Mi hanno chiesto un commento sul disegno di legge "processo breve".
Ho risposto che è come quando ti prende un attacco di diarrea in una piazza affollata e ti caghi addosso: non c'è niente da commentare.
Scritto alle 16:35 nella politica | Permalink | Commenti (5) | TrackBack (0)
Forse aveva ragione Nando Dalla Chiesa che, circa quindici anni fa, propose (per ridere ma mica tanto) una legge semplice semplice.
Io l'ho leggermente riscritta e recita così:
"A Silvio Berlusconi, nato a Milano il 29 settembre 1936, e a quattro persone da lui indicate in allegato sono condonati in via definitiva tutti gli eventuali reati civili e penali commessi, su territorio italiano, europeo, mondiale e spaziale, fino al giorno della pubblicazione della presente legge sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. L'elenco completo dei suddetti eventuali reati deve (pena il decadimento dai benefici previsti dalla presente legge) venir inviato in triplice copia, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, al comune di Gennargientu entro e non oltre centottanta giorni dalla data della pubblicazione della presente legge sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana".
E non se ne parlava più.
Ovvio: sarebbe stata stata una cosa abominevole, in contrasto con le più elementari regole della storia del diritto occidentale, ma almeno un'intera nazione non sarebbe diventata la devastata terra di saccheggio ad opera di costui, dei suoi avvocati e delle plebi da essi ipnotizzate.
In più c'è un altro fatto mostruoso: è demente che adesso sia diventato un tabù parlare di riforma della giustizia (che è indispensabile) perchè le persone oneste pensano subito ai cazzi personali di Berlusconi.
E che non si possa parlare di riforma del sistema televisivo (che è indispensabile) perchè si pensa subito agli interessacci di Berlusconi.
E se parliamo di editoria e di riduzione dell'Iva sui libri (che è indispensabile) ecco che rispuntano gli affari imprenditoriali della berlusconiana Mondadorinaudi. (E tra l'altro i miei libri per ragazzi escono con la EL e la Einaudi Ragazzi).
E se parliamo di cinema, ecco che arriva la Medusa...
e se e se e se e se...
Non è possibile: nemmeno di calcio si può parlar più, in Italia, nemmeno di un dribbling, nemmeno di donne, senza che spunti questo ometto nasuto con le sue fesserie, le sue volgarità e i suoi conflitti di interessi che hanno impestato l'Italia.
Sedici anni della mia vita a parlare migliaia e migliaia di volte e a scrivere centinaia e centinaia di articoli su questo ridicolo e dannoso omino e sulla sua sub-visione del mondo.
Ma vi rendete conto?
Scritto alle 17:43 nella attualità, Auto-lezioni, banalità, domande, donne, Film, Libri, persone, politica, Sport, storia, Televisione | Permalink | Commenti (6) | TrackBack (0)
Garantisco io.
Così rispose Silvio Berlusconi nella conferenza stampa di fine anno, il 20 dicembre 2008, a Natalia Lombardo dell'Unità che gli chiedeva conto delle parole dei pentiti sul sottosegretario Nicola Cosentino.
S'è visto.
Sarebbe stata già firmata e sta per essere inoltrata alla Camera la richiesta di autorizzazione per l'esecuzione di una misura cautelare - non è stato possibile sapere se di detenzione in carcere, agli arresti domiciliari o di carattere interdittivo - nei confronti di Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia e coordinatore regionale del Pdl, quasi certo candidato presidente alla regione Campania, per concorso esterno in associazione camorristica.
La vicenda non è nuova: circa un anno fa, il sottosegretario fu tirato in ballo da alcuni pentiti del potente clan casertano dei casalesi, quello reso noto da Gomorra. La Procura della Repubblica di Napoli ha ribadito più volte che i magistrati vagliavano le dichiarazioni di Gaetano Vassallo, imprenditore che ammise, di fronte ai magistrati, di aver smaltito rifiuti tossici per conto della camorra e chiamò in causa il sottosegretario.
L'Espresso ne aveva parlato già nell'autunno del 2008.
La storia riemerse circa un mese fa, quando Gianfranco Fini, durante un incontro con i coordinatori del Pdl Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi, dedicato alle Regionali di primavera 2010, espresse dubbi e pretese candidature trasparenti".
Anche se non aveva fatto un riferimento esplicito, tutti gli "addetti ai lavori" capirono benissimo a chi si riferiva..
Scritto alle 09:00 nella attualità, politica | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Dal luglio 2002, Paolo Ruffini
è il direttore di Rai Tre.
Ha lavorato benissimo, portando alla rete ottimi programmi, prestigio, credibilità, autonomia, aumento di ascolti.
Ovviamente, tra pochi giorni verrà cacciato.
E' tollerabile una situazione del genere?
Il presidente della Rai Paolo Garimberti può continuare a tacere davanti alla sistematica distruzione della televisione pubblica a vantaggio della berlusconiana Mediaset?
E l'opposizione può subire questa, e mille altre situazioni senza reagire?
Senza dare segni di vita?
Senza attaccare senza tregua il governo, come sarebbe il suo dovere politico, civile e morale?
Penso ad esempio alla protesta in piazza dei 40.000 poliziotti sui tagli alla sicurezza: penso a cosa avrebbe, ogni ora di ogni giorno di ogni settimana, gridato e urlato e fatto da cassa da risonanza la destra (se fosse stata all'opposizione), invece noi zitti.
Penso alla pagliaccesca e irresponsabile gestione ministeriale dell'influenza suina: penso a come la destra (se fosse stata all'opposizione) avrebbe aggredito il governo, invece noi zitti.
Certamente non abbiamo con noi le televisioni ma siamo pure incapaci di "dire qualcosa di sinistra", qualcosa che sfondi il muro del silenzio, qualcosa che faccia sapere che esistiamo, qualcosa che metta in difficoltà il governo.
E lo si dovrebbe fare martellando e rimartellando quel qualcosa una due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci venti quaranta volte: solo così i temi arrivano e, sedimentandosi nelle loro opinioni,restano ai cittadini.
Se no, è unicamente chiacchiericcio "usa e getta" da frullatore mediatico.
Scritto alle 09:59 nella attualità, domande, Film, persone, politica, Televisione | Permalink | Commenti (4) | TrackBack (0)
Al TG3 delle 19 di venerdì 6/11/09, è comparso un frammento di intervista a Franco Marini,
senatore del PD.
Domanda di Bianca Berlinguer: “Berlusconi ha detto che Bersani ha cominciato male la sua segreteria”
A questa comoda imbeccata, cosa avrebbe risposto a botta sicura un “normale” elettore democratico?
Qualcosa come: “beh…se Berlusconi la pensa così, vuol dire che Bersani non ha cominciato male”
Oppure: “Male per Berlusconi, bene per il resto degli italiani”
O cento altre possibili repliche pungenti, che diano un guizzo di vita al Piddì.
Invece la risposta di Marini è stata di quelle che fanno cascare le pelotas.
Eccola: “Berlusconi ci dia del tempo e si ricrederà”
Come diceva Nanni Moretti: “continuiamo così, facciamoci del male”
Come faceva Tafazzi: giù bottigliate sui cosiddetti.
In compenso, due bei video di Giuliano Palma & the Bluebeaters.
Wonderful life: Scarica YouTube - Giuliano Palma & The Bluebeaters
Do I worry (dal vivo): Scarica YouTube - Do I Worry - G_Palma & the Bluebeaters
Scritto alle 22:12 nella attualità, banalità, domande, Musica, persone, politica | Permalink | Commenti (8) | TrackBack (0)
Un disegno di legge collegato alla Finanziaria prevede, per i dipendenti pubblici, un giuramento di fedeltà alla Repubblica.
Il testo riporta la formula che dovrà essere pronunciata:
"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi, di adempiere ai doveri del mio ufficio nell'interesse dell'amministrazione per il pubblico bene"
Aspetto di sentire l'opinione di costituzionalisti di cui mi fido (ad esempio Rodotà o Zagrebelski). Ma a me, a prima impressione, questa formula non piace per nulla.
Un conto è giurare fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione vigente.
Altro paio di maniche è estenderla genericamente "alle leggi" passate presenti e future.
