La mia foto

Contatore Shynistat

  • Contatore

I miei vecchi post del blog Kataweb

Altri vecchi post del blog Kataweb

Blog powered by Typepad
Iscritto da 07/2007

Lettura quotidiana della Bibbia

  • • Da "Giacomo, 1,22": "mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi"
  • Lettura quotidiana della Bibbia

« Second life? | Principale | Al capolinea: Macaluso e il PD »

13/08/2007

Commenti

Feed Puoi seguire questa conversazione iscrivendoti al feed dei commenti a questo post.

Guarda Luciano, ho fatto volontariato e il mio lavoro pagnotta è prevalentemente nelle indagini istat - socialmente utili tipo disoccupazione, o violenza etc.

In entrambi i casi il lavoro di raccolta delle informazioni non è mai neutrale, piuttosto determinato da delle aspettative. Vale per Istat vale per il volontariato. chi comunque opera in certi settori ha comunque la sensazione di non dover dire certe cose, e questo credimi ha una sua logica. Perchè egli sa che se il bambino rom a sei anni ruba lo fa in quanto parte di un sistema di sopravvivenza, ma chi lo ascolterà si occuperà solo della parola RUBA e non della parola CONTESTO. Il contesto responsabilizza e costringe a pensare-il razzismo non ha mai il tempo di pensare. Perciò alla fine ci sente un po' di doversi buttare sulla sponda del buonismo, per un senso di protezione ecco.

Mi viene in mente la storia del libro del figlio di Toaff. ne rai sentito parlare. un'indagine pare molto accurata su alcune usanze dei primi ebrei, e sulle loro ritualità. Toaff junior è stato costretto dalla comunità a ritirare il libro, perchè si temeva fosse lesivo e incentivasse l'antisemitismo. Non condivido, ma so che di fatto è così. Per me la strada è un'altra - e non per niente mi occupo di psicologia, un motivo c'è. Purtuttavia alle volte non c'è il tempo, e il coltello del fascista è paradigmaticamente più veloce della sua voglia di ragionare.

Beh, già a me... chiamarla "forbice"! Io la chiamerei COLPEVOLISSIMO EGOISMO, comunque, per quanto riguarda i rom qualche riserva ce l'avevo pure io quando scprii molto tempo fa che la loro è una scelta di vita che si tramanda da secoli. La scelta di vivere da parassiti degli altri esseri umani mi ha sempre lasciato molto perplesso e dubbioso sul fatto se meritino o meno il nostro aiuto (o debbono assecondare la nostra pretesa) affinché si svincolino da una filosofia esistenziale oggi assurda e inserirsi nella società civile (si fa per dire). Altro non saprei e come al solito bisognerebbe conoscere tutti gli elementi per giudicare, ammesso che sia nostro diritto farlo.

"Ma se la forbice diventa tra chi ha tutto e chi niente, magari a distanza di qualche metro da noi...ognuno si senta in colpa per quel che sa, per quel che può, dopotutto è un'offerta libera"....è qui che sta la Verità e anche in una mancanza di responsabilizzazione dei nostri politici che non attuano una politica per regolamentare gli immigrati....

Come a volte mi piace fare sul blog, ho buttato un argomento rispetto al quale NON ho nessunissima risposta ma solo dubbi e domande e perplessità e ignoranza. E (come sempre) so che grazie ai vostri interventi alla fine ne saprò qualcosina di più e avrò nella testa qualche idea in più.
Perciò: grazie

