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Lettura quotidiana della Bibbia

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  • Lettura quotidiana della Bibbia

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18/01/2008

Commenti

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la dittatura c'è già,anche se nn sembra.quando tutto cambia xchè niente cambi,siamo già ad un buon punto verso la dittatura.quando tutti si adagiano,nn sperano più,pensano che tanto tutto è merda,che nn c'è rimedio,che nn valga la pena di lottare,siamo in dittatura,o ci stiamo preparando.anche se nn formalmente.perchè basterebbe l'arrivo di qualcuno che dicesse:ci penso io,risolvo io,e la gente potrebbe abboccare.berlusconi è un problema enorme,perchè nessuno pare veramente intenzionato a farlo fuori politicamente,sul serio.xchè nessuno fa niente x una legge sul conflitto d'interessi?perchè qualsiasi politico indagato tuona contro la magistrtura e tutti o quasi lo applaudono?il male è solo berlusconi o che egli sia lo specchio della politica del paese?cioè:come mai se attaccati tutti rispondono come farebbe berlusconi?perchè nessuno è disposto a lasciare la poltrona,mai,a nessun costo?xchè la casta è così intoccabile,sempre e comunque?io detesto berlusconi,lo vedo come il fumo negli occhi,di sigaro,che mi fa vomitare,ma se mi guardo intorno ne vedo tanti,di piccoli berlusconini,di piccoli aspiranti duci!e nn mi piace.

Prossimo passo:
Shari'a e Taleban a gogò.

Aver lasciato lo spazio ad Arnaldo de Porti NON significa condividere tutto quello che scrive, nè il modo in cui lo scrive.

nn ti devi giustificare luciano.chi nn comprende ha un problema.

Io invece condivido e suppoorto!!!
E al diavolo i benpensanti, moralisti, perbenisti, pacifisti, ignavi, gente che non prende posizione, chi sta con tutti e con nessuno, chi dice si e poi cambia idea dopo cinque minuti, chi predica bene e poi razzola male...
Il berlusconismo è il peggio che poteva capitare a sto "bel" paese...
Amen

eddyrovonero,hai ragione,infatti il berlusconismo va ben al di là del semplice uomo berlusconi.se nn si cambia quel modo di pensare,liberarsi di lui e basta nn servirà a niente!certo,è un inizio,ma tanta strada ci sarà da fare.e nn è nemmeno iniziato con lui,lui ha solo cavalcato l'onda!nn dimentichiamoci chi l'ha foraggiato e cullato tra le sue braccia(e dato tanti,tanti soldi!).

Grazie simona
Guarda Ho dei vicini di casa, senza arte nè parte( alcuni non hanno nemmeno un lavoro), che sono letteralmente accecati dalla figura di quell'uomo e hanno uno stile di vita che sembrano usciti dalla grande famiglia di Arcore ( e non vado nei particolare).
Questa è gente mesmerizzata, lobotomizzata con cui è impossibile avere pacato e civile scambio di idee...( del resto non ne hanno...)
Il berlusconismo è questo e altro, purtroppo molto altro...

C'è un mio amico scrittore (molto anziano, è stato partigiano da giovanissimo) che quando (a ricevimenti o premiazioni o altre occasioni) gli presentano qualcuno, chiede subito: "lei cosa ne pensa di Berlusconi?".
"Così" (mi ha detto) "non perdo tempo con gente con la quale litigherei dopo cinque o dieci minuti minuti"
Insomma, io sono convinto che esistano due Italie ben diverse (anche se vi sono molte sfumature). Tanto per dire una delle nette discriminanti: chi sta dalla parte di Falcone e Borsellino NON può stare dalla parte di Berlusconi.

Era da diverso tempo che non frequentavo questo luogo: ha raggiunto un tale livello intellettuale che mi sento quasi un estraneo. Gente mesmerizzata, lobotomizzata, amici di Falcone e Borsellino che non possono stare anche dalla parte di Berlusconi e partigiani dell'ultima ora che erano fascisti fino all'otto settembre. Forse ho sbagliato luogo, forse ho sbagliato epoca. Dove siamo? In Cambogia con i Khmer Rossi ? O in Birmania con i Generali ? O in Iran con i Pasdaran ? E c'è chi crede di essere dalla parte della ragione. Mi domando: se morisse Berlusconi, con chi se la prenderanno costoro ? Già, ma qualche giornalista che si inventi qualche altro personaggio "bersaglio" già ce l'hanno pronto nel cassetto. A quando Marco Travaglio "For President" ?

gesù!argomentazioni sublimi!nessuno pretende di indottrinare nessuno,stiamo solo espondendo le nostre opinioni.luciano,mi piacerebbe incontrare quel tuo amico scrittore.la penso un po' come lui,solo che nn lo chiedo,cerco di intuirlo x evitare proprio lo scontro.eddyrovonero,conosco anche io xsone come i tuoi vicini di casa.sarò snob,ma perchè parlarci?cioè,perchè parlare di politica con loro?lasciali nella loro arcore personale.io una volta ho litigato ferocemente con un fascio che sapendo che sono di sinistra mi apostrofava sempre comunista di merda,prima x scherzo poi con insistenza sempre maggiore,parlava sempre dei comunisti di merda,e io purtroppo dovevo stare sotto il suo stesso tetto,xchè dividevamo la stessa casa,con lui ed altre xsone(ero negli usa col mio ragazzo che è in marina,e vivevamo in una casa con altri che fanno il suo stesso lavoro).risultato:mal di fegato,nn ci siamo più parlati,(sono stata un due mesi in quella situazione),e mi ha fatto xdere le staffe pure un'altra volta,con la scusa del fumo(secondo lui nn dovevo fumare nemmeno nella mia stanza xchè a lui dava fastidio!pensa che livello di tolleranza!naturalmente era una scusa x riattaccare briga,e io puff,ci sono caduta in pieno!).morale:mi sono incazzata più con me stessa che gli ho dato la soddisfazione di farmi incazzare.quindi,se si può,meglio nn frequentare certa gente,perchè prima o poi la rissa succede.a meno che nn si parli di altro.io infatti nn volevo tirare in ballo la politica,perchè so come va a finire,mi ci sono trovata mio malgrado in quella situazione.se il confronto è possibile,se si ha a che fare con xsone pensanti e civili,siano di destra o di sinistra bene,ma se si annusa che chi hai davanti va avanti a schemi e sa solo offendere,meglio nn calcolarlo.ora scusatemi,ma c'è un colpo di stato comunista in atto, devo partecipare!

Occhio alle errate interpretazioni:
appena aperto il Post e letto
Via berlusconi
mi sono detta "ma va...ora gli hanno dedicato una via?"
...poi ho capito
ed approvo il Post, lo sostengo e spero di riuscire a ben implementarlo !

Cara Simona, forse colpito da sindrome di autoflagellazione ho inteso le tue parole come rivolte a me: o mi stò sbagliando? Se così fosse, visto che non mi ritengo ne di destra e tantomeno di sinistra ti rendo noto che se do del comunista a qualcuno e parimenti del fascista a qualcun'altro lo faccio a ragion veduta e con tesi sostenibili e soprattutto DISCUTIBILI. Mi pare che il tono dei tuoi commenti sia tutto tranne che aperto a una discussione. Berlusconi è un Koglione: punto. E non si discute: ripunto un'altra volta.
Ti rammento comunque un particolare insignificante: se giunti a questo punto qualcuno si dovrà togliere dalle scatole, non sarò certo io a farlo per primo. Punto.

Teppista: non ho capito a chi alludi dicendo che fu fascista fino all'8 settembre e poi fu partigiano dell'ultima.
Non so...Beppe Fenoglio o i tanti giovani che in quei mesi andarono in montagna contro i nazi-fascisti?
E se qualcuno era giovanissimo e fece la scelta del partigianato più tardi, cosa fu? Colpa sua non esser nato prima?
Ma il punto è un altro: è il disgusto che io provo (e che tanti altri provano) per una certa Italia di adesso, di QUESTI anni. Perchè io nel '43 e nel '45 non ero ancora nato. E non sono così eroico o superficiale da dire che se allora fossi stato ventenne sarei andato in montagna con le brigate di Giustizia e Libertà. Forse sarei stato un vigliacco e mi sarei rintanato a casa di qualche zietta, oppure sarei scappato in Svizzera, o ancora sarei stato repubblichino a Salò. Non lo so. Perchè la storia non si fa con i "se".
So però che mi fa letteralmente schifo vedere gli applausi a Mastella che attacca i magistrati, so che provo nausea a leggere il documento della Thyssen Krupp che incolpa della morte dei sette operai bruciati vivi gli stessi lavoratori, so che provo orrore davanti all'invasività e alla volgarità della televisione e della pubblicità, so che mi viene da piangere quando sento bambine o ragazzine che da grandi vorrebbero fare le veline, so che mi fa tristezza vedere gente come Briatore o chi per lui che viene proposta come maitre a penser de noantri, so che le ingiustizie del mondo mi addolorano (anche se la mia vita privata è complessivamente felice), so che vedere la povertà che affolla le città (anche quelle italiane) è spaventoso, so che questo nostro modo di vivere è atroce, so che certi di noi sono molto molto molto più responsabili di altri. E credo che alla fine Dio ci chiederà conto delle nostre azioni e delle nostre omissioni.

Non sarò certo io a raccontarti le centinaia o migliaia di casi di partigiani dell'ultima ora o peggio, della prima ora, che oltre a scannare gratuitamente povera gente che aveva preso una tessera fascista per sopravvivere, scannavano anche altri compagni che non la pensavano come loro. E' inutile che stia a raccontare fatti, cose e persone che conosci meglio di me. Ma che si abbia almeno il coraggio di non mitizzare ciò che mitico non era. Ciò che senza l'aiuto degli Alleati non sarebbe stato ne più ne meno che un manipolo di sbandati: e per lo più rancorosi.
Ed è proprio in riferimento all'articolista che faccio la critica: CHISSENEFREGA se lui era antifascista o anticomunista. E' l'invocare una dittatura per ELIMINARE definitivamente il problema del 50% degli italiani che hanno votato e continueranno a votare Berlusconi.
Ma chi crede di essere 'sto personaggio che se ne stà in panciolle a Cortina d'Ampezzo e sparare a casaccio giudizi che non stanno ne in cielo ne in terra? E che diritti ha di addossare tutte le responsabilità a un modo di fare, di lavorare e di concepire la convivenza sociale e famigliare che certamente non nasce con Berlusconi e di cui ne è semplicemente una espressione forse anche delle più sbiadite.
Esiste un Italia diversa da quella dei "filosofi sinistri" di estrazione social-marxista-leninista: ma loro, i filosofi, non lo vogliono ammettere. Esiste un Italia che lavora, che forse pensa un pò troppo a se stessa, che forse non avrà la laurea in lettere antiche, che forse non saprà parlare forbito. Ma sono quelli che muoiono sul posto di lavoro, che sudano e che, soprattutto, non rompono i coglioni. E loro muoiono davvero sul posto di lavoro e non hanno certo bisogno dei partigiani o dei figli dei partigiani o dei nipoti dei partigiani per esprimere i propri diritti. E questi sicuramente votano Berlusconi. Tanto basta.

caro teppista,hai manie di persecuzione?io mi riferivo ai vicini di eddyrovonero,che se sono come dice lui,nn credo valga molto la pena di parlarci di politica.e in più,raccontavo di un episodio che mi è accaduto,nn pensando minimamente a te,ma parlando di ciò che accade quando si prendono certi argomenti con chi sa solo offendere.il mondo nn ruota intorno a te!se ti riferisci al fatto che io pensi che berlusconi è un coglione,è vero,lo penso,che posso dire di più!ho offeso lui comunque,nn te.nessuno pensa di cacciarti,almeno nn io,e nemmeno luciano,ne sono sicura.se mi dici che prodi è un coglione,nn mi scaldo,tranquillo.
luciano,nessuno vuol fare l'eroe,ma francamente nn ti ci vedo a scappare dalla zia e ancora meno come repubblichino di salò!

scusa teppista,ma è proprio grazie ai partigiani,(dei loro figli no,nn credo basti essere figlio di partigiano x avere qualcosa in più degli altri),se ora possiamo simpaticamente accapigliarci su un blog,nn credi?chi muore sul posto di lavoro nn è certo tutelato da berlusconi,e nemmeno da questo governo,nè da quelli precedenti al '94,è vero.criticare qualcuno nn significa riempire di incenso gli altri,almeno nn x me.tutti hanno le loro responsabilità x come va l'italia,nessuno crede che con berlusconi sia cominciato il declino e che prima andasse tutto bene,come probabilmente nn andrà dopo.ma da qui alla concezione di stato come un' azienda xsonale,ce ne passano di sfumature!

Teppista: non vedo per quale motivo chi muore sul lavoro dovrebbe "sicuramente" votare per Berlusconi.
Così come non vedo perchè tu debba dire che Arnaldo De Porti se ne sta "in panciolle a Cortina D'Ampezzo". Forse (cosa dici?) vive in pensione dopo anni di onesto lavoro? E se abita a Cortina cos'è? Una colpa? Solo i lumbard mandano avanti l'Italia?

Addavenì De Gaulle!!!

(avercelo...)

tic-talkischeap

Purtroppo in Italia una destra seria e antifascista, liberale ed europa è sempre mancata.

Eddyrovonero hai scritto:
“”Questa è gente mesmerizzata, lobotomizzata con cui è impossibile avere pacato e civile scambio di idee...( del resto non ne hanno...)””
Io non condivido questa tua impostazione del pensiero.
Mi spiego.
Prima tu dici che “questa è gente mesmerizzata, lobotomizzata con cui è impossibile avere pacato e civile scambio di idee”
E allora io ti rispondo: “cerca di immedesimarti nei loro pensieri, nei loro punti di vista. Prova a metterti nelle loro scarpe e nei loro panni se Vuoi comprendere il loro punto di vista cui poi controbattere"
Ma tu subito aggiungi “del resto non ne hanno (di idee)...”
Neghi loro il fatto che abbiano delle idee.
Mi sembra che sia TU a Non voler comprendere, prima, per arrivare a dialogare poi.
Insomma Non li ascolti.

P@ola: un unico appunto. Hai scambiato Eddyrovonero con Teppista.
Perciò le tue critiche vanno rivolte al secondo: il primo sosteneva delle tesi profondamente differenti.

Non credo che quello di Paola sia un "lapsus mentis" bensì un "lapsus freudiano".
Lei si voleva rivolgere proprio a Eddyrovonero non certo a me: dicendo la verità. Per rigor di parte avrebbe preferito scrivere Teppista ma giustamente ha scritto Eddyrovonero.

Simona, mi sembra alquanto paradossale la tua tesi sul destinatario della risposta: ma se così è, così sia: l'ho scritto in premessa: posso anche aver inteso male.
La tua tesi sul poter disquisire in tutta libertà su un blog grazie ai partigiani mi fa scompisciare dalle risate.
Se non ci fossero stati gli Alleati (e non certo i partigiani che in massima parte erano comunisti) l'Italia sarebbe stata una delle nazioni Oltrecortina per 50 anni. Con i suoi bei Soviet, i suoi bei Gulag, i suoi bei KGB e i suoi bei poveri che chiedevano la carità a Mosca (a Roma) facendo file chilometriche per scambiare un salame con un chilo di zucchero come nel 1989.
E l'Italia, grazie a Togliatti, sarebbe stato il paese più "canonico" dal punto di vista stalinista. (ti ricordo che nell'internazionale Togliatti era il vice di Stalin).
Grazie Alleati, grazie America, grazie Churchill, grazie de Gaulle e grazie a De Gasperi. Affanculo gli altri.

Con Teppista succede sempre così. Fino a un certo punto si può discutere (perchè lui è un uomo intelligente e dai multiformi interessi, quando vuole spiritoso, che porta contributi interessanti e spiazzanti). Ma arrivati a un certo punto gli scappa il pedale della frizione. Ad esempio: questo suo "vaffanculo" ai partigiani (azionisti e comunisti, socialisti e liberali o addirittura monarchici o non aderenti a nessun partito) è (ancor prima che che ingiusto e offensivo) grigio e triste.

Perchè? Non è forse vero che se non fossero intervenuti gli Alleati in quasi tutte le occasioni dal 23 aprile 1945 a metà Ottobre sempre del '45 i comunisti avrebbero preso il sopravvento sugli azionisti i socialisti e i liberali che avevano le palle liquefatte ? E non è vero che proprio dalle tue parti la frittata già l'avevano fatta con l'appoggio dei titini? Facile fare i "ganassa" a cose fatte. Dopo il Natale del '45, quando le cose apparivano (apparivano!) ormai stabilizzate divennero tutti partigiani; come nel '22, dopo il 28 ottobre (anzi il 30). Quando il Re incorona Mussolini presidente del Consiglio: tutti diventati fascisti: quasi quasi pure Giaconmo Matteotti. Gli italiani sono fatti così: tutti, all'arrembaggio, in soccorso del vincitore. Partigiani compresi.

La complessa e tragica vicenda del "confine orientale" non comincia con l'arrivo dei cattivissimissimi partigiani comunisti e jugoslavi che piombano dal nulla come un meteorite, bensì inizia molto prima (almeno dalla fine degli anni Dieci, con la caduta dell'Impero Austroungarico, l'arrivo dell'Italia, gli innumerevoli sorprusi e violenze e omicidi e persecuzioni commesse dal regime fascista contro le popolazioni slovene e croate). Se si vuol parlare di storia, bisogna fare un discorso serio e articolato, dove torti e ragioni, orrori e innocenze sono impastati in un grumo drammatico. Se invece si vuol solo dire che i comunisti erano tutti brutti, sporchi e cattivi e che buttavano gli italiani nelle foibe perchè assetati di sangue italico, ne prendo atto: è inutile discutere. Così come so che è inutile discutere con chi (a Trieste) sostiene le tesi opposte: che gli italiani erano tutti fascisti e servi dei nazisti e che dunque gli jugoslavi fecero bene ad ammazzarne qualche migliaio, peccato che non furono di più.
Ecco: con chi teorizza e divulga queste opposte (e complementari) stronzate è tempo perso discutere. Ci ho provato tantissime volte, ma ho visto che è tempo gettato al vento.
Piuttosto: questa (Matteotti sul punto di diventare fascista) l'hai letta sul "Ritorno del Codice da Vinci"?

No, no, caro Luciano. Vatti a leggere oltre ai libri di Montanelli (ovviamente) anche quelli di Lepore o di Petacco (che proprio di parte non sono) e capirai che Matteotti, prima del famoso discorso del maggio '24 che portò al suo rapimento e alla sua morte (di cui non si conosce ancora bene la "consecutio") fu molte volte "adulato" dal "suo" compagno Mussolini che, in alcuni casi, riuscì anche a convincerlo. Tant'è che la moglie, dopo l'assassinio, non dubitò mai di Mussolini. Dopo il maggio del '24 si mise in moto la dittatura fascista.
Mi sà che in storia contemporanea (non in "vulgata" contemporanea) dovrai darti qualche ripassatina.

boh...a me sembra di aver riportato la frase pari pari dai primi interventi...
PS si stava così bene qui da te prima del ritorno di Teppista, uffa !!
Non si può sempre solocontrobattere, polemizzare, sottolineare e bla bla bla....per il puro "gusto" di farlo..eccheddiamine !

Teppista, Teppista...
Montanelli (che comunque NON è la VERITA' rivelata) accenna (nel suo L'ITALIA IN CAMICIA NERA) a una serie di ipotesi sul movente del delitto Matteotti.
Alcune erano relative a loschi affari (petroliferi ed altri) intessuti dal governo Mussolini e che Matteotti intendeva denunciare.
Una ancora si riferisce alle accuse fatte da Matteotti in Parlamento contro i brogli elettorali nelle recenti elezioni politiche.
Però è possibile che (fatta salva la complicità di Mussolini nell'aggressione), gli esecutori materiali del delitto siano andati al di là delle originarie intenzioni e che abbiano ucciso Matteotti non perchè quello fosse l'eplicito ordine ma perchè egli reagì al sequestro.
Nei mesi e nelle settimane precedenti, certamente Mussolini cercava di attirare nell'area governativa alcuni esponenti socialisti (tra essi NON mi risulta Matteotti, ma dovrei aandare a rileggermi vari libri) col "patto di pacificazione", ma l'operazione fallì per molti motivi.
Sulla data di inizio della "dittatura fascista", si dividono gli storici: figuriamoci io e te. Se si vuole un giorno preciso e ufficiale potrebbe essere il 3 gennaio del 1925, quando alla Camera Mussolini si assume la responsabilità politica, storia, morale dell'accaduto.
Se invece basta una data più "sotterranea" si potrebbe indicare...che so...il novembre/dicemebre del '22 quando il Parlamento dà i pieni poteri a Mussolini e si costituisce il Gran Consiglio del Fascismo.
Comunque: cosa c'entra Matteotti con Berlusconi? E con il "confine orientale"?


Visto e considerato che la polemica su Matteotti l'hai aperta tu, me lo dosvresti spiegare tu cosa c'entra. Ti riporto la mia frase di prima, paro paro "Quando il Re incorona Mussolini presidente del Consiglio: tutti diventati fascisti: quasi quasi pure Giacomo Matteotti. Gli italiani sono fatti così: tutti, all'arrembaggio, in soccorso del vincitore. Partigiani compresi."
La mia era semplicemente un'iperbole nel dire "quasi, quasi pure Matteoti". Sei tu che, come al solito e non cambi mai, vai cercando il pelo nell'uovo anche negli esempi.
@Paola, il tuo discorso è un esempio lampante di democrazia, pluralismo e laicità. Ma perchè non ci lasciate crogiolare nelle nostre ideologie che stiamo così bene? Ma perchè Teppista deve venirci a raccontare la verità e farci incazzare?
Si chiama "DEMOCRAZIA".

Insomma, sulle simpatie filofasciste di Matteotti sei stato frainteso. Anzi: "quasi quasi" frainteso. Ma è che io sono duretto di comprendonio e se uno dice A di solito capisco proprio A. Tanto più che poi (su questa menata di Matteotti) hai insistito. Ma (se sei d'accordo) chiudiamola qua.
Due parole sulla tua presenza nel blog che io gestisco (non dico "mio" perchè è anche di chi ci viene, sia per leggere che per commentare).
P@ola ha sbuffato così come si sbuffa quando a una festa arriva qualcuno che non piace. Ma credo che sia del tutto legittimo che tu non piaccia a tutti. Così come credo sia altrettanto legittimo (oltre che interessante) che tu venga e scriva in assoluta libertà quello che vuoi. Ovviamente chiunque è liberissimo/a di replicare. E tu a loro e così avanti. Oppure chiunque è liberissimo di interrompere una discussione quando meglio crede (perchè si è stufato, perchè ha altro da fare, perchè l'interlocutore gli ha dato ai nervi o per mille altri motivi).
E il fatto che qualcuno/a esprima un "ufffffffa!!!!" per la presenza di qualcun altro rientra anch'esso nella democrazia.

Vedi Luciano, questa tua "parabola" (non iperbole) sul blog l'hai raccontato 237.536 volte (mi chiederai come ho fatto a contarle tutte e ti risponderò che sono affari miei) ma come al solito non è convincente.
Non è convincente per alcuni motivi:
a) La fai quando c'è qualcuno che esce dal seminato imposto dai tuoi post.
b) Non tieni conto dell'indirizzo preciso e personale delle sbuffate.

Personalmente non ho mai detto "Tizio mi da fastidio ed è ora che si tolga dalle scatole o Caio non ha il diritto di parlare".
Mi conosci da un anno e mezzo e sai che io pesto pesante, che in alcuni casi abbiamo anche litigato soprattutto per quella che io ritengo una tua inerzia molto discriminatoria nell'intervenire a placare gli animi quando si surriscaldano.
Altrimenti a cosa serve il gestore del blog ? Solo a gettare il sasso in piccionaia per vedere che effetto fa?
La censura è doveroso che la faccia il proprietario della piattaforma di cui tutti siamo ospiti e nel tuo caso pure a pagamento (la responsabilità è comunque concorsuale).
La moderazione è doveroso che la faccia il "Blogger Capo" che ha lanciato il sasso.
E su quest'ultima parte sai che non sempre siamo d'accordo.

Teppista: io ho sempre detto che in linea di massima sono contrario alla censura. E che sul blog non ho (eccezion fatta per degli spam porno) mai censurato nessuno.
Perciò non ha nessun senso che tu mi dica che "la censura è doverosa" e che dovrei essere io a farla.
E poi, la mia "inerzia discriminatoria" cosa significa? Che poco fa ti avrei discriminato perchè ho scritto per difendere il tuo pieno diritto a intervenire su questo blog?
Lascio che le discussioni vadano avanti senza filtri e senza censure, nemmeno se ci sono asprezze tra commentatori. Se poco fa sono intervenuto è stato solo perchè fosse chiaro: chiunque (fatto salvo il codice penale) deve sentirsi libero di scrivere quello che vuole.
Se (per fare un esempio) un sostenitore iper-oltranzista del Papa volesse intervenire per attaccare i laicisti che secondo lui sono uno strumento del Demonio e assassini perchè abortisti, sarebbe liberissimo di farlo.
Dunque non capisco (sinceramente non lo capisco) cosa non vada nella gestione delle discussioni.
Se a qualcuno dà fastidio quello che dici, non preoccuparti: a tanti dà fastidio quello che scrivo io. E a volte (a distanza di tempo) non sono d'accordo nemmeno io, con quello che avevo scritto tempo prima.
Ma tutto ciò rientra nella dialettica.
(Come anche, lo ribadisco, il fatto del tutto comprensibile e legittimo che uno possa stufarsi e andarsene).

senti teppista,vedila un po' come vuoi,nn mi devo certo giustificare con te.forse ti sopravvaluti un po' leggendo tra le righe messaggi subliminali a te rivolti,come vedi se voglio dire qualcosa direttamente a te te lo comunico.in quanto agli alleati,inutile dirti che bombardarono città già liberate,come roma,napoli e così via.liberate dai "cattivissimi"partigiani.scompisciati pure,sono contenta di averti tenuto di buonumore.al mondo c'è posto x tutti,x me,x te,e x chiunque altro.inutile dire che nn è necessario piacersi,no?i tuoi discorsi nn mi piacciono,a te nn piacciono i miei,c'è la libertà,da chiunque dipenda,x fortuna.

Simona: se in Italia dal 1945 c'è la libertà, SICURAMENTE non lo dobbiamo ai nazisti e ai loro alleati fascisti.
(Ma questo tu lo sai benissimo)

Non è bianco, è solo il contrario del nero. E va bene così: c'è chi la storia la legge sul libretto di Mao e chi la legge sui libri di storia (non quelli che impongono alle scuole pubbliche) o con testimonianze dirette di gente che la storia l'ha vissuta. Il rapporto tra Alleati, Partigiani e Nazi-fascisti (già tutti morti politicamente nel novembre del '44) è completamente diversa da come la conoscete. Ma se a voi sta bene così non ci posso fare niente.
Per quanto riguarda censura e moderazione sai bene, Luciano, come la penso. Nessuno ha mai chiesto di far censura se non nei casi che hai citato. La moderazione è invece necessaria. Se una discussione deve essere pluralista in situazioni di netto squilibrio numerico l'unica persona che ha potere di contrappeso è il responsabile del blog. Altrimenti, come ben sai, i blog diventano delle "conventicole tra comari" o peggio delle "corporazioni ristrette". E sai di cosa parlo.
Simona, dai tuoi commenti rilevo una certa acredine: capitato qualcosa di sgradevole?

Simona: non cascar nel tranello di Teppista. (Però ti suggerisco una risposta: "sì, certo, ho letto alcune delle cose che scrivi") Comunque, al di là della mia sciocca battutina, non cascar nel suo trabocchetto, anche se te ne viene la tentazione.
Però, Teppista: i nazi-fascisti saranno anche stati morti politicamente nel novembre '44 ma le stragi di civili continuavano a farle lo stesso.
E comunque io il libretto rosso di Mao ce l'ho ma non l'ho mai letto (solo sfogliato distrattamente). Così come possiedo anche libri di pensatori di destra ed estrema destra: Evola, De Benoist, Prezzolini, Tarchi, Cioran e altri.
La storia italiana l'ho studiata e letta (a scuola e dopo) usando molti testi diversi: da Spini a De Felice a Tasca, da Flores (non Paolo bensì Marcello) a Prosperi a Viola, da Pansa a Fisher a Silvestri, da Montanelli a Bocca a Salvadori, da Ginsborg a Pavone a Milza, da Crainz alla Cattaruzza a Pupo (non il cantante bensì Raul), da Susmel a Pisanò cercando di usare punti di vista differenti. Che è l'unico modo serio per affrontare la storia.

E quali tranelli dovrebbe mai tendere un povero vecchio che di mestiere fa tutt'altro che lo storico, il politico o il giornalista ?
Visto però che tiri ancora in ballo le letture di storia contemporanea e visto che buona parte delle tue letture sono anche da me condivise, ti ricordo un libercolo molto importante di una autrice poco conosciuta: tale Gloria Gabrielli che nel suo "Carlo Silvestri socialista, antifascista, mussoliniano" ci racconta la storia di questo giornalista, principale accusatore nel '26 di Mussolini per il delitto Matteotti, che all'atto della riapertura, nel dopoguerra, del processo Matteotti lasciò di stucco accusa e Tribunale ritrattando tutto. Così, tanto per precisare: io il libretto di Mao me lo sono letto tutto (almeno posso criticare a ragion veduta).

Purtroppo Gloria Gabrielli la ignoro del tutto.
Sul fascismo ho letto tantissimo una trentina d'anni fa, quando non mi accontentavo più di essere antifascista però sapendo poco o nulla del fascismo. E allora mi sono messo a leggere molto, di svariata fonte.
Dopo quest'abbuffata, mi sono ritrovato molto più antifascista di prima, ma anche consapevole che male e bene non sono sempre distinguibili, che è fondamentale cercare di capire un fenomeno storico e di collocarlo nel SUO tempo, che la storia è molto più complessa di quanto pensavo, che gli esseri umani sono impastati di contraddizioni e le medesime persone sono capaci di nefandezze ma anche di generosità.
Insomma, dopo aver letto e studiato, mi sono accorto che la fine della mia rozza "demonizzazione" del fascismo andava di pari passo con il mio sempre più radicale antifascismo.
ULTIMA COSA.
Alcuni aforismi di Mao (ad esempio quello sui gatti..."Non importa se un gatto è bianco o nero. L'importante è che prenda i topi") mi piacciono. Anche se il maoismo resta un orrore.

Aspettavo da tampo che Teppista tornasse su questo blog. Le conversazioni si stavano facendo noiose: con tutti che la pensavano allo stesso modo non c'era alcun dibattito interessante ed appassionante come quelli di una volta. Un po' di discussioni ci vogliono per ravvivare un blog! Dopotutto servono proprio a questo. Speriamo che non te ne vada di nuovo, Teppista.
Mi son letto tutta la vostra discussione: caspita quanto siete colti! Un giorno anche io dovrò leggere tutti questi libri.
Secondo me la censura è un metodo di repressione che dev'essere usato solo in casi d'urgenza o necessità, come un commento estremamente volgare finalizzato solo ad offendere una o più persone.
Da quel pochissimo che so sull'era fascista, mi pare che Matteotti fosse un socialista e antifascista: perché avrebbe dovuto appoggiare Mussolini?
Poi: secondo me è inutile criticare e smentire le idee, le opinioni e le parole degli altri senza essere informati o senza dare alcuna spiegazione, come ha fatto qualcuno/a in questa discussione.
Per quanto riguarda i partigiani, non credo che si debba fare di un'erba un fascio (rimanendo nell'argomento "fascismo"). Come dice Teppista (e se lo dice lui è vero; non sono sarcastico), sicuramente molti partigiani hanno fatto cose orrende contro i fascisti; mi pare d'aver letto qualcosa in proposito in terza media. Ma non posso non credere anche a Luciano (e anche lui di solito non afferma cose su cui non è informato) hanno liberato l'Italia dalla dittatura di Mussolini.
L'unico dilemma è: a chi diavolo devo credere?
Saluti, Lorenzo

Bella domanda, Lorenzo. Invece di risponderti, ti consiglio due libri (un romanzo e un quasiromanzo) sugli anni della Resistenza.
Uno che viene dal partigianato (UNA QUESTIONE PRIVATA di Beppe Fenoglio), una storia emozionante, di guerriglia e d'amore, di politica e di sentimenti, senza retorica, scritta da uno che il partigiano (sulle Langhe, in Piemonte) lo fece per davvero.
L'altro è A CERCAR LA BELLA MORTE di Carlo Mazzantini, che fece la scelta opposta (andò con i fascisti repubblichini di Salò) e racconta la propria storia.
Probabilmente, letti questi due libri, avrai le idee più confuse di prima (perchè sarai entrato nella testa e nelle viscere di due persone molto diverse). Ma almeno avrai toccato con mano che la realtà è complessa.
E poi (se vuoi il saggio storico più appassionante sulla Resistenza) prenditi STORIA DELL'ITALIA PARTIGIANA di Giorgio Bocca: ha una quarantina d'anni e perciò alcune parti strettamente legate a documenti sono superate, ma restituisce il clima drammatico e palpitante del '43-'45).
Ultimo consiglio: dello storico Guido Crainz un piccolo libretto, IL DOLORE E L'ESILIO, dedicato alla tragedia del confine orientale. In poche pagine riesce a dare un'idea delle tante visioni diverse, delle tante voci (italiani fascisti, italiani antifascisti, sempolici civili, jugoslavi, tedeschi, austriaci) che raccontano in modo inevitabilmente differente ma in fondo complementare.

Hei, un momento ! Non mettetemi in bocca e soprattutto in testa pensieri che NON mi appartengono.

Mi appartiene :

-1) La mia risposta a Eddyrovonero e precisamente al suo commento che inizia con “Grazie Simona…." 18/01/08 a 15:23
-2)il mio “Uffa” rivolto a Teppista


Non mi appartiene quanto scrive luciano / il ringhio di idefix | 19/01/08 a 10:38
(P@ola: un unico appunto. Hai scambiato Eddyrovonero con Teppista.
Perciò le tue critiche vanno rivolte al secondo: il primo sosteneva delle tesi profondamente differenti.)

Io Non ho scambiato nessuno.
Non ho avuto nessun Lapus o come altro vogliate chiamarlo !!
Occhio a come interpretate i vari commenti !

poichè nn vedo il mio ultimo commento,lo riscrivo.era rivolto a teppista,volevo dirgli che:
A)se avessi qualcosa da dirti,lo farei direttamente come sto facendo ora, nn con messaggi subliminali e sottintesi.se ci credi bene,sennò pace,certo nn ritengo di dovermi giustificare con te di quello che comunico ad altre xsone e su altre xsone.
B)se ti scompisci sulla frase sui partigiani,che dirti,ognuno si diverte come può,sono contenta di averti messo di buonuomore.
C)giusto x la cronaca,gli Americani hanno bombardato numerose città già liberate dai "cattivissimi partigiani che volevano portare la dittatura",tipo Napoli,Roma,anche Prato(la cito xchè vicina a me,e ti assicuro che è stata completamente ricostruita).Sarebbe stato meglio che si fossero occupati subito di ciò che succedeva oltre la linea gotica invece di far danni altrove.Non voglio sconfessare tutto il loro operato,ma è risaputo che gli Americani le guerre nn le sanno fare!Senza gli Inglesi sono perduti!Non sono cattivi,solo un po' pasticcioni.
D)non è necessario piacersi,e farsi piacere le opinioni di tutti.
E con questa puntualizzazione chiudo xchè francamente mi sono un po' stufata.

azz,che succede al pc?prima nn visualizzavo il commento,ora sì.mi scuso x la ripetizione,anche con te teppista,nn volevo insistere su punti x me già conclusi.acredine,dici?te l'ho già spiegato prima,nn ti sopravvalutare,nemmeno ti conosco!ami provocare,ed io non mi tiro indietro,se nn quando mi sento annoiata,come in questo momento.luciano,hai ragione:meglio nn prestare il fianco.già mi sembra di aver dato troppo corda!ora mi ritiro,se teppista vuol pensare che è x vigliaccheria lo pensi pure,altrimenti mi scusi di aver pensato male di lui,ma davvero secondo me stiamo arrivando alla frutta.ed io preferisco il dolce.

P@ola: hai perfettamente ragione per quanto riguarda la mia critica (sul tuo presunto scambio tra Eddy e Teppista). Ho sbagliato in pieno addebiotando a te un errore che invece era mio: te ne chiedo scusa.

Perdonato, Luciano, perdonatissimo !

Come direbbe il mio personaggio tredicenne Michele Crismani: tenk iu.

@Paola: non ritengo di aver preso lucciole per lanterne leggendo il tuo commento. Ritengo solo di aver tralasciato la frase "Se Paola ha effettivamente confuso...." continuando poi con "Lei si voleva rivolgere proprio a Eddyrovonero non certo a me: dicendo la verità."
Per il resto confermo tutto ciò che ho scritto.
@Simona: sicuramente non mi conosci e proprio per questo esprimi dei giudizi un pochino affrettati.
Nella mia vita non mi sono mai sopravvalutato, tantomeno in un blog che considero un posto simile a un'osteria. In genere se in un discorso si fa il nome di un blogger o si riferisce una sua azione, la persona coinvolta, sempre con il beneficio della conferma, esprime la propria valutazione: io mi comporto in modo molto diverso da altri che frequentano questi blog: per me un "quasi quasi" è un avverbio dubitativo, per altri e affermativo (forse una doppia negazione diventa una affermazione come in algebra booleana). Siccome nel mio commento, dove ritenevo di essere stato preso di mira da te, non vedevo altri bersagli, ho tratto le mie conclusioni. Se poi i tuoi messaggi erano "all'aria", contenta te, contenti tutti.
Per quanto riguarda la storia non è mia abitudine perdere tempo con chi crede di avere in mano la verità. Faccio solo un piccolo appunto "A detta di tutti i generali: italiani, francesi, inglesi, americani, russi, polacchi, e anche indiani, il più grande stratega della seconda guerra mondiale è stato il feldmaresciallo Albert Kesselring che, puta caso, difese Cassino e la linea Gotica. Mica c'era Pinocchio contro gli Alleati e lo capirono già a Salerno quei geni di Alexander e Montgomery che le cose si mettevano male: credevano di combattere come ad Augusta dove gli italiani abbandonarono le armi sulla spiaggia e si rifugiarono nelle case delle "concubine siciliane".
@Lorenzo: non so se resterò quà per molto e con la frequenza di una volta. L'unica cosa che psso dirti è questa: se ti interessa la storia europea ( e poi mondiale ) dal 1880 al 1960 non leggere i due libri che ti propone Luciano. Mancano i presupposti per capire come nascono comunismo nel '17, fascismo nel '22 e nazismo nel '33. E il buco nell'acqua che fecero le democrazie europee e la Società delle nazioni in quel periodo. Leggere quei libri significa una sola cosa: se sei di sinistra diventerai più di sinistra, se sei di destra diventerai più di destra.

Teppista:
1) hai paragonato i blog a delle osterie. Mi sembra un gran bel complimento: soprattutto quelle di una volta erano posti bellissimi.
2) Per quanto riguarda la citazione su Kesserling, non ho capito per nulla cosa c'entra.
3) Evidentemente tu non incontri mai chi è adolescente ed è affamato di voglia di capire, di conoscere, di ascoltare.
A Lorenzo io avevo suggerito alcuni libri avvincenti, in particolare un romanzo "partigiano" e un romanzo "repubblichino" per cercare di comunicargli ancora di più il gusto della Storia e delle domande.
Tu non sei d'accordo con le mie scelte bibliografiche. Sarebbe bello che tu gli proponessi qualcos'altro.
No?
Poi, ognuno legge quello che gli pare.
E in ogni caso UNA QUESTIONE PRIVATA di Fenoglio è uno splendido libro. E Fenoglio NON racconta la Resistenza da sinistra: quando fece il partigiano era con le brigate monarchiche badogliane.

