Scritto alle 12:50 nella domande, persone, politica | Permalink | Commenti (76) | TrackBack (0)
Tanto per mettere qualche puntino su qualche i e non cancellare proprio tutta tutta la memoria.
Una piccolissima antologia di chi ha sempre abbassato i toni.
SILVIO BERLUSCONI, capo della destra, più volte presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana:
Ieri ha detto: “L’amore vince sempre sul’odio”
Prima ha detto:
“Io sono in politica perché il Bene prevalga sul Male”
Le invocazioni al “regicidio” per abbattere il governo Prodi.
“Coglioni” e “stupidi” quelli che non votano per lui.
A una signora di Rimini che lo contestava: “Lei ha una faccia da stronza”
“Se trovo chi ha scritto libri sulla mafia, giuro che lo strozzo”
“Matti, affetti da turbe psichiche, antropologicamente diversi dal resto della razza umana” i magistrati.
“Ci sono magistrati come la banda della Uno bianca”
“Golpisti” gli ultimi tre presidenti della Repubblica.
Fomentatori di “guerra civile” i giudici costituzionali e i pubblici ministeri di Milano e Palermo.
“Criminosi” Biagi, Santoro e Luttazzi.
“Il presidente Scalfaro è un serpente, un traditore, un golpista”
UMBERTO BOSSI, capo della Lega Nord, più volte ministro della Repubblica italiana:
“Senza la devolution, da qui possono partire ordini di attacco dal Nord”
“Trecentomila uomini armati dalle valli della Bergamasca”
“Oliare i kalashnikov”,
“Raddrizzare la schiena” (a un pubblico ministero con la poliomielite),
“Fucili e mitra”,
“Siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano trecento lire”.
IGNAZIO LA RUSSA, ministro della Repubblica italiana:
“Dovete morire” ai giudici europei della sentenza sul crocifisso.
CESARE PREVITI, ex-avvocato di Silvio Berlusconi, ex-ministro della Repubblica italiana, condannato in via definitiva per corruzione:
“Se vinciamo non faremo prigionieri” (prima delle elezioni del 1996, poi vinte dal centro-sinistra)
RENATO BRUNETTA, ministro della Repubblica italiana:
“Questa sinistra di merda”
“Morire ammazzata”
Scritto alle 09:16 nella attualità, letture, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (80) | TrackBack (0)
Davanti a quanto accaduto ieri a Silvio Berlusconi, sono umanamente disgustato, offeso e addolorato: a lui (vittima insanguinata di un gesto folle) faccio gli auguri di pronta e completa guarigione.
Non ci sarebbe nemmeno bisogno di aggiungere che l'aggressione contro gli avversari è del tutto contraria ai miei princìpi e metodi politici.
Io ho cinquantacinque anni e dunque ho vissuto, da studente, da cittadino, da dirigente della Federazione Giovanile Socialista, l'orribile e lunga stagione del terrorismo e della quotidiana violenza politica.
Ricordo con sgomento quei mesi, quei morti, quelle stragi, quel clima irrespirabile, quella tensione, quella plumbea cappa di piombo che spaventava e paralizzava l'Italia.
Sono dunque consapevole: quanto accaduto ieri a Milano ci obbliga a riflettere.
Tutti.
Per sforzarci di capire in quale direzione vogliamo andare.
E come vogliamo condurre il confronto politico, la lotta politica, in Italia.
Nei prossimi mesi.
Nei prossimi anni.
Per quanto riguarda me, ribadisco due netti e intransigenti no.
Il primo No è a qualsiasi forma di violenza o di ammicco alla violenza.
Il secondo No è a qualsiasi forma di cedimento al ricatto. Al ricatto che dice: "dato che Berlusconi è stato aggredito, voi non siete più liberi di criticarlo. O almeno non come prima"
Scritto alle 09:00 nella attualità, auguri, diritti, persone, politica, salute | Permalink | Commenti (136) | TrackBack (0)
Nel 1924, Piero Gobetti aveva ventitre anni.
(Morì a Parigi il 15 febbraio 1926, dopo essersi rifugiato in Francia con la moglie Ada,
a causa di persecuzioni e aggressioni fasciste subite a Torino)
Nel 1924 pubblicò il saggio Rivoluzione liberale in cui, per la prima volta, comparve la definizione del fascismo come "autobiografia della nazione".
