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07/08/2007

Commenti

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lapalissiano

Lapalissiano? Discutendone attorno a un tavolo, forse; nella vita di tutti i giorni, non sempre è facile ricordarsi che non tutti coloro che hanno qualcosa in più di noi l'hanno rubato.

a me pare una considerazione molto saggia, e ammetterlo è un atto d'onestà che mi piace molto.
Non sempre facile da fare, anzi.Chi è senza invidia scagli la prima pietra

Tutti dobbiamo avere le possibilità per "arrivare", ma una volta sancita la democrazia delle basi, il risultato deve essere frutto della meritocrazia.
A proposito di democrazia ti chiedo un consiglio in merito ad una tentata
censura che ho posto ad un commento sul mio blog

http://ilpensierodiunignorante.myblog.it/archive/2007/08/04/sandro-pertini.html#c1079341

Successi personali: ma nel piccolo o nel..grande? Faccio un esempio: se io mi metto a studiare di brutto per dare un esame all'Università ed una volta sostenutolo ottengo il massimo dei voti, è chiaro che al 100 per cento, il merito è mio...Ma se prendiamo ad esmepio le alte sfere, tipo un signore a caso che dice di essersi fatto da solo e che pure è in odor di mafia, e che è stato anche nostro presidente del Consiglio, insomma Berlusconi o chi è in alto come lui e possiede ricchezze e potere proprio come lui, non ci credo proprio che il merito sia suo. Magari si, il merito è suo, ma ottenuto con mezzi illeciti, su questo io non ho dubbi. E quando mio padre, che è stato un semplice impiegato statale, eppur bravo nel suo lavoro, sarebbe riuscito a metter su tante ricchezze e tanto potere? Non crediamo più alle favole....o no?

Io invece non capisco alcuni legami che fai in questo tuo post.

1° che nesso ha il fatto che si sia di sinistra ?
2° perchè i successi personali non dovrebbero essere meritati a prescindere da...?
3° perchè sottolinei il fatto che non ha niente a che fare con "l' obbligo etico e politico della partenza a pari" ?

Di cosa volevi parlare alla fine ?
Io sono di sinistra, ma non ho mai generalizzato pensando che il successo di qualcuno sia sempre immeritato...
anzi a volte mi ritrovo a discutere con chi si considere fin troppo fortunato, graziato dal fato, mentre io sostengo che il fato non esiste e la fortuna la si aggrappa con le proprie mani...
certo, è sempre necessario riuscire a vederla, ad afferrarla e a non perderla...

sull' ultimo punto è innegabile che chi ha una partenza migliore (si veda Biaggi domenica penalizzato per esser partito prima dei suoi avversari in SBK) degli altri goda di vantaggi...ma poi deve sapersi costruire la propria strada....
quanti han fallito ?

Tomas: bella discussione. Intendevo dire che in una certa sinistra esiste ancora una vulgata secondo cui il successo personale sarebbe sempre ingiusto, "viziato" alla base da un qualcosa di egoistico e dunque di distorto, di "borghese", un modo di essere che andrebbe superato e distrutto. Io invece penso che ottenere risultati (anche personali) faccia parte inscindibile della natura umana, e che non sia in se e per se un elemento negativo.
Per fare un esempio: se Springsteen gode nell'affermazione di se quando suona in concerto davanti a ottantamila persone entusiaste, ci vedo qualcosa di bellissimo e non di luciferino o di borghese. E se con questa attività guadagna (e fa guadagnare) del denaro non ci vedo nulla di malvagio.

io credevo fosse passato quel pensiero del '900 !
anche l' amore è egoistico...
io desidero una donna e la voglio SOLO PER ME !
Altro che amore libero !!!
;-DDD

@Daniela
leggiti le biografie di

Bill Gates
Ted Turner
Steve Jobs
Michael Dell
Mark Shuttleworth
Larry Ellison (questa specialmente)

Tutti mafiosi?