Esempio molto semplice: il Governo emanerà un decreto legge di dubbia costituzionalità, il Parlamento lo approverà a ristrettissima maggioranza, alcuni magistrati solleveranno eccezioni di incostituzionalità e la norma andrà alla Corte Costituzionale che ne valuterà la conformità ai principi della Carta.
Intanto, anche la mia coscienza di cittadino (oltre che di dipendente pubblico) troverà ripugnante eseguire il dettato di quella legge.
Dovrò comunque "osservarla lealmente" dato che a priori avevo giurato di farlo?
Scritto alle 23:06 nella attualità, diritti, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (18) | TrackBack (0)
Una sentenza a tutela della laicità e della libertà di tutti
A poche ore dalla sentenza della Corte per i diritti umani di Strasburgo, la pastora Maria Bonafede, moderatore (la massima carica elettiva) della Tavola valdese, esprime un giudizio positivo:
"E' una sentenza importante che finalmente inquadra la questione dell'esposizione dei simboli religiosi in una cornice europea di laicità e tutela dei diritti di tutti: di chi crede, di chi crede diversamente dalla maggioranza e di chi non crede.
Ancora una volta emerge la fragilità, logica prima e giuridica dopo, di una tesi: secondo questa argomentazione il crocefisso nelle aule italiane non sarebbe un simbolo religioso ma l'espressione della cultura nazionale.
La verità è che il crocefisso nei luoghi pubblici, così come il privilegio dell'insegnamento religioso cattolico, rimandano all'Italia di un tempo antico e allo stato confessionale.
La sfida oggi è invece quella del pluralismo delle culture e della convivenza tra chi crede e chi non crede nel quadro del valore costituzionale della laicità".
Scritto alle 11:28 nella attualità, diritti, politica, Religione | Permalink | Commenti (35) | TrackBack (0)
Provate a rispondere (senza barare nè andar a cercare la risposta sui giornali o sul Web) a questa domanda.
Da molte settimane si parla dell'influenza A e viene sempre citato il vice-ministro della Salute Ferruccio Fazio.
Domanda: se lui è il vice, chi è il ministro vero e proprio? E perchè non viene mai nominato?
Scritto alle 15:20 nella attualità, banalità, domande, persone, politica, salute | Permalink | Commenti (21) | TrackBack (0)
Stefano Cucchi è morto in un modo orribile, gonfio e sfigurato, solo e abbandonato, alcuni giorni dopo essere stato arrestato e incarcerato per spaccio di stupefacenti.
Adesso, la famiglia, le persone che gli hanno voluto bene, gli italiani che credono nella giustizia chiedono due cose: conoscere chi ha causato quella tragedia e sapere che le responsabilità saranno stabilite, per davvero, dalla legge.
Purtroppo il ministro della Difesa Ignazio La Russa e altri come lui non sono in grado di capire, e temo non riusciranno a comprendere mai, un fatto molto semplice: i cittadini onesti pretendono l'accertamento della verità non in odio alle forze dell'ordine ma per il motivo esattamente opposto: noi esigiamo che polizia e carabinieri rispettino la legalità e trattino ogni persona, ogni arrestato, ogni detenuto, come un essere umano. Noi cittadini dalla parte della giustizia e della libertà siamo convinti che, in uno stato democratico, gli uomini e le donne delle forze dell'ordine sono uno dei pilastri della legalità. Ma proprio per questo motivo devono rispettare la legge e ad essa venir sottoposti, come tutti gli altri cittadini, nessuno escluso.
Alla memoria di Stefano, dedico una canzone di Bruce Springsteen: American skin (41 shots).
Scarica YouTube - AMERICAN SKIN (41 SHOTS) Bruce Springsteen, sottotitoli in italiano
La scrisse per una bruttissima tragedia americana causata dalla violenza di quattro poliziotti, poi coperti dalla casta e dal Potere.
A New York, il 4 febbraio 1999, verso le 0.30, il ventiduenne Ahmed Amadou Diallo, venditore ambulante immigrato dalla Guinea senza precedenti penali, disarmato, tornava a casa dopo aver venduto oggettini, sciarpette, cappelli, guanti e videocassette.
Quattro poliziotti lo incontrarono vicino al suo appartamento.
Pochi minuti dopo iniziò la sparatoria.
Ahmed finì macellato di colpi esplosi a distanza ravvicinata: 41 proiettili conficcati nel suo corpo riverso in una pozza di sangue nell'atrio illuminato del palazzo con accanto, per terra, il portafoglio.
Secondo la versione ufficiale, i poliziotti avevano scambiato il suo portafoglio per un'arma.
Quando Bruce Springsteen scrisse e suonò America skin, i dirigenti della polizia newyorkese e l'allora sindaco repubblicano Rudolph Giuliani lo accusarono di seminare odio. Senza capire niente: Bruce
si schierava contro la brutalità del Potere perchè stava con la giustizia e la libertà, dalla parte delle vittime e della verità.
La stessa parte di chi adesso, in Italia, vuole sapere come e perchè è morto Stefano Cucchi.
Più di un anno fa, raccontai la tragica morte di Riccardo Rasman. Morto a Trieste durante un arresto:
http://lucianoidefix.typepad.com/nuovo_ringhio_di_idefix_l/2008/07/a-trieste-la-br.html
Scritto alle 14:04 nella attualità, diritti, Musica, persone, politica | Permalink | Commenti (40) | TrackBack (0)
In questi giorni le televisioni trasmettono uno spot del Ministero della Difesa per la festa del 4 novembre.
Guardate l'undicesimo secondo del filmato:
http://www.youtube.com/watch?v=_otS7CYu1_w
E vedrete un tizio preciso identifico controfigurato (ovviamente più giovane e più bello) del ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Scritto alle 12:49 nella attualità, persone, politica, Sistema mediatico, Televisione | Permalink | Commenti (5) | TrackBack (0)
Scritto alle 21:12 nella attualità, auguri, domande, persone, politica | Permalink | Commenti (46) | TrackBack (0)
Su Marrazzo, un paio di appunti
1) certo, la vita privata resta la vita privata,
2) trovo però moralmente indecente che un uomo sposato e per di più con una figlia piccola frequenti assiduamente prostitute (siano donne, uomini, trans o quel che è),
3) tanto più chi ha una carica pubblica deve avere comportamenti ispirati alla sobrietà e alla decenza,
4) Marrazzo (ancor più visto che da tempo era al centro di ricatti e torbide manovre, da Storace in poi) è stato irresponsabile, umanamente e politicamente,
5) non credo molto alla fiaba dei quattro carabinieri sciolti e penso si tratti di un piano dettato da livelli più alti e con scopi più torbidi,
6) bene ha fatto il PD a spingere affinchè Marrazzo lasci la presidenza della Regione,
7) Marrazzo deve dimettersi,
8) l'inqualificabile del suo comportamento non è tanto e solo la vicenda del trans ma un'altra: che lui abbia PAGATO il ricatto invece di denunciarlo.
Con che faccia possiamo chiedere ai commercianti o ai cittadini di resistere alle minacce della mafia, della camorra, del pizzo, se i nostri amministratori pagano i ricatti?
9) comunque, in poche ore il PD ha portato Marrazzo ad abbandonare. E a sinistra lo scandalo suscita indignazione e rabbia.
Inutile ricordare che, a destra, le vicende Berlusconi non smuovono nemmeno il pelo di un baffo o di un pube.
Sulle primarie PD.
Al di là di tutto, al di là delle critiche aspre che si possono e si devono fare ai gruppi dirigenti,
anche nel campo della scelta del leader la differenza tra destra e sinistra è abissale.
A destra un CAPO assoluto osannato da gente che non ha alcuna possibilità di scegliere nulla di nulla ma solo di applaudire e ingoiare ogni nefandezza senza discutere mai.
A sinistra (dopo un percorso congressuale complicato e tormentato) tre milioni di cittadini si mettono in fila, pagano due o più euro e votano per decidere chi sarà il segretario.