Ottant'anni dopo, la stessa definizione ("autobiografia della nazione"), vale per il berlusconismo?
Scritto alle 10:04 nella attualità, letture, Libri, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (15) | TrackBack (0)
Proviamo a fare un gioco politico-antropologico.
Ipotizziamo che, in Italia, vi siano fondamentalmente tre "categorie" di persone.
Categoria A: homo berlusconianus.
Categoria B: homo costitutionalis.
Categoria C: homo vagus.
Per chiarire, ecco due tipici esempi della categoria A:
Ecco due tipici esempi della categoria B:
Ecco ora la categoria C:
.
Le persone delle categorie A e B sono inconciliabili: i princìpi a cui si ispirano, i loro stili di vita, il linguaggio, le scelte culturali, le frequentazioni private e pubbliche, i valori di fondo, il tono di voce, le mimiche facciali, l'abbigliamento, l'educazione, l'idea di legalità, la concezione di bene pubblico, i riferimenti etici e politici a cui si ispirano non sono diversi ma spesso opposti. Due Italie che si guardano in cagnesco. Forse da secoli e secoli.
Le persone della (maggioritaria) categoria C fluttuano.
Bene.
Questa è la premessa.
Se siete in totale disaccordo, anche il resto del gioco vi troverà in totale disaccordo.
Comunque, ecco adesso il gioco vero e proprio.
Se fosse possibile, mantendendo l'attuale struttura economica e infrastrutturale italiana, far scomparire in una frazione di secondo tutte le persone della categoria A (e, in un diverso scenario, tutte le persone della categoria B), cosa accadrebbe dopo venti anni?
Come sarebbero queste due Italie?
Una (la A) senza l'homo costitutionalis.
L'altra (la B) senza l'homo berlusconianus.
Scritto alle 09:18 nella banalità, domande, Giochi, persone, politica | Permalink | Commenti (114) | TrackBack (0)
Appunti di viaggio.
Partire da Trieste in pullman alle 5 di sabato e tornare alle 6 di domenica è una massacrata.
E i cinquantacinque anni si sentono.
D'altra parte, erano a pezzettini anche i/le ventenni che hanno fatto lo stesso viaggio con me e Walter.
Al concerto di Bruce Springsteen di luglio a Udine (in fila dalle 7.30 per arrivare sotto il palco), m'ero stancato di meno.
Abitare a Trieste insegna a vestirsi a cipolla.
Alla partenza, bora, freddo, nuvole, cappotto e felpa.
A Roma, caldo, sole,
(cappotto in pullman e felpa attorno ai fianchi).
Mai visti a una manifestazione tanti giovani e giovanissimi, solo ai cortei studenteschi.
Tutto colorato, allegro, creativo, civile.
Una bella Italia.
Se io fossi stato Bersani (segretario...ma è segretario?...o lo è Dalemassimo?...del PD) avrei detto:
"Il Partito Democratico non partecipa ufficialmente perchè questa manifestazione è stata inventata dalla Rete e dai cittadini. E non vogliamo occuparla in nessun modo. dato però che la condividiamo, vi daremo una mano a organizzarla e saremo con voi in piazza. Io sarò nel corteo. Senza bandiera, ma come Pierlugi Bersani. Invito tutti i democratici a far altrettanto. Per liberarci il prima possibile di questo nefasto governo")
Ma dato che non sono Bersani, distribuivo il mio volantino di Critica Liberale (il testo l'ho pubblicato sul blog un paio di giorni fa).
Ne ho data una copia anche a Dario Franceschini, incontrato per caso.
A cui ho detto: "Ho votato per Marino. Ma fra te e Bersani avrei scelto te senza esitazione, perchè lo sapevo come finivamo"
Mi sono trovato con El Nino & famigliola.
Eccoli qua.
Per me, l'ennesima dimostrazione che i blogger (almeno quelli che ho conosciuto io) dal vivo e on line sono tali e quali. A dimostrazione che la Rete non è necessariamente il regno della finzione e della doppia, tripla multipla personalità.
Il dato della Questura (90.000 partecipanti) è una barzelletta.
