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16/02/2008

Commenti

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Carissimo, ho riportato , citandoti (come al solito) il post anche sul mio blog.

Un caro saluto a te e i tuoi cari.
Gero

Sono d'accordissimo con quanto scritto. Ogni donna deve avere il diritto di scegliere se abortire o meno. Ferrara vorrebbe spacciare i feti come bambini. Ma della libertà delle donne non gliene frega niente, perché tanto non contano.
Dopo "devo" fare un post sull'aborto. Ti linkerò.

Oggi Veltroni durante l'assemblea costituente del PD ha ribadito che la 194 è una buona legge e il ministro Turco ha preparato uno schema di accordo tra il Ministero della Salute e le regioni per l'applicazione corretta della legge, che dovrebbe diventare operativo dopo il 6 marzo, inoltre lunedì presenterà le nuove linee guida della legge sulla fecondazione assistita al Consiglio superiore di Sanità, che dovrebbero dare il via libera alla diagnosi genetica preimpianto, il CSS dovrebbe comunicare il suo parere entro una settimana...

Mi sembra di tornare agli anni settanta, da un parte e dall’altra. Sottoscrivo totalmente e senza alcun dubbio il manifesto del diritto all’aborto. No comment sul tentativo di minare alla base il diritto acquisito e di cavalcare la faccenda a scopi elettorali. Però evitiamo frasi del tipo che un feto non è un bambino. Perché non capisco cosa significa. Non lo capivo nemmeno allora, solo che nei CUB (comitati unitari di base, strani organismi che servivano a indirizzare ideologicamente la base studentesca) non era possibile fare domande del genere. Nonostante tutto (lo dico non per l’aborto ma per tutto il resto) sono rimasto di sinistra, e continuerò a votare a sinistra, non sono cattolico, e nemmeno credente. Lo dico perché altrimenti c’è il rischio di essere aggrediti per ragioni di campo. Ferrara secondo me dovrebbe stare zitto: egli è solo un provocatore in mala fede. Questo è il suo mestiere. Detto questo, rilevo che, nuovamente, il diritto all’aborto per molti è qualcosa di più di un semplice diritto giuridico. Sembra quasi che non sia un problema drammatico, che non si tratti comunque di una uccisione. Un evento drammatico vissuto drammaticamente da tutti i soggetti coinvolti. Cito Pasolini (che era favorevole alle leggi sull’aborto): «Ne faccio e ne ho fatto una questione non morale, ma giuridica. La questione morale riguarda solo gli attori: è una questione tra chi abortisce, tra chi aiuta ad abortire, tra chi è d’accordo con l’abortire e la propria coscienza. Dove io non vorrei certo entrare. Ma nel pensare alla vita, e al suo ineludibile svolgersi pragmatico, ciò che conta è la ragione: che non può mai contraddirsi né venire a patti. Essa sancisce i principi, non i fatti, anche se non può partire che dai fatti». «Meglio essere nemici del popolo che nemici della realtà» .
E in effetti Pasolini per queste posizioni di nemici se ne fece molti. L’aborto è contrario all’emancipazione della donna: è purtroppo una sconfitta che non auguro a nessuno. Viva gli anticoncezionali e le autentiche libertà sessuali.

La legge 194 non dice mica che l'aborto è una cosa bella e buona. Anzi: si prefigge di sconfiggere l'aborto. E infatti in Italia il numero degli aborti è calato del 40% (in aumento purtroppo quelli delle donne immigrate).
L'aborto è un dramma e nessuna donna abortisce per divertirsi. La 194 deve andare di pari passo con l'educazione sessuale, con l'uso degli anticoncezionali, con una sempre maggiore consapevolezza della propria sessualità. Solo così si potrà ridurre ancora l'aborto. Se no, se si facesse la demente moratoria proposta da Ferrara, gli aborti continuerebbero comunque: le donne ricche in clinica all'estero, le poveracce di nuovo preda di aborti clandestini compiuti da ciarlatani e mammane.
Che la morale sessuale vogliano imporcela un gruppo (la gerarchia cattolica) di maschi, tutti anziani celibi e (almeno ufficialmente) senza figli è ridicolo.
Ed è grottesco che siano sostenuti da personaggi come Ferrara (fervido sostenitore della guerra in Iraq e delle torture a Guantanamo)

Luciano. Non mi riferivo in generale alle intenzioni della legge, che condivido. Ma la mia era una reazione al commento, involontario e non voluto rispetto al significato che ne ho tratto, di Lorenzo, che dice “Ferrara vorrebbe spacciare i feti come bambini”. Di Ferrara ho già detto. Ma ribadisco: l’interruzione di gravidanza è quello che è: l’interruzione di una vita. Non accetto ipocrisie su questo. Minimizzare o negare la realtà dei fatti può indurre a contare su un dispositivo che deve essere un estremo rimedio. Su tutto il resto sono d’accordo, in particolare sull’uso degli anticoncezionali e pure sulla pillola del giorno dopo. Ripeto, è una questione giuridica, di diritti, e non una questione morale.

Lo possono firmare anche gli uomini?

Firmato e evidenziato nel blog... grazie Luciano, sei sempre una preziosa fonte di informazioni.

Sì, uomini e donne.

Ho firmato. Riporto qui il commento che ho allegato alla mia firma:

La sinistra ha perso anni fa il mio voto, anche per il servilismo nei confronti del Vaticano. Non credo nelle petizioni, nel collettivismo, nelle piazze. Stavolta farò un'eccezione.

@luciano: Ferrara è sostenitore delle torture a Guantanamo?

Ad esempio definì "nemici interni" (se ricordo bene nell'agosto 2006 sul Foglio) quelli che protestavano per i metodi illegali usati con Abu Omar e a Guantanamo.

Luciano sono daccordo con quanto affermi nel tuo commento del 16/02/08 a 19:08, non sottoscrivo solo gli ultimi tre righi,non trovando in Ferrara le contraddizioni che trovi tu.

Non sono daccordo quando scrivi, nel post:"Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, ......., e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime),i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere....".
Credo che questa sia una forzatura interpretativa. La possibilità di rianimare i feti "ultraprematuri", nasce da un ragionamento logico.
Al momento della nascita(anche per le gravidanze a termine, cioè a nove mesi), il bambino può nascere con grossi problemi, bisognoso di cure,e per legge, può non essere riconosciuto dalla madre. Resta quindi assistito dalla struttura ospedaliera, affidato alla missione dei medici che hanno l'obbligo di assistere il bimbo nato malato, (ma regolarmente a nove mesi),e che non possono abbandonarlo solo perchè lo ha abbandonato la madre;commetterebbero un reato. Poi, in caso di sopravvivenza, lo affidano al tribunale dei minori per l'adozione.
Ora, il fatto che il bambino venga partorito molto prima del termine, non deve cambiare la logica degli eventi. Cioè a scanso di equivoci riordino quanto detto: FERMO RESTANDO il diritto delle donne all'aborto nei termini delle leggi vigenti, i medici hanno il dovere di assistere e curare un essere vivente che sia in grado di sopravvivere con le loro cure. Tra l'altro una volta nato, il bambino è cittadino Italiano, non è proprietà della madre, e lo Stato ha il dovere di assisterlo dal punto di vista sanitario. Una madre è la "padrona" del suo corpo, e la vita del nascituro è affidata a lei ed alle sue scelte fino all'epulsione, avvenga essa prima o al termine dei nove mesi. Fin quando egli è dentro di lei, è dipendente assoluto per la vita. Ma quando il feto, espulso dal suo corpo, sia in grado di sopravvivere, quella madre, che avrebbe anche il diritto di abbandonarlo dopo la nascita a nove mesi, ma non di ucciderlo, non può interferire con l'attività dei medici che, oltre a compiere la loro missione, rispondono in quel caso anche al dovere che hanno per conto dello Stato di assistere i cittadini.
In conclusione: Se una madre non può uccidere il partorito, che sia in grado di sopravvivere, a nove mesi, non può farlo neppure a cinque o sei mesi e la missione dei medici rimane la stessa.

Una precisazione: il testo del post non è mio. E' semplicemente l'appello che io ho sottoscritto.
Sulla rianimazione del feto che eventualmente dovesse sopravvivere all'intervento di interruzione della gravidanza: non sono un esperto di bioetica e dunque quello che dirò è del tutto opinabile. Però ho l'impressione che si tratti una forzatura. Di un dramma su cui sarebbero pronti a volteggiare avvocati e notai, preti e mestatori come Ferrara, medici senza scrupoli e fanatici.
Alcune domande: legalmente chi sarebbe la madre? Per quale motivo infliggerle la tortura di imporle la sopravvivenza di un feto malato e sul quale si è già decisa l'interruzione della gravidanza? E se il bambino sopravvive? Chi lo alleva? E se ha gravissime malformazioni?
E non mi si venga a parlare di "natura". Per la "natura", se sono deboli, i neonati umani e i cuccioli animali muoiono. E spesso, con loro, anche le madri.

io l'avevo letto prima da franca,comunque ho contribuito,sia con la firma che con un post!dobbiamo tutti darci da fare,uomini e donne!(vediamo se questo commento compare subito)

Sottoscrivo tutto, però c'è una cosa d'aggiungere.

I figli e l'amore si fanno in due, non si può responsabilizzare e riempire di contracettivi solo le donne.

Anche noi maschi dobbiamo imparare a "prevenirci" con i preservativi e tutte le altre contraccezioni maschili disponibili...

Maobao

Certo che se avessero un server migliore, sarebbe più facile firmare.

Dico ciò, perchè è un casino entrarci al link.

Spero di esserci riuscito, al massimo riproverò.

E comunque riporto l'appello nel mio blog.

Maobao

per i commenti...strano che faccia pubblicare il primo e poi blocchi i successivi...
Typepad sta facendo le bizze...
Solo loro possono sistemare questo problema, mi sa...

Per la petizione...la aggiungo al post che stavo scrivendo sulla 194.
Ciao

e poi sembra che il blocco funzioni diviso per post...

Appunto: il blocco dei commenti dev'essere dovuto a qualche pastrocchio combinato da Type Pad.

L'aborto non è mai una bella cosa. Assolutamente credo che una donna quando lo fà è costretta a farlo per vari motivi e comunque con pensamenti e ripensamenti valutando bene le altre possibilità prima di prendere una decisione così dura. Ricordo in ogni caso, che gli aborti si facevano anche prima della legge 194, erano aborti clandestini a pagamento fatti da persone non qualificate e in luoghi non idoneamente igenici e strutturalmente inadatti ad affrontare qualsiasi complicazione, dove effetivamente una donna che vi si recava rischiava la vita. Venivano praticati anche da alcuni medici compiacenti nei loro ambulatori e si facevano pagare profumatamente, magari adesso gli stessi fanno gli obiettori di coscenza, forse perchè non hanno più quelle entrate sicure esentasse?!?! Attenzione!!! Vogliamo ritornare a quei tempi? In ogni caso la donna deve avere il diritto di poter scegliere!!!

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