Scritto alle 07:39 nella attualità, diritti, persone, politica | Permalink | Commenti (52) | TrackBack (0)
Guardate questo indecente video su Youtube.
http://zamparini.wordpress.com/2009/10/23/dalema-marino-e-un-mio-collaboratore-che-si-e-preso-la-liberta-di-candidarsi-alla-segreteria-del-pd/
In cui Dalemassimo dice che Marino è un suo "dipendente" che si "preso la libertà " di candidarsi a segretario del PD.
A Dalemassimo ho mandato questa email:
Mi firmo nome e cognome:
Luciano Comida da Trieste.
Ho sentito le sue dichiarazioni su Marino.
Sono l'ennesima conferma della sua spocchiosa arroganza. Spero vivamente che la sua carriera politica, che tanto male ha fatto alla sinistra italiana, finisca al più presto. Bicamerale, respirazioni bocca a bocca fatte a Berlusconi, "Mediaset risorsa dell'intero paese" sono solo alcuni esempi della sua genialità ma lei mille e mille altre ne ha combinate.
Un saluto
Certa classe politica va spazzata via.
Scritto alle 21:21 nella attualità, persone, politica | Permalink | Commenti (69) | TrackBack (0)
Sul sito del Corriere nel giro di un paio d'ore è successa una cosa strana.
Da ieri, è on line una specie di sondaggio sulle primarie PD.
Fino alle 16.00 di questo pomeriggio (ho guardato io) i votanti erano pochi meno di 30.000 e in testa (con circa il 37%) c'era Marino. Non ricordo con esattezza le cifre ma all'incirca si trattava di queste.
Adesso invece (ore 23.15) i votanti sono 34.663, in testa è passato Bersani col 34,5%.
La cosa mi sa tanto di voti portati per manina elettronica dai capibastone della corrente bersaniana.
Comunque, in questi giorni anche l'Espresso on line fa un analogo "sondaggio": fino a pochi minuti fa Marino ha 19.620 voti, Bersani 16.042 e Franceschini 13.395.
In realtà, il mio amico Roberto Weber (dirigente della SWG di Trieste) mi spiega sempre che queste cose fatte dai giornali NON sono veri sondaggi.
NON possono chiamarsi tali perchè non ne possiedono i parametri minimi di attendibilità. Un sondaggio, per venir definito tale, ha bisogno di certe regole, di determinati protocolli. Se no, mi basta domandare a venti miei conoscenti cosa ne pensano di B. e domani io pubblico su Critica Liberale che il 95% degli italiani pensa che S. B. è un criminale. Ma le cose tra i 52 milioni di italiani non stanno così.
Insomma, un sondaggio vero è diverso da quella roba lì presentata sui giornali.
E dunque, i dati che verranno fuori dalla rivelazione del Corriere o dell'Espresso danno solo l'idea di come rispondono i frequentatori del sito del Corriere e dell'Espresso. Il problema è, semmai, un altro (come sanno tutti quelli che conoscono la psicologia, la sociologia, la politica e la sondaggistica): questi dati possono innescare la cosiddetta "profezia che si autoavvera".
In parole povere: se uno pseudo-sondaggio rivela che Tizio è in vantaggio su Caio, ciò aumenta le possibilità di Tizio di vincere.
Ecco allora perchè la corrente di Bersani si agita molto, vedendo che gli pseudo-sondaggi (del Corriere, dell'Espresso, di Striscia la notizia) danno in testa Ignazio Marino.
Scritto alle 23:28 nella attualità, domande, persone, politica, Sistema mediatico, Web/Tecnologia | Permalink | Commenti (53) | TrackBack (0)
A volte una piccolissima frase rivela tantissimo di un uomo e della sua meschina visione del mondo.
La Cnn ha trasmesso uno special sul presidente del Consiglio italiano e la sua vita, privata e politica, intervistando lui, i suoi familiari, amici, collaboratori.
A un certo punto, Berlusconi dice: "Non ne posso più di vergognarmi a girare per le strade con i miei figli. Prostituzione ovunque, perizioma in mostra, e anche il resto senza ritegno"
Ricordo che sta parlando il proprietario delle tre reti private Mediaset, l'uomo che possiede la televisione in chiaro forse più pecoreccia del mondo.
E allora rimando in onda la frasetta emblematica: quella in cui Berlusconi si indigna e si vergogna per i "perizoma in mostra".
Quelli che, nelle televisioni di Berlusconi imprenditore, tracimano da ogni inquadratura. Umiliando le donne e relegandole al ruolo di comparse che esibiscono il proprio corpo-oggetto.
Ma Berlusconi papà dice che si vergogna di vederle per strada.
Scritto alle 09:27 nella attualità, coppia, donne, persone, politica, Sistema mediatico, Televisione | Permalink | Commenti (22) | TrackBack (0)
Miiiiiiiinchia.
E adesso chi glielo dice ai cantori della flessibilità che stanno a centro-sinistra-centro?
"Non credo che la mobilità sia di per sè un valore. Per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire una famiglia. La stabilità del lavoro è alla base della stabilità sociale...
..se le cose vanno male ti ritrovi a mangiare kit kat in una roulotte e neghi la scuola ai tuoi figli...
...la Costituzione repubblicana è tuttora valida ma non del tutto applicata..."
Ha detto oggi il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, a Milano, al convegno promosso dalla Bpm sulla partecipazione dei lavoratori all'azionariato delle imprese.
Scritto alle 15:20 nella attualità, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (66) | TrackBack (0)
Me lo domando: è colpa nostra se siamo arrivati a questo punto?
Ma io, onestamente, io non mi sento colpevole.
Nei miei limiti (grandissimi) ho fatto ciò che ho potuto: ho partecipato alla nascita di Alleanza per Trieste (che fece eleggere Riccardo Illy sindaco), sono stato nel PDS e nei DS e in Sinistra e Libertà, adesso sto cercando di dare una mano a Ignazio Marino, sono stato consigliere circoscrizionale, ho fatto cortei ambientalisti contro il rigassificatore nel golfo di Trieste vestito con un sacco di juta da post-olocausto nucleare, ho fatto un po' di sindacato, ho scritto migliaia e migliaia di cose, ho parlato con innumerevoli persone, ho discusso con non so quanta gente, ho manifestato, ho comprato pacchi e pacchi di giornali solo per dargli qualche soldo e aiutarli a stare in vita, ho mandato centinaia e centinaia di lettere e proteste, ho firmato appelli, ho sempre votato, a casa ho centinaia di braccialetti di stoffa comprati dai ragazzi senegalesi, ho scritto e distribuito volantini, ho diretto un mensile, sono andato a parlare anche a dibattiti e convegni della destra, ho fatto banchetti gazebo comizi elettorali, ho perso incarichi professionali perchè mi sono esposto.
Onestamente: sarà stato poco, sarà stato troppo poco per contrastare Berlusconi e il berlusconismo e la deriva che sta subendo l'Italia.
Ma io, forse perchè non ne sono capace, non avrei saputo fare di più.
E come me (ne sono certo) tanti altri "normali" uomini e donne di sinistra hanno fatto il possibile.
Chi (in questi anni) non ha fatto il possibile sono stati i nostri gruppi dirigenti.
Scritto alle 17:18 nella attualità, banalità, domande, persone, politica | Permalink | Commenti (136) | TrackBack (0)
Lo stesso sistema di disinformacija che accusa di "gossip" chi svela il rapporto prostitute/affaristi/magnaccia/favori/politica/Berlusconi diffonde stupidaggini.
Nelle ore di massimo ascolto del pubblico televisivo più vulnerabile.
Alle 10.04 di ieri, giovedì 15 ottobre "Mattino 5", contenitore (di cosa non si sa) delle reti Mediaset.
Il conduttore, Claudio Brachino, annuncia le immagini "in esclusiva" dei presunti comportamenti "stravaganti" del giudice civile milanese, Raimondo Mesiano.
Chi è costui? E perchè gli si rompono le balle nella sua vita privata?
Semplice: è il magistrato che, due settimane fa, ha condannato il gruppo Fininvest a risarcire alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro, per lo "scippo" di Segrate: il lodo sul controllo del pacchetto azionario della Mondadori che si risolse nel 1990 a favore di Berlusconi in cambio di mazzette versate ad alcuni giudici romani.
Cosa mostra di tanto "stravagante" il video?
Tanto da venir rilanciato oggi in prima pagina dal Giornale?