Purtroppo per Emilio fede, Augusto Minzolini, Cicchitto, Bondi, Gasparri, Feltri, Bondi, Bonaiuti, Vespa & C, nessuno di noi ha dato fuoco a bandiere americane e/o israeliane, aggredito passanti in giacca e cravatta azzurra, incendiato cassonetti, spaccato vetrine oppure rovesciato auto.
Si segnalano comunque tre gesti di gravissimo teppismo:
il signor Lamberto di Firenze ha sputato per terra,
Gianna di Sciacca ha lasciato cadere sul selciato un biglietto della metropolitana
e
un giovinastro rimasto anonimo distribuiva volantini privi della regolare scritta "stampato in proprio" seguita dalla relativa data.
Domani o dopodomani, faccio un altro post su un fatto che mi ha irritato a fondo:
i rifondaroli e la loro patologica ossessione di marciare a coorte con le proprie bandiere.
Scritto alle 09:43 nella attualità, auguri, persone, politica, Viagg | Permalink | Commenti (29) | TrackBack (0)
Ieri sera mia moglie Tatjana ha guardato Doctor House e io Anno zero.
Puntata incardinata sul processo Mills, ma con diramazioni a tutte le complesse vicende politico-giudiziarie di Silvio Berlusconi.
A fronteggiarsi, i giornalisti Peter Gomez e Marco Travaglio contro l'avvocato-parlamentare Niccolò Ghedini e il produttore cinematografico tunisino (amico di Bettino Craxi e socio d'affari di Berlusconi) Tarek Ben Ammar.
Davanti a un Ghedini debordante e in gran forma, Gomez-Travaglio partono malissimo e timidi, impaperandosi su qualche nome, pasticciando certe ricostruzioni dei fatti, mentre l'avvocato Mavalà Macosadìce spadroneggia. Tanto che Santoro deve metterci una pezza e intervenire in aiuto di Peter & Marco.
Poi però il duo comincia a ingranare e tiene botta alla grande.
Io intanto mi accorgo che c'è qualcosa di strano, di molto strano. Guardo e riguardo con attenzione la faccia di Ghedini:
ecco il solito volto assai mal assortito, lungo e a forma di bara, largo alle tempie e assottigliantesi man mano che si scende verso le mascelle, teschiesco ma dalle labbra tumide, l'ombra della barba (Berlusconi odia gli uomini barbuti) mai domata dal rasoio e visibilissima sull'epidermide bianco-giallastra. Insomma, un uomo di notevole, impressionante e sgradevole bruttezza.
Ma il particolare che mi colpice è un altro.
Per verificarlo mi alzo e mi avvicino al televisore.
Con un giornale copro i tre quarti del volto ghediniano lasciandone visibili solo gli occhi.
Avevo ragione: ecco che adesso emerge in modo netto l'elemento che prima mi turbava solo vagamente.
Mi rendo finalmente conto che gli occhi di Niccolò Ghedini sono molto inquietanti: leggermente sporgenti, gelidi ed espressivi come un uovo sodo cotto troppo a lungo.
Uno scrittore francese diceva: dopo i quaranta, ognuno ha la faccia che si merita.
In che senso?
Io direi che dopo i quarant'anni, ogni volto racconta la storia dell'uomo o della donna che ci sta dietro. I sorrisi o i ghigni, la fiducia oppure il disprezzo, l'amore o il rancore, la curiosità o la diffidenza, la serenità o la rapacità, la cattiveria o la bontà, il razzismo o l'accoglienza, gli affetti o la misantropia, la pacificità o la violenza, la rabbia o l'ironia, la cupezza o lo humour, la brama di potere o la semplicità, il maschilismo o il rispetto per le donne eccetera eccetera plasmano il nostro volto. Ecco dunque che "dopo i quaranta ognuno ha la faccia che si merita".
Scritto alle 09:45 nella persone, politica, Televisione | Permalink | Commenti (104) | TrackBack (0)
Sabato vado a Roma col mio amico Walter.
E (immagino) alcune altre centinaia di migliaia di persone.
Partiamo alle 5 in pullman.
Tatjana, Milos e Petra hanno alcuni lavori da fare a casa (tra l'altro verrà il tecnico Telecom per l'ennesimo guasto sulla linea) e non riescono a venire.
Peccato.
Comunque, porterò i loro saluti a Silvio.
La fondazione Critica Liberale (a cui collaboro) aderisce alla manifestazione del 5 dicembre.
