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04/03/2009

Commenti

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La "cosa" è davvero inqueietante. Anche io faccio parte di FACEBOOK e spesso mi trovo a segnalare abusi e .."disguidi" sociali, politici, religiosi...E anche il mio volto è su Facebook insieme alle informazioni su di me...Mi pare di risentire ancora quell'antico...detto: TACI, IL NEMICO TI ASCOLTA. Credo che ormai anche i muri possano essere a conoscenza di tutto quel che facciamo, diciamo, ecc.- Non c'è più privacy in nessun campo e questo, ripeto, è davvero inquietante!!

Anche io sono su Facebook...
da quel poco che ho capito, l' unico modo per essere bannati è essere segnalati da qualcun altro...per VIOLAZIONI DELLE CONDIZIONI D' USO...

in fondo alla propria pagina (del proprio account, di un gruppo o di una pagina FAN) c'è il pulsante SEGNALA...
che poi richiede la MOTIVAZIONE, suddivisa in:

- NUDO, PORNOGRAFIA
- ATTACCA INDIVIDUO O GRUPPO
- USO DI DROGA
- VIOLENZA

Poi non so come avvenga la chiusura...non so se loro appena ricevono un TOT di segnalazioni (non credo ne basti una) decidano subito di bannarti oppure prima controllano le segnalazioni se siano veritiere...il diritto direbbe che prima dovrebbero controllare...ma ripeto, non so...

Altra info...Facebook segnala che "NON rimuoveremo dei gruppi solo perché non sei d'accordo con le informazioni in essi contenute.".

Quindi per rimuovere un gruppo di Mafia o fan dei mafiosi, non basta non esser d'accordo...serve una violazione delle condizioni d' uso del sito...

E' più facile quindi che un giornalista che denuncia e mostra crimini incolpando qualcuno venga quindi segnalato per attacco ad individuo o gruppo che un gruppo di tifo per la mafia venga segnalato...di solito i gruppi di quel tipo non incitano volontariamente alla violenza, ma fanno il TIFO...

è disgustoso ma credo che sia difficile in questo momento e con questo tipo di parlamento trovare una legge che vieti qualcosa sul filo labile della morale e del diritto della comunicazione...

Non è vero che non è possibile contattare lo staff di FB, possibile che la gente debba sempre parlare per dare aria alla bocca? Il servizio è in inglese, ok, non è basato in Italia, ok, ma veramente qualcuno pretende che abbiano un ufficio in ogni Paese? Ma lo sa questa gente come funziona il Web?

Dunque io credo che FB abbia una serie di problemi di ordine gestionale - considerando il numero di utenti incredibilmente alto - che deve per forza di cose risolvere in maniera piuttosto tranchent.
Non è una quesitone di disguidi, è una questione di gestire una serie di difficoltà nel momento in cui uno strumento originariamente nato come agenda informatica per ex compagni di scuola, si trova a fare le veci di un nuovo strumento di aggregazione, aggregando sotto nomi e forme diverse con scopi non sempre nobili, e soprattutto con linee di confine labili e difficili da definire. immagino che gestendo un sito operativo in tantissimi idiomi diversi si facciano delle scelte un po' di massima ecco. Voglio dire che anche un mio amico, che di suo è diciamo un uomo di sinistra convinto, e faceva attività di sinistra convinta (che però NON era "rega mettiamo le bombe a segrate") è stato buttato fuori, lui con tutto il suo gruppo (anche li sui 500) che aveva formato. Un po' come il problema della zinna esposta per allattamento. Gestionalmente è difficile decidere quale zinna sia per pippe e quale per maternità e dunque si procede per semplificazione proibendo tout court l'immagine zinnica.

