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14/01/2009

Commenti

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Per quanto riguarda il primo caso che citi, Luciano, non c'è nemmeno da discutere un attimo, mi chiedo cosa debba fare un mafioso per meritare il 41bis... mah!

Per quanto riguarda Battisti, la cosa è altresì sconcertante, pur essendo io vicino all'area di estrema sinistra e aderendo addirittura al pensiero anarchico e libertario, non capisco come le ragioni politiche possano sopravanzare le ragioni umane, uccidere un uomo, che sia pulotto, macellaio o operaio, è sempre un crimine e come tale deve essere considerato...

Ci sono scrittori (la giallista francese Fred Vargas, Massimo Carlotto, i Wu Ming...) che continuano a difendere il terrorista assassino Cesare Battisti. Da quando ho letto le loro ambiguissime dichiarazioni ho smesso di aprire i loro volumi: la Vargas comunque perchè tremendamente noiosa, Carlotto con rammarico perchè i suoi primi libri m'erano piaciuti, Wu Ming con sollievo perchè solo l'esordio di Q m'aveva convinto e poi sono diventati di una prosopopea insopportabile. Insomma, queste levate di scudi in favore di Battisti non le accetto. Pensiamo piuttosto alla grande dignità di Adriano Sofri che (pur dopo una condanna molto discutibile) sta scontando la propria pena, senza le indecenti dichiarazioni di Battisti (che non ha mai, dico mai, speso una parola di pietà verso le vittime, nemmeno una parola che fosse una)

Sul mafioso non so veramente che dire. Temo che si tratti dell'ennesimo colpo alla lotta anti-mafia. Tornano i giudici ammazzasentenze alla Carnevale e non si può dire che la coscienza anti-mafia sia al primo punto del programma del governo. Del resto, la prima richiesta deui mafiosi, contenuta nel famoso "papello" di Riina, era la cancellazione del 41 bis. Probabilmente i mafiosi adesso stanno solo riscuotendo il conto.
Su Cesare Battisti la questione è ancora più squallida.
Purtroppo in molti suoi sostenitori è ancora presente la deleteria concezione "nè con lo stato né con le BR", e pur non esprimendolo a chiare lettere, molti pensano che ... sì forse non doveva ammazzare, non si fa... però lo stato è tanto cattivo, reprime e quindi beh... insomma, una giustificazione...
E purtroppo sia i Wu Ming che Carlotto spesso hanno dato dimostrazione di questa ambiguità di fondo (e non sono gli unici). Mi spiace per loro, ma, nonostante le nobili motivazioni auto-assolutorie, consolanti e libertarie che possono essersi dati, secondo me sono solo dei miseri privi di senso della comunità. Se per Carlotto si possono trovare delle spiegazioni nella sua vicenda personale, per gli altri credo che non ci sia giustificazione che tenga. Tra l'altro sono anti-sistema a corrente alternata: quando il sistema gli permette di vendere libri allora va tutto bene...

Sottoscrivo in pieno (compresi i riferimenti alla vicenda personale di Carlotto, che resta uno scrittore a tratti eccellente. Il suo ARRIVEDERCI AMORE CIAO è un romanzo fortissimo, il lucido e impietoso ritratto di un piccolo e squallido farabutto, figlio del Nord Est dei danè e dell'arrivismo).

Battisti mi risulta che - oltre ad accoppare la gente - abbia anche scritto dei libri.
Le prese di posizione in suo favore di Carlotto & co si potrebbero quindi definire - tutto sommato - corporative: in fondo tra colleghi ci si aiuta (qualche volta).
Quel che più mi dispiace è che il Battisti suddetto sia esattamente omonimo di un altro, ben più illustre ma purtroppo defunto da tempo e ormai anche mediaticamente oscurato dal terrorista-transfuga.
Cose che succedono in un Paese dove pochi ormai studiano la storia, perchè i più la disprezzano e pensano soprattutto a farsi i cazzi propri e/o difendere ad ogni costo la propria storia personale, anche quando è indifendibile. Come fanno appunto i Carlotto, i Wu Ming e molti altri.

Dario, sono un'altra volta completamente d'accordo con te.

I libri di Battisti li ho visti, qualche volta, ma non li ho nemmeno presi in mano. Boicottaggio? Sì, certo.