Il testo della nostra adesione è questo:
Il sovvertimento sistematico e senza argini di tutte le regole della democrazia liberale,
il fastidio per tutti i freni, contrappesi, garanzie e controlli che della democrazia liberale costituiscono l’essenza,
l’utilizzo sempre più inverecondo, a scopi di propaganda politica e di falsificazione sistematica della realtà, del monopolio della televisione commerciale e di quasi tutti gli spazi che davvero contano in quella che dovrebbe essere la televisione “pubblica”,
il condizionamento dell’intero sistema dei media che deriva dalla posizione dominante di Berlusconi nel mercato pubblicitario,
la teorizzazione di un modello di democrazia plebiscitaria in cui il favore elettorale nei confronti dei governanti si traduce in una illimitata autorizzazione loro accordata a delinquere impunemente,
la subordinazione sistematica di ogni interesse generale a quelli della consorteria al potere e del suo “capo”,
il disprezzo esibito per ogni regola di decenza civile,
il clericalismo estremista che contraddistingue l’azione del governo in ogni questione che incide sui diritti civili di chi non intende conformarsi nella propria vita alle prescrizioni della gerarchia cattolica,
la xenofobia propagandata da ministri in carica e tollerata dal governo, senza paragoni nel resto d’Europa,
l’omofobia anch’essa tollerata e vezzeggiata e che ha già provocato crimini efferati e molte vittime,
l’azzeramento della memoria storica e la rivalutazione strisciante del fascismo storico,
il ripudio della stessa vicenda risorgimentale e dell’intera tradizione illuministica e moderna del nostro paese,
il progressivo, crescente distacco culturale, sociale, economico, politico dell’Italia di questi disgraziati anni dalle istituzioni europee e dalla civiltà europea,
il rapporto privilegiato instaurato con alcune fra le peggiori dittature del continente e del Mediterraneo,
il contagio, ormai ampiamente realizzato, dell’intera cultura diffusa, della politica, di quel che resta della classe dirigente del paese e dello stesso centrosinistra o di quel che ne resta ad opera di questo berlusconismo.
Tutto ciò basta e avanza per considerare Berlusconi non solo il peggiore, il più pericoloso e più infausto politicante dell’Italia repubblicana, ma dell’intera Europa occidentale degli ultimi sessant’anni.
Scritto alle 08:36 nella attualità, persone, politica, Viagg | Permalink | Commenti (24) | TrackBack (0)
Ho spedito al PD questa:
LETTERA APERTA AL PD
Egregio Partito Democratico,
sono un suo iscritto.
Ho letto le dichiarazioni di Enrico Letta (non un semplice iscritto della sezione di Mavalà Ghedinando ma un vice segretario nazionale):
"Come ha detto Bersani, consideriamo legittimo che, come ogni imputato, Berlusconi si difenda nel processo e dal processo".
Lo dico dunque senza mezzi termini: questi dirigenti ci portano al massacro e alla rabbia che quotidianamente aumenta.
Il mio sconforto è ormai una condizione permanente: l'antidoto sarebbe mandarvi tutti a quel paese e farmi i fatti miei e delle persone che amo, non curandoci più dell'Italia che ci sta attorno. Chiudere gli occhi e immaginarci di vivere in un altro paese.
Forse lo faremmo ma poi, riaprendo gli occhi, rivedremmo attorno a noi tutte queste macerie e ci vergogneremmo perchè sapremmo di non aver mosso un solo dito per impedirle.
Durante la campagna per le Primarie l'avevo detto e scritto più e più volte: con Bersani e Dalemassimo il rischio era che vincesse il pateracchio col berlusconismo, ma la candidatura di Ignazio Marino con la sua proposta di radicale rinnovamento (di dirigenti e di linea politica) è stata bocciata.
Adesso, aver avuto ragione non mi consola per nulla.
Comunque, alla prossima occasione di dibattito nel PD verrò, parlerò, dirò chiaro e tondo che finchè in questo partito etica e politica fanno a cazzotti (e l'etica viene bastonata) io mi sento male, così restituirò la mia tessera pregandovi di avvisarmi quando l'etica sarà tornata. (Ma penso che me ne accorgerò da solo)
Nel frattempo continuerò a scrivere pensare manifestare discutere al di fuori del Partito Democratico.