Aggiungo che come è noto FB è gratuito e quindi non deve nulla, ma proprio nulla ai propri utenti, potrebbe interrompere il servizio da un giorno all'altro, quindi si è perlomeno poco accorti se vi si pubblicano cose "importanti" e/o di cui non si possiedano altre copie. Inoltre la gente dovrebbe leggersi molto bene le condizioni d'uso prima di iscriversi e poi sproloquiare dalle pagine di un quotidiano (il quale quotidiano, essendo anche a tiratura nazionale, dovrebbe a mio parere garantire un'informazione di maggiore qualità).

offender,
ma tu sei azionista di facebook? visto che te la prendi tanto a cuore?
su una cosa con te però convengo: se ci vuoi andare, leggi tutto e poi non ti lamenti. se non ci vuoi andare stai fuori e non ti lamenti comunque

Io, di Facebook poco so e poco mi interessa. E pure me ne vanto (magari stupidamente però me ne vanto. Tanto che pensavo di farmi una t-shirt con la scritta IO NON SONO SU FACEBOOK)
Sono un troglodita sorpassato? Uno di quelli che per chiamare gli amici e le amiche a una festa usa il telefono, le email o la posta cartacea?Possibile. Però me ne vanto (magari stupidamente).
In questo post sul giornalista, ho riportato un articolo di Repubblica. Più di tanto non so, però mi sembra che Facebook lo faccia spesso, di censurare. Mai però i filomafiosi o gentaglia simile.
Però, Offender, queste sono solo le idee che me ne sono fatto io, basate su alcuni articoli letti e sulle testimonianze di vari conoscenti che frequentano Facebook. Come sempre, il blog mio e di Idefix è apertissimo a opinioni e contributi diversi.

Ih Luciano confortete, anche io non sono iscritta a facebook, e pare che oggi quelli fichi sono i non iscritti a facebook eh:) non che lo trovi demoniaco, ma perchè proprio non mi interessa come tipo di servizio, farei fatica a gestirlo. conosco molte persone che stanno togliendosi. Ma mi sa che ne avevamo già parlato.
Però non credo che i gestori siano addentro a delle questioni precise, o corrotti o quant'altro, per cui bannano deliberatamente i buoni di questo o quel contesto politico. So dei regazzetti in der le americhe, che hanno inventato questo coso, che è esploso in tutte le sue potenzialità forse immaginate solo per metà. Ma non sanno niente delle realtà che poi vi si riversano dentro.
si ci sono altri casi di censura, ma pure io mi sconvolgo relativamente: è una vecchia questione della rete questa: si pensa che gli spazi della rete siano spazi democratici, invece gli spazi della rete sono proiezione degli spazi privati, così com ei blog sono come le nostre case virtuali. Si può decidere di essere democratici, ma siamo sicuri che in casa propria si è democratici? Che si deve per legge? Tutti gli spazi circoscritti e amministrati sono suscettibili di regole, mi dirai che con Facebook (ma anche con altri grossi network c'è lo stesso problema) le regole non sono mai chiare a tutti. Almeno così mi pare la percezione generale.

Luciano scrivi:
"Sono un troglodita sorpassato? Uno di quelli che per chiamare gli amici e le amiche a una festa usa il telefono, le email o la posta cartacea?Possibile. Però me ne vanto (magari stupidamente).""
.
Però forse tu non hai amici al Cairo, a Londra, a Torino, a Singapore, a Roma, a Teheran ecc ... e NoN riesci a parlare con tutti loro
"simultaneamente" e pure gratis...
In questo e molte altre cose FB è oltremodo utile.

Anch'io voglio la maglietta NON SONO SU FACEBOOK. E giustamente. Oddio, sto lavorando nel settore ICT attualmente, e mi rendo conto di quanti social network più funzionali e con uno "scopo" dietro ci siano. Linkedin, per i professionisti, Anobii (dove sono iscritto) per i librofili e dov'è possibile stilare la biblioteca dei libri posseduti, scambiarli, consigliare, aprire gruppi riguardo sempre il mondo libraio.. ma Facebook.. lo ritengo un pò l'apoteosi del cazzeggio gratuito. Non che sia un male, anzi, però con il fatto che sia esploso a mania è giustamente popolato da una massa di gente che ci sta giusto per dire che in quel momento si sta lavando i denti. Non è per snobismo ma chissenefrega! E poi sinceramente, di lasciare TUTTI i miei dati personali visibili a TUTTI ?(perchè il sistema è fallato, basta fare una registrazione a nome fasullo, inserire un paio di "amici" e puoi vedere i profili degli altri facilmente per vie traverse) Così mi sa tanto di sottoporsi volontariamente ad un Grande Fratello orwelliano e non mediasettiano. Scusate il commento a caldo e scritto di fretta, ma fra le altre cose, quando leggo una notizia così.. considerando pure il flusso enorme che ha questo social network penso che si siano adeguati al livello medio di utente, gestendolo un pò a cazzeggio.