Offender: Bill Gates a volte si è comportato da imprenditore prepotente, le sue iniziative benefiche servono solo a ripulirne l'immagine da squalo che si è meritato.

Amore libero?
No, grazie.
Ogni volta che ho amato, sono stato monogamo.

E il sesso libero, dopo un paio di volte che lo si prova, è di una noia e di una povertà desolanti.
Quasi quasi, meglio soli...

Su Bill Gates qualche dubbio lo avrei anche io.
Ma davvero c'è ancora che dice che il successo è una degenerazione borghese eccetera? Gente strana di sinistra ne conosco tanta, ma fino a questo punto non sono mai arrivati...
Mi viene in mente un litigio furibondo che ebbi con un mio ex a proposito del 6 (o del 18)politico. Lui sosteneva che dava una garanzia democratica, perché la bocciatura, allungando la durata del corso di studi, avrebbe scoraggiato gli studenti delle classi più basse, che così avrebbero smesso di studiare. Io sostenevo l'esatto contrario e che così si umiliava l'impegno e premiava l'ignoranza, a scapito di tutti gli studenti meritevoli, a prescindere dal ceto sociale. Finì in vera rissa. Per completezza di informazione, il tipo era qualunquista tendente al destrorso (ed era pure laziale... ti credo che la storia non ha funzionato!!)

@finazio: e quindi se uno è prepotente, non si è meritato quello che ha ottenuto? E che c'entra?

Penso che se uno raggiunga degli obiettivi con la prepotenza, non sia un bene, anzi!! Ritorno al mio discorso di prima, caro Offender. Allora dobbiamo giustificare anche quel che sosteneva il Machiavelli: il fine giustifica i mezzi...DI QUALUNQUE TIPO SIA QUESTO FINE? Si può arrivare a tutto allora pur essendo prepotenti, ecc. ecc.????

Sono stato recentemente a Saint Tropez. Un giro al porto e mi sono sentito come quei bambini di una voita a cui i genitori dicevano alla domenica: "vieni che ti porto in centro a vedere i ricchi che mangiano il gelato". Non posso dire di non avere provato un po' d'invidia per quella ricchezza così ostentata sotto forma di yacht galattici superaccessoriati,il più piccolo dei quali era tre volte casa mia, con a bordo, oltre all'equipaggio, solo donne che si possono vedere nelle pubblicità dei giornali o alle sfilate di moda. La prima domanda che mi sono fatto è stata: nessuno porta in gita sua madre o sua nonna? Poi ho anche pensato che chi si può comprare una nave di quel genere, i soldi non li ha fatti lavorando onestamente, nella stragrande maggioranza dei casi. Terza considerazione: non ce n'era uno che battesse una bandiera francese o inglese, tanto meno italiana, ma solo di posti caraibici tipo Cayman, Bahamas et similia. A quel punto l'invidia si è trasformata in certezza rispetto alla seconda considerazione. E il gelato me lo sono comprato con la moneta che avevo in tasca, regolarmente guadagnata e meritata.

D'accordissimo con gcanc.

Daniela, il post di Luciano poneva l'accento sul fatto che i successi possano essere anche meritati e non necessariamente "rubati". Io non sono un fan di Gates, nè condivido le politiche di Microsoft, ma gli va riconosciuto che nel '75 lui già vedeva un mondo nel quale ci sarebbe stao un PC in ogni casa, e su questa scommessa ha costruito un impero. La sua visione gli ha consentito di raggiungere un risultato incredibile, e io mi sento di dire che se lo sia meritato. Che poi lui sia un prepotente, è un altro paio di maniche. Uno può essere un grande professionista, o artista, o comunque un grande in quello che fa, ed avere mille difetti come persona. Ciò non toglie che i suoi meriti restino meriti.

gcanc scusami, ma la tua storia mi sembra molto simile a quella della volpe e dell'uva. All'inizio invidia; poi pensi che se hanno quello che hanno, molto probabilmente sono disonesti; e il tuo gelato acquista un altro sapore :-)

