle LORO milizie territoriali.
Basta conoscerne qualcuno, per sapere cos'hanno in testa (oltre alla consueta merda fumante).
D'accordissimo pure sulla critica al ruolo ambiguo (e, come al solito, di inseguimento) del centrosinistra.

tic

Purtroppo, il federalismo è l'ennesimo esempio della subalternità CULTURALE della sinistra italiana alla destra, alla peggiore destra. Facciamo decidere a loro quali sono i problemi, come si discute e quali sono le soluzioni. Il risultato è che da troppi siamo al traino. E che anche in una fase mondiale come questa (il tracollo di un sistema economico e ideologico che era di destra) siamo tragicamente afasici. Mentre dovremmo ritrovare in pieno le ragioni del nostro essere di sinistra, dalla parte dei dannati della terra, nella fertile e "giusta" alleanza tra il merito e il bisogno. Adesso o mai più.

io invece non concordo.
Il periodo migliore per l' Italia, il Rinascimento, fu il periodo dell' Italia dei Comuni ed il passaggio alle Signorie ed i vari staterelli esistenti.
Quello è il nostro passato, sappiamo benissimo come l' Italia unita fu solo possibile grazie alla presenza di un Re.
Senza, si è visto cosa è successo e cosa potrebbe succedere. Il Federalismo, non è un male se non si arriva agli eccessi. Ci sono leggi e servizi che devono rimanere statali, ma altre cose che possono essere benissimo federate.
;)

In se e per se, il federalismo non è nè buono nè cattivo, nè giusto nè ingiusto, nè di destra nè di sinistra: dipende dal contesto in cui viene realizzato. In Italia (s'è visto con le regioni) il decentramento ha visto soprattutto la moltiplicazione delle burocrazie e delle legislazioni. E in Italia, adesso, il federalismo nasce per dividere il paese: prova ne sia che a volerlo ferocemente è la Lega, movimento dichiaratamente separatista, che odia il Sud e rinnega l'unità nazionale. Da noi il federalismo sarà il "tutti contro tutti", col risultato di condurre alla disgregazione del paese.

Si dovrebbe guardare al passato per prendere SOLO ciò che di buono il passato ha da offrirci. Per il resto bisogna provare, sperimentare, tentare e ritentare.
Ma è proprio questo a far paura.
O meglio, nella nostra cultura, è il possibile "errore", a far paura.
Appena uno sbaglia, ecco che tutti gli altri gli danno addosso invece di aiutarlo a riflettere e ad estrapolare ciò che nel fallimento vi era pur tuttavia di positivo.
.
Al passato si può dare uno sguardo ma poi è il futuro che dobbiamo "costruire": e non vi sono ancora le regole, per il futuro...

La nostra cultura della Leadership è ancora troppo, troppo, troppo
retrograda.

perchè la trappola di usare la parola federalismo e non la più adatta definizione di potenziamento delle autonomie locali? e perchè la sinistra e anche an in questa trappola cadono?
basta andare indietro qualche anno e ricordare. ma, già, in italia ricordare è diventata la cosa più complicata della vita.
la lega nasce in opposizione al potere centrale di roma. lo slogan è "padania indipendente". poi la lega va al potere e allora al posto dell'indipendenza della padania arriva il federalismo. un po' per far digerire agli altri italiani che la lega a roma ci ha piazzato le radici, e un po' perchè poi alla fine anche alla lega stessa spartire la torta romana non fa poi tanto schifo.
ma la gente della lega non è maroni o calderoli. la gente ha avuto il sogno di un confine di stato che separi il nord dal resto d'italia e qualcosa lo deve pur avere. per cui una legge sul federalismo che viene cantata come una vittoria epocale ma che in sè non ha niente. è vuota.
i prossimi anni definiranno... i conti si faranno dopo... ecc... ma secondo me i conti non si faranno mai perchè il federalismo come la lega descrive in italia non ci sarà mai. berlusconi, finchè starà lì, continuerà a dir di si alla lega qualsiasi cosa chieda, purchè non rompa troppo. come un padre che dice sempre di si ai figli per toglierseli dalle scatole, poi ogni tanto fa due urlacci per far capire chi comanda.
la sinistra è estremamente confusa sull'argomento e va al traino, tentando di non perdere il treno anche se non capisce bene in che direzione vada il treno. per intenderci, franceschini, i voti della lega non li becchi comunque.
federalismo in effetti dovrebbe essere una fase, magari transitoria, di stati che vogliono riunirsi in un'unica unità nazionale.
le autonomie locali restano, ma il potere centrale gestisce tutto ciò che per i cittadini deve essere uguale. il processo, per intenderci dell'unificazione politica dell'europa.
e con l'italia di oggi tutto questo cosa c'entra?
i servizi in italia ci sono e le autonomie locali pure. il problema non è quello di creare nuovi soggetti che spartiscano il potere. il problema è solo quello di far funzionare la struttura esistente. comuni, regioni ecc...
la polizia, l'acqua, la sanità ecc debbono essere uguali per tutti, ovunque si abiti e non possono essere affidate ai poteri locali.

