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Lettura quotidiana della Bibbia

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26/08/2007

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Il silenzio della mente e la quiete interiore che di solito ne deriva sono il fine di qualunque processo catartico. I benefici sono sia per chi si quieta sia per chi gli/le sta accanto.
Ad ogni modo vale sempre il vecchio adagio che asserisce:"I pensieri sono come gli uccelli: non puoi impedire che ti volino sopra la testa ma puoi far si' che non vi facciano il nido."

Parole sante.
Il difficile è riuscire a riconoscere quando si esagera. Cosa non facile...
Maggiormente quando, come me, si ha avuto dei genitori "specialisti" nell'esagerare, chi nel troppo, chi nel troppo poco.
E' qui che ti "voglio": come fa una bambina e poi una adolescete a capire, a discernere ?
Quando a scuola ti dicono una cosa e in famiglia ne vedi, due e per giunta differenti ?

Non so se ho capito bene il discorso di Luciano, cmq posso dire che come bambina e poi come adolescente anche io ho avuto questo..passaggio..
Ma ora che sono una persona più matura e con maggiore esperienza, posso dire che so di aver la capacità di ragionare con la mia testa, a prescindere dalle idee e dai pensieri altrui. Non so di preciso quando e come questo "processo", questa "evoluzione" in me, siano avvenuti...Ma ora so con esattezza di saper ragionare a modo mio, e di poter essere critica nei confronti di chi la pensa come me oppure il contrario di me.
In ogni caso penso che ogni momento di ragionamento, ogni momento del nostro vivere attivamente in maniera cerebrale, e anche non solo cerebrale, debba essere seguito da un attimo di..pausa. Un attimo che può durare 5 minuti ma anche una giornata intera...Altrimenti, come tanti che "corrono" per non perdersi un attimo della propria vita, alla fine è come se questa vita non la vivessero affatto. C'è bisogno di uno..stacco per ripensare a dei momenti, a delle cose dette e fatte, agli attimi belli ma anche a quelli meno belli. Tutto va riassaporato e rivissuto mentalmente, proprio per poterne capire il significato ma anche semplicemente per gustarsi davvero appieno certe situazioni. Momenti dai quali poi si può trarre esperienza, capire se ci si è comportati come si voleva oppure no, bene o male. Ogni attimo di silenzio ha una sua..voce interiore, almeno per me, a volte il silenzio stesso mi parla e mi permette di godere appieno di ogni istante della mia vita.

Perdonatemi: all'inizio del mio commento volevo dire non Luciano ma Pa@la, autrice del commento precedente il mio. Scusami Paola!! E anche tu Luciano!

Caro Luciano, non sempre pensare è una scelta. E' piuttosto un destino che ognuno costruisce, senza saperlo, vivendo giorno per giorno a contatto con il suo mondo. Quando viene il giorno in cui ti ritrovi a "pensare troppo" quel destino è già diventato parte di te. Così come quando ti ritrovi a essere solo o furbo o cattivo, la tua solitudine, la tua furbizia o la tua cattiveria sono già te stesso e tu sei loro.
O almeno così a me pare.
Un saluto e a presto (me ne vado per una week in montagna).
Giorgio.

oh yeah, luciano. Ben detto!

Ecclesiaste 3:
16 Ma ho anche notato che sotto il sole al posto del diritto c'è l'iniquità e al posto della giustizia c'è l'empietà. 17 Ho pensato: Dio giudicherà il giusto e l'empio, perché c'è un tempo per ogni cosa e per ogni azione. 18 Poi riguardo ai figli dell'uomo mi son detto: Dio vuol provarli e mostrare che essi di per sé sono come bestie. 19 Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità. 20 Tutti sono diretti verso la medesima dimora:
tutto è venuto dalla polvere
e tutto ritorna nella polvere.
21 Chi sa se il soffio vitale dell'uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra? 22 Mi sono accorto che nulla c'è di meglio per l'uomo che godere delle sue opere, perché questa è la sua sorte. Chi potrà infatti condurlo a vedere ciò che avverrà dopo di lui?

I pensieri, quelli superflui, rovinano la salute: pensare fa bene, però l'importante è pensare bene, nel giusto modo. E' come adoperare il pc, lo accendi, lo adoperi, lo spegni: semplice; la mente deve seguire lo stesso ritmo.

Felicità

Rino, meditando da oltre 15 anni.

Grazie Daniela Pinchera, mi sento un po' più umana ed anche più "normale".

Sarebbe bella una vita senza bisogno di pensare. Ma senza pensiero non avremmo la vita. E senza la vita non potremmo pensare!

bella, la tua frase finale. Mi sa che a volte (spesso) penso troppo, quando dovrei lasciarmi andare di più

Noi siamo il risultato dei pensieri che abbiamo fatti nostri .La nostra mente è una piccola macchina selezionatrice che, dal primo momento, accetta e scarta scarta e accetta,spesso indipendentemente dal condizionamento familiare.
E' inutile rimuginarci,rimpiangere o tentare di ricredersi.CosmicVoid,che è un uomo molto razionale ( quanto mi ricorda mio marito )lo ha spiegato molto bene.
A volte mi assalgono cattivi pensieri,ma ho imparato a scacciarli richiamando alla mente qualcosa di positivo.Infine "penso" che se si pensa troppo rischi di rovinare le conclusioni cui sei giunto,non saranno oro colato,ma almeno sono le tue.

Siete belle persone. E sono davvero contento di conoscervi, anche se (almeno finora) solo attraverso questi schermi e queste tastiere.

mi ritrovo in pieno in quello che hai scritto

Io l'ho imparato pian piano, a mie spese. Anche grazie a mia moglie, che è una delle persone meno complicate che circolino sulla faccia della Terra.

Cara Pa@la, io mi firmo con nome e cognome, ma tu, voi, chiamatemi pure semplicemnte Daniela!!
Grazie a te!!!

E soprattutto la vita andrebbe presa a piccole dosi, per chi ci riesce.

Non ho letto gli altri, qualcuno l'aveva gia detto?

No, non l'aveva detto nessuno.
E in effetti la vita la prendiamo un minuto alla volta.
Anzi: un secondo alla volta.

Carpe diem! Fosse così facile! A me basta un imprevisto, una domenica che mi ritrovo a passare da sola senza le mie uscite "arrampicatorie" e vado al manicomio!!! In effetti solo quando sono appesa ad una corda riesco a staccare il cervello, e per me è un'esigenza VITALE

Ribadisco: "prendere la vita a piccole dosi" e spiego meglio con un esempio:
Io non pretendo di fare mille cose in un giorno; programmo quello che penso di poter fare, di avere il tempo di fare nelle 14/16 ore della giornata, e con tutto il tempo necessario, più un po' "di riserva" per gli imprevisti.
Mia moglie ne programma cento e poi ne fa molte di meno, in fretta e qualche volta male. Io le dico che sembra sempre che le manca la terra sotto i piedi, cioè che è in costante crisi di ansia da mancanza di tempo.
Pare che dobbiamo fare chissà che prima di passare a miglior vita. Perché? Per chi? E agli altri, ai figli, non lasciamo niente da fare? Poi si annoiano!

Io alcune cose le programmo, altre le lascio abbastanza vaghe, altre ancora del tutto aperte all'improvvisazione.

Sembra essere entrati nelle rapide di un fiume, quello del tempo in cui le immagini, le sensazioni ed i significati scorrono via con sempre piu' rapidita'lasciando spazio a nuove immagini, sensazioni e significati che accelerando svaniscono confondendosi con quelli che precedevano e con quelli che seguono. "Ibn waqt" figlio dell'istante viene definito, nel sufismo, chi ha pacificato l'anima, sempre presente in un eterno presente.
Dopo le rapide di solito ci sono le cascate......

Un oggetto che detesto con tutte le mie forze? Il telecomando che, permettendo di fare zapping, dà l'illusoria sensazione di dominare le informazioni e le immagini. Il telecomando che ha addestrato milioni di persone alla superficialità, alla deconcentrazione, al consumo banale e "usa e getta"
Il telecomando che non ti fa nemmeno fare lo sforzo di alzare le chiappe dalla poltrona

Rimuginare, l'ho fatto per anni, ahime'!
Ora sono piu' come la moglie di Irnerio: sempre di corsa e sempre in ansia. Altro che surf!

anch'io sento che pensare troppo fa male...infatti sto male! ma non riesco a cambiare

Qualcuno diceva che pensare è come pisciare: ne puoi fare a meno per un po', ma non per sempre.

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