Ritrae di nascosto Brachino che esce di casa, passeggia per le vie di Milano, attende il proprio turno dal barbiere.
"Nel suo weekend" -spiega la voce narrante- "lontano dalle scartoffie del tribunale e dagli impegni istituzionali, sveste la toga e si cala nei panni del comune cittadino. Certo, non un cittadino qualunque". E mentre il teledipendente delle 10.04 pregusta scenacce clamorose, ecco che lo zoom inquadra Raimondo Mesiano fermo al semaforo.
Laverà i vetri per arrotondare lo stipendio in nero?
Mostrerà il pube a qualche bambina?
Scipperà un vecchietto?
Spaccerà droga a un albanese?
La giornalista voce narrante, per non deludere l'attesa del teledipendente in fremente attesa di rivelazioni, butta là: "Alle stravaganze di Mesiano in realtà siamo ormai abituati".
Quali stranezze? A cosa diavolo allude?
Vedremo. Una televisione seria come Mediaset non può mica procedere per allusioni mafiose e inconcludenti!
Infatti, finalmente il filmato entra nel vivo e presenta meteriale scottante:
il giudice è davanti alla bottega del barbiere. Qui (sempre stando alla voce fuori campo) "è impaziente e non riesce a stare fermo. Avanti e indietro... ". Un atteggiamento considerato molto molto anomalo dallo staff di Mediaset, tanto da ribadire ancora il concetto: "È impaziente, non riesce a stare fermo: avanti e indietro". E poi ancora, in maniera insistente: "Si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora avanti e indietro".
Si metterà un cappuccio e rapinerà il negozio?
Le immagini si soffermano sul giudice seduto sul seggiolone del barbiere, con la schiuma da barba sul viso.
Il coraggioso reporter commenta: "Forse non sa ancora che il Csm lo sta "promuovendo con un bel sette, che per un magistrato equivale a un 30 e lode universitario". Il riferimento è alla promozione ottenuta da Mesiano, due giorni fa, dal Csm.
Un naturale avanzamento di carriera in base all'anzianità.
"Lui va avanti e indietro", ripete, ancora, la giornalista.
Insomma, il servizio va avanti così, a menare il torrone con roba di questo tipo.
Mentre per Mediaset sarebbe pettegolezzo dar le notizie su "Berlusconi, Tarantini, affaracci pugliesi, D'Addario & escort, selezione dei gruppi dirigenti eccetera"
Scritto alle 08:47 nella attualità, banalità, diritti, persone, politica, Sistema mediatico, Televisione | Permalink | Commenti (71) | TrackBack (0)
Cose da pazzi.
Il regolamento delle Primarie prevede:
il 25 ottobre viene eletto chi ottiene il 50,1% dei voti.
Se nessuno dei candidati ce la fa, decide l'assemblea nazionale composta da 1000 delegati (anch'essi eletti il 25 ottobre).
Domenica Eugenio Scalfari butta là una proposta personale: e se venisse eletto il più votato, anche se non becca la metà dei voti?
"Che bell'idea" dicono in coro Pierluigi Francescani e Dario Bersini: "facciamo così".
Al che Ignazio Marino (persona seria e dunque aliena a quest'Italietta) obietta: "scusate, ma le regole decise erano altre e non si possono mica cambiare all'ultimo momento, come ci si sveglia di mattina"
"Ihhhhhh, che formalismi pignoli" gli obiettano i due.
Capite perchè il voto a Marino è l'unico possibile?
Scritto alle 17:03 nella politica | Permalink | Commenti (46) | TrackBack (0)
la faccio breve: voglio più che altro stimolare delle riflessioni e accendere una dicussione.
Se il centro-sinistra-centro italiano è in queste pietose condizioni, lo si deve anche a un fatto: la sua dirigenza e (per modo di dire) intellighenzia è nelle mani di ex-comunisti ed ex-democristiani.
Mentre i laici e i socialisti sono stati messi da parte.
Tralasciamo gli ex-PSI che (tradendo il senso dell'essere socialisti) sono andati con Berlusconi e la destra: Cicchitto, De Michelis, Sacconi, Brunetta, Tremonti...
Io sto parlando dei socialisti veri.
Cosa gli è accaduto in questi vent'anni?
O sono stati messi sugli altari e venerati come la Madonna Candelora (Norberto Bobbio e Vittorio Foa) ma nei fatti completamente inascoltati.
O considerati dei rompicoglioni (Paolo Sylos Labini).
E così la sinistra italiana ha sprecato persone di grandissimo valore: economisti come Giorgio Ruffolo, Paolo Leon e Francesco Forte.
Storici attenti al presente come Massimo Salvadori o Giuseppe Tamburrano.
Il padre dello Statuto dei Lavoratori Gino Giugni.
Stefano Rodotà.
Elio Veltri.
Gianfranco Pasquino.
Giorgio Bocca.
Uomini che da decenni hanno lucidamente analizzato la crisi della partitocrazia, l'insorgere del berlusconismo, i guasti del capitalismo, i ritardi della sinistra italiana, i pericoli del leghismo, l'importanza della laicità e dei diritti civili, la partita decisiva che si giocava nel rinnovamento della politica e dei gruppi dirigenti, il degrado etico, la centralità della questione morale.
Socialisti inascoltati.
E nel PD comandano ancora l'ex-comunista D'Alema e il democristiano Fioroni.
Capite perchè perdiamo?
Scritto alle 18:54 nella attualità, persone, politica | Permalink | Commenti (78) | TrackBack (0)
Sono convinto che la gran parte del gruppo dirigente nazionale del centro-sinistra-centro italiano sia (esistono alcune eccezioni) disastrosa:
in questi quindici anni ha consegnato l’Italia a Berlusconi e alla destra leghista. E allora chi in quel periodo ha teorizzato sciaguratamente di turbocapitalismo, terza via, efficientismo, “viva il mercato”, Bicamerale, “Mediaset ricchezza dell'intero paese” (fu il genio D'Alema a dirlo) e mille e mille altre ne ha combinate, dovrebbe finalmente ritirarsi a vita privata.
Franceschini e Bersani: adesso dite che fu un gravissimo errore non fare una legge sul conflitto di interessi? Bravi, avete ragione, lo sapevamo anche noi cittadini normali. Però, scusate: voi dove eravate in questi anni? Cosa facevate? I bidelli in una media? Operai alla Fiat? Farmacisti in provincia? Autisti dell'autobus? Precari al call-center? Cardiochirurghi negli Usa? O eravate ministri e dirigevate il centro-sinistra-centro? Perchè, vedete, se la risposta giusta è l’ultima, dovreste trarne una conclusione molto semplice: non sussurrare "orpo...è stato un errore" ma ammettere a gran voce "HO sbagliato di nuovo", trarne le conclusioni e dunque farvi da parte. O no?
In questi giorni (basta parlare con le persone "normali" nelle scuole, sui treni, in tram, negli ospedali, sui luoghi di lavoro, in coda agli sportelli, ovunque) si respirano malcontento, sfiducia, rabbia, rassegnazione.
Eppure davanti alla sinistra, a una sinistra degna di questo nome, esistono territori enormi per una sua riscossa: giustizia, uguaglianza, critica profonda al capitalismo selvaggio e all'idolatria del Prodotto Interno Lordo, diritti individuali, laicità autentica, rafforzamento della scuola pubblica, lotta serrata alla criminalità organizzata, tutela del territorio, energie pulite e rinnovabili, politica rigorosa e accogliente dell'immigrazione, rilancio dei temi europei, ripristino forte di un'etica pubblica (perduta in questi ultimi vent'anni), riequilibrio del sistema televisivo e del mercato pubblicitario, fine della lottizzazione nelle università negli ospedali nelle aziende sanitarie, riforma della giustizia verso uma maggiore rapidità del processi, fisco meno ottuso tassazione progressiva e lotta serrata all'evasione fiscale, Parlamento più agile, reintroduzione della preferenza o del collegio uninominale.
E invece, davanti all' sfacelo politico e morale del del berlusconismo, cosa dicono i capi del PD?
"Non possiamo mica chiedere le sue dimissioni. Che continui pure a governare"
E domani, proverò a dire uno dei motivi del disastro dell'attuale sinistra italiana:
quelli che, sciaguratamente, sono stati tenuti ai margini.
