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30/04/2008

Commenti

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"il modo in cui si sono guardati allo specchio i tedeschi per vedere il proprio orrendo passato nazista" potresti indicarmi come fare a sopperire alla mia ignoranza in merito (capire in sostanza come i Tedeschi abbiano fatto e ci siano riusciti)?
Cosa posso leggere, quale blog potrei frequentare...o altro ?
Grazie.

Dal processo di Norimberga contro i gerarchi e i criminali nazisti al romanzo "Il tamburo di latta" di Gunther Grass, dal saggio sorico "I volonterosi carnefici di Hitler" ai tanti film di guerra dove i tedeschi sono rappresentati come "nemici", negli anni Sessanta divenne cancelliere (capo del governo) della Germania Ovest il socialista Willy Brandt che avviò un grande e serissimo e profondo lavoro di ripensamento sul passato nazista che coinvolse l'intero paese. Uno dei risultati è che nella Germania attuale non è nemmeno pensabile che la Merkel (o in precedenza Kohl) si allei con la destra xenofoba e postnazista che fa il saluto hitleriano.

Grazie.
Ora mi concentro su tali letture. Ancora grazie e ciao.

Guarda che nel mio Post ti sei confuso...

Per dare una mano a guardare nel nostro passato con spirito critico, consiglio di vedere la Mostra "Quando piovevano bombe" sui bombardamenti italiani di Barcellona (Biblioteca Statale), i primi in Europa contro una città. Il fascismo fu all'avanguardia sul piano del terrorismo aereo anche perché aveva sviluppato un'aviazione efficiente per il tempo e non aveva le minime remore morali. Il "duce" disse di voler trasformare gli italiani in un popolo guerriero e in parte ci riuscì. Non è un caso che oggi tra i militari di tutte le armi i fascisti siano in pratica la maggioranza. Gerarchia, violenza, fanatismo si sposano bene!

Ho moltissimi dubbi sull'affermazione di Venza relativa ai fascisti che sarebbero maggioranza tra i militari di tutte le armi.
Ho ancora un'aggiunta da fare, sulla disastrosa preparazione (soprattutto tecnica) dell'esercito italiano che affrontò la seconda guerra mondiale.
Per il resto, condivido ampiamente.

Sottoscrivo quanto dici nel post, Luciano.
Un po' meno quello che ha scritto Claudio Venza (persona che ha fatto molto, per l'antifascismo, comunque. E poi è anarchico, e io agli anarchici ho sempre voluto bene. Il nonno di Thomas Bernhard diceva che gli anarchici sono il sale della terra. La penso così pure io. Nel mio piccolo).

Non lo so Luciano. Voglio dire certo che c'era dell'altro, certo che c'erano altri che sono finiti nei campi per esempio non perchè erano ebrei, ma perchè erano omosessuali o dissidenti di qualche tipo.
Invece gli handicappati morivano subito.
In ogni caso, la faccenda dei campi di concentramento è qualcosa che supera a large falcate le altre vicende di quel momento storico, che diventa più difficile processare perchè ancora relative al contingente, e non solo perchè col nome di "fasciste" condannabili. Non è che siccome c'era mussolini l'idea delle corporazioni era una cagata. O l'autarchia, o persino i balilla, o altre cose. Queste sono le cose di un momento storico, che piaccia o no non è stato imposto ma voluto. Oppure scelto per non pensiero, ma insomma. No. Non sono d'accordo con la condanna tout court di tutt'un'epoca. Non perchè mi sia mai piaciuta, ma perchè mi sembra come scioperare contro la pioggia.

luciano avevo scritto un commento itosene!

tipico di noi italiani"volemose bene"."si',mussolini ha sbagliato,ma la colpa era di hitler""ma i treni arrivavano in orario,le strade nuove,sussidi etc"."noi italiani siamo piu' buoni,i fascisti hanno fatto meno danni"e cosi' via,varie amenità.io sono schifata da questo modo di pensare.non è mai stata fatta una lucida analisi,invece si sente ovunque parlar male dei partigiani citando l'esempio di chi tra loro ha commesso atti indebiti,come succede sempre quando gli uomini(intendendo dire genere umano)sono coinvolti in un movimento,e solo allo scopo di infangare la resistenza e assolvere i fasci.io non ci sto,e sono stufa di dover sempre puntualizzare a chi mi riporta fatti simili solo x delegittimare la presa di coscienza di un popolo,seppur tarda,che si è unito x rigettare la dittatura.