Lo so che apparentemente non c'entra nulla con l'argomento ma spero che per una volta mi scuserai, Luciano. Qualcuno di voi ha visto ieri sera l'intervento dello psichiatra Antonino Andreoli a "Parla con me"? Per me è stato, senza esagerazioni, sublime. Sublime ad esempio quando ha parlato dell'amore e della fragilità dell'uomo, quando ha parlato di quelle cose che oggi molti di noi tendono a banalizzare ma non sono affatto banali, quando ha gioito del fatto che ancora c'è molto da scoprire nella mente umana ed è bello che sia così ecc .. Il tutto con intelligenza e ironia, con la semplicità mai paternalistica delle persone straordinarie, delle persone che hanno qualcosa da dire veramente e non capaci solo ad aprire la bocca. Fino a quando ci saranno persone dotate di questa intelligenza e semplicità voglio sperare, prendendo a riferimento le parole di una vecchia canzone d Fabio Concato, (Quando sarò grande) io
"avro' fiducia in quelli che verranno
e chi ha distrutto e chi ha rubato
sara' lontano, sara' disarmato".

Su questi due squallidi e schifosissimi episodi c'è poco da dire e molto da imprecare.
Non leggerò mai un libro di Battisti, tantomeno uno di Carlotto o di altri pseudo-intellettuali che si schierano apertamente dalla parte di chi ha ammazzato innocenti a sangue freddo. Nessuna ragione storica o politica giustifica un personaggio come Battisti e suoi simili. Trovo certi atteggiamenti a dir poco squallidi.

Riguardo al mafioso esonerato dal 41bis, Luciano ti chiedo il piccolo favore di controllare la tua mail perché ti ho inviato una foto. Ti sarei grata se volessi pubblicarla sul tuo blog. In memoria di Falcone, di sua moglie e della loro scorta, di tutte le vittime di mafia e in onore a tutti i magistrati che vivono in trincea e cercano di fare il loro lavoro sacrificando la propria libertà e la propria vita privata.

Luciano scusami, ma pensavo di poter recuperare il tuo indirizzo e-mail. Visto che non è possibile, potresti inviarmelo? Sempre che non sia un problema per te, ovviamente. Grazie.

Credete alla fisiognomica?

Beh, guardate la FACCIA di Battisti...

tic

P.S.
Ma ve la ricordate la faccia di Cesare Previti (scusate se mi tocca di rammentarvela)? E quella di Gasparri? E che dire di quella del sindaco di Verona, Tosi? E Matteo Salvini della Lega Nord? E Borghezio? E Capezzone? E...
Va là, che basta guardarli in faccia, questi. E si capisce TUTTO.

sulla vicenda di cesare battisti sono d'accordo coi commenti riportati sopra. evidentemente il brasile non riconosce le sentenze italiane perchè la condanna è per omicidio volontario plurimo e non ha niente a che fare con tutto il resto.

per quanto riguarda invece mimmo ganci, mi dispiace, ma la penso in maniera completamente diversa. e mi spiego.
i giudici del tribunale di sorveglianza di roma hanno applicato la legge in relazione al 41bis. non ci sono più le condizioni per l'applicazione del 41bis, per cui il detenuto passa al carcere normale.
può esserci un errore nella valutazione delle motivazioni, ma il pm o il ministro della giustizia possono, motivandolo, richiedere di nuovo tale regime ed il tribunale dovrà esaminare la richiesta e decidere.
per avere giustizia, se le leggi dicono bianco, i giudici devono decidere bianco e non nero solo perchè gli umori del momento se lo aspettano.
prescindere da tutto ciò e scandalizzarsi perchè un detenuto passa dal regime del 41bis alla carcerazione normale, senza esaminare il perchè, a mio avviso è lo stesso che richiedere la pena di morte o la tortura per determinati reati.
tu hai ucciso 4 persone e devi morire. oppure stare in carcere a vita, ma chiuso in una stanza di un metro per uno in piedi e con gli spilli sotto i piedi.
la giustizia vera, invece, dice semplicemente: tu hai ucciso quattro persone e stai in carcere a vita. punto. se poi dal carcere puoi comunicare con l'esterno e provocare ulteriori danni, aumento le misure restrittive per impedirtelo. quando non ci saranno più questi timori eliminerò le misure restrittive.
solo sul quando si può discutere, perchè ovviamente viene deciso su valutazioni che i giudici fanno dall'esame di documenti che possono anche indurli in errore.
errore umano però e non del sistema come la politica vorrebbe far credere oggi.

tic, perdona, certamente non hai mai visto la mia foto sul passaporto o quella di quasi tutti i frequentatori del blog.
per quanto riguarda la mia ti assicuro che potresti trovare le somiglianze che vuoi, ma non te la mando per la paura che tu mi assimili a quei bei tomi che hai nominato.