Un saluto
Luciano Comida
Scritto alle 17:18 nella attualità, letture, persone, politica | Permalink | Commenti (107) | TrackBack (0)
Una mozione del Pdl per inchiodare il crocifisso sul muro dell'aula del Consiglio regionale della mia regione (il Friuli Venezia Giulia) è stata approvata con 25 sì e 20 no e 3 astensioni.
Una mozione presentata dall'Italia dei Valori per esporre nella stessa aula una foto del presidente della Repubblica italiana è stata bocciata con 32 voti contrari e 13 a favore.
I consiglieri sono 59 (21 del Pdl, 8 della Lega, 4 dell'UdC, 4 del Gruppo Misto, 17 del PD, 2 dell'IdV e 3 della Sinistra Arcobaleno).
Mi par di capire che alcuni del PD abbiano votato contro la mozione dell'IdV, cioè contro la proposta di esporre la foto del presidente della Repubblica.
Domani mi informo e, se le cose stanno così, pubblicherò i nomi di questi consiglieri.
Per darvi un'idea del livello (complessivamente ab/ominevole, fatte salve alcune lodevoli eccezioni) del dibattito sul crocifisso, ecco un'antologia dei comunicati stampa emessi nel pomeriggio. (Garantisco che non ho toccato una virgola dei testi originali)
1) Il presidente del Consiglio, Edouard Ballaman, coglie l'occasione dell'impegno che l'Aula con la approvazione della mozione sul Crocifisso gli ha affidato di esporre questo simbolo nell'emicliclo, per lanciare una proposta agli artisti del Friuli Venezia Giulia: realizzare appunto il Crocifisso - che in tutte le epoche è stato soggetto di ispirazione artistica - secondo la loro sensibilità e creatività.
Questo - sottolinea il presidente - permetterà ai credenti che frequentano l'Aula di guardare alla croce come simbolo di fede mentre da parte di tutti potrà essere apprezzata come opera d'arte. L'auspico di Ballaman è che da parte della comunità artistica regionale ci sia ampia partecipazione: "Mi auguro che siano in tanti a rispondere a questo appello, anche in considerazione del fatto che nel palazzo consiliare trovano posto già numerose opere d'arte".
2) Il consigliere regionale dell'UDC e vicepresidente del Consiglio, Maurizio Salvador, commenta così l'approvazione della mozione che impegna il presidente dell'Assemblea legislativa, Edouard Ballaman, ad esporre in Aula un Crocifisso:
"L'Ufficio di Presidenza, nel dare corso all'odierna decisione del Consiglio regionale, potrebbe rivolgersi a un artista del Friuli Venezia Giulia, penso ad esempio a Mauro Corona, perché uno scultore meglio di ogni altro può dar vita a un Crocifisso che sia anche un segno della nostra cultura e della nostra storia, un simbolo per tutti i cittadini della nostra regione, credenti e non".
3) "Nonostante un dibattito pieno di rancori, riteniamo che si sia fatta giustizia nei confronti della storia, delle tradizioni e della cultura delle nostre genti che si rifanno alla religione cattolica". Ad affermarlo è il consigliere regionale del Pdl Paolo Ciani, primo firmatario della mozione sull'affissione del Crocifisso nell'Aula del Consiglio regionale. "Abbiamo accettato il voto segreto perché il voto non venisse strumentalizzato dal punto di vista politico, ha spiegato. La maggioranza dei consiglieri regionali ha inteso che l'esposizione del Crocifisso sia un fatto legittimo. Non è stato un voto politico ma libero e di coscienza.
4) Il Crocifisso - a giudizio di Roberto Asquini (Misto) - non è un simbolo esclusivamente religioso ma del cristianesimo, a prescindere dalle diverse sfaccettature, e anche dei valori della nostra società, di un modello sociale che a fatto crescere tutto l'occidente, che noi dobbiamo conservare e migliorare. Poi c'è chi crede nel Crocifisso e chi è laico, ma non vedo perché debba opporsi a questi valori, non capisco le battaglie per farlo togliere. Chi propone questo punta a una diversa società.