Lasciando alla guida ex-comunisti ed ex-democristiani.
Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti noi.
Scritto alle 21:32 nella attualità, politica | Permalink | Commenti (68) | TrackBack (0)
Ma è mai possibile che da quindici anni l'Italia intera e tutti noi, suoi abitanti, dobbiamo essere ostaggio dei cazzi privati, giudiziari ed economici di Silvio Berlusconi?
Scritto alle 00:02 nella attualità, banalità, domande, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (29) | TrackBack (0)
"Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia perchè saranno saziati" (Vangelo di Matteo, 5,6)
Almeno una merenda ogni tanto:
alle 18.06 di oggi la Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo il Lodo Alfano e finalmente ricominciano i processi a Silvio Berlusconi.
Scritto alle 19:24 nella attualità, Auto-lezioni, cucina e cibarie, diritti, letture, politica, Religione | Permalink | Commenti (33) | TrackBack (0)
Scritto alle 16:34 nella attualità, diritti, letture, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (61) | TrackBack (0)
Lalla, la conosco dal 1973, le voglio un mondo di bene e mi fa molto ridere.
Ci scriviamo spesso.
Ieri mi ha mandato l'annuncio della sua discesa in campo.
L'Italia è il paese che amo, in cui sono nata e dove ho messo al mondo e (con gioia e sacrifici) cresciuto i miei figli e figlie.
Però da qualche tempo mi sono rotta le scatole e non sopporto quasi più nessuna delle facce pubbliche: come cittadina, mi sento offesa e tradita.
Mi vedo dunque costretta a scendere in campo in prima persona. Il nome del partito sarà senza ombra di dubbio PpL (Partito per Lalla).
Sono aperte le iscrizioni per diventare direttamente ministri e sottosegretari.
Si accettano tutti a parte alcuni: no a puttanieri e fa’n tubo, a chi ha un'altezza
inferiore al metro e sessanta e chi si tinge i capelli, a chi porta
parrucchini e chi ha subito trapianti del cervello, a chi fa finta di
avere trent'anni ma ne ha sessantacinque e mezzo, a chi simula di avere
sessantacinque e mezzo ma ne ha diciannove, a chi bofonchia invece di
parlare, a chi si mette il rialzo nelle scarpe, a chi allunga le mani
sulle belle signore, a chi dice fregnacce, a chi scrive su giornali
scandalistici, a chi dice "ai miei tempi sì che era bello", a chi cita
le opinioni altrui ma non ha mai un'opinione sua, a chi di professione farebbe il
comico ma è molto più remunerativo buttarsi in politica, a chi di suo
sarebbe l'attrice/attore ma ha sentito dentro di sè che doveva fare
qualcosa per "laggente", a chi urlacchia scaldalizzato se nel bagno trova
Vladimir Luxuria, a chi fa la spia, a chi ricatta, a chi ha ampi e circostanziati motivi per essere ricattato.
Astenersi perditempo.
Detto questo, una bella fetta di coglioni ce la siamo levati dalle scatole e possiamo andare avanti seriamente.
Lalla dixit.
Scritto alle 07:35 nella attualità, donne, letture, persone, politica | Permalink | Commenti (64) | TrackBack (0)
Un lavoratore, se manca dal lavoro, deve mandare il certificato medico. E se quel giorno la sua presenza è indispensabile fa in modo di essere presente lo stesso.
Questi qua dove cavolo erano? In giro per congressi? a spasso per Roma? Calearo: "L'aereo è arrivato in ritardo". Beh, dato che il voto era importante potevi prendere quello prima. E i vari Rosato (triestino, della mia città!, responsabile organizzativo della campagna di Franceschini) e Tizietto Caietti (non ricordo il nome ma è il responsabile di Bersani) e D'Alema e Bersani e Franceschini: perchè mancavano? Ma che gruppo dirigente è? Ma che ci stanno a fare in Parlamento? E avete letto ieri le penose interviste di giustificazione? Il capogruppo (capo de che?) Antonello Soro? "Noi non facciamo un'opposizione numerica" Ma vattene a casa. Tu e chi che t'ha messo in quello scranno. Ma che discorsi sono?!
E il deputato Pd Riccardo Franco Levi? Quello che un paio d'anni fa fece una proposta di legge per obbligare i blog a iscriversi al Registro Operatori della Comunicazione? E che adesso fa il braccio destro di Bersani? Ieri in conferenza stampa, con un giornalista che gli chiedeva contro delle assenze di troppi parlamentari PD sul voto per lo scudo-grimaldello fiscale, ha sbroccato: "Giornalismo di merda!!!"
Per anni ho cercato di non lasciarmi andare alle demagogie contro gli eletti. Però a volte la pazienza si esaurisce.
Arriva il giorno che cade la famosa goccia che fa traboccare il vaso.
O (come dicono gli arabi) è l'ultima pagliuzza a spezzare la schiena del cammello.
Poco fa, via libera definitivo della Camera al decreto correttivo del dl anti-crisi che comprende, tra l'altro, le contestate norme sullo scudo fiscale. I sì sono stati 270 e i no 250. Un via libera ottenuto con solo 20 voti di scarto. Ciò significa che, se l'opposizione fosse stata al completo, il provvedimento non sarebbe passato. Sono 279 i deputati che non appartengono ai gruppi del Pdl e della Lega.
La maggior parte delle assenze si registrano nel Pdl (213 presenti su 269 appartenenti al gruppo) ma subito dietro c'è il Pd (23 i deputati che non hanno partecipato al voto)
E tre giorni fa uguale.
Scritto alle 14:34 nella attualità, diritti, domande, persone, politica | Permalink | Commenti (18) | TrackBack (0)
Scritto alle 09:12 nella attualità, diritti, politica | Permalink | Commenti (20) | TrackBack (0)
Ieri alle Nazioni Unite ci sono stati, tra gli altri, due discorsi: uno bellissimo e importante del presidente americano e uno allucinante di Gheddafi.
Scritto alle 08:40 nella attualità, persone, politica | Permalink | Commenti (13) | TrackBack (0)
Domani arriva in edicola Il fatto quotidiano.
Giornale d'assalto a sedici pagine, non uscirà il lunedì, diretto da Antonio Padellaro, ci scriveranno tra gli altri Marco Travaglio, Furio Colombo, Peter Gomez, Oliviero Beha.
Augurissimi.
E mi sono abbonato.
Dal 23 settembre, 85mila copie de Il Fatto Quotidiano saranno distribuite in circa 15mila edicole sul territorio nazionale.
1 Regione Località Distribuzione Note
2 Abruzzo L'AQUILA Città
3 Abruzzo PESCARA Città
4 Abruzzo CHIETI Città
5 Abruzzo Francavilla Città
6 Abruzzo Montesilvano Città
7 Basilicata POTENZA Città
8 Campania NAPOLI Città
9 Campania SALERNO Città
10 Lazio Tutta la provincia di Roma tranne: Frosinone Rieti e Viterbo
11 Lazio LADISPOLI Provincia RM
12 Lazio Civitavecchia Provincia RM
13 Lazio GAETA Provincia RM
14 Lazio VALMONTONE Provincia RM
15 Lazio APRILIA Provincia RM
16 Lazio LATINA Città
17 Lazio ROMA Città + tutta la Provincia
18 Lazio CAMPAGNANO ROMA Provincia RM
19 Lazio MONTEROTONDO SCALO Provincia RM
20 Marche ANCONA Città
21 Marche FERMO Città
22 Marche MACERATA Città
23 Marche PORTO S.GIORGIO Città
24 Marche PESARO Città
25 Puglia BARI Città
26 Puglia FOGGIA Città
27 Puglia LECCE Città
28 Molise ISERNIA Città
29 Molise CAMPOBASSO Città
30 Sardegna CAGLIARI Città
31 Sicilia CATANIA Città
32 Sicilia PALERMO Città
33 Toscana TUTTA
47 Umbria TUTTA
51 Emilia Romagna TUTTA
63 Liguria GENOVA Città NO Chiavari, Sestri levante, Portofino e Camogli
64 Liguria SESTRI PONENTE Città
65 Liguria GENOVA PEGLI Città
66 Lombardia VARESE Città + Provincia tutta
67 Lombardia PAVIA Città
68 Lombardia LECCO Città
69 Lombardia SARONNO Città
70 Lombardia BERGAMO Città
71 Lombardia MILANO Città + Provincia tranne – Mantova, Sondrio e Cremona
72 Lombardia LODI Città
73 Lombardia BRESCIA Città
74 Lombardia COMO Città
75 Piemonte CUNEO Città
76 Piemonte IVREA Città + Aeroporto Caselle
77 Piemonte TORINO Città
78 Piemonte NOVARA Città
79 Piemonte ASTI Città
80 Piemonte ALESSANDRIA Città
81 Trentino Alto Adige TRENTO Città
82 Friuli UDINE Città
83 Friuli TRIESTE Città
84 Veneto PADOVA Città
85 Veneto VENEZIA Città
86 Veneto MESTRE Città
87 Veneto TREVISO Città
88 Veneto VERONA Città
89 Veneto VICENZA Città
Scritto alle 09:31 nella attualità, auguri, letture, politica, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (12) | TrackBack (0)
Ieri sera io e Tatjana abbiamo visto un emozionante documentario che sembra un misterioso film giallo.