In base al 41bis nessuno ha le spille sotto i piedi nè viene sottoposto a tortura: semplicemente, ai mafiosi (& C) viene reso più difficile (non impossibile...magari fosse così) continuare a spadroneggiare dando ordini all'esterno. Nonsarà un caso che per la mafia l'abrogazione di quell'articolo è un punto fondamentale.
SULLE FACCE: non è questione di essere belli o brutti. Ma a partire dalla maggiore età, ognuno ha la faccia che si merita. Visto che il nostro volto e le sue espressioni vengono plasmati da ciò che siamo e da come ci comportiamo: accoglienti o diffidenti, gentili o prepotenti, cupi o aperti. La faccia (da predatrice faina) di Battisti trasuda arroganza verso il mondo, protervia e disprezzo per il prossimo.

Alessandra: il mio indirizzo è luciano.comida@libero.it

luciano,
gli spilli sotto i piedi erano un esempio. e lo hai capito. il mio ragionamento sul 41 bis poi è lo stesso che fai tu nell'ultimo intervento. non sono dalla parte di mimmo ganci. solo non sono contro i giudici a prescindere. ritengo che l'applicazione della legge sia una professione difficilissima dove si può anche commettere errori, e che gli errori vadano considerati solo incidenti di percorso purchè si lavori applicando la legge.

sulle facce: la storia di battisti trasuda arroganza verso il mondo, protervia e disprezzo per il prossimo. su questo non ci sono dubbi. sulla faccia della foto che pubblichi, che presumibilmente è la foto di un documento, vediamo quello che di lui abbiamo già deciso di vedere. ti ripeto: metà di noi hanno foto sulla carta di identità che sembrano foto segnaletiche di pregiudicati o ricercati.

Comunque mi aspettavo un atteggiamento diverso da parte del Brasile nei confronti dell'Italia, ma evidentemente le apparenze ingannano. Lo dico perchè quando il presidente Lula è venuto in visita in Italia qualche mese fa è stato accolto con tutti gli onori, tanto che Berlusconi gli ha fatto persino trovare nel comitato di accoglienza i calciatori brasiliani del Milan come Kakà, Ronaldinho e non so chi altro. Baci abbracci, sorrisi, pacche sulle spalle e il solito repertorio berlusconiano. Mi sa che la politica si fa più seriamente che non col pallone e 22 uomini in mutande, per tacere di arbitro guardalinee.
E sul tema del 41bis sono d'accordo con marcob, si può discutere e criticare una decisione del tribunale e il ministero può valutare se intervenire, ma attenzione al giustizialismo solo perché la faccia di un detenuto non ci piace o perché l'umore del momento è "rinchiudere i delinquenti in carcere e buttare via la chiave". L'altro giorno Vallanzasca, con quattro ergastoli, è uscito dal carcere per recarsi a parlare con gli studenti di una scuola della provincia di Milano. E non è un pentito, un delatore o un dissociato, semplicemnte un assassino, rapinatore di banche e sequestratore di persone, ma è bello (quasi) e sa rendersi simpatico. Non ci sono state proteste.

Sulla faccia di Battisti: esiste UNA sua foto in cui non abbia quell'espressione arrogante, figliadipapà e minacciosa?
Sul 41/bis: la mafia non è una semplice banda di ladri o di assassini, è qualcosa di assai più grave, potente, ramificato e tragico. E dato che è un qualcosa di speciale (orrendamente speciale) serve una legislazione speciale, che in altri paesi non occorre.
La lotta alla mafia è (o dovrebbe essere) una cosa seria, serissima. E' costata migliaia e migliaia di vittime (poliziotti, giornalisti, sindacalisti, magistrati, preti, politici onesti, cittadini comuni, donne, bambini). Gli appartenenti a Cosa Nostra che vengono arrestati, processati e condannati vanno tenuti in un regime carcerario diverso da quello dei detenuti "normali": va a loro impedito in ogni modo di persistere nella loro attività criminale.