la gestione della privacy esiste...
puoi passare dal essere introvabile sui motori di ricerca (cosa che ho fatto io) al non mostrare la lista amici anche ai tuoi amici...
a non mostrare gli album fotografici ai tuoi amici ma solo a te stesso...
non raccontiamo fregnacce per piacere !
esistono dei limiti...che ancora non hanno implementato...
ma la privacy esiste...
certo che se TU VUOI puoi mostrare tutto a chiunque...e allora fatti tuoi

Neanche io sono iscritta a FB anche se sarei quasi tentata di iscrivermi solo per diventare amica di Nino Randisi.
Non e' che mi sento ganza per questo semplicemente non ho tempo star dietro anche a FB, non me ne frega di ritrovare gli ex compagni di scuola e non ho amici al Cairo, Londra, Torino, Singapore (con i quali comunque preferirei usare Skype).

Condivido ciò che dice Artemisia. Gli amici e amiche di Atene li posso contattare per telefono, email o lettera. Gli ex-compagni/e di scuola: ci vediamo ogni tanto per una cena. E poi, dico la mia opinione: AMICI nel vero e profondo senso della parola ne avrò una ventina al massimo, "amici" in un'accezione più ampia una trentina. E poi ci sono i "buoni conoscenti", facciamo un'altra cinquantina. Sempre sinceramente: l'idea che XY abbia centinaia e centinaia o migliaia di "amici" mi par del tutto campata in aria.

Quelli/e tra di voi che Non sono inseriti nel circuito Facebook
in realtà
cosa avete paura di perdere
nel diventarlo (partecipi, inseriti)
?

Una cosa in particolare: tempo.

Io mi sono iscritto per tenere il contatto con una persona molto cara che andava via da Torino...è stata lei a consigliarmelo...
per quanto riguarda il tempo...è vero e non è vero...
come tutti i "social network" dalle vecchie, chat, ai forum, ai blog ed ora Myspace e FB...se uno vuol perderci del tempo può rischiare di rimanerci dentro 24/24 h....
io ci perdo il tempo che non so che cacchio fare...

OK, comprendo.

Tomas: io (non lo nego) sarò tardo di comprendonio. Ma non riesco a capire una cosa: per mantenere i contatti con persone che ci interessano, non esistono altri mezzi oltre a Facebook?

Luciano,
hai provato a fare il conto di quanto tempo tu dedici al-ai Blog in una giornata ?
Credo che quando tu asserisci "tempo" tu ritenga di essere sincero, ma a me sa che invece la ragione è un'altra.
da scoprire.

Facebook (Faccialibro) è qualcosa in più di una semplice rubrica...
concordo in pieno sul fatto che sia un passatempo e più che altro vicino al cazzeggio...
però, le sue potenzialità comunicative sono abbastanza notevoli seppur sempre limitate e spesso contraddittorie (come nei casi citati dalle cronache)...
Perdita di privacy e censura...
Le chat erano fatte per chattare..chiacchierare via web...
I forum anche, ma avevano uno scopo....rispondere a qualche precisa domanda...
I blog non sono altro che dei diari, giornali...comunicazioni di sè e di ciò che ci circonda...
I social network, sono reti di amicizie che condividono i propri stati d' animo, i loro interessi, le loro foto, la loro vita....
si fa anche marketing, si preparano eventi, anche cultura e controcultura...
c'è di tutto...
a differenza dei blog, ha molte applicazioni che i blog non danno...e quindi permettono maggior interazione tra gli utenti...
Questo è quanto.
Tutto è migliorabile, certamente.
E io devo dire che ne avrei fatto volentieri a meno...
Col tempo verrà surclassato da qualcos altro...

