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08/03/2009

Commenti

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caro Luciano, scusami, ma preferirei che invece che "festa della donna" tu scrivessi "Giornata internazionale della donna".
marina, stanca di essere "festeggiata"

Giusto: ma la scritta non l'ho fatta io. Sul web è l'immagine più adatta (o meno inadatta) che sono stato capace di trovare.

Oggi è la festa internazionale della mimosa, fiore che io amo.
Neanche a me piace essere festeggiata l'8 marzo, perché sono donna 365 giorni all'anno. Lo dico con fierezza. Vorrei che tutti gli uomini lo ricordassero e soprattutto che lo ricordassero tutte quelle donne che approfittano di questa giornata per prendersi un po' di libertà e fare cose che durante il resto dell'anno non fanno, tipo andare a cena con le amiche, o uscire senza marito e figli. E smettetela, donne, di andare in giro, in questa giornata, per locali dove si eibiscono finti machi muscolosi e unti: è una cosa di uno squallore unico.

Io dico sempre che ci sono uomini che hanno quello che meritano, e gli altri sono celibi.

Nemmeno a mia moglie piace 'sta festa...

Non le piace come viene celebrata (con "finti machi muscolosi e unti: è una cosa di uno squallore unico": pare di sentir lei).
E, a dirla tutta, non le piacciono nemmeno le donne.

tic

Caro Tic, tua moglie è una donna intelligente, molto, molto intelligente e sono sicura che tu te ne sia innamorato soprattutto per questo, nevvero? ;-)

Ma i machi muscolosi che fanno vedere in tv, tipo Village People, pensavo fossero un'icona gay, non etero. Vuoi dire che mi sono sempre sbagliato? O si sono sbagliati loro?

Gcanc, infatti ho detto "i finti machi muscolosi e unti". Qundo ne vedo qualcuno sulle riviste patinate o in TV non posso fare a meno di associare l'immagine ai gay (con tutto il rispetto per i gay, ovviamente). Perciò, per rispondere alla tua domanda, io dico che secondo me si sono sbagliati loro.
Con questo non voglio dire che un bel corpo maschile non mi piaccia, tutt'altro! Nel post precedente mi riferivo a quegli spettacolini squallidi che vengono messi su in occasione di questa festa delle donne, che già molti anni fa ho ribettezzato "festa della mimosa".

Infatti la confusione è ingenerata dalla televisione che prende in giro il pubblico rincoglionito dal pranzo festivo, basta vedere le manifestazioni simpaticissime e spettacolari del gay pride per assistere agli stessi show della tv omofoba e fintamente familiare della domenica pomeriggio. Almeno al gay pride sanno quel che fanno e non prendono in giro la gente.

Non amo il gay pride esattamente come non amo la festa della donna. Per me esistono gli esseri umani nella loro diversità e basta. Non credo che al gay pride sappiano quello che fanno, perché molto spesso ridicolizzano se stessi e amio parere non è quello il modo per farsi accettare dai cosiddetti "normali". Anche i gay dovrebbero ricordarsi di essere tali 365 giorni all'anno. Le loro manifestazioni talvolta sembrano solo la brutta copia del carnevale di Rio e non aggiungono nulla (semmai tolgono) alla loro dignità di gay e di persone. Proprio come le feste per le donne organizzate nei locali di tutta Italia.

E ti dirò, secondo me la confusione è generata anche da un certo modo di concepire la moda, infatti non a caso molti stilisti sono gay. Basta dare un'occhiata in giro per rendersi conto delle tendenze nell'abbigliamento: l'immagine dell'uomo è sempre più effeminata, quella della donna sempre più ridicolizzata e addobbata come una prostituta. Tutta la cosiddetta creatività si riversa sulle riviste specializzate e non solo e sulle TV, ed ecco che nasce l'equivoco, la confusione appunto.

A volte bisogna saper dire basta. Io l'ho detto prima di Natale alla TV

Io vedo il gay pride come una festa, esagerata come il carnevale se vuoi, ma una festa, che poco ha a che fare con la vita quotidiana, ma, infatti, non è che si faccia festa tutti i giorni a ballare sui carri e la musica a palla. Per il resto sono d'accordo con te.

A me le carnevalate non piacciono per nulla. E certi aspetti esibizionistici del Gay Pride non mi convincono.

Mi pare ci sia poco da festeggiare e molto da riflettere. Nella sua rincorsa a diventare uomo (tradotto: auto affermazione) e' riuscita ad infilarsi i pantaloni pagando un prezzo alquanto alto riuscendo nel contempo a perdere ed a far perdere l'identita' ad entrambi.

"Se si è sentita la necessità di diventare uomo" - uno - è perchè l'uomo non ci consente di essere donne e stare lo stesso bene nella nostra pelle: se solo ci usasse meno, ma ci trattasse appunto come "Donne"...

C’è un senso comune consolidato in Italia che identifica la “violenza sulle donne” come l’effetto dell’emergenza immigrazione. E’ la conseguenza di un essenzialismo culturale e di una doppia falsa coscienza: da una parte il trasferimento sui soli immigrati di un fenomeno consolidato da sempre nella società italiana; dall’altra il peso di due
ideologie, diffuse in proporzioni diverse in tutto l’arco politico italiano. Ideologie apparentemente contrarie, ma in realtà omologhe: quella del paternalismo e quella del buonismo, accomunate da uno sguardo “assistenzialista” sugli “altri” incapaci di essere “responsabili”. Questo perché, secondo i paternalisti, essi sono “selvaggi da rieducare”; oppure, secondo i buonisti”, “portatori di una cultura” di cui non si discutono gli aspetti autoritari, confondendoli come “autentici” e dunque da accogliere in nome del “rispetto alle culture altrui”. Un essenzialismo culturale che in tutte le versioni in cui si manifesta non ha molto a che vedere con la democrazia moderna.

David Bidussa, storico sociale delle idee

Uno: partiamo da un dato di fatto molto semplice. Che le donne sono sfruttate e maltrattate da noi maschi. Poi, stabilito questo dato di fatto, possiamo discutere sul resto. Se no, le lamentele sulle "donne mascolinizzate" e sugli "uomini femminilizzati" rischiano di essere solo aria fritta buttata negli occhi per non vedere il dato di fatto.

La donna moderna ha sempre meno coscienza di se' come complemento e completamento che costituisce il coronamento dell'opera creativa: l'essere umano. Nel cosmo non c'e' Yin senza Yang cosi' come non puo' esistere umanita' senza uomo e donna. Il fatto pero' che della propria natura portatrice di vita la donna (specialmente nella civilta' occidentale) oggi abbia ben poca considerazione e' un fatto abbastanza evidente. Il proporsi solo come immagine atta a sollecitare l'eros (un eros che spesso si riduce a semplice sesso), l'essere fiera di questa immagine, l'inseguire obiettivi riguardanti fama, carriera, soldi, possessi, potere ed il fuggire dal mestiere di mamma come fosse una condizione da paria affidando i figli (quando ci sono) a tate o nonne perche' se ne prendano cura e li crescano (educati principalmente da quell'esemplare strumento di demenzialita' che e' la tv) sono segni di questa tendenza e di questa deriva. Spesso donne in carriera si accorgono di aver rimandato troppo il momento per fare un figlio ma a questo trovano rimedio nell'adozione o nell'inseminazione artificiale (magari con una selezione del patrimonio genetico) pensando cosi', riempendo quel vuoto realizzativo che ogni donna senza figli non puo' non avvertire, di raggiungere una soddisfacente completezza e di considerarsi donna di successo e mamma. I figli hanno bisogni di ben altre attenzioni di quelle che sanno dare i genitori di oggi. Certe donne hanno avuto ed hanno come obiettivo quello di essere del tutto simili all'uomo, ma a quale uomo oggi? Nel volersi emancipare la donna ha pagato un prezzo molto alto, parte di questo prezzo e' la perdita dell'uomo che nel contempo si e' rammollito e femminilizzato all'inverosimile ;si vedano, per esempio, le statistiche di quanto gli uomini spendano in cosmetici e quanto vanita', comportamenti uterini e fragilita'facciano parte della psicologia di individui dall'aspetto ingannevolmente virile.
Uomo e donna sembrano ambedue vivere una profonda crisi di identita' nella confusione totale dei ruoli e con la miope pretesa che ogni cosa sia sullo stesso livello in un appiattimento dei principi ed una esaltazione e legittimizzazione dei desideri e tendenze personali.
Paola, uomo e donna sono ambedue responsabili di questo loro decadimento ontologico (nel senso di non identificarsi piu' con certezza nei principi primordiali che differenziano le loro rispettive nature). Un uomo ed una donna dovrebbero fondersi e divenire ''uno'' donando reciprocamente se stessi all'altro e realizzare nell'estasi di questa unione l'unita' e la completezza che nessuno dei due da solo puo' raggiungere.

"La donna ha voluto emanciparsi". Già questa sentenza mi fa incazzare.
Dalle parole di Uno si comprende perfettamente il senso dell'arretratezza rispetto ai cosiddetti ruoli e al fatto che, secondo lui, se la donna non avesse avuto la "pretesa" di essere riconosciuta come essere umano e non solo come oggetto nelle mani dell'uomo, oggi non ci sarebbe la confusione che c'è. Ragionamento becero e maschilista in tutto e per tutto che offende le donne. Ovviamente la responsabilità è sempre nostra, di noi donne , se le cose vanno male. Dalle mie parti si dice: "è sempre Rachele che fa la puttana". Io destesto visceralmente queste idee, non le rispetto, perché non mostrano rispetto per me e per le altre donne. Ma che cavolo vuol dire "Nella sua rincorsa a diventare uomo (tradotto: auto affermazione) e' riuscita ad infilarsi i pantaloni pagando un prezzo alquanto alto riuscendo nel contempo a perdere ed a far perdere l'identita' ad entrambi"? Ma che ragionamenti sono questi? Della serie: tu donna hai voluto metterti al pari dell'uomo? E allora ti meriti di essere punita. Ma che dici?!
E' proprio per le idee come le tue che le donne si sono ribellate. E' proprio per questo atavico senso animalesco dell'uomo che la donna non ne ha potuto più.
Incivile, questa idea della donna che hai è incivile!

alle,
anch'io mi sono incazzato a leggere quell'intervento. come te, con l'aggiunta che, essendo uomo, me ne sono anche vergognato.
non si possono portare tutti i luoghi comuni di una cultura (?) che ormai dovrebbe essere morta e sepolta, per dimostrare l'indimostrabile.
forse uno non si è accorto che ormai ovunque ci sono le scuole cui possono accedere maschi e femmine, e che alle femmine non è riservato il corso di cucito e di torte per farle diventare buone mogli e basta.
uno, pensa un po', le donne possono anche andare all'università e laurearsi. non solo in lettere per fare le insegnanti, ma anche ad ingegneria medicina o altro.
in germania, se non lo sai, il primo ministro è donna. che ha scelto quella strada invece di stare in casa a lavare le mutande del marito.
forse guardi troppa televisione e credi che tutti siano fatti come la ventura o la defilippi vorrebbero.
ma la maggior parte delle donne hanno problemi veri che non sono quelli di mettersi i pantaloni e superare l'uomo, ma quelli di avere una struttura seria per i bambini e quindi decidere di farli, quello di poter trovare un lavoro senza dover garantire di non essere sposata e di volere dei figli e così via.
svegliati, amico. il mondo va avanti e i matrimoni combinati o il ripudio della donna che non può avere bambini sono cose dell'altro mondo.
dell'altro mondo in senso stretto, perchè appartengono a quel mondo che la gente come te critica proprio per il trattamento riservato alle donne (il mondo islamico ad esempio, per intenderci).
e allora cerchiamo di capirci una volta per tutte.
la vogliamo così o la vogliamo diversa?

Grazie Marco, grazie di cuore. Io mi sento davvero offesa da uno. Perdo i lumi quando leggo o sento parole come quelle e mi chiedo davvero dove vivano persone così, in quale mondo.
Grazie soprattutto per la tua sensibilità e per aver detto ciò che penso anch'io, ma che la rabbia mi ha impedito di dire.

Ciao Uno,
ma dimmi tu in quale parte d'Italia vivi, quale attività svolgi, quanti anni hai ? Mi farebbe piacere capire che persona sei.
Quali sono le esperienze che ti portano a scrivere ciò che hai scritto sopra ?

Alessandra,
vivono qui, in questo mondo anche se ragionano come marziani, e sono ancora in molti. pronti a scandalizzarsi perchè in afghanistan le donne portano il burka e sotto sotto un po' incazzati perchè non lo portano anche le occidentali. ma è meglio non dirlo.
vogliono la moglie domestica e addomesticata, portatrice di vita, purchè si adatti a stare sempre in casa a lavare il sedere ai bimbi, poi siccome è l'uomo che porta i pantaloni si cercano l'amica un po' puttana che li distragga dallo squallore quotidiano.
e siccome la maggior parte delle leve è ancora in mano maschile, sopratutto per quanto riguarda la produzione di reddito, allora ce l'hanno ancora facile perchè sotto ricatto ci sono tante donne che si adattano.
sta tutta qui la paura di questo tipo d'uomo. di perdere il privilegio di poter mettere la donna sotto ricatto.
purtroppo la condizione di molte donne è questa, e ben venga una lotta quotidiana, anche d'avanguardia che dia la sveglia.
come uomo mi rimane una domanda:
ma come si fa a stare una vita intera con una donna come quella descritta sopra, e a queste condizioni?

Marco,
certo che vivono qui, purtroppo.Gli atteggiamenti che descrivi sono quelli che ho tentato di riassumere prima con l'espressione "atavico senso animalesco dell'uomo".
Le donne che si adattano a questo senso animalesco sono ancora troppe, per questo ho voluto invitare (sperando che qualcuna passi per questo blog) quelle donne che si adattano a ricordare di essere donne sempre e non solo un giorno all'anno. Vivere con donne che si adattano per certi uomini vuol dire aver trovato il paradiso; finché ci saranno le prime, i secondi continueranno a campare, purtroppo.

Ah ecco, so contenta che sono arrivati tutti prima de me,e così alessandra e marco b hanno esternato il loro incazzo coll'uno,e la sua paccottiglia di roba datata vetusta e ahò poi Luciano dice che so arogante, e sarò arogante, ma queste cose che dice uno sono proprio di un'ignoranza becera. proprio cose non sostenute da alcuna disciplina corretta. che sarà anche vissuto alla sgurgola de sotto, come in caso potremmo apprendere se risponderà a Paola, ma di fatto ci pareva che non si fosse fermato nelle letture al corriere dei piccoli.

Zau, io adoro il tuo linguaggio! Però, me devi spiegà che è la sgurgola de sotto, perché nun lo so mica. :-)

forse lo so io.
mi è capitato di andare in un istituto di prove e collaudi in provincia di frosinone località sgurgola.
è lì?

