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Lettura quotidiana della Bibbia

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10/01/2009

Commenti

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Mi permetto di dissentire Luciano, per me sbagli, comprare un libro è già di per se un piacere, trovarsi difronte alla fisicità di un volume di Checov ad esempio e portarselo a casa... è una gioia irrinunciabile! Anche se non lo si leggerà mai, difronte alla letteratura dovremmo sentirci immortali! Facendo la sintesi che tu fai, e che ho fatto anche io talvolta, si rischia di perdere il lato egoistico-irrazionale dell'acquisto, una cosa a cui io non ho nessuna intenzione di rinunciare, anche perché ho sempre criticato quelli che mi chiedevano "a cosa ti serve leggere questo libro?" e ai quali puntuale rispondo "evidentemente a niente".

Tutta l'arte è perfettamente inutile (O Wilde)

Lo so: andare in libreria, curiosare tra i banconi o negli scaffali, scegliere un libro, pagarlo, portarselo a casa...sono piaceri enormi.
(Tra l'altro, di Cechov ho il vecchio Sansoni con tutti i racconti e tutto il teatro in un unico volumone)
In realtà, so che non manterrò il mio impegno descritto nel post: cercherò solo di ridurre la quantità di acquisti.

Ah.. in fondo se perdessi meno tempo con il blog... forse qualche lettura in più ci scapperebbe, chissà... Se ci pensiamo, tra commenti di qua e di la, dispensati con la cortesia di riceverne a propria volta, altrimenti perchè farne... si perde realmente una frattaglia di tempo. L'ipocrisia è sempre stata perfettamente funzionale alla rete, come i pixel per la computer grafica. Considero i post come indumenti stesi ad asciugare sul balcone... tu blogger scegli ogni volta quale indumento lavare e quindi mostrare... In fondo, paradossalmente essere davanti ad una telecamera del Grande Fratello o pubblicare i propri pensieri in rete non è poi così differente. In nessun caso si riesce ad essere se stessi, dove c'è una vetrina mediatica grande o piccola, domina sempre la voglia di piacere... Semplicemente nel primo caso un concorrente incontra la Marcuzzi nel secondo uno si becca uno qualunque per esempio il Comida. Forse ad accomunarvi ci sarà anche l'auspicio di comprare per il futuro pochi libri... come vedi sei anche in buona compagnia!

Dubito che manterrai quanto da te scritto, in buona fede...vi saranno sempre libri nuovi, autori da scoprire e quant'altro...
Anch'io lo dissi e lo feci per un po', ma poi riprendere un mano un vecchio libro fa piacere, riprendere in mano un quinto vecchio libro...molto meno...e così si esce, si passa in libreria o in edicola...
...ne riparliamo l'anno prossimo, che ne dici ?

Giusto! Luciano perché non ti fai intubare e cateterizzare così da perdere meno tempo anche con le funzioni vitali? Anche dormire è una gran perdita di tempo, una no-stop di lettura ti permetterebbe di consumare tutti i libri che vuoi e di tenere contento gli uccellacci che fanno i bisognini sui panni stesi :))

Mi ha colpito il fatto che sapessi esattamente quanti libri hai letto durante l'anno, segno che evidentemente ne tieni una qualche evidenza. Mi ha sorpreso perchè anch'io dal primo gennaio 2008 ho cominciato ad annotare sul computer i libri man mano che li leggevo con un breve commento per farmeli ricordare meglio (alla mia non più verde età la memoria è un problema). All'inizio la cosa mi sembrava un po' infantile, mi pareva di far raccolta di libri letti come da giovane la facevo di figurine. Poi però mi sono ricreduto e mi è piaciuto molto alla fine dell'anno non solo contarli, ma anche fare una specie di classifica di quelli che mi erano piaciuti di più (a proposito, ai primi posti c'è un libro che ho preso su tuo consiglio, Norvegian Wood di Haruki). E rivedere ogni tanto questa lista mi fa in qualche modo rivivere o almeno ricordare le belle sensazioni provate durante la lettura.
Certo però che lo spazio è un bel problema. Per fortuna le scaffalature dell'Ikea costano poco, ma ci vuole pus sempre una parete libera...