L'Italia nasce anticlericale e la riconciliazione avviene con i patti lateranensi - ha sottolineato a sua volta Stefano Pustetto (SA-SD) ricordando la complessa storia della civiltà occidentale. I politici a parole si definiscono laici, ma usano spesso il Crocifisso come una clava - ha aggiunto invitando a ricordare i cedimenti dello Stato italiano verso il Vaticano su molti temi importanti (divorzio, aborto, pillola abortiva, testamento biologico) e a pensare alle intolleranze espresse in quest'Aula, per esempio verso gli immigrati.
Massimo Blasoni (Pdl) rileva che la sentenza è lo specchio di un'impostazione illuminista e non religiosa, ma che non rispecchia il nostro sentire. Accettiamo la libertà di altri, a patto che non tocchino principi per noi fondamentali. La posta in gioco è il nostro desiderio di ancorarci, di fronte al mondo globale, alle nostre tradizioni.
Rimango esterrefatto da questa inversione di ruolo, i laici che difendono il Crocifisso, i cattolici che non lo vogliono, è stato il commento di Danilo Narduzzi, capogruppo della LN. Il PD ha paura di questa mozione perché teme di mostrare a tutti la spaccatura mostruosa al suo interno. La politica debole che sostiene l'opposizione ha portato a una politica debole, all'eutanasia delle razze in Europa. Ma volge al tramonto. La speranza è che il nostro simbolo, il Crocifisso più tradizionale o la croce di Aquileia, venga collocato qui.
Per Maurizio Salvador (UDC) si sta tornando ai tempi di don Camillo e Peppone, eppure la richiesta contenuta nella nostra mozione è di una banalità estrema. Immaginavamo che si potesse arrivare alla predisposizione di ordine del giorno trasversale che desse una risposta naturale a una richiesta altrettanto naturale, ma dopo aver letto quello del centrosinistra è impossibile.
Sono favorevole al Crocifisso in Aula, ha affermato Luigi Ferone, Partito Pensionati. Ci unisce, appartiene alla tradizione del nostro Paese e della nostra regione. Ogni luogo è intriso di cristianità. La sentenza della Corte è sbagliata, l'Europa bene farebbe a occuparsi dei veri problemi della gente, non ci si occupa dei sentimenti di un popolo.
Secondo Paride Cargnelutti (Pdl) una vicenda come questa dovrebbe fare tutto tranne che dividere e nemmeno dobbiamo fare la gara a chi è più cattolico per conquistare quei voti. Siamo tutti figli di una radice cristiana, ma non vogliamo imporre un simbolo a un'altra forza politica: pertanto, o c'è il voto a larga maggioranza o valutiamo il da farsi.
Questa sentenza è un'ingerenza nel nostro vissuto, una vera imposizione, ha ribadito Alessandro Tesolat per l'UDC. E poi cade nel momento in cui c'è stato il mancato riconoscimento delle radici cristiane dell'Europa nella Costituzione UE. Forse è da questa Europa senza storia che è partita la sentenza. Questa mozione è la difesa laica della nostra storia contro il tentativo di cancellarla.
Per Maurizio Bucci (Pdl) la mozione consente di valutare quanti consiglieri regionali sono laici o laicisti. I laici sanno e vogliono distingue il potere politico dall'autorità religiosa, ma non vogliono rinunciare al simbolo.
Per Piero Camber (Pdl) il Crocifisso rappresenta valori che vanno al di là, è un simbolo che unisce e del quale non dobbiamo vergognarci.
Per la Giunta, l'assessore Elio De Anna ha sottolineato che laicità e laicismo sono due concetti completamente diversi e ha ricordato che i Padri della Repubblica hanno inserito nella Costituzionr in maniera laica valori presi del cristianesimo: non solo il segno della croce, ma la parità di genere, la sussidiarietà e la solidarietà: non si possono cambiare le regole della Costituzione.
Scritto alle 21:24 nella attualità, diritti, persone, politica | Permalink | Commenti (13) | TrackBack (0)
"La moderazione serve solo a nascondere il desiderio di eludere le responsabilità...
L'Italia è un paese di cortigiani che gioca sempre sull'unanimità, pronto a farsi comandare da un tiranno ma nello stile più paesano e giocondo...
Mentre la solennità della crisi imporrebbe ai cittadini l'imperativo della coerenza, della libera lotta politica, di una opposizione senza illusioni e senza ottimismi, una opposizione eterna e sterile che dia il diritto di pensare alla lotta politica di domani.