La sensibilità al problema degli zingari è direttamente proporzionale al numero di quanti ne incontri normalmente in una giornata. Se vivi in una grande città, come nel mio caso, per quanto di sinistra, per quanto comprensivo e tollerante, alla fine li non li sopporti più.
Si può parlare di razzismo quando si fanno discriminazioni o si danno giudizi non in base ai fatti ma solo sull'onda di pre-giudizi etnici o culturali facendo sempre di un'erba un fascio. I polacchi, i moldavi, i nord africani e persino i rumeni si dividono tra persone oneste e delinquenti, ma per gli zingari è diverso. Non ho notizia di attività lecite svolte dagli zingari.
Costoro, per scelta culturale decidono di non mettere radici in nessun posto, non lavorano (il ferro battuto è un'attività del passato) e si arrangiano per lo più rubando e sfruttando i loro bambini e le loro donne. Questa attività non è saltuaria o figlia di un momento di necessità, bensì sistematica, preordinata e perenne.
Non riesco ad avere comprensione per chi ha sempre rifiutato la mano tesa in ogni parte d'Europa. Se ti sembro esagerato forse è perchè non hai mai vissuto la triste esperienza di essere stato derubato dagli zingarelli. Sono inafferrabili, non hanno documenti, non sono perseguibili perchè minori, e vengono mandati a rubare dai genitori e soprattutto sono tanti e ovunque. Gli eventuali aspetti positivi della cultura Rom (che sicuramente ci saranno), vengono ottenebrati da queste considerazioni. Non posso avere alcuna stima per una cultura del genere.
"Dire che tutti i rom delinquono è generalizzare"? Forse, però almeno da queste parti, le eccezioni sono davvero poche.-

Nel post parlavo dell'Unità, ma un pò la stessa cosa accade anche su Repubblica, che da un lato pubblica fondi dolenti e riflessivi sulla condizione di emarginazione dei rom, di fatto dando del superficiale o del mezzo razzista a chi ha dubbi rispetto alla volontà e alle possibilità degli zingari di accettare le regole minime della convivenza civile e legale.
Ma dall'altro lato fa inchieste sulle condizioni di vita dei rom che lasciano sgomenti, visto il livello non solo dell'illegalità e dello stesso rifiuto a priori di legalità (vista come un modo per venire assimilati alle società che loro respingono e attorno alle quali vivono, o meglio sopravvivono).
Non possiamo continuare a menarla con una doppiezza (o tripplezza) imbarazzante:
da un lato la romantica mitologia (pur in parte impastata di realtà) dei nomadi, anime libere e creative e suonatori di violino e perseguitate (non dimentichiamoci che la Shoah riguardò anche gli zingari),
da un secondo lato voler mettere il tappo a tutto il disagio che esiste (anche nei cittadini democratici) nei confronti dell'illegalità tribale dei rom,
dal terzo lato schierarsi dalla parte dei bambini maltrattati ed emarginati.
Non si può tener insieme tutte e tre queste cose, in un pastrocchio ideologico distorto e pericoloso.
Non voglio dire che TUTTI i rom siano portatori di illegalità, non intendo fare di ogni erba un unico fascio, però comincio a pretendere che la sinistra la smetta di trastullarsi con artifizi retorici buonisti.
Che prima di tutto non risolvono affatto i problemi esistenti, che anzi li aggravano e che soprattutto portano benzina sul fuoco del razzismo e della xenofobia.
E allora o le questioni dell'immigrazione le sappiamo gestire in maniera civile noi, tentando di unire legalità e accoglienza in un binomio in-scin-di-bi-le, oppure le gestirà la destra a modo suo.
E non sarebbe un bello scenario.

Sottoscrivo in pieno, Luciano, negare l'evidenza non serve a nessuno.

De André diceva che il popolo Rom meriterebbe il premio nobel per la pace in quanto gira il mondo da duemila anni senza armi.
Gli Zingari hanno delle tradizioni e degli usi che vengono direttamente (o almeno ne hanno origine) dal sud-est asiatico; come mestiere, avevano impieghi "strani", da trufatori anche. La stragrande maggioranza (credo) del popolo Rom è affezionata a queste tradizioni e distaccarle da esse per loro sarebbe una cosa inaccettabile. E in effetti hanno ragione. E' come se all'improvviso i Cinesi ci dicessero di smettere di mangiare la carne perché è ingiusto mangiarla. Sì, è ingiusto, ma levare a tutti il vizio di mangiare carne in quantità sproporzionata è ridicolo.
Io in materia sono ignorante, perché devo dire non mi riguarda molto da vicino la questione. Però, faccio un esempio, fino a pochissimi mesi fa nella pineta vicino casa mia, si era stabilito un campo nomadi. Questi si erano stabiliti in una "zona morta" della pineta, ma la loro presenza dava fastidio. Tantissima gente del quartiere protestò mandando lettere al municipio. Alla fine la polizia li ha fatti sgomberare. Però mi chiedo, dov'è che possono andare a vivere? Le loro tradizioni non le possiamo cancellare da un giorno all'altro. Certo, quando rubano o ammazzano la gente, è estremamente scontato che non si guarda la "razza". Però sento le persone dire che se ne dovrebbero andare. Ma andare dove, se non hanno patria? Allora per questo sono d'accordo che si dovrebbero aiutare. Moltissimi di loro sono in condizioni di miseria, e qual è l'unica cosa che puoi fare quando non hai un lavoro (magari anche perché non ti vogliono prendere a causa del colore della tua pelle)? Rubare! Andare per strada a fare l'elemosina, in cui guardi la gente elegante di fretta per andare dove vorresti andare tu. Come dice un vecchio proverbio cinese: "Se al tuo vicino di casa dai un pesce, quel giorno lui mangierà. Ma se gli insegni a pescare, lui mangierà per tutta la vita".

Ma "ROM", per caso, è l'abbreviazione di "ROMpipalle"?

Anonimo: cosa dici? Forse puoi trovarci anche la radice di Roma? E in ogni caso significa "persona"

Io la penso come Luciano, quindi non mi dilungo perché sarebbe una ripetizione.
La frase di De Andrè è di una banalità sconcertante: gireranno pure senza armi ma non venitemi a raccontare che non è un'organizzazione sociale violenta. E poi di che zingari parlava De André? Di quelli romantici e scenografici tipo film di Kusturica o, tanto per fare un esempio, dei temibili Casamonica, che hanno un patrimonio di milioni di euro, tutti guadagnati con l'usura, lo spaccio, le scommesse clandestine? (PS: non sono chiacchiere razziste: sui Casamonica ci sono chilometri di sentenze definitive)

Se la memoria non mi inganna De André ci ha passato del tempo in un campo Rom,quindi forse sono piú banali le nostre disserzioni delle sue canzoni. Mettersi nei panni di chi critichiamo é sempre un ottimo esercizio per evitare di dare giudizi gratuiti.

La storia viene quasi sempre raccontata da coloro che vincono, da coloro che comandano, da coloro che hanno il potere di influenzare le opinioni del pubblico.
Eppure anche gli "altri" hanno qualcosa da dire, hanno qualcosa da tramandare e sarebbe davvero interessante ascoltare la loro voce, magari potrebbero dirci cos'è realmente la vita da zingari.

Felicità

Rino, ascoltando altre voci della storia.

Domani vado in libreria a cercare qualche saggio decente sugli zingari. Non che i libri risolvano tutto, ma almeno alla fine sarò meno ignorante di adesso.

a parte le pagine in Wikipedia, che mi hanno permesso di fare un po' di chiarezza sui termini Rom, Sinti e Jenish, ho trovato questa intervista a un antropologo, che penso possa dare una prima idea della complessità della "faccenda" Rom ...
http://tinyurl.com/32kk2n
... "tutto è davvero relativo" ...

Ciao Luciano. Mi spiace che poi non è stato il massimo con la chat; non sono riuscito a far funzionare Java per motivi a me ignoti. Comunque cerchiamo di regolarci meglio un'altra volta.

Sicuramente la cultura rom è un qualcosa da non perdere, ma siamo sicuri che i rom di casa nostra siano davvero i portatori sani di questa cultura? Il mio fidanzato è romeno e da loro i rom sono tutt'altra cosa... Ho visto io stessa un quartiere rom fuori Bucarest e certo non stavano in campi nomadi senz'acqua e luce. E' quando arrivano qui che si adattano alle "possibilità". Non so la situazione negli altri paesi europei, ma in Italia fanno un po' come pare a loro. Forse perchè non ci sono leggi forti che tutelano il cittadino rapinato anche da bambini? La cultura rom è senz'altro un bene da non perdere ma vorrei essere sicura che siano davvero le persone che vedo a tramandare la "vera" cultura rom, fatta di manufatti di rame, di artisti che mettono in musica storie e racconti...
Quelli che vedo nelle nostre città (Roma, nel mio caso) li sento distanti da tutto questo. Troppo distanti. Anche per colpa mia, forse. Ma certo aver subito una rapina ed un tentativo di rapina in entrambi i casi con protagonisti ragazzini rom non mi aiuta.

Credo che il problema ROM vada inquadrato diversamente.
Noi usuiamo metodi coercitivi per obbligare i nostri figli ad andare a scuola. Ci costringiamo contro natura ad andare a lavorare ad orari prestabiliti. A pranzare velocemente una qualche schifezza pre-confezionata, a subire lavate di capo da un qualcuno che ci è stato imposto al di sopra di noi, ad amare una donna/uomo e solo quella/o nonostante si incontrino persone interessanti nel nostro percorso affettivo, ci siamo dati delle regole comuni che, naturalmente, significano depersonalizzazione dell'individuo, eppure tutto ciò a noi va bene, consideriamo questo il lato migliore della civiltà.
I ROM hanno deciso diversamente, per loro imporre che i figli mendichino è il loro lato migliore della civiltà. Noi da una barricata vogliamo conquistare gli altri, posti dall'altra.
Giudichiamo e ci stupiamo d'esserlo.
Bisognerebbe poter nascere ROM e poi rinascere italiani (e v/v) per capire queste due (tre, mille) differenti realtà.
Mi sono sempre chiesto dove fosse il giusto e dove lo sbagliato. Ho accettato di non capirlo mai.

Saluti

Salvatore

Su ciò che scrivono i giornali, mi pare che non ci sia da meravigliarsi. Sul Giornale o su Libero si scrive ciò che i lettori sperano di trovare scritto. Su Repubblica o l'Unità è la stessa cosa. La verità assoluta non esiste come non esiste il giornalista obiettivo, ma soltano il punto di vista di chi scrive, che può essere un buona o mala fede. Sul pregiudizio: è facile averlo nei confronti degli zingari, soprattutto se si vive in una grande città dove i campi abusivi e regolari sono tanti e ti ritrovi i ragazzini di dieci anni con le mani nelle tue tasche. Poi si può anche dire che non tutti vivono così, ma si farebbe opera meritoria se si dicesse come vivono gli altri, quelli "onesti". I nomadi non sembrano essere più tali, stanno cambiando, molti vogliono lasciare le roulotte per una casa in muratura e inserirsi nel sistema, che li respinge. Credo che sia inutile rievocare la storia secolare dei nomadi per risolvere i problemi di oggi, altrimenti dovremmo essere comprensivi con i mafiosi, perché sono gli eredi del brigantaggio e delle storture borboniche. Vi sembra che Riina, Brusca e Provenzano possano avere giustificazioni? Eppure anche i siciliani sono discriminati: si dice che non tutti i siciliani sono mafiosi, ed è vero, ma la mafia è nata in Sicilia e l'hanno esportata in America i siciliani. Una società solida e di sani principi dovrebbe essere in grado di "incassare" un certo margine di irregolarità, senza subire troppi contraccolpi. Il problema è che i sani principi si sino volatilizzati ultimamente e la gente si attacca alle piccole cose che è riuscita ad accumulare, pensa che siano quelli i valori veri e teme che qualcuno glieli porti via.

Come quasi sempre, la discussione sul blog è libera, ricca e articolata. Lontana mille miglia sia dalle becere banalità sia dal chiacchiericcio di certi giornali sia dalle liti televisive.
Nella comunità del Web ognuno si sente legittimato a dire la sua, ascoltando gli altri, ribattendo, dialogando. Insomma, alla fine, esco ogni volta "arricchito" e non incanaglito come quando vedo pezzi di qualche talk-show.

c'è del vero in entrambe le versioni, perchè, molto spesso, la delinquenza è frutto dell'emarginazione. inoltre, l'ignoranza fa sì che certi comportamenti non vengano avvertiti come delinquenziali, ma solo come una forma di sopravvivenza. io so di rom (rumeni) che una volta trovato lavoro si sono inseeriti nel tessuto cittadino ed i loro figli vanno a scuola, uno si è diplomato geometra anche se, per vivere,oggi fs l'elettricista