Sai Luciano, mi è venuto un dubbio: che ziilo ed international network siano la stessa persona? Analizzando il linguaggio mi pare di vederci la stessa schizofrenia.

Personalmente ho iniziato a rileggere quello che ho, rivedere cataloghi d'arte, ripassare, insomma libri nuovi quest'anno pochi, anche perché ho tanto da rileggere... la memoria ha le gambe corte, almeno la mia.

Buona serata.
Rino

Anch'io sto cercando un po' di ridurre anche perchè il tempo è tiranno: devo fare i conti con sette ore e trenta di lavoro quotidiano, il tempo da dedicare alla famiglia e tante altre cose ancora. Molti libri che ho comprato o che mi hanno regalato ancora non son riuscito a leggerli. Un caro saluto, Fabio

Da oltre vent'anni, sulle agendine plaining, giorno dopo giorno tengo nota (oltre agli appuntamenti e agli impegni) anche dei libri che leggo, dei film che vedo. E' un modo (insieme al diario) per fissare alcune istantanee delle mia vita, nel tentativo di stabilire alcuni agganci per la memoria.
ZILLO: quello sul blog non è tempo perso, dialogare (anche se tramite Web) con persone interessanti non è certamente uno spreco.
SULL'IPOCRISIA: Sono abituato da anni (anche negli incontri che faccio nelle scuole o nelle biblioteche) ad "essere me stesso", cercando il più possibile la sincerità. Ovviamente non tutto ciò che penso, lo dico e lo scrivo. Però tutto ciò che dico e che scrivo, lo penso. Il blog è una vetrina? Ma sì, si può definirlo così: però è una vetrina in cui entrano anche altre persone, contribuendo ad arredarla, a farla vivere.
SUI LIBRI: ho molta voglia di rileggere cose che già conosco e che cambiano col cambiare di me stesso: lette a 55 anni sono diverse che lette a 20 o a 38. Ad esempio ieri ho ricominciato per la...quinta volta?...il libro che forse prediligo in assoluto (assieme all'Ordando Furioso). E cioè STORIA DELLA MIA VITA di Casanova. Ma mi sa che domani ci faccio un post.

regalare un bel po' di libri alle biblioteche e continuare a comprare i libri che nel frattempo escono e ci stuzzicano. Del resto si cambiano spesso gusti e interessi. Non è detto che tu voglia leggere un libro comprato 10 anni fa!

rinunciare a comprar libri mi sembra problematico, anche se non si sa più dove metterli. poi ci sono le biblioteche, sia a bologna che a barcelona, fornitissime.
a la centràl di barcelona c'è tutto, in spagnolo italiano inglese francese e anche in catalano. c'è pure michele crismani.
tra l'altro con la tessera della centràl si hanno forti sconti ad esempio nei concerti al palau de la musica, ed altro.
alle, vacci piano a fare certe considerazioni sullo zio. è molto permaloso.

Guarda non hai tutti i torti.
Il tempo per leggere, piacevolissimo e gustoso, non è sempre ritagliabile tutti i giorni.
Io ad esempio se sono nervoso per cose mie oppure ho altri impegni che occupano la mente ( tipo studiare il mattone di commerciale o preparare un articolo...) difficilmente trovo la concentrazione giusta.
Anche il discorso di accumulare libir da leggere è pertinente.
Proprio ieri ho preso in una bancarella dell'usato una cinquina di volumi ( Lieber, Simmons, Rendell, un libro sulle catastrofi naturali etc.).
Quando sono tornato a casa e ho trovato una decina di libri ancora da finire m è venuta un pò di tristezza. Concordo insomma.

Non comprare libri è cosa ardua, almeno per me. Però se si possiede una biblioteca ricca come quella di Luciano, in effetti si può tagliare un po' la spesa. In realtà anch'io ho adottato questo metodo da un po', perchè non so più dove mettere i libri.Io ed una mia amica stiamo per mettere su una biblioteca per un'associazione, perciò penso che alcuni miei volumi andranno a finire lì.