Quanto tempo sul blog? In fondo non tanto: leggo e scrivo molto velocemente, senza correggere.
(Per i contatti diretti, uso telefono o incontri faccia a faccia. Per altri contatti, email, lettere o appunto qualche blog. Alcuni amici e amiche mi hanno fatto vedere le loro pagine su Facebook: mi sembrava roba in gran parte futilissima, cazzeggio a ruota libera. E poi viene, non da ultimo, il fatto che detesto con tutte le mie forze le mode)

Io ho amici e parenti per ilglobo terraqueo, mio marito anche più di me - avendo vissuto per molti anni all'estero - a entrambi FB non interessa.
Facebook implica una modalità relazionale precisa, che può essere modulata ma deve essere intenzionalmente modulata. Come il blog, a cui io per esempio dedico molto tempo, con ampia soddisfazione. Una scelta operata in virtù di una serie di questioni - la principale è che non ho interesse a farmi leggere da chi mi conosce, ma da chi non mi conosce - Iscriversi a facebook anche è una scelta: la scelta deliberata di mettersi in una serie di relazioni possibili, e di fare dei movimenti in quelle relazioni. So benissimo che alcuni di quei movimenti possono essere interessanti, e in un certo senso sono contenta che facebook esista perchè qualora ne avessi bisogno potrei usarlo per organizzarne uno (es. recuperare una persona che desidero recuperare) quello che mi respinge è il dover negoziare con situazioni sgradevoli. Il capoufficio che - come è successo a un mio collega - ti manda una proposta di amicizia, più volte e tu non hai voglia di accettarla, e però è il tuo capufficio. Quella persona con cui avevi un rapporto complicato tanti anni fa e che ora ti ricerca, e tu non hai oglia delle sue complicazioni. Quella istigazione al voyeurismo, guarda le mie foto, fatti i cazzi miei, che si concretizza in una serie di rapporti medi, tutte queste cose, mi tengono molto lontana. Si preferisco skype e le mail e l'elenco del telefono. In assenza dell'elenco mi piace facebook come magno indirizzario. Diciamo che c'è una certa facebookitudine che invece mi respinge. E che vedo sta respingendo molte persone.

a me quello che inquieta di Facebook è l'uso a dir poco spregiudicato che fa della privacy degli utenti. Di come rivende le informazioni personali e i dati di navigazione dei propri utenti. Di come diventa proprietario esclusivo dei contenuti messi on line dagli iscritti. Di come censuri un seno di una donna che allatta ma non un gruppo inneggante a Riina. E di come nel cda dell'azienda facciano parte personaggi di dubbio gusto.

Io non sono iscritto a Facebook perché non ho un interesse commerciale di qualsiasi tipo a farlo (allora sì che diventa molto utile, e questo dovrebbe dire molte cose). Non dico che chi si iscrive è uno sciocco (praticamente tutti i miei amici e conoscenti e parenti sono là) però preferisco lasciare perdere

La cosa più bella di Facebook è avvenuta 15 gg fa. E' comparsa una ragazza 23enne iraniana a me sconosciuta la quale mi ha chiesto se io fossi mai stata in quel paese. Un po' seccata le ho risposto: sì, perchè ?
Il giorno dopo compare la suddetta ragazza e con lei la madre. La madre di tale ragazza era stata la mia prima segretaria in Iran nel lontano 1975...Io non pensavo fosse neppure viva ! Avevo perduto il suo indirizzo, non ricordavo bene il suo cognome. Neppure un comune amico (il quale ha lavoraro con me laggiù per un anno) poteva aiutarmi in quanto in Argentina gli avevavo rubato il baule con gli indirizzi...
Ora iio e il mio amico stiamo cercando altre persone che 30 anni fa avevano lavorato con noi. Io ne ho ritrovate già 4 ed è stata proprio una grande, grandissima gioia...
E allora non venitemi a dire che Facebook Non serve !!!

