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« Le maggioranze hanno ragione? | Principale | Silvio Berlusconi ha un disturbo mentale grave? »

23/10/2008

Commenti

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Ma cosa aspettano a fare intervenire gli infermieri???

Dateci Sarkozy, dateci la Merkel! Dateci una destra liberale. Che sia un avversario forte ma decoroso. Di cui non ci si debba vergognare ogni giorno che Dio manda in terra.

Sei malizioso! Lui ha smentito per far contento Michele Serra che glielo aveva chiesto espressamente.
marina

Sante parole quelle di Prezzolini!
Quando, subito dopo le elezioni, presi dalla rabbia dicemmo che chi ha votato per il nano di merda è un imbecille, molti risposero che è offensivo, che bisogna aver rispetto anche per chi è di opinioni politiche opposte, che il pluralismo è alla base della democrazia e bla, bla, bla... Va bene, tutto questo va bene, ma dove cazzo è la democrazia in questo paese? E perché dovrei avere rispetto per chi ha mandato a governare un ladro, un falso, un bugiardo, un piduista?
Perché devo vergognarmi di essere italiana?

Ciao Luciano.
Vedi, la risposta, infondo, te la sei data da solo al punto 1 del tuo precedente post:"Le maggioranze hanno ragione?
1) La domanda è formulata malissimo ma la risposta è semplice: no.
Infatti ti domando: che ne facciamo del diritto di chi vuole frequentare la scuola,non vuole fare assenze,non vuole rischiare di perdere l'anno scolastico ed è daccordo con la riforma? Oltretutto ti dico: si al diritto di sciopero; si a forme di protesta ed a manifestazioni di dissenso,a patto che non ledano, incivilmente, la libertà ed il diritto altrui. Un no quindi secco e categorico da parte mia alle azioni che ledono la libertà ed il diritto altrui. Spero che, almeno su questo, tu sia daccordo con me.
L'Italia è anche il paese nel quale in nome della libertà di manifestazione e di sciopero, si bloccano strade, autostrade, stazioni ferroviarie, ponti, aereoporti. Ieri a Napoli, ad esempio, una inattesa,improvvisata e non autorizzata manifestazione sulla tangenziale, ha paralizzato il traffico intorno alle 12,15.tra Pozzuoli ed Agnano. Ho dovuto lasciare l'auto in un'area di sosta ed ho dovuto fare a piedi,di corsa, 3 chilometri per uscire dalla tangenziale;ho preso poi un taxi per andare a recuperare l'auto dopo oltre due ore. In una delle auto bloccate c'era un giovane che aveva preso la tangenziale per accompagnare in ospedale, al pronto soccorso il padre e non sapeva come fare; una donna si disperava perchè doveva prendere l'aereo...ecc.ecc.
Qualche settimana fa analoghi episodi per alcune proteste all'aereoporto di Capodichino, altre per la questione discariche e così via, tra gente che non riesce più a lavorare con serenità,che perde ore di lavoro, giornate e soldi, che non sa a che ora, se, e con quale mezzo potrà fare ritorno a casa.
A te le conclusioni.

ci sarebbe da discutere sull'intervento precedente, che però evita di dare la risposta al post di luciano:
berlusconi è un pagliaccio oppure no?
berlusconi è un pagliaccio.

"Luther": un porno?

Chi ha votato per il nano di merda, Alessandra, in genere è un imbecille.
Talvolta è un farabutto.

tic

lapidario!
io non ne posso più1 come si fa a votare un simile figuro?

Ciao marcob.
Hai ragione, non volendo, nel mio precedente intervento, non ho risposto all'interrogativo di Luciano.
Ebbene, se Luciano ritiene che si debba definire Berlusconi "un cialtrone" (persona della quale non fidarsi) per essersi smentito da un giorno all'altro sull'utilizzo delle forze dell'ordine....,non sarò certo io ad arrampicarmi sugli specchi per contraddirlo. OK. Berlusconi ha fatto i suoi, troppo eclatanti, passi indietro sull'argomento e si becchi anche il "meritato" "cialtrone" da Luciano,che si esprime, in genere, comunque in un ambito di correttezza linguistica. Gliene devo dare atto.
C'E' INVECE di molto peggio, sotto i nostri occhi, visto il diverso vocabolario, che altri hanno a propria disposizione per un evidentissimo, profondamente diverso livello culturale e di civiltà.
Ma passi indietro di Berlusconi a parte, sono fermamente convinto che gli scioperi, le proteste, le manifestazioni di dissenso di alcuni, che non devono e non possono mancare e non possono essere represse in una democrazia, non possono calpestare il diritto di altri che, al contrario,non vogliono manifestare, non vogliono dissentire e vogliono continuare tranquilli il proprio lavoro. Oltretutto, come dicevo nel mio precedente intervento, interruzioni di pubblici servizi, ostacoli alla circolazione stradale, autostradale, ferroviaria ecc. possono tradursi, spesso, oltre che in danni economici per qualcuno, in grave pericolo per la vita di qualcun altro. A presto. Giuseppe

giuseppe,
qui c'è in gioco l'istruzione, la scuola, l'università, la ricerca, ergo la linfa vitale del paese.
non si tratta di un sit in sulla ferrovia per una discarica da far fare altrove. a proposito, da quanto dici, le proteste per le discariche ci sono ancora. vivendo lontano, avevo capito che tutto fosse stato risolto con la pace di tutti. avevo frainteso.
ma torniamo alla scuola.
non voglio entrare nel merito dei singoli provvedimenti perchè è facile che, vista la mobilitazione, qualcosa sarà cambiato, dopo di chè sentiremo il solito ritornello che nessuno aveva parlato di classi differenziali, ma di percorsi diversi, nessuno aveva detto maestro unico, ma quasi unico e così via.
il problema è il metodo.
ogni governo, appena arrivato, vuole riformare la scuola. credo che le riforme della scuola siano cominciate prima che io nascessi.
ma questo governo ha battuto tutti i record. in tre mesi, senza alcuna discussione con le parti interessate, e per decreto ti cala una riforma nella quale togliendo sette miliardi ti vuol far credere di darti di più e licenziando 120 mila addetti ti assicura di incrementare il servizio.
guarda che quando parlo di parti interessate parlo anche del parlamento, che è stato tagliato fuori sia dalla discussione sulla scuola, ma ancor prima dalla discussione sulla programmazione economica che ha generato il tutto.
di fronte a simili aberrazioni, l'occupazione dell'italia intera sarebbe sacrosanta.
se tu devi lasciare l'auto in una piazzola di servizio o se una signora perde l'aereo, mi può dispiacere, ma sono effetti collaterali.
la responsabilità è di che le cose le vuole imporre, e finchè ci saranno manifestazioni e occupazioni significa che la democrazia non è ancora morta.

Giuseppe e cosa ne facciamo di chi non vuole che vengano dati soldi ai banchieri?
Cosa ne facciamo di chi non vuole che vengano dati soldi a Catania per coprire le malefatte di Scapagnini & co?
Cosa ne facciamo di chi non vuole l'abolizione dell'ICI per gli immobili del Vaticano destinati ad uso commerciale?
e tanto altro???
La democrazia va difesa, anche nelle università e le scuole, la maggioranza "governa" vorrà dire che (i pochi) che amano questa, non riforma, ma "pota" della cultura in Italia se ne faranno una ragione, come ce ne facciamo una ragione noi comunisti di non stare al governo.

Non governo, ma parlamento intendevo.

@Tic: non sarei così lapidaria. Ci sono anche elettori del PDL in buona fede. Li puoi chiamare illusi, li puoi chiamare poco informati ma non necessariamente imbecilli. Anche perché la categoria è ampiamente rappresentata anche a sinistra/centro. Uno che ha creduto alle fumisterie del PD non lo definirei certo un fulmine di guerra...
@giuseppe: Ohhh, sei rimasto bloccato in tangenziale! Ma quanto mi dispiace, è vero non bisogna bloccare i luoghi pubblici.
Quindi converrai con me che le indegne gazzarre e la prolungata interruzione di pubblico servizio e strade organizzate l'anno scorso dalle corporazioni di tassinari e camionisti e fomentate da politici PDL che ci hanno costruito sopra il loro consenso andrebbero punite con la giusta durezza. O ti danno fastidio solo le proteste degli altri?

Giuseppe: la democrazia non è "chi governa fa quello che gli pare e gli alri se ne devono stare zitti". La democrazia è il confronto, e a volte anche lo scontro, fra diverse opzioni. E poi, a mio avviso, c'è una profonda e radicale differenza tra diverse proteste. Ad esempio i tassisti ricordati da Eeka, che fomentati dalla destra e dallo stesso Berlusconi paralizzarono Roma e altre città, agivano in totale dispregio delle regole (e aggredendo fisicamente chi non si accodava) solo ed esclusivamente per un becero interesse corporativo. Gli studenti e i professori si mobilitano per i diritti di tutti (dignità della scuola pubblica, finanziamenti alla ricerca, sistema scolastico aperto a ogni giovane cittadino)

Magari illusi, sì, eeka: hai ragione. Illusi, non imbecilli.

Ma anche un po' orbi, dai, o magari solo un po' strabici, o magari smemorati, o magari distratti.

Cito: "@giuseppe: (...) converrai con me che le indegne gazzarre e la prolungata interruzione di pubblico servizio e strade organizzate l'anno scorso dalle corporazioni di tassinari e camionisti e fomentate da politici PDL che ci hanno costruito sopra il loro consenso andrebbero punite con la giusta durezza. O ti danno fastidio solo le proteste degli altri?".

Secondo me a Giuseppe non danno fastidio solo le proteste degli altri. Il problema di Giuseppe è quello di molti altri elettori del PdL: una certa smemoratezza, una certa distrazione. Per carità, son quasi tutti in buona fede, gli elettori PdL: solo che han poca memoria.
Ma non sono certo imbecilli. Questo no.

Sul fatto che molti farabutti votino PdL, però, non recedo: perché è vero.
Ad esempio, gli evasori fiscali non votano certo per quei partiti che, una volta al governo, hanno dimostrato di volerli combattere e li hanno combattutti.

Condivido le opinioni di Tic e Luciano. E ribadisco quanto ho detto nell'altro post sul'argomento "le maggioranze": chi governa un paese democratico non può assolutamente credere di poter fare il proprio porco comodo in barba alla Costituzione e ai diritti dei cittadini. Il potere va gestito con intelligenza, con saggezza e con onestà. Tre doti che al nano mancano.

@Tic: sì un po' smemorati, o meglio con una memoria selettiva molto efficace.

Sui molti farabutti non posso che concordare con te.

Sono stato molto chiaro, cari tic, Eeka,ecc. nonostante voi facciate finta di non capire. O la vostra memoria è tanto corta da non ricordare quanto avete letto un attimo prima, mentre poi scrivete la vostra contro-risposta?
Quindi ripeto quanto ho scritto nel mio precedente commento:"...gli scioperi, le proteste, le manifestazioni di dissenso di alcuni, che non devono e non possono mancare e non possono essere represse in una democrazia, non possono calpestare il diritto di altri che, al contrario,non vogliono manifestare, non vogliono dissentire e vogliono continuare tranquilli il proprio lavoro". Ed ancora: "...interruzioni di pubblici servizi, ostacoli alla circolazione stradale, autostradale, ferroviaria ecc. possono tradursi, spesso, oltre che in danni economici per qualcuno, IN GRAVE PERICOLO PER LA VITA DI QUALCUN ALTRO".
A me da fastidio, insomma, l'inciviltà del modo di protestare, che si traduce nella negazione del diritto altrui. E questo da qualsiasi parte venga. Si vuole protestare? Lo si va a fare a casa del sindaco, sotto il municipio, fuori la villa del ministro.
Se poi, per non prestare il fianco alla eventuale inconcludenza(?), malafede(?) di qualcuno che mi accusa di non avere memoria, devo fare la cronistoria delle proteste che negli anni si sono susseguite.....allora ricordo i tassisti, gli agricoltori,gli allevatori per le quote latte,i farmacisti,gli autotrasportatori che comunque, per me, quando hanno bloccato strade, autostrade, ponti, binari delle ferrovie ecc. sono stati degli incivili sia che siano stati di destra che di sinistra.
E non c'è ironia di Eeka che tenga col suo:"...Ohhh, sei rimasto bloccato in tangenziale! Ma quanto mi dispiace...". Spero davvero che non abbia mai da non poter, per coerenza, recriminare, per essere rimasta bloccata in autostrada a causa di una democratica manifestazione,mentre doveva magari arrivare al pronto soccorso. Sarebbe, come dice marcob, la sua sventura solamente un "...effetto collaterale."

Ciao Luciano.
Dici bene e sono daccordissimo con te:"...la democrazia non è "chi governa fa quello che gli pare e gli alri se ne devono stare zitti". La democrazia è il confronto, e a volte anche lo scontro, fra diverse opzioni".

Il problema è, a mio avviso, come protestare e dove farlo. E si,...perchè con l'alternanza dei governi, si alternano anche le proteste e....ammettendo il metodo, tra un blocco oggi ed uno domani, non si campa più.

giuseppe,
tu vuoi la strada libera per andare al lavoro, farti le tue otto ore e tornare rapidamente a casa, magari accendere la tivu e guardarti l'isola o il fratello. oppure un film o il tg5.
poi, fuori, succeda quel che succeda, purchè non sulla mia strada.
questo è il modo di ragionare della maggioranza silenziosa che un potere forte vorrebbe.
se fossero tutti come te, giuseppe, qui ci sarebbe ancora il fascismo. ma fortunatamente ogni tanto, una minoranza s'incazza e va in piazza. e per farsi sentire interrompe i pubblici servizi, perchè solo così quelli come te rimangono della loro idea, ma tanti altri aprono gli occhi.
è questo che fa paura al potere forte, che alla fine ha solo pochi strumenti per difendersi: il manganello, l'olio di ricino, la galera e i fucili.
i cinesi in piazza tienanmen erano una minoranza, ma li puoi condannare per aver impedito al loro giuseppe di andare al lavoro?
o i cileni massacrati da pinochet? o altri e altri e altri?
non è poi così fuori dal mondo che b abbia subito pensato alla forza. poi, come al solito, ha qualcuno a fianco (letta?) che gli dice - ma sei scemo?- e vai con la retromarcia.
se ti va bene così, continua pure a starnazzare sul pubblico servizio. se ti va di aprire gli occhi, non è poi così difficile.

Giuseppe, ho risposto al tuo post riguardo alle maggioranze e vorrei aggiungere qualcosa anche qui.
Da quanto ho capito a te piace la protesta "in sordina", ma sono convinta che tu sappia benissimo che così non si ottrebbero risultati. Ora mi chiedo e ti chiedo: cosa faresti tu se ti trovassi a dover combattere per i tuoi diritti? Andresti educatamente e compostamente sotto casa del primo ministro a dire "scusi, mi consenta"?
E a proposito di democrazia: tu cosa diresti "democraticamente" ad uno che ti chiama coglione e cancro del paese? Quale forma di protesta o risposta adotteresti?
Democrazia è confronto? Certo che lo è, ma non è ben chiaro il tipo di confronto a cui ti riferisci tu.
Noi coglioni e cancro del paese saremo pure una minoranza, come pensi tu, ma lottiamo anche per un diritto tuo, che tu ci voglia credere o no.
L'attuale riforma proposta dalla ministra "finta monaca", insieme con la finanziaria, distruggerebbe l'intero sistema dell'istruzione, perché non mira solo al taglio degli sprechi, ma a cancellare la cultura. Senza quella un paese non esiste. L'attuale governo sta distruggendo, colpo su colpo, decreto su decreto, un paese intero, non solo i coglioni di sinistra. Ricordatelo quando anche tu pagherai lo scotto della crisi economica e non solo. Ricordatelo quando vedrai calpestati i tuoi diritti di libero cittadino. Soprattutto ricordatelo dentro la cabina elettorale, prima di apporre una croce sul nome di un vanesio, ladro, megalomane, falso e piduista malato mentale.

marcob ma capisci qualcosa di democrazia? di diritto? di libertà? Non mi pare.
Un principio sacrosanto è quello che il diritto e la libertà di ciascuno finisce dove inizia il diritto e la libertà di un altro. Il diritto al dissenso, alla contestazione, alla manifestazione, alla raccolta di firme per un referendum devono rimanere saldi e garantiti come il diritto di una donna a correre in ospedale per partorire; a quello di un ammalato di giungere in tempo al pronto soccorso; di chi deve partire con il treno, l'aereo ecc. senza dover spiegare a gente come te, che non vuole capire cosa è la libertà, le proprie ragioni. Ma sai cosa è il rispetto delle leggi, della legalità, delle leggimità? o credi che i reati non siano più tali se si è in tanti a commetterli? La dittatura è un'altra cosa. E' quando non puoi dissentire, non puoi, per principio manifestare in nessun luogo e in alcun modo,neppure in maniera civile; è quando non hai una opposizione in parlamento;non puoi pubblicizzare le tue idee,né pubblicarle ecc.
Non è democrazia impedire alla gente di andare a lavorare; impedire a chi vuole manifestare il proprio consenso ad un provvedimento, continuando a lavorare e studiare. E NON HA SICURAMENTE uno spirito democratico chi, come te, offende le idee altrui col tuo:"...continua pure a starnazzare sul pubblico servizio. se ti va..."

p.s. marcob come si vede che non mi conosci affatto...L'isola, il fratello ecc. scusa ma a me fanno letteralmente schifo.

"Un principio sacrosanto è quello che il diritto e la libertà di ciascuno finisce dove inizia il diritto e la libertà di un altro."

a parte che le banalità non portano da nessuna parte, questa oltre a essere una banalità è pure una grande stronzata. perchè non si tratta di "un altro" ma "degli altri, di tutti gli altri".
e c'è una bella differenza.
tu ci racconti l'episodio dell'auto nella piazzola e dei tre km di corsa. sarà vero? sarà un parto della tua fantasia? io propendo per la seconda, anche perchè non so come correndo si possa intervistare la gente in colonna per sapere che una deve partorire e l'altra perde l'aereo.
non ci dici nemmeno se la manifestazione in questione era di studenti che hanno la scuola in un'area di servizio o che altro.
ma c'è una cosa che proprio non ti entra in testa: supponiamo per un istante che tu, come hai affermato in passato, sia veramente un medico.
ti sembrerebbe giusto che un ministro, per decreto e senza alcuna discussione con le parti interessate, arrivasse a riformare tutto il mondo della sanità, licenziando la metà degli addetti e tagliando vari miliardi di fondi? magari per destinarli al salvataggio di qualche banca o del comune di catania dove il medico personale dei sette nani ha sperperato tutto?
accetteresti supino?
se si, perdonami, ma saresti un medico coglione, ma coglione di quelli veri.
perchè l'accettare cose del genere vuol proprio dire non rispettare la libertà degli altri, di tutti gli altri. che fino a prova contraria hanno il diritto di esser ben governati, qualunque sia il voto che hanno dato.
e che è tutta un'altra cosa della cosa rispetto la tua libertà di girare sulla tangenziale senza che nessuno ti rompa i maroni.
te lo ripeto: se vuoi aprire gli occhi, non è poi così difficile.

Va bene marcob.
A te mancano le basi elementari della logica, nonchè quelle della buona educazione.
Mettere in dubbio puntualmente e gratuitamente le affermazioni altrui,(il tuo problema è se il blocco c'è stato davvero?), concedermi come dici "...solo per un istante.." che io sia davvero quello che ho detto di essere(mi raccomando che non sia più di un istante, altrimenti ci fai brutta figura)... sono atteggiamenti che chiudono qualsiasi civile confronto. Ma chi ti credi di essere? Il blocco c'è stato, (eccome!) il giorno 22 tra intorno alle 12.00 sulla tangenziale di Napoli,con uscite obbligatorie nelle due direzioni; ed è intervenuta anche la polizia ad Agnano in tenuta antisommossa, e quando dico che ho fatto di corsa i tre chilometri, non vuol dire aver corso come Pietro Mennea senza guardare in faccia a nessuno, ma aver camminato speditamente con l'ansia di dover arrivare ma rendendomi, nel contempo, perfettamente conto di quanto mi accadeva intorno e dei problemi che il blocco aveva causato alle persone.
Piuttosto quello che tu chiami "banalità" e "grande stronzata" è il principio basilare del concetto di libertà che a sua volta è alla base del concetto di democrazia che tu credi di difendere. Se non comprendi quello..sul resto puoi fare a meno di ragionarci. Buonanotte e buona Domenica.

a volte ci si chiede chi mai possa credere a b. e alle nullità che ha intorno.
poi ci si accorge che di gente che ci può credere ce n'è e come.

marcob io non credo né a b.,né a c., né a tutto l'alfabeto.
Quando tu mi domandi:"...ti sembrerebbe giusto che un ministro, per decreto e senza alcuna discussione con le parti interessate, arrivasse a riformare tutto il mondo della sanità,...accetteresti supino?
" io senza problemi ti rispondo:"NO!, NON MI SEMBRA GIUSTO,non accetterei supino, e protesterei".
Ma non mi sognerei mai di protestare occupando il pronto soccorso.
Non mi venire a dire ora..."e grazie, non si può bloccare il pronto soccorso", perchè ti dico subito che io discuto il metodo che oggettivamente è sbagliato e inammissibile. Si alla protesta, impicchiamo (metaforicamente è ovvio) il famigerato b.,ma, per favore non mettiamo in stendby neppure per un attimo la libertà di alcuno.

Giuseppe scrive: "il diritto e la libertà di ciascuno finisce dove inizia il diritto e la libertà di un altro" E' vero ma non sufficiente. Io riformulerei così: "il diritto e la libertà degli altri è parte integrante del mio diritto e della mia libertà"

@Giuseppe, @Marcob

La discussione fra Giuseppe e Marcob mi ha veramente lasciato di stucco.

Io sono d'accordo con Giuseppe, per niente con Marco.

Marco: come fai ad essere sicuro che Giuseppe si è inventato il malato che non poteva raggiungere l'ospedale? Chi ti garantisce che nelle coda sulla tangenziale non ci fosse nessun malato? Cosa c'è di male ha pensare ad adempiere conscienziosamente il proprio lavoro? Non tutti restano 8 ore al giorno in ufficio a scaldare la sedia, c'è anche chi lavora, i medici per esempio. Da tutto il tuo discorso (1. Giuseppe mente, 2. la mia protesta è più importante di tutto ed ho diritto perfino per essa di impedire alla gente di andare a lavorare) emerge che per te il tuo tornaconto, la tua protesta, è più importante della vita degli altri e per essa sei disposto perfino a mettere a rischio la vita altrui.

Immagina che quando stai male il medico, invece di venire a curarti, organizasse una bella manifestazione per i suoi diritti di lavoratore sotto casa tua e poi, invece di curarti, facesse un bel discorsino sindacale...

Mi lascia delusa anche la risposta di Luciano perché, al di là delle belle parole, in concreto cosa vuol dire eda che parte sta?

Saluti
(e buona guarigione a Luciano)

Anna: dover rinunciare a qualcosa perchè altri fanno sciopero dà per le scatole a tutti. Ma in caso di sciopero nei servizi pubblici NON è permesso fare come si vuole e ci sono anzi regole ben precise: ad esempio, in ospedale e nella sanità i servizi essenziali sono garantiti, gli autobus comprono alcune fasce orarie maggiormente importanti. Sono le corporazioni (ad esempio i tassisti, i camionisti o i controlori di volo) ad aver creato inenarrabili danni in completo dispregio della collettività e degli altri cittadini. (Ma la destra coprì e cavalcò senza ritegno la protesta incivile e illegale di tir e tassinari)

Il mio dubbio, al di là di stabilire se la responsabilità è della destra o della sinistra, è più profondo.

All'estero la gente conosce molto bene la parola italiana "sciopero" e si usa in alcuni casi per sfottere gli italiani.

Mi ricordo una mia collega passò un fine settimana lungo (qui da noi era festa il lunedì) a Venezia. Arrivò in ufficio arrabbiatissima e senza nemmeno passare da casa con un giorno di ritardo perché c'era lo sciopero dei treni (e non era uno sciopero di destra).

Quando andavo a scuola, i sabati in cui si faceva lezione erano rarissimi, perché alcuni studenti facevano lo sciopero (e potevano scioperare oggi per una cosa, fra due settimane per il suo contrario) ed installavano il picchetto impedendo agli altri di entrare. I professori (tutti dichiaratamente di sinistra) non ritenevano che la cosa fosse grave.

Episodi di disservizio sostenuti dalla destra, come quelli che citi tu, cioè tir e tassisti, sono anch'essi gravi.

Vivendo all'estero, osservo molti meno scioperi e molti più diritti dei lavoratori.

In dieci anni ricordo un solo sciopero dei ferrovieri svizzeri: un fatto molto grave, l'amianto nel tunnel del Lötschenberg.

Non che non ci siano mai discordie con il datore di lavoro, ma vengono risolte diversamente, con il dialogo e le commissioni.

Non ho mai visto gli studenti manifestare durante l'orario delle lezioni. Le manifestazioni sono la sera oppure il sabato pomeriggio (hanno la settimana corta).

Eppure tutti sono molto più contenti, i servizi funzionano ed i lavoratori si sentono rispettati.

Non è che anche in Italia si dovrebbe cercare da entrambe le parti in causa un approccio più costruttivo?

Se l'Italia fu "il paese dello sciopero", ciò appartiene al passato, agli anni Sessanta o Settanta. Già con la "marcia dei trentamila" (che respingevano la linea di CGIL, CISL, UIL appoggiata soprattutto dal PCI) a Torino e la conseguente crisi del sindacato alla FIAT, le cose cambiano in modo radicale in tutto il paese.
Se si vuol ragionare sul fatto che lo sciopero è uno strumento di lotta obsoleto, che spesso rischia di danneggiare solo gli utenti (oltre a chi sciopera, che perde il salario, e non la controparte) e per di più può essere poco efficace, sono d'accordo. Però ribadisco che nell'intero settore pubblico ci sono precise e rigide norme per la proclamazione e l'attuazione degli scioperi.
Una società in cui operai e padroni, datori di lavoro e dipendenti, imprenditori e muratori, banchieri e gente in fila agli sportelli, commercialisti e contribuenti a reddito fisso vanno tutti d'accordo (o comunque trovano una sorta di autonoma armonia) non mi pare appartenga all'orizzonte del reale: gli interessi in gioco sono oggettivamente contrastanti. Accade una cosa diversa: che in certe società alcune categorie si trovino in una tale situazione di subalternità da non poter nemmeno protestare. Dopo di che, certo, è vero: molti paesi occidentali si trovano in una situazione migliore di quella italiana, servizi pubblici superiori, etica pubblica decente, sistema mediatico superiore, infrastrutture più funzionanti, nessuna ingerenza di stati esteri (come il Vaticano da noi), separazione tra stato e chiesa, criminalità organizzata nei limiti e non infiltrata nei partiti di governo, numero di leggi nettamente inferiore, certezza dei processi e delle pene, classe politica mediamente migliore (e chi delinque non viene premiato con un posto in Parlamento), maggiore mobilità sociale, minore corruzione e minori tangenti eccetera eccetera. Ma dei tantissimi guasti italiani gli scioperi sono una conseguenza. Non una causa.

Luciano: Appartiene forse al passato, però io negli anni '60 non ero ancora nata, negli anni '70 andavo all'asilo, a scuola il sabato non potevo entrare alla fine degli anni '80/ inizio degli anni '90, la mia collega ha fatto 36 ore di ritardo nel 2002 e Giuseppe è rimasto bloccato sulla tangenziale la settimana scorsa.

È vero che gli scioperi sono una conseguenza e non una causa, però non è per miracolo che negli altri Paesi la situazione è migliore, ma per volontà della gente che costituisce tali Stati.

Il perchè e il percome l'Italia sia in queste condizioni, è un discorso che (anche su questo blog) abbiamo già affrontato moltissime volte.
E ti suggerisco, Anna, un eccellente libro del magistrato Scarpinato: IL RITORNO DEL PRINCIPE, edito da Chiarelettere. In trecento pagine chiare e dense, affronta la storia d'Italia (e i suoi sciagurati nodi strutturali) a partire da Machiavelli per arrivare ai giorni nostri.

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