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28/08/2007

Commenti

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hai ragione, bella la definizione tossici di cronaca nera e spacciatori. E pensare che fare il giornalista teoricamente potrebbe essere un lavoro così bello ed appassionante, cercare, scrivere, far conoscere le cose, sensibilizzare le persone, mostrare la realtà, la verità, o quella parte di essa che è accessibile, potrebbe avere un impatto sociale così importante.....invece sono diventati spacciatori di "emozioni" forti, fonte di pettegolezzi, e troppo spesso al servizio di una verità parziale....

Mia moglie fa la giornalista alla Rai, io dirigo (gratis) un mensile: entrambi ci vergogniamo profondamente del modo in cui certi avvoltoi dell'informazione si cibano dei delitti, pasteggiando con il sangue e le lacrime delle vittime.

Quel che è peggio è che si giustificano dicendo: è ciò che la gente vuole, dimenticando la responsabilità in questa assuefazione alla violenza e al sangue. E' un discorso che porterebbe molto lontano sul ruolo educativo e formativo della televisione: ce l'ha? non ce l'ha? dovrebbe averlo?

Vero. Tra l'altro come insegna il buon Travaglio, spesso l'insistenza sui fatti di cronaca nera maschera o mette in ombra notizie piu' importanti (Vespa/Cogne insegna).

non ce l'ha.
e come potrebbe averlo se metà della televisione è in mano a un privato che (giustamente?, forse si) ci deve fare profitto? e l'altra metà deve vivere in concorrenza?
la violenza e il sangue purtroppo ci sono ed è anche giusto parlarne. però dopo un giorno, un povero giovanotto (il fidanzato), che forse c'entra o forse no, non può essere definito "dagli occhi di ghiaccio", perchè questa definizione ci fa pensare ad un killer, e il giornalista che l'ha coniata è un farabutto.

Se non l'avete letto vi suggerisco (e se l'avete letto, si può riprenderlo in mano) CATTIVA MAESTRA TELEVISIONE di Karl Popper. Un libretto piccino piccino ma utile utile.
Se la tivù debba avere un ruolo educativo e formativo? Secondo me almeno quella pubblica sicuramente sì. O almeno non dovrebbe (e già sarebbe tanto!) diseducare le intelligenze e sformare le coscienze.

A me fa schifo anche come i giornalisti vanno ad intervistare sempre i parenti o gli amici delle vittime, pieni di dolore, pur di far sapere di che colore aveva gli occhi. Non li sopporto. Ma è impossibile fermare i giornalisti.

I giornalisti sanno che c'è un fondo di morbosità nel pubblico, per questo si dilungano in dettali macabri che nulla aggiungono ad un'informazione corretta.
Dovrebbe esserci una sorta di autodisciplina, ma come ha giustamente notato marcob, anche l'informazione è diventata un fatto commerciale e quindi i giornalisti forniscono quella che ritengono sia la merce più gradita dal pubblico.
Si arriva a punte di oscenità inimmaginabili. Qualche settimana fa un giornalista (???) del TG3 è arrivato al punto di chiedere ad un poveretto che aveva appena perso il figlio ventenne in uno dei tanti incendi in Calabria di descrivere con precisione cos'era successo. Il poveretto non riusciva nemmeno a parlare e il giornalista insisteva con finta voce compassionevole.
Ma ripeto, credo che dai giornalisti si debba pretendere autodisciplina e preparazione professionale. Allora si possono dare anche notizie di cronaca nera senza scadere nell'effettaccio.

Tutti giustamente ci indignamo per l'uso, o per meglio dire l'abuso, che si fa della cronaca nera... però i programmi televisivi che ne parlano fanno sempre il pienone! Hai ragione siamo circondati da tossici della cronaca nera

Fa schifo il modo in cui certe notizie vengono date, per solleticare i peggiori istinti o fomentare le peggiori paure della "ggente della strada". Anche questo in fondo serve come anestetico per distrarre da una partecipazione consapevole.
Ma le notizie, anche quelle di cronaca, vanno sempre date. Ricordiamoci che era il fascismo a censurare le notizie dei delitti perché la propaganda voleva che si pensasse che tutto andava bene.

