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« Il Papa, Israele, la conversione di Magdi Allam | Principale | Chi finanzia Konrad (il mensile che dirigo)? »

26/03/2008

Commenti

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In realtà non è mai venuta meno - specie nelle religioni monoteiste - l'abitudine a strumentalizzare la fede dei credenti per fini politici e di potere. Sia da parte delle gerarchie religiose, sia da parte dei poteri "laici" (non tutti, certo).
Questo perchè le gerarchie religiose hanno molto da guadagnare dall'alleanza e anche dalla semplice benevolenza delle istituzioni civili (si pensi, in Italia, all'8 per mille, all'esenzione dall'ICI, ai finanziamenti per le scuole cattoliche, ecc.). D'altra parte, anche i poteri civili (non tutti, certo) hanno spesso molto da guadagnare - in voti, visibilità mediatica, ecc. - dall'alleanza o dalla contiguità con le fedi religiose: ne sappiamo qualcosa in Italia, ma sono noti anche i tanti esempi di altri Paesi (si pensi solo al "cristiano rinato" George W. Bush ed al legame tra il Partito Repubblicano e la coalizione di molte chiese protestanti negli USA).
Alcune tradizioni culturali, come quella cristiana ortodossa e quella islamica, del resto non hanno mai operato la cesura - che in Occidente risale soprattutto alla rivoluzione scientifica e al secolo dei Lumi - tra fede e politica, tra sfera religiosa e sfera della vita civile. In quei contesti e in molti dei Paesi che ne fanno parte è ancora "normale" che la religione sia (come nel Medioevo europeo) "instrumentum regni", che "trono e altare" vadano a braccetto nel guidare
- e soprattutto controllare - l'intera società.
Con le conseguenze che si sono viste, per esempio, da un lato nelle guerre balcaniche, dall'altro nei disastri prodotti dalla follia jihadista un po' in tutto il mondo.
Ecco perchè tutto l'Occidente farebbe bene a rimanere fermo nella difesa delle conquiste faticosamente raggiunte in alcuni secoli di evoluzione delle società (soprattutto) europee. Anche perchè si tratta di conquiste sempre precarie e mai definitive, mai acquisite una volta per tutte senza il rischio di una regressione all'indietro.
Non sono poi molte le cose di cui l'Europa può menar vanto: la rivoluzione scientifica ed il secolo dei Lumi sono certo tra queste.
Altrimenti perchè il teologo Ratzinger non perderebbe occasione per scagliare i propri anatemi contro il "laicismo", il "relativismo" e (ad oltre due secoli dalla morte di Voltaire) contro l'"illuminismo"?

sai che c'è, Luciano?
io ce l'ho soprattutto con Magdi Allam che lascia usare,abusare e strumentalizzare questa sua scelta intima.
Non potrebbe essere più discreto e scremare meglio gli effetti "politici" delle sue vicende di credo religioso?

Tereza: io non penso che Magdi Allam sia un ingenuo pastorello che si lascia strumentalizzare. E' un uomo intelligente, un intellettuale consapevole delle proprie decisioni e delle proprie mosse.
Se attorno alla sua conversione e allo strombazzamento mediatico è montato un "caso" (basti pensare che il suo battesimo, per caricarlo di un significato speciale, l'ha celebrato il Papa in persona), non è per caso o per svista. Ma per preciso calcolo. Di Allam, e soprattutto del Vaticano.

In questo momento storico
io ho trovato molto molto importanti le parole di Magdi Cristiano Allam.Personalmente non ho guardato tanto alla "conversione" ma alle ammissioni che lui ha fatto e cioè:
"...come la mia mente si è affrancata dall’oscurantismo di un’ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all’omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia..." e poi che "...la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale..."
Leggere tali parole mi rinfranca.
Sono ammissioni forti, soprattutto perchè fatte da un ex-mussulmano e
io considero importante sottolineare che Allam abbia voluto farle. Last but not least che anche abbia potuto farle qui da noi.
Mi preme far notare che noi Occidentali siamo liberi di cambiare Religione, di cambiare Idea e altro
senza per questo venir ammazzati nè fustigati.
E poi anche sottolineare che l’Islamismo, con il suo occhio per occhio, dente per dente, a morte gli infedeli…
è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale.
Loro Non concepiscono il Perdono (ma questo rimane un problema loro)
Beh credo che ORA sia venuto il momento e il modo - per noi Occidentali - di dire BASTA alla paura !
Siamo Occidentali e siamo uomini.
Gli uomini possono sbagliare.
Noi Occidentali abbiamo sbagliato.
Ma la vita va avanti, le cose e le persone cambiano.
Noi occidentali abbiamo capito i nostri errori.
Ci riprendiamo la nostra dignità e andiamo avanti a testa alta.
Adesso gli Islamici devono smetterla di tentare di farci paura !

P@ola: tu prendi una parte dell'Islam e degli islamici e li fai diventare TUTTO l'Islam e TUTTi gli islamici. Ma non è così.
Cerco di dartene una piccola dimostrazione citando un'intervista che in ottobre 2007 ho realizzato per Konrad (assieme a Walter Chiereghin)con Khaled Fouad Allam, docente universitario a Trieste, musulmano, scrittore, giornalista, ex-senatore.
FOUAD ALLAM: "Molti musulmani leggono il Corano come una fortezza chiusa, capovolgendone il senso, col risultato che ormai da anni viviamo in una rigida divisione di campi, con le immagini degli sgozzamenti e delle bombe: l’Islam visto col paradigma del kamikaze. Invece quel versetto capovolge tutto ciò: per noi credenti è rivelato da Dio stesso e ci offre la dimensione di come dovrebbe essere il mondo: una geografia che non divida il mondo in territori ma lo concepisca come un tutt’uno. Leggere quel versetto dovrebbe indurci a uscire da quella roccaforte: per me è questa l’essenza del monoteismo, che sia ebraico, cristiano o musulmano"
NOI: "I secoli della storia umana sono pieni di terribili tragedie causate dai fanatismi religiosi. Come si fa a coniugare il monoteismo religioso con la tolleranza? Non c’è il rischio di una visione che dica: se c’è un unico Dio e se il mio Dio è quello vero, ne consegue che il tuo Dio è falso? E ciò non ha in sé il pericolosissimo germe dell’intolleranza?"
FOUAD ALLAM: "Bisogna superare questa dimensione storica per approdare a una dimensione universale. Tutti noi abbiamo bisogno di una grande dose di universalismo nei nostri rapporti, sia quelli tra individui che quelli tra religioni. La fede non dev’essere una frontiera, ma un passaggio. Se mantiene le sue caratteristiche di frontiera è evidente che ci sono tutti i presupposti per continuare a prenderci a coltellate. No, bisogna cercare di superare tutto ciò. Il monoteismo è nato per trascendere le differenze etniche e geografiche, non certo per scavare fossati tra le persone e tra i popoli. Anche perché su questa terra non siamo eterni, ma ospiti".
L'intervista intera la trovi a http://www.konradnews.it/articolo.php?id=641
(erroneamente indicata, me ne sono accorto adesso, come ottobre 2008)

Sbaglierò senz'altro, ma...
Penso sempre più spesso che se la chiesa cattolica potesse (almeno in questo povero Paese...) hai voglia!
Questo papa preoccupa perché sembra voler riportare indietro le lancette dell'orologio di santa romana chiesa all'epoca preconciliare.
Ovvero agli anni in cui - e faccio solo un esempio - uno come il cardinale Ottaviani poteva indicare la Spagna di Francisco Franco come luminosissimo esempio di stato cristiano.

A me sembra così. Sbaglierò.

Sbaglierei volentieri. Non ho proprio nessuna voglia di mettermi l'elmetto in testa.

Ciao Luciano,

oltre ad aver scritto "Post-Cugini", ti riporto pari pari, quello che ho scritto anche da P@ola:

Credo che proprio per la paura dell’Islam, molti “laici” stiano “riscoprendo” la religione Cristiana, Protestante o Cattolica che sia, per autodifesa.

Perchè oggi essere laici e/o atei, significa essere barchette indifese, sbattute dalle tempeste integraliste.

E Allam ho l’impressione, che sia diventato cattolico, perchè da persona informata, ha capito che il vento Italico spira verso nuvole nere e sanfediste, quindi vuole garantirsi un ulteriore “italianità” in tale scenario inquisitorio.

Ok, si può cambiare religione quando e come si vuole in Italia, e per fortuna questi non è reato.

Così come non è fortunatamente reato dichiararsi ateo, o agnostico.

Ma è nel laicismo istituzionale la vera “idea portante e rivoluzionaria” dell’Occidente, quindi penso che questa conversione, come altre simili, non sia sintomo di coraggio, ma di ulteriore paura.

Sarebbe stato molto più coraggioso a combattere l’Islam Reazionario da Musulmano Laico…

Maobao

P.S.

Ho scoperto che il 5 per mille e l'8 per mille posso darli, oltre che allo Stato, o alla ricerca anche all'UAAR - Unione Atei e Agnostici Razionalisti...

Era Ora!!!

Maobao

Io, P@ola, ho intitolato il mio Post "Basta con la Paura" intendendo dire un chiaro Basta a quell'Islam visto col paradigma del kamikaze perchè è il kamikaze che fa appunto paura.
Per questo ritengo importante che Allam abbia espresso certi concetti. L'Islam non è bontà.
Dobbiamo guardare bene in faccia questa realtà.
Dobbiamo confrontarci con tale realtà.
Dobbiamo, come scrive Allam, "... prendere atto che, al di là della contingenza che registra il sopravvento del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente VIOLENTO e storicamente CONFLITTUALE."


Maobao,scrivi:
"Sarebbe stato molto più coraggioso a combattere l’Islam Reazionario da Musulmano Laico"
Ma questa è pura fantasia oltre a disinformazione.
Un Mussulmano NON PUO' fare ciò che tu scrivi.
Forse non lo sai, ma non può.

P@ola: guarda che, all'interno del mondo islamico, è in corso da decenni uno scontro fra integralisti e laici. Pensa (sono solo alcuni esempi) all'Algeria, pensa al Pakistan di Benazhir Bhutto, pensa ai tanti musulmani che vivono in Occidente e sono laici, pensa alla Turchia. Pensa a scrittori come il Nobel turco Orhan Pamuk o il marocchino Tahar Ben Jelloun, pensa a Khaled Fouad Allam. Sono violenti? Sono integralisti? Sono fondamentalisti?
Come si fa a schiacciare (come in una lente deformante) tutto la complessa realtà islamica sul paradigma del kamikaze o del lapidatore delle adultere?
Sarebbe come schiacciare tutta la complessa realtà statunitense sul paradigma dei torturatori di Guantanamo o degli studenti killer dei prorpi compagni nei campus universitari.

Tu mi stai dicendo: occhio Paola, non generalizzare.
Sì... in un certo senso hai ragione.
Il punto, a mio parere, è che a me e a noi, è proprio quella parte di Islam violento a farci paura. Sfido !
Da dove si origina quella parte di Islam violento ?
Dalla loro religione. Dall'interpretazione della loro religione.
Che loro, gli Islamici NON CONDANNANO.

Nei fatti, nei loro tribunali NON lo fanno.
Ciò mi fa paura.
E in Europa sotto sotto loro portano i loro tribunali, la loro Sharia.
Questo non mi va.
Magdi Cristiano Allam ha messo il dito in questa piaga.
Io ritengo molto importanti le sue parole, proprio per questo. Lui ha evidenziato un problema sul quale noi Occidentali, per nostri sensi di colpa, glissiamo.
Beh, sempre a mio parere, ritengo che dobbiamo smettere di glissare e di avere paura e anche smetterla di portare avanti inutili sensi di colpa.
Comportiamoci meglio d'ora in poi.


Ma ti pare che gli islamici laici stiano glissando? Ti sembra che (per restare a due che conosco bene) Khaled Fouad Allam o Tahar Ben Jelloun siano teneri oppure ambigui nei confronti dell'integralismo e del fondamentalismo islamico? In Algeria non hanno pagato un prezzo di migliaia e migliaia di morti per combattere i terroristi integralisti?
Devo aspettare Magdi Allam per scoprire che all'interno dell'Islam esiste anche un aspetto orrendo?
Sarebbe come se (per scoprire che dentro l'Occidente esiste anche un volto orrendo) io dovessi aspettare che qualche cristiano si converta ad Allah.
Le centinaia di milioni di uomini e donne di fede islamica che vivono al mondo, molti milioni dei quali fianco a fianco nelle nostre città, vogliamo ammazzarli tutti e tutte? Cominciamo a farlo finchè sono in culla? Inizia Magdi Allam?
Diamo fuoco alle moschee esistenti in Europa? Sequestriamo le copie del Corano nelle librerie occidentali? Comincia Ratzinger?
Oppure la strada è quella del confronto e della convivenza?

Ho sempre mal digerito magdi allam. Dopo questa pagliacciata credo che potra` andare solo peggio.

Mi viene da pensare che quanto prima Cristiano Allam
stia per pubblicare un libro...
Forse con la prefazione di Ratzi.

Cristiana

Confesso la mia ignoranza, ma non conoscevo quella foto del Papa sul balcone... e mi ha fatto molto male

Certo Luciano che la strada è quella del confronto e della convivenza.
Ci tenevo ad evidenziare il fatto che QUI da noi è possibile attuare sia il confronto che la convivenza mentre in alcuni paesi mussulmani, NO.

Mi prendo volentieri alcuni giorni per approfondire Tahar Ben Jelloun e Khaled Fouad Allam.
Ti ringrazio per avermeli citati. Credo sia arrivato, infatti, per me il momento di meglio indagare e ulteriormente approfondire .

Ad ogni modo Luciano io non ho scritto che "... che gli islamici laici stiano glissando".
Io credo di aver detto che noi Occidentali glissiamo sul prenderci le nostre responsabilità per i nostri errori passati e che, a mio parere, è ora di liberarci dei nostri sensi di colpa.

Perciò mi permetto di ribadire quanto già scritto:
Che noi occidentali siamo uomini e noi occidentali riteniamo gli uomini possano sbagliare.
Che noi occidentali abbiamo sbagliato, tanto, ma anche che noi uomini occidentali stiamo rendendoci conto dei nostri errori.
Che nella nostra cultura esiste il perdono e, tra le nostre leggi, il Diritto all’Oblio.
Purtroppo nella religione islamica di questo io non trovo traccia, ma ben altri concetti ed "esortamenti" tra cui quello della violenza e della sopprafazione...(concetti ben evidenziati da Allam)

Dal momento che noi occidentali siamo in grado di elaborare il perdono e la tolleranza e di prendere in debita considerazione il concetto di perdonare noi stessi e l’altro, in vista del fatto che la vita va avanti che le cose e le persone cambiano, esprimevo la speranza che noi occidentali ci riprendessimo la propria dignità e ad andassimo di nuovo avanti a testa alta.
Quindi anche a dire BASTA alla paura derivante da atti che sono ritorsioni per fatti del passato.
E che gli Islamici devono smetterla, per questo, di continuare a farci violenza e paura !

PS = Mi riservo molti dubbi sul fatto che l’Islam permetta di essere laici al suo interno….

P@ola, scusami se insisto. Ma ti suggerisco di fare la stessa cosa che ho fatto io (e cioè leggere qualcosa sull'Islam, studiare direttamente e non fidarsi solo delle opinioni di alcuni commentatori. Per cui, non fidarti nemmeno di me: prenditi qualcosa che parli dell'Islam)
Provo a darti qualche suggerimento.
IL RE, IL SAGGIO E IL BUFFONE è un divertentissimo romanzo (scritto da un teologo protestante svizzero di origine indiana): con grande onestà e correttezza mette a confronto cristianesimo, ebraismo, ateismo, islam e induismo. E lo fa usando anche i loro modi tipici di espressione. E' pubblicato da Einaudi.
ISLAM di Ruthwen (sempre Einaudi), un saggio.
Della Claudiana, due testi sul confronto/scontro: LA SFIDA DI BABELE e IL LIBRO E LA SPADA.
Di Tahar Ben Jelloun, L'ISLAM SPIEGATO AI NOSTRI FIGLI.
E di Khaled Fouad Allam, LA SOLITUDINE DELL'OCCIDENTE (ma intanto puoi leggere l'intervista che gli avevo fatto mesi fa su Konrad: la trovi a http://www.konradnews.it/articolo.php?id=641
(per sbaglio indicata come ottobre 2008)
Mi perdoni se l'ho fatta lunga e pedante? Ma volevo condividere con te la mia stessa esperienza, che mi ha portato a conoscere un po' meno male l'Islam. Dentro cui esistono fenomeni e persone opposte: kamikaze e accoglienti, intolleranti e laici.
Così come (all'interno del cristianesimo) c'è Martin Luther King ma anche i razzisti del Ku Klux Klan.

Non sei AFFATTO pedante !!
Ecco ciò che mi serve, ora.
Desidero approfondire e quale modo migliore del tuo, calmo e pacato, ma anche colto ed informato ?
Grazie Luciano, apprezzo molto il tuo aiuto ed i tuoi consigli.

paola,
sul contenuto di quanto dici non si può essere d'accordo.
perchè, senza scomodare l'illuminismo, l'occidente ha pur sempre nel proprio patrimonio la rivoluzione industriale e la rivoluzione tecnologica che hanno progressivamente laicizzato lo stato creando, nonostante una chiesa forte, le condizioni di libertà in cui viviamo.
gli stati islamici questo passaggio graduale non l'hanno avuto, ma nemmeno i cinesi, ad esempio; e c'entra forse l'islam nella mancanza di libertà al dissenso cinese? c'entra forse l'islam nella repressione in tibet?
quando tu e magdi buggeratore allam riducete tutto al fatto che un cristiano può diventare musulmano liberamente, ma non il contrario, cosa volete dimostrare, se non che la storia di ognuno è diversa?
e poi, se anche tu avessi ragione, credi che magdi furbone allam sia la persona più titolata per poterci insegnare qualcosa, sotto la regia mediatica di ruini?
sarebbe, scusa il paragone, come farsi insegnare a educare i bambini da un pedofilo.
perchè magdi allam, oggi cristiano, è lo stesso che, da un comodo albergo in kuwait, inneggiava alla strage di islamici in iraq, il chè faceva molto colpo visto che allora era magdi islamico allam.
è lo stesso che scriveva una biografia di saddam hussein nella quale la bibliografia è unicamente rappresentata da un articolo del settimanale gente.
è lo stesso che falsificava i dati che gli imam italiani gli fornivano, per poter poi dimostrare che le moschee erano covi di terroristi.
è lo stesso che, per sua stessa ammissione, dichiara che a vent'anni in egitto era musulmano e l'islam era una religione per bene, aperta a giudaici e cristiani, e che in un paio d'anni tutto si è trasformato in violenza e morte.
ma per favore!!

P@ola: per cominciare il "viaggio", io prenderei il romanzo di Shafique Keshavjee "Il Re, il Saggio e il Buffone -
Il Gran Torneo delle religioni" Che oltre tutto è piacevolissimo da leggere.
Marcob: di Magdi Allam non so praticamente nulla. E dunque non commento.
Se non per dire che (in genere) tu scrivi cose fondate su dati di fatto e dunque suppongo che sia così anche stavolta.


Notizia di poco fa:
CITTA' DEL VATICANO - Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha spiegato oggi - riferendosi al battesimo di Magdi Allam, avvenuto il giorno di Pasqua ad opera di Benedetto XVI - che "accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni". "Magdi Allam - ha aggiunto Padre Lombardi - ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventare in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede".

Oggi si tende a estremizzare, ad esasperare tutte le situazioni cercando sempre interpretazioni "trascendentali", complesse , che pongano importanti distinzioni e scontri frontali tra etnie,religioni ecc. Di tutta la questione mi vengono spontanee riflessioni molto più semplici.
Esistono i buoni e i cattivi,esiste il bene e il male, esitono ignoranti e acculturati, persone civili e aperti al dialogo e incivili, intolleranti e così via; ciascuno si comporterà a seconda della propria estrazione sociale, della propria educazione e della propria cultura.
Esiste il Fondamentalismo che prevede ubbidienza letterale ai precetti di un testo sacro;
esiste l'Integralismo che racchiude la volontà di estendere a tutta la collettività l'ubbidienza a quei precetti religiosi. Esiste un estremismo di pochi, che cerca di forzare l'interpretazione dei testi, dei precetti di una religione, sfociando nella mistificazione degli stessi, per poter sfruttare gli ignoranti, gli esasperati , i violenti e la capacità dell'uomo di fare branco, per raggiungere propri scopi.
Faccio un esempio: Se a me piace il calcio, posso andare allo stadio serenamente con la famiglia, bambina di sei anni compresa ; C'è però chi, per una cultura diversa dello stadio ed una interpretazione diversa del tifo,va con gli amici trombe e bandiere;E fin quì parliamo di sana "religione calcistica"; c'è però chi, per sottocultura del tifo, va con striscioni di insulto alla tifoseria avversaria; chi, per ignoranza di cosa sia un sano tifare per una squadra di calcio,o per una estrazione sociale che lo ha educato a vivere con aspettative e modi diversi di sentire, va allo stadio come in guerra contro la tifoseria avversaria; Fino ad arrivare a chi ignora del tutto il "credo calcistico",che il calcio non sa neppure cosa sia, non se ne frega di nessuna squadra,ha il solo culto della violenza e allo stadio va con la scusa del tifo e della tifoseria, per sfogare le proprie frustrazioni, il proprio senso di rivalsa nei confronti di una società che non si accorge di lui,dalla quale si sente escluso o che gli vuole imporre le sue regole che egli invece rifiuta. Quest'ultima categoria farà si che vada sotto processo il mondo del calcio, i tifosi, gli stadi come luogo di violenza e il tifo sia visto come la omonima patologia infettiva e non più come sana astrazione e divertimento domenicale.
Questa sottocultura è difficile da combattere e la società attuale non aiuta affatto a cancellarla. E, questo, a partire, a volte, proprio dalla scuola che pare, in alcuni casi, mandare, addirittura, un contraddittorio messaggio di chiusura ed intolleranza. Faccio ancora un esempio, banalissimo, sperando di riuscire a chiarire il concetto che forse ho espresso male, poi finisco.
Oggi,se capita, ad esempio, che in una scuola un gruppo di studenti o scolari è....buddista,nel rispetto del diverso credo,si pretende che sia tolto dalla parete, ad esempio, il crocifisso della religione Cattolica, invece di pretendere che sia posta, in quella scuola, anche una statuetta raffigurante Budda. Si cancellano, cioè, due diritti, invece di farli valere entrambi, facendoli convivere. Di chi è la colpa? E per quei giovani che in quella scuola dovrebbero formarsi, il messaggio che ne deriva è un primo, simbolico rifiuto di CONVIVENZA, dialogo, tolleranza reciproca tra religioni ecc.