In Italia si sta segando l'albero dell'unità nazionale. In questa prima fase, è arrivata la confusione: ad esempio, da un comune all'altro, anche nei più piccoli, ogni sindaco sta cominciando a gestire l'ordine pubblico come gli pare. Ma dietro l'angolo del 2010 ci attende ben altro: lo smembramento del tessuto nazionale.
E se capisco la Lega (questo è ciò che voleva fin dall'inizio) e Forza Italia (nel suo completo cinismo amorale non gliene frega nulla di nulla), non posso nè capire nè perdonare la sinistra e An. Che sulla carta sarebbero partiti attentissimi (anche se in modi diversi) agli interessi nazionali.

"Che sulla carta sarebbero partiti attentissimi (anche se in modi diversi) agli interessi nazionali."
.
Sulla carta...
In realtà Non lo sono.
.
Tu Luciano
che non disdegni di imparare qualcosa di Psicologia e che sei attento alla Psichiatria,
ebbene, tu Luciano,
hai una idea di cosa sono il Conscio e l'Inconscio ...immagino...
Ora
prova a rapportare tali concetti alle persone a capo della Sinistra e An.
Che cosa ne deduci ?
.
Il punto è
:
CHI
deve "svegliarli, renderli consapevoli e responsabili" ?

Penso che gli attuali dirigenti siano complessivamente di livello assai modesto. Però la politica non è solo una questione di partiti. E a loro volta i partiti non sono solo una questione di gruppi dirigenti. E a loro volta i dirigenti non sono riducibili alla dimensione psicologico-psichiatrica.
Chi deve dunque "svegliarli"? Ovviamente i cittadini, a loro volta destati dalle proprie coscienze, dall'incalzare dei fatti e dalle parole degli intellettuali.

Non ci resta che tirarci su le maniche.
Ricordandoci che è la "giusta" pressione che fa cuocere il cibo nella pentola a pressione...
troppo poca è insufficiente
e troppa fa scoppiare la pentola...
Chi mi aiuta a trovare il "giusto mezzo, le parole migliori, ecc..." ?

Mi passi la battutina? Se siamo in dubbio sulla cottura, si può cambiar pentola.

Anch'io penso che il federalismo inteso "ognuno con i soldi suoi e il sud i arrangi" non sia giusto ed inoltre non convenga a nessuno.
Diverso e' il federalismo inteso come "responsabilita'" degli amministratori locali che devono rispondere di come spendono il denaro pubblico (vedi crack del comune di Catania).
Inoltre sento di amare il federalismo quando le Regioni riescono ad arginare provvedimenti pericolosi e sbagliati del governo centrale. E' successo recentemente con il cosiddetto "piano casa", ma successe in parte anche con la riforma Moratti, con alcuni provvedimenti della Gelmini, o con alcune buone leggi regionali della Puglia.
Luciano, da quando ho sentito Berlusconi dire che vuole "detoscanizzare" l'Italia ho cominciato a provare nostalgia per Pietro Leopoldo di Lorena. Mi devo preoccupare?

E se fosse che in Italia il problema non fosse la struttura federale nè quella centrale nè quella così nè quella cosà? Se in Italia, a non andare fossimo proprio noi? Noi italioti? Noi e la nostra antropologia sociale, culturale, familiare e religiosa?

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