Ma prima serve una premessa.
(Se volete, saltatela)
Torno spesso a Bob Kennedy.
Assieme a Martin Luther King, Robert Francis Kennedy fu l'eroe laico della mia adolescenza, di quando (quattordicenne) seguivo in televisione e sui giornali e nelle conversazioni di mio papà e mio nonno la sua campagna elettorale delle primarie democratiche del 1968.
Ricordo che piansi di dolore e di rabbia quando lo ammazzarono il 6 giugno di quell'anno.
Per me, il riformismo ha sempre avuto quella forte radicalità.
E ogni volta che rileggo i discorsi, le interviste di Bob, trovo l'attualità profetica delle sue parole, della sua politica, del suo linguaggio.
Sentite questo frammento di un discorso sulla libertà di stampa a Cape Town nel Sud Africa ancora oppresso dal segregazionismo razziale (un intervento che creò forte disagio nei governanti bianchi ma accese speranze nei neri):
”Al cuore della libertà individuale sta la libertà di parola, il diritto di esprimere e comunicare le idee, di differenziarsi dai rozzi animali della foresta, il diritto di richiamare i governanti ai loro doveri e obblighi. E soprattutto il diritto di affermare la nostra appartenenza a un corpo politico, la società, fatta dalle persone che condividono la nostra terra, le nostre tradizioni e il futuro dei nostri figli.
Alla pari con la libertà di parola sta il diritto di essere ascoltati, di avere voce nelle decisioni dei governi che determinano la vita degli uomini. Tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta, la famiglia, il lavoro, l’educazione, un luogo in cui allevare i figli e riposare la mente, tutto ciò dipende dalle decisioni dei governi, e tutto ciò può essere spazzato via in un attimo da un governo che non dia ascolto alle richieste della sua gente. E io parlo di tutta la gente.
I diritti fondamentali dell’uomo possono essere protetti e preservati solo dove c'è un governo che risponde non solo ai ricchi, non solo a quelli di una certa religione, non solo a quelli di una certa razza, ma a tutti gli uomini della società".
6 giugno 1966
O le dure e chiare parole con cui Bob parlava del ritiro dal Viet-Nam:
"La guerra in Vietnam ci pone delle importanti questioni di ordine morale. Che diritto abbiamo, noi in America, di andare ad uccidere decine di migliaia di persone, di rendere milioni di persone dei senzatetto, di uccidere donne e bambini come stiamo facendo?
Ogni anno nel Vietnam del Sud rimangono senza gambe e senza braccia 35.000 persone, e altri 50.000 civili perdono la vita. Migliaia di bambini vengono uccisi in seguito alle nostre azioni militari. Che diritto abbiamo, negli Stati Uniti, di compiere queste azioni, solo perché vorremmo proteggerci, o per evitare un problema maggiore per noi?
Io mi domando seriamente se abbiamo o meno quel diritto. Dovremmo poterlo sentire, qui negli Stati Uniti, cosa avviene quando lanciamo il napalm, un villaggio viene distrutto, e i civili vengono uccisi"
5 giugno 1968, pochi minuti prima di venir colpito a morte
Insomma, con Bob Kennedy siamo anni luce dai balbettii di troppi politici della sinistra e centrosinistra e sinistracentro italiana, infingardi, timidi, ipocriti, esitanti, oscuri, nè di qua nè di là, eterni mediatori al ribasso.
Ieri sera io e Tatjana abbiamo visto L'altra Dallas (un ottimo film documentario che ricostruisce in modo convincente, con ricchi materiali inediti l'assassinio di Bob, smontando punto per punto la ridicola tesi del killer matto e solitario Shiran Shiran. E indicando la verità).
Il libro a cui è allegato aggancia la tragedia a quella dell'omicidio di Dallas, in cui venne ucciso John Kennedy. Anche per quel delitto, si fornisce una versione che demolisce del tutto la grottesca ipotesi di Lee Harvey Oswald unico assassino).
In più, i delitti JFK e RFK vengono inseriti in un quadro molto fosco, le cui radici affondano nella storia e nella politica americana.
Malgrado qualche forzatura (alcuni accenni all'11 settembre), il lavoro di Massimo Mazzucco e dei suoi collaboratori è encomiabile.
Ma (come per i misteri che si rispettano) non voglio svelarvi troppo.
Chi lo ha inventato è un genio:
http://metilparaben.blogspot.com/2009/09/generatore-automatico-di-proclami-di.html
Scritto alle 14:30 nella attualità, banalità, Giochi, letture, persone, politica, Sistema mediatico, Web/Tecnologia | Permalink | Commenti (8) | TrackBack (0)
Scritto alle 13:22 nella attualità, diritti, persone, politica, Sistema mediatico, storia, Televisione | Permalink | Commenti (20) | TrackBack (0)
Scritto alle 09:09 nella attualità, domande, Giochi, persone, politica, Sistema mediatico, Televisione | Permalink | Commenti (8) | TrackBack (0)
Il titolo è pomposo. Il testo (come vedrete) per nulla.
Vi trascrivo subito gli articoli, lasciandoli esattamente così come sono nati.
Da dove saltano fuori, ve lo racconterò alla fine.
Però faccio subito una premessa:
io e Anna abbiamo avuto a disposizione circa un'ora e un quarto, bambini che andavano da tre a dieci anni e che vedevamo per la prima volta, senza nessunissimo lavoro preparatorio. In più io e Anna Sarfatti non volevamo in alcun modo prevaricare le voci dei piccoli imponendo la nostra volontà o le nostre decisioni. Ecco perchè la "Carta dei diritti e dei doveri" presta il fianco e tutte le altre parti del corpo a mille e altre diecimila critiche.
Ma vedere decine di bambini che parlavano liberamente (e tutto sommato saggiamente) di diritti e doveri (senza mai tirare in ballo i capricci) ci ha dato una botta di speranza.
CARTA DI MANTOVA DEI DIRITTI E DOVERI DEI BAMBINI E DEI GENITORI
DIRITTI
Mangiare gli asparagi
Scacciare Luciano
Avere diritti
Lavorare (solo per gli adulti)
Guidare l’auto (solo per gli adulti)
Non guidare l’auto (solo per gli adulti)
Andare a letto quando si vuole
Riposarsi
Scegliere cosa vedere alla tivù
Leggere un libro
Non leggere un libro
Giocare da soli o in compagnia
Imparare per tutta la vita
Ai passatempo
Fare gli stupidi (non sempre)
Avere una casa
Discutere
Parlare senza essere interrotti
Spegnere la tivù (Tac! Zfssssssss….)