Avevo già scritto la risposta verso le 19:45 ma, per magia, è sparita dal blog.
Vedo di farne un riassunto rapido perchè l'ho scritta al volo e a memoria non me la ricordo.
1) Il termine osteria è estremamente liberale: ognuno lo intenda come gli pare.
2)La citazione di Kesselring nasce dal commento di Simona delle 16:00 a proposito di americani in cui afferma "Non voglio sconfessare tutto il loro operato,ma è risaputo che gli Americani le guerre nn le sanno fare! Senza gli Inglesi sono perduti!"
3) Il mio suggerimento di non leggere i libri da te consigliati non è certo per la qualità degli stessi. Senza voler offendere Lorenzo intendevo dire solamente che non si può pretendere di risolvere equazioni di secondo grado senza conoscere le tabelline. E non si possono capire quei due libri senza conoscere la storia del socialismo e del fascismo dal 1900 al 1922.
4) Sono tali e tanti i libri da consigliare sul periodo dal 1900 al 1960 che così su due piedi ho l'imbarazzo della scelta.
Montanelli per la raccolta "l'Italia de...", Petacco nei libri più recenti, De Felice sulla storia del Fascismo, Bocca sulla storia della Resistenza. Tutto dipende dalle conoscenze che si vogliono ottenere e dal grado di dettaglio per ogni argomento.


Lorenzo:
le idee che ti formerai saranno le TUE idee, e cioè il prodotto di ciò che ti avrà emozionato.
Diffida di chi ti vuole imporre il suo modo di vedere e di pensare.
Leggi quello che ti ispira leggere…poi riflettici, discutine, commentalo e piano piano ti creerai il tuo modo di vedere e di pensare.

Io continuo a pensarlo: per entrare negli anni della Resistenza (o Guerra Civile) è più avvincente farlo usando la porta di un romanzo che racconta personaggi e avvenimenti piuttosto che farlo con un ponderoso saggio che analizza.
Però è ovvio che ognuno sceglie l'ingresso che preferisce. E che l'uno non impedisce l'altro.

innovatorieuropeibelluno

25 gennaio 2008
ITALIANI: STUDIATE, STUDIATE, STUDIATE... GIOVERA' AL PAESE !

----- Original Message -----
From: Arnaldo De Porti
To: massimo cacciari sindaco
Sent: Friday, January 25, 2008 5:56 AM
Subject: Cordiali saluti, Arnaldo De Porti, da Feltre.

----- Original Message -----
From: Arnaldo De Porti
To: innovatorieuropei@googlegroups.com
Sent: Friday, January 25, 2008 5:52 AM

SECONDO ATTO: “ L’ORA DEGLI SCIACALLI”
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L’ultimo numero del quotidiano “LA VOCE” del compianto Indro Montanelli, esattamente il n. 83, anno 2, del 12 aprile 1995, in un occasione analoga a questa come la sconfitta di Prodi al Senato, titolò a caratteri cubitali come da titolo. Si vede inoltre, in prima pagina di quest’ultimo numero, la foto di Montanelli con un fazzoletto che gli tappa la bocca, ma con una scritta rivolta ai suoi redattori: “Difendetevi, difendetevi, difendetevi…”
Non sto a commentare oltre in quanto detto titolo, già di per sé sufficientemente esauriente, mi esime anche dal citare i personaggi squallidi, sia a destra che a sinistra, che hanno contribuito a questa stomachevole situazione della caduta del governo Prodi.
Gli attori di ieri sera hanno infatti emulato il peggio di quanto un “mercato delle vacche” potesse offrire, tanto che il Presidente del Senato Marini, dopo la …scena degli sputi, atto di pura bifolcheria senatoriale che prefigura in quali mani gli italiani per bene stanno per essere fagocitati, è stato costretto a richiamare gli attori alla decenza, dicendo loro che il Senato non era una “osteria”.
Onestamente non ho più la forza per credere che l’Italia abbia una qualche chance per uscirne “viva”: fra inquisiti, pregiudicati ed affaristi-padroni delle ferriere che pretenderebbero di insegnare l’etica alle persone oneste e laboriose, l’unica cosa che resta da fare è sperare in una sorta di punizione divina.
Le forze ora mi vengono meno: l’amarezza e lo sconforto stanno avendo il sopravvento e mi par di aver esaurito le mie risorse sin qui profuse in direzione della convivenza civile. Come certamente lo ha fatto la maggior parte degli Italiani che si ritrova in questa mia sensibilità, assai lontana dagli sputi e dai fiaschi di vino, scena vergognosa che ha appunto caratterizzato la predetta “osteria”, alias il cosiddetto Senato della Repubblica Italiana.
Se gli Italiani capissero che
“” il berlusconismo, come mi ha scritto ieri un famoso rettore di università (costituzionalista), è nient’altro che il prodotto di una cultura politica eversiva e conflittuale, che ha finito per drogare gli intelletti di molti e condizionare nel profondo il sistema, allontanandolo dall’obiettivo essenziale del bene comune (certo faticoso da perseguire, ma strettamente connesso all’etica della responsabilità e alla ragione d’essere delle istituzioni democratiche)”” ,
allora questo sciacallaggio non si sarebbe mai manifestato, aggiungo io.
Vorrei concludere con un monito. Se Indro Montanelli aveva detto ai suoi redattori, all’atto della dolorosa e triste sospensione del suo quotidiano “LA VOCE”: “ Difendetevi, difendetevi, difendetevi “, mentre un noto procuratore della Repubblica invitava successivamente il popolo italiano a : “Resistere, resistere, resistere”, io, con molta modestia rispetto alla statura dei predetti uomini, compreso ovviamente anche il docente universitario sopraccitato, vorrei aggiungere: “Cari Italiani : “ Studiate, studiate, studiate…”
Potrebbe giovare all’Italia.
ARNALDO

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