Marco, francamente della permalosità di certi soggetti, che ogni tanto appaiono su questo blog solo per dire cretinate e offendere gratuitamente, non mi importa assolutamente nulla. ;-)
In realtà, come tu stesso hai certamente capito, i soggetti di cui parlo, vogliono solo provocare perché hanno argomenti.

Errate corrige: perché NON hanno argomenti.

Non ho idea di quanti libri abbiamo tra me e mio marito, ma suppongo svariate migliaia considerando le pareti piene e le doppie file.
Concordo con il perfido zio che anche per me l'attività bloggheristica ha portato a una diminutio letturae, ma la questione non mi ha turbato eccessivamente. Certo è che proprio come al grande fratello la parte desolante a volte non sono i protagonisti o i conduttori.... ma certuni dei commentatori, che proprio come nel pubblico della Marcuzzi, esprimono il livore di chi non è protagonista affatto. Io dico - Zio, aprite un blog! costa morto de meno che una casetta con tante telecamere.
Detto ciò - non resisterai Luciano non resisterai. non si leggono i libri come si consumano li pacchi di pasta. Incontri un titolo e scatta una passione incontrollata, ed è una lussuria che tutto sommato ha ben poco di male.

Luciano sai che sono in una condizione analoga alla tua, sia per quanto riguarda lo spazio in casa, sia per quel che attiene alla (scarsa) possibilità di avere il tempo sufficiente (il tempo ormai breve, come dice il tiolo di un libro - tuo -di Marcoaldi che ho qui vicino).
Eppure, infaltimente, nel leggere il tuo post ho pensato che me ne sarebbe venuto qualcosa: probabilmente sarei una volta di più destinatario di una tua prodigalità quando decidessi di disfarti di un metro cubo di carta stampata.
Forse andrebbe riscritta quella massima che recita, nella nuova versione: "Comportarsi come se si dovesse morire domani, leggere come se non si dovesse morire mai".

Zauberei ha ragione: la lettura, la ricerca e l'acquisto di libri sono assai vicini alla lussuria (parola che mi piace moltissimo).
Per citare Casanova: "la moderazione rovina i piaceri"

Pensi di farcela? Io sento che non ce la farei. Posso non comprarmi ( e leggermi) Arbasino "vita bassa"? già so che sarà un godimento .
Il fatto è che desidero leggere non solo i classici i grandi monumenti che tu indichi, ma anche le piccole scoperte, o le provocazioni o i saggi che svelano un nuovo aspetto della realtà
come posso fare?
marina, angosciata

No, no, non rinuncio al piacere di entrare in libreria, aggirarmi tra gli scaffali, sfogliare le pagine, soppesare i volumi, rimanere incerta se prendere o rimandare l'acquisto di un libro, tornare indietro all'ultimo minuto per riprendere un libro che avevo rimesso sul suo scaffale perché mi all'improvviso lo sento indispensabile, tornare a casa e sfogliare ancora i recenti acquisti, decidere quale cominciare a leggere per primo...
No, no, non esiste proprio!!! Continuerò a comprarli... piuttosto risparmio su altro.

Più ci penso (e con i vostri commenti-confessioni mi state aiutando a farlo), più mi convinco: la bulimia libresca che ho avuto per decenni (e che ancora ho) mi porta ad accumulare volumi che mi interessano ma che non riuscirò a leggere (nè per intero nè in parte). E ciò va a scapito di molti libri che vorrei per davvero conoscere e che, pur avendoli negli scaffali, devono sempre cedere il posto alle novità. E allora mi chiedo: quanto conta la pubblicità? Le recensioni compiacenti? Gli ammicchi nei banconi delle librerie? Adesso che sto scrivendo al pc guardo davanti a me e vedo gli scaffali della mia libreria: basta un colpo d'occhio affinchè decine e decine di titoli non letti (oppure che vorrei rileggere) schizzino fuori. Ha senso allora un continuo accumulo? Acquisto molto molto molto più di quanto io possa riuscire a "consumare". Non sono io preda di una distorsione del meccanismo desiderante? Non ha maggior senso e pregnanza rallentare il processo accumulatorio per scavare in ciò che già ho? Non è forse più "sano" desiderare ciò che già ho piuttosto che farmi cogliere da voglie per ciò che non ho? Con questo non viglio dire "LUCIANO, TI E' VIETATO COMPRARE ALTRI LIBRI". Sto dicendo una cosa diversa: "LUCIANO, COMPRA SOLO IN CASI ECCEZIONALI E GODI DI CIO' CHE HAI"