Il fatto stesso che si è accesa una discussione sul tema che ci ha proposto Luciano, significa che sotto sotto, in fondo in fondo, 'sto fatto che a volte, non sempre, forse, ciò che si "riesce" ad avere in più degli altri (della media), non siamo molto convinti che sia del tutto meritato. Forse Luciano non ha voluto approfondire perché a ben vedere l'argomento è tosto. Se da un lato consideriamo le capacità personali senza valutare quanto incida l'ambiente (tanto per capirci) in cui queste capacità si possono sviluppare e poi sfruttare liberamente, noi facciamo un'analisi senza mettere sulla bilancia un fattore importante: il contesto sociale culturale economico in cui si agisce.
Né viceversa dobbiamo dare eccessivo peso alle condizioni di partenza e ai condizionamenti dell'ambiente, altrimenti,di nuovo non valuteremmo tutti gli elementi in gioco. Insomma, credo che sia su questo punto della valutazione dei due elementi fondamentali: capacità individuali e possibilità che l'ambiente, ci offre (o ci nega), che si possa ricondurre la non coincidenza delle diverse opinioni.

Tutto questo per dire che io non sono d'accordo che chi ha le capacità e le sa sfruttare è giusto che abbia la giusta ricompensa in beni materiali e in successo o prestigio personali. Sappiamo tutti che in una società capitalistica come la nostra, prescindendo dalle doti e dalle abilità di ciascuno, non si parte certo tutti sulla stessa linea. Se si partisse alla pari io sarei d'accordo, anche perché credo che non si creerebbero differenze tali da dover constatare quasi con ripugnanza che alcuni singoli possiedono più ricchezze di un intera Nazione. Per quanto piccola, per quanto povera sia quella Nazione, ciò è assolutamente squilibrato e intollerabile. Nessuna filosofia, nessuna religione, nessuna etica civile può e deve tollerare queste ingiustizie, tanto più quando si scrive che i cittadini sono tutti uguali di fronte alla legge.

Lo so, Offender, che la mia storia può dare quest'impressione, ma ti chiedo solo di credere alla mia buona fede.

gcanc, ci mancherebbe, credo senz'altro alla tua buona fede; inoltre la mia voleva essere una risposta anche un po' scherzosa, a volte in queste discussioni ci si prende troppo sul serio :-)

Il fine giustifica i mezzi? Anzi! Io penso piuttosto che i mezzi dicano molte cose sul fine.

LAPO ELKAN, e potrei finirla qui.
ce ne sono tanti di successi che non sono meritati, e molti meriti in più che non daranno mai un successo.
ma, Luciano, tu lo conosci un posto dove tutti possono partire alla pari?
o almeno c'è una filosofia, una religione, una teoria politica che metta veramente tutti alla pari in partenza?
ha ragione irnerio quando parla del contesto in cui si agisce. il problema è che il contesto in cui ci muoviamo peggiora di giorno in giorno.
un'idea meravigliosa, tipo quella di bill gate, oggi deve fare i conti con mille intrallazzi per concretizzare il sogno.
paolo bonolis: ha un successo strepitoso alla rai perchè conduce una trasmissione cretina che distribuisce soldi anche a chi non sa niente.
berlusconi lo toglie dalla rai, per limitare l'odiens della concorrenza, lo copre di soldi e a mediaset non gli fa fare niente o quasi.
che razza di successo è?
c'è un giapponese che corre in formula uno, si chiama yamamoto (non è quello delle barzellette). la sua mamma gli ha messo a disposizione 4 milioni di dollari per comprarsi il posto nell'ultima squadra.
se anche fosse bravo, sarebbe alla pari con tutti gli altri?
mio cugino è chirurgo d'urgenza e un giorno si e l'altro pure salva una vita.
ronoldinho non salva nessuno ma ha più successo di lui.

