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12/08/2007

Commenti

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...ed anche che piace molto anche a me....
non dimenticartelo!!!

Ma io sapevo che ci avresti tenuto a dirlo tu!

Ah o.k.!!!
Penso che sia una cosa più che logica e normale,che nasce dal fatto che se molte persone hanno gusti, emozioni, interessi, ecc. ecc. simili se non uguali, è chiaro che prima o poi si imbatteranno negli stesi filoni in cui andrannoa scavare, proprio come tu stesso scrivi. Se si scava in un terreno che ci piace e ci attira, qualcun altro farà la stessa cosa,ed allora i filoni si incroceranno, per poco, per tanto tempo, non si sa, ma ci accomuneranno senz'altro in qualche modo!!! Sono quelle cose che io chiamo casualità, ma che non avevo mai realizzato in un concetto come ha fatto lo scrittore Ongaro. Sono contenta di questo post, mi ha fatto riflettere ulteriormente su queste cose ed ho trovato il pensiero di Ongaro intuitivo, intelligente ed arguto, ma poi anche molto semplice nella sua grandezza. proprio come le sue asserzioni...

Ongaro è un autore eccezionale, e nello stile offre un sacco di spunti a chi come me si diletta di scrittura

Alberto non ha il successo che merita: ha il torto (se "torto" si può definire) di non essere mai andato in televisione, di non essersi mai legato alle cordate editoriali potenti, di non aver mai fatto il giullare tuttologo, di non essersi mai prestato a giochi pubblicitari, di essersene sempre stato appartato a fare il suo lavoro di giornalista e di scrittore e di uomo. Si fosse adattato a compromessi, sarebbe molto più famoso di quanto non sia. Ma lui tiene più di tutto alla sua dignità.

E la parola DIGNITA'e una parola importante che ognuno di noi dovrebbe tenere dentro di sé con cura, diversa dalla parola ORGOGLIO che è, secondo me, una parola che non mi piace e che non porta mai a nulla di buono...

Dimenticavo: un ringraziamento pubblico a Luciano (dopo quello privato che gli feci a suo tempo) per avermi fatto conoscere Ongaro.

Anch'io sono chiamato a ringraziare pubblicamente Luciano (in privato non so se l'ho fatto, ma lì non ce n'era affatto bisogno) per avermi fatto conoscere quello che è diventato uno dei miei libri preferiti, quello che, assieme a pochi altri ("Il Canzoniere" di Saba, "Il vecchio e il mare" di Hemingway, "La coscienza di Zeno", scusate l'ovvietà...)salverei da una catastrofe nucleare, ossia "La taverna del doge Loredan".
Vorrei raccontare in due parole che la particolarità di quell'esperienza di lettura è costituita per me dal fatto che l'ho letto in una notte il che, come saprà chi ha avuto la fortuna di leggerlo, ripercorre la vicenda narrata nel romanzo, nel senso che anche lì c'è un personaggio che, in una sua solitaria notte veneziana, passa una sua notte immerso nella lettura di un libro.
Nel mio caso, dunque, un complicato intreccio di riflessioni speculari (io che leggevo di uno che leggeva di un altro...) che ha accentuato la complicazione del meccanismo narrativo nel quale felicemente coesistono una quantità incredibile di soggetti, in piani narrativi che si intrecciano e si disfanno andando a toccare il gusto dell'avventura, quello della lettura, la connotazione di personaggi equamente divisi tra un piano di classicità romanzesca di stampo ottocentesco con una poliedrica destrutturazione di gusto invece tutt'affatto novecentesco, ma poi, ma soprattutto, la donna, ritratta anch'essa nelle accattivanti (e ambivalenti) vesti di Nina, dalle cosce brunodorate, un personaggio indimenticabile, che costringe il lettore a convivere per sempre con lei, magari con la sua statua di cera vestita di un cappotto di cammello seduta nella stanza vicina.
Scusate, mi sto lasciando prendere la mano, com'è stato due anni fa in una mail di ringraziamento a Luciano per quel suggerimento che da solo vale tutt'intera la nostra amicizia. Rischierei, se procedessi con lo scrivere dall'interno di questa mia bolla di rinnovato entusiasmo, di rivelarvi l'autentico titolo della Taverna, che è invece un complice segreto tra Luciano, Alberto e me...
Già, perché poi ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Alberto Ongaro, di leggere gli altri suoi libri, di essere persino ospitato nella sua casa veneziana al Lido. Anche di questo ringrazio di nuovo, pubblicamente, Luciano.

Io, LA TAVERNA DEL DOGE LOREDAN l'ho letto per la prima volta nel 1980. E da allora altre sei o sette. E ricasco sempre nelle stesse trappole narrative che Ongaro tende al lettore, ogni volta cado come un perognocco nei trabocchetti della trama e vengo sorpreso dai colpi di scena. Soprattutto dal finale. Che non vi svelo certamente. Anche perchè sono riuscito a ri-dimenticarmelo.

Allora cari Lorenzo e Ringhio, vogliamo provare a fissare un incontro in chat per lunedi 13 agosto alle ore 22.20, sperando che si possa partecipare.

E' un peccato, un sacrilegio che scrittori come Ongaro non siamo conosciuti dal grande pubblico, giacchè persone come lui possono dare e danno tutto ciò che hanno: stile, fantasia, bellezza, armonia ...

Interessantissimo questo post.

Felicità

Rino, canicolando l'estate

Mo me lo compro l'Ongaro, così poi te ringrazio pure io eh:)

Primo: domani alle 22.20 penso che ci sarò.
Per chi già conosce e ama Ongaro e i suoi libri: io sono sempre felice quando incontro altre persone che lo leggono con passione e con ammirazione. Quando si ama uno scrittore, è come se le sue opere le avessimo scritte noi. Zauberei: spero caldamente che Alberto conquisti anche te. E che la sua fama si diffonda come meriterebbe. Sapessi la rabbia che mi viene, a vedere autorucoli da poco che vengono omaggiati dalla stampa e stravenduti nelle librerie, quando uno del valore di Ongaro resta ancora un autore di nicchia!

Non ti arrabbiare Luciano, salvo casi fortunati e rari, la nicchia è fedeltà a se stessi, o vuoi che l'ongarone si metta a sparpagliare catenacci e lucchetti per tutto il veneto? o che scriva madre santissima cosette con titoli tipo "tebbaciai mattescurdai", oppure "trenino de cioccolatino"?
Il tuo Ongaro è un uomo che può guardarsi indietro e magari sorridere di se.

ho una richiesta da parte di idefix in persona, vorrebbe far colazione con delle minibrioches...magari con ripieno al cinghiale!

a me di ongaro piacciono molto i romanzi ambientati nel passato

Paola: prendo atto delle richieste di Idefix e (per quanto riguarda il cinghiale) vedrò di informarmi.
Su Ongaro, in gran parte condivido (e attendo con speranza e fiducia un suo romanzo sui pirati dei Caraibi, tra Stevenson e Borges, con un tocco di Casanova...ti immagini che ore di godimento tra quelle pagine odorose di mare, di avventure, di ironia e di sesso?).
Zauberei: spero che Alberto legga questi commenti, perchè immagino che la sola idea di poter diventare un fenomeno mediatico con tanto di lucchetti sul Canal Grando lo farebbe ridere fino a diventare tutto paonazzo.

Da cinefilo, visto che tu e Ongaro avete la fortuna di conoscervi a vicenda, puoi chiedergli, col dovuto tatto che ti contraddistingue da sempre, se è vero che ci è rimasto di cacca quando ha visto il brutto adattamento che i Vanzina hanno ricavato dal suo "La Partita"?

Purtroppo, come già sai, caro Luciano, l'editrice cui li avevo richiesti non mi ha mai spedito i libri di A. Ongaro da te suggeriti ("mi fido ciecamente"..., disse Fantozzi al direttore cieco della casa di riposo per non vedenti). Così sono rimasti anch'essi nella lista di attesa dei libri da leggere che tu ed altri ogni tanto ci suggerite (e se foste solo voi non sarebbe niente).
Ieri ero a Macerata, città universitaria piena di librerie..., di domenica sotto ferragosto, tutte chiuse naturalmente.
Non dispero.

Finazio: diciamo che non ne rimase entusiasta. Come nessuno, del resto. Avere nel cast una come Fay Dunaway e trattarla così...Ma d'altro canto i Vanzina sono i Vanzina. Invece il romanzo LA PARTITA è proprio un gran bel libro. E nessuno mi toglie dalla testa che Eco l'ha tenuto presente, quando scriveva L'ISOLA DEL GIORNO PRIMA (o era "il giorno dopo"?)

Un narratore dalle qualità stupefacenti...ha ragione D'Orrico a dire che è il più grande narratore italiano vivente. Io l'ho scoperto da poco e un pò x caso...è stata la più bella scoperta letteraria che il caso potesse regalarmi...mi piacerebbe riuscire a stringergli la mano!

Edoardo: scrivigli a casa sua.
Via Sandro Gallo 205, Lido di Venezia, cap 30100.
Gli farà piacere e salutalo da parte mia.
A ottobre: una nuova uscita con la Piemme!

Grazie...nn so cos'altro dire! Aspetterò la prossima uscita da Piemme allora. Un saluto e grazie ancora!

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