Marco, condivido quanto dici sulla questione Ganci. La valutazione del tribunale di sorveglianza può diventare un grossolano errore umano. A questo punto, però, credo che entrambi i casi - ganci e battisti - siano da considerare da un punto di vista politico. L'attuale governicchio italiano preme affinché si riformi la giustizia (più che riformarla, vorrebbero cancellarla), quindi ogni scusa è buona per tirare nuovamente in ballo questo tema.Quale migliore occasione se non questa? Poiché nutro seri dubbi sul fatto che il ministro Alfano (ha il mio stesso cognome e sapessi quanto mi fa incazzare sta cosa!)capisca qualcosa di giustizia e sappia fare una distinzione seria tra casi e casi,scommetto che dopo il suo già anunciato intervento sulla questione Ganci,chiederà il trasferimento del giudice che ha valutato il caso. Il problema di fondo comunque resta: la valutazione dei casi di soggetti responsabili di delitti di mafia. E' vero che la legge è legge e va rispettata alla lettera, ma io ho i miei seri dubbi che un soggetto come Ganci, una volta esonerato dal 41bis, non torni a mettersi in contatto con altri mafiosi. Se è stato sottoposto al regime di carcere duro, vuol dire che non è un pentito diventato poi collaboratore di giustizia, di conseguenza ha fatto una scelta chiara: salvare la pelle e non farsi ammazzare dai suoi simili. Per uno così è facile fingere di essere una docile pecorella e sopportare anche il regime del 41bis che, ovviamente, non può essere applicato a vita, ma valutato secondo le circostanze. Dunque, a mio avviso, per quanto un giudice possa commettere un errore di valutazione, si tratta di un tema politico, poiché anche questo aspetto della giustizia meriterebbe una valutazione più attenta da parte del legislatore e del mondo politico in generale. Niente a che vedere, però, con quello che il nano malefico vorrebbe riformare in tema ti toghe.

Battisti diventa un caso politico dal momento in cui un paese straniero - il Brasile in questo caso - giustifica la mancata estradizione con motivazioni politiche. Lo considerano rifugiato politico, sia in Brasile che in Francia, paese dal quale è fuggito dopo l'estradizione. Ma politico de che?! Le sue idee non sono accettate e condivise poiché intrise di odio e disprezzo per la vita umana, dunque lo si deve considerare rifugiato politico e perseguitato? Se ci si volesse basare su questo modo di pensare, allora tutte le idee politiche dei peggiori dittatori di tutti i tempi sono da considerare rispettabili e tutte le guerre, gli eccidi, i massacri da considerare giusti perché commessi in nome di una certa idea politica.
Prima la Francia, poi il Brasile hanno preteso e pretendono di dare lezioni di giustizia ed umanità come se l'Italia non fosse una democrazia (sulla carta ancora lo è); Battisti ha commesso dei delitti atroci, ingiustificati ed ingiustificabili, ma mi pare che chi si schiera in sua difesa, con certe idee di libertà di pensiero,lo voglia paragonare ad un Panagulis o un Mandela.

Sulla vicenda di Battisti, oggi su Repubblica c'è un interessante articolo di Francesco Merlo (giornalista che, di solito, non mi convince ma stavolta sì) criticissimo verso Brasile e Francia.
Sui mafiosi, tutti gli esperti di lotta alla criminalità organizzata annettono grandissima importanza al "carcere duro".