Dare le notizie è una cosa.
Comportarsi come si stanno comportando questi pseudo giornalisti a Garlasco è un'altra cosa.
Ora so che una ragazza è stata uccisa nella sua casa.
Sì, vorrei sapere chi è stato. Quando sarà noto avrò piacere di leggere il suo nome e le sue motivazioni.
Ma tutto quello che vi è in mezzo, lo lascio agli investigatori e URLO il mio BASTA a tutti quelli che infarciscono parole, ipotesi, supposizioni inutili e noiosissime: mi stanno prendendo per scema, forse ?? Credo di sì.

Eeka: io non dico certo di censurare le notizie sui delitti o sui crimini. Ci mancherebbe altro! Dico solo di trattarle con sobrietà e con rispetto, senza metterle al CENTRO dell'informazione. Se dal fatto "nero" si partisse per capire cosa accade nella società, quali sono i meccanismi che portano le persone a gesti del genere, come si sta perdendo il senso della collettività eccetera eccetera...se insomma il caso di cronaca servisse a ragionare e a comprendere (come ad esempio fa Galimberti su Repubblica), benissimo. Se un'inchiesta di cronaca nera serve a portare alla luce una situazione sociale drammatica che era sommersa (come ad esempio fa Gatti sull'Espresso), tanto di cappello. Ma immondizia putrescente alla Vespa sul caso di Cogne è robaccia velenosa che urla vendetta al cielo.

La definizione di Luciano è terribilmente giusta. Ed è ancora più terribile la realtà di questa Italia tossicodipendente che si nutre dei liquami torbidi spacciati per "informazione".

E se Dario Argento si dasse al giornalismo???

D'IO: in effetti Argento cominciò (attorno al '65) proprio scrivendo sul quotidiano Paese Sera, si occupava di recensioni cinematografiche.
Però penso che potrebbe raccontare la cronaca nera con un taglio originale e sono certo che non andrebbe a rompere l'anima e il dolore ai parenti delle vittime con quelle oscene domande tipo "cos'ha provato quando le hanno detto che suo figlio era stato ammazzato?"

dasse? :|
aiutooo

hai ragione,il fatto è avvenuto a pochi chilometri da qui, ed i giornali ed i media in genere fanno sscempio della vicenda e del dolore dei famigliari, non parliamo ddei giornali locali che ci si ingrassano!!!!!

Ecco, a chi osa chiedere:"cosa ha provato quando l'hanno informata che le avevano massacrata la famiglia?" toglierei la tessera da giornalista,per sempre.

A meno che un altro giornalista non gli chieda: "collega, cos'hai provato quando i figli della vittima ti hanno preso a calci in culo da Vigevano fino a Treviso?"

La morbosità per i fatti truculenti è un aspetto che in misure diverse abbiamo tutti. I mezzi di informazione, specie quelli pubblici, dovrebbero esercitare un azione educativa tesa alla repressione di queste bassezze. Avviene esattamente il contrario; in certe trasmissioni di Vespa su Cogne, mi sembra di vedere il pubblico che dagli spalti del colosseo assisteva alla carneficina delle vittime.

non so se avete visto il filmato di quella cronista inglese che, intenzionata ad intervistare un tizio su un fatto di cronaca, è stata ricevuta sulla soglia di casa da quest'uomo che si è aperto l'accappatoio sotto il quale era nudo, commentando: questo è cio che penso dei telegiornali. Villano, ma efficace.

gcanc, l'hai visto su czeta.it? l'ho visto anch'io...

Io ho già fatto un appello in proposito qualche giorno fa.
La cosa peggiore è che purtroppo sono tanti i morbosi che vogliono questo stillicidio di notizie assurde. Rispetto ecco cosa ci vuole.

No, ikara, l'ho beccato sul sito di un quotidiano, ma non ricordo quale

"Io se fossi Dio maledirei davvero i giornalisti e specialmente tutti che certamente non sono brave persone e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete e non sapete approfittare delle libertà che avete avete ancora la libertà di pensare ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere e di fotografare; immagini geniali e interessanti di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento come siete coraggiosi, voi che vi buttate senza tremare un momento.
Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti e si direbbe proprio compiaciuti. Voi vi buttate sul disastro umano col gusto della lacrima in primo piano.
Sì, vabbe’, lo ammetto, la scomparsa dei fogli e della stampa sarebbe forse una follia, ma io se fossi Dio di fronte a tanta deficienza non avrei certo la superstizione della democrazia."