La chiave della risposta alla tua domanda, a mio avviso, sta nella parola "meritati". Se con questa parola intendiamo la capacità di farsi largo con ogni mezzo in un mondo di squali, come è quello dell'alta imprenditoria, allora certamente tutti
gli uomini di successo hanno meritato quello che hanno, per il semplice fatto che ce l'hanno; ma se con "meritati" intendiamo la capacità di fare soldi onestamente senza mai oltrepassare la linea del lecito, allora no, non ci credo. In un mondo di squali, per sopravvivere devi esserlo un po' anche tu, se no soccombi; devi aiutarti, ungere, evadere e/o eludere le regole. Detto ciò, ritengo che l'approvazione delle altrui fortune, dipenda dal personale grado di tolleranza sull'argomento.
Nel micro invece, posso dire che lavorando in una amministrazione pubblica, ho constatato che chi è onesto e diligente, viene assegnato alle mansioni più rognose proprio per l'affidabilità che dimostra, invece chi è incapace, svogliato e assenteista, viene lasciato in pace, collocato in posti marginali e tranquilli e a volte fa pure carriera.
Sì, a volte i successi personali sono meritati, ma, per il mio grado di tolleranza, molto raramente.-

Cicalone, però non è così semplice. Molta gente ha avuto un'intuizione, una visione, un'idea che si è rivelata fruttuosa. E' qui il merito a parer mio.

Larry Ellison, ad esempio, fondatore e proprietario di Oracle, una fortuna stimata in 21 miliardi di dollari. Figlio di una ragazza madre 19enne, mai laureatosi in quanto la madre muore quando lui ha circa 20 anni. E' uno dei primi a intuire l'importanza che i database relazionali avranno nell'industria informatica, tant'è vero che all'università viene deriso da alcuni professori per le sue visioni. Fonda Oracle mettendo insieme 2000 dollari per le spese di apertura, lavorando all'inizio da solo con l'amico Chuck Weiss. Ora è uno degli uomini più ricchi del mondo. Sicuramente non è un modesto né un madreteresodicalcutta, è famosa la battuta "La differenza tra Dio e Larry Ellison è che Dio non si crede Larry Ellison". Ma questo non toglie nulla ai meriti che ha avuto.

Mark Shuttleworth, sudafricano, comincia all'università a interessarsi di certificati digitali e sicurezza, e fonda una piccola impresa; le sue idee sono talmente buone e innovative da poter essere vendute nel 1999 al colosso dei certificati digitali Verisign per 575 milioni di dollari. Mark aveva 26 anni all'epoca.

Ci sarebbero molti altri esempi, ma penso che il concetto sia chiaro.

marcob: Lapo Elkann????? Ma di lui si sa che è solo un erede, e pure coglione. Il punto era "esistono successi meritati" non "esiste gente che ha solo ereditato". Lapo non ha mai avuto un successo personale.

"Successo" può voler dire tante cose diverse. Ad esempio, il filosofo rumeno Emil Cioran scrisse: "la gloria tra quattro mura supera lo splendore degli imperi"

Offender, nel mio commento mi riferivo ad un ambito più che altro nazionale, ma comunque non nego che ci siano talenti eccezionali, ritengo però che quelli che su questa indubbia qualità riescono a costruire una fortuna ONESTAMENTE, siano molto rari. Non vedi che ogni volta che un magistrato (rosso e nero che sia) apre un'inchiesta che poi si allarga e indaga in uno qualsiasi dei contesti intorno a cui orbitano le persone "di successo", escono quadri desolanti: lo sport, la politica, lo spettacolo, la finanza, hanno rivelato di essere marci nella loro essenza, nella struttura e nei meccanismi che li regolano. Una persona di talento con idee e intuizioni grandiose, se vuole RIMANERE ONESTO, non ha speranze.

Cicalone, però il punto non era quello. Riprendo alcune righe dal post di Luciano:

"molto spesso le persone ottengono risultati importanti perchè hanno avuto le capacità per ottenerli e perchè dunque se li sono meritati."

La gente che ha avuto intuizioni come quella di Ellison o di Mark Shuttleworth a mio parere si merita il risultato ottenuto. Se poi (non lo so, sto sparando) abbiano dovuto ,che so, nei primi anni falsificare una dichiarazione dei redditi per riuscire a sfondare, può darsi, ma questo a mio parere non toglie valore alla loro visione. Forse però il reddito che hanno prodotto poi ha fatto entrare ben più soldi nelle casse del fisco; e se Shuttleworth non fosse ricco, molte persone non potrebbero approfittare di quanto lui sta facendo per la riduzione del digital divide. Nella mia, forse lasca, morale non c'è una linea così netta di demarcazione tra il bene e il male :-)


Oppure, che so, supponiamo che Bruce Springsteen per ottenere il primo contratto discografico si fosse scopato qualche direttrice artistica, o che si fosse fatto raccomandare da amici influenti, questo toglierebbe valore alla sua musica?

Offender, complimenti per la chiarezza con cui ti esprimi, non sempre capisco così a pieno il senso di ciò che leggo.
Bene,
appare chiaro il motivo del nostro dissenso, sta proprio nel differente grado di tolleranza che abbiamo. Springsteen nel tuo esempio, avrebbe fatto bene (ogni lasciata è persa), ma la legge è un'altra cosa. Mi ripeto, ma per ottenere l'appellativo di "meritato", un successo deve essere ottenuto senza infrangere la legge, mai.
So di essere rigido (mi faccio scrupoli a salire sul marciapiede con la bicicletta alle 6 di una domenica mattina, in una città deserta), ma ritengo che uno dei mali principali della nostra italietta, stia nell'opinione diffusa che infrangere le leggi non sia poi moralmente così grave , basta non farsi beccare. Non la penso così, anche perchè chi bara al gioco, prevarica e sorpassa i pochi che giocano senza barare e che quindi soccomberanno.-

Sì, in Italia (anche da altre parti, ma da noi in modo specialissimo) si pensa che infrangicchiare la legge non è poi una cosa terribile. Basta appunto non commettere reati orrendissimi e soprattutto non farsi beccare. E dunque (fermo restando questo) si può: evadere il fisco, passare col rosso, far piccole costruzioni edilizie abusive, farsi raccomandare scavalcando il primo in graduatoria, saltar la fila, chiedere due volte lo stesso rimborso, pontificare contro la droga e contro i Dico ma farsi di coca con le prostitute, chiedere e fare favori ai mafiosi, buttare le immondizie per terra, scaricare la nafta a mare, cacciare di frodo, inquinare i fiumi e i laghi e via così.

Cicalone: ti ringrazio per i complimenti, se invece fossero ironici sorrido insieme a te ;-)

Luciano, sono d'accordo, aggiungerei però che l'Italia è anche la nazione dove più si guarda alle mancanze altrui e mai alle proprie. Molta gente che tira strali contro chi mette a costo una pizza con gli amici, poi è la prima a chiedere all'idraulico una prestazione in nero, così da risparmiare l'IVA, rendendosi di fatto colpevole di evasione IVA e complice di evasione IRPEF. A proposito: chi di voi chiede sempre la fattura all'idraulico o all'imbianchino? Io no, sono reo confesso.

Noi con questi lavoretti cerchiamo di arrangiarci (il figlio di mia moglie sa fare un pò tutto)
E se no, chiediamo la fattura
Ma non per questo ci sentiamo i primi della classe
A proposito: Valentino Rossi deve pagare sessanta milioni al fisco di tasse evase.

Ti ammiro per la fattura Luciano. Ok su Valentino. Ma il suo successo è meritato? :-)

Offender: dato che di motociclismo non capisco assolutamente nulla di nulla, nulla di nulla dirò.
E secondo te?

Visto che questo tema è uscito fuori: il merito e il successo in rapporto al "grado di tolleranza" come lo definisce Cicalone (ovvero di accettazione o meno di competere sapendo di avvalersi di regole truccate, intendo io, e anche "tolleranza" nel giudicare), vorrei aggiungere una mia convinzione che ho piano piano maturato negli anni:

Spesso l'imbroglione, il disonesto, lo speculatore, che guarda caso da noi si gratifica con l'appellativo di "furbo", dà l'impressione di non avere una coscienza alla quale dover rispondere nel suo intimo. Fateci caso, finché non viene scoperto, o meglio, punito, non solo non si vergogna, ma è addirittura fiero delle sue malefatte. E non di rado ha anche la sfacciataggine (fino all'imprudenza) di vantarsene. Io tra grandi e piccoli ne conosco diversi.
Si autoconvincono in coscienza di non fare niente di male fino a che non sono smascherati.
Poi ce n'è qualcuno che ha rimosso proprio dal suo cervello di essere un "furbo", e se anche lo beccano cade dalle nuvole, fa la vittima, è convinto che lo sia, ma per questi si può parlare forse (non me ne intendo) di schizofrenia, di psicopatologia..., quindi tipi forse non da galera, ma da "manicomio"...
E' la solita mentalità meschina (per non dire putrida): mi sento colpevole solo se qualcuno sa che lo sono, altrimenti sono puro come un giglio.
La vergogna non è il reato,
ma che si sappia in giro...
Pfui!

((Marco, non fare come al solito: non mi chiedere a chi alludo... a nessuno, lo sai.))

@Luciano: neanch'io capisco di motociclismo, ma molti che ne sanno dicono che Valentino Rossi sia, se non il più grande, uno dei più grandi campioni che abbia mai calcato il suolo del pianeta. Torniamo a Springsteen, che conosciamo entrambi: se venisse fuori che evade le tasse, il suo successo diventerebbe immeritato?

Il successo artistico no, quello sociale sì.
Offender, non ero ironico.-

E tu Cicalone, la fattura la chiedi all'imbianchino? ;-)

All'inizio sì con insistenza, poi dopo alcune risposte seccate non sono più così insistente. Ho anche qualche CD musicale duplicato da amici e a volte sul lavoro vado a prendere il caffè al bar (e non alla macchinetta), assentandomi dal lavoro per circa 15 minuti.
Ah dimenticavo, quando c'è il camion della spazzatura fermo, per superarlo oltrepasso la linea di mezzeria. Non sono perfetto, ma ognivolta che infrango una regola (comunque di questa entità), so di fare una cosa ingiusta e intimamente me ne vergogno.
La frustrazione che ne consegue, fa sì che il livello delle mie malefatte rimanga questo anche se vorrei migliorare; la mancanza di vergogna e quindi di frustrazione, invece fa sì che il livello salirà sempre di più e alla fine come dice Irnerio, ci si convince che è lecito, la coscienza si assopisce.
In questo processo, l'opinione degli altri è fondamentale e cioè se tutti dicono che in fondo infrangere qualche regola va bene, alla fine me ne convinco anch'io.
Per resistere a questo effetto gregge (di cui io pure risento), bisogna invece vigilare sulla propria coscienza e tenerla allenata, difronte agli scandali ci si deve indignare.

Cicalone, credevo di essere l'unico... ma allora, siamo in due! Ti pare poco! Per sentirsi un po' meno "marziano" tutto fa.

C'è vita su Marte?

(Un po' il sabato sera... Ah! Guzzanti.)

Mitico Guzzanti...
Irnerio, secondo me le persone moralmente oneste non sono così poche, è che nella vita quotidiana, si ha una sorta di pudore nell'esprimere certi concetti. Gli altri ti considerano strano se non fesso. Qualche tempo fa e per un anno e mezzo, ho volontariamente rinunciato ad una indennità di circa 130 mila lire al mese, perchè secondo me, per la mansione che svolgevo, non mi spettava. Ai miei colleghi dissi chiaramente che comunque non stigmatizzavo il fatto che loro la percepivano, in fondo erano stati autorizzati. Fui comunque criticato. Da allora certe riflessioni le tengo per me perchè so che i "terrestri" non le condividono. Sul WEB invece non ho pudori perchè siamo soltanto opinioni a confronto e non persone in carne ed ossa.