Appunto, Zauberei: il tuo commento conferma il senso del mio post.
Aver concentrato il giudizio negativo sul fascismo solo attorno alle leggi razziali ha messo il silenziatore sul resto del Ventennio, dalla soppressione di ogni libertà alla sanguinosa guerra d'aggressione all'Etiopia, alla sciagurata e criminale alleanza con la Germania nazista.

Però Luciano, se senti parlare dei giovani fascisti di tipo riflessivo, un ossimoro che forse col tempo cureranno, la prima cosa che dicono è che il grande errore del fascismo è stata l'alleanza con la Germania hitleriana. a questo da mo che ce penzano - loro quantomeno.

Un mio grande amico (amicizia che dura fin dalla prima elementare e che ha retto anche negli anni Settanta, quando lui era un estremista nero nerissimo) è un fascista con simpatie naziste. Per cui conosco abbastanza bene quel mondo, da Evola a Codreanu, giù giù fino a Freda, Ordine Nuovo, i campi Hobbit e la Compagnia dell'Anello, passando per la Nouvelle Droite di de Benoist per arrivare a Forza Nuova.
Ma il punto non sono i fascisti dichiarati quanto la vulgata pseudostorica che sta sempre più dilagando e che presenta un fascismo edulcorato e bonaccione, casomai un pochettino cialtroncello e manesco ma nulla di grave, che avrebbe commesso lo sbaglio ("l'unico sbaglio del Duce, signor mio!") di allearsi con i tedeschi.

Molte volte, riassumendo quanto detto nel dibatttito "Montanelliano",cinicamente mi viene da dire che forse per i "Resistenziali" più convinti, gli Ignavi oltre che ai Fascisti, avrebbero dovuto fare la fine dei Cartaginesi o degli Aztechi, oppure essere "rieducati"...

Riguardo a Montanelli e le leggi razziali, ricordo che oltre a sottolineare la tragedia che fu, specie dopo il 1943 a causa delle deportazioni naziste; sottilineò anche il fatto che le leggi razziali del 1938 furno vissute da molti Ebrei, come un tradimento.

Questo perchè vi furono Ebrei sia a Fiume, sia Sansepolcristi, che nella Marcia su Roma, che come Volontari Franchisti nella guerra di Spagna.

Il Fascismo ebbe un forte sostegno Ebraico, specie nell'editoria e nella finanza.

Certo ci furono anche e sicuramente più Ebrei Antifascisti, ma nonostante ciò finchè non si promulgarono le Leggi Razziali, molto Fascismo era anche Ebreo.

Cosi come molto Centro-Destra lo è oggi.

Ma anche molto Centro-Sinistra.

Maobao

E non c'hai neppure torto...

Montanelli, durante la guerra, mi pare che entrò a far parte del movimento dei partigiani, no? Eppure era di destra. Sono le persone come lui che rispetto; perché aveva le sue idee - più che rispettabili-, ma, soprattutto, era onesto. Un fascista anche può essere onesto, simpatico e aperto. L'unica cosa chiusa è la sua mente; perché non puoi essere molto intelligente se pensi che esista una razza ariana.

Lorenzo,
credo che tue idee siano un tantino confuse...
Essere fascisti ed essere onesti, simpatici ed aperti ??
Il fascista impone
e l'onestà non sa dove sia di casa;
il fascista può anche essere simpatico solo per chi ritiene che i metodi all'olio di ricino sono "simpatici";
potrei andare avanti per molto...
Non pensi che dovresti ripensare a quello che hai scritto (quello che in Inglese è spiegato molto bene con il termine "reframe" rimettere in una cornice, rimettere a fuoco anche...)

mi ha colpito l'intervento di simona.
mi sembra di risentire la cantilena che sentivo in casa da ragazzino. famiglia per bene, cattolica e benestante dell'appennino emiliano.
però, mio nonno, partigiano, me l'aveva raccontata diversa?
e così i suoi fratelli, prigionieri in un campo polacco per anni per non aver voluto sottomettersi ai tedeschi.
basta una generazione per dimenticare tutto, o c'è dell'altro?
è una mia opinione, ma il dopo-fascismo in italia fu caratterizzato da due blocchi politici antagonisti.
quello comunista, che si impossessò della memoria, dei valori della resistenza e della lotta partigiana e ne fece una bandiera. quello democristiano, che per antagonismo non fu nemmeno capace di ricordare che oltre alle brigate rosse, c'erano anche le verdi a combattere i fascisti e i nazisti. così il 25 aprile divenne una festa della sinistra e ancor più il primo maggio.
se ci fosse stato un vero partito socialista e una cultura socialista, a mediare,cosa che purtroppo in italia non c'è mai stata, forse le cose sarebbero andate diversamente.
e libri come "il sangue dei vinti" di pansa non avrebbero avuto il successo che ha avuto, solo per essere usati come strumento di demonizzazione di un periodo.
ma sarebbero rimasti un contributo storico, da verificare, per capire meglio un periodo.

Credo che una riflessione sul fascismo debba avere una base di tipo storico. Cioè: il fascismo fu una dittatura, un'ideologia, una mentalità. Oggi è altra cosa da una dittatura vera e propria, ma resta un'ideologia e una mentalità. Stando alle dichiarazioni di chi festeggiava il neosindaco di Roma (ma avete visto in TV che non erano una marea?) emerge il razzismo, la segregazione, l'esaltazione della repressione. Il tutto dentro uno schematismo e una serie di contraddizioni incredibili.
Ho paura che oggi il fascismo si incarni in gente semplice, presuntuosa, incoerente. Ma soprattutto che non ha voglia di pensare troppo, di ascoltare ragionamenti né di farne. L'appiattimento culturale (che non esiste solo in quegli ambienti) credo sia la base del neofascismo che esulta in questi giorni.
Di antifascismo, inteso come antiautoritarismo ed esercizio di critica e di logica, c'è bisogno. E molto.
¡Salud!
Claudio Venza

Risposta a Luciano (vari post prima...):
1. ho presente lo spirito dei reparti combattenti italiani all'estero quando penso all'egemonia fascista tra i militari. Sbaglio?;
2. l'efficienza militare italiana l'ho considerata rispetto all'Aviazione fascista in Spagna. Potevano bombardare tranquillamente essendo più veloci dei pochi aerei nemici;
3. fu proprio la guerra di Spagna a logorare buona parte delle forze armate italiane e a contribuire al deficit bellico del 1940.
Rinvio peraltro alla conferenza di Emiliani il 6 maggio ore 17, alla Biblioteca statale.

Condivido ampiamente gli accenni del professor (e amico) Venza: il fascismo (o l "ur-fascismo") sa evolversi e adattarsi ai tempi. Adesso non si presenta con il fez i manganelli gli "eia eia alalà" i gagliardetti e il patto con gli agrari della Bassa Padana: il contesto storico e sociale è radicalmente cambiato e di conseguenza QUEL fascismo non potrebbe più esistere se non come residuato (pericolosissimo ma residuato). Ora il fascismo assume connotazioni differenti: ne accennò più volte anche Primo Levi. E noi non possiamo capir nulla del nuovo fascismo se continuiamo ad aspettare (per identificarlo) di scorgerne i segni identificativi classici che lo contraddistinsero nei primi decenni del Novecento.

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