DOVERI
Non alzare la voce con i bambini (solo per gli adulti)
Rispettare se stessi
Rispettare gli altri
Lasciare i bagni puliti
Non mettere i piedi sul tavolo
Avere doveri
Lavorare (se si può)
Rispettare i bambini (solo per gli adulti)
Mettere la pasta nella pentola
Non rompere i quadri
Prendersi cura dei bambini (solo per gli adulti)
Non essere violenti
Stare attenti ai pericoli
Non dare tutti i torti ai bambini (solo per gli adulti)
Insegnare ai bambini (solo per gli adulti)
Proteggere i bambini (solo per gli adulti)
Accontentare di più i bambini (solo per gli adulti)
Andare a prendere a scuola i bambini (solo per gli adulti)
La Carta è nata al Festival della Letteratura di Mantova 2009, nell’incontro di domenica 13 settembre al Palazzo del Mago, 15.45, un gran caldo.
Sul palco io e Anna Sarfatti, una bella maestra spiritosa che scrive libri pieni di intelligenza civile (uno l’ha fatto assieme al giudice Gherardo Colombo per raccontare la Costituzione ai più piccoli). Davanti a noi c’erano un centinaio di bambini, ragazzini e adulti.
Con Anna ci conoscevamo solo via email, via telefono e (da due ore) a pranzo. Ma sul palco il gioco è stato abbastanza facile: lei interpretava il ruolo della persona seria e affidabile mentre io entravo nella parte del cretino. Così, Anna s’è messa a scrivere sui fogli e a tenere le fila della discussione ragionevole, intanto che io facevo lo stupido (“e non ti viene difficile” direbbe mia figlia Francesca).
La Sarfatti era bravissima a cogliere, da tutti gli interventi dei bambini che volevano dir la loro su diritti e doveri, la sintesi (rispettosa non solo del loro senso ma anche della loro forma). E’ in questo modo che son venute fuori bizzarrie come il “dovere di non rompere i quadri”.
Io intanto mettevo in scena delle piccole gag.
Da una è nato il “diritto di cacciare Luciano”.
Subito, appena iniziato l’incontro, sono sceso dal palco per sedermi provocatoriamente sulle ginocchia di un bambino che stava in prima fila. Lui sorpresissimo mi spinge via, mentre Anna (che aveva capito al volo le mie intenzioni) mi rimproverava nel microfono: “Ma Luciano!! Cosa fai?!”
Torno sul palco.
Dopo qualche minuto, di nuovo cerco di cacciare il bambino dalla sua sedia. Lui difende il suo posto.
Al mio terzo tentativo, simuliamo una specie di esagerata collutazione, finendo entrambi per terra.
E da questo, parte il discorso sui diritti: quel posto spettava al bambino oppure a me? Conclusione: il “diritto di scacciare Luciano”.
Invece, per rappresentare il “diritto di fare gli stupidi (non sempre)”, saltellavo sul palco goffamente (non mi occorre simularla, la goffaggine), poi son corso dentro e fuori dal teatrino, comparendo e scomparendo dalle tendine del sipario, finchè Anna (che brava e sobria partner!) ha invocato l’aiuto dei bambini: “Fermatelo!”. E una decina mi sono saltati addosso per sbloccarmi, urlanti e ridenti.
Cosa mi faceva sorridere tantissimo?
Vedere tra gli spettatori il viso altrettanto sorridente del simpatico compagno di Anna, Francesco.
Due piccoli misteri che ci incuriosivano:
quali storie vere stanno dietro al "non rompere i quadri" e al "mettere la pasta nella pentola"?
Scritto alle 11:43 nella adolescenti, attualità, diritti, donne, Giochi, letture, persone, politica | Permalink | Commenti (19) | TrackBack (0)
C'è qualcosa che non va, nella primarie del Partito Democratico.
Da quanto sta accadendo, da ciò che giornali e televisioni scrivono e trasmettono sembra che i candidati alla segreteria siano solo due: Franceschini e Bersani.
Ogni tanto qualche bizzarro articoletto cita anche il cardiochirurgo Ignazio Marino, un rompiscatole fuori dagli schemi, che ha la gravissima colpa di non essere etichettabile: nè ex-democristiano nè ex-comunista, nè con Veltroni nè con D'Alema. Uno di quegli scomodissimi uomini (e donne) che in Italia osano ispirarsi esplicitamente alla chiarezza evangelica "il vostro parlar sia sì sì no no".
In un partito dove aleggia la nebbia dell'ambiguità delle posizioni vaghe (basti ricordare il testamento biologico o i diritti delle coppie di fatto) uno come Marino, uno laico per davvero, è aglio per i vampiri.
Eppure Ignazio Marino è cattolico.
Ma un cattolico cristiano-laico e non papista.
E allora, dato che la sua candidatura è fastidiosa, su di essa è scesa la penombra.
Da settimane lui sta chiedendo un confronto pubblico e aperto con Franceschini e Bersani: domande sorteggiate, giornalista estraneo a tutti e tre.
Gli hanno risposto che il dibattito si farà, forse, l'undici ottobre, dopo il voto congressuale.
Lui ha replicato che sarebbe come, all'Università, dare il voto prima di aver sentito il candidato all'esame.
Altro problema: la Commissione congressuale ha stabilito un tetto di spesa per ciascuno dei tre candidati. Basta guardare i manifestoni affissi in giro per le città italiane
da Bersani per capire che questo limite di spesa è spudoratamente saltato.
Se potete, il giorno delle primarie, fateci un pensierino, a Marino.
Scritto alle 08:57 nella attualità, domande, persone, politica, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (21) | TrackBack (0)
24ore
Parigi, 11:30
INFLUENZA A:LIBERATION, PIANO SEGRETO LIMITERA' LIBERTA'
Per far fronte a un'eventuale pandemia da influenza A, il governo francese ha messo a punto un piano che introduce una serie di misure emergenziali e, di fatto, limitera' fortemente -secondo "liberation"- le liberta' dei cittadini. Dai documenti fatti filtrare al quotidiano dal Sindacato dei Magistrati, risulta che il il progetto allunga fino a sei mesi i tempi a disposizione della polizia per un fermo senza incriminazione o comparizione dinanzi un giudice; le persone fermate non potranno inoltre contattare un avvocato prima di 24 ore in stato di fermo; i minori potranno essere giudicati in tribunali per adulti e ci saranno piu' processi a porte chiuse. Il Sindacato della Magistratura ha definito le misure "disgustose" e "liberticide" e chiesto al ministro della Giustizia, Michele Alliot-Marie di abbandonare il progetto.
(08 settembre 2009)
Dal sito di Repubblica
Scritto alle 12:12 nella attualità, diritti, persone, politica, salute | Permalink | Commenti (8) | TrackBack (0)
Scritto alle 10:08 nella Giochi, persone, politica | Permalink | Commenti (12) | TrackBack (0)
Scritto alle 12:55 nella attualità, diritti, domande, letture, persone, politica, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (17) | TrackBack (0)
http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391107
L’attacco a "Repubblica", di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera "retoriche", perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere. Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di "cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee", come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso. Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.
Franco Cordero
Stefano Rodotà
Gustavo Zagrebelsky
E altri (finora) duecentodiecimila cittadini
Scritto alle 20:47 nella attualità, diritti, politica, salute, Sistema mediatico, storia | Permalink | Commenti (81) | TrackBack (0)
Quando Silvio Berlusconi gioca in casa e concede interviste al settimanale Chi, è sempre una festa.
Perchè arrivano cose strabilianti, affermazioni sensazionali, da far sobbalzare e rabbrividire anche chi sonnecchia con questa canicola.
Dal prossimo numero, in uscita tra pochi giorni, estraggo due perle.
La prima:
"Vorrei passare alla storia come il presidente del consiglio che ha sconfitto la mafia"
Quando vi siete ripresi, potete passare alla seconda dichiarazione.
Vi raccomando di soffermarvi sul meraviglioso e sapiente utilizzo che Berlusconi fa dell'avverbio "consapevolmente":
"Non ho mai invitato consapevolmente a casa mia persone poco serie"
Scritto alle 08:51 nella attualità, auguri, banalità, letture, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (11) | TrackBack (0)
Prima l'addio rock a un grande novantaquattrenne.
Ieri è morto Lester Willia Polfuss (più noto come Les Paul), l'uomo che diede suono alla stupenda chitarra elettrica Gibson Les Paul, strumento dal suono eccezionale e dalla meravigliosa silhouette.
Suonata da gente come Jimmy Page dei Led Zeppelin, John Fogerty dei Creedence, David Gilmour dei Pink Floyd, Pat Metheny e il mio amatissimo Neil Young.