Invece in Italia i partiti di opposizione temono ad ogni istante di essere stati troppo intransigenti, e si affrettano a moderare le loro affermazioni, a piegarsi all'opportunismo..."
Chi ha scritto queste parole?
Scritto alle 20:57 nella attualità, letture, persone, politica | Permalink | Commenti (14) | TrackBack (0)
A qualcuno fa ridere?
Io lo prendo come un insulto al rock.
La rivista Rolling Stone Italia nomina Silvio Berlusconi "Rockstar dell'anno".
Da anni, in occasione dell'uscita del numero di dicembre, il mensile sceglie il personaggio che si è distinto nel corso dell'anno per il suo carattere e temperamento rock'n roll.
Per il 2009, Rolling Stone Italia dedica la copertina (realizzata dal designer americano Shepard Farey) a Silvio Berlusconi.
Una fesseria che non fa ridere.
Spero che la notizia (di pochi minuti fa, fonte Ansa, Repubblica, Stampa e Corriere) sia una bufala.
Comunque ribadisco: non mi fa ridere.
Ho letto le motivazioni dello sciagurato direttore di Rolling Stone Italia, Carlo Antonelli.
Che lui ne sia consapevole oppure no, sono ispirate a un vitalismo fascistoide (non conta nulla ciò che si fa, l'importante è soltanto l'azione).
Ecco ciò che dice lo sventurato: "tra le figure che nel 2009 potevano meritare la nomina non c'era nessuno che avesse eguagliato, anche per meriti precedenti, le caratteristiche di Berlusconi. E per noi la caratteristica fondamentale di una rockstar è la sua strabordante vitalità. Non siamo interessati ai profili morali di questa designazione, ci interessa solo l'icona pop"
Scritto alle 16:31 nella attualità, banalità, persone, politica, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (51) | TrackBack (0)
Armando Spataro, procuratore aggiunto di Milano, ha ribadito in televisione alcune cose ovvie nei paesi occidentali:
che "la Corte Costituzione l'ha già detto: noi non abbiamo bisogno di escamotage",
che "c'è un gruppo di politici che, dopo il Lodo Alfano bocciato dalla Consulta, mette sul tappeto immediatamente un'idea del processo breve che breve non sarà e che non serve a nulla",
che leggi fatte a vantaggio di Tizio o di Caio "non sono compatibili col principio dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge".
Affermazioni del tutto ovvie.
Ma, appunto, in un normale paese occidentale.
Perchè in Italia ci sono stati commenti schizzati come quelli di Fabrizio Cicchitto (tessera della loggia massonica P2 numero 2232, attuale capogruppo del Pdl alla Camera):
"Tutti i conti tornano, sia dal punto di vista televisivo sia da quello giudiziario. È in pieno svolgimento l'offensiva del circo mediatico-giudiziario"
Vi prego di notare l'uso davvero pdl (privo di logica) delle parole e l'eloquio al solito sconnesso, con metafore squinternate e logorate da un uso del tutto improprio dei vocaboli: i conti che tornano (forse quelli degli evasori fiscali?), il legame politico-giudiziario, il circo...
Oppure l'utilizzo spaventoso che quotidiani come Libero e Giornale fanno di altre parole: "giudici" sistematicamente usato come se fosse un insulto, "sentenza" come se fosse l'annuncio di una fucilazione e "tribunale" come se fosse un gulag staliniano.
A meno che (ovvio) ciò non riguardi gli extra-comunitari.
Scritto alle 09:47 nella attualità, persone, politica, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
"Se qualcuno usa qualche parola di troppo perchè avete il colore della pelle diverso o perchè venite da un altro paese, quello è uno stronzo. Voi lo pensate e io che sono il Presidente della Camera glielo dico"
Gianfranco Fini
di fronte a una cinquantina di bambini e ragazzi, per la maggior parte immigrati bengalesi e cinesi, tra gli 8 e i 18 anni, del centro diurno 'Semina' a Torpignattara, gestito dall'associazione 'Nessun luogo è lontano'.
Ma perchè mai nessun liderino del centrosinistracentro sa parlare così chiaro?
E perchè mai io (che sono di sinistra) devo applaudire Gianfranco Fini?
Scritto alle 15:34 nella attualità, diritti, persone, politica, scuola e università | