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17/08/2007

Commenti

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Ahi, cosa vuol dire avere superato lo scoglio dei cinquanta. Non voglio dire tu non abbia ragione, ma molte cose nell'abbigliamento femminile, al di là della magliettina con la scritta demenziale, è indossata per pura mercificazione. Non mi si venga a dire che la mutandina con filo interdentale abbia una qualche utilità, non mi si venga a raccontare che il "push up" sia utile al fisico, non mi si sviolini che ombelico fuori e vita bassa, altezza pube, sia il massimo del confort. Eppure chiunque abbia meno di trent'anni, dalle mie parti veste in questo modo. E io vivo in sardegna, profondo sud.
Per cui, caro Luciano, quella magliettina di cui tu parli è semplicemente una piccola parte del tutto. L'imbecillità impera ovunque ed in qualunque frangia.
Naturalmente ho parlato di abbigliamento femminile ma altrettanto si può raccontare della decerebrazione maschile. E mi sono limitato alle trentenni ben sapendo che oltre non v'è differenza.

Saluti

Salvatore

I veri valori umani non esistono più, il cambiamento generazionale che sta avvenendo in questi decenni è impressionante, la televisione dis-educa i genitori non sanno ciò che fare. La storia continua, così come nel cambio mentale-educativo dell'ottocento e chi, come me, resta ancorato ai vecchi valori di una volta viene messo da parte irrimediabilmente e tacciato di antico, di atavico, di "ai tuoi tempi!"
Eppure sono ancora giovane!

Felicità

Rino, guardando, ma non accettando.

se sono della stessa forza... cosa vuoi che dicano?

Sono in parte d'accordo con Salvatore L.. E' vero che quando una cosa va di moda, a qualsiasi età, le ragazzine si vestono secondo i dettami di quelle ..regole se così vogliamo chiamarle. Oltre i 30 anni beh, non credo sia la stessa cosa. Io sono over 30 ma mi rendo conto, pur avendo un aspetto ed una mentalità ancora molto giovanili, che un certo tipo di abbigliamento per me è assurdo, mi metterebbe in un imbarazzo tremendo. Con questo non voglio dire che io non usi magliette strech un po' scollate, ma ad es. il perizoma non l'ho mai indossato e mai lo farei, mi sentirei ridicola. Questo è fuori di ogni dubbio. Ma penso anche che, come scrive Luciano, certi genitori oggi, non danno molto peso al comportamento e all'abbigliamento delle proprie figliole. Non credo che spendano tanto tempo a spiegar loro cose del genere, il modo di vivere secondo i propri dettami e non seguendo il cosiddetto "branco" coi paraocchi. Parlando loro di cosa sia meglio per loro, il ragionare con la propria testa in modo da renderle più mature e consapevoli oggi e domani. Non penso che i genitori di queste under 18, facciano davvero il "mestiere" di genitori. Forse non sanno nemmeno come si fa o si dovrebbe fare.....Senza moralismo ma con occhio attento a certe strade che i giovani di oggi vanno prendendo quasi alla cieca. E poi si ritrovano anche nei guai..

probabilmente i genitori della ragazzina che già si sente una velina (scusate la rima) fanno parte del Moige o di boiate simili e sono davvero troppo occupati per sedersi e parlare con la propria figlioletta e farle capire che amalgamarsi alla massa della generazione 'Monella Vagabonda' è quanto di più dannoso per il proprio intelletto oltrechè per la propria dignità di persona. Le nuove generazioni sono già compromesse...

probabilmente i genitori della ragazzina che già si sente una velina (scusate la rima) fanno parte del Moige o di boiate simili e sono davvero troppo occupati per sedersi e parlare con la propria figlioletta e farle capire che amalgamarsi alla massa della generazione 'Monella Vagabonda' è quanto di più dannoso per il proprio intelletto oltrechè per la propria dignità di persona. Le nuove generazioni sono già compromesse...

(ops... scusate il doppio post di cui sopra)

Sapete una delle cose che temo? Che questa corsa al progressivo denudamento esibizionista del corpo femminile, che questo sistematico tentativo di trasfomare le ragazzine nel binomio consumatrici/merce, che questa continua volgarizzazione del sesso e dell'erotismo, porti nel giro di pochi anni a una reazione opposta. Che i deliri antifemministi e antiliberali dei fondamentalisti e degli integralisti che stanno in agguato in ogni religione prendano il sopravvento. e che insomma nel giro di poco tempo si arrivi a una mortifera stretta cupa e penitenziale, intrisa di lugubre moralismo catacombale e punitivo. E che ciò avvenga con il solievo delle masse, che non ne potranno più del clima sempre più stupido e corrotto da basso impero che sta serpeggiando in Occidente. E che si butti via tutto, confondendo libertà e anarchismi, diritti e privilegi, rivendicazione del piacere sessuale e mercificazione del corpo, parità dei sessi e commercio del sesso, diritto alla critica e violazione della privacy. Temo fortemente che la volgare stupidità dilagante possa condurre a terrificanti reazioni opposte: a una dilagante stupidità musona, imposta con l'Inquisizione o con i Tribunali coranici.

E' esattamente quello che temo anch'io da tempo, soprattutto da quando il papa l'anno scorso cercò di comprendere l'atteggiamento dei fondamentalisti islamici spiegando che non ce l'hanno con noi, ma con il nostro modo di vivere troppo "laico". I fondamentalisti di ogni religione si reggono il sacco a vicenda, anche se ci fanno credere di essere rivali. E nel sacco ci sono le nostre vite e le nostre libertà.

a me -ma forse sbaglio- il problema pare (anche) un altro:
Luciano, è che tu leggi e dai peso alle parole!
Ti pare ovvio? Forse lo è anche per chi "ti frequenta" ... ma scommetterei ... bah, non so cosa, ma che la maggior parte degli amici/compagni di scuola/gente che era con te in autobus ... non si sono presi la briga di leggere e cercare di capire ...
Non so se mi spiego ... mi pare che ultimamente non mi riesce così bene.
Ma io sono una di quelle che si rifiuta assolutamente di portare qualsiasi cosa, della quale non sappia cosa voglia dire ... mentre altri non ci fanno caso, che sia in cinese, giapponese o appunto inglese (anche se la "scusa" che non si sappia l'inglese in questo caso non tiene per nulla)
Ma è che tu leggi ... molta gente non sa più che quelle sono scritte, che sono parole e che possono avere un significato. Per loro sono solo una decorazione un po' chic/trasgressiva di una T-shirt. Punto.
Poi sì,tutto il resto sulla moda, ok, sui fondamentalisti che non aspettano altro che mettere in burqa le donne o almeno con "capo e spalle" coperte, ma questo il mio pensiero su quella scritta che ti ha mosso a scrivere il post.

E' faticoso parlare con i figli. E' faticoso spiegare ad un bambino di 7 anni che entra in un negozio che non può mettersi a trafanare tra gli scaffali mentre la mamma è impegnata al bancone, e di conseguenza è faticoso anche dire semplicemente alla propria figlia che un certo tipo di abbigliamento lancia un certo segnale, che no, semplicemente non è il caso. E' tutta questione di educazione. Dei genitori prima di tutto.

Yubi: sono d'accordo con te. Quella ragazzina NON si rendeva conto che la scritta che trionfava sulla sua maglietta fa parte di un contesto mediatico/pubblicitario che vuol renderci tutti e tutte solo consumatori di merci. E che quella scritta ("erotic model") contribuisce (nel suo piccolissimo) a costruire un mondo fatto di persone che non pensano ma che solo acquistano, che non esercitano il diritto di critica ma che solo presenziano a eventi mediatici.
Il fatto che su cento persone che passano solo una o due colgano per davvero il senso della scritta di quella t-shirt NON significa che tale scritta è neutra. Tutt'altro: significa che sta vincendo quel messaggio e ciò che esso rappresenta: che nulla deve avere senso profondo, che nulla deve possedere valore autentico, che tutto deve essere unicamente apparenza e immagine usa e getta.
Ed è proprio questa sciocca banalità imperante che aprirà le porte ai granitici e decisissimi fanatismi dei fondamentalisti e degli integralisti.
E allora, tra essi e tra le masse lobotomizzate dalle logiche del mercato globale, bisogna costruire un'alternativa. Che può essere data solo dalla politica, dalla cultura laica (che poi sia religiosa oppure atea o agnostica non cambia...basta che sia laica), dai valori dell'impegno collettivo e socialista e dalla riscoperta dell'importanza di ogni singolo individuo.

In medio stat virtus....ma la vita e'movimento e bloccare il pendolo e' impossibile per cui nelle vicende umane ci sara' sempre il troppo ed il troppo poco.

Yubi e Luciano, mi avete fatto pensare...e già per questo dovrei ringraziare...gli è che l'altro giorno ero al mare, scogliera isola San Pietro, con me moglie e coppie amiche, fra noi ragazze e ragazzi che si tuffano e strillano o cinguettano. Commenti vari: guarda quant'è carina quella, che bel tipo quello, che posteriore quell'altra, quanti muscoli il tale...e così via con rimpianti vari sugli anni trascorsi. Io nuotavo, commenti pochi, occupato com'ero alla ricerca di polpi e "bocconi" finchè, risalendo, ho letto una scritta su di di un costume (femminile): no trespassing.
La sera ho commentato la scritta con coloro ch'erano con me: nessuno l'aveva letta. Tutti avevano notato la ragazza.

Saluti

Salvatore

SE ho ben capito le cose dovrebbero stare così:

- da una parte ci sei Tu, Luciano, che ti sei sentito attratto da una ragazzina.
Per evitare di essere indotto in tentazione sostieni : “la ragazzina non dovrebbe andare in giro vestita così e a ciò dovrebbero pensare i suoi genitori non lasciandola uscire tra la folla con una maglietta “stretta stretta e con quella scritta ammiccante”

- dall’altra c’è una ragazzina che dovrebbe poter essere libera di andare in giro vestita come le pare, dal momento che il male sta negli occhi di chi guarda, ma che – soprattutto - non dovrebbe doversi accollare l’onere di NON provocare gli uomini.

E’ così ? Ho capito bene ?

Lei è denunciato per molestie contro minorenne 8chi l'ha autorizzata a guardarla, a guardare la scritta sulla sua maglietta, le sue "t......", CHI L'HA AUTORIZZATA A RENDERLA ANCHE RICONOSCIBILE grazie a una scritta che certo non sarà su tutte le magliette di tutte le tredicenni italiane, chi ha autorizzato uno squallido e disgustoso pedofilo travestito da bacchettone a entrare sul nostro sito contro la pedofilia? sappia che vi è una denuncia penale alla polizia psotale per identificarla e punirla ALL'ISTANTE come pericoloso molestatore di minorenni
si vergogni
e i suoi luridi occhi, invece di metterli sulle tettine delle tredicenni, se li metta sul codice penale alla voce molestie e violenza sessuale
anzi le mando un link di "aiuto"
lurido schifoso sudicio vomitevole essere bieco
se si azzarda a ricollegarsi al nsotro sito provvedo personalmente a neutralizzarla
Con copia alla polizia postale e alle procure pertinenti

p.s. e tutti gli sporchi COMPLICI che con i loro commenti hanno sostenuto il criminale sono denunciati per PUBBLICO FAVOREGGIAMENTO A MOLESTIE SESSUALIC CONTRO MINORENNI
METTETEVI GLI OCCHI IN C... E COMINCERANNO A PARTIRE LE AZIONI DIFENSIVE IMMEDIATE CONTRO GLI SGUARDI MOLESTI (VIDEO RIPRESA O TESTIMONIANZA E POI ATTI ATTI A INTERROMPERE LA CAPACITA' VISIVA DEL GUARDONE MOLESTATORE).

"pena di morte ai pedofili"
hai preso un po' troppo sole. Lo so, è estate.
Capita.
Rinfrescati con un buon tè alla menta.

P@ola: lasciando stare i colpi di sole di Penadimorte, le cose non stanno come dici tu.
Intanto è ovvio che la ragazzina del post è liberissima di andare vestita come vuole e (fatto salvo il codice penale) con le scritte che preferisce. Il problema che ponevo era un altro, e cioè che inconsapevolmente quell'adolescente fa parte di un meccanismo consumistico del tutto funzionale alla trasformazione delle persone da cittadini critici in consumatori passivi. Dicevo che senza rendersene conto partecipa alla mercificazione del corpo e del ruolo della donna.
Dopo di che, non ne ero affatto attratto (come suggerisci tu): ho la fortuna di amare mia moglie. E le donne che nella mia vita guardo e ho guardato con piacere hanno e avevano un'età che cresce di pari passo con la mia. Adesso che ho cinquantatre anni, ci sono sessantenni che trovo molto carine. E non perchè io sia genrontofilo e perchè io sia cieco davanti alla bellezza delle giovanissime, ma perchè mi rendo conto e assaporo che la bellezza non è solo un fatto fisico. E dunque un pur delizioso corpicino sedicenne non può competere con una donna cinquantenne.

Nel commento precedente, lo scombiccherato
"genrontofilo" stava evidentemente per "gerontofilo"

Grazie per la risposta.
Infatti io avevo capito tutt'altro.
Sul fatto che esiste "un meccanismo consumistico del tutto funzionale alla trasformazione delle persone da cittadini critici in consumatori passivi" in questo concordo - pienamente - con te e sono anche abbastanza preoccupata perchè le aziende fanno proprio di tutto per "confondere le idee" ai pochi clienti e consumatori che ancora le (e ne) hanno.

P@ola: a me le lolitine non mi attraggono per nulla. Lo facevano quando avevo all'incirca, anno più anno meno, la loro età. Ma adesso proprio no. La stessa cosa mi dice mia moglie rispetto ai ragazzi giovani o giovanissimi: può anche trovarli belli e carini, ma solo in astratto, non certo come "oggetti o soggetti di desiderio".

Condivido la posizione di Luciano, credo anche io che quei genitori non siano in grado di comunicare alla loro figlia, che gioca a fare la lolita senza neanche rendersi conto, che c'è una tempo dell'adolescenza, che è un tempo di passaggio, che non bisogna scimmiottare linguaggi adulti. Probabilmente loro stessi non sanno che il corpo e l'erotismo sono una cosa personale, alla quale si arriva dopo un percorso di crescita e soprattutto che il gioco della provocazione può essere meraviglioso ma solo se è consapevole, se è in un contesto di scambio con l'altro, insomma se è essa stessa comunicazione.
Probabilmente quei genitori non sono in grado perchè sono figli di un modo di pensare che, tragicamente, legge il rapporto uomo-donna ancora non in termini di uguaglianza. Insomma, non mi stupirei se quella mamma pensasse, perché per lei sonoo valse quelle regole, che l'uomo sceglie la caramellina meglio incartata, come se fossimo al mercato. Questo ovviamente finché non ci si è "sistemate". Insomma, siamo ancora tristemente al "non si cura l'aspetto fisico per se stesse ma perché dobbiamo piacere agli uomini, se no non siamo nulla".
Luciano teme il ritorno degli integralismi come risposta malata a una situazione che è già patologica. Sì, lo temo anche io e anzi già vedo che siamo tornati a due unici modelli femminili: la troietta-velina e la madre e moglie esemplare.
C'è un'altra cosa che temo ed è la fine dell'infanzia come tempo libero, dedicato solo alla scoperta del mondo attraverso l'ingenuità, il gioco. I bambini, nonostante tutte le chiacchiere da family day, acquistano importanza solo come piccoli consumatori. I genitori, che non sanno più svolgere la loro funzione di guida e limite, perché anche loro sono condizionati dalla logica imposta del consumo parossistico, sono più infantili delle loro povere creature.

Brava, Eeka; a me sgomenta, che l'infanzia venga sempre più colonizzata dal denaro succhiato dalla pubblicità e dal consumismo, dalla sindrome del bambino accelerato che deve crescere velocissimamente e diventare consumatore presto prestissimo. Facendo esperienze sempre più precosi, esperienze che non è in grado di metabolizzare, di maturare, di rendre utile per se e per la propria crescita emotiva e relazionale.
Ecco allora che abbiamo bambini o adolescenti che si comportano in apparenza come se fossero piccoli adulti, compiendo atti e gesti da grandi.
Ma su questa violenza imposta all'infanzia, quasi nessuno dice nulla, quasi nessuno fa niente. Mentre stiamo allevando generazioni di immaturi. E ne pagheremo le conseguenze a carissimo prezzo.

Anch'io concordo con Eeka.
I genitori sono disorientati, vittime essi stessi di moda, Tv, pubblicità, di darela libertà ai figli di fare come gli altri, cioé come gli pare.
Vestirsi come gli pare? Una tredicenne?
Ma come no! Sicuro! Di questo passo lasceremo il compito di educare i genitori disorientati ai loro figli minorenni. Magari sarà lei, la ragazzina che ha visto Luciano, e che vediamo tutti, che dovrà dire come devono vestirsi i loro genitori.
Forse questo succederà già in casa dei "pena di morte per i pedofili", ammesso che abbiano figli. Mi auguro proprio di no.

Qui l'andazzo è da " morire di pena" altro che "pena di morte per..."

Luciano, hai colto il cuore del problema: l'accelerazione appunto che tutti subiamo (ragazzini ed adolescenti con le conseguenze da te menzionate)in ogni aspetto della vita sociale.Il grave e' che il sistema economico globale creato dalle multinazionali e dal gioco virtuale delle borse e' tale da non poter permettersi di rallentare se non rischiando il collasso.

Non sono così sicuro che la ragazza non sapesse cosa avesse addosso. A tredici anni si è disposti anche ad indossare certe magliette per entrare nel "gruppo". Probabilmente non lo sapeva, ma non lo darei così scontato. A quest'età si è abbastanza coscienti!

La cultura attuale ci porta ad "essere costretti ad avere successo", al
"non poter permettersi di rallentare se non rischiando il collasso", come scrive Uno.
Da un leggero Collasso si può tornare indietro, a volte da un severo Infarto non più...
Purtroppo la maggior parte delle persone, giovani, giovanissimi e meno giovani, non ne è AFFATTO cosciente.

si può parlare a lungo del disinteresse di certe famiglie rispetto all'educazione dei figli, e non solo a proposito dei costumi sessuali, e di come certe trasmissioni televisive (da buona domenica, a studio aperto, a lucignolo, che è ormai solo un pretesto per mostrare tette e sederi), che purtroppo in molti, troppi, seguono fedelmente, propongano modelli davvero degradanti della femminilità, fenomeno per cui siamo anche famosi all'estero, e anche di come altre magliette abbiano scelto la volgarità come bandiera (ricordo il 'de puta madre' di qualche tempo fa e le varie scritte inneggianti a gangster e noti criminali)...
racconto invece un aneddoto: mio padre, insegnante alle elementari, ha una studentessa che in prima elementare, ovvero sei anni, si presenta con minigonna e ombelico scoperto, sale sui banchi di scuola, accende un piccolo stereo e balla come una perfetta cubista sexy da discoteca.. quando le si chiede cosa vuole fare da grande, risponde infatti 'la cubista'! un'altra bambina di neanche 10 anni arriva a scuola truccata e vestita proprio come le veline di striscia... e se si informano i genitori, si viene anche sgridati dagli stessi genitori!!!

del resto siamo in un paese in cui se sei indagato per fatti di più che dubbia moralità o per scandali disgustosi diventi un vero e proprio idolo delle folle, o una diva richiestissima, vedi corona e gregoraci... o un politico affermato...

una lettura di questo fenomeno che propone un punto di vista inusuale è a questo link: http://www.gay.it/channels/view.php?id=23264

consiglio inoltre in proposito la visione della puntata di south park:
South Park 8x12 Stupid Spoiled Whore Video Playset

Una società seria dovrebbe investire enormemente (nella scuola, nei media, nella cultura, nell'organizzazione del tempo libero) per "educare" in modo ricco e articolato al rispetto di se e dell'altro, alla valorizzazione delle diversità, all'utilizzo delle risorse intellettuali ed emozionali, alla pratica della relazione, a una corretta sessualità (per "corretta" intendo solo "non predatoria" verso se e verso gli altri)
Ma tutto ciò contrasta con gli interessi del mercato e del denaro.

Mi dispiace sempre quando arrivo in ritardo su un post interessante, volevo ontificare un po' ma che pontifico? anche tra i commenti c'erano delle cose utili su cui riflettere.

qualche giorno fa ho scritto un post in merito luciano, su questa questione del look delle femmine. se ti va buttace n'occhio. Non credo che però - nonostante i chiarimenti il post di paola fosse molto a sproposito. So che tu sei pacifico e che non ti tromberesti una ragazzina di 13 anni - anche se se tu desiderassi farlo non sarebbe sta cosa pazzesca. Ma non è questo il punto. Il punto è questa intersezione tra dare un messaggio sessuale, con la libertà di farlo, ed essere lette solo come titolari di un messaggio sessuale. Mentre a un maschio spesso è garantità la contemporaneità. La donna si mercifica sistematicamente. E' strano. Eppure anche un ragazzetto con una maglietta attillatta è un ragazzetto che in quel momento fa er gallo, ma appunto diviene ruolo sociale e non solo cippa...

ci sono ancora un sacco di cose da definire su questa questione dei generi.

Non sono persuaso, Zauberei: il punto è che, nella nostra società, le donne hanno un ruolo subalterno. Hai mai visto (giusto per fare un esempio, in televisione) i maschi mezzi nudi ballicchiare alle spalle della presentatrice? O qualche adolescente vuol fare da grande il "velino"? E ci sono riccastre circondate da mignottoni maschi esibiti come ciondoli? E per le strade ci sono prostituti uomini abbordati da donne e sfruttati da magnaccia femmine? E accade che qualche maschio incontri ostacoli nell'avanzamento della propria carriera? E ci sono maschi ammazzati a botte da donne? E vi sono uomini stuprati da donne? Forse casi talmente isolati da essere patologicissimi, mentre la norma sono lo sfruttamento e la subalternità della donna. Perchè voglio dire chiaro e tondo che NON esiste parità di diritti e di opportunità e di rispetto tra uomini e donne. E allora (davanti a questo quadro) io mi ribello a qualsiasi messaggio attraverso il quale passino forme di umiliazione o di mercificazione o di discriminazione delle donne.

Che si possano avere pulsini sessuali per donne molto giovani posso anche capirlo. Ma appunto donne molto giovani, non adolescenti. Una tredicenne che lancia un messaggio sessuale esplicito io credo non sia consapevole del suo significato profondo.
Cerco di spiegarmi meglio riprendendo l'esempio della baby-cubista: quella bambina non è in grado di distinguere il significato del suo ancheggiare, la poveretta, come tutti i bambini, sta imitando un comportamento adulto, perché per i bambini gli adulti sono il modello a cui ispirarsi per crescere (sì, purtroppo anche certi adulti...). Ma nessuno le ha spiegato che quegli atteggiamenti, in un contesto di relazione adulta, sono un codice ben preciso, comunicano un messaggio che gli adulti sanno leggere ma un bambino che non ha ancora una maturità emotiva e sessuale non è in grado di decifrare.
Volevo spiegarmi ma mica lo so se ho raggiunto il risultato...

Eeka: ti sei spiegata sì. E molto bene. Il punto (gira e volta siamo sempre lì) è che sono gli adulti (intesi sia some singoli che come istituzioni) a doversi impegnare in un'attività di educazione. Intesa in senso ampio, e cioè non solo culturale ma anche sessuale, creativa, relazionale, emozionale, educazione ai diritti e all'accoglienza delle differenze.

Già, ma come dici tu stiamo allevando generazioni di immaturi.

Luciano, la logica del mercato e del profitto ad ogni costo ha sicuramente la sua parte di responsabilita' ma non dobbiamo illuderci che il problema si riduca a solo questo. Innanzi tutto tale logica ha invaso, pervaso ed infine trionfato nella stragrande maggioranza del mondo occidentale e sta facendo rapidi progressi anche in altre forme di culrura e di societa' in virtu' di un'accettazione da parte dei componenti di tali societa'.Molti predicano bene ma razzolano male e spesso si lamentano e criticano tipi di vita e valori (materiali)solamente perche' al di fuori della loro portata. Spesso si dice "a me basterebbe" ma difficilmente poi basta perche' e' nella natura umana adeguarsi velocemente al "di piu'"Basti pensare al fenomeno dei "nuovi ricchi" e della pachiana ostentazione di opulenza che spesso li caratterizza.La ricchezza spesso corrompe e fa perdere di vista altri valori. Non e' sempre cosi' e non e' cosi' per tutti ma direi che e' purtroppo la tendenza dominante perche'oggi tende a prevalere l'avere sull'essere. Inoltre ti rendi conto quale impari lotta debba affrontare un buon educatore, cosi' come un buon genitore, a cercare di essere autorevole in una societa' dove in nome della democrazia del laicismo e della liberta' di opinione ed espressione ci si deve confrontare con tutta la spazzatura culturale cui il sistema dei mass media fa da cassa di risonanza? Purtroppo il raglio dell'asino si fa sentire molto di piu'del sussurro del saggio ed e' la lingua degli asini che rischia di inculcarsi piu' facilmente nei nostri giovani.

Uno,la democrazia del laicismo e della liberta' di opinione ed espressione è preferibile alla dittaura della religione e della schiavitù del dogma: prima o poi si troverà l equilibrio "necessario"....comunque ho seguito questo post fin dall inizio...."giudicare la moralità di una bambina e della sua famiglia" da una maglietta mi pare eccessivo....quando le si impone una religione battezzandola, allora è tutto giusto!!!!!

Caramella, esprimevo semplicemente un dato di fatto senza entrare nel merito di una critica sulla democrazia etc. Volevo sottolineare il fatto che quando un laico come Luciano sente l'esigenza di impartire un'educazione piu' valida ai nostri giovani si deve considerare che tale educazione (qualora si reperisca l'educatore) possa non essere gradita o recepita proprio a causa del mare magnum di opinioni e sistemi di propagazione amplificata di falsi valori in voga oggigiorno.Infine la religione (in genere) in se stessa e' una guida che insegna certi valori e presuppone l'accettazione del fatto che l'uomo non e' solo un animale a due dimensioni ma ne possiede una terza che lo collega con la trascendenza. La funzione della religione non e' quella di opprimere ma di "religere" cioe' collegare l'umano con il divino. "Nella religione non vi e' costrizione" ..sono parole del Corano che stanno a significare che nessuno puo' ricevere il dono della fede ed accogliere nel proprio cuore la consapevolezza della presenza divina senza un atto di grazia da parte dell'Altissimo. Nelle applicazioni delle varie leggi sociali ci sono ovviamente i pro ed i contro. L'imposizione di tali leggi crea in genere una societa' stabile a scapito delle liberta' individuali mentre la societa' a basi democratiche da' come risultato, garantendo le liberta' individuali, una stabilita' di idee inferiore ed una confusione di valori maggiore. Lo stesso vale se si parla di regimi forti o democrazie, ci sono vantaggi e svantaggi in ambedue le forme.

Non mi è chiaro che legame ci sia con la religione o con la laicità.
Mi pare che per giudicare la faccenda basti la categoria buon gusto-cattivo gusto.

Giusto eeka, la maglietta può essere di cattivo gusto,(poteva anche essere ironica...dipende da che occhi si vede)... ma da qui a giudicare l educazione impartita dalla famiglia mi sembrava eccessivo....
Il mio commento precedente si riferiva al commento di uno che diceva "Inoltre ti rendi conto quale impari lotta debba affrontare un buon educatore, cosi' come un buon genitore, a cercare di essere autorevole in una societa' dove in nome della democrazia del laicismo e della liberta' di opinione ed espressione ci si deve confrontare con tutta la spazzatura culturale cui il sistema dei mass media fa da cassa di risonanza?"
Allora io rispondo che preferisco la democrazia del laicismo e la libertà di espressione alla dittaura della religione e alla schiavitù del dogma con tutti i suoi pro e contro.
Penso infine che: "L ABITO NON FACCIA IL MONACO"

Beh, una maglietta del genere può essere ironica se la indossa una ventenne, nel caso di una tredicenne è fuori luogo e basta, a mio avviso.
Che non si debba giudicare l'educazione solo da una maglietta siamo d'accordo, ma sicuramente è mancanza di controllo da parte dei genitori, che credo che a quell'età sia ancora necessario.
Sull'impari lotta, non aggiungo altro, sono ovviamente d'accordo con te.

Uno: non condivido la sua punta polemica nei confronti della "democrazia del laicismo e della libertà di opinione e di espressione".
L'alternativa qual'è? Uno stato in cui tutto ciò sua controllato e filtrato da un potere religioso? Che decide cosa è bene e cosa è male? Cosa si può e cosa non si può?
Laicità è invece proprio questo: libertà di credenza, libertà di critica, libertà di ricerca, libertà di coscienza, libertà di ricerca, libertà di espressione. Ma essere laico non significa affatto optare per un "pensiero debole", per valori molli e fragili. Anzi: quelli laici sono valori forti, anche se si presnetano sotto una veste gentile ed educata e pacifica e aperta alla discussione razionale.

La strada autoritaria è sempre stata più larga e agevole di quella democratica per chi la praticava. L'etica di stato, la religione di stato, hanno prodotto i risultati che la Storia riporta. Le dittature e la lotta violenta alle eresie non hanno prodotto società migliori. È la prima volta, nella Storia, che la democrazia e la laicità sono così diffuse in questa parte di mondo. Niente è perfetto, ma non è peggio di prima. Se le forme autoritarie tentano ancora di imporsi facendo leva sui punti deboli della democrazia e della laicità, non significa che siano da buttare, ma solo da rafforzare e perfezionare.

Luciano, non c'era alcuna polemica ma semplicemente l'esposizione di una situazione sociale che ha dei risvolti del tipo indicati.Sono problematiche, quelle di oggi, che nascono con il sistema democratico e la parte malata che tanto si critica sta a livello macroscopico espandendosi sempre di piu'. Il lamentarsi (come spesso e giustamente anche tu fai)e voler combattere la caduta dei valori e tutte le storture che rischiano di divenire presto considerate come "normali" dalle nuove generazioni diventa una lotta contro i mulini a vento per il semplice fatto che questo stesso sistema favorisce molto di piu'le "spinte" derivanti da quella parte di societa' che tu detesti, quella che detiene il potere economico e ne fa l'uso becero che tutti conosciamo volta a divorare tutto ed infine anche se stessa. Insomma non ci si faccia illusioni, non si puo' avere la botte piena e la moglie ubriaca.
Se infine la democrazia non va ipso facto spazzata via per tali motivi allo stesso modo si dovrebbe pensare che cio' vale anche per la religione che non e' responsabile se parte dei suoi accoliti (qualunque sia la fede) sono ottusamente integralisti. Insomma in medio stat veritas et...virtus.
Ancora un accenno su quelli che ho definito effetti sociali macroscopici; si chieda a qualche iracheno se stava meglio sotto la feroce dittatura di Saddam o con la "nuova democrazia" americana. Alle volte la scelta del male minore e' un fatto di sopravvivenza e quindi il bene minimo indispensabile.
Si veda in Russia quale devastante effetto ha provovato la caduta del comunismo sulla cultura e sulle ambizioni dei giovani. Sotto la cappa di piombo del regime esisteva un anelito continuo che ha visto nascere artisti, scrittori, poeti, musicisti, scienziati la cui mente ed il cui cuore non sono mai stati domati dalle ottuse imposizioni del "partito" e si sognava la liberta'. Nietzsche diceva: "non conta tanto essere liberi da quanto saper essere liberi "per" ". Il "per" dei giovani "liberi" in Russia oggi e' costituito dalla grossa moto o auto, dal rolex d'oro e da tutto cio' che e' pachianamente simbolo di benessere economico avendo come riferimento non piu' personaggi della cultura ma del mondo del calcio, della finanza spregiudicata o della potente mafia.

Il filosofo rumeno (che viveva in Francia) Emil Cioran scrisse (cito a memoria): "La libertà interessa soltanto agli eretici"
Purtroppo aveva ragione, almeno in parte, e comunque su quell'affermazione è utile riflettere: la libertà e il dubbio e la coscienza e la critica e la decisione e il dissenso e il confronto e l'assenza di dogma e la laicità costringono le singole persone ad essere responsabili, e ciò suscita tensione.
Mentre un comodo totalitarismo (sia esso religioso oppure politico) esenta da tutto ciò: c'è chi pensa e decide per noi. Il branco, il manipolo, la schiera, la truppa, la folla, il pubblico tolgono dall'individuo il peso della libertà di coscienza.
Non a caso il nome "fascismo" deriva dai "fasci" (verghe tenute assieme da nastri, i fasces) che simboleggiavano il potere di punire e nel contempo di legare. Non a caso "religione" (quella istituzionale, quella di potere) deriva dal termine "religare", che voleva dire vincolare, nel senso di legare l'uomo alla divinità.
Mentre a mio avviso si può venir "sciolti" e liberati attraverso tre strade. Una è quella della politica da fare insieme agli altri, ma tutti restando uomini e da donne liberi. Una è la strada della laicità, del confronto aperto e critico e autocritico con gli altri. La terza è la strada della fede (io sono cristiano), intesa NON sudditanza a una chiesa di potere ma come amore verso il prossimo e verso me stesso e verso Dio (in un trittico inscindibile).

Il "per" dei dittatori è sempre stato costituito dalla Ferrari, dai rolex d oro, da party miliardari, da castelli magnifigenti, da rubinetti in oro e da tutto ciò che è vistoso e pacchiano oltre che immorale a danno dei "giovani".....E non mi dire uno che i dittatori sono persone che amano l arte e la cultura!!!!!!

Uno, se vuoi dire comunque che in una democrazia si possono nascondere subdolamente dei pseudo-dittatori, allora ti do ragione.....ma escludo a priori che qualsiasi dittatore o dittatura possa condurre ad una cultura etica.....

La strada verso la democrazia, la libertà, la coscienza, l'uguaglianza, della giustizia, i diritti è una strada lunga e interminabile, difficilissima e complicata, piena di tortuose giravolte, contraddittoria e incerta.
Sicuramente le cose sono più semplici se si vuole procedere verso la CERTEZZA di un regime (teocratico o politico) che stabilisce tutto con Autorità assoluta. Accoppare i dissidenti o metterli al rogo è assai più semplice e risolutivo che affrontarli in un pubblico dibattito, nel quale si può anche uscire sconfitti dalle armi del confronto critico.
Tra i due modelli di società, io non ho alcuna esitazione a scegliere quella aperta e non quella chiusa, quella democratica e laica invece di quella dogmatica e autoritaria.

Caramella, o leggi per intero un commento oppure meglio non leggerlo.Da quale contesto evinci una mia difesa dei dittatori o un mio attribuir loro arte e cultura? Sembra che stiate tutti ad idealizzare sistemi che non tengono conto della natura umana e delle realta' sotto gli occhi di tutti anche se non tutti sembra siano in grado di vederle.Mi sono astenuto da giudizi e mi sono limitato ad esporre cio' che le diverse realta' implicano da un punto di vista sociale ed umano. Chi desidera continuare solo per fare polemica e' libero di farlo ma non mi si attribuiscano conclusioni dalle quali mi sono astenuto.

perdonatemi se faccio un commento banale e qualunquista, che non tiene conto della discussione.
Come si fa a prendersela con l'abbigliamnto delle tredicenni, quando al moda delle loro madri prende ispirazione direttamente dal bordello?
ormai la moda imperante è quella della puttana, la bellezza femminile è svilita, il pudore è merce rara.
oggettivamente, si può dare completamente torto agli islamici, nel loro giudizio sulle donne occidentali?
oggettivamente, quandom il maghrebino con i trenta gradi si trova sul bus, mettiamo, circondato da adolescenti con sedere e ombelico di fuori, non si può prevedere che il suo sistema nervoso vada in tilt?

i trenta gradi di luglio e agosto, naturalmente

leggo soltanto oggi il post di Luciano che,da una discutibile scritta sulla maglietta di una tredicenne,vi ha condotti giustamente a parlare di società e di storia.Vorrei farvi notare qualcosa che non avete considerato:il piacere di certe madri nel mettere in mostra le figlie e di vantarsi del loro successo presso i maschietti. Mi riferisco per ora alle mamme di decenni perchè sono quelle che ascolto e osservo.Penso che ciò avvenga soprattutto nelle piccole e ricche città di provincia,in cui i nomi "bene" sono noti e le madri cominciano a pianificare il futuro delle pargolette.
Ci sono anche le madri che vogliono vivere una seconda giovinezza attraverso le figlie.Nei giorni scorsi,nell'hotel in Tunisia dove ho trscorso le vacanze, c'era una ragazzina francese di 12 anni,molto carina ,ma trasformata in una lolita (tacchi smalto rossetto mini-top) che si appendeva al collo dei camerieri più carini e agli avvenenti animatori,sommergendoli di baci e mettendo tutti in imbarazzo,tranne i genitori.Ho sentito io stessa la madre chiedere ad un intrattenitore, di far ballare la figlia in discoteca.
Al peggio non c'è mai fine!
Cia Lucianino Cristiana

PS. Mia nipote Martina è entusiasta del tuo libro!!!

Uno: dammi atto che io non solo non ho scritto ma nemmeno suggerito che tu abbia difeso le dittature.
Ho solo detto che (nella convivenza collettiva) le due grandi opzioni, tra loro radicalmente differenti (poi esistono innumerevoli sfumature intermedie), sono: da un lato i regimi autoritari o assoluti (siano essi retti dai preti, dai politici, dai tecnocrati, dai demagoghi, dai populisti, dai militari, dagli stregoni, dagli imam eccetera) e dall'altra parte le democrazie liberali governate da istituzioni fallibili e riformabili.

Niki: madri e padri come quelli che tu racconti andrebbero messi (metaforicamente) al muro.
Trovo di gran lunga più rispettabili quelle povere donne costrette a battere i marciapiedi piuttosto di queste madri che allevano le figliolette a fare le lolitine in attesa di diventare veline di lusso.

Ti do atto Luciano ma il mio commento era indirizzato a Caramella e si riferiva al suo ultimo commento.

UNO, scaturisce da tutto il tuo commento e cito solo l ultima frase:
" Il "per" dei giovani "liberi" in Russia oggi e' costituito dalla grossa moto o auto, dal rolex d'oro e da tutto cio' che e' pachianamente simbolo di benessere economico avendo come riferimento non piu' personaggi della cultura ma del mondo del calcio, della finanza spregiudicata o della potente mafia."
Giovani "liberi".....che vuol dire uno?
E poi hai scritto:
"Ancora un accenno su quelli che ho definito effetti sociali macroscopici; si chieda a qualche iracheno se stava meglio sotto la feroce dittatura di Saddam o con la "nuova democrazia" americana. Alle volte la scelta del male minore e' un fatto di sopravvivenza e quindi il bene minimo indispensabile."
Che vuol dire uno?
Forse sono ignorante, ma non capisco
Me lo vuoi spiegare?


Nemmeno io ho detto che difendi le dittature....ho tenuto a precisare ciò che comunque è meglio per me!

Caramella: non faccio l'avvocato difensore di Uno (che ha facoltà di replicare di persona), ma provo a rispondere io.
Il nesso tra il grado della soddisfazione individuale e la libertà pubblica NON è automatico: a molte persone, della libertà (intesa come insieme di diritti e di doveri, come assunzione di responsabilità, come partecipazione alla vita collettiva) non gliene può importare di meno. Anzi! Per tanta gente, quello che conta è la tranquillità individuale e familiare. Punto e basta. Se poi Hitler faceva sparire gli ebrei, pazienza. Se poi Stalin faceva sparire di dissidenti, prosit. Se poi l'Inquisizione brucia gli eretici, amen. Se poi il Tribunale islamico fa lapidare i convertiti, Inshallah. Se poi Saddam gasava i curdi, cazzi dei curdi. E se Bush bombarda l'Iraq, affari degli arabi e dei militari. E se la mafia e la camorra e la ndrangheta comandano in quattro regioni, affari dei siciliani/pugliesi/calabresi/campani. E se gli omosessuali vengono discriminati, questioni loro.
Sempre cazzi degli altri: basta che non tocchino me e la mia famiglia.
Quanta gente ragiona così?
E allora (se interpreto bene quello che voleva dire Uno) bisogna fare moltissima attenzione: la libertà (intesa nel senso ampio e nobile del termine) non sta davvero a cuore a tutti. Moltissimi sono disposti a barattarla in cambio di altro. Ad esempio della libertà di usare il telecomando per scegliere tra Bonolis e Vespa, o tra la partita del Milan e CSI, o tra gli spaghetti Barilla e De Cecco, o tra la Yaris e la Smart.

Poi hai scritto:
"Inoltre ti rendi conto quale impari lotta debba affrontare un buon educatore, cosi' come un buon genitore, a cercare di essere autorevole in una societa' dove in nome della democrazia del laicismo e della liberta' di opinione ed espressione ci si deve confrontare con tutta la spazzatura culturale cui il sistema dei mass media fa da cassa di risonanza? "
Dalla dittatura, io penso che esca altrettanta spazzatura propagandistica, se non peggiore in quanto non può essere messa in discussione....

OK,sono d accordo con te Luciano e con Uno se la pensa come te....ma la colpa non è della democrazia, ma della superficialità, "ignoranza", mancata responsabilità e senso etico-civile dell individuo.....

Caramella: se vogliamo fare l'elogio della democrazia, dell'etica civile, della responsabilità individuale, della libertà di coscienza...mi inviti a nozze (in quanto laico, in quanto protestante valdese e in quanto socialista democratico)

Ok...elogio alla democrazia, alla responsabilità individuale e collettiva, al senso etico-civile, alla libertà di pensiero, al senso critico individuale, alla non-violenza, alla giustizia sociale economica civile che garantisca uguali diritti a tutti i cittadini del mondo (in quanto laica, agnostica e apolitica,ma contraria alle dittature)

Caramella: si può essere credenti e laici, così come atei e non laici.
Mi sa che con te non avremmo nessunissima difficoltà a camminare insieme sulla stessa strada. Dopo di che, io pregherei e tu no. Sai che dramma!?
Pensa che mia moglie è atea mentre Bush è cristiano. Perciò non sta certo lì (nell'essere o no credenti) il problema della buona convivenza e delle proficue allenze.

"Perciò non sta certo lì (nell'essere o no credenti) il problema della buona convivenza e delle proficue allenze."
NE SONO CERTA!!!

Leggo che tu sei valdese e tua moglie atea. Nessun problema, ovviamente, ma mi chiedevo: Come ti immagini o credi che sia l'aldilà? E ci sarà tua moglie?

Certo che ci sarà pure lei.
E io con aria saccente e antipatica io le dirò: "Visto..."
Al che arriverà Gesù a dirmi: "Ehi, carino! Giù le arie. Anzi...già che ci siamo, vieni di là che ti elenco tutto quello che hai combinato tu"
Come sarà la vita eterna? Beh...ovvio che procedo solo per intuizione, per fantasia, per parole del tutto inadeguate a una realtà che (se ci sarà...sottolineo SE...non ne sono mica SICURO SICURO SICURO) sarà sconvolgentemente diversa da quella attuale.
Comunque ho fede che aleggerà la gioia, che ciascuno di noi sarà se stesso come mai aveva pensato o sperato di poter essere o diventare, che la gioia mia traboccherà anche a te e così avanti, in una moltiplicazione della soddisfazione dei singoli e di tutti, in una rete di meravigliosi rapporti tra di noi e con Dio. Che ad esempio la Hack avrà l'incarico di progettare e realizzare universi colmi di felicità, che Borges si occuperà di libri scritti non con inchiostro ma con le emozioni delle anime e dei corpi che gli stanno intorno, che un bambino nato ritardato sarà circondato da luce e calore e nutrimento e carezze e coccole e suoni bellissimi. Insomma, il Paradiso di ognuno di noi sarà differente da quello degli altri, profondamente e intimissimamente nostro. Ma nello stesso tempo ciascuno di questi Paradisi entrerà in relazione (arricchendosi con un continuo rialzo) con gli altri e con lo stesso Dio, fonte spettacolosa di godimento e di piacere.
Ecco, lo immagino all'incirca così.

Bella e lunga discussione.

Ma Non sarebbe stato meglio parlare direttamente con la ragazzina, chiederle perché indossava tale maglietta, cosa provava nel farlo, ecc…?

Oppure ancora meglio, non sarebbe il caso che gli uomini raccontassero a noi donne “esattamente” cosa provano in tali momenti ?
Allora, noi donne (adulte) potremmo capire e poi spiegare tali emozioni alle nostre figlie, nipoti, ecc…

Invece si continua a criticare, a parlare alla suocera perchè nuora intenda…senza mettere in chiaro le proprie emozioni e sensazioni.
Emozioni e sensazioni che vanno portate alla luce e non represse, nascoste, ecc…
Cominciare a pensare “Io voglio comportarmi in modo DIVERSO e mi impegno ad essere COERENTE”
Pensate che sarà mai possibile ?

Be' sì, come posto non sarebbe neanche male se fosse così. Vuol dire che crederci o non crederci è uguale, in fondo, a parte gli antipatici e saccenti "te l'avevo detto" che ci toccherebbe subire.

sono d'accordo con Paola, nel senso che secondo me da parte degli uomini c'è una certa ipocrisia.
Cero, ci sono le eccezioni, ma secondo me il 'pensierino' sulla ragazzina lo fanno veramente in tanti.
E visto che una ragazzina carina nella sua vita avrà un bel pò di occasioni di essere al centro di attenzioni indesiderate, magari farle capire che andare in giro conciata come una sgualdrinella non è proprio il massimo.
ma se tanto come una sguladrinella è probabile che si metta anche la sua mamma, e comprino i vestiti assieme, che ci vogliamo fare?

P@ola: cosa avrebbero pensato la ragazzina, il guidatore dell'autobus e gli altri passeggeri se io mi fossi avvicinato a lei per domandarle "scusa, ma perchè indossi una maglietta con quella scritta?"
Nessuno e nessuna avrebbe avuto il minimo dubbio: "il cinquantenne barbuto ci sta provando con la ragazzetta"
Insomma, poter dire o non dire una certa cosa (in questo caso discutere sul senso di quella scritta) è ANCHE una questione di contesto. Ad esempio non avrei avuto nessuna esitazione ad affrontare il discorso se, durante uno degli incontri che faccio nelle scuole o nelle biblioteche, avessi visto un'adolescente con quella scritta. Perchè in QUEL contesto le mie parole sarebbero appunto state evidentemente "parole di un discorso" e non ambiguamente intese come "tentativi di abbordaggio sessuale"
Dopo di che, lo ribadisco ancora: posso trovare carine le ragazze giovani (così come mia moglie può trovare carini i ragazzi giovani), ma il mio interesse va alle donne adulte. E in particolare (anzi: per scelta, in esclusiva) a mia moglie Tatjana.

Punro 1, a stasera, ora vado a trabahar

Punto 2, scrivi:
"Dopo di che, lo ribadisco ancora: posso trovare carine le ragazze giovani (così come mia moglie può trovare carini i ragazzi giovani), ma il mio interesse va alle donne adulte. E in particolare (anzi: per scelta, in esclusiva) a mia moglie Tatjana."

Luciano PERCHE' ti giustifichi se nessuno ti ha chiesto di farlo?

"...ma se tanto come una sguladrinella è probabile che si metta anche la sua mamma, e comprino i vestiti assieme, che ci vogliamo fare? "

Percè pensare male?
Perchè denominarla "ina sgualdrinella?"

Questo E' "vedere con gli occhi del male", il che poi ci porta poi a comunicare agli altri il male, il malcontento, che c'è in noi stesse/i.

P@ola: ma l'avevi chiesto proprio tu! Scrivevi infatti: "non sarebbe il caso che gli uomini raccontassero a noi donne “esattamente” cosa provano in tali momenti?"

comprendo la tua bontà d'animo, Paola, ea nche quella di Luciano.Che forse vivete nel vostro mondo fatato.
Sono bella, detto senz apresunzione, e non ho motivi di malcontento dal punto di vista fisico.
Forse sono cinica, quello si' , chiamo le cose con il loro nome:constato che vestirsi in un certo modo, per me , è da sgualdrine.
Cio' non toglie ch eabbia amiche simpaticissime, con un passato da cubiste, che si vestono tutto ra e si truccano da sgualdrine:solo ch ehanno l'autoironia e la sincerità di raccontare che da sgualdrine si comportavano.
Cio' non implica giudizio:è disincanto, vivere nella realtà, chiamare le cose con il loro nome,cosi' come riconoscere quanti uomini sbirciano concupiscono le ragazzine.
Tutto qui.
Chiamare le cose con il loro nome

e aggiungo che non accetto lezioni sul male, essendo io stata ragazzina oggetto di attenzioni da parte di professori, amici di mamma e papà, eccetera.
La bellezza genera desiderio .Quando cresci, ti rendi conto che , perlomeno, se ce l'hai e ti vesti e comporti in un certo modo, hai di modo di limitare le 'attenzioni indesiderate'.
Chiamare le cose con il loro nome, Paola, conoscere i meccanismi del desiderio e dell'attrattiva.
Se poi vuoi vestirti in un certo modo, è un atua scelta consapevole, ognuno fa come gli pare.
Ripeto, quando la violenza l'hai vissuta sulla tua pelle, vieni a conoscenza in modo molto cinico dei meccanismi del desiderio

Laura: io non credo di vivere in un mondo fatato. Anche se mi piace leggere libri e vedere film in cui accadono cose talmente belle e giuste che nella realtà non vanno così bene.
Per tornare all'abbigliamento o al trucco femminile: a me non piace per nulla quello vistoso, "provocante" o (come scrivi tu) "sgualdrinesco". Non nego che l'occhio mi cada, dentro una sfacciata scollatura. Ma appunto mi cade solo l'occhio e nemmeno un frammento di cuore o di anima o di feromoni. E dato che l'attrazione è data solo in parte dall'occhio, se una donna volesse provare a "sedurmi" una delle strade più sbagliate che potrebbe scegliere è proprio dare di se un'immagine provocante, modaiola o "sgualdrinesca".
E che le ragazzine o addirittura le bambine vengano cresciute (dalle famiglie assenti, dai media, dalla pubblicità, dal mercato, dalla moda) a merendine e tanga mi sembra tristissimo. Invece di cercare di trasmettere un'educazione complessa e ricca e al rispetto degli altri e di se stesse, la società incita le adolescenti a ruoli subalterni al maschio, all'apparenza, alla finzione, alla caccia al denaro. Ciò mi suscita tristezza e sgomento. Oltre a un esame di coscienza: cosa sto facendo per cercare di impedire questa deriva?

Luciano, spero che tu abbia compreso che ti stimo molto, molto, e apprezzo la tua sincerità.
Non voglio dire che vivi in un modo fatato; sei un apersona pulita.
Prendi il mio come il parere di una persona, che, con altrettanta onestà, ammette di essere diventata piuttosto cinica.
A proposito di temi ch eriguardano la femminilità, mi permetto di suggerire un libro-bomba ch eè uscito ultimamente, 'King Kong girl', della famigerata francese Virginie Despentes:un pamphlet provocatorio, ch eparte da un'esperienza estrema come quella della Despentes, che ha vissuto sulla sua pelle l'e sperienza dello stupro, oltrechè quella della prostituzione, e fa delle considerazioni sulla femminilità, la bellezza, e i meccanismi del cdesiderio, che sono assolutamente illuminanti

La Depentes non è quella che aveva scritto (o diretto il film) BAISE MOI?
Sabato vado in libreria e cerco questo che segnali tu, anche se del film avevo guardato i primi venti/trenta minuti. Aveva uno stile a mio avviso invedibile.

Infatti, Luciano, non avrei mai guardato il film, che mi dicon inguardabile, e neanche mi ispirava il libro.
Invece ho acquistato 'King Kong girl ' incuriosita da una recensione, e, beh, l'ho trovato straordinario, molto molto forte.
Mi sento davvero di consigliartene la lettura , Luciano, mi interesserebbe anche il tuo parere (Einaudi Stile libero)

come ti dicevo, aspettati un alto tasso di provocazione(però quella intelligente, non lo scandaletto).

Mi fido.
Al massimo (davanti alla provocazione) mi arrabbierò. E ne discuteremo

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