Educazione stradale nelle scuole
Stamattina ero in quinta elementare, per il primo incontro (in tutto saranno una decina) sull'educazione stradale con le scuole.
Ho cominciato dicendo più o meno: "Sono qua perchè sono molto preoccupato di cosa potrà succedervi il ventidue dicembre del prossimo anno o un giorno dell'estate del 2018. Quando sarete in moto o in auto oppure in giro per città a piedi. Da soli o con la vostra ragazza, il vostro ragazzo, i vostri amici, i vostri genitori"
Poi abbiamo fatto giochi di simulazione: incidenti stradali in motorino (io che interpretavo un guidatore spericolato e poi mi schiantavo contro il muro, però evitando accuratamente il fianco destro, quello con la costola ex-rotta un mese fa), finti scontri con e senza cintura di sicurezza (mandando al rallentatore un bambino a sbattere, con assoluta sicurezza, contro la finestra che nella finzione era il parabrezza), sbadato attraversamento al di fuori delle strisce pedonali con mio relativo investimento. E via così.
Adesso sono un po' indolenzito.
Però la speranza che, forse, Romana od Oreste (due di loro si chiamano così) tra dieci anni si metteranno il casco e guideranno con prudenza, e che forse il semino dell'incontro di stamattina gli sarà utile per salvare la pellaccia vale e stravale l'impegno e la fatica.




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