P.S.
hai scelto marte perchè è il pianeta ROSSO?

Immagino che in questo caso non valga la regola: "Non importa in che modo arrivi a Roma, l'importante è che ci arrivi". Anche se, come dice Cicalone, in un mondo di squali, per non soccombere devi essere anche tu un po' squalo. Ti devi adeguare ai loro modi, quando magari va (quasi sicuramente) contro la tua etica morale, ma la vista del successo ti appanna gli occhi e te ne freghi. E poi abbiamo i pregiudicati al Governo. Lol!

Essere venuto su questo blog mi ha fatto scoprire che non siete tutti in ferie. Il successo del blog di Luciano é meritato???
Io credo di sí, ha il difetto di non portargli un soldo in tasca e per questo non viene nemmeno preso in consideazione come successo. Ecco quello che, secondo me é il limite dell'analisi che é stata fatta nei commenti. Siamo talmente legati all'idea che successo significa soldi, da non passarci nemmeno nell'anticamera del cervello che il successo é un'altra cosa. I successi sono spesso, o forse addirittura sempre, meritati, perché un successo diventa tale grazie all'approvazione della gente e per guadagnarsela, bisogna toccare un tasto giusto, quindi é meritato perfino il successo di Choelo (scusa Luciano), poiché ha saputo attrarre su di sé l'attenzione della gente pseudomistica. I soldi che dal successo derivano sono spesso, forse addirittura sempre, sproporzionati e indebitamente "guadagnati".
Scusate la lunghezza.

Se Bruce Springsteen evadesse le tasse? Beh...se fosse una questione formale, di mero errore o svista o cose del genere, non mi turberebbe. Se invece scoprissi che si mette d'accordo col suo studio di commercialisti per fregare la collettività e i cittadini americani (i suoi compatrioti, come lui born in the USA) allora mi incazzerei e resterei profondamente deluso. Perchè la musica di Bruce è impastata di rock e di princìpi, di sudore e di valori, di energia e di orgoglio sociale, di scelta in favore degli umili e di passione. E se scoprissi che tutto ciò è solo una posa, rimarrei malissimo, terribilmente deluso e mi sentirei personalmente ferito.

Bravo Luciano, bellissimo post. E, tra l'altro, una conferma di ciò cha già mi aveva molto colpito in te: la capacità rara di interrogarti, dubitare, tornare indietro, riflettere. Persino al di là del fatto che ciò che scrivi, di volta in volta, sia giusto o sbagliato. Tutti sbagliamo assai spesso. Quasi nessuno si ferma a chiedersi se per caso non ci sia qualcosa in più delle nostre convinzioni già consolidate, qualcosa che meriterebbe di essere analizzato e che forse potrebbe anche spingerci a cambiare idea.
Mi piacerebbe avere questa tua stessa capacità.
Ciao,
CosmicVoid.

=============
P.S.
------
Per altro questo tema mi interessa molto e credo che tra qualche giorno scriverò a mia volta qualcosa a margine delle tue considerazioni.

Il titolo è interessante e dice molto.
A volte se lo meritano,
... ma non sempre.
Un saluto

Luciano scrivi:
"Intendevo dire che in una certa sinistra esiste ancora una vulgata secondo cui il successo personale sarebbe sempre ingiusto, "viziato" alla base da un qualcosa di egoistico e dunque di distorto, di "borghese", un modo di essere che andrebbe superato e distrutto. "
Ma E' orribile !
Correggere,
correggere
ed ancora correggere !

Condivido: una certa sinistra dovrebbe modificare alcune proprie posizioni.

Condivido. Una certa sinistra è senz'altro abbarbicata su posizioni ormai poco difendibili.

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