La mia foto

Contatore Shynistat

  • Contatore

I miei vecchi post del blog Kataweb

Altri vecchi post del blog Kataweb

Blog powered by Typepad
Iscritto da 07/2007

Lettura quotidiana della Bibbia

  • • Da "Giacomo, 1,22": "mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi"
  • Lettura quotidiana della Bibbia

« Tornato a Trieste: Neil Young, John Fante, tunnel carpale, nebbia eccetera | Principale | Berlusconi punta alla Presidenza della Repubblica »

26/02/2008

Commenti

Feed Puoi seguire questa conversazione iscrivendoti al feed dei commenti a questo post.

Chiarissimo, caro Luciano. E ben trovato.
Provo ad aggiungere dell'altro.
Il "Giustizialista", ma potremmo chiamarlo anche il legalitario, pensa che i luoghi della rappresentanza e, quindi, chi li frequenta, abbiano un ruolo fondamentale per la democrazia. I nostri "rappresentanti" hanno il compito di fare le leggi e quindi di scrivere le regole che disciplinano la comunità.
Una condanna di primo grado non vuol dire che siano colpevoli, anche se in America, spesso presa a pretesto dai "garantisti", basta e avanza. Ma rende "incompatibili" i condannati con la funzione di "redattori delle regole".
E' una questione di opportunità, di credibilità, di buon gusto. Come gli arbitri inquisiti in calciopoli sospesi dall'attività in attesa della sentenza definitiva.
Non vuol dire sbatterli in galera dopo la condanna di primo grado; vuol dire semplicemente che per un po', finché non si è chiuso il procedimento a loro carico, quell'attività non la possono fare.
Se saranno assolti, avanti Savoia. Se saranno condannati in via definitiva, a casa (o in galera se la pena lo prevede) e tanti saluti.
Ultima considerazione: ma i cosiddetti "garantisti" (coi politici poi, perché anche i coniugi di Erba non hanno nemmeno la sentenza di primo grado ma vorrei vedere se qualcuno li candidasse): i cosiddetti garantisti, dicevo, si sono mai chiesti cosa succede fuori dai sacri confini nazionali? Cosa farebbero in Inghilterra, Francia, Usa, Germania se i due più stretti collaboratori del candidato premier ed ex presidente del consiglio fossero stati condannati per associazione mafiosa e corruzione di giudici? O se fossero trasferiti i magistrati che indagano sui politici (vedi Forleo e De Magistris?).
Saluti

Beh, Luciano,usciamo dallo specifico, che a volte è bello anche esaminare i concetti e le filosofie invece di litigare sempre su dell'Utri.
Dunque,di stare tra i giustizialisti,a me non piacerebbe poi tanto. Il giustizialista è contro la democrazia,è un antidemocratico; e si, perchè in una democrazia vera, il parlamento, eletto dal popolo, fa le leggi, i magistrati, che invece non sono eletti dal popolo, dovrebbero solo applicarle. Mi spiego:
Il giustizialismo, concettualmente, è opposto al garantismo; Il garantismo, dando rilevanza a diritti sacrosanti come la presunzione di innocenza innanzitutto fino alla fine dei tre gradi di giudizio, tende a limitare l'ambito e le attribuzioni della magistratura, il giustizialismo invece ingigantisce tali prerogative. Per il garantismo la magistratura deve limitarsi ad applicare le leggi che sono fissate dal Parlamento. Per il giustizialismo essa può o deve, invece, interpretarla, anche in modo libero e creativo.
Effettivamente, col giustizialismo, la giustizia se ne va a farsi fottere, e in galera i giudici ci mettono chi vogliono. E per uno stesso reato, un giudice ti condanna, mentre un altro ti assolve con formula piena. Ad esempio i magistrati che applicano molto disinvoltamente le disposizioni di legge riguardanti la carcerazione preventiva, sono giustizialisti. Perchè la carcerazione preventiva si dovrebbe, per legge, applicare solo in tre casi: possibilità di fuga, di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Invece la carcerazione preventiva, ad esempio in "mani pulite" è stata (per esplicita ammissione dei stessi magistrati) usata come strumento di pressione psicologica per indurre i sospetti a confessare. La legge non prevedeva questa applicazione, ma i magistrati con quel sistema ottenevano confessioni e nomi e questo stava bene a loro, anche se poi, a causa di qualche suicidio, di qualcuno non si saprà mai se era veramente colpevole o no.

Giuseppe, sei l'esempio più riuscito di come 15 anni di bombardamento mediatico anti-magistrati abbiano prodotto i loro effetti.
Parlare per sentito dire non va bene.
La carcerazione preventiva è una legge dello stato che ha fatto il parlamento e che il parlamento può modificare in ogni momento con la maggioranza semplice (non è una legge costituzionale).
La applicano i magistrati sulla base delle tre cose che hai detto. E solo su quella base.
Non sono però i pm ad applicarle, ma giudici terzi (gip, giudici per le indagini preliminari) su richiesta dei pm. Se valutano che uno dei tre elementi ci sia, accettano la richiesta, sennò (e succede molto spesso) la respingono. In caso di decisione favorevole al pm, l'imputato può comunque ricorrere al tribunale delle libertà, che esamina la richiesta e può confermare o annullare la decisione del gip.
Mi fermo qui. Ti chiedo un'ultima cosa: potresti citarmi i magistrati che avrebbero dichiarato di aver utilizzato la carcerazione preventiva per estorcere le confessioni durante mani pulite?
Sicuro che non chiamassero Giuliano Ferrara?

Cos'è successo in Italia da alcuni anni? Più o meno dopo che l'Innominato ha avuto a che fare con la giustizia? Che nessuno confessa più, che anche il più mentecatto dei colpevoli ha capito benissimo che conviene fare i furbi e nagare tutto e sempre e comunque perchè tanto prima o poi salterà fuori un cavillo o qualcos'altro che gli eviterà la galera. I guasti provocati al sistema giudiziario dall'Innominato sono stati spaventosi: basti vedere quel tizio di Erba che ha tirato fuori la cazzata del lavaggio del cervello. Pensate che, se non ci fossero stati come apripista Berlusconi e l'avvocato Ghedini, l'avrebbe inventata?

LUCIANO,CONCORDO CON LA TUA VISIONE DEI FATTI.IL FATTO E' CHE FORSE GIUSTIZIALISMO NN E' IL TERMINE ADATTO:IO LO CHIAMEREI SENSO DELLA GIUSTIZIA.

Rudy/Simona: sono d'accordo con te. Ma ho le scatole piene di sentir questa parola "("giustizialismo") usata come se fosse un insulto. E allora volevo provare a cercare di mettere qualche puntino sulle I.

Il fatto è, che se uno pensa che un condannato, sia innocente ed è convinto di ciò, non si schioderà mai mentalmente da questa opinione.
Quindi riterrà automaticamente dei forcaioli, giudici e opinionisti che hanno condannato il soggetto in questione.
Quindi è inutile insistere:
Se uno è saldamente convinto che Berlusconi, Dell'Utri, etc. sono degli innocenti calunniati dai magistrati cattivi, non gli si cambia idea neanche con le testimonianze o gli atti, perchè è come sosetenere ad un cattolico fervente, che la Madonna non era vergine...

Poi ci sono anche i malevoli, ovvero quelli che aspettano condoni etc., per aggirare tutte le leggi e che sanno perfettamente che il loro socio/referente/politico votato è un corrotto/mafioso.
Di questo oltre a non fregargliene niente, molto probabilmente ne sono orgogliosi, quindi è altrettanto inutile starci a discutere, tanto non cambiano...

Bisogna solo lottare contro di loro, con tutte le armi che un sistema democratico può offrire, dal voto, alla costruzione di leggi, ad un giustizialismo che impedisca che la corruzione sia il "sistema" e un garantismo, che conceda un giusto processo e un trattamento umano con possibilità di replica, anche cavillosa, anche al criminale più efferato/incallito.

Però io non capisco una cosa:
Se qualcuno difende la depenalizzazione del falso in bilancio, cosa vuole per il futuro dell'Italia???

1) Chissenefrega, basta che possa fare quello che mi pare.

2) Un paese di truffatori che aprono e chiudono aziende, assumendo e lasciando a casa lavoratori, e che vivono grazie a giri di fatture false.

3) Evadere continuamente il fisco, tanto ai servizi comuni/pubblici ci pensino i poveracci, fra i quali i miei dipendenti, che tanto io posso permettermi la clinica/scuola/chennesò privata.

Spiegatemelo cari signori, che amate tanto la visione delle leggi "ad personam"; sarei proprio curioso di sapere qual'è la tassa evasa, il lavoratore in nero, l'edificio da condonare, o quale altro "inciucio" fiscale che vi fanno aprezzare così tanto la visione Berlusconiana della vita...

Sono scorretto, vi offendo???

Voi a me quotidianamente!!!

Maobao

Con l'ultima domanda su tre punti, mi sa che ci faccio il post di domani.

Oggi no, sò stanco.

Maobao

Maobao: ogni tanto (a volte: ogni spesso) siamo in tanti, ad essere stanchi, in questo paese di cialtroni.

Per sapere cosa significa "giustizialismo" non date retta agli "invasati" che circolano da queste parti.
Basta leggere questo articolo di Marco Travaglio ( http://tinyurl.com/226fmo ) comparso su Micromega di Luglio-Agosto, che, in uno dei suoi più violenti attacchi di Torquemadismo (bello il termine no ?) si è messo a sparare contro Anna Finocchiaro. Tutti sanno che la Finocchiaro tanto simpatica non mi sta ma in questo articolo, da vero garantista quale sono, la difenderei comunque a spada tratta.
Per vostro personale trastullo se non ve la sentite di leggere tutto l'articolo che è veramente "due palle come al solito" vi riporto uno dei più bei commenti che ho letto.
------
Questo articolo, pubblicato su micromega di luglio/agosto 2007, è una palese "forzatura" per diffamare la senatrice Finocchiaro. Lo lessi questa estate e sinceramente non mi fece cambiare idea su di lei. Se Travaglio indagasse su se stesso troverebbe qualcosa da ridire allo stesso modo. Il tutto partì da alcune critiche lanciate dalla senatrice alla festa dell'Unità sullo staff Grillo, e qualche anno prima sui girotondi...da allora Micromega, Travaglio, Paolo Flores non le danno tregua...
Comunque il suo silenzio sta diventando imbarazzante, anche se pizzico di ribellione verso il partito c'è stato.
-----
Non date retta a Luciano Comida: è pazzo da legare. Pur di giustificare le sue tesi sarebbe capace di dimostrarvi che Marx era Valdese.

Questo non me l'aveva ancora detto nessuno, che sono "pazzo da legare". Lo prendo come un complimento.

E i tuoi collaboratori, Teppista, da quanto tempo lavorano per te a tempo determinato???

Quando devono fare delle rate per vivere, gliela fai tu la firma di garanzia in banca o al negozio???

Maobao

Maobao, se prima di aprire la bocca tu collegassi il cervello forse uscirebbero meno spropositi: sempre che il cervello sia sempre funzionante. Nella mia posizione professionale ho decine di collaboratori che non assumo direttamente ma mi vengono affidati dopo una selezione all'interno dell'azienda. Il termine contratto a tempo determinato non so nemmeno cosa sia e neanche mi interessa saperlo. Un vero collaboratore, in una azienda di valore, viene formato, istruito e mantenuto aggiornato il più a lungo possibile: il costo di queste operazioni è talmente alto che perderne uno è considerato un grave danno. La mia responsabilità è quella di garantire all'azienda la continuità delle funzioni operative senza disperdere esperienze verso la concorrenza.
Credevi forse che in Italia esistessero solo dei lager dove i padroni usano trucidare gli operai e darli in pasto alle belve? Forse ha davvero ragione Veltroni quando dice a Bertinotti che non siamo nel 1953. La cosa mi ha fatto molto riflettere perchè io nel '53 ci sono nato: qualcuno invece non ha capito nemmeno il sarcasmo.

Aspro di detto e di fatto. Dici:"Giuseppe, sei l'esempio più riuscito di come 15 anni di bombardamento mediatico anti-magistrati abbiano prodotto i loro effetti.." O questa affermazione viene dalla superficialità che evidentemente ti contraddistingue e non ti rendi conto delle offese che dispensi o sono volute, piene, ed allora sei semplicemente un villano visto che non ci conosciamo e dovresti civilmente astenerti dal ridurre il mio cervello ad una pastetta plasmabile senza spirito critico e riassumere così arrogantemente e arbitrariamente i miei trascorsi, le mie esperienze, i miei studi,i miei percorsi interiori che mi hanno portato alle mie convinzioni. Vedi, MOLTO SEMPLICEMENTE, il tuo è giustizialismo.

Maobao, copio all'istante una frase appena letta di Giuseppe rivolta ad Aspro.

Vedi, MOLTO SEMPLICEMENTE, il tuo modo di pensare è giustizialismo.

Teppista, a volte, mi fa davvero ridere. Da un po' usa la parola "giustizialista!!" come negli anni Settanta si usava la parola "fascista!!": a mo' di insulto generico, buono per tutte le circostanze.
Esilarante.

Luciano, diventiamo vecchi: e si vede. La parola giustizialista in questo post NON L'HO MAI USATA. Ho copiato una frase di Giuseppe in cui esemplifica il termine giustizialismo.
Ti vedo un pò nervosetto: quando incominci a dire che Teppista ti fa ridere siamo messi male: incominci a perdere le staffe. Ti consiglio più moderazione, più riflessione e qualche buona tisana. A 54 anni bisogna evitare emozioni e reazioni impulsive: pensa alla salute.

Teppista:
Buon per te e per chi lavora per te.
Ho voluto provocarti apposta per vedere come reagivi e il tuo atteggiamento mi è piacuto.
Da quando avevo visto che sei datore di lavoro, volevo capire, provocandoti,
se con la parola "collaboratori" intendevi "membri di una squadra", o "co.co.qualcosa".
Dai e dai ci sono riuscito. E per fortuna, che anche se di destra, ci sono ancora datori di lavoro, la tua azienda, che ragionano così.
Se hai letto qualche commento passato, poi trasformato in post vedrai che invece ho incontrato datori di "sinistra" che invece praticano con disinvoltura il precariato.
E comunque anche se tu, con piacere, scopro che sei corretto in un'azienda corretta, non puoi negare che l'Italia è piena di Squali con la maiuscola, che hanno svilito il mercato del lavoro, checchè siamo nel 2008, nel 1953, o nel 4000.
Non mi interessa nè piacerti, nè starti simpatico, ma capire.
Sono soddisfattissimo.
Buona notte.

Maobao

Cazzata notturna aperta a tutti:

Non è che a forza di generare codici alfanumerici anti-spam, la piattaforma di typepad incominci a sparare equazioni, formule fisiche alla "E=mc2" ???

Maobao

luciano,avevo capito le tue intenzioni.volevo solo sottolineare che in questo paese,chi pretende giustizia,è visto come un forcaiolo.e nn è giusto!inoltre,si è persa la volontà di difendere le vittime,c'è pietà solo x i colpevoli,altra cosa che trovo profondamente ingiusta!

Luciano:

Io come insulto generico dico "DEMOCRISTIANO", anche se sono un 1974.

Sarà perchè in famiglia ne ho avuti un po' di vari "colori", neri, rossi, verde-edera, ma "bianchi" mai e poi mai...

Fa un po' te...

...difatti più si avvicina la data delle elezioni, più malsopporto la scelta fatta per fare numero...

Devo "tenere botta"...

Maobao

Io penso che ridere (e sorridere) faccia molto bene alla salute.
Ad esempio mi mette il buonumore Teppista che cerca di spaccare il capello in settantadue per provare a dimostrare che non ha scritto "giustizialista" bensì "giustizialismo". (Sai che differenza...Chiamasi lana caprina o cavillum) Dopo che sul suo blog (giusto per fare un esempio) l'11 febbraio scriveva testualmente "Io sono contrario al giustizialismo come forma perversa di far politica e di governare una nazione" In occasione di un proprio post in cui spiegava come (secondo lui) Di Pietro usava metodi peggiori dei nazisti.
Son affermazioni che possono suscitare quattro reazioni: stupore, arrabbiatura, indifferenza, ilarità.
Oggi tocca alla quarta.

Luciano, mi sembra che alcuni commentatori usino le iperboli o il paradosso portati al loro estremo per sostenere le proprie tesi. In linea del tutto generale, questo tipo di atteggiamento potrebbe anche essere interessante a patto però di non esagerare. In altre parole, il gusto per la provocazione si deve coniugare con la solidità del ragionamento, auspicabilmente sostenuta da dati e fatti concreti. In difetto, cade tutta l’impalcatura e si finisce solo per annoiare.

Condivido. Poche cose mi annoiano come la continua e sistematica, fredda e programmata esigenza di stupire sempre.
Nei film, nei libri, nella musica, nei fumetti, nelle persone, nella filosofia, nelle discussioni e ovunque, quando si vuole a tutti i costi sorprendere a ogni piè sospinto, si rischia di ottenere l'effetto opposto: la noia e la saturazione.
Ecco uno dei motivi per i quali certo cinema di effetti speciali, dopo un poco, fa prima sbadigliare e poi assopire. Quando lo "speciale" diventa "normale" non è più "speciale".

Luciano, o ci sei o ci fai. E 'sta volta che sei "pazzo da legare" lo scrivo senza ombra di umorismo. Ti vai a cercare le beghe (giustizialista= fascista), poi parli di spaccare il capello in 100 parti quando sei la peggior rappresentazione vivente del "ricercatore di cavilli". Ti conosco da due anni e quando sei a corto di argomenti cerchi il pelo nell'uovo sull'interpretazione dei termini usati dai tuoi interlocutori. Poveri noi: ogni volta poi ci provi.
E lasciami dare un giudizio su questo post: meglio fascista che giustizialista. Almeno Mussolini il 3 gennaio 1925 lo disse chiaro e tondo come stavano le cose: questo vostro perfido perbenismo che cela il peggiore rancore di rivalsa contro una classe sociale che la pensa diversamente da voi è da far rabbrividire. Pensare che in una nazione, che si definisce democratica, circoli ancora la "cultura del sospetto" e che le responsabilità non sono individuali (come scritto in tutti i libri di Diritto da quello Romano in poi) ma allargabili elasticamente ai chioroscuri della Casta dei Magistrati è da comitati di salute pubblica alla Robespierre: Dittatura del terrore.

Per me Mani Pulite, Di Pietro compreso, non era una rivoluzione "giustizialista".
Era solo il tentativo, in parte fallito, da parte di una lobby senza potere di scalzare la lobby di potere, sfruttandone le palesi illegalità, allo scopo puro e semplice di prenderne il posto.
Difatti Di Pietro mi sta sulle palle, quanto la legge Biagi e la delocalizzazione delle imprese.

Maobao

Maobao,
concordo quasi totalmente sulla tua analisi ma tutto ciò si chiama "giustizialismo".
Fare Giustizia è tutt'altra cosa: ma proprio tutt'altra cosa.

Provo a spiegare con un rozzo esempio il concorso esterno in associazione mafiosa. Un reato che per Teppista è un'aberrazione tutta italiana e "giustizialista", che travalica la responsabilità individuale per entra nella "cultura del sospetto".
Ipotizziamo che io faccia il tassista in una città siciliana. E che una sera io accompagni un tizio, che mi paga regolarmente, in via XY. Il giorno dopo leggo che in quella via è stato commesso un omicidio
di mafia.
Un mese dopo lo stesso tizio sale sul mio taxi e mi chiede di portarlo in piazza LW. Cosa che faccio. La mattina seguente, apprendo che in quella piazza c'è stato un delitto mafioso. Il mese dopo, il medesimo tizio sale sul mio taxi, mi sorride, si fa portare in località PK, mi lascia una congrua mancia. E il giorno dopo vengo a sapere che in quella località è avvenuto un delitto.
Due mesi dopo, il tizio mi telefona e prenota il mio taxi per una corsa a Cefalù.
Io sto forse commettendo un reato?
Ho visto qualcosa? Ho fatto alcunchè di illecito? Devo per forza collegare il tizio ai delitti? Sulla base di quali elementi? Che c'entro io con la mafia?
Però il magistrato emette ordine di arresto per favoreggiamento e per concorso esterno in associazione mafiosa. Io sono o non sono complice della mafia?
Per il garantismo dellutriano, no.
Ma forse sì.

Ma è proprio questo il problema: la discrezionalità.
L'esempio te lo faccio io: ma vero.
Un'impresa di Roma sta facendo dei lavori in una centrale dell'Enel, per esempio, dico per fare un esempio, in provincia di Messina.
Per svolgere questi lavori, molto complessi, ha bisogno dell'aiuto di una impresa locale in grado di fare opere civili di scavo, di calcestruzzi e carpenteria.
Come in tutte le aziende che si rispettino si devono chiedere almeno un paio di offerte per giustificare la scelta economica: c'è anche poco tempo da perdere per ragioni di concomitanza di altri lavori. Viene chiesto all'interno della centrale quali imprese siano già presenti con dei cantieri aperti. Vengono forniti tre nominativi e sottoposte le tre richieste corredate di un piccolo capitolato: si tratta di un lavoro di circa 300.000 euro. Ricevute le tre offerte, viene fatta una breve trattativa con i tre rappresentanti e il lavoro viene assegnato all'impresa ritenuta più affidabile in termini di tempi e costi dell'appalto. Il lavoro viene svolto regolarmente SENZA SVOLGERE un collaudo finale in quanto superfluo: si tratta di un appalto privato e non c'è nessuna legge che imponga di farlo.
Dopo sei mesi il responsabile dell'impresa appaltatrice viene recluso con l'accusa di corruzione in appalti pubblici riguardanti lavori svolti nello stesso periodo. Come diretta conseguenza vengono indagati tutti gli appalti che il corruttore aveva acquisito e vengono interrogati gli AMMINISTRATORI DELEGATI di tutte queste imprese che avevano avuto rapporti con il suddetto. Per l'appalto nel cantiere Enel l'AD dell'azienda di Roma viene tenuto in galera per un mese con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa perchè NON AVENDO SVOLTO il collaudo dell'opera e AVENDO appaltato all'impresa che proponeva il prezzo più alto avrebbe favorito l'impresa in odore di mafia. Il prezzo era più alto del 4% rispetto al concorrente più prossimo e giustificato da una fornitura più completa.
L'AD dell'azienda di Roma non era nemmeno a conoscenza dei lavori che dovevano essere svolti in provincia di Messina. Dopo circa un anno il presunto corruttore è stato prosciolto in fase di indagini preliminari in quanto il reato non sussisteva (e non dico il perchè): anno di grazia 2006. Queste cose non succedevano nemmeno nel Paraguay degli anni più bui.
La storia del taxista è una leggenda metropolitana che circola da diversi lustri alla Procura di Milano.

Teppista: la storia che racconti tu, l'ho capita sì e no. Più no che sì. Perchè di appalti non me ne intendo per nulla. E per questa mia lacuna non provo affatto vergogna o senso di inferiorità.
Per quanto invece riguarda la vicenda del mio tassista, mi pare bizzarro che si tratti (come sembri ipotizzare tu) di una vecchia leggenda metropolitana, visto che me la sono inventata nel momento in cui la stavo scrivendo.

ciao teppista,
que tal?
ma, e prometti di non incazzarti, tu ci credi davvero a quello che scrivi?

ciao luciano,
e, anche tu non ti icazzare. lo sai com'è fatto.

Marcob: grazie del consiglio. Ma direi di no, che non mi incazzo. In realtà con Teppista sono anche curioso di vedere fin dove può portarlo il suo anti-sinistra. Però mi è simpatico, per certi versi potrei affermare che gli voglio bene (e lui sa che dico sul serio)

Luciano. La storia che racconti tu, chiarisce molto del tuo punto di vista.
Per me il tassista non può trarre da sé le conclusioni; certamente dovrebbe riferire in questura a chi indaga,tutte le strane coincidenze. Ma questo è un film già visto:"Un tassinaro a New York", col grandissimo Alberto Sordi. E sai come finisce? Finisce che per aver testimoniato, viene perseguitato dalla mafia che cerca di ammazzarlo. Insomma tra l'incudine ed il martello; da una parte la mafia che a volte può arrivare ad importi la collaborazione e se denunci ti ammazza, dall'altra lo Stato che ti associa alla mafia e ti condanna se non denunci. Tu che faresti?

Luciano. La storia che racconti tu, chiarisce molto del tuo punto di vista.
Per me il tassista non può trarre da sé le conclusioni; certamente dovrebbe riferire in questura a chi indaga,tutte le strane coincidenze. Ma questo è un film già visto:"Un tassinaro a New York", col grandissimo Alberto Sordi. E sai come finisce? Finisce che per aver testimoniato, viene perseguitato dalla mafia che cerca di ammazzarlo. Insomma tra l'incudine ed il martello; da una parte la mafia che a volte può arrivare ad importi la collaborazione e se denunci ti ammazza, dall'altra lo Stato che ti associa alla mafia e ti condanna se non denunci. Tu che faresti?

Giuseppe: che farei? Non lo so: è sempre facile dire "farei così farei colà".
Comunque il film non l'ho visto: tanto mi piace il Sordi di un tempo quanto non mi piaceva (fatta salva qualche eccezione) il Sordi dell'ultimo ventennio. E men che meno quando a dirigersi era lui stesso.
Comunque, tornando ai testimoni, ognuno deve rispondere alla legge e alla propria coscienza. Anche se tanti uomini antepongono, alla legge e alla coscienza, i propri interessi.

Luciano sono daccordissimo con te. Quello che ci tenevo ad evidenziare è che il limite tra l'onestà e il concorso esterno in associazione mafiosa a volte può essere evanescente.

Luciano. Un'ultima precisazione: quando tu dici:"...tanti uomini antepongono, alla legge e alla coscienza, i propri interessi...", bisogna ricordare che a volte tra i propri interessi c'è anche la incolumità fisica propria e dei propri figli.

Ciao Marco: come al solito non manchi di dimostrare quel che sei: e quì mi fermo.
Luciano: se non capisci niente di appalti fammi il favore di stare zitto. Il 90% dei capi di imputazione per "concorso esterno in associazione mafiosa" riguardano appalti; quasi sempre pubblici. Alcune volte i tuoi "amici" PM "giustizialisti" indagano su appalti privati con l'intento di arrivare al reato di corruzione, concussione e associazione mafiosa.
Per non lasciare aperte le maglie della rete accusano tutti di "concorso esterno in qualcosa" poi qualche santo ci penserà: non sono cazzi loro: se la vedrà il Tribunale. Stile Di Pietro con Gabriele Cagliari.
Per cui confermo e per altri sottolineo le mie recenti affermazioni: meglio fascista che giustiliazista.

Dimenticavo: io di film non ci capisco niente ma prima di inventarti certe storielle vatti a guardare il repertorio di Sordi. Giuseppe, per pura ragione temporale, mi ha tolto le parole di bocca. E la storiella che gira in Procura a Milano parla proprio di Alberto Sordi.

eppure ti avevo chiesto per cortesia di non incazzarti, teppista, perchè lo sai meglio di me che le regole le cercano di aggirare gli italiani ma anche gli spagnoli o gli inglesi.
solo che fuori d'italia, quando uno viene trovato con le mani nel sacco dice: "me la sono cercata", mentre in italia il commento ricorrente è "questo giustizialismo farà chiudere tutte le aziende".
sai meglio di me che la crisi italiana, non di tutti i settori per fortuna, non è colpa nè di dipietro nè di davigo.
per quanto poi riguarda il "come sono fatto", visto che sia io che tu in questo spazio siamo virtuali, considero il tuo "complimento" virtuale e morta lì.
hasta luego

Sei stato chiarissimo. La capirebbe anche Cuffaro.

Teppista: chiariamo bene una cosa. Non sarai tu (nè altri) a intimarmi "fammi il favore di stare zitto"
Va bene?
Tanto più che di appalti hai cominciato a parlare tu e non io.
Infine, se tu hai più simpatie per i fascisti che per Di Pietro, mi dispiace per te (e pure per l'Italia, visto che il tuo voto pareggia il mio).

Marco, se continui a infrangere il proposito che ti eri dato, per l'anno in corso, di non fare commenti sui blog italiani (per cui leggerai ancora questa risposta) vedi di non fare premesse sarcastiche quando parli.
Mettere le mani avanti dicendo di non incazzarsi e, immediatamente in successione, chiedere se si è convinti di quello che si scrive mi sembra una cortesia eccessiva.
Forse non hai capito nemmeno il succo del discorso: non si stà parlando di scuse: si stà parlando di metodi e di accuse nelle indagini che è ben altra cosa di quello che dici tu: sei "off topics".
Valutando il fatto per quello che è non vale nemmeno la pena di tenerne conto e quindi di incazzarsi.
Che certi personaggi equivoci ti vengano poi in supporto, senza un tuo esplicito sollecito, con battute che rasentano l'idiozia, è quantomeno ridicolo.

Teppista: comportarsi come Marco (darsi un proposito nel 2007 e poi contraddirlo nel 2008) è cosa umanissima.
Alzi la mano chi non ha mai infranto un proprio impegno.
(Che poi l'impegno di non commentare più sui blog italiani non era un IMPEGNO SOLENNISSIMO come giurare fedeltà alla Costituzione repubblicana)

Luciano, ti rispondo per pura cortesia. Se mi fai l'esempio di un tassinaro e io ti faccio l'esempio del sistema degli appalti affermando che è la sede più ricorrente dell'accusa di "concorso esterno" non puoi dire che il "sistema degli appalti" non lo conosci ma non te ne frega niente né di conoscerlo né di capirlo.
Il consiglio che ti si può dare è solo quello di "stare zitto". Se poi vuoi parlare comunque io non dispongo di nessun metodo coercitivo per obbligarti. Caso mai sei tu che lo puoi fare nei miei confronti.
Il paragone fascista-giustizialista è uscito dalla tua mente: insisto nel dire che Mussolini il 3 gennaio 1925 disse chiaramente cosa voleva dire dittatura. I Di Pietro e i suoi sostenitori si comportano come Mussolini senza nemmeno avvertirti.
Personalmente i fascisti mi sono indifferenti (anche perchè non saprei nemmeno dove cercarli) mentre Di Pietro mi porta spesso al malumore.
Come d'altronde stare in questo blog di invasati.

Teppista: sai qual'è un discorso che io definirei "invasato"?
Quello in cui un signore acculturato sostiene che Di Pietro è peggio di Mussolini.

Tu lo dici per "principio", io lo dico "di fatto". Che è tutt'altra cosa.

vedi teppista, il proposito di disintossicarsi, anche da discussioni sterili con te, è una cosa buona, ma non sempre facile da rispettare.
tanto più che non rispettarlo non costituisce peccato mortale, ma solo veniale.
d'altra parte anche tu, se non sbaglio,...
dove sbagli tu invece, è sul fatto che io non abbia capito il discorso.
e allora ti ri ritorno a chiedere: sei sempre convinto di quello che scrivi?
credi davvero che quelli di Cagliari di Gardini e di Moroni siano omicidi della procura e non suicidi?
credi davvero che una persona che fino a ieri pensava che tutto gli fosse consentito, una volta che gli viene limitata legalmente la libertà, non possa cadere indepressione e commettere un gesto estremo?
vedi, a differenz tua, dopo aver provato per loro la giusta pietà umana, considero i Moroni Cagliari e Gardini dei personaggi da poco, e non degli eroi, che dopo aver vissuto con privilegi determinati da comportamenti illegali giustificati dal fatto che tanto lo facevano tutti, non hanno saputo affrontare la difficoltà. anche nel caso, che io ovviamente escludo, che la procura li stesse trattando abusando delle leggi fatte dal parlamento.
ma che vuol dire "giustizialismo" col significato che oggi si vuol attribuire a questo termine?
"applicare le leggi"? ben venga.
e "tolleranza"?
"non applicare le leggi, tanto il delinquere ormai è la prassi"?
ma dimmi, cosa doveva fare una procura, per non essere considerata peggio di mussolini?
far finta di non vedere?
ma il sostegno maggiore alle procure, in quel periodo, mi sbaglio o veniva proprio dato da coloro che oggi gridano al "giustizialismo"?


Non capisco cosa io avrei detto "per principio".
Invece mi par di capire che tu ribadisci che il fascismo sarebbe ("di fatto") migliore di Di Pietro.
Mi permetto di ripetere che a mio avviso (ma si può suffragare la mia opinione con dati obiettivi, ad esempio la partecipazione italiana alla Seconda guerra mondiale o le leggi razziali volute dal fascismo) si tratta di un'affermazione spiegabile solo con una grave (ma per fortuna reversibile) intossicazione ideologica.

Nel mio ultimo commento, il "tu" a cui mi riferisco non è Marcob, bensì Teppista.

Marco, continui a rimanere fuori strada o, come si dice "off topics". La Giustizia (con la G maiuscola) è tutt'altra cosa rispetto al giustizialismo. Ti faccio un esempio banalissimo: se un pescatore coscienzioso di tonni va a pescare in una zona dove sa che il pesce c'è con una rete a maglie larghe non più lunga di 100 metri, è quasi certo di pescare solo tonni. Se un pescatore di frodo di tonni va a pescare in una zona dove sa che il pesce c'è, con una rete a maglie strette più lunga di 500 metri, è quasi certo di pescare tonni, delfini, sgombri, ricciole, sogliole e anche qualche vongola sul fondo. I Magistrati che fanno Giustizia sono i primi mentre i Magistrati giustizialisti sono i secondi. La domanda ora è: perchè esistono i secondi ? Per lo stesso motivo che esistono i pescatori di frodo: per sete di denaro, di potere, di notorietà e di politica. Non certo per sete di Giustizia. Alla fine, chi ci rimette sono sempre i delfini.
Luciano, come al solito anzichè interpretare distorci. Di Pietro rispetto al Mussolini del discorso del 3 gennaio 1925 ( a cui mi riferisco) è sicuramente peggiore "di fatto". Per te invece Di Pietro è migliore di Mussolini "per principio". Ma si sà: la sinistra anziché guardare alla storia e discriminare le nefandezze del Fascismo dalle riforme sociali che ha fatto, brucia tutto in un solo falò. Non sò come definire questo atteggiamento: forse Pansa l'ha definito meglio di me ne "I gendarmi della memoria".

Scusa, Teppista, ma perchè mai un magistrato "coscienzioso" dovrebbe occuparsi solo di "pescare" tonni? Perchè mai non dovrebbe occuparsi anche di pesci più piccoli? Magari il pescetto piccino può aiutarlo ad arrivare al pescione grande.
SU MUSSOLINI: continuo a non capire perchè ti sembri così XXXXXX (l'aggettivo qualificativo metticelo tu) il discorso di Mussolini del 3 gennaio '25 alla Camera. Perchè fu (per certi versi) l'inizio ufficiale del regime? Perchè Mussolini gettò la maschera pseudo-legalitaria? Perchè quel discorso emana odore di violenza, prepotenza e arroganza? Non capisco, davvero non comprendo cosa c'entra il PM Antonio Di Pietro dei primi anni Novanta col presidente del consiglio Benito Mussolini della metà degli anni Venti.
Sai cosa penso? Che le fesserie tossiche che da quindici anni Berlusconi riversa sull'Italia abbiano fatto sfasato la bussola a molte persone che si considerano "moderate" e "maggioranza silenziosa" mentre invece si sono staccate dalla realtà per diventare estremiste in un Iperuranio fatto di ideologismi farneticanti.

Luciano, sono d'accordo con te al 1000 per 1000. Le cazzate, anche le più assurde, sparate per 15 anni, ogni giorno e a tutte le ore a reti unificate, mai suffragate da fatti, circostanze, dettagli ma solo ed esclusivamente IDEOLOGICHE, hanno prodotto persone del genere. Perché negli ultimi 15 anni non sono scomparse le ideologie, come molti dicono, ma i FATTI. I 460.000 dollari, per esempio, che dal conto fininvest vanno sul conto di Previti e da qui, nella stessa identica cifra, arrivano a quello di Squillante sono un FATTO. E i fatti non si possono modificare.

Aspro: in queste settimane sto leggendo le vecchie storie dei Paperi. Ed è bellissimo che non c'è dubbio: quelli della Banda Bassotti sono ladri. Punto e basta.
E allora, forse, leggere da bambino opere come TOPOLINO GIORNALISTA degli anni Trenta (dove Mickey Mouse combatteva con la macchina da scrivere contro i gangsters corrotti che cercavano di impadronirsi di Topolinia) mi hanno fatto bene. Perchè anche adesso tra un corruttore e un magistrato, tra Previti e Di Pietro, sto con il secondo.
Senza se e senza ma (per usare un bruttissimo slogan)

E che il partito Democratico abbia deciso di non candidare gente condannata per reati gravi mi fa respirare aria più pulita.

Luciano, lo sai che i gangster corrotti di Topolinia, ricorrendo alla legge Cirami, hanno chiesto lo spostamento del processo a Paperopoli? "Il tribunale di Topolinia è prevenuto" hanno detto...

Bellissima.

Cosa c'entri Berlusconi in tutto questo proprio non lo capisco. E' proprio la vostra sindrome monomaniacale. Mussolini dal 28 ottobre '22 al 3 gennaio '25, delitto Matteotti compreso, faceva esattamente come Di Pietro: il finto democratico portatore di giustizia. Nel discorso del '25 disse chiaro e tondo che la sua era una dittatura. Punto. Di Pietro non l'ha ancora detto ma lo ha fatto capire. Meglio Mussolini.
Perchè non si possono pescare altri pesci? Semplicemente perchè i DELFINI non si possono pescare e il plancton è il cibo delle balene. Altrimenti non ci sarebbero i pescatori di frodo se si potesse pescare tutto ciò che si vuole.
Se c'è qualcuno astratto dalla realtà non sono certo io. Nella realtà di tutti i giorni io ci lavoro dalla mattina alla sera: forse la "sinistra italiana" crede ancora a ideali che sembrano più delle utopie che obiettivi concreti. I risultati si sono visti con il governo Prodi che ha inseguito la sinistra massimalista su tutte queste fesserie: Ederle a Vicenza, Termovalorizzatore di Acerra, TAV in Val di Susa, Lotta all'evasione che costa più di quello che recupera, liberalizzazioni che hanno portato solo all'aumento di prezzi e via di questo passo. I farneticanti mi pare che siano proprio altri.

Aspro: MI FAI PENA.

Teppista: meno male.

Teppista: per certi versi sono affascinato. Perchè questa "vita parallela" simil-plutarchiana (Plutarco nell'antichità scrisse una serie di Vite parallele di famosi greci e romani) tra Mussolini e Di Pietro è davvero original.
E mi piacerebbe vedere fin dove può arrivare il tuo estro.

Teppista: ma se la lotta all'evasione è fallimentare, meglio non farla vero? Non c'è nulla da fare, bisogna mettersi il cuore in pace. Gli evasori è giusto che ci siano, sono fisiologici.
Credo che negli USA (paese liberale come piace a te) non la pensino così.
Piccolo appunto: noi poveri dipendenti non abbiamo la scelta che ha il panettiere (come hai scritto tempo fà) di decidere se pagare le tasse o le bollette. A noi le tasse ce le tolgono dalla busta paga alla fonte. E poi se non possiamo pagare le bollette ci staccano le forniture. Ma è giusto così, in fin dei conti noi dipendenti siamo un'elite privilegiata.

Sandro.

Sandro, la lotta all'evasione non si fa con le pagine da gossip come fa Visco (tra l'altro, dov'è finito? Non hanno nemmeno più il coraggio di farlo vedere). Si fà con la lotta al lavoro nero aumentato di circa il 7% (si presume dal CENSIS visto che è nero) negli ultimi due anni a causa dell'immigrazione clandestina triplicata e non compensata dalle regolarizzazioni di massa. Per fare un milione di euro di recupero in un anno con mille operai in nero bastano 1000 evasori a 1000 euro all'anno: 80 euro al mese. Tra clandestini, doppiolavoristi, pensionati lavoratori e medici o dentisti con triplo impiego, senza far troppo rumore, se ne trovano a centinaia di migliaia. L'esempio è l'ultimo del Liechtenstein, Notizia ANSA di qualche ora fa: scoperti 150 nominativi di italiani: 120 sono nomi di fantasia tipo Papavero Rosso, Orchidea Blu o Tulipano Giallo, 15 deceduti e sugli altri 15 stanno indagando. Che li cercassero senza rompere troppo l'anima ma vadano anche a cercare le decine di migliaia di elettricisti con doppio lavoro che infestano la Penisola (ma questo non si può dire altrimenti non ti votano più).

1) La notizia del Liechtenstein vedremo come si sviluppa.
2) Visco non si candida al parlamento.
3) Sull'evasione fiscale non capisco la tua posizione. Un giorno ci dici che dipende dal fisco esoso, un altro giorno ci spieghi che è una montatura della sinistra vampira, oggi ci riveli che solo gli elettricisti non in regola sono decine di migliaia. Ci sarebbe (per orientarci) avere una dritta.
Come si fa la lotta all'evasione fiscale?
Ma (a monte) esiste o è una leggenda metropolitana di noi di sinistra invidiosi delle ricchezze dei laboriosi parùn e paruncini?
E gli eventuali evasori bisogna prenderli?
E come?
E punirli?
In casi seri anche con la galera?

1) Come vada a finire il Liechtenstein già si sa: in niente.
2) Visco non si candida perchè è impresentabile. Già Prodi l'aveva declassato dopo la figura da cretino che ci ha fatto in questi 20 mesi ed è meglio che lo spediscano a Pantelleria dove ha una casa (tra l'altro abusiva)
3) Le aziende che lavorano correttamente (il 99% al Nord ma il 60% al Sud) pagano troppe tasse e non sono più concorrenziali con l'estero. La sinistra "vampira" per mantenersi la struttura degli elettori nella PA e paraPA ha dovuto aumentare la pressione fiscale per non procedere ai licenziamenti o al blocco del turn-over. Artigiani abusivi che fanno un lavoro regolare presso qualche importante azienda e al sabato, alla domenica e alla sera fanno concorrenza ai professionisti ce ne sono non decine ma centinaia di migliaia (dati Confartigianato e CGIA Mestre).
La ricetta ? Semplice: non badare agli elettori, spostare il personale dell'Ispettorato del Lavoro in attività sul campo automatizzando le procedure burocratiche. Ridurre drasticamente la progressività della tassazione diretta. Detassare le spese, ormai, per la sopravvivenza delle famiglie. Quando un dentista ti propone 100 euro senza fattura e 150 con fattura diventa conveniente chiedere la fattura se la detrazione supera il 33% (la quota è più o meno questa). Nessun eroe chiede la fattura per verginità.
Le persone di sinistra sono generalmente ipocrite, non invidiose: quando sono gli altri a dover pagare le tasse sono giustizialiste: quando le tasse le devono pagare loro diventano garantiste o si lamentano perchè tassate alla fonte senza possibilità di evadere (in fondo in fondo vorrebbero farlo anche loro). Gli evasori non bisogna prenderli: bisogna semplicemente farli pagare e se le condizioni non sono sufficientemente esose l'evasore se ne frega: vedi Ornella Muti come caso da gossip.
La galera è dannosa per lo Stato due volte: primo perchè non incassa più, secondo perchè mantenere qualcuno in galera costa. E non facciamo i moralisti del cazzo: non serve a niente con gente che della morale se ne frega.

1)può essere che per il granducato vada come dici tu, o può essere anche che sia una bufala, però in germania qualcosa è successo dietro quella storia lì.
2)visco è tanto presentabile quanto tremonti e brunetta. voto basso a tutti e tre.
solo che i secondi due si presentano,e come.
3)bisogna chiarirsi una volta per tutte e non abboccare ai proclami elettorali. cos'è che mette in crisi l'industria italiana, se veramente è in crisi?
il costo del lavoro? le tasse? la sfiga? l'arbitro?
non sarebbe ora di provare a fare come fanno gli altri, germania, francia e anche spagna?
lì si piange un po' meno e si cerca di fare di più. se non si può pagare la gente come in cina o in romania, si cerca qualcosa che abbia un valore aggiunto maggiore, per avere utili anche con stipendi più alti dei nostri.
a parte germania, francia e gran bretagna, anche in spagna dove la vita costa meno che in italia, gli stipendi sono più alti di almeno un 10%.
adesso tutti si svegliano e cominciano a parlare di salari. berlusconi e veltroni fanno a gara a chi li aumenterà di più, ma scusa, se l'industria considerà un brodino il calo di cinque punti sul costo del lavoro, mi spieghi come farà ad aumentare i compensi incondizionatamente. oppure pagherà lo stato aumentando il debito?
sul recupero dell'evasione e sui progetti elettorali al riguardo è meglio sorvolare.
mi sembra comico che ci sia un tale, a nome berlusconi, che dica che si deve fare la lotta all'evasione, ma senza spaventare gli evasori.
è lo stesso che a matrix mi risulta aver dichiarato di non aver mai fatto le corna al ministro spagnolo, ma di voler far vedere a un gruppo di bambini una cosa che non si deve fare.
(la prendo come l'ho letta perchè matrix qui non lo posso per fortuna vedere).
ma una cosa mi lascia un po' perplesso.
la pubblica amministrazione con berlusconi è forse dimagrita? se l'è forse inventata la sinistra in 18 mesi?
non era forse AN il partito di riferimento della PA, che ha costretto berlusconi a chiudere un contratto promettendo un aumento di 180 euro senza la minima copertura?
come si fa presto a dimenticare le cose da queste parti!

Marco, non ho tanto tempo da perdere in tediose discussioni che conducono sempre alla stessa soluzione.
Spariamo a Berlusconi così risolveremop tutti i problemi dell'Italia. Una volta per tutte. I sicari, se vuoi, ce li metto io.

tutti no, ma qualcuno si.

Io non mi sono mai lamentato per le tasse che pago.
E se guadagnassi molto di più troverei giusto pagare un'aliquota molto maggiore.
Perchè trovo giusto (you understand "giusto"?) il principio: "chi più ha più contribuisce al bene comune"

La progressività della tassazione diretta è una forma persecutoria e discriminatoria che rasenta l'incostituzionalità. Ci sono ricorsi pendenti da parte di cittadini francesi alla Corte di Giustizia dell'Aja da anni e in attesa di una presa di posizione vessatoria della UE.
Con la tassazione ad aliquota fissa, per esempio del 30%, un cittadino che guadagna 1.000 euro ne paga 300 di tasse; un cittadino che ne guadagna 10.000 ne paga 3.000. E' forse "ingiusto" che una persona che guadagna 10 volte paghi già dieci volte di tasse? Questo invoglia al "progresso" delle persone e delle carriere. La progressività italiana porta solo alla rinuncia.
La tua forma di "giustizia" è come al solito "giustizialista". Questo commento è il riassunto di tutto il post.

Teppista: i nostri principi sono differenti. E infatti tu stai a destra e io a sinistra. Il mio principio (che poi deve venir mediato dalla politica che è possibile realizzare) è, grossomodo, questo: chi più possiede più deve contribuire alla collettività, a vantaggio di chi meno possiede.
Si chiama redistribuzione del reddito. E se a te fa inorridire, non so che farci. Ti consiglio comunque di darti una riletta (tu che dici di essere cristiano) non a Marx ma ai Vangeli.

Il tuo si chiama "diritto di sopraffazione da parte delle masse" descritto così bene nel Capitale di Marx. Gesù disse: "Date a Cesare quel che è di Cesare, date a Dio quel che è di Dio". Punto. E in equal misura alle proprie capacità.
E' noto a tutti, tra l'altro, che in tutti i Tribunali del mondo ci sia scritto a chiare lettere: LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI: MENO QUELLA FISCALE". Do you understand ?

In Matteo, 5,20: "Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli".
Ma al di là delle citazioni evangeliche, è evidente a chiunque si accosti a Gesù: lui non condanna le ricchezze ma l'uso che se ne fa. E, soprattutto, invita costantemente a condividere ciò che si ha. Che poi questo messaggio sia scomodissimo, molesto e sostanzialmente inascoltato è ovvio a chiunque.

La progressività delle imposte non rasenta l’incostuzionalità. E’ vero il contrario. L’articolo 53 della Costituzione recita in tal senso: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. l sistema tributario è informato a criteri di progressività". Inoltre, ciò rimane vero anche se ci riferissimo ad altri paesi europei vicini al nostro. In Inghilterra, l'aliquota di base è pari al 22 per cento fino a 42.500 euro (29.900 sterline). Oltre quel reddito, si paga il 40 per cento. In Germania il sistema si può sintetizzare approssimativamente così: per il singolo contribuente, esiste una no-tax area di 7.236 euro, al di sopra della quale vengono applicate aliquote marginali crescenti dal 20 al 48,5 per cento. L'aliquota massima si applica per intero sulla porzione di reddito che eccede 55mila euro. In Francia il sistema dei coefficienti legati alla composizione della famiglia ("quotient familial") produce un abbattimento degli imponibili, ai quali si applica comunque una scheda delle aliquote crescente. Delle sei aliquote previste, la più alta è pari al 49,58 per cento e scatta a partire da poco più di 47mila euro. Perfino nella Spagna governata nel passato dal conservatore Josè Maria Aznar, erano previste cinque aliquote crescenti, dal 15 al 45 per cento, applicato a partire dai 45mila euro.

Quelle del Vangelo sono interpretazioni personali che lasciano il tempo che trovano: in ciò sta la differenza tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Protestanti. Ma non è questo il problema. In premessa ho chiaramente detto che "rasenta" proprio perchè il termine "informato" dell'art.53 della Costituzione è vago e in contrasto con diversi articoli, soprattutto per quanto riguarda la redistribuzione delle risorse alle regioni, che si basano su criteri opposti o quantomeno discutibili (p.es artt. 117 e 119: o dell'una o dell'altra).
Il fatto che in buona parte dei Paesi occidentali (USA, Canada e Francia di Sarkozy in primis) si tenda più verso la tassazione indiretta (più usi più paghi) dimostra proprio il contrario di quello che hai scritto. Tantopiù che il metodo di tassazione irlandese, più volte attaccato dalla UE nella persona di quel genio di Martin Schulz (il Kapò di berlusconiana memoria) è sempre resistito ai suoi principi di proporzionalità.
Non stò a fare discorsi sperticati sulla superiorità della tassazione diretta (IVA, Accise, e altre imposte sui consumi) per quanto riguarda la blindatura all'evasione; faccio solo due considerazioni.
a) Una delle principali cause dell'evasione fiscale è l'eccesso nelle aliquote sulle imposte dei redditi: il principio stesso del "conguaglio" è uno strumento di incertezza.
b) La redistribuzione del reddito verso le fasce meno abbienti è una delle principali funzioni che deve svolgere uno "Stato di diritto". Lo si può fare con detrazioni, con aree no tax o con esenzioni sui servizi pubblici o convenzionati. Certamente non lo si fà con una "progressività informale" (informale o informato che sono sinonimi è scritto nella Costituzione art.53)

1) C'è una grandissima differenza fra tassare i consumi e tassare i redditi.
Nel primo modo si incide in maniera uguale sulle persone (ad esempio una patente o la benzina costano la stessa cifra a Tronchetti Provera e al suo usciere, solo che all'usciere pesa molto ma molto ma molto di più).
Nel secondo, si distingue in maniera netta fra Tronchetti e il suo dipendente.
2) La principale causa dell'evasione fiscale è la volontà di trarne un illecito guadagno.

L'evasione fiscale, quando raggiunge certi valori, non è dovuta a una sistematica diffusione della delinquenza. E' dovuta a un errore del sistema. Non è la mia parola: è quella di Veltroni. Da buon "giustizialista" non tieni conto della "giusta" re-distribuzione delle entrate che uno Stato deve fare. Ma si sa, voi di sinistra, invece di allevare il manzo uccidete il vitello per darlo ai poveri. Da sempre.

L’articolo 53 della Costituzione è sufficientemente chiaro nel riferimento alla progressività quale criterio da adottare nel contribuire alle spese per il funzionamento dello stato italiano. Ammesso e non concesso che si stia verificando una tendenza ad una maggiore influenza della tassazione indiretta ciò non cambia la sostanza di quello che ho detto. Anche nella Francia di Sarkozy la tassazione è fortemente progressiva. La principale causa dell’elevato livello dell’evasione fiscale in Italia è dovuta al fatto che la percentuale di lavoratori autonomi è molto superiore alla media europea per una serie di motivi che esulano da questo discorso. Le caratteristiche di questo tipo di lavoro dal punto di vista fiscale consentono una maggiore probabilità nel riuscire a “nascondere” una parte dei redditi. Inoltre, rappresentando una categoria numerosa, sono “appetibili” per molti partiti. Pertanto, godono di “attenzioni” e “sensibilità” particolari da parte della nostra classe politica.

Distinguiamo due questioni.
Chi incappa in errori formali, in ritardi, in sviste, in pastrocchi eccetera.
Chi si mette a tavolino (spesso con l'aiuto di qualche esperto tributarista) per fregare lo Stato e i concittadini.
Per i primi, basterà rendere il Fisco migliore, più agile, più snello, meno occhiuto (oltre che più inflessibile con i secondi).
Per i secondi, il reato deve diventare penale. Per loro e per l'esperto che ne è stato complice.

Paolo, sei andato a scuola all'Avana, o vieni dalla formazione del KGB degli anni '80?
Ma finiamolo con questa storia degli autonomi che evadono. I giovani dipendenti con contratto da lavoratore autonomo sono tassati alla fonte come fossero dei dipendenti per cui non possono evadere: se potessero farlo per la parte eccedente la ritenuta d'acconto sarebbero briciole con una incidenza irrilevante.
Se vogliamo parlare di evasione fiscale nell'artigianato possiamo anche farlo ma teniamo conto del lavoro che questa gente realmente svolge: se un fruttivendolo con moglie in negozio che lavora dalle 5 della mattina (andando all'ortomercato) fino alle 8 di sera riesce ad eludere qualcosa perchè scarica il gasolio della propria automobile sui costi aziendali vuol semplicemente dire che siamo in uno Stato di Polizia. Se quel signore fosse retribuito come un operaio metalmeccanico di V categoria per le ore che realmente svolge e la moglie fosse considerata alla stessa stregua dovrebbe guadagnare 60.000 euro all'anno. Per far ciò dovrebbe aumentare i prezzi della merce del 40% a scapito della collettività. E questo l'Agenzia delle Entrate lo sa e applica semplicemente dei valori di imponibile presuntivi. Per cui, se stacca o meno lo scontrino, non frega proprio a nessuno. Una delle classiche leggende metropolitane dei "giustizialisti fiscali" (mi piace la definizione, la userò più spesso).
I grossi evasori alla Valentino Rossi, alla Pavarotti o alla Ornella Muti con residenza fiscale in Paesi compiacenti vengono perseguiti ormai da anni (vedi Pavarotti e la Muti durante il precedente governo) e, pur essendo esempi eclatanti, non producono che lo 0,01 % dele gettito fiscale totale.
Le società di capitali che possono veramente evadere sono le multinazionali con sede principale al di fuori dell'Italia: per queste non c'è niente da fare ma il problema si è già risolto da solo: sono sparite dall'Italia a causa della politica fiscale di Prodi.
L'evasione VERA va ricercata nel lavoro nero dei doppiolavoristi, dei clandestini e delle imprese fantasma presenti in massima parte al sud. Questa è l'evasione vera che incide per l'8-10% del gettito totale delle imposte dirette. Anche se poi, andando a fare un'analisi corretta del gettito totale delle imposte, dirette, indirette e accise, l'incidenza non va oltre il 3-4%. da ciò si evince anche un altro semplice postulato: il problema del bilancio della Stato italiano è un problema di uscite, non di entrate. Non è possibile avere costi della macchina dello Stato pari al 70% di quello della Germania con un PIL pari al 55%. C'è qualcosa che non va nei costi non nei ricavi. Cercando di spesare i costi esorbitanti aumentando i ricavi provenienti dai SOLITI NOTI, i contribuenti onesti, lo Stato li costringere ad artifici per sopravvivere.
Il resto sono solo balle raccontante per convenienza politica o per ignoranza nella materia.

Una buona parte dei lavoratori autonomi evade e su questo ci sono pochi dubbi visto che ho esempi lampanti anche tra le mie conoscenze dirette e non mi riferisco certo ai giovani dipendenti costretti ad aprire la partita iva. Nessun metalmeccanico di V categoria, anche con l’aiuto della moglie metalmeccanica e lavorando dalle 5 del mattino alle 8 di sera, potrebbe guadagnare mai 60.000 euro l’anno nette, presumo, visto che per un confronto con l’omologo autonomo dobbiamo considerare la sua scarsa propensione a pagare le imposte dirette e non. 60.000 euro nette corrispondono grosso modo a oltre 100.000 euro lorde l’anno. Siamo a livello di un contratto da dirigente d’azienda non di due operai di 5 livello. Il problema è che in un paese come il nostro si considera “normale” evadere le imposte così come, più in generale, non rispettare le regole. Ogni categoria trova sempre il modo di lamentare una o più giustificazioni. C’è un’alta propensione a non prendersi le proprie responsabilità cominciando dalle classi dirigenti, ognuno con la convinzione che “fregare” l’altro sia un diritto dovere e che ciò non porti un danno all’economia collettiva. In realtà e lo dimostrano diversi studi economici, questo modo che eufemisticamente potrei definire “individualista” e che ha origini storiche antiche è la vera disgrazia di un paese come l’Italia. Non è pensabile una società piena di furbi senza che ciò non comporti un alto prezzo collettivo e, quindi in definitiva anche individuale da pagare. Soltanto quando questa “vocazione” sarà debellata potremo crescere a fianco dei paesi civili. Ma essendo anche un problema di tipo culturale, ci vorrà diverso tempo. Speriamo non troppo.

Teppista, mettiti d'accordo con te stesso. Perchè in un commento ci racconti che dentisti, idraulici e compagnia bella evadono il fisco e non fanno fatture e hanno doppi o tripli lavori in nero. Nel commento seguente ci inviti a finirla con "questa storia degli autonomi che evadono".
Non so...mettiti d'accordo con te stesso. Poi sappici dire.

Luciano, te lo ripeto per l'ultima volta perchè mi sono stufato. Tu confondi scientemente le cose: CHI FA I DOPPI TRIPLI LAVORATORI SONO I DIPENDENTI CON ALMENO UN LAVORO FISSO. Te lo devo riscrivere un'altra volta ? CHI FA IL DOPPIO TRIPLO LAVORO SONO I DIPENDENTI CON ALMENO UN LAVORO FISSO.
E' chiaro questa volta? Per loro pacifica ammissione gli operai di una nota azienda di Fabriano (AN) lo hanno ammesso più volte. Dalle 6 alle 14 fanno gli operai alla M..... SpA, dalle 15 alle 20 fanno gli idraulici in nero girando per case coloniche mentre le loro mogli lavorano in casa per D.... colorando scarpe. Ti devo anche scrivere i nomi per esteso? Di questi casi in Italia Centrale ce ne sono a decine di migliaia. E questi di tasse ne evadono quanto centinaia di Valentino Rossi. Non fare il finto tonto rigirando continuamente la torta. Mettiti d'accordo tu con te stesso e pulisciti il cervello da quell'ideologia contorta che ti perseguita. Anzi, che ti fa sentire perseguitato.

Paolo, non ti rispondo nemmeno. Stai scrivendo fesserie da pura rivalsa sociale da due giorni. Non riesci nemmeno a capire quando si parla di ore ordinarie o straordinarie, di importi lordi o importi netti. Generalizzi l'esempio di quattro tuoi amici furbacchiotti con la totalità. Studia un pochino di economia e di giurisprudenza del lavoro prima di continuare a scrivere fesserie.

Purtroppo per qualcuno me ne intendo abbastanza sia di contratti che di retribuzione lorde, imponibili, retribuzioni nette, contributi, costi del lavoro per le aziende e via cantando. Ciò non toglie che nella vita ci sia sempre qualcosa da imparare. Quando l'interlocutore argomenta, però, altrimenti si perde solo tempo.

Se vuoi imparare qualcosa te lo scrivo rapidamente:
Operaio MM V Cat. con 173 ore mensili ordinarie e circa 120 ore straordinarie al 25% con 10 euro lorde all'ora fanno 1.730 + 1.500 = 3.230 per 13 mensilità fanno 41.990 euro. A questo costo bisogna sommare il 32% di contributi INPS e fanno 55.426 euro a cui si aggiungono ferie retribuite e TFR pari a 3.460 euro e fanno 58.886 euro a cui va aggiunto il 18% medio a carico dell'azienda con un totale di 69.485 euro.
Caro Paolo: QUESTO è IL COSTO che l'azienda del signor fruttivendolo dovrebbe pagare per un operaio di V categoria come il suo proprietario. Sono stato cauto e non ho considerato il lavoro della moglie. Questo costo deve essere riversato sul prezzo del venduto: è chiaro? Semplice contabilità industriale da 3° ragioneria.
Voi della sinistra confondete ciò che si vede ogni mese in busta paga (netto in busta) con quello che si dovrebbe percepire senza le tasse (lordo in busta) con quello che è il costo aziendale. Chiaro pure questo? Chiaro perchè in Italia le cose non funzionano? Oppure perchè funzionano a malapena solo perchè ci sono persone che lavorano 290 ore al mese percependo un netto di 1.300-1.400 euro mentre avrebbero diritto almeno al doppio? Penso che basti: se non basta vai sul sito dell'INPS e leggiti la composizione di un costo aziendale per uno stipendio medio di un italiano.

Credo che sia il caso di terminare questa inutile discussione. Solo alcune precisazioni. In uno dei post precedenti si parlava di 60.000 euro l'anno come guadagno "adeguato" per un venditore di prodotti ortofrutticoli. Ma se si parla di guadagno si deve confrontare questa cifra con il reddito netto di un metalmeccanico, non con il suo lordo o, peggio ancora, con il costo per l'impresa. Infatti, in economia il guadagno è la differenza tra i ricavi e le spese. Inoltre nei calcoli da "contabilità industriale da 3° ragioneria" ci sono diversi errori. Non si possono moltiplicare per 13 le ore di straordinario visto che non mi risulta che i mesi dell'anno siano diventati 13. Inoltre, i contributi INPS sono del 33% (e non del 32) ma comprendono già quelli a carico del lavoratore e quindi sono compresi per quella parte nella retribuzione lorda. Non confondiamo l'imponibile con la retribuzione lorda. Inoltre, un lordo di 1730 euro per una V categoria sono una cifra sicuramente superiore al normale. Si potrebbe continuare ma non è questo il punto fondamentale. Il punto fondamentale l'ho espresso in un altro post. Questo è un paese dove viene considerato normale da una buona parte di cittadini e da una buona parte della classe dirigente non rispettare le regole. E ciò vale per le imposte come per gli abusi edilizi e per reati di vario genere e gravità. Questo è il punto.

Come al solito leggi ciò che ti conviene e non vale davvero la pena di perdere tempo con chi non vuol capire. Il negoziante, che non è un bolscevico che incolpa sempre i padroni, deve tener conto del costo dell'operaio: il GUADAGNO dell'impresa (costi-ricavi del negozio) DEVE aumentare per potersi pagare queste somme. Da che mondo è mondo nel 90% dei contratti la 13° comprende una quota parte degli straordinari dei 12 mesi lavorativi. Se vogliamo spaccare il capello in quattro la quota dei costi aziendali calcolati in coda dovrebbe essere molto più alta e comprendere tutto ciò che è "posto di lavoro": assicurazioni, mensa, trasferte, ecc. i 1.730 euro lordi una anomalia? Fatti i dovuti conti diventano 1.240 euro netti. Ti sembra uno stipendio da nababbi? E ti sembra che la moglie debba lavorare "a gratis"? Ma qui mi fermo di fronte all'idiozia più completa: affermare che "Questo è un paese dove viene considerato normale da una buona parte di cittadini e da una buona parte della classe dirigente non rispettare le regole. E ciò vale per le imposte come per gli abusi edilizi e per reati di vario genere e gravità. Questo è il punto."
In pratica: l'ho detto io, l'ho detto più volte e non si deve discutere. Io sono la via la verità e la vita. Scusa se ho osato dubitare di ciò.

Teppista: cambi le carte in tavola.
Sei passato dall'evasione fiscale alla composizione del reddito e delle imposte.
Non sono la stessa cosa.
Valentino Rossi (per dirne uno) non rubava al fisco perchè doveva pagare un proprio dipendente e non si raccapezzava tra mille balzelli imposti dal cattivo e vampiresco Visco.
Tutti quelli (e ce ne sono legioni) che non pagano le tasse lo fanno solo per non pagarle e dunque per guadagnarci su.

Cosa ? Cambio le carte in tavola ? Ma fammi il piacere ! Siete voi che volete capire quello che vi fa comodo ! Per dimostrare chi evade servono numeri non "anatemi". E mi devo ripetere per l'ennesima volta (mi sembra di parlare con dei bambini dell'asilo): i casi eclatanti sfacciatamente chiari non producono nemmeno lo 0,01% delle entrate fiscali (già scritto e ripetuto tre volte). L'evasione è dovuta al lavoro nero di chi un lavoro a tempo indeterminato già ce l'ha. Alla sinistra questi discorsi danno fastidio e cercate di fare giri di parole per confondere i lettori dei commenti: ma i lettori non sono stupidi come credete. Quelli che non commentano sono poi la maggioranza. Hai presente quella "maggioranza silenziosa" alla FIAT del 14 ottobre 1980. Ecco dov'è la vera rivoluzione; altro che gli anni '60 di Veltroni che fa scompisciare dal ridere con queste battute: la gente ne ha pieni i santissimi di questi discorsi che fate sull'evasione fiscale. E sai benissimo che se perdo tempo a cercare di convincervi non lo faccio con l'intento di farvi cambiare idea. Semplicemente perchè su 100 visitatori, 30 leggono, 2 scrivono ma 5 cambiano idea. E a me basta.

Anch'io punto su questo: che cinque visitatori (leggendo te) cambino idea.

In base a ciò che scrivo sarà più facile che uno di sinistra cambi idea o almeno non vada a votare che uno di destra possa fare il contrario.
Primo perchè ho più fantasia di te.
Secondo perchè sono più simpatico.
Terzo perchè sui blog di Kataweb quelli di destra non si trovano neanche a cercarli con il lanternino.
Incontrovertibile !

Non mi sembra che i miei interventi siano stati improntati alla maniera di un profeta che diffonde il verbo. Io mi limito a fare delle osservazioni cercando di suffragarle con argomenti e fatti. Ben vengano gli interventi di persone che la pensano in modo diverso purché argomentino e non cerchino di buttarla in "caciara". Perché quest'ultimo è un modo che dimostra impietosamente solo l'inconsistenza delle ragioni di chi si affida a tale tipo di pratica. Nel merito:
la frase "da che mondo è mondo nel 90% dei contratti la 13° comprende una quota parte degli straordinari dei 12 mesi lavorativi" oltre che non corrispondente al vero non è assolutamente pertinente con quanto da me affermato. Se si sostiene che un operaio equivalente al fruttivendolo dovrebbe stare in fabbrica per 120 ore straordinarie al mese, in un anno questo numero va moltiplicato per 12 e non per 13 ammesso che entrambi possano lavorare tutti i mesi in questo modo stakanovista senza ferie o feste comandate. Inoltre, anche la tesi secondo la quale "i casi eclatanti sfacciatamente chiari non producono nemmeno lo 0,01% delle entrate fiscali" è priva di consistenza. Sarebbe come dire che non si dovrebbero perseguire i seriel killer perché rapportati ai delitti di mafia o di camorra rappresentano una percentuale molto bassa. Infine, anche l'affermazione "l'evasione è dovuta al lavoro nero di chi un lavoro a tempo indeterminato già ce l'ha" oltre che non corrispondente al vero nel senso assolutistico con la quale viene esternata, non cambia la sostanza dei fatti. Chiunque evade è una persona che viola le regole e poco importa se si tratti di un lavoratore autonomo al 100% o un lavoratore che al mattino esercita da dipendente e al pomeriggio nello studio privato. Sempre evasore sarà se non dichiara tutta o parte dei suoi redditi e come tale andrà perseguito. E qui torniamo al punto fondamentale. Il rispetto delle regole. Le regole possono anche essere cambiate perché tutto è perfettibile. Ma tale argomrnto non può diventare un comodo alibi per violarle. Inoltre, faccio presente che in Italia si sono avvicendati governi di diverso orientamento. Il penultimo era a larga maggioranza dominato dal tizio che non voglio nemmeno nominare. Se le regole erano profondamente sbagliate per il fruttivendolo preso come esempio perché in 5 anni non le ha cambiate? Non si può, oggi, in maniera eversiva e ipocrita, strizzare l'occhio verso certe categorie incintivandole sulla via dell'evasione. Se veramente certe condizioni fossero state insostenibili per alcune categorie il tizio al governo doveva assumersi la responsibilità di cambiare le regole piuttosto che invitare alla loro violazione. Altrimenti con questo principio chiunque, dato che anche nella migliore civiltà del mondo ci saranno sempre stoorture ed ingiustizie, si potrà ritenere autorizzato a "fare come gli pare". Purtroppo è questo modo eversivo che caratterizza buona parte della destra italiana. Attenzione, ho detto della destra italiana non della destra europea. Se avessimo una destra italiana come quella europea migliorebbe anche il livello della sinistra e delle componenti di centro.