Io devo dire, sono assolutamente impermeabile a pubblicità e recensioni. No sono permeabile nel senso che siccome ho una vocazione alla bastiancotraritudo come arriva uno e me dice: compra questo - io non compro.
E non credo luciano che te compri assecondando sollecitazioni esterne in eccesso.
Invece mi chiedo - e se te soffrissi di buonismo editoriale? Di assenza di principio discrimatorio come i casi bulimici gravi?
Io dico, non è che bisogna comprare solo in casi eccezionali, ma propongo una gerarchizzazione crudele delle occaisioni. Una cattiveria antidemocratica dello scaffale librario.
A una certa età uno si conosce abbastanza e aldilà del tempo tiranno, sa che alle volte si può cader preda di false seduzioni.

Zauaberei sta interpretando piuttosto bene il mio pensiero. Unico appunto: lei propone una "gerarchizzazione crudele delle occasioni". Io propongo "comprare in casi eccezionali".
Più o meno, gira e volta, stiamo dicendo la stessa cosa.

Meno male che son "solo" libri.
Pensa fossero donne.
Quando ti compri un libro
in realtà Cosa ti compri ? Quale affetto, quale emozione, quale sensazione ?

Belle domande. Provo a rispondere: nei miei rapporti con le donne sono sempre stato (volta per volta) monogamo e ogni volta pensavo/speravo che quella relazione durasse per sempre. SUI LIBRI: l'acquisto è diverso dal farmelo prestare. Nel primo modo infatti il libro (con tutto ciò che contiene, di reale e di promesso) diventa in un qualche modo "mio", nel senso che ciò che l'autore ha scritto può entrare a far parte di me, estendendo in tal modo la mia vita e le mie esperienze. Quando leggo un'opera di narrativa, VIVO quella storia, DIVENTO quei personaggi, MI TRASFORMO in quel punto di vista, MI ARRICCHISCO mediante quello stile, SPERIMENTO pensieri ed emozioni ed esperienze nuovi. Come sai benissimo anche tu, chi legge vive a più dimensioni e con più tonalità di chi non legge. Forse l'acquisto è un tentativo per fermare il tempo del desiderio rendendolo stabile. Come se io pensassi: se quel libro diventa mio, potrò leggerlo e goderne quando vorrò, senza il rischio di non trovarlo più in commercio, quel libro entra a far parte della mia casa e dunque della mia esistenza quotidiana, in attesa della vera e propria lettura. Se in questo c'è una sorta di erotismo nascosto e a suo modo perverso (nel senso originale di "distolto dal suo obiettivo")? Forse sì. E ulteriori indizi ne sono i piaceri tattili, visivi e olfattivi di leggere un libro cartaceo.

(da una che nel 2008 ha letto 70 libri).
Massi', Luciano, qualche libro in meno male non fa .
Simona Vinci, nel suo blog, scrive , dopo aver citato una frase che parla del peso sproporzionato che si dà ai libri ,'Il mondo va toccato, prima che letto'.
C'è tanta fuffa in giro, si può dimezzare tranquillamente la spesa.

Continua a pensarci (alle "belle domande") Luciano
e poi una mattina ancora nel dormiveglia oppure una sera giusto prima di prendere sonno
troverai la e le risposte.
Non ti arriveranno tutte assieme. Poche per volta. Risposte che solo tu puoi conoscere.
Buona fortuna.

P@ola: penso che le risposte alle tue domande siano più o meno quelle che ho abbozzato nel mio precedente commento. Anche perchè sono temi su cui ho riflettuto a lungo, domande che i ragazzini mi fanno spesso negli incontri ("a cosa serve leggere?", "perchè ti piacciono i libri?", "potresti vivere senza libri?", "cosa ci trovi in un libro?" eccetera eccetera). La risposta (fondamentalmente) è che leggo perchè a me piace la vita, sono curioso del mondo e delle creature che lo abitano, sono affamato di storie: nei libri (ma non solo in essi) trovo nutrimento per queste passioni.