no luciano, perdona.
non mi citare "tutti gli esperti di criminalità organizzata", perche in questi "tutti" allora sono compresi anche i criminologi della corte di bruno vespa che un giorno dicono una cosa e il giorno dopo il suo contrario.
il 41 bis è un articolo di legge che non fa altro che precisare e definire meglio la legge sulla carcerazione in determinate condizioni.
in fin dei conti che motivazioni ha il carcere?
io credo quella di punire, di rieducare e di separare il condannato dalla società perchè non continui a delinquere.
per i mafiosi, visto come sono organizzati, si è ritenuto che anche dal carcere, in certe condizioni avrebbero potuto continuare a delinquere, per cui il 41bis.
che è una legge dello stato legittimissima.
ma non è una legge speciale. perchè lo stato che dovesse darsi leggi speciali per affrontare certa delinquenza in modo diverso, perderebbe i crismi della democrazia.
poi, le riduzioni di pena, le grazie, il vallanzasca ergastolano che va a parlare in una scuola e tutto il resto rientrano nelle valutazioni soggettive di chi la legge deve applicare.
va concessa la grazia a totò rijna?
si, se ha pagato buona parte del suo debito verso la società, se ha completato un percorso di riabilitazione che lo abbia reso un uomo diverso, se si può scommetere che non delinquerà più. no se una di queste condizioni non è certa.
ma lo stesso discorso vale per sofri o per noi tutti.
alle, io mi fido delle tue valutazioni. anzi, sai bene che mi spaventano. ma su ganci valgono solo quelle dei giudici di sorveglianza. che, ripeto, potrebbero essere sbagliate.
tra l'altro, è vero che questo governo preme con urgenza per riformare la giustizia, ma su questi temi nessuno sta contestando niente. la riforma di berlusconi va nella direzione di sottoporre il potere giudiziario a quello esecutivo, che non ha nulla a che fare con queste cose, anche se si cerca di mettere le mani su tutto incluse queste questioni.
e non ti incazzare se porti lo stesso cognome del ministro della giustizia. sarà lui che dovrà vergognarsi di non essere all'altezza del cognome che porta.

Ricorrere a una legislazione speciale (in campi ben delimitati, come fu per il terrorismo e come è per la mafia...ad esempio il reato di "concorso esterno in associazione mafiosa"...reato che non esiste in altri paesi) non significa "perdere i crismi della democrazia". Significa prendere atto che, in una fase storica (auspicabilmente provvisoria) del proprio paese, esistono delle circostanze "speciali" che portano a delle leggi ad hoc.
Condivido la tua "triade" secondo cui il carcere serve a tre obiettivi: punire un fatto criminoso, tentare di redimere il colpevole, evitare che possa nuocere ancora. Nel caso dei mafiosi (e con Ganci si parla di un boss, efferato pluriassassino), il terzo elemento è ancor più importante: la detenzione DEVE strappare il condannato all'associazione, impedire che egli continui a dare (o prendere) ordini, dimostrare che i mafiosi non sono intoccabili e che in galera ci stanno (male e senza potere). Un boss mafioso non è un solitario ladro d'appartamento o l'assassino del proprio vicino: è un uomo organico a un sistema criminoso. E prima di togliergli il regime del 41bis vanno fatti non un controllo, nè dieci, nè cinquanta. Ma settanta volte sette.

ti devo correggere luciano.
in italia non esiste il reato di "concorso esterno in asociazione mafiosa".
esiste il reato di "concorso esterno in associazione", che viene applicato sia nei processi contro associazioni di stampo mafioso che nei processi contro associazioni a delinquere.
tra l'altro, questo reato, che non è altro che il favoreggiamento è sempre esistito nella giurisprudenza italiana come in quella di moltri altri paesi ed è stato applicato più volte contro imputati di aver collaborato esternamente con l'anonima sequestri sarda, che era una associazione a delinquere con scopo di lucro.
che poi sia stata inventata la balla che esista solo in italia fu fatto per sminuire le accuse a dell'utri o ad altri bellimbusti del genere.

L'articolo 416bis del Codice penale parla esplicitamente (già nel titolo) di "associazione mafiosa".

se l'illegalità
impera in alto...
bisogna...
che sia permessa anche
in basso... capito mi hai?

Ahò! Rubbeno tutti e voi che non rubbamo puro noantri? Che semo noantri? Li più fessi de lu paese 'ntero?

Sono capitato per caso su questo sito e sono rimasto stupito dal tono delle invettive contro Cesare Battisti (c'è perfino chi chiama in causa la fisiognomica!). Tutti gli intervenuti si limitano a citare le sentenze, senza fare alcun cenno a come sono maturate (come Battisti si sia trovato condannato a due ergastoli in contumacia, per esempio) e, ovviamente, senza dire le ragioni che hanno portato il Brasile a riconoscere a Battisti lo status di rifugiato politico. E' triste leggere tanta superficialità su di una questione - quella della legislazione emergenziale introdotta negli anni '80 - che dovrebbe invece interessare chiunque dimostri attenzione per i diritti e le questioni etiche (così giudico l'autore del blog dai temi trattati e dalle link riportate a destra). Per capire qualcosa di più sul 'caso Battisti' vi invito a leggere le spiegazioni in pillole fornite da carmillaonline (alias Valerio Evangelisti). http://www.carmillaonline.com/archives/2005/09/001506.html#001506

