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24/10/2007

Commenti

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Spiego un piccolo mistero: poco fa avevo pubblicato un post praticamente uguale, dal titotlo "ti auguro una vita felice".
E P@ola aveva commentato che "felicità" è un termine ingannevole, che tende a escludere dalla vita il dolore (che ne fa parte integrante). Suggeriva perciò altre parole.
Dato che ha ragione, ho rifatto il post.

Tendere alla felicità non significa escludere il dolore, fa parte del cammino. Se non ti poni un obiettivo alto andrai solo in basso.

Andiamo forse fuori tema. Anche perchè il discorso è complesso e articolato: bisognerebbe tra l'altro intendersi su cosa significa "felicità". Però, tra una vita felice e una vita serena, io penso che opterei per la seconda.
Ma anche qui bisognerebbe intendersi su cosa si intende per "serenità".

bellissimo nella sua essenzialità...
potrei ripubblicartelo?
passa da me a leggere l'ultima del pvt...
Tereza

io credo che sia più importante il percorso rispetto all'obiettivo, che deve essere lontano e irraggiungibile, altrimenti finisce subito. La vita è un percorso che si conclude con la fine del desiderio.

Gcanc: condivido. E la serenità è uno stato d'animo di base, una specie di fondale che ci accompagna. Come un amico, dal quale a tratti ci stacchiamo. Ma subito lo cerchiamo di nuovo. Perchè senza di lui (o di lei) ci sentiamo a disagio.

... la felicità è la sublimazione della serenità ...

Felicità

Rino, augurando vera felicità

ps.: chiaramente, a mio avviso.

Piccola dimenticanza chiarificatrice ... hmmmm

Sul braccialetto sembra ci sia scritto homosex.. Vita serena a tutti Ciao Lina

La chiave della foto è quell'omosex che il neonato porta scritto sul braccio. L'augurio di serenità è quindi ancor più giustificato. Stranamente mi vengono in menti i principi della rivoluzione dell' '89: Liberté (che i gay siano liberi di manifestare la propria natura), Egalitè (che nessuno faccia più delle differenze nei loro confronti) Fraternitè (sentirli fratelli significherà renderli uguali)
Orso

La chiave della foto è quell'omosex che il neonato porta scritto sul braccio. L'augurio di serenità è quindi ancor più giustificato. Stranamente mi vengono in menti i principi della rivoluzione dell' '89: Liberté (che i gay siano liberi di manifestare la propria natura), Egalitè (che nessuno faccia più delle differenze nei loro confronti) Fraternitè (sentirli fratelli significherà renderli uguali)
Orso

Certo che il messaggio è bello ambiguo: mettere un braccialetto come un marchio ad un neonato può apparire una sorta di discriminazione, anche se la volontà è diversa. Bisognerebbe spiegarla, altrimenti non si capisce.

La vera cosa che vorrei qualcuno mi spiegasse sono le parole a riguardo di Bertone
"Non era il caso di arrivare a questo punto" che oltre che ottuse sono anche offensive. Secondo me l'accostamento bambino-omessualità ha fatto trasalire il porporato in quanto vede ancora nell'omosessualità un qualcosa che si può, e si deve, correggere.

Questa è una bella campagna... Costanza

La serenita' e' una conquista e non dipende generalmente dalle condizioni esteriori ma e' il frutto di una trasformazione interiore. La felicita' e' uno stato di eccitazione ed esaltazione temporaneo quasi sempre dovuto a condizioni contingenti passeggere e quasi sempre passa con il loro mutare.

Il manifesto pubblicizza un convegno della Regione Toscana contro le discriminazioni riguardanti l'orientamento sessuale. E infatti sul braccialetto del bambino (o bambina?) c'è scritto "homosexual". Il punto è che essere eterosessuali oppure omosessuali NON è una scelta (nè tantomeno un vizio oppure una malattia), ma solo uno dei tanti aspetti della condizione umana.

Mi piacciono le Pubblicita' che ti obbligeno a leggere, pensare ed elaborare....
Il porporato ancora non e' saltato in aria (immagino lo fara')--- in compenso casini non ha potuto resistere.... ma dimmi tu che razza di idiota si trova con cosi' tanto potere tra le mani !!!

Giulio: una esponente che conosco di un'organizzazione lesbica ha definito "discriminatoria" quella pubblicità. malgrado gliel'avessi chiesto, non m'ha spiegato in che senso sia discriminatoria. Nè contro chi.

io sono l'unica perplessa mi sa... volevo fare anche un post sull'argomento e poi non ho avuto voglia di fare polemica contro un'iniziativa che almeno, per così dire, ci ha provato. ma scusate, se l'omosessualità invece non fosse una cosa dettata esclusivamente dai geni? se fosse una libera scelta consapevole in barba ai deterministi? in quel caso cambierebbe qualcosa?
non avrebbe diritto lo stesso a una vita serena?
ma secondo voi si nasce e basta omosessuali? come si nasce biondi?
io credo che dna a parte la sessualità di ognuno di noi sia il frutto delle scelte, dell'educazione ricevuta, del proprio libero arbitrio. e che questo vada rispettato anche se non si può dire "che vuole farci, signora mia, son nati così!!!"
sbaglio?

Si può discutere sulle varie teorie che provano a rispondere alla domanda "perchè Tizio è gay mentre Caio è etero?" Ci sono tesi biologiche, altre culturali, altre ancora psicanalitiche, Freud tira in causa l'assenza del padre, Groddeck una specie di "anormalità" dell'eterosessualità, , Mieli la rimozione (ad opera della famiglia) degli impulsi potenzialmente amplissimi. E così avanti.
Quello che io vorrei ribadire è che i gay e le lesbiche NON sono nè malati nè viziosi nè peccatori (questo lo aggiungo da cristiano valdese), ma semplicemente uomini e donne come tutti gli altri e le altre, con la differenza che sono attratti/e da persone dello stesso sesso.

Paradossalmente la discriminazione degli omosessuali e' spesso autoreferente e molto piu'visibile di quella degli etero nei loro confronti.Tutte le manifestazioni, che spesso forniscono spettacolo grottesco e di cattivo gusto, non sono, in definitiva, altro che un sottolineare una diversita' ponendosi fuori da una norma che non ha alcun bisogno di dimostrare alcunche' (gli eterosessuali non manifestano alcun orgoglio per la loro eterosessualita'). Insomma si potrebbe dire che ci sia una sorta di autodiscriminazione.Se prendessero coscienza del loro stato con serenita'(sono peraltro d'accordo con quanto afferma Luciano)senza la pretesa di farne una bandiera, eliminando atteggiamenti queruli ed invadenti, sarebbe molto meglio.

uno, perdonami, ma dire che gli eterosessuali non manifestano alcun orgoglio per la loro eterosessualità secondo me è un po' grossa.
mi pare che di orgoglio eterosessuale manifestato ce ne sia sempre stato da vendere.
guardati un po' di pubblicità, dall'"uomo che non devere chiedere mai" ai profumi, addirittura alle automobili.
ma poi, il macho che se le fa secche tutte è stato parte della cultura del novecento, nel fascismo e anche dopo.
ora, anche a me le manifestazioni dei vari gay pride non piacciono molto, ma piuttosto che discriminazioni autoreferenziali potrebbero anche essere considerate realmente tentativi di liberazione.
è un po' il discorso che qualcuno faceva di là sull'orgoglio nero e diceva giustamente che quando non ti puoi sedere su un autobus perchè riservato ai bianchi, l'orgoglio nero è tuttaltro che autoreferenziale.

Le pubblicita', sempre piu'demenziali e rivolte a masse di presunti zombie paganti,fanno leva su aspetti caratteriali o presunte qualita'(aspetto fisico, ruolo sociale etc) che si ritengono desiderabili.Il "machismo" e' un atteggiamento che si manifesta all'interno stesso del mondo gay. Sono esasperazioni di comportamenti comuni sia etero che omo.Un etero non ha motivo di sentirsi particolarmente orgoglioso per il solo fatto di esserlo e credo a nessuno venga in mente di andare a sbandierare la propria eterosessualita' in piazza.
Il confronto con i neri dove entrano in gioco pregiudizi razziali, ingiustizie intollerabili, vere discriminazioni che rasentano il binomio umano/sub umano mi sembra alquanto spinto. Nella storia dei neri e' esistito uno stato di schiavitu' e parlare di liberazione ha un senso, per i gay francamente non capisco da cosa dovrebbero essere liberati.

non esistono masse di presunti zombie paganti, ma semplicemente masse di persone che la pubblicità la vedono.
è molto facile credersi al di sopra dei fenomeni. le pubblicità sono per altri, gli omosessuali sono altri, quello che non mi va non mi riguarda.
se tu credi di poterla risolverla così, beato te. forse.

Perfettamente d'accordo con Lucia.
La questione non rigurda le cause (non ce ne fotte proprio), ma i diritti e le libertà individuali di ciascuno. Soprattutto la libertà di rapportarsi con gli altri per quello che si è, senza doversi vergognare e/o nascondere. Questo, a mio avviso, significa la manifestazione che una volta all'anno (sottolineo, una volta all'anno) il gay pride giustamente, seppure provocatoriamente, vuole rivendicare.
Potremmo preoccuparci se il sentirsi etero o omo fosse un modo di essere che lede in qualche modo i diritti e le libertà altrui. Credo che leda solo la falsa concezione di umana dignità che ancora anima certi bacchettoni ormai fuori dal tempo.
Oppure la ancora più falsa superiorità di chi crede di essere "normale" senza neanche sapere che la normalità non esiste; semmai chi discrimina in base ai suoi stupidi pregiudizi non è normale.
Meglio gay che razzista.
-------
Marco, quell'"anche dopo" del tuo penultimo commento è un po' riduttivo se pensiamo al machismo dell'omino "tombeur des femmes" tuttora imperans atque docens.
Ti giuro che non lo faccio apposta!
Capisco che per te l'omino non esiste (eccome se ti capisco), ma la sua impronta cul turale (inversamente proporzionale alla statura... morale) sfiderà i secoli, checchè noi ne pensiamo.
E come vedi io ne sono del tutto soggiogato.

irnerio, debbo ammettere che sei grande.
ce l'hai fatta anche qui.

Riporto un commento del senatore DS Massimo Livi Bacci apparso su Repubblica e critico nei confronti dell'iniziativa della Regione Toscana. Anche io ho apprezzato il lodevole intento di agire contro le discriminazioni verso gli omosessuali; le scomposte reazioni di alcuni esponenti della CDL dimostrano come ce ne sia sempre bisogno. Tuttavia, anche le considerazioni del senatore sono da valutare attentamente.

"La Regione Toscana ha dato il via, da tempo, ad una campagna di alto valore civico contro la discriminazione. E´ una campagna che non può non ricevere il plauso e l´appoggio di tutti i cittadini che hanno a cuore la civile convivenza, la tolleranza reciproca, il rispetto degli altri, al riparo da ogni pregiudizio. Questi cittadini sono sicuramente in grande maggioranza nella nostra regione. E proprio in considerazione dell´azione meritoria intrapresa dalle nostre istituzioni che desta sorpresa e sconcerto la nota stonata del manifesto del neonato con la scritta «l´orientamento sessuale non è una scelta». Qual è il messaggio che questa sorprendente scritta intende trasmettere? L´interpretazione più evidente e diretta è che l´orientamento sessuale - quale che sia - non è ascrivibile al libero arbitrio della persona che, pertanto, non ne è responsabile. Tale orientamento non è quindi né riprovevole né sanzionabile qualora non sia conforme ai modelli culturali prevalentemente accolti. L´idea che viene imprudentemente trasmessa è che l´orientamento sessuale, non essendo una scelta, è determinato fin dalla nascita, presumibilmente per condizionamenti biologici e genetici. E´ noto che questa (implicita) posizione è scientificamente errata, oltreché fuorviante e pericolosa. Se l´orientamento sessuale fosse congenito dalla nascita dovremmo anche concludere che i condizionamenti culturali e sociali sono del tutto irrilevanti nel determinarlo, il che è falso. E, per paradosso, potrebbe far insorgere la disgraziata convinzione che anche orientamenti (o, peggio, comportamenti) perversi come, ad esempio, la pedofilia, siano connaturati a chi li nutre o li pratica. C´è inoltre il rischio che persone sprovvedute od ignoranti possano credere che altri comportamenti siano biologicamente determinati - la violenza o la santità, o, che so, l´egoismo e la generosità - risuscitando così un biologismo screditato.
So bene che le intenzioni di chi ha proposto il manifesto mirano a diffondere ben altro messaggio, ma proprio per questo occorre raccomandare la massima attenzione e prudenza nel trattare, con strumenti mediatici, temi così delicati e sensibili sotto il profilo etico. Bene fanno le nostre istituzioni a combattere l´omofobia, ma è necessario che questo venga fatto con messaggi scientificamente corretti, che non si prestino ad equivoci e travisamenti che rischiano di conseguire esiti contrari alle intenzioni".

Massimo Livi BACCI

Mi sembrano considerazioni intelligenti (che tra l'altro partono da una posizione molto progressista). E che fanno riflettere.
Grazie Paolo.

Ciao Luciano: naturakmente mi piacerebbe sapere il razionale dietro al ragionamento di quella persona o organizzazione, che la porta a dire che "il messaggio e' discriminatorio". Il fatto che la stessa persona lavori nell'ambito del movimento gay e' solamente un dato di fatto. L'Arci gay ha dato approvazione al manifesto. A me in genere da' fastidio quando fotografano individui che non possono assentire -il neonato in questione che potrebbe essere piu' ineressato/a a pannolini e ciucciate e biberon... Il messaggio e' che essere gay oppure etero non e' una scelta ma un modo di essere. Sulla base di questo e sulla base che la Regione Toscana non e' una multinazionale come Benetton non riesco a vedere elementi di discriminazione... A maggior ragione mi piacerebbe sapere il ragionamento della persona che hai provato a contattare....ciao

...e avendo appena letto il messaggio di Livi Bacci penso che io sia poco d'accordo con gli accostamenti dello stesso.
Una prima cosa e' che credo che l'Omosessualita' sia un fatto genetico, un essere come altezza, colore degli occhi, predisposizione verso la musica ed altro -- quindi non congenito e neanche sensibile agli effetti di cultura -con l'eccezzione ovvia della cultura omofobica che porta alla negazione della propia sessaulita'.
Trovo anche sbagliato l'accostamento a comportamenti perversi--- la stragrande maggioranza delle perversioni e' determinata dalla cultura--- c'e' invece ancora discussione sulla pedofilia -- se alcuni individui non siano appunto geneticamente predisposti in quella direzione... Qualunque sia la risposta occorre proteggersi nella stessa maniera in cui ci proteggiamo contro una persona con schizofrenia a cui le voci dicono di prendere un fucile e sparare.. Il modo con cui ci proteggiamo e' tutt'altro discorso- dai Campi Nazisti alla vita libera nella Comunita' ma con sorveglianza 24 ore su 24...

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