Quando si commenta un commento si dovrebbe avere la pazienza e l'attenzione per capirne il senso invece e' risultato a tutti piu' conveniente intervenire con gran clamore e veemente indignazione traendo spesso conclusioni non mie su premesse che, santo cielo, sono realta' rilevabili quotidianamente nel mondo d'oggi.
Il senso e conclusione del commento e' sintetizzato nelle seguenti frasi:''uomo e donna sembrano vivere una profonda crisi di identita' nella confusione totale dei ruoli e con la miope pretesa che ogni cosa sia sullo stesso livello in un appiattimento dei principi ed una esaltazione e legittimizzazione dei desideri e tendenze personali.'' Questa e' una considerazione di aspetto sociale che coinvolge tanto l'uomo quanto la donna come chiaraente si evince leggendo.
''Uomo e donna sono ambedue responsabili di questo loro decadimento ontologico...'' e quanto segue fino alla fine del commento e' un'allusione ai significati piu' profondi delle due nature ed una esaltazione , caso mai, dell'amore con la maiuscola. Vorrei sapere cosa ci sia di tanto becero ed incivile o animalesco.
In nessuna frase viene indicata una prevalenza o un'eccellenza dell'uomo sulla donna ma semplicemente sottolineato una certa deriva nei comportamenti e nella coscienza di una propria identita' rilevabile per entrambi. Dov'e' il machismo, l'integralismo, l'offesa nel rilevare che spesso le donne hanno imitato abitudini ed atteggiamenti tipicamente maschili e viceversa? Nel farlo sia l'uomo che la donna hanno perso piu' di quanto abbiano guadagnato. Non occorre ricordare che tra i modi di festeggiare l'otto marzo c'e' anche quello di andare nei locali dove nerboruti giovanotti si spogliano? E' una conquista questa? E' vero o no che moltissime donne preferiscono lavorare e pagare una tata piuttosto che dedicare il piu' possibile del loro tempo ai propri figli? Sto forse offendendo? Tutto cio' deriva semplicemente da un'osservazione ed un'analisi della societa' moderna e non mi si parli di discipline corrette poiche' spesso (proprio nel tuo settore Zaub) teorie considerate come vangelo per anni sono state refutate dai loro stessi padri fondatori e si e' detto tutto e l'incontrario di tutto a seconda del vento ideologico e politico che tirava.

Uno: io non condivido affatto ciò che scrivi. Tu parli di "decadimento ontologico di uomo e donna" e di "donne che hanno imitato comportamenti e abitudini maschili". A mio avviso tu fai come qualcuno che, in mezzo a un terremoto, si occupa della pasta che è venuta scotta. Non mi metto a farti la storia e la cronaca di come e quanto le donne siano state e siano usate e abusate, calpestate e macellate, disprezzate e ricattate, nel corso dei millenni, da noi maschi. Basterebbe (per un cristiano) leggere i Vangeli e vedere quali incontri femminili fa Gesù: l'adultera che sta per venir lapidata, la donna con le perdite vaginali evitata da tutti, la "peccatrice"...Tutte donne schifate dalla società e che Gesù accoglie con amore e rispetto. Ma appunto era Gesù Cristo, in un mondo maschilista. E dopo duemila anni le donne continuano a essere troppo spesso preda dei branchi maschili, cameriere in casa, sfruttate sul lavoro, senza parità nella chiesa cattolica (dove non possono diventare sacerdoti), vittime del turismo sessuale, disprezzate dai media malgrado le dorate apparenze...E non hanno ragione (tutte le ragioni) di lottare per i propri diritti?

Uno, ora ti spiego io due cosette, così vediamo se la smetti di credere che su questo blog ci scrivano dei deficienti.
"La donna moderna ha sempre meno coscienza di se' come complemento e completamento che costituisce il coronamento dell'opera creativa: l'essere umano. Nel cosmo non c'e' Yin senza Yang cosi' come non puo' esistere umanita' senza uomo e donna. Il fatto pero' che della propria natura portatrice di vita la donna (specialmente nella civilta' occidentale) oggi abbia ben poca considerazione e' un fatto abbastanza evidente." Questa è la prima offesa: considerare la donna solo ed esclusivamente nel ruolo di macchina riproduttiva. L'uomo, la chiesa cattolica, la religione musulmana la vorrebbero così.L'uomo e la chiesa cattolica e la religione musulmana non di rado aggrediscono, brutalizzano ed usano la donna e ne hanno un concetto primitivo ed animalesco.

Due: " Il proporsi solo come immagine atta a sollecitare l'eros (un eros che spesso si riduce a semplice sesso), l'essere fiera di questa immagine, l'inseguire obiettivi riguardanti fama, carriera, soldi, possessi, potere ed il fuggire dal mestiere di mamma come fosse una condizione da paria affidando i figli (quando ci sono) a tate o nonne perche' se ne prendano cura e li crescano (educati principalmente da quell'esemplare strumento di demenzialita' che e' la tv) sono segni di questa tendenza e di questa deriva. Spesso donne in carriera si accorgono di aver rimandato troppo il momento per fare un figlio ma a questo trovano rimedio nell'adozione o nell'inseminazione artificiale (magari con una selezione del patrimonio genetico) pensando cosi', riempendo quel vuoto realizzativo che ogni donna senza figli non puo' non avvertire, di raggiungere una soddisfacente completezza e di considerarsi donna di successo e mamma." Forse guardi troppa televisione e leggi troppi giornaletti di gossip. Non c'è dubbio che ci siano anche le donne che descrivi, ma gli altri milioni (la prevalenza) che fanno i salti mortali per campare e crescere i loro figli dove le metti? Come puoi generalizzare in questo modo? Se non è un'offesa questa per te, almeno è da considerare superficialità e scarsa informazione. nonché pregiudizio. Io comunque la considero un offesa.

Tre: " Nel volersi emancipare la donna ha pagato un prezzo molto alto, parte di questo prezzo e' la perdita dell'uomo che nel contempo si e' rammollito e femminilizzato all'inverosimile ;si vedano, per esempio, le statistiche di quanto gli uomini spendano in cosmetici e quanto vanita', comportamenti uterini e fragilita'facciano parte della psicologia di individui dall'aspetto ingannevolmente virile."
Questa è l'apoteosi del machismo di mussoliniana memoria, che rivela non solo omofobia, ma l'ennesima offesa nei confronti delle donne "uterine e mollicce", senza midollo, incapaci di pensare, prive di cervello e dignità.

Quattro: "Un uomo ed una donna dovrebbero fondersi e divenire ''uno'' donando reciprocamente se stessi all'altro e realizzare nell'estasi di questa unione l'unita' e la completezza che nessuno dei due da solo puo' raggiungere." La perla finale, quella che tu chiami "sintesi". Non credo sia sfuggito agli amici del blog che l'unità di cui parli altro non è che la primitiva, cavernicola concezione del maschio e della femmina: lui è forte, lavora e porta da mangiare a casa; lei fa i figli,li accudisce,li cresce, prepara da mangiare per la famiglia e se non fa il suo dovere assaggia la clava. Ah, dimenticavo! Ovviamente la femmina fa sesso sempre e solo quando lo vuole il maschio, perché lui deve "riprodursi".

"Senso", "conclusione", "sintesi"... Vedi caro uno, il tuo problema è proprio questo: vai a senso, salti alle conclusioni e non sai che cos'è una sintesi.
Io stessa ho detto che gli spettacolini messi su dagli spogliarellisti in occasione della festa della donna sono squallidi e che non mi piace vedere quelle donne che vi partecipano. Io stessa ho parlato della pessima influenza che ha la moda (leggi il mio post), ma tutto questo non ha nulla a che vedere col concetto di donna che hai espresso tu.
Un concetto incivile, lo ribadisco.

Ieri sera ho letto anch'io il commento di uno e mi sono arrabbiata tantissimo. Ho contato fino a 70, come aveva fatto Luciano qualche giorno fa, ma dopo il conto, non avendo la pazienza di Luciano, sono uscite solo parolacce ancora più grosse. Grazie Alessandra, Marco, Luciano e Zau per aver risposto anche per me.
All'analisi dettagliata di Alessandra, vorrei aggiungere ancora 2 punti: 1. l'educazione dei figli non è a mio avviso sola prerogativa delle madri: perché dovrebbero essere solo le donne a rinunciare al loro lavoro ed ai loro interessi per allevare i figli? che lo facciano un po' anche i papà (alcuni sarebbero contentissimi) 2. i figli debbono essere voluti e desiderati da entrambi i genitori, e non un obbligazione religiosa, sociale e famigliare.

Alla domanda di Marco
>come uomo mi rimane una domanda:
ma come si fa a stare una vita intera con una donna come quella descritta sopra, e a queste condizioni?

È una domanda che si pone di tanto in tanto anche mio marito osservando certe coppie. Non ho una risposta al perché, troppo spesso vedo anche le donne difendere questo stato di cose, ma ho una convinzione: la libertà di tutti - uomini e donne - passa attraverso l'emancipazione della donna!

Stsnding ovescio (ehm:) per Alessandra che ha detto molto bene tutto. E ha detto cose che sono assolutamente in sintonia con la riformulazione delle teorie psicodinamiche classiche, mentre nei commenti di Uno si sente puzza della naivitè con cui si possono leggere i fondatori delle teorie psicoanalitiche, Jung in primis, del quale sospetto che vada letteralmente pazzo. Ora Uno, io non sono una di quelle che neghi la differenza sessuale, anzi guarda un po' la differenza sessuale è la chiave di volta del lavoro che porto avanti da diverso tempo, ma certo non descritta ipostatizzata e sclerotizzata nel modo come tu la poni. Una persona culturalmente preparata e filosoficamente destra, semplicemente non dovrebbe permettersi di usare l'aggettivo "tipicamente" abbinato a qualsiasi cosa. "Tipicamente" quando si ragiona filosoficamente di queste cose, perdonami, non è ammissibile.
E poi la faccenda del decadimento.... graziosa. graziosa se penso che ancora vent'anni fa nelle campagne toscane sentivo edificanti storielle di jus primae noctis del padre contadino sulla moglie del figlio. Proprio penso al decadimento dei costumi e dei rapporti tra uomo e donna, se penso alle spose bambine, se penso ai mariti che non ti sceglievi, se penso all, animus che non si poteva realizzare mai, come lamentava la bistrattata moglie di Jung Emma.
Dico, se devi leggere di archeologia scientifica - spazia.

Ps per Alessandra. "La sgurgola" è luogo dell'animo del romano inteso come posto remoto, dimenticato da Dio difficile da raggiungere, ove regolarmente si scopre essere abitato da buzzurri et bifolchi. Però sull'etimo dovrei fare delle ricerche:)

Zau, grazie di cuore per la "sgurgola" e la "Stsnding ovescio" (bella, bellissima!)
E grazie anche ad Anna e Marco.
Zau, sono molto curiosa e vorrei approfondire la psicologia dinamica e differenziale. Ricordo di averla scelta come materia d'esame all'università, ma poi, per ragioni di piano di studio, non lo feci più, optando per la psicologia generale. Mi suggeriresti qualche testo? Grazie.

Alessandra:)
allora.
La psicologia dinamica tout court sarebbe il nome accademico per le evoluzioni della psicoanalisi in senso vasto - cioè tutte le teorie psicologiche che interpretano il comportamento come determinato da forze e vettori inconsci compresi.
Allora una se dovrebbe leggere er cosmo! Ma due testi buoni: sono "Alla scoperta dell'inconscio" di Ellenberger, e la "psicoanalisi contemporanea" della Vegetti Finzi. C'è anche un bellissimo testo se non erro di Fonagy e Target, che non mi ricordo il nome - uscito per i tipi di Cortina, e un altro, di Mitchell e Black, di Bollati Boringhieri. Però questi ultimi due da leggere solo da scafati ecco.

Se per differenziale intendi differenza di genere ordunque.
C'è tutta la teorizzazione junghiana, sul maschile e il femminile animus e anima, che è molto figa, anche se datata ma ricca di cose interessanti. Purtroppo la maggior parte della produzione si incentra sul maschile che je piaceva di più...:) in ogni caso puoi cercare il volume delle opere di Jung (che sono divise per argomenti) uscite per Bollati Boringhieri.
Le cose di Freud sul Femminile le ha messe tutte insieme Young Bruehl in un libro che si chiama Freud sul femminile, sempre di Bollati. Ottima l'introduzione.
Dopo di che c'è er monno!
In prospettiva femminile dicono delle cose molto interessanti - pietre miliari - Nancy Chodorow e Luce Irigaray (che sto studiando in questo periodo) io cerco di farle litigare con delle filosofe attuali, in particolare Rosi Braidotti E Judith Butler, io queste due filosofe te le consiglio perchè sono una cornice teorica ficherrima e sono molto interessanti da leggere. Braidotti esce in italia con Feltrinelli e Butler se non erro con Meltemi. Io non sopporto Butler, ma bisogna considerarla per forza.
L'argomento è sterminato! Queste sono le prime cose che mi vengono in mente - ma ce ne sono caretti!
(E poi se vuoi puoi andare a vedere certi post vecchi miei sul blog mio sotto la categoria "psichica". Provo a introdurre degli argomenti e qualche volta si parla di questi libri. Però è chiaro che i libri so mejo)

Grazie:)

Scusa Zaub, non c'è intento polemico nella mia domanda, ma solo curiosità da profano: dato che parli di teorie psicologiche e psicanalitiche che, mi pare di capire, sono in continua evoluzione, ma anche in contraddizione tra loro, una professionista come te come si raccapezza? Intendo dire: se oggi curi un paziente con un metodo, fra dieci anni quel metodo potrebbe rivelarsi un percorso sbagliato? È vero che anche nella medicina si possono riscontrare situazioni analoghe, ma mi pare che il tragitto sia meno contraddittorio in termini di metodo, mentre nella psicoanalisi le teorie facciano le capriole. Se poi si intrecciano con la filosofia, siamo nell'empireo del detto e del contraddetto. È così o sono io troppo diffidente (lo sono moltissimo) e un po' ignorante?

gcanc la domanda è pertinente. (stamattina non sto concludendo una cippa ma va beh).
La trasformazione della psicologia dinamica in disciplina organica sta infatti avvenendo in questi decenni - diciamo dalla fine degli anni settanta in poi. Questa trasformazione si sta rivelando meno ardua di quel che appare: cioè si stanno facendo delle ricerche standardizzate atte a validare dei costrutti teorici secondo criteri scientifici. L'impulso lo hanno dato le società assicurative USA, che vorrebbero non rimborsare le psicoterapie, o rimborsare solo quelle davvero efficaci. E ora infatti rimborsano assai. Questo ha un enorme valore per la legittimazione culturale della disciplina, per la verità nella sua applicazione le conseguenze non sono sempre fantastiche ma questo off topic.
Di fatto però non hai idea di quante cose hanno in comune i diversi momenti e le diverse teorie, su quante cose in realtà si dicano le stesse cose, e cambi la semantica ma non la sintassi di fondo. C'è un corpus teorico più valido e più strutturato che potremmo interpretare come un gruppo di lingue diverse: le lingue nominano le cose, ma le cose sono le stesse. Alcune lingue hanno per altro modi per esprimerle più precisi, perchè proprio come nelle storie dei popoli sono più vicine alla loro esperienza personale.
che esista l'inconscio semo tutti d'accordo. Che esistano transfert e controtransfert idem, che bisogna essere piuttosto rigidi nel contratto terapeutico pure (tranne che si lavori con ragazzi adolescenti) e via così per tantissimi temi e metodologie su cui ora si trovano delle convergenze. Allo stesso tempo nelle scuoledi specializzazione si spiega che iltal teorico ha lavorato di piùsu una certa cosa, e ci sene appropria ecco. L'analisi didattica l'ha inventata Jung, e sono i kleiniani ad aver offerto le migliori riflessioni sul controtransfert ed èinvece kohut ad aver lavorato sul narcisismo. Un buon terapeuta, diciamo navigato, ha una metodologia di fondo - che èla sua scuoladi appartenenza, la sua lingua (che è personale ed esistenziale ecco) ma ha anche questa libreria di vocabolari e aree concettuali approfondite dagli altri.

Naturalmente c'è la questione che la disciplina è storicamente determinata ed è uno dei principali emissari del contesto storico in cui si trova ad operare. Questo la mette in un difficile equilibrio, ma la consapevolezza di questo equilibrio e di questa strana posizione non le impedisce di essere di aiuto. La filosofia, serve molto anche a questo, a trovare il modo di mediare e neutralizzare oppure inglobare, il contesto storico di provenienza.
Ohibò spero che quarcosa se capisce se no Luciano me picchia:)

Luciano scusa gli OT.

Ri-grazie Zau. So che c'è un cosmo intero da leggere riguardo la psicologia, ma è una materia così affascinante! Io ne ho studiata solo una parte, i tuoi consigli mi saranno utilissimi. Il tuo blog l'ho messo tra i miei preferiti già molto tempo fa e perdonami se non ho mai commentato, ma il tempo è sempre poco. Ti leggo sempre con interesse, comunque.
Buona giornata :-)

Grazie, non mi è tutto chiarissimo (mio limite), ma mi pare di capire che ciò che talvolta chiamiamo "scuola" è in realtà una specializzazione e, al di là del linguaggio utilizzato, c'è più omogeneità di quanto non si pensi.
È emblematico dei tempi che ci si sia mossi su una spinta meramente economica (le compagnie assicurative) e non scientifico-professionale.

Gganc se vuoi ti chiarisco le cose che devo aver detto troppo involuta.
Per la questione dell'evoluzione sperimentale, è segno dei tempi è vero - ma il fatto che non fosse capitata prima è dovuta a delle resistenze dell'ambiente psicoanalitico che avevano dei motivi scientifici ed epistemologici, e non del tutto da buttare. si è dovuto cedere. Si è acquistata una credibilità, si sono confermati degli assunti, ma credimi il prezzo è alto. Quello che si paga è la capacità di inventare nuovi costrutti e nuove intuizioni. Da quando c'è questo tipo di ricerca, non ci sono più grandi teorie, solo cosette (salvo qualche prestigiosa eccezione ma numme dilungo)

Rispondo ad Alessandra il cui commento sembra essere rappresentativo in quanto per acclamazione rispecchia ottimamente il punto di vista degli altri commentatori.
1: mi sono limitato a riportare un dato di fatto inconfutabile confermato da tutte le statistiche fatte sull'andamento demografico in occidente.La conclusione che considera la donna solo come macchina riproduttiva non e' mia. Dov'e' l'offesa, e quale mai concetto primitivo ed animalesco ho espresso?
2: Della tv vedo al massimo il telegiornale e non leggo giornaletti di gossip. Cio' che ho scritto e' la descrizione di un fenomeno di tendenza che per tua stessa ammissione esiste (sarebbe del resto difficile negarlo) e che creando modelli alquanto privi di contenuti positivi influenza in modo preoccupante la formazione delle nuove generazioni. Non generalizzo e se tu non fai parte di quella categoria non devi sentirti offesa e se anche ne facessi parte non ti avrei offesa nel descrivere i limiti dei tuoi orizzonti.Dov'e' il pregiudizio?
3: Uterine e mollicce e' una definizione tua e certamente se leggi bene vedrai che non ho mai sostenuto che le donne siano senza midollo,dignita' incapaci di pensare, senza cervello (non sarei qui a risponderti se lo pensassi). La mia (e mi sembrava chiaro) era una critica ad un certo tipo di uomini.
4: Da cosa evinci quanto scrivi? Ho accennato all'aspetto piu' alto che lega un uomo ad una donna, quello che si fonda sulla loro realta' ontologica, all'aspetto metafisico e tu mi attribuisci una concezione cavernicola del rapporto uomo donna? Ma ti accorgi che non hai mai risposto a tono e che non hai fatto altro che attribuirmi conclusioni scritte solo da te? Rileggi e te ne potrai rendere conto.

(Ce lo so che deve rispondere Alessandra e lo farà.
Dico solo.
Se diversi commentatori - che in altre occasioni si sono ritrovati anche in disaccordo hanno reagito all'unisono trovandosi o in disaccordo o trovandoti offensivo, capisco credersi Uno e Trino, ma non ti viene il sospetto che più che capirti male loro, hai detto delle cose che portavano a queste conseguenze? io spero che tu ti sia espresso male, creando dei fraintendimenti - anche se ne dubito fortissimamente, qui tutti ti hanno capito di molto benino, e la mistificazione con parole filosofiche, serve solo ad addolcire un modo di essere. Quello di un reazionario, romantico eh, decorativo, ma pur sempre un atroce e pernicioso reazionario - dopo di che mi ritiro e ci pensa Alessandra)

Uno, sono abbastanza in sintonia con Zauberei. Io penso che tu ti sia espresso male e che l'uso di espressioni filosofiche crei equivoci. Ma al fondo ho l'impressione che tu sostenga un modello di società tradizionale, in cui le donne devono stare al loro posto (il focolare domestico). Se ho capito male, sono qua per ascoltare.

A questo punto rispondere è un obbligo, anche se di fronte alle prese per il culo con un linguaggio mistificato mi spingono di più verso il silenzio e non perché non abbia nulla da dire, ma perché certi atteggiamenti sono tipici di chi è chiuso nelle sue quattro teorie, nei suoi principi minimi e nelle sue mistiche verità assolute; per tali personaggi non esistono altri punti di vista, dunque parlare è perdita di tempo.
Uno, io non controbatto a ciò che hai detto nell'ultimo post in risposta al mio, ma ribadisco quanto già espresso e soprattutto ripeto: "ora ti spiego io due cosette, così vediamo se la smetti di credere che su questo blog ci scrivano dei deficienti."
E' orrendo autocitarsi, ma evidentemente sono costretta a farlo.
Io ho capito perfettamente qual è il tuo concetto di donna, non serve far ricorso ad un linguaggio aulico, filosofico, o "teologico". Se più di una persona ha condiviso la mia rabbia e le mie opinioni, allora fatti due conti; evidentemente sei tu quello fuori dal coro. La tua visione del mondo e della società in cui vivi è palesemente maschilista e cavernicola, lo si evince dalle tue parole, sebbene tu cerchi di mascherarne il reale significato. L'operazione ti riesce male, perché qui tutti abbiamo capito dove volevi andare a parare.
Dubito che tu ti sia espresso male, perché hai ribadito, col tuo ultimo post, quanto avevi già detto.
Se qualcuno vuole darti il beneficio del dubbio faccia pure, ne ha il sacrosanto diritto. Io non sento nessuna curiosità di andare a vedere se dietro il tuo linguaggio ci sia altro.
Quanto al darti una risposta a tono che tu sostieni di non aver ricevuto, ti consiglio di rileggere attentamente: il tono c'è eccome! Se non lo vedi o leggi,se non lo percepisci, il problema è tuo. Non credo di doverti altre delucidazioni.

Mi correggo: "anche se le prese per il culo..." e non "di fronte alle...".

Uno: io trovo ammirevole che persone come Alessandra abbiano trovato il tempo e la voglia di replicarti (e più volte) in modo così argomentato, dimostrando che si può essere saldi sui princìpi e nello stesso tempo aperti al confronto.

Ammirevole? Mi e' stato dato del becero, incivile, cavernicolo, ignorante e quant'altro mentre mi si accusava di aver offeso. Chiunque abbia un minimo di obiettivita' puo' verificare che offese da parte mia non sono mai state formulate e chi mi ha letto in precedenza sa che non e' mai stato il mio modo di confrontarmi. Si sono tratte conclusioni e mi sono state attribuiti giudizi che non sono mai comparsi nei miei commenti ma sono stati semplicemente considerati come di mia naturale appartenenza. E' evidente che da come e' partita la levata di scudi ed il ''dagli all'untore'' la reazione e' stata di tipo piu' emotivo che razionale ed e' stato facile cavalcare l'onda di risonanza che aveva gia' trovato la preda per soddisfare la sete di sangue del branco.Nessuno neghi che in questo blog non sia stata attaccata da tempo, un'etchetta rispondente ad uno stereotipo di comodo al commentatore che si firma ''uno''.Anche Zaub, mente fine e sofisticata, non ha resistito alla tentazione di piazzare il suo morso. Comunque scripta manent e non sara' difficile per chi abbia lo scrupolo di farlo rileggere cercando di essere meno partigiano e piu' ''cool''.

Come forse qualcuno ha intuito, ho lasciato i blog da diverso tempo e non voglio, proprio per questo motivo, entrare nel merito della discussione. Mi piace però, di tanto in tanto, leggere qualche commento di Uno quando appare su questo blog.
Gli esempi portati da Alessandra, Zauberei, Luciano ed altri, sono a dir poco prossimi all'imbecillità: sarebbe come incolpare un occidentale di passaggio per la Cina di non avere gli occhi a mandorla.
Ma come ? Uno ! Non ti rendi conto che tutti ti stanno dando contro ? Ergo, logica deduzione, il cretino di turno questa volta sei tu !
Buona notte a tutti. Rispondetemi, inveitemi contro, sproloquiate quanto volete: tanto non me ne frega niente della vostra opinione.

Maurizio

Uno: continuo a non capire un punto che a me pare rilevante. Cioè: tu sostieni ciò che ho capito io? E cioè un "modello di società tradizionale, in cui le donne devono stare al loro posto (il focolare domestico)". Oppure io ho stracapito?
SUGLI ATTACCHI CHE ALESSANDRA ti ha rivolto: sicuramente sono stati accesi, dai toni molto forti. Però va anche detto che non si riducono a improperi ma sono pieni di argomentazioni articolate.
TEPPISTA: saluto (senza ironia) il tuo ritorno. Che poi la mia opinione non ti interessi, è un'altra questione.

Uno - ringrazio per la questione della mente sofisticata - son donna vanesia sulla mente al pari che sulle tette. Per quanto mi concerne, so bene che la passione non di rado muove i neuroni, anzi direi sempre muove i neuroni, è cosa vecchia che la mia disciplina insegna. Dunque vai sfondando porte aperte.
Ammettiamo che tu in buona fede davvero non capisca dove, per una donna - ma devo dire che anche mio marito rimarrebbe scandalizzato - c'è nei tuoi ragionamenti un'aggressione.
Ti direi - rileggiti il tuo primo post - tanto per cominciare. Leggi la questione dell'inseguire i soldi il sesso e la carriera e maltrattare il "mestiere di mamma". Queste e le cose che dici te, ancorano il femminile al suo ruolo riproduttivo.
Per cui se una donna decidesse di non avere figli avrebbe un "vuoto realizzativo". E via di seguito, in una serie di credenze che presumono di sapere cosa sia la felicità e la realizzazione dell'altro, con citazioni più o meno esplicite di rimandi culturali che legittimino gli stereotipi.
Allora parlo solo per me. Questo tuo rammarico ferisce, perchè questo tuo rammarico ha delle conseguenze politiche ed è culturalmente condiviso. sono una persona presuntuosa, e penso che se tu riconosci la mia testa raffinata, saprai che non vi rinuncio facilmente. saprai - perchè non sei stupido - che mi realizza profondamente. E saprai anche che se mi si identifica con il mio utero la mia testa non sarà un bene sociale come il resto di me. Questo essere schiacciate nella procreazione sia che sia detto a insulti, sia che sia detto a suon di Lao Tze, è doloroso. Perchè ti toglie metà della vita uno. ti toglie metà della tua realizzazione esistenziale. Che è un destino che tutti dovremmo meritare, uomini e donne. Con stili diversi, ma simili ambiti di applicazione. anche togliere la relazionalità al maschile è un peccato mortale. E tu, benchè reazionario, e perdonami la parola forse semplicemtente vecchio intellettualmente, non puoi ignorarlo.
Per quanto mi riguarda, ho poi un fastidio ulteriore e tutto squisitamente teorico e psicologico - questo è quello che alle volte mi rende supponente e arrogante - ma poche cose mi fanno arrabbiare come la presunzione di chi fa asserzioni di ordine psicologico con sperpero di indicativi e impliciti rimandi a teorie troppo invecchiate, saltando a piè pari certi aspetti perenni che le teorie invece hanno. Si può ben citare Hegel perchè la fenomenologia dello spirito è immortale, ma citarlo perchè pensava che il diritto di eredità per i figli maggiori andasse per statuto divino è una stronzata.
Un alibi.
E vedi uno. Come oramai sanno cani e gatti in tutto il web e me ne scuso - sono incinta al settimo mese di gravidanza. Ho un contratto a termine e la maternità non mi sarà pagata. A settembre questo contratto scadrà e io probabilmente mi giocherò il lavoro - il lavoro con cui mi pago l'esistenza mentre finisco gli studi. E certo la gravidanza è un'esperienza folgorante, e questo è un fatto fuori discussione - ma fintanto che nessuno crede in una maggiore sofisticazione dell'interpretazione del proprio ruolo sessuale, fintanto che non si crede nella necessità che tutti si esprimano nella loro totalità - la sigiza junghiana, quello ying e yangg che tu interpreti cos' male, perchè tutti ne abbiamo uno intero giammai mezzo, e beh, ecco qui - meno male che ci ho una casa senza mutuo, e un marito che mi è vicino. Ma è mentalità come la tua che producono la situazione delle donne in questo paese. Mentalaità come la tua che mettono le soubrette a ministro. Mentalità come la tua che fanno inondare la televisione di tette.
Te ne lamenti, eppure non ti accorgi che tra tette e utero non corre questa grande diversità semantica. Per tutti sono solo roba da scopare.

Intervengo per aggiungere solo una cosa: il commento di Zauberei lo condivido ampiamente, così appassionato e nello stesso tempo così lucido, così sdegnato e nello stesso momento così fertile. Non aggiungo alro perchè non sono in grado di essere così pertinente come lei.

Zau, nel parlare per te hai parlato anche per me e ti ringrazio.
Partendo da posizioni chiare, si è arrivati ad una mera questione di semantica (parlo di uno, ovviamente). Tu di certo non ti nascondi, anzi sei così esplicita, chiara e di certo non si può dire che talvolta anche tu usi toni accesi, perché ci metti tutta la tua passione in quello che dici e che pensi. E' questo che mi piace di te, oltre al fatto che sei una donna molto intelligente. Questa caratteristica dell'essere espliciti io l'apprezzo sempre, anche in chi non la pensa come me, perciò non reggo proprio un certo tipo di linguaggio che mi suona falso, mistificatore. Peggio poi quando chi parla in quel modo si autointerpreta, pensando che chi legge sia completamente idiota!
Per quanto paradossale possa sembrare, apprezzo di più il commento di teppista, se non altro ha detto chiaramente quello che pensa, mentre uno ci ha chiamati stupidi tra le righe.