Paola: io sono dispostissimo a seguire chi mi dice "le cose purtroppo sono sgradevolissime visto che stanno così e così e così" Se dunque mi si spiega con onesta chiarezza che tra i rom l'illegalità è diffusissima eccetera eccetera eccetera e che per provare a risolvere questa situazione sarebbe bene agire così e così e così, io sono disposto ad ascoltare. Un politico o un opinionista serio NON mi cela i fatti per captare la mia benevolenza. Quello che dunque mi irrita a fondo è negare, sottovalutare o nascondere la situazione sgradevole.
E a volte (leggendo articoli sui rom) ho proprio quest'impressione: che mettano il silenziatore a molti fatti.
Aiuta qualcuno far così?
Tutt'altro è spiegare che la situazione è complessa e difficile. Ma tanto è rozzo e becero che dice "tutti i rom sono ladri e fannulloni o sfruttatori", quanto è irritante chi davanti ai bambini e alle donne che a frotte chiedono la carità o rubano nega l'evidenza.

Luciano, ti detesto quando scrivi quello che avevo in mente di scrivere io ;-)

l0biettività non è roba di questo mondo, però è un fatto che non si può fare di ogni erba un fascio e che come sempre la rrealtà è molto variegata. a volte basterebbe considerare le singole persone, ad esempiio, nel parcheggio di un supermercato che frequento c'è una giovane zingara, carina, pulita, educata, che guadagna qualche cosa aiiutando a scaricaer i carrelli, e ti assicuro che prima di zingara è donna, con tutti i suoi affetti, i desideri, i problemi, e cerca soprattutto una parola di amicizia, e, come lei, moolti altri. tra l'altro, molti di loro cercano ua sistemazione non più itinerante. i giovani sono molto aperti e cercano il dialogo. ovviamente i più anziani sono radicati nelle loro convinzioni e pregiudizi, esattamente come noi. il padre di un amico di mio figlio, giornalista e fotografo impegnato socialmente, si sta attivando molto per aiutare quanti vogliono essere aiutati. è questo il punto: si può aiutare solo chi desidera essere aiutato, e per farlo bisogna superare le reciproche diffidenze. nessuno nega la criminalità e gli aspetti negativi, ma bisogna prima di tutto tener presente che nella massa c'è del buono e che sono le nuovve generazioni quelle che desiderano inserirsi e c vedder inseriti i propri figli

"nel parcheggio di un supermercato che frequento c'è una giovane zingara, carina, pulita, educata, che guadagna qualche cosa aiiutando a scaricaer i carrelli,"

Come mai, secondo te (non è una domanda retorica, te lo assicuro, è voglia di capire) come mai, dicevo, una ragazza carina, educata e pulita come tu la descrivi si guadagna da vivere in quella maniera (peraltro illegale, ma non stiamo a cavillare)?

Per Mani: intanto non mi hai risposto sui Casamonica.

Allora Luciano, hai trovato qualcosa in libreria?

Ho fatto un giro solo alla Feltrinelli: nulla (però ho preso la nuova traduzione, che pare sia eccellente, delle RELAZIONI PERICOLOSE e l'autobiografia di Napolitano). Ma sabato pomeriggio ho più tempo e cercherò con più sistematicità.

Il post è un po' vecchio ma...

http://lalimaelaraspa.blog.kataweb.it/il_mio_weblog/2007/09/04/i-nuovi-vicini-di-casa/

e chi sarebbe il criminale? gli zingari che sono costretti a vendere i figli (cosa orribile) o gli ITALIANI che pagano
per ABUSARNE?


p.s. firmate la petizione contro l'ingiusta carcerazione dei padri dei bimbi rom carbonizzati

http://www.petitiononline.com/everyrom/

Pochi giorni fa ho letto un articolo (non ricordo su quale giornale) in cui si ricostruiva la vicenda. Che pare sia ancora molto torbida, con le responsabilità penali dei genitori che sembrano consistenti.
Ciò nulla toglie alle orrendissime colpe di chi compra i bambini (siano essi rom o ucraini o nigeriani o thailandesi o cubani o italiani) per sfruttarli o abusarne sessualmente.
E lo stato di degrado di molti campi rom e la situazione di illegalità di parte del mondo nomade è un atto d'accusa anche contro le nostre società.

I commenti per questa nota sono chiusi.

Motore di ricerca del Ringhio di Idefix

  • Si clicca su "Motore di ricerca", si apre un link, si clicca su "Ricerca personalizzata" e si usa come il normale Google. Solo che la ricerca è interna al blog

giugno 2015

lun mar mer gio ven sab dom
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30