Sarò drastico, ma penso che (nel corso della vita) perdere il contatto con molte persone sia non solo inevitabile ma anche salutare. La vita è fatta di scelte, di evoluzione e potatura delle proprie conoscenze, di cambiamenti, di acquiesti, di perdite. Però (ripeto) IO (e sottolineo IO) la penso così: ampiamente legittimo per altri pensarla diversamente e comportarsi di conseguenza.

Si Paola .
E ci sono anche altre cose, come giustamente ha rilevato Manfredi - gli scopi commerciali, gli scopi politici, la formazione di gruppi per aggregazione di interesse, e la promozione di prodotti. Il tutto protetto da una patina di simpatica informalità e uniformazione- il che è una delle cose che più irrigidisce. Ma io credo che qui sta la chiave della passione e della idiosincrasia: facebook è un sistema che ti porta in una rete attiva, e ti chiede di comunicare costantemente sia con adesioni che con rifiuti, secondo alcuni canali predisposti. In ogni caso ti chiede spessissimo delle interpretazioni delle scelte. Mi pare assolutamente normale che a qualcuno piaccia molto, a qualcuno serva per lavoro, a qualcuno completi un certo momento della vita, a qualcuno integri momenti di stanca nel lavoro - ad altri non interessi, non piaccia essere sollecitati a una rete. Cosa c'è di strano?

La vita è fatta di scelte,potature e altro
Luciano
certo.
Quando sono volontarie vanno bene, benissimo.
Quando magari arriva una Rivoluzione a farti scappare da un paese e a perdere specifici contatti che NoN si sarebbero voluti perdere, decisamente meno volontarie.
E ritrovare una persona cara (con due figli in più...) ancora viva è una dolce emozione...

Anche per me è stato bello ritrovare delle persone (ad esempio oltre un anno fa Giulia) che temevo d'aver irrimediabilmente perduto di vista. E lei mi ha trovato senza Facebook.
Però (su Facebook) non voglio dar lezioni a nessuno: se qualcuno (come te) ha una buona esperienza con quel social network, ben per voi. Io, per quanto mi riguarda, cercherò di far a meno di FB. Se poi tra un anno o due o anche meno cambierò idea, sarà una delle tante volte in cui ho appunto cambiato idea.

Ci vuole sempre un motivo, la "motivazione" per fare le cose.
Sono stata restia, all'inizio. Mi hanno invitata in tanti ma non ho mai accettato.
Poi ho avuto io bisogno di trovare una persona e un mio amico mi ha detto "guarda se è lui su FB!".
Così ho "dovuto" iscrivermi.
Quella persona era proprio lui e così ho potuto contattarlo e chiarire cose di 40 anni fa.
Poi il resto è venuto da sè...

Se a qualcuno interessa...
.
Sto leggendo il Blog di Martin Linsky
http://cambridgeleadership.blogspot.com/
e ritrascrivo un brano che cita Facebook

:
Quote
Miller (who is an acting teacher and visionary extraordinaire. He started and is the driving spirit behind The Actors Center, a place in New York City where professional and often very successful actors can continue to hone their craft.) is on a mission to return the actor, rather than the director, writer, or producer, to being the central force in the theater. He is inspiring and passionate about it and wants to nurture a national movement. So I put him together with my youngest child, Max, a web-savvy journalist who is the Managing Editor of a new public affairs website. I thought Max might help him think about how to use the web to achieve his purpose.

At one point in their high energy conversation, Max was going on and on about Facebook and MySpace and Twitter and Michael, listening intently, interrupted and said with some disbelief, "But if you put something on there, anyone can read it!" Max replied, respectfully but forcefully, "Of course, that's the point."

For my generation and Michael's, especially for men, information creates power and therefore should be hoarded. For Max's generation, networks and collaboration provide power and the dissemination of information is a way to harness that power. They couldn't be further apart.