Poi lo sberleffo a tale Giovanni Cattaneo.
Di cui scopro oggi l'esistenza.
Costui è il portavoce (immagino pagato con robuste dosi di denaro pubblico) della Regione Lombardia.
Questo coraggioso (su Repubblica di oggi, pagina 32, rubrica delle Lettere) non ha alcun timore di scrivere e firmare pubblicamente il seguente incomprensibilissimo testo.
A suo modo un capolavoro dadaista.
Eccolo riprodotto integralmente:
"Premesso che il Presidente Roberto Formigoni sta svolgendo ora il suo terzo mandato e intende presentarsi ai cittadini il prossimo marzo per un quarto mandato, premesso anche che nessuna legge in Italia può essere retroattiva e premesso che lo stesso Presidente del Consiglio regionale lombardo (leghista) ha smentito la ricostruzione di cui ha scritto Repubblica in data 11 agosto a pagina 10 e a pagina II del dorso milanese, la proposta - ove mai fosse trasformata in legge- avrebbe valore dopo ulteriori due mandati, se mai il Presidente Formigoni avesse nel 2020 l'intenzione di ricandidarsi"
Chi fosse in grado di spiegarmene il senso, è pregato di farlo.
Grazie.
Scritto alle 09:05 nella attualità, domande, letture, Musica, persone, politica, Sistema mediatico, storia | Permalink | Commenti (17) | TrackBack (0)
Tra le assurdità del sistema scolastico italiano, vi è l'insegnamento (sotto il truffaldino nome di "religione") della dottrina cattolica.
In teoria facoltativo, in pratica è (soprattutto in certe regioni italiane) semi-obbligatorio dato che per venir esentati si è costretti a un percorso a ostacoli (occhiatacce di disappunto, discriminazioni, ritorsioni, pessimo utilizzo delle ore sostitutive, in certi casi addirittura richieste di spiegazioni per la mancata frequenza).
Altro elemento pazzesco è che gli insegnanti (pur pagati dal contribuente italiano) vengono scelti dalla Curia vescovile.
Da anni, uomini e donne laici e credenti, in prima fila i valdesi, chiedono che le cose cambino radicalmente:
nelle scuole italiane si insegnino la storia delle religioni, i princìpi delle fedi, con particolare attenzione ai tre monoteismi (ebraismo, cristianesimo, islamismo).
Ma con criteri totalmente differenti da quelli attuali: docenti scelti (come per tutte le altre materie) in base a titoli punteggi esami concorsi, sulla base di programmi non confessionali e ispirati ai princìpi educativi della Costituzione repubblicana.
Scritto alle 08:35 nella adolescenti, attualità, diritti, politica, Religione, scuola e università, storia | Permalink | Commenti (24) | TrackBack (0)
Scritto alle 08:26 nella attualità, diritti, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (8) | TrackBack (0)
Qua in Italia ci stiamo avviando all'arbitrio assoluto e legalizzato, dove ogni Comune legifera come gli pare.
A Cesena si può mangiar il gelato al pistacchio assieme alla propria moglie vestiti di grigio?
A Varese è possibile comprare i numeri dispari di Tex?
A Catania si può scoreggiare silenziosamente in tre?
A Monfalcone è lecito allacciarsi le scarpe sul lato in ombra delle vie centrali?
A Trieste si può bere il caffè con due cucchiaini di zucchero?
A Roma si può telefonare con un vecchio Motorola?
A Sassari è ammesso girare con una t-shirt di Ligabue?
Nella Val Brembana si viene multati se si indossa una maglietta con la foto del presidente nero ed extracomunitario degli Stati Uniti?
L'idea m'è venuta grazie al blog (sempre interessantissimo) di Tic:
http://tic-talkischeap.blogspot.com/
Scritto alle 10:03 nella attualità, auguri, banalità, cucina e cibarie, diritti, domande, persone, politica | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Scritto alle 17:11 nella attualità, banalità, letture, persone, politica | Permalink | Commenti (9) | TrackBack (0)
Oggi entra in vigore il ddl (decreto legge) recante il titolo "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica".
I leghisti padani (disprezzatori dei simboli dell'unità nazionale italiana quali bandiera e inno, zoppicanti conoscitori della Costituzione repubblicana e della lingua italiana, teorizzatori della disintegrazione dell'unità nazionale, sostenitori della propria appartenenza etnica e giuridica alla Padania la cui indipendenza politica va conquistata con le armi) rischiano di incorrere nel reato di clandestinità?
Nella foto (in un look da Village People de noantri e Blues Brothers daltonici): la Guardia Nazionale Padana
Scritto alle 12:18 nella attualità, banalità, diritti, domande, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (29) | TrackBack (0)
Stamattina ho vissuto un breve e intenso, anche se ridicolo, caso di coscienza.
Per poterlo capire, dovete almeno sapere sapere:
- Brian De Palma è uno dei registi che prediligo,
- il suo ultimo film Redacted (contro la guerra in Iraq, boicottato dai distributori, mai uscito al cinema) non l'ho ancora visto,
- non compro il berlusconiano Panorama da una ventina d'anni almeno.
Stamattina vado in edicola: Repubblica, Unità, Piccolo, Espresso, Fumo di china (mensile di critica sui fumetti)...poi come sempre mi guardo in giro e mi cade l'occhio su Panorama.
In allegato, c'è Redacted.
Il primo impulso è: che bello! Stasera me lo guardo con Tatjana.
E poi domani o tra due giorni me lo rivedo con calma e mi rigusto la regia di Brian.
Così la parte cinefila di me prende in mano la copia del settimanale e dà ordine di tirar fuori gli euri necessari all'acquisto.
Ma a quel punto la parte politica di me si desta dal torpore e interviene: "ehi! Non ti comprerai mica Panorama, no?"
"Ma c'è Redacted..."
"Ci sia quel che ci sia, ma tu i giornali berlusconiani non li compri. Punto e basta"
"Ma..."
"E poi ragiona, cretino...Tra giornale e dvd vengono quasi sedici euro. Se dopo vai al negozio di video di via Roma, trovi il dvd più o meno alla stessa cifra e senza l'umiliazione di dover acquistare anche quelle paginacce. E senza la vergogna di doverci tenere a casa il film di De Palma sconciato dalla confezione con su scritto Panorama"
"E' vero..."
"Certo che è vero"
"Non ci avevo pensato..."
"Perchè voi consumatori cinefili tendete al cretinoide. Noi, la parte politica, saremo anche faziosi, ma voi siete scemi"
Insomma, Panorama è rimasto sul bancone dell'edicola.
E il film me lo compro in videoteca.
Scritto alle 08:35 nella attualità, Auto-lezioni, banalità, cinema, Film, politica | Permalink | Commenti (34) | TrackBack (0)
Quando faccio incontri con gli adolescenti nelle scuole o nelle biblioteche, cerco sempre di raccontargli una cosa per me fondamentale.
Bisogna imparare a difendere con le unghie e con i denti le nostre scelte estetiche (anche, e soprattutto SE, di minoranza e di nicchia).
Dobbiamo essere fieri di ciò che ci piace (e di ciò che ci schifa).
Pronti (certamente) a modificare, evolvere, raffinare, ampliare, arricchire, le nostre preferenze (e le nostre idiosincrasie).
Ma guai a farci imporre le nostre scelte musicali letterarie cinematografiche teatrali pittoriche o di vestiario dalle mode o dalle tendenze. Guai a seguire la corrente per pigrizia o per conformismo. Non limitiamoci mai a guardare nelle vetrine supercolorate e iper-illuminate del consumismo: sempre meglio cercare nei cortiletti, nei vicoli, nel sottobosco e nelle grotte, dal rigattiere, nelle soffite, dai robivecchi, nei cassonetti, nelle librerie dell’usato. Sarà là che troveremo ciò che per davvero ci entrerà nell’anima e nelle viscere per arricchirci la vita.
Scritto alle 11:09 nella adolescenti, Auto-lezioni, diritti, persone, politica, salute, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (22) | TrackBack (0)
Scritto alle 09:31 nella attualità, persone, politica, Viagg | Permalink | Commenti (7) | TrackBack (0)
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