Paolo, allora sei proprio fissato.
Come tutti voi quando non avete argomenti sufficientemente validi vi attaccate ai "sofismi del pelo nell'uovo".
Da 30 anni che lavoro in aziende da 10 a 3.000 dipendenti, private e para-statali (meno male per poco in queste ultime), la quattordicesima o premio di produzione nella tredicesima o chiamalo come ti pare equivale, per dare un pò di parvenza meritocratica, agli straordinari. Se dalle tue parti non è così significa che lavori sulla luna.
Quando affermi "ammesso che entrambi possano lavorare tutti i mesi in questo modo stakanovista senza ferie o feste comandate.." significa che non ti sei letto la mia analisi numerica (comprensiva delle ferie) o non conosci come funziona un negozio di fruttivendolo.
In Italia del nord e del centro ma penso anche in quella del sud, trattandosi di merci deperibili, funziona così:
. Levata alle 4.30 del mattino
. Viaggio verso l'ortomercato
. Acquisto delle merci fino alle ore 9.30-10.00
. Ritorno al negozio
Contemporaneamente da parte di un altro addetto (in genere la moglie)
. Apertura del negozio alle 7.30
. Chiusura temporanea dalle 12.30 alle 15.00
. Riapertura alle 15.00 in due persone fino alle 20.00
Certo che è stakanovista: è anche CRETINO continuare a farlo ma c'è gente senza nessuna protezione sindacale che, arrivata a 50 anni con una famiglia, non può fare altro. Non come certi addetti del settore dei giornali che negli anni '90 tra: indennità piombo (non l'avevano mai visto), indennita amianto (non sapevano cosa fosse), indennità per gap tecnologico (all'arrivo dei PC), mobilità lunga per crisi di settore e 3 anni regalati dall'azienda, se ne andavano in pensione a 44 anni: chi li paga questi signori fino agli 85 anni della loro dipartita e magari altri dieci di riversibilità alla moglie? E secondo la tua mente eccelsa quanto dovrebbe GUADAGNARE il negozio per pagare i due lavoratori sopracitati? E quanto dovrebbe fatturare questo negozio per pagarsi tutte queste spese? Poi sono questi i principali accusati di frode fiscale.
Quando faccio l'esempio dei casi eclatanti portati al pubblico ludibrio, affermo che è DEMAGOGICO, per portare in cassa nemmeno lo 0,01% del gettito fiscale, fare tutto questo rumore.
Non sono stato io a scrivere il 29/02/08 alle 19:50 "Una buona parte dei lavoratori autonomi evade e su questo ci sono pochi dubbi visto che ho esempi lampanti anche tra le mie conoscenze dirette". Se sei convinto di questo, ed è ancora tutto da dimostrare mentre io ho cercato di dimostrarti il contrario, per onestà intellettuale non puoi esimerti dal dire che anche e soprattutto coloro che hanno già un impiego come dipendente, con costi strabilianti per la società, e fanno un secondo o terzo lavoro non siano condannabili.
Io ho cercato di analizzare (non giustificare) il 29/02/08 alle 18:36 " Se vogliamo parlare di evasione fiscale nell'artigianato possiamo anche farlo ma teniamo conto del lavoro che questa gente realmente svolge" il motivo per cui alcuni artigiani sono COSTRETTI non ad evadere bensì ad eludere "riesce ad eludere qualcosa perchè scarica il gasolio della propria automobile sui costi aziendali" sono chiari ed evidenti a tutti. Ancor di più all'Agenzia delle Entrate che tiene pochissimo conto delle dichiarazioni dei redditi e degli scontrini fiscali ed utilizza strumenti come gli studi di settore e l'analisi di mercatio per giungere a valori presuntivi.
Un operaio che ha già un impiego e che svolge un secondo o terzo lavoro è un LADRO tre volte. Primo perchè froda il fisco, secondo perchè froda il sistema pensionistico, terzo perchè sottrae il posto di lavoro a un'altra persona. Ma di questi nessuno ne parla, tantomeno tu.
Non spetta certamente a te classificare le destre e sinistre italiane ed europee. Ognuna di esse ha i suoi pregi e i suoi difetti. Basta vedere in Belgio, che frequento mensilmente, per vedere cosa sta combinando la sinistra di Verhofstadt: un disastro dietro l'altro. La sinistra italiana esula comunque anche da quella post-sovietica presente oggi in Russia.

Continuo ad essere sempre più convinto che certe persone abbiano pochi argomenti e quei pochi, confusi e sbagliati.
Cosa c'entra la quattordicesima che peraltro è appannaggio solo di alcune categorie con le ore di straordiario? E cosa c'entra il premio di produzione con le ore di straordinario? Io mi sono riferito al calcolo di queste ore, 120 x 12; il resto sono affermazioni che non c'entrano nulla e spesso anche sbagliate. Tra l'altro se prendiamo per buone le ore del precedente post non è neanche vero che il nostro ipotetico fruttivendolo sarebbe paragonabile ad un operaio con 120 ore di straordinario al mese. La levataccia al mattino è patrimonio anche di molti operai pendolari e comunque non viene conteggiata nelle ore di lavoro. La pausa tra le 12.30 e le 15.00 va anch'essa tolta dalle ore lavorate. Inoltre, in questa ricostruzione l'altro addetto o moglie che sia lavorerebbe di meno. A conti fatti per l'uno si potrebbe parlare al massimo di 100 ore e per l'altra di 60 ore di straordinario con una media di circa 80 ore mensili da considerare per due persone. Altra affermazione bizzarra è quella secondo la quale "soprattutto coloro che hanno già un impiego come dipendente, con costi strabilianti per la società, e fanno un secondo o terzo lavoro non siano condannabili". Se rispettano le regole, ovvero lavoro non in nero e regolarmente fatturato non vedo perché dovrebbero essere condannabili; e per quale reato poi? Torniamo sempre al punto di partenza. Le regole e il loro rispetto. Possono essere migliorate ma questo concetto non può essere un alibi per chi le viola. A me spetta classificare quello che ritengo più opportuno classificare e conoscendo abbastanza bene la situazione nell'Europa so che un discorso del genere, ovvero sull'opportunità di rispettare le regole, non verrebbe nemmeno cominciato all'estero perché non è nemmeno immaginabile che ci sia qualcuno che possa pensare di giustificare in qualche modo l'evasione fiscale.

Paolo: tu sei imbevuto di demagogia ideologica fin sopra i capelli e sono stupido io che sto a perdere il tempo con te. NON HAI DIMOSTRATO NULLA. Solo cavilli formali per arrampicarti sui vetri: non conosci nemmeno le consuetudini. In più hai anche la testa da ragioniere! Di ami te ne potrei lanciare quanti ne voglio e tu abbocchi sempre.
Lavoratori dipendenti che fanno il secondo lavoro avendo una partita IVA NON NE ESISTONO.
Solo quelli come te credono nelle favole e fanno i giustizialisti. Il Cacciatore contro il Lupo cattivo di Cappuccetto Rosso: "il vendicatore Rosso".
TU all'estero a lavorare non ci sei MAI stato. Non parleresti così: i tuoi discorsi sono scritti nel "Libretto rosso del comandante Fausto" detto anche Bertinotti.

Non sono un ragioniere ma questo non vuol dire nulla, solo per la precisione. Esistono anche lavoratori dipendenti con la partita iva che fanno il secondo lavoro. Ad esempio alcuni ingegneri o architetti o commercialisti o avvocati che insegnano la mattina nelle scuole e nel pomeriggio hanno lo studio professionale.
All'estero ci sono stato diverse volte e continuo ad andarci per periodi significativi. Tralascio il resto perché fa parte del folklore. Mi pare che di cose inesatte in poche righe ne siano state dette parecchie. Ma forse oggi è domenica e allora si può anche scherzare.

alla faccia che sequenza di commenti!
spero luciano mi perdoni l'invasione. è veramente difficile "dibattere" di giustizialismo e garantismo semplicemente perché non attengono all'amministrazione della giustizia, ma alla sfera politica ed in parte dell'etica e della morale. l'esempio che mi viene in mente per primo è la concezione della "giustizia" di schmidt, il teorico della giustizia del periodo del III reich. non mi dilungo, ma penso solo che affidare anche solo un pezzo di assolutismo alla norma ed alla sua amministrazione (e somministrazione) sia molto pericoloso. inoltre, sia la concezione della norma che la sua applicazione dipendono solo e soltanto dalla sovrastruttura economica (pardòn, in questo sono ancora marxiano). appunto perché le modalità di creazione e amministrazione (giustizialismo o garantismo) dipendono dall'etica che quella crea.
Un po' contorto, capisco. ma abbiate pazienza: è davvero difficile non pensare al "particulare" del momento con i personaggi che ci circondano e che decidono delle nostre sorti come decidere se a colazione prendere un croissant o il bacon.

I commenti per questa nota sono chiusi.

Motore di ricerca del Ringhio di Idefix

  • Si clicca su "Motore di ricerca", si apre un link, si clicca su "Ricerca personalizzata" e si usa come il normale Google. Solo che la ricerca è interna al blog

giugno 2015

lun mar mer gio ven sab dom
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30