And the distance between them is not about Max's being web-savvy or about his technical knowledge. It is about their values.
Unquote
.
Lo trovo un esempio stupendo: "i valori", siam sempre lì.
Quali sono i miei valori ?
Quali i tuoi ? Quali i suoi ?
Come e con chi sono cresciuta io, e tu ? e lui ?
...

Io tendevo a confondere, quasi fossero sinonimi, valori e principi. Poi pian piano ho cominciato a distinguere tra essi. Mi hanno aiutato molto alcune riflessioni di Zagrebelsky. Ne sintetizzo qualche spunto (casomai ne riparliamo più diffusamente un'altra volta).
Nella sfera morale, i valori sono qualcosa che appunto deve VALERE, cioè un bene finale che chiede di essere realizzato attraverso attività a ciò rivolte.
Invece i principi sono qualcosa che deve PRINCIPIARE, cioè un bene iniziale che chiede di realizzarsi attraverso attività che da esso prendono avvio e si sviluppano di conteseguenza. L'etica del valore autorizza ogni mezzo per realizzare quel valore. Per questo, chi si ispira integralmente all’etica del valore è spesso un intollerante, un dogmatico.
Al contrario, l'etica del principio è normativa rispetto all’azione. La massima dell’etica dei principi è infatti: "agisci in ogni situazione particolare in modo che nella tua azione si trovi il riflesso del principio".
SE NON MI SONO SPIEGATO, LA COLPA E' MIA CHE HO SINTETIZZATO CON TROPPA BRUTALITA' IL RAGIONAMENTO

Oh sìììììììììì
parliamone. Tutta la mia "visione" della Leadership si fonda sui Valori e sul problema della differenza tra "actual values and desired values".
Dai anch'io farò un Post sui Valori.
PS= Vittorino Andreoli ha scritto un bel libro, "Principia"

Nel mentre mi accingo a rispolverare vecchi documenti
mi trovo con un termine in più, da inserire
:
i Beliefs
.
Beliefs, Values (Valori) e Pricipia
.
Piccolo-grande problemino
...

Lo so Luciano che tu hai qualche problerma con l'Inglese e io mi reputo una pessima traduttrice...
Ma magari qualcuno ti ha aiutato a capire cosa ho postato...
Ti chiedo
:
condividi la conclusione di M. Linsky sulla discussione tra suo figlio e l'amico di famiglia nonchè uomo di teatro ?
Sono molto interessata all'argomento, ma se a te non interessa, dimmelo e basta.
OK ?

...anche perchè ora sono IO ad essere un po' tanto confusa.(e meno male!!)
.
Gli americani parlano tutti solo di "Values" e di "Beliefs"...

Vedrò di rispondere stasera.

Confesso: non ho ben capito il nocciolo della questione. Se il ragazzino Max dice che Facebook e My Space e Twitter diffondono informazioni e DUNQUE estendono la partecipazione e democrazia, io non sono d'accordo con lui. Non sono d'accordo per un semplice motivo: la qualità della democrazia non è data dalla quantità delle informazioni ma dalla loro qualità, peso e intensità: se noi sappiamo tutto ma proprio tutto degli otto partecipanti al Grande Fratello, non sappiamo nulla di nulla in termini di partecipazione democratica. Se noi possiamo accedere alle foto e ai video privati di migliaia o milioni di facebookiani, non abbiamo aggiunto nulla di nulla alla nostra partecipazione democratica: questo è solo un simulacro dell'informazione. Per certi versi, paradossalmente, erano più informati i contadini degli anni Cinquanta, guidati da Di Vittorio della CGIL, che avevano chiare alcune semplici notizie: i padroni non volevano mollare i latifondi, la DC proteggeva gli interessi dei proprietari terrieri, era importante che i figli dei braccianti andassero a scuola per imparare a battersi per i propri diritti. Poche notizie chiare e importanti è meglio che un milione di inutili informazioni.

No, Luciano
si discute di Valori.
Quello che per l'uomo di teatro era un valore, ora,
quella stessa "cosa" per un'altra generazione non è più un valore.
I valori mutano.
Ma i valori influiscono sulle e sottostanno alla base delle scelte delle persone. Di ciò dobbiamo tener conto.

Certo: nel corso del tempo, col succedersi delle generazioni, i riferimenti ideali e materiali mutano e si evolvono (o involvono). Però non ho capito in cosa si differenzino gli orizzonti etico/morali dell'attore e del ragazzino. Colpa del mio poverissimo inglisc.

E poi Luciano prova a cambiare le parole
:
"Facebook and MySpace and Twitter"
.
con Blog
.
Cosa vi leggi a questo punto ?

Posso parlare con un minimo di cognizione di causa delle cose che conosco. E i blog che conosco discutono attorno a temi interessanti e specifici (che vanno dalla politica alla filosofia, dalla psicologia alla scienza, dai fumetti al rock, dalla satira alla cucina, dalla fede al cinema): non mettono in rete solo (se mi perdoni la volgarità) "i cazzi nostri privati". Le mie email/conversazioni private con amici o con amiche, con tanto di foto private, non ci sognamo di metterle in rete: sono affari nostri. E nostri vogliamo restino. Nostri e di pochi altri intimi, da noi accuratamente scelti. Resto disponibilissimo a dire molte cose di me, ma con le unghie e con i denti io rivendico e difendo il mio diritto alla riservatezza su molte questioni. Trovo demenziale e illiberale questa moda di derivazione televisiva che porta a raccontare a cani e porchi ogni aspetto della propria vita.

Io non so a chi ti riferisci. Forse qualcuno lo fa...
Ma se vuoi ti mando un poke e vieni a vedere da me se noi (io e i miei 8-9) amici facciamo tutto ciò.
Credo che tu giudichi senza sapere.

Io non so di cosa parli Luciano.
Forse qualcuno fa le cose che tu dici, forse...
.
Se mi ridai la tua email ti mando un Poke e sarai tu a vedere con i tuoi occhi cosa facciamo io e i miei 8-9 amici.
Sinceramente io pubblico molte più cose private nel mio blog...
A questo punto io mi chiedo che cosa sai tu veramente di Facebook...

Non discuto affatto che molti usino le community in modo intelligente. Ma ho visto varie cose su Face Book: ad esempio il giro di interventi a Konrad (il giornale) che è presente con una sua pagina. La stragrande maggioranza era roba da far cascar le braccia.

Se è per questo quanti Blog vi sono con solo ed esclusivamente tante cazzate...allora perchè demonizzare FaceBook ?
E' la comunicazione ad essere mutata, la diffusione volontaria delle notizie ed informazioni personali. Esattamente come descrive M. Linsky: per il suo amico diffondere notizie personali significa perdere potere mentre per suo figlio avere un network e diffondere sempre le notizie personali significa acquisire potere.
Sistema di valori differente, cambiato nel tempo.

Io non demonizzo Face Book. Ho solo, nel post, segnalato un...intoppo? censura? infortunio? E ho poi dato l'aggiornamento della notizia.
In seguito ho scritto ciò che penso (male) di FB. Comunque è ovvio che ognuno è padronissimo di starci e di frequentarlo quanto e come gli aggrada. Così come ognuno è padronissimo di criticarlo.
Sul mettere nella piazza mediatica tutti gli affari propri scambiandole per "notizie", ho già detto prima: lo trovo fuorviante, tristissimo e del tutto funzionale alla conservazione del Potere.

io vorrei sapere x quale motivo sono stata disattivata non ho fatto niente di male vorrei essere solo attivata di nuovo e non so come fare mi potete aiutare?rispondetemi. grz

Non ne ho la più pallida idea, ma so che il tuo non un caso isolato: ne accadono molti di simili. Prova a contattare Face Book e se non ottieni nulla, scrivi a qualche giornale. Repubblica ha dedicato spazio alla vicenda di un proprio giornalista, cancellato da Face Book. Magari potresti rivolgerti a lui. Sulla home page dovresti ancora trovare traccia della vicenda.

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