- Giorgio Gaber

Ed era solo il 1980, quando Gaber scriveva queste cose. Non c'erano ancora Studio Aperto e la Cronaca in diretta, Cucuzza, Giordano, Fede (no, Fede c'era già, ma sorvegliato speciale) e tutti gli altri personaggi di Pulp Fiction.

il problema della fiducia (trust) nei media (in particolare della tv) e del loro ruolo (purpose) ... occupano anche i diretti interessati:
http://tinyurl.com/3xu229

Sono pienamente d'accordo e sono d'accordo anche con Lorenzo. Le continue interviste ai familiari sono nauseanti, ma si possono fermare, basta non rispondere o mandarli a cagare, educatamente eh.

Sono completamente d'accordo con Luciano, moltissimo d'accordo con molti commenti, per niente con quelli di offender, che cita Gaber il quale aveva il gran pregio di far sentire intelligenti tutti quelli che apprezzavano ciò che diceva. Una volta su tre si trattava di buon senso comune, le altre due qualunquismo becero di chi se ne sta in poltrona.
Queste generalizzazioni non fanno bene a nessuno, non producono coscienza e manco conoscenza.

Zauberei, io non sono quasi per nulla d'accordo con le idee che aveva Gaber, non sono nemmeno di sinistra quindi figurati. Ma trovo quel pezzo forte, e mi piacciono alcune idee che esprime. Il vizio di fare sentire intelligenti chi la pensa come noi è ahimé molto diffuso, su questo ti devo dare ragione. Non era comunque mia intenzione generalizzare, ma solo riportare un'emozione.

Parlando in generale, il problema del diritto di cronaca è molto delicato. Ciò accade tutte le volte che un nostro diritto, anche sacrosanto, si scontra con gli altrettanto sacrosanti diritti degli altri. Come ho già scritto tempo fa in un altro blog, spesso si ha la sensazione che alcuni organi di informazione cerchino lo spettacolo non rispettando il dolore dei parenti, con una dovizia di particolari macabri che supera abbondantemente il livello del buon senso e del dovuto rispetto per le persone coinvolte. Tuttavia, credo che sia sempre molto difficile stabilire il confine tra dove si eccede e dove non lo si fa. Inoltre, si pone l'ulteriore problema di chi deve stabilire questo confine e con quali criteri? E solo per i fatti di cronaca nera? E quando la cronaca nera è anche mista alla cronaca politica? Io credo che i problemi connessi con la libertà di informazione siano molto particolari e il nostro paese, anche per il suo passato non troppo remoto, non si possa permettere il lusso di prenderli sottogamba. E’ il caso di ricordare che nei regimi non esiste la cronaca nera, per definizione. Nei paesi democratici invece esiste la possibilità di esprimere le proprie opinioni talvolta incorrendo nell’eventualità di dire solenni stupidaggini. Sono consapevole che taluni ed io per primo, possano avere abusato di quest’ultimo diritto, ma sono ancora più consapevole del fatto che sia molto meglio vivere in una società dove tale diritto è salvaguardato piuttosto che trovarsi in un regime dove è stabilito come obbligo. Nel caso specifico della vicenda di Garlasco, mi sembra comunque che si stia istruendo una sorte di Cogne 2. In effetti, a fronte di una mancanza di notizie significative, da diversi giorni alcuni organi di informazione stanno allestendo uno "spettacolo" che dal punto di vista della "cronaca" non ha alcun senso. Ritengo che gli inquirenti stiano lavorando con impegno e che prima di prendere delle decisioni vogliano avere, come è giusto data la gravità del fatto e delle sue conseguenze, quelle certezze "al di là di ogni ragionevole dubbio". In questo, la loro riservatezza mi sembra altrettanto lodevole e professionale. Un po' meno professionali mi sembrano, purtroppo, altri soggetti.

C'è sempre stato ed ancora persiste il "gusto dell'orrido". La cronaca nera: una volta esisteva addirittura una rivista intitolata così, ricordo la copertina qusi completamente nera, giustappunto!! E' come un cane che si morde la coda: i giornalisti si informano in maniera abominevole di notizie e particolari truculenti in maniera sciagurata, la gente si abbevera a queste fonti di sangue ed orrore. Non c'è più pietà per le vittime, per tutti coloro coinvolti nelle varie vicende di cronaca nera.
Anche io pochi anni fa mi trovai di fronte ad un televisore mentre trasmettevano LA CRONACA IN DIRETTA, con Michele Cucuzza, e quell'andare per le case di madri, padri, che avevano perso i propri figli mi ha disgustato e indignata. La domanda che mi rimase impressa, fatta dall'inviata della trasmissione fu: CHE COSA SI PROVA E PERDERE UN FIGLIO? Ma diamine (per non dire peggio!!) son domande da farsi? La gente non pensa più alla "pìetas" verso i protagonisti delle vicende di sangue, pensa solo a "godere" nel fare gli spettatori affamati di notizie il più possibile particolareggiate. E i giornalisti fanno di tutto per ottenerle anche e soprattutto per far vendere giornali e premiare trasmissioni come quella di Cucuzza, con il TELEGATTO!!!!

per qualche anno ho fatto la giornalista pubblicista. Lavoro poco, soldi meno, ma soprattutto, ad ogni livello, anche il mio ,piccolissimo, nessun rispetto per il destinatario né per l'oggetto del nostro discorso. Ho poi voluto restituire il famoso tesserino. Francamente mi vergognavo di tirarlo fuori e non volevo avere niente a che fare con la categoria.
Pensare che da ragazzina diventare giornalista era il mio sogno!

ciaomarina

Mi sembra che pressappoco i nostri commenti siano tutti dello stesso tenore.
Il problema non è dare o non dare la notizia di un fatto, anche se efferato. Il problema è speculare sugli istinti peggiori della gente.
Credo che si debba distinguere tra validi professionisti e personaggi squallidi tipo Cucuzza o quell'altro terribile Vigorelli, soprannominato Vampirelli proprio per il suo gusto grand-guignolesco.
Quelli producono uno spettacolo ad uso e consumo esclusivo di tutti i guardoni/morbosi/pervertiti che godono nel vedere, per l'appunto, atrocità di varia di natura. Il problema è, in primo luogo, che sfruttano casi reali e sofferenze reali di persone reali e, in secondo luogo, che impongono i loro gusti anche agli altri, con la scusa che stanno facendo informazione

Bravo, sono perfettamente d'accordo con te. Non sopporto più questo mondo mediatico e ne provo spesso orrore. Ciao Giulia

il problema è che i media danno al pubblico ciò che vuole. quindi si tratta di un circolo vizioso: ggran parte del pubblico è morboso e i media incoraggiano tale morbosità perchè fa loro comodo

Chi più chi meno tutti dite cose sensate, tutti siete/siamo stufi di questi media, ma qual'è la soluzione eh? Qual'è?
Paaare facile, ma non lo è per niente. E allora sapete io cosa farei?
Andrei a veder cosa succede in altri paesi equiparabili al nostro per livello econimico, culturale e sociale: Che ne so... Svezia, Canada, Nuova Zelanda, Corea del Sud (vado a caso), se poi ne trovo uno che almeno a livello legislativo ha raggiunto un compromesso decente tra libertà d'informazione e rispetto della dignità dell'individuo, cerco di imitarlo.
Già, maaa l'educazione della gggente come si cambia? Le teste non si cambiano da un anno all'altro. Manco quelle dei giornalisti.
Mmmmh, mi sa che non se ne esce facilmente, anzi non se ne esce proprio!

Opsss! chiado vanie ikere! :(direi quindi Luciano che se Dario Argento tornasse all'antico amore ad occuparsi stavolta di cronaca nera e certi giornalisti di dessero all'horror piuttosto che all'ippica ne avremmo a guadagnare tutti allora:)

Come spesso accade mi trovo in totale accordo con il tuo sentire.

E a me fa schifo quest'assassino che oltre ad aver commesso il grave crimine di aver cancellato una vita umana ha avuto il pessimo gusto di farlo quando Mentana e Vespa non sono ancora tornati dalle vacanze, autoprivandosi di tutta l'ulteriore visibilità che potesse derivargli.

Dici bene, caro Luciano, mi piace la tua descrizione finale, degna di un grande scrittore. Noto con mio estremo piacere che il doppio trasloco di blog non ha dimunito le visite , tantomeno i commenti.
Sei un grande e ti stimo.
Gero Miceli.
P.S Passa dal mio blog, qualche volta

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