Inquanto a Magdi Allam , egli vive in Italia da molti anni,ne ha assimilato forse, apprezzandoli,fino ad un certo punto, usi e costumi ed è un personaggio in vista; quindi,se non altro, in un impeto di eccessivo protagonismo, ha pubblicizzato, platealizzato la sua conversione. Che questa sia strumentale, politica, o emozionale, è stata poi assecondata dalla pochezza dell'attuale Papa.

Una breve risposta a NICOLA che dice:"...la foto del Papa sul balcone.....mi ha fatto molto male". Ebbene, non so perchè la foto del Papa Wojtyla e del dittatore Pinochet, insieme, abbia fatto male a Marco.
Per me il Papa ha il dovere di portare il suo messaggio di pace a tutti ed un auspicio di redenzione soprattutto ai peggiori criminali, non certo alle brave persone. Per Lui certe discriminazioni non hanno senso e la sua missione dovrebbe sempre esulare da posizioni politiche e risultare immune da strumentalizzazioni.
Quella foto rappresenta uno dei momenti della sua missione e forse perchè no un suo successo. Se così non fosse, è, semmai, strana la posizione di Pinochet, che si fa fotografare con...quel fior di Papa.

Interessante e stimolante, l'intervento di Giuseppe.
Per certi versi lo condivido, ma vorrei replicare con due osservazioni alle parti che non condivido.
1) I simboli religiosi da esporre in pubblico.
Cosa diverrebbe della parete di una classe scolastica, di una stanza d'ospedale o di un altro luogo pubblico se TUTTE le confessioni religiose volessero che il proprio simbolo venisse esposto? Ad esempio, il simbolo protestante non è il crocifisso cattolico bensì la croce vuota (simbolo della resurrezione di Gesù, della vittoria di Cristo sulla morte). Ma cosa accadrebbe se TUTTI volessero l'esposizione del proprio simbolo? Le pareti diverrebbero una specie di puzzle? Una sorta di murales?
Non è forse più ragionevole la scelta francese? E cioè che, negli spazi pubblici, NON vi è NESSUN simbolo religioso?
2) Certamente Gesù frequentava peccatori e gentaglia. Ma lo faceva per convertirli a cambiar modo di vivere. Gesù non appariva, sorridente, assieme ai dittatori per avallare il loro regime di sangue e di terrore.

Anche perché non risultano foto d'epoca sorridenti e salutanti del Woytila col generale Jaruzelsky.

Grazie Luciano.
In effetti, anche se a prima vista non sembra, sono daccordo con te anche sulla prima considerazione che fai in risposta a me. Infatti il mio ragionamento cercava di evidenziare non la necessità di far apparire nelle scuole i simboli di tutte le religioni, ma l'assurdità della motivazione addotta per la rimozione della croce, quando fosse, appunto, quella di non offendere la sensibilità di chi appartiene ad un'altra religione.
Per quanto mi riguarda,invece, io sono per la rimozione dei simboli religiosi dalle scuole e non solo per non creare affollamento degli stessi sulle pareti. In più credo che nelle scuole vadano insegnate,ma solo come oggetto di studi, tra le altre materie, le religioni. Cioè si dovrebbero, semmai, studiare tutte le religioni per apprenderne e conoscerne i contenuti e capirne l'origine e l'evoluzione nel tempo, il loro significato storico ecc., ma non per indirizzare verso una di esse la spiritualità degli scolari o studenti.
Sulla seconda no.
Tu dici infatti:"...Gesù non appariva, sorridente, assieme ai dittatori per avallare il loro regime di sangue e di terrore" Questa è una affermazione forte e grave, che credo ti sia sfuggita, perchè non credo che Papa Wojtyla nella foto che hai riportato sia con il dittatore Pinochet,"per avallare il suo regime di sangue e di terrore". Se lo pensi davvero....altro che strumentalizzazione....tra poco ti chiudono il blog. Scherzo naturalmente e aspetto di capire meglio.

Anche quando Pinochet perse il potere, il suo buon rapporto col Vaticano non si spezzò. Ad esempio il 18 febbraio 1993 (giorno della "nozze d’oro"), ricevette due affettuosi messaggi di auguri da parte del segretario di Stato vaticano Sodano e direttamente da Giovanni Paolo II. "Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa, Signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze d’oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine" (scriveva il papa) "con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipoti, una benedizione apostolica speciale".
Domando: era obbligatorio mandare un messaggio del genere a un personaggio come Pinochet?
Ma ancora più caloroso il messaggio di Sodano. Che scriveva di aver ricevuto dal pontefice "il compito di far pervenire a Sua Eccellenza e alla sua distinta sposa l’autografo pontificio qui accluso, come espressione di particolare benevolenza...Sua Santità conserva il commosso ricordo del suo incontro con i membri della sua famiglia in occasione della sua straordinaria visita pastorale in Cile". E Sodano conclude confermando all’ex dittatore "l’espressione della mia più alta e distinta considerazione"
Ridomando: era obbligatorio?
Ma Wojtyla e Sodano non abbandarno il generale cileno nemmeno cinque anni dopo, quando Pinochet venne arrestato mentre si trovava in Gran Bretagna per motivi di salute, su mandato del giudice spagnolo Baltasar Garzon, che lo accusava di violazioni di diritti umani nei confronti di diversi cittadini spagnoli durante gli anni della dittatura. Prima il Papa e il cardinale Sodano fecero pressioni sulla Camera dei Lords perché non venisse concessa l’estradizione in Spagna di Pinochet. E poi (durante la visita papale in Cile nel febbraio 2000) rassicurarono il nuovo presidente cileno, il democristiano Eduardo Frei, che il Vaticano si sarebbe impegnato a fondo per la liberazione di Pinochet. "E' nostro desiderio" (puntualizzò Sodano)

Si Luciano, ma "avallare il loro regime di sangue e di terrore " vuol dire appoggiare, garantire, sostenere; confermare, approvare.....e a me pare che questa volta ti arrampichi sugli specchi pur di non ammettere che hai esagerato.
Ciao.

Il 14 settembre, in epoca non sospetta, scrissi sul mio blog un post intitolato "L'Europa si odia". Lo scrissi mutuando paragrafi da diverse letture fatte durante le ferie. Finisce così: "Integrare è diverso da aggregare, profondamente diverso: l’integrazione presuppone un dialogo a partire dalla mia posizione; l’aggregazione presuppone solo l’accondiscendenza. L’integrazione non implica la parità delle posizioni di partenza; implica la pari disponibilità ad accettare l’eventuale approdo comune".
Appunto. Esattamente come viene enunciato in questo post: fatevi del male, così faremo come gli Indiani d'America: i nostri figli vivranno nelle riserve.
http://teppista.blog.kataweb.it/2007/09/14/leuropa-si-odia/

Teppista: perdona ma non ho capito ciò che intendi dire.
Io sono profondamente convinto che vi siano alcuni elementi delle società occidentali NON trattabili e NON mediabili con altre culture. E che dunque chi proviene da altri paesi (se vuole vivere in Occidente) debba accettare queste regole.
Esse sono soprattutto:
il rispetto per le libertà e i diritti individuali,
la piena emancipazione delle donne,
la libertà di religione (e di ateismo),
la libertà di orientamento sessuale,
la libertà di criticare liberamente e pubblicamente chiunque e qualsiasi idea.
Fermi restando questi principi, sul resto si può discutere e mediare.

Credo non serva nessun altro commento al fenomeno Magdi Allam. L'occidente pensa più a garantire le libertà altrui che non a difendere le proprie. Soprattutto nelle proprie radici culturali e religiose. Così un Magdi Allam che "platealmente" si converte, e ci mancherebbe altro che non lo potesse fare, viene sempre visto dai "cosiddetti intellettuali" come una ostentazione del potere Vaticano anzichè come una convinta affermazione delle proprie libertà.
Ha tolto qualche libertà a qualcuno la conversione di Allam? Ha forse offeso qualcuno il suo battesimo? Probabilmente si parla senza cognizione di causa e senza capire il termine esatto di "teocrazia" e come essa venga applicata nei paesi islamici. Anche nella stessa Giordania, considerata lo stato islamico più liberale, più occidentalizzato e meno teocratico, questa libertà di esprimere la propria fede e anche il proprio dissenso rispetto alla religione di stato, sarebbe stata falciata sul nascere. Nell'Islam manca una sola parola fondamentale per esprimere il concetto di libertà: reciprocità. Altrimenti si cade nell' auto-martirio.

Il mio pensiero, in questo caso, è molto vicino a quello di Teppista.
PS= Sto portando avanti le mie letture, ma mi prendo un po' di tempo per
"elaborare e digerire ".

Evidentemente Teppista sfugge la lettura di qualche commento altrui.
Infatti, nel mio commento precedente al suo avevo scritto (e lo ritrascrivo):
"Io sono profondamente convinto che vi siano alcuni elementi delle società occidentali NON trattabili e NON mediabili con altre culture. E che dunque chi proviene da altri paesi (se vuole vivere in Occidente) debba accettare queste regole.
Esse sono soprattutto:
il rispetto per le libertà e i diritti individuali,
la piena emancipazione delle donne,
la libertà di religione (e di ateismo),
la libertà di orientamento sessuale,
la libertà di criticare liberamente e pubblicamente chiunque e qualsiasi idea.
Fermi restando questi principi, sul resto si può discutere e mediare."
Ciò significa forse "garantire più le libertà altrui che non difendere le proprie"?
E poi, che misero concetto di "libertà" è quello riferito soltanto al proprio orticello, strafregandosene dei diritti degli altri.
SULLA RECIPROCITA': una delle maggiori conquiste occidentali è proprio il contrario. E cioè che in Occidente i diritti individuali vengono rispettati sempre e comunque. Del tutto A PRESCINDERE dalla reciprocità esercitata o non esercitata nei paesi di provenienza delle persone.
Piuttosto, deve avvenire l'azione inversa: esercitare, sui paesi che non conoscono la reciprocità dei diritti, una forte azione affinchè quei diritti vengano garantiti.

"...esercitare, sui paesi che non conoscono la reciprocità dei diritti, una forte azione affinchè quei diritti vengano garantiti" D'accordissimo, è molto molto importante il farlo. Soprattutto il farlo BENE. E qui ci sarebbe da discuterne un bel po' perchè noi siamo ancora troppo abituati ad imporre...

Arrivare alla democrazia parlamentare, al rispetto dei diritti individuali è un processo lungo e complesso: non può venir imposto in quattro e quattr'otto, dall'esterno, con le armi e la violenza a società non attrezzate per recepire questi princìpi e queste istituzioni. Ma le situazioni storiche si evolvono, mutano.
Ti cito un frammento dell'intervista a Khaled Fouad Allam (che gli facemmo in ottobre 2007):
FOUAD ALLAM: "...negli anni Venti la condizione della donna tra Islam e Occidente non era tanto differente. Non dobbiamo dimenticare, ad esempio, che le donne egiziane hanno avuto il diritto di voto nel 1927, mentre le italiane lo ottennero soltanto dopo la Seconda guerra mondiale. Inoltre, negli anni Venti e Trenta, il mondo islamico conobbe un nuovo rinascimento culturale, letterario, filosofico e di costume. La grande differenza della condizione femminile comincia a farsi sentire soltanto a partire dagli anni Cinquanta, quando le donne occidentali iniziano ad acquisire un più articolato insieme di diritti. Dagli anni Cinquanta-Sessanta, tutto comincia a distanziarsi e il motivo di fondo è molto semplice e concreto: succede qualcosa di fondamentale nella storia dell’emancipazione femminile e nel rapporto delle donne con i maschi. E’ l’arrivo della pillola anticoncezionale, che permette alla donna di controllare la riproduzione e la sessualità. Una rivoluzione che nell’Islam non avvenne."
KONRAD: "Come mai?"
ALLAM: "Perché negli anni Cinquanta, contestualmente all’affermarsi della contraccezione in Occidente, si manifestarono le prime avvisaglie del fondamentalismo islamico, che non era ancora una forza politica, ma che già tendeva a imporre un suo modello di società. Poi tutto precipita negli anni Ottanta, con la rivoluzione komeinista in Iran."


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