Alessandra, quando giorni fa (non ricordo a proposito di cosa) io criticavo il linguaggio fumoso e astruso di difficile comprensione mi riferivo proprio a quegli stili un po' oracolari ed enigmatici, tra l'iniziatico e il vago, in cui si allude e si nasconde, dicendo e non dicendo, tanto che chi legge capisce e non capisce (più no che sì).

Appunto, Luciano. Era proprio quello che intendevo dire. Grazie.

Allora intanto in ringrazio a tutti e due - le cose che mi avete detto sono molto carine - grazie:)
Temo di non aver detto tutto, ma pazienza - sulla relaizone su maschile e femminile, che ce ne sarebbero a carette. Ma pazienza.
Per quanto concerne i discorsi astrusi. non so è difficile - Luciano quando ne parlava si riferiva a me.
Capisco cosa indispettisce in effetti, ci sono diversi usi del linguaggio con rimandi intellettuali, e certi sono senz'altro fastidiosi. In certe occasioni, mi ci metto anche io, quel linguaggio è stato la casa che ti ha protetto, qualcosa di più familiare e riscandante della semplicità. E proprio come ci sono coperte di cachemire e coperte de cacca pressata, esistono ragionamenti complessi che hanno vera ragion d'essere, altri che invece sono solo coperta. Questo credo indispettisca, quando ci si rende conto della funzione meramente difensiva - distanziante. La coperta diventa di ferro. Ah Lei Non Sa Tutte Le Cose Che So Io e che Perciò Sono Fichissimo. Capisce che parlo di decadimento ontico?
Il decadimento ontico è un modo carino di far sapere che si ha letto Heidegger, e usarlo per dire che fondamentalmente i nostri sentimenti si trovavano molto più a nostro agio prima der decadimento, cioè quando c'erano gli schiavi, le femmine a casa ar focolare, i negri non salivano sull'autobus, e il sentimento è abbellito di cultura.
Certo se si parlava come La Russa si era semanticamente più precisi. Ma oltre che meno chic - si era molto più inermi, radicalmente emotivamente smodatamente inermi.
In questo senso ha ragione Alessandra, Teppista sembra quasi un eroe romantico. Imbarazzante da avere accanto però.

Il decadimento ontico me lo segno, è troppo bello :-)

Luciano, credo risulti evidente a tutti i frequentatori di questo blog che costituisco una voce dal coro come e' vero che condivido molti aspetti di una visione tradizionale del mondo. E' anche vero che non prediligo le donne che ostentano atteggiamenti da virago o un frasario che spesso sconfina nel turpiloquio ma questo non e' il punto perche' sono preferenze personali e quindi irrilevanti in un contesto di riflessione sui fenomeni e le tendenze sociali del mondo moderno. Nei miei interventi da sempre ho cercato di evidenziare aspetti che non sempre sono noti tra tradizione,religione e metafisica e come la coscienza della costante presenza del principio trascendente in tutte le manifestazioni dell'immanente si il nodo attorno il quale si e' sempre sviluppata una civilta' tradizionale. L'assenza di questa coscienza nel mondo occidentale ha lasciato un vuoto nell'interiorita' dell'uomo moderno che e' causa ed origine del suo smarrimento e della sua confusione in merito alla dimensione dello spirito ed al senso stesso della sua esistenza.

Luciano, c'e' qualcosa che non va nella rete o nel blog. Ho inviato due commenti in risposta a te ed a Zaub ma non sono comparsi.
Zaub un sincero augurio per la creatura che porti in grembo e che tu possa trovare l'alchimia giusta perche' tutte le componenti della tua vita possano coesistere in armonia.
Cerchero' di ri rispondere alla tua ultima ringhiata.

...della sua esistenza.Quando questo senso e' perso fare la mamma diventa un peso e viene confuso con la semplice funzione riproduttrice.In questo particolare blog ho indicato tendenze e modelli del mondo femminile che non possono essere motivo di rallegramento ne' per l'uomo ne' per la donna. E' un dato di fatto non un'accusa e so bene che tutte le donne non sono cosi' e non faccio mie le conclusioni da macchietta mussoliniana che si son volute attribuirmi. Essere musulmani, per esempio, non significa essere talebani. Se qui infastidiscono voci fuori dal coro si intoni pure la solita lagna monocorde ove tutti sono d'accordo nel vituperare l'intruso di turno.

Uno, la tua visione dell'uomo, della donna, dei ruoli che hanno o dovrebbero avere ha evidentemente offeso qualcuno. E' abbastanza normale, non crucciartene. Io sono una persona che raramente si scandalizza per gli altrui limiti, e se ti avessi incontrato in un qualsiasi contesto nella vita reale avrei archiviato l'incontro come sfortunato e casuale contatto con una persona parecchio arretrata culturalmente. A qualcuno invece si scalda il sangue, è una reazione normale quando magari si è stati vittime (e non è per ovvie ragioni il mio caso) di una mentalità simile alla tua. Woody Allen in un famoso sketch si recava nel Bronx e si metteva a gridare per strada "NEGRIIIIIIIIIII!!!", tu hai fatto più o meno la stessa cosa.

Uno: replico solo sulla questione dei commenti che a volte non si reisce a inserire. capita anche a me. Credo dipenda da un fatto: il sistema (stupidamente e burocraticamente) diffida che Tizio infili due o tre commenti uno dopo l'altro. Nella sua limitatezza, il sistema pensa che Tizio sia uno spam e non una persona. (O almeno questa è l'ipotesi che mi sono fatto)

ci mancava solo radioelettra.
ma c'entra? eccome se c'entra. invece di teppista, si poteva firmare ballista, ma tutto è chiaro ugualmente.
peccato per i bei interventi delle ragazze, ma non sono inutili. rimangono scritti e possono essere riletti.
credo che radioelettra abbia più o meno 55 anni. giuro che quando avrò quell'età cercherò di trovarmi passatempi migliori.

Marco, amico mio, non prendertela. Come ho già detto, se fossi costretta a scegliere ( e menomale che non è così!) preferirei un tipo alla teppista che non uno alla Uno (che cavolo di nome che si è scelto!), che si scandalizza per parole come "presa per il culo" dicendo che è turpiloquio, accusa me di essere una virago e poi finalmente, dopo un po' di commenti contarari alle sue opinioni, ammette che in fondo lui è un "tradizionalista".
Non è il caso di dire "viva la faccia", ti pare?

Peccato! Arrivo tardissimo; avrei voluto essere anch'io "prossimo all'imbecillità" (dato che in precedenza, almeno per il Teppy, ci stavo dentro fino al collo...ah...).
Faccio ancora in tempo?

Saluto tutti, ness-uno escluso.

Evidentemente i cretini per antonomasia del WEB non mancano mai agli appuntamenti! Che non ci sia, per caso, un tam-tam speciale che li richiama nel branco quando c'è qualche preda da sbranare?? Evidentemente non hanno un cazzo da fare e si divertono solo così.
Vero, caro ingegnere semi spagnolo senza arte né parte costretto a mendicare qualche consulenza in quel di Barcellona? Vero caro ex impiegato statale parassita per antonomasia delle casse pubbliche e cittadino rinnegato di Arcevia?
Devo forse entrare più nel personale come qualche imbecille insiste col fare?
Dopo un anno questo blog è solo peggiorato: un'altra buona ragione per evitare di ritornarci.
PS: Irnerio, per andare a fare in culo sei sempre in tempo !!

Uno ti ringrazio per gli auguri. un po' mi dispiace, perchè su altre cose sono più affine con te che con altri, e vedo che non riesci a capire. non usare per Dio troppo spesso, non ancorarlo a teorie le tue, ancora più relativizzabili e storicizzabili di quelle filosofiche e scientifiche. Le madri hanno fatto le madri bene o male anche da paganissime. i padri hanno fatto i padri bene o male anche da religiosissimi. Ci sono molte forze in campo, forze teoriche e politiche e psichiche e culturali. L'ateismo (che forse ricorderai non mi appartiene) può raggiungere vette di profondità che tu non immagini. Ma una delle altre cose che ci divide è il fatto che io queste altre cose le considero e ne ho rispetto, e tu meno.
Tu chiameresti Dio anche quando c'è da chiamare l'idraulico. Il che finisce aparer mio per disperezzare non solo l'idraulico ma anche il nome di Dio.

così si ripete la solita manfrina.
caro teppista, visto che ti piace essere chiamato così, sai benissimo cosa volevo dire ed è inutile cercare di sviare il discorso.
non sai assolutamente niente di me e se ti piace immaginare che la mia professione sia quella di mettere le figurine panini nelle bustine puoi continuare a farlo, tanto, come ho sempre fatto, non ti spiegherò niente.
se poi hai un vecchio conto da regolare con irnerio e me, non ci posso fare niente, nè mi interessa.
continuo a dirmi che a 55 anni troverò un modo diverso di divertirmi, però questa è una considerazione del tutto soggettiva, e anche qui sai benissimo coso voglio arrivare a dire.
non mi interessa dirti nient'altro.

ad alessandra e zau, che si sono fatte in quattro per esprimere il loro punto di vista, voglio ricordare la frase che il mio insegnante di greco al liceo ci disse con disprezzo alla fine di una lezione, convinto che non lo avessimo seguito: "far lezione a voi è come dare perle ai porci"

Teppista: perchè offenderti? Ti hanno chiamato "eroe romantico"...

Tenuto conto che la buona educazione non mi manca penso sia indispensabile rispondere, per l'ultima volta, a Luciano.
Offendermi? Ci si offende se le parole che offendono provengono da personaggi di cui si ha un minimo di stima; sicuramente per gente come marco e irnerio che intervengono solo per il gusto di fare "mucchio" contro voci non allineate al modo di pensare che regna in questa zona, non ne vale certo la pena. Chi interviene con queste frasi "...invece di teppista, si poteva firmare ballista, ma tutto è chiaro ugualmente.
peccato per i bei interventi delle ragazze, ma non sono inutili. rimangono scritti e possono essere riletti.
credo che radioelettra abbia più o meno 55 anni. giuro che quando avrò quell'età cercherò di trovarmi passatempi migliori", che sono al di fuori di ogni riferimento alla materia del post e tantomeno del mio intervento può essere classificato in pochi modi:
- O cerebroleso
- O depressso
- O frustato
Nei primi due casi, pur rammaricandomi, l'unica soluzione è il ricovero.
Nel terzo caso si faccia invece, per il proprio bene, un esame di coscienza.
Quanto alla definizione di "eroe romantico", non condividendo assolutamente il pensiero di Zauberei, posso solo prenderla come una ironica presa per il culo (leggendo la frase successiva se ne ha la precisa conferma "Imbarazzante da avere accanto però").
E in ogni caso resto sempre più convinto che questo blog sia da rifuggere per la semplice ragione che enunciava Guareschi a proposito dei Trinariciuti:
"Contrordine compagni! La frase contenuta nel foglio d'ordini trasmesso al PCI dal Politburò: "Per esternare al popolo russo il nostro cordoglio, bisogna mandare subito due fessi a Mosca", contiene un errore di stampa e pertanto va letto: "bisogna mandare due messi a Mosca"
Pe l'appunto: due fessi a Mosca.

egregio ingegner teppista,
visto che lei pone tre alternative, vorrei aiutarla a sciogliere l'enigma:
- fino ad ora non ho subito alcuna lesione al cervello, per cui non mi si può definire cerebroleso.
- posso tralquillamente assicurarle che non ho mai sofferto di depressione
- quanto alla terza opzione, non capisco come potrei essere stato frustato. i miei genitori non hanno mai usato la frusta per educare i figli.
se poi lei, pur affermando di parlare quattro o cinque lingue non conosce l'italiano e intendeva dire una cosa diversa, non so che farci.
le ricordo ad ogni buon conto che la sua palese antipatia nei miei confronti, cortesemente ricambiata, è di vecchia data ed arrivò alla "rottura" in occasione di un episodio legato ad oremburg in russia, alle tastiere in cirillico e all'amico blogger conto-terzi.
mi permisi di affermare che tutto quell'impianto era una inutile bugia. inutile perchè prendere in giro i lettori del proprio blog con invenzioni che non cambiano la sostanza delle cose, non porta niente di buono.
mi permisi anche di dubitare della sua affermazione di saper parlare l'inglese dichiarando pubblicamente che la sua frase "I cannot do nothing" in risposta ad un intervento in inglese denunciava un errore che in prima media viene segnato in blu.
un'amica laureata in lingue potrebbe confermare che la doppia negazione in inglese non ci sta.
vede signor teppista, sul web è facile essere un po' bugiardi e magari innocentemente lo siamo un po' tutti, perchè ci mostriamo per quello che crediamo di essere, ed a volte per quello che vorremmo essere. io potrei affermare di essere il presidente dell'accademia della crusca e lei sarebbe tenuto a crederci, almeno fino al momento in cui non scrivessi "dassi" o "andevamo".
è per questo che non sono mai entrato nel dettaglio della mia professione, perchè la sua laurea in ingegneria, così come la mia, sul web sono virtuali.
ed anche i masters, che io non posso inserire nel mio curriculum, non avendone mai fatti di seri, e che lei invece vanta.
mi permisi pertanto di opinare che se anche il master lo avesse frequentato per corrispondenza alla scuola radioelettra, sul web non sarebbe possibile verificarlo, nè mi interesserebbe.
è ovvio che dietro un odio (virtuale) così forte da castringerla a bannare il mio nick dal suo blog ci sta dell'altro. sopratutto il non avere simpatia per il suo idolo berlusconi, ma questa è una patologia abbastanza diffusa e che non mi disturba.
le voglio però chiarire una cosa una volta per tutte.
non provo antipatia ne odio per chi la pensa politicamente come lei.
peggio per voi, penso io.
quello che sinceramente mi fa pena è il suo comportamento su questo spazio virtuale:
- dichiarare pubblicamente di andarsene da questo blog e poi puntualmente tornarci, magari anche sotto falso nome, per più di una volta.
- inventarsi un nick col quale discutere come interlocutore per avere una opinione a supporto contro quelle della maggioranza dei frequentatori.
è in questo che le contesto il suo modo un po' deviato di divertirsi, anche se ammetto che ciascuno di noi può liberamente scegliere il modo che preferisce.
non per sentirmi superiore a lei, ma le garantisco che a conclusione di questo esame non la ritengo nè cerebroleso, nè depresso e nemmeno frustrato (si dice così e non frustato).
sono però libero di ritenerla molto antipatico.

Dirò varie cose, alcune in contraddizione con le altre.
1) In una commedia, penso che non saremmo male e che il pubblico si divertirebbe un mondo ad assistere a questi dialoghi colti e frizzanti. Certo non il pubblico piallato che segue VACANZE DI NATALE 16 oppure PORTA A PORTA ma un pubblico mentalmente adulto.
2) Come ho già detto più volte, io questa storia dei nickname e delle doppie o triple o quintuple identità stento a capirla e (se qualcuno la utilizza) mi pare davvero assurdissima e perversa.
3) L'unico modo per non esser beccati in castagna (sia nel Web che nella vita reale) non è avere una mega-agenda in cui annotarsi tutte le bugie che si raccontano e poi consultarla ogni volta che si ha un dubbio. La soluzione è molto più semplice: dire sempre ciò che è vero e ciò che si pensa per davvero (anche se non sempre è obbligatorio dire tutto ciò che si pensa).

3)

E no, "I cannot do nothing" proprio non può esistere in inglese. Due negazioni affermano.

Ciao


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