Conosco da anni le posizioni di chi sostiene l'innocenza di Battisti, E le trovo debolissime se non (in certi casi) gonfie di malafede.
Faccio due esempi, tratti proprio dall'articolo di Evangelisti (realizzato con una successione di domande e relative risposte).
DOMANDA: "Perché il gioielliere Torregiani fu ucciso?"
RISPOSTA: "Perchè il 22 gennaio 1979, assieme a un conoscente anche lui armato, aveva ucciso Orazio Daidone: uno dei due rapinatori che avevano preso d’assalto il ristorante Il Transatlantico in cui cenava in folta compagnia. Un cliente, Vincenzo Consoli, morì nella sparatoria, un altro rimase ferito. Chi uccise Torregiani intendeva colpire quanti, in quel periodo, tendevano a “farsi giustizia da soli”."
(NOTA DI LUCIANO/IDEFIX: l'ultima frase giustifica gli omicidi per ritorsione).
DOMANDA: "Cesare Battisti partecipò all’uccisione di Torregiani?"
RISPOSTA: "No. Anche questa circostanza – affermata in un primo tempo – venne poi totalmente esclusa. Altrimenti sarebbe stato impossibile coinvolgerlo, come poi avvenne, nell’uccisione del macellaio Lino Sabbadin, avvenuta in provincia di Udine lo stesso 16 febbraio 1979, quasi alla stessa ora"
(NOTA DI LUCIANO/IDEFIX: ma le cose non stanno così ed Evangelisti camuffa la realtà! La contemporaneità dei due crimini non scagiona per nulla Battisti da almeno uno dei due. Infatti, Battisti
venne sì condannato per entrambi gli omicidi. Ma nel caso Torregiani perchè ideò e organizzò il delitto, nel caso Sabbadin perchè fece da "palo" armato. Inoltre, Cesare Battisti uccise personalmente Santoro e Campagna.
UN'ALTRA FALSITA' DETTA PIU' VOLTE (anche sull'Unità di alcuni giorni fa) DALLA SCRITTRICE FRANCESE FRED VARGAS, secondo la quale Battisti si sarebbe dissociato dalla lotta armata già nel 1978 e avrebbe ribadito in più occasioni la propria lontananza, politica e morale, da quei metodi. Ma dove? Ma quando? Ti riporto quanto scrive Arrigo Cavallina, fondatore dei PAC, Proletari armati per il comunismo (lo stesso gruppo di cui fece parte Battisti). E Cavallina ha radicalmente cambiato vita, ripudiando il proprio passato terroristico.
Di Battisti scrive: "Nei suoi confronti sento una speciale corresponsabilità. L'ho conosciuto nel '77 nel carcere di Udine, era un malavitosetto romano (di Latina) dall'intelligenza vivace...la voglia di uscire dalla sua condizione e cercare significati più profondi. Per sua disgrazia ha creduto di trovarli condividendo i miei orientamenti politici... Uscito anche lui dal carcere, agli inizi del '78 m'è capitato a casa, a Verona, chiedendo rifugio perché aveva combinato qualcosa ed era nuovamente ricercato... Gli ho trovato ospitalità qua e là presso amici, con qualche scusa, senza dire che era latitante, e anche questa è stata una stupidaggine da parte mia, che gli amici mi hanno rinfacciato quando hanno visto sui giornali il suo arresto nel giugno del '79. Intanto con la sua simpatia e l'aria di bulletto autoironico..."
E ancora: "gli esuli hanno fatto meno elaborazione di noi, per una certa esigenza di autodifesa. Cioè: se non si presentano come quelli che hanno sbagliato tutto, hanno più speranza di avere accoglienza, in Francia. E credo che doversi presentare in un certo modo, alla fine, giochi sulla percezione di sé: risulta più difficile la presa di distanza da quanto fatto, e anche la radicalità della critica. I rifugiati in Francia danno un peso sovradeterminato al contesto di allora, e meno ai conti con sé stessi"
Ancora: "in questo sistema di pena, una pena che ricambia male con male (cioè puramente retributiva) rende più difficile all'imputato dire e riconoscere la verità . Credo che non bisognerebbe proporgli il suicidio, cioè tornare in carcere per i prossimi vent'anni, ma degli atti risarcitori. Possibile che al nostro grado di civiltà non si veda altro che la legge del taglione?"
INSOMMA, COME VEDI, Cavallina non è affatto un forcaiolo. Eppure non ha dubbi sulla colpevolezza di Battisti.


.

Insisto, rimango stupito. Premessa:non credo nell'innocenza di Battisti, come non credo nella sua colpevolezza. Semplicemenem non ho elementi per giudicare (e non spetta a me farlo, forse a voi?). Non è di questo che volevo parlare. Per ragioni anagrafiche non ho vissuto quella "stagione" ma non ho mai subito alcuna affascinazione per i '70 nè tantomento per i '60. I 'reduci' che ho conosciuto erano il più delle volte gente incattivita dalle proprie sconfitte, resa cinica dalle traversie vissute o semplicemente noiosa. Ripeto, il mio intervento non ha alcun intento di difesa. E' un tentativo di dibattito. Credo che il 'caso Battisti' sia un'opportunità per ri-discutere della legislazione di emergenza e dei danni che ha prodotto e continua a produrre. La pensa così anche Cossiga, che è uno dei suoi artefici, vogliamo dargli del matto? Rispetto alle note di Carmilla, ci sono degli errori, ma quelli che citi non li capisco perché dimostri delle certezze maggiori degli stessi autori del sito! A rileggerle - secondo il mio livello di comprensione della lingua italiana - non trovo "assoluzioni", semplicemente (tentativi di) spiegazioni. Se vogliamo segnalare gli errori di carmilla, diciamo che Livio Palladin venne ucciso in provincia di Venezia, non di Udine. Ma, ancora, non è questo il punto del mio discorrere. Il fatto che tu citi delle dichiarazioni di una persona contro un'altra per confermare le tue convinzioni (di colpevolezza) dimostra che stiamo parlando di cose diverse. E poi, se ci mettiamo a spulciare l'abnorme messe di memorie pubblicate, dichiarazioni giornalistiche, autobiografie letterarie sugli 'Anni di Piombo', possiamo trovare elementi per accusare e giustificare allo stesso tempo tutti e nessuno. La memoria non è mai un processo lineare e completamente sincero, spiegava Primo Levi.

Sono d'accordo: nè tu nè io nè la Vargas nè Evangelisti nè altri abbiamo tutti gli elementi per giudicare a pieno. Li aveva però un regolare tribunale della Repubblica italiana, che ha condannato Battisti per quattro omicidi.
COSSIGA MATTO? Stendo un velo pietoso, anche perchè non voglio venir denunciato per diffamazione.
MEMORIA: che essa sia qualcosa di complesso e contraddittorio e fallace, sono stradaccordo. (Tra l'altro in questi giorni sto rileggendo proprio I SOMMERSI E I SALVATI di Levi)
ANNI DI PIOMBO: faccio due esempi, Adriano Sofri e Cesare Battisti. Pur dichiarandosi innocente, il primo ha più e più volte, a lungo e seriamente, analizzato quel periodo e il proprio ruolo personale, rimodulando la propria vita, senza mai risparmiarsi severe autocritiche e comunque parole di pietas verso le vittime. Mentre Battisti non ha mai e poi mai detto nulla di benchè minimamente critico e autocritico, nè ha fatto o scritto o pronunciato niente di niente per avvicinarsi (nemmeno in senso empatico) alle vittime.

Non capisco tutto questo chiasso!!! Giusto chiedere l'estradizione per un terrorista e un assassino ma... per tutti i terroristi e gli assassini!!! La vergogna di questo governo e di questo paese è: quello di seguire l'onda del sensazionalismo politico vuoi di destra o di sinistra.

Con i politicanti di turno che abbiamo, proprio di questo dobbiamo occuparci?

Io ho vissuto in Giappone per due anni e, sapete chi ho visto? Ha una moglie giapponese, due negozi di griffe italiane false e... altro. Costui è Delfo Zorzi! Ricordate??? Perchè non si chiede al governo giapponese l'estradizione di costui??? Forse perchè è uno dei paesi ricchi coi quali questo governo deve intraprendere commerci??? IPOCRITI.

Noi italiani vogliamo pane, pallone e puttane... vero?

D'accordo sulle questioni generali. Ma è necessaria una precisazione: Zorzi è cittadino giapponese e dunque non può essere estradato in Italia.

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