"sono affamato di storie"
...perchè la storia della tua vita Non ti basta ?

Ovviamente no: le storie (siano esse vere oppure inventate, da me o da altri) fanno parte della mia esistenza. Un bel proverbio hiddish dice: "Dio ha creato l'uomo perchè anche Dio vuol sentirsi raccontare storie". Ecco, io credo che una caratteristica di noi umani sia proprio questa: il bisogno/godimento di storie.

64 libri? ma allora il mondo è pieno di matti che come me prendono nota di tutto ciò che leggono! la cosa mi conforta molto. anche io quest'anno ho deciso di non comprare libri: mettendo in ordine la libreria mi sono resa conto di averne una cinquantina ancora non letti, e di essere a posto per il 2009. però non comprare più libri è un sacrilegio luciano! io da settembre sono riuscita a comprarne solo uno(mascherandolo biecamente sotto la carta da regalo per mia madre) ma dopo quattro mesi sto già dando fuori di matto e ho anche finito i libri in spagnolo che mi ero portata dall'erasmus quindi... vanno bene i buoni propositi per l'anno nuovo, ma che siano realistici :)

Il titolo del post ("non comprerò più libri") era volutamente esagerato. In realtà immagino che, con grandi sforzi di volontà e bave di desiderio, acquisterò MENO libri.

Luciano Luciano.. innanzitutto ti segnalo anobii.com .. un social network grazie al quale ti puoi costruire on-line la tua libreria e dialogare con lettori che hanno gusti simili ai tuoi.. in secondo luogo... seimila/settemila volumi? Potrei andare in shock da overdose entrando a casa tua. Spero presto quindi XD E io che credevo che una ventina di libri da leggere fosse un impedimento per comprarne altri (e limitare le spese). Ad ogni modo, si, è un buon proposito, nonostante venga a mancare meno proprio quel gusto di prendere un libro in mano e farlo proprio (magari leggerlo in un secondo o terzo momento !) .. ma... beh, secondo me seguire il cosniglio di chi dice 'dona ciò che hai e non hai più voglia di leggere e fai spazio ai nuovi che ti stuzzicano' mi pare un buon compromesso..

Sempre più spesso mi capitava di trovare, a casa mia, magari in seconda o terza fila, qualche libro che avevo del tutto dimenticato di avere. Ed era (per certi versi) come ricomprarlo (e per giunta gratis).
Sto sempre più scoprendo il gusto di ri/leggere, di riassaporare, di approfondire, di scavare in terreni che conosco già ma che merita setacciare meglio, per gustare e metabolizzare più dentro e più a fondo. Se è grande la gioia di scoprire qualcosa, è grandissima la gioia di ri/scoprire. (Che uno dei motivi per i quali si ama per decenni la stessa persona. Io amo mia moglie e sto bene con lei, a grandi linee la conosco ma ci sono sempre nuovi ed emozionanti territori relazionali da esplorare. Preferisco la nutriente monogamia piuttosto che saltare da una partner all'altra. E così, forse, pian piano, sto imparando a fare con i libri: ri/leggendo per l'ennesima Proust o Casanova, Simenon o Dick, Pirandello o Whitman, Ariosto o Schultz (di cui tra l'altro non ricordo mai se ci va oppure no la "t"), Heller o Hoffmann, ri/scopro lati inediti, ri/provo felicità e questo continuo ritorno ingigantisce il piacere e dilata il senso dell'esperienza.

Ecco, dopo questo tuo ultimo commento ti capisco meglio. Sei stato più chiaro nell'esposizione.
.
Allora anche per me vale il tuo "Sto sempre più scoprendo il gusto di ri/leggere, di riassaporare, di approfondire, di scavare in terreni che conosco già"
Solo che io - erroneamente - pensavo che ciò si potesse fare con i saggi e i libri economico-scientici e mooolto meno con la letteratura. Era una distorsione della mia mente o del mio pensiero.
ciao
buona serata

P@ola: è bellissimo quando, parlando con gli altri, si chiarisce meglio il proprio pensiero. Adesso è capitato sia a te e che a me.
SUI ROMANZI E I RACCONTI (MA PURE I FUMETTI): a distanza di anni, leggendoli e rileggendoli, vedendo che adesso li apprezziamo di più o di meno o diversamente, ci rendiamo conto che noi siamo cambiati e che quel testo è mutato con noi, forse addirittura ha contribuito a modificarci, a farci diventare ciò che siamo. La nostra vita interagisce con ciò che leggiamo: noi siamo anche ciò che leggiamo e il modo in cui lo facciamo. Ecco perchè certi libri che non ci piacevano finiscono con l'appassionarci, e viceversa. Ma altri ci accompagnano (pur evolvendosi assieme a noi) per tutta la vita.

Caro Luciano, per quanto mi riguarda con questo proposito sfondi una porta aperta.
Io sono una lettrice "debole" nel senso che 64 libri l'anno me li sogno. E' già grassa se ne leggo 4 o 5. Per questo ho molta ammirazione e riverenza per i lettori forti come te e come tanti comuni amici blogger.
Però a me un libro lì sullo scaffale che non riesco a leggere per mancanza di tempo o peggio dimenticato, come dici tu, in terza fila fa una tristezza assoluta.
Ergo, preso atto della mia lentezza, NON entro in libreria, NON leggo recensioni di libri finchè la coda di quelli in attesa non si è un po' smaltita.

Per quanto riguarda il rapporto con il libro di carta, sono sincera e l'ho scritto anche in questo post
Il profumo delle pagine
scatenando lo sdegno di molto amici blogger: non la condivido.
W i libri dati e presi in prestito e W (perchè no? Reggiti!) anche gli audiolibri.

Non è venuto il link:

http://artemisia-blog.blogspot.com/2008/09/il-profumo-delle-pagine.html

Ciao!

Io sono invece uno di quelli che già compra pochissimi libri per motivi meramente economici...ma tra le biblioteche ed i regali nel 2008 ne ho letti 52: un piacere immenso. Sul rileggere: ci sono libri che lo esigono. Penso in primo luogo a "Memorie di Adriano": leggerlo per la prima volta è come attraversare una foresta. Riattraversarla più volte, per percorrere il maggior numero di sentieri possibili all'interno di essa, è doveroso: poichè la Yourcenar ci ha messo trent'anni a scriverlo, il minimo che possa fare un lettore è tentare di cogliere il più possibile di questo lavoro e di questo libro straordinario.
Un altro autore che ho riletto molto è Garcia Marquez: anche in lui ci sono migliaia di storie secondarie che la prima volta sfuggono, presi dal flusso di quella principale, ed è dunque bello e giusto ritornarvi per dare ad esse la giusta attenzione. Poi, ad esempio, "L'amore ai tempi del colera" è il libro della mia vita, quindi lo rileggo sempre con estremo piacere.

Ritorno sull’argomento, Luciano, dal momento che anch’io nel passato ero stata mossa dalla tua stessa esigenza: leggere, leggere e imparare dalla vita, dalle storie degli altri.
Poi ho avuto una crisi personale.
Ed è stato a quel punto, mentre mi accingevo a redigere un mio nuovo CV e non ci riuscivo, fu allora che la mia analista mi disse “ Signora Lei pensi al suo Curriculum e la smetta di guardare a cosa fanno, a come si comportano gli altri…”
Allora compresi. E smisi di leggere romanzi.
Cominciai invece a leggere trattati e saggi. Per meglio comprendere me stessa.
-
Questa è “solo” la “mia” storia. Solo una testimonianza, la mia testimonianza.
Ciao.

Comprare libri è un piacere sessuale...

tic

Lo so, Tic: è come incontrare una donna nuova. Ma riscoprire libri già presenti nella libreria di casa è come reinnamorarsi della propria moglie.

reinnamorarsi della propria moglie...questa mi suona strana, perché quando riemergo dalla lettura di un libro che mi ha appassionato e conquistato, già letto o inedito, la mia compagna si compiace del fatto che sono tornato a darle retta :-)

Carissimo Luciano,
mi trovo nelle tua stessa (identica) situazione. Nel seno che anch'io ho la casa invasa dai libri. Oltre alla questione tempo, c'è la questione spazio.
In effetti mia moglie e io stiamo valutando la possibilità di trasferirci (con le nostre tue bimbe) in un monolocale... lasciando l'appartamento ai libri.
:-)

Splendido il lapsus ("seno" invece di "senso") di Massimo: proprio perchè la discussione stava vertendo sul rapporto libri/donne.

Lo credo che ti suona strano
"reinnamorarsi della propria moglie...questa mi suona strana"
tu sei sempre solo stato innamorato di te stesso...
e più invecchi meno maturi.

:-)

A me capita spesso, di reinnamorarmi di mia moglie, di sentire il cuore (e non è cardiopatia)che accelera o perde un colpo o fa un salto quando la vedo o quando penso a lei, di sentire violentemente la sua mancanza anche dopo tre ore che ci siamo salutati per andare al lavoro...Io sono davvero convinto che un amore possa durare per l'intera vita: bisogna però accudirlo e alimentarlo costantemente.

ma non si stava parlando di libri? Mi devo essere perso qualche puntata...

Si è scivolati nel discorso sulle donne partendo da un'affermazione di Tic: che la lettura è un piacere sessuale.

ah ecco...allora adesso si capisce.
Anche se non sono troppo d'accordo, nel senso che il piacere sessuale ha una componente intellettuale di gran lunga inferiore rispetto alla lettura...anzi, no, è la lettura che ha una componente fisica di gran lunga inferiore rispetto alla sesso, mentre quella intellettuale probabilmente è la stessa.

Dottori dottori (DISSE CATARELLA A MONTALBANO-GCANC). Bene nun lo afferrai, 'stu concetto, che pe'mmia è un poco complicatiello. E si lo giri o si lo volti, sempre se ne fuì como na biscia d'acqua frisca.

È fatto apposta per essere rivoltato e rigirato. Il senso esatto e preciso non lo so neanch'io, ma l'ho scritto di getto pensando al rapporto corpo e mente. Hai presente le mani che si disegnano di Escher? Ecco, il corpo disegna la mente che disegna il corpo che fa sesso e legge. Complicato anche questo? In effetti...va be', diciamo che per leggere ci vuole molta mente e poco corpo (giusto gli occhi e le mani che reggono il libro e girano le pagine), mentre per fare sesso ci vuole molto corpo e molta mente che dà impulso e motivo al corpo. Forse così è meno complicato, anche se letterariamente aveva più fascino l'altra forma. In quel senso contraddicevo l'assunto del leggere come piacere sessuale. Chiaro sono stato?

Dottori dottori. Chiaro non foste. Ma la colpivolezza del mancato capimento è mmia che da regazzino nun astudiai manco la fine de la tirza media. E poi....dottori Gancio, chi ha da essere che Esce?

Miiiiiiiiiii, io esce!

Sti leggendo un articolo e quando sono arrivata a questa frase
:
"Remo Bodei, filosofo, sostiene che nei paesi dell’Occidente in cui il benessere è relativamente esteso, una delle forme di disagio più diffuso è rappresentata dalle speranze deluse. Cosa fare? Il rimedio, secondo Bodei, all’invalicabile limitatezza dell’esistenza individuale è vivere altre vite per mezzo di una immaginazione alimentata dai testi letterari e dai media. Ciò porta al rischio della dissoluzione della realtà nella fantasia. "
ho pensato a te....
ciao

Certo: questo rischio esiste. Ed è la cosiddetta "evasione". Cioè la lettura (o il consumo di film o telefilm) SOLO per scappare alla propria deludente vita reale, rifugiandosi nelle esistenze più interessanti della nostra dei personaggi della finzione.
Tutt'altra cosa è nutrire la nostra anima, la nostra intelligenza e la nostra ensibilità attraverso il contatto con i libri (che non sono solo romanzi o racconti ma anche saggi, poesie, filosofia, teologia, studi, autobiografie, fumetti, diari, opere di storia, poemi, fiabe e così avanti).

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