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15/02/2008

Commenti

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secondo mè no, andrebbe contro tutta l'assemblea del partito, sarebbe ridotto ad una nullità comndando poi berluskà per cinque anni...inoltre andando da solo con i suoi 15/20 senatori avrebbe un peso enorme sia di quà che di là....ps io voto chiaramente veltroni e stò dfacendo proseliti...con affetto Fulvio

possiamo anche scommettere,ma vinceremmo poco,vista l'alta probabilità di vincere,nn credo sia una scommessa tanto quotata!

se torna all'ovile (non ci scommetto però) è per la mossa di ferrara, luciano, che è stata fatta per portar via i voti alla pecorella smarrita.
un abbraccio.

In una blasfema parodia della parabola del figliol prodigo, se Casini sarebbe il figlio che torna, Ferrara farebbe il vitello grasso da arrostire.

Tornerà ne sono convinta, è solo una trattativa mascherata...un braccio di ferro tra amici che si intendono troppo per separarsi, Giulia

Io ti so dire solo che auspico un sistema bipartitico in cui i casini, i diliberti e gli storaci non trovino posto e soprattutto non possano dettare condizioni. Spero pertanto che durante la prossima legislatura si introduca una legge elettorale che favorisca questo tipo di scenario, e che esca da un accordo tra PD e PdL.

Non saprei. Sono convinto che tornerà dal Silvio, però credo che entro domenica sia troppo poco tempo. Io direi di aspettare almeno fino a martedì prossimo!

Io ti so dire solo che auspico un sistema bipartitico in cui i casini, i diliberti e gli storaci non trovino posto e soprattutto non possano dettare condizioni. Spero pertanto che durante la prossima legislatura si introduca una legge elettorale che favorisca questo tipo di scenario, e che esca da un accordo tra PD e PdL.

Mi arrendo...

Condivido: una legge eletorale decente è indispensabile.
Penso con sgomento al senato negli ultimi due anni, quando tutto era appeso agli umori di un paio di personaggi.

Io sarei per la repubblica presidenziale, che mi rendo conto sarebbe impossibile introdurre in Italia, ma già un maggioritario condito con seri sbarramenti sarebbe sufficiente per garantire un minimo di decenza.

Io sarei per la repubblica presidenziale, che mi rendo conto sarebbe impossibile introdurre in Italia, ma già un maggioritario condito con seri sbarramenti sarebbe sufficiente per garantire un minimo di decenza.

luciano. facciamo che non ci occupiamo più del Caimano? E' una lunga corsa, la nostra. E dare il buon esempio è importante. Facciano quel che possono e sanno fare. Non è una gara contro, è una Via "per"

Per Casini, Di Pietro, Mastella, Baccini, Follini, Pecoraro Scanio, Diliberto e Rizzo rispristinerei DA SUBITO la pena di morte per ALTO TRADIMENTO.

Però,se torna,significa che staggente ha la faccia come il c...!
Cristiana

Se torna all'ovile allora è proprio la Piccola Pecora Dolly di Silvio, nel senso "Now i wanna be your sheep!!!" (Iggy Pop docet)

:-)

Maobao

Teppista: io sono contro la pena di morte.
Però, per quei personaggi, non ho grandissima simpatia. Anche se tra Di Pietro e Mastella...beh...

Anch'io sono contrario alla pena di morte ma in certi casi si può fare uno strappo alla regola. Tra Di Pietro e Mastella? Dovessi decidere chi buttare per primo dalla torre sicuramente prima Di Pietro: dopo gli altri. Indifferentemente.

Non me ne intendo molto di politica, né di politici. Ma sia Luciano che Teppista hanno "attaccato" Di Pietro. Mi chiedo il motivo. Io, da quel che ho visto e sentito, credo che Di Pietro sia uno dei politici meno disonesti, o comunque meno ipocriti. Chi è che avrebbe tradito? Cos'ha di disonesto? Mi volete sfatare un mito?!

Torna, torna, entro la presentazione delle liste tornano tutti secondo me...
Avete leto le cifre che Berlusconi ha versato ai partiti (partiti?) di Dini e gruppetti parlamentari vari? cifre ufficiali dal
resoconto del Parlamento.
ciao marina

non so se valga la pena far un mito di un politico, però tra dipietro e mastella c'è una bella differenza.
certo teppista butterebbe tutti quelli che hanno fatto un piccolo graffio a berlusconi, e mastella a berlusconi ultimamente ha fatto un favore.

Lorenzo: mi sono spiegato male, nel precedente commento. Tra Di Pietro e Mastella la scelta mi pare ovvia: Mastella è l'esempio vivente del politico che fa politica per gli interessi propri e del proprio clan.
Mentre Di Pietro è stato (checchè ne dica Teppista) un ottimo magistrato. Però su Di Pietro ho soprattutto un'obiezione: è pessimo nella scelta dei collaboratori (basta pensare al senatore De Gregorio che, pochissimo dopo essere stato eletto nel centrosinistra, passò con la destra)

E Casini Non tornò !!

"Mi volete sfatare un mito?!" scrive Lorenzo.
Beh Lorenzo sei giovane e quindi perdonabile...sì perchè esistono uomini e donne, tutti molto molto umani, ma i Miti lasciali all'antica Grecia, ai Romani...
Non portarteli dietro, non accompagnarti con loro in QUESTO mondo REALE.

Lorenzo non credere alle "palle giustizialiste" di Luciano: sta facendo solo propaganda. Di Pietro è solo un cattivo poliziotto che per far carriera è entrato in magistratura, restando comunque un poliziotto e, ancora per far carriera (e tanti soldi), è diventato un politico: restando comunque un poliziotto. Un cattivo poliziotto, un peggior magistrato e un pessimo politico. Peggio di così!
Luciano, come aruspice politico non vali proprio un fico secco: Casini era fuori dalla Cdl o Pdl come ti pare, da due anni e, fortunatamente, tornerà a fare il democristiano mafioso e palazzinaro con suo suocero Caltagirone. Comunque ho capito una cosa: se qualcuno vuole una previsione politica basta venire quà e interpretare le opinioni correnti al contrario.

Luciano, hai perso la scommessa. Come diceva l'Andreotti "a pensar male si commette peccato ma spesso ci si azzecca". Spesso, non sempre.

Teppista usa le parole "poliziotto" e "politico" come se fossero insulti.
I dati relativi alle indagini del pool di Mani Pulite, di cui Di Pietro era uno dei PM principali, dicono: (dal 17 febbraio 1992 al 6 marzo 2002)
A) cinquemila indagati, di cui 1320 fascicoli passati ad altre Procure per competenza territoriale e 3200 richieste di rinvio a giudizio (tolti quelli mandati ad altre Procure, circa l'80%),
B) di questi 3200, 2268 procedimenti erano conclusi alla data del 6 marzo 2002. Con che risultati? 850 patteggiamenti e 404 condanne con rito abbreviato (totale 1254), 430 assolti nel merito, 420 prosciolti per prescrizione del reato. Altri casi erano: morte del reo, stralcio, nullità eccetera. I prosciolti (per un motivo o per l'altro) furono 910 (circa il 40% del totale. La media nazionale dei proscioglimenti è circa il 30%)
Va aggiunto che molti imputati per tangenti non furono ritenuti punibili: i giudici considerarono il fatto commesso, ma assolvendo con la formula "il fatto non costituisce reato" in quanto non li considerarono pubblici ufficiali.
Ma al di là delle cifre c'è la corruzione che impestava l'Italia, a suon di tangenti e di mazzette. E un gruppo di magistrati che indagò ottenendo molte condanne.
Ricordo che (giusto per citarne due) Berlusconi e Feltri, che adesso sono antidipietristi scatenati, all'epoca erano dei sostenitori delle indagini. SE (ripeto: SE) i metodi da inquisizione di Di Pietro e colleghi erano iniziati nel febbraio 1992 (cioè due anni prima), perchè Berlusconi si faceva le pippe in sua presenza? Tanto che nel 1994 propose a Di Pietro di entrare nel suo governo come ministro della Giustizia?


Non siamo ancora a domenica, comunque. Forse Luciano semplicemente non ha azzeccato la scadenza. Dipende da quanto Casini vuol alzare il prezzo. In ogni caso se non tornerà... speriamo sparisca!

Su Di Pietro anch'io penso che sia stato un buon magistrato ma come politico lascia molto a desiderare.
Per esperienza personale (niente di statistico per carità) noto che i giovani si dividono in:
1) quelli a cui la politica fa schifo e pensano solo all'ultimo modello di telefonino,
2) quelli che vorrebbero appassionarsi ma sono così delusi che non andranno a votare ("tanto sono tutti uguali"),
3) quelli che votano Di Pietro perchè è l'unico che sembra non appartenere alla "casta".
Mi piacerebbe sapere se anche Luciano ha avuto questa impressione.

E' vero!! Non è ancora domenica...
Ma ormai sembra fatta.
Le impressioni di Artemisia?
In parte è così. E spero che il PD possa dare una rimescolata di carte grande e grossa.
D'altra parte, Veltroni è trent'anni che studiava per arrivare a questo momento.

I numeri del "lotto" che hai dato sono carenti di quelli più importanti.
a) quanti processi hanno raggiunto il terzo grado di giudizio alla data attuale ?
b) quanti morti che non hanno raggiunto il grado di giudizio sono morti a causa dei "metodi nazisti" di indagine del sig. Di Pietro ?
c) quanti innocenti sono stati messi in carcere e per quanto tempo lo sono stati ingiustamente ?
d) quante aziende sane sono state coinvolte ingiustamente e costrette a chiudere i battenti lasciando a spasso un sacco di gente ?

Mia nonna mi diceva sempre che per tagliare il frumento ci vuole la falce mentre per potare una pianta ci vuole una forbice. Se usi una forbice per tagliare il frumento non finisci mai mentre se usi la falce per potare una pianta distruggi la pianta.
Di Pietro ha usato l'attrezzo sbagliato per fare un lavoro sbagliato.
Nessuno ha mai denigrato poliziotti, magistrati e politici; con un limite. In base alla propria cultura, alle proprie inclinazioni e alla propria esperienza un poliziotto deve fare il poliziotto, un magistrato deve fare il magistrato un politico deve fare il politico. Un politico che usa strumenti da magistrato e metodi da poliziotto non è ne un buon politico, ne un buon magistrato e tantomeno un buon poliziotto.
Questo è Di Pietro.
Per finire: che Berlusconi, Feltri o chicchesia abbiano inneggiato o giustificato o tentato di placare Di Pietro a me non fa ne caldo e ne freddo: grazie a Dio ragiono ancora con la mia testa e vedo con i miei occhi. Se poi Di Pietro non è salito sul carro di Berlusconi avrà certamente avuto le sue buone convenienze (non certo le sue ragioni).

Teppista: se vuoi tutti questi dati, vatteli a cercare. Purtroppo io non sono Wikipedia o la Treccani.
Piuttosto, parlare (come fai tu) di "metodi nazisti" riferiti a Di Pietro è roba che non io commento neanche: qualsiasi persona dotata di un briciolo di equilibrio è in grado di giudicare da sola le tue affermazioni.

Questo utente nomen omen come al solito non si smentisce. Amo leggere i suoi interventi perché sono un misto di nefandezze, arroganza e ignoranza all'ennesima potenza che lascia senza fiato, soprattutto perché poi l'amico non smette mai di accusare chi non la pensa come lui di essere giustizialista, illiberale, nazista e chi più ne ha più ne metta. In perfetto stile sovietico.

Esilaranti sue argomentazioni, che vorrebbero essere dotte ma che sono un'accozzaglia di luoghi comuni e contraddizioni che non fanno onore al fine pensatore politico che vorrebbe essere.

Vediamo un po'.

"Casini era fuori dalla Cdl o Pdl come ti pare, da due anni e, fortunatamente, tornerà a fare il democristiano mafioso e palazzinaro con suo suocero Caltagirone".

A parte che anche Berlusconi è un palazzinaro, è curioso che il nostro ineffabile nomen omen dica di Casini che è un democristiano mafioso (roba da querela...). Dell'Utri, quello sì che è un galantuomo sul quale poter sempre contare e di cui andare fieri. Fortunatamente lui (con tanti altri) è rimasto. Contento te.

"un poliziotto deve fare il poliziotto, un magistrato deve fare il magistrato un politico deve fare il politico".

In pratica sei a favore della figura del politico di professione (non dirlo a Silvio, però). Peccato però che poi ti perdi nei tuoi discorsi troppo alti e scollegati dicendo che "Un politico che usa strumenti da magistrato e metodi da poliziotto non è ne un buon politico, ne un buon magistrato e tantomeno un buon poliziotto".

Santo cielo! E i politici che usano strumenti da avvocato e metodi da imprenditori come li definiamo? Quelli vanno bene? Ghedini, Pecorella, Previti, Berlusconi, Pittelli... Loro sì, possono avere il doppio (triplo) incarico. Di Pietro il magistrato-sbirro-nazista no. Mi astengo dal commentare ulteriormente.

"Comunque ho capito una cosa: se qualcuno vuole una previsione politica basta venire quà e interpretare le opinioni correnti al contrario".

Tralasciando che "qua" non vuole l'accento, meno male che ci sei tu che la sai lunga, eh.

Manfredi, visto che ti piace tanto il mio stile e che mi definisci un "ignorante pieno di luoghi comuni" io sono molto più esplicito e meno machiavellico di te nel definire le persone. Visto che sei anche così edotto da conoscere e usare la locuzione latina "nomen omen" spero tu conosca anche il seguente l'aggettivo italiano: Trinariciuto.
Tanto basta: con gente ideologizzata e lobotomizzata come te non perdo neanche il tempo.

Teppista: nelle ideologie non c'è nulla di male. Sono (azzardo una definizione "casalinga") una bussola per muoversi nel mondo, una serie di idee messe insieme in una struttura abbastanza coerente.
Ci sono ideologie orrende (il nazismo o il fascismo o lo stalinismo), altre ammirevoli (la non violenza), altre ancora molto vaghe (ad esempio il comunismo, che può andare da Berlinguer a Pol-Pot, oppure il liberalismo, che può andare da Karl Popper a Marcello Pera).
La lobotomia invece è una pratica chirurgica orrenda e basta.
Se perciò mi si accusa di essere "ideologizzato", rispondo che è molto probabile (basta capire a quale o quali ideologie si vuol far riferimento)
Se però mi si dà del "lobotomizzato", rispondo che grazie a Dio e al fatto che in Italia non si usa praticarla, non l'ho subita.
(Posso ipotizzare, in modo del tutto ideologico, che Manfredi si associ a questo mio commento)

Dimenticavo: l'età molte volte fa brutti scherzi. Dall'alto della sua ignoranza il signor Manfredi (si fa per dire signore...) non sa nemmeno che in Italia esiste un' Accademia, denominata della Crusca, che assieme ai più noti linguisti Giacomo Devoto (buon'anima) e Giancarlo Oli provvedono ad adeguare la lingua italiana alle variazioni lessicali corrententemente in uso. Riporto, da "misero tecnico" che usa le lingue solo per farsi capire evitando così i gesti tipici degli italiani e per cercare di elevare la cultura di qualcuno che ritiene di essere un finedicitore mentre i suoi interlocutori sarebbero solo degli ignoranti, quanto è recentemente apparso nel notiziario dell'Accademia: "Alle elementari insegnavano la filastrocca: Sul qui e sul qua l'accento non ci va...
Col nuovo millennio si è deciso di usare l'accento come rafforzativo proprio in quelle sintassi in cui era richiesto. Nel nuovo Vocabolario degli Accademici della Crusca, vi è appunto un capitolo intero su queste nuove varianti, chiamate asectone, dal greco as ecto tone, appunto, tono rafforzativo."
Alcune volte scendere dal gradino di superbia e ignoranza che ci si autocostruisce è nota di merito per sè e di rispetto per gli altri.
Luciano, ti ticordo che i famigliari di Gabriele Cagliari hanno denunciato il Pool di "Mani pulite" per istigazione al suicidio alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo con esito, in primo grado, favorevole. Tanto basta.

Luciano, a causa di questi problemi sul tuo blog che ovviamente non dipendono da te, mi risulta difficile seguire dei discorsi logici.
Per quanto riguarda l'ideologia, senza entrare nella etimologia della parola, sai come la penso e sai che penso esattamente il contrario di quello che hai esposto nell'esempio.
L'ideologia è la spiegazione, che persiste nel tempo, di una idea CHE HA AVUTO QUALCUNO. Il fatto stesso che un'idea venga incisa nella roccia da chi l'ha avuta e lo sia in modo indelebile e inappellabile, è già mostruoso.
Che si chiami nazista, fascista, marxista, comunista, pacifista e tutto ciò che finisce in -ista non cambia nulla. Chi sposa una ideologia deve avere qualche problema a esporre delle proprie idee. Si appella, di conseguenza, al "libretto rosso del caso" per esprimere idee che, evidentemente, non sono frutto della propria ragione ma solo delle elaborazioni attorno a qualcosa di noto.
Il termine lobotomizzato è la diretta conseguenza di ciò. Autoescludere una parte del proprio cervello riguardante l'elaborazione dei sensi è una operazione di "autolobotomizzazione".

Trinariciuto non è un aggettivo della lingua italiana. E' un termine offensivo che aveva coniato Guareschi principalmente nei confronti dei comunisti di allora (siamo alla fine degli anni 40) per indicarli come dotati di una terza narice. Tra l'altro scriveva: "la terza narice ha una sua funzione completamente indipendente dalle altre due: serve di scarico in modo da tener sgombro il cervello dalla materia grigia e permette nello stesso tempo l’accesso al cervello delle direttive di partito che, appunto, debbono sostituire il cervello che appartiene oramai a un altro secolo…Naturalmente la terza narice non è una strettissima prerogativa delle sinistre: io credo che ce ne siano molte altre, distribuite un po’ in ogni dove: quanta gente ha la terza narice e non lo sa ancora? Le confesso che anch’io, alle volte, rileggendo quello che ho scritto e che purtroppo ho già stampato mi guardo perplesso nello specchio. Attenti dunque alla terza narice!" Comunque, con la solita ironia e autoironia rivolgeva il termine anche ad altri soggetti e persino a se stesso. Speriamo che anche altre persone abbiano l'intelligenza che aveva Guareschi.

Il dibattito (con quest'intoppo dei commenti che finiscono nello spam e io devo poi ripescarli in ritardo) si fa difficile e frammentato. In questo, Teppista ha ragionissima (come lui stesso notava: non dipende da me
Spero almeno che il problema di questi ultimi due giorni abbia fatto toccar con mano a tutti/e cosa voleva dire avere commenti liberi senza censura e subito in linea. E cosa invece vuol dire subire ritardi e rallentamenti.
Perciò (dopo queste ore di forzata censura) sono ancor più convinto che faccio/facevo bene ad avere il dibattito senza filtri di nessun tipo.
Spero che TypePad risolva presto.
Paolo: a me Guareschi piaceva fin da bambino, quando mio papà me ne passava i libri. E continuo a leggerlo con gusto anche adesso: gran narratore, gustoso umorismo terragno, idee meno becere e rozze di quanto la vulgata fa passare (almeno fino a un certo punto, don Camillo e Peppone e Gesù sono più complessi e meno manichei di quanto potrebbe apparire a prima vista)
SULLE IDEOLOGIE: non condivido affatto l'idiosincrasia di Teppista per tutto ciò che finisce in -ista. Prova ne sia che dialogo con lui.

Per quanto riguarda l'accento sulla parola qua il sito dell'Accademia della Crusca riporta testualmente:

"La stessa indicazione vale per fa e sta (terze persone del presente indicativo di fare e stare) e per gli avverbi qui e qua, che non devono mai avere l'accento".

http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4016&ctg_id=93


La battuta su Tepp-ista mi è piaciuta (ma sai anche che il mio vero nome finisce per -izio) come un certo Tizio.

Che io sappia, l'accento sul "qua" non si mette.
L'ho anche chiesto a Qui e Quo.

Il link riportato da paolo è corretto ma evidentemente è stato tratto in inganno dalla vetustà dello stesso " Valeria della Valle e Giuseppe Patota (Milano, Sperling & Kupfer Editori, 2000)". La mia indicazione che riporta "Col nuovo millennio..." mi pare esaustiva. Tanto per cavillare, il Devoto-Oli indica chiaramente che in caso di citazione ambigua l'accento è necessario. Se si scrive : "qua ci sono qui, quo e qua" il primo qua DEVE avere l'accento.
Sicuramente quando ho scritto quà accentato non pensavo ne al caso rafforzativo e tantomeno a quello ambiguo. L'ho scritto perchè mi è venuto così; esattamente come in francese si scrive: la et là, ça et çà (qua e là, questa o quella).
Il principio comunque è ben altro: quando si è vuoti di idee (o ideologizzati) da queste parti (e sai Luciano a chi mi riferisco) ci si attacca spesso agli accenti gravi acuti e circonflessi (non circoncisi che è tutt'altra cosa)

Il fatto che non hai risposto alle mie obiezioni mi basta, caro nomen omen. Rafforza e nobilita il mio discorso.

Di tutto il resto che scrivi, peraltro dietro il coraggio leonino di un soprannome, francamente me ne infischio.

Fermo restando che i tuoi interventi sono ignoranti. E tremendamente arroganti. E' questo ciò che ci differenzia, caro nomen omen. Io critico i tuoi risibili contenuti e il tuo persistente e petulante livore verso chi non la pensa come te.

Tu attacchi la persona.

Ma va bene così. Certe cose dette da uno come te fanno solo piacere.

Commento di prova: vediamo se ce l'ho fatta a sconfiggere la censura.
(Ma il primo commento è possibile che vada liscio. Il vero test sarà il secondo consecutivo)

Niente da fare.
Era finito tra gli spam.

Caro Manfredi, vedi come sono educato? Io prima di parlare mi rivolgo al mio interlocutore con il suo NICKNAME. Visto e considerato che il sottoscritto, come la maggioranza dei blogger, usa questo strumento come divertimento e come passatempo e non come qualcuno si definisce "Manfredi Lamartina è un giornalista, un musicista....." per scopi sicuramente diversi da quelli menzionati, mi posso anche permettere il lusso di attaccare il Nickname del mio interlocutore. Se tu non usi un Nick ma il tuo nome e cognome, avrai le tue buone convenienze (non certo ragioni) e ne devi patire le conseguenze. Altrimenti, un mio consiglio, è meglio non impegolarsi in certe discussioni.
Per venire al dunque, togliti pure l'aureola nobile che ti sei messo per il fatto che non ti ho risposto. Non l'ho fatto per il semplice motivo che sono coerente con me stesso ("Tanto basta: con gente ideologizzata e lobotomizzata come te non perdo neanche il tempo") e, se vuoi proprio una soddisfazione, per il semplice motivo che i tuoi argomenti per confutare le mie affermazioni sono quantomeno ridicoli. Non hai affermato un bel niente. Tutti dei: sì ma anche Berlusconi, sì ma anche Dell'Utri, sì ma anche Pecorella, ecc. ecc. Questi sono discorsi da Asilo Mariuccia: "Mamma Luigino mi ha rubato la Nutella, sì ma anche tu gli hai rubato l'astuccio". E forse più in là di questo non sai andare: ti aspetto alle elementari (se passi però l'esame di ammissione). Tuo affezionatissimo, Maurizio.

Teppista: anch'io sono riconoscibile nome e cognome, cone Manfredi. Il motivo della mia scelta è molto semplice: io mi sento libero SOLO se il mio interlocutore sa chi sono, cosa faccio e come mi chiamo.
Perciò non sarei capace di usare l'anonimato: altri preferiscono farlo. Ed è una scelta che (anches e diversa dalla mia) rispetto pienamente, perchè può essere dovuta a tantissime ragioni, sulle quali non DEVO metter lingua.
La cosa diventa indecente è solo quando si usa l'anonimato per minacce insulti molestie e roba del genere (ma questo è tutto un altro discorso).
SUI CONDANNATI PER REATI GRAVI: io sono convinto che non debbano andare in Parlamento. E che un partito non debba candidare gente che ha condanne per mafia, corruzione, concussione, camorra eccetera. Poi è ovvio che ogni forza politica sceglie i candidati che vuole. Ma è altrettanto ovvio che i cittadini valutino le forze politiche anche in base a questo.
Con ciò non voglio dire (perchè non lo penso) che a sinistra regni incontrastata l'onestà e la correttezza di persone tutte integerrime, ma non è un caso se in Italia la stragrande maggioranza dei parlamentari con procedimenti penali, condanne, patteggiamenti o simili sta nella destra. E non è un caso se in Sicilia la mafia ha certe alleanze politiche.

Luciano, è regola generale in tutti i luoghi di discussione, più o meno seri e più o meno puliti, del WEB utilizzare un nomignolo (nickname) per centinaia e centinaia di ragioni. Semplicità, riservatezza, vezzo e, purtroppo in molti casi, per delinquenza. Nel caso specifico del tuo blog mi pare che il 99,9% dei commentatori siano persone rispettabili e il 90% di loro usa un nick che non conduce assolutamente da nessuna parte: per ragioni di rispetto della privacy il "Garante" ha pure vietato, l'anno scorso, la visualizzazione della email dei commentatori. L'essere dunque esplicitamente riconoscibili è una scelta che esula dalla consuetudine. Per questa ragione affermare di essere attaccati "nella persona" è quantomeno discutibile. Nel merito, per capire chi è questo signor Manfredi, ho dovuto cliccare sul suo link (che nessuno ha obbligato a fornire), ho dovuto cliccare sull'altro link "Onori di casa" per scoprire il suo reale nome e cognome e attività (sempre che lo siano davvero, ma così ce la racconta). Allora, se una persona VUOLE FARSI RICONOSCERE crea tutti questi percorsi mentre se una persona NON VUOLE FARSI RICONOSCERE evita, avendo tutti gli strumenti per farlo. Sempre nel merito, se una persona che VUOLE farsi riconoscere non vuole essere attaccato ("Tu attacchi la persona. Ma va bene così.") evita di scrivere "Questo utente nomen omen come al solito non si smentisce. Amo leggere i suoi interventi perché sono un misto di nefandezze, arroganza e ignoranza all'ennesima potenza che lascia senza fiato, soprattutto perché poi l'amico non smette mai di accusare chi non la pensa come lui di essere giustizialista, illiberale, nazista e chi più ne ha più ne metta. In perfetto stile sovietico."
A queste offese non ho ribattuto con dei lamenti bensì con il medesimo tono che il signore ha usato nei miei confronti (del mio nick tanto per intenderci).
Venendo invece al concreto, è inutile tentare di discutere con dei fanatici su questi argomenti: hanno sempre ragione loro. Esistono dei "santoni" intoccabili che hanno fatto piazza pulita di un certo tipo di società ritenuta totalmente malsana (ed è qui l'errore) quasi come fossero dei Robin Hood che, in aiuto al popolino affamato, hanno ucciso lo Sceriffo di Nottingham. Senza capire che in questo caso, anzichè utilizzare arco e frecce si è usato il lanciafiamme. Il risultato è stato così deleterio sull'economia nazionale che l'Italia non si è ancora risollevata: basta leggere l'andamento del debito pubblico negli anni dal '92 al '96 per capire che l'Italia era paralizzata. Perse centinaia di commesse all'estero, bloccate tutte le infrastrutture e vendute centinaia di aziende agli stranieri. Con il risultato che, dati della Corte dei Conti di inizio febbraio 2008, negli ultimi due anni le tangenti nel settore statale sono aumentate del 15%. Complimenti al signor Di Pietro (Ministro delle infrastrutture) e a tutti quelli che lo sostengono: le tangenti sono quasi tutte finite a persone del suo Ministero.

Ormai sono...due anni...che io e te discutiamo.
Cerco di riassumere.
Tu sei dell'idea che Di Pietro sia il capofila di un gruppo di assanatati giustizialisti che in sostanziale malafede hanno fatto da braccio semiarmato ai rossi che (non potendo conquistare il potere per via democratica) hanno tentato l'assalto alla diligenza attraverso le Procure e i loro servi giornalisti.
Io ho visto gli avvenimenti italiani dal 1992 a oggi in modo radicalmente differente.
O io o tu prendiamo un abbaglio megagalattico. Però, alla fin fine, siamo in una democrazia rappresentativa e il mio voto vale più o meno il tuo.
(Il "più o meno" si riferisce al sistema elettorale e ai suoi perversi meccanismi)

Commento di prova.

Commento di prova. Due

Commento di prova.
Tre

Commento di prova.
Quattro

Ammetto di non aver capito il discorso del voto che vale "più o meno". Il mio vale quanto il tuo al momento della posa nell'urna. Il sistema maggioritario ne cambia il peso in base a chi abbiamo votato. Solo il proporzionale puro fa valere il voto sempre allo stesso modo: ogni legge "a premio" ha i suoi pregi e i suoi difetti. Chi più e chi meno.
Su tangentopoli tu, come al solito, esasperi. Che ai tempi fosse necessaria un pò di pulizia penso che tutti fossero d'accordo. Il come, il quanto e il quando l'ha deciso il PDS: indubbiamente. Considerare poi il "panettone regalato a Natale" una tangente è capace solo Di Pietro. Questa è la differenza tra "giustizialismo" e "raziocinio". In pratica, in mancanza di una legge scritta sul finanziamento ai partiti, si doveva applicare il "diritto anglosassone" della "common law": la legge viene scritta dalla consuetudine. In tangentopoli la legge fu scritta con il lanciafiamme.

Lungi da me voler alimentare polemiche ma solo per curiosità ho cercato sia sul Devoto Oli ediz. 2007 che sullo Zingarelli ediz. 2008. In entrambi l'avverbio "qua" è scritto, in tutti gli esempi, senza accento anche nel caso rafforzativo. Nulla è accennato relativamente alla possibilità di inserire l'accento. Naturalmente non pretendo di escluderlo in assoluto ma sarebbe interessante avere un riferimento preciso che contempli questa possibilità.

Va bene, Maurizio.

Tu puoi dare del mafioso, nazista, illiberale eccetera eccetera a chi vuoi.

(Ribadisco il concetto, che forse non ti è chiaro).

*Tu dai patenti di mafioso, nazista, illiberale a chi ti pare.*

Attività legittima, ci mancherebbe. Ma odiosa e terribilmente arrogante.

Hai insultato pure il titolare di questo blog in più di un'occasione, il quale si è ben guardato dal risponderti a tono, in quanto galantuomo e persona realmente liberale, non come te che schiumi livore e ti metti a soffiare appena qualcuno non la pensa come te.

E poi, dopo tutto questo, vieni a dirmi che ti ho offeso? (fermo restando che ho semplicemente attaccato le esilaranti fesserie che hai scritto, Maurizio, non la tua persona). Dai, cerchiamo di essere seri.

Capisco però che nella tua pochezza argomentativa il concetto - effettiamente da asilo mariuccia - non ti è entrato.

Sei pedante e sgradevole nei tuoi interventi, e che tu ti permetta di dare del lobotomizzato a qualcuno ti rende degno del soprannome che tu (e non io) ti sei scelto. Come fanno i ragazzini delle medie. Anzi, come fanno i bambini dell'asilo mariuccia.

Se per te argomentare significa dire che Casini è un mafioso palazzinaro e Di Pietro uno sbirro nazista, beh, complimenti. Ragioni proprio come un Teppista Qualunquista. Di' pure che Veltroni era un seguace di Pol Pot e le hai sparate tutte.

Detto questo, la chiudo qua (anzi, la chiudo quà). Ti consiglio un libro. "L'altro" di Kapuscinski. Chissà che non ti faccia capire un po' di cose. Ne dubito, per la verità. Ma non si può mai sapere.

Manfredi, di Kapuscinski non ho letto nulla e comincerò da quello che consigli tu.
Sul voto che pesa diversamente, già Teppista ha spiegato (anche se molto sinteticamente) come ciò avviene: il sistema elettorale porcellum voluto dalla destra prima delle elezioni 2006 assegna dei premi di maggioranza (per il Senato e nelle regioni) che rendono certe "schede" più pesanti di altre.
Sul giustizialismo: che le inchieste di Mani Pulite si siano risolte in una specie di caccia a chi aveva ricevuto il panettone in regale...
Così come l'idea (a mio avviso del tutto bizzarra) che il mandante delle indagini sia stato il PDS.
La legge scritta sul finanziamento dei partiti esisteva eccome! Era stata approvata nel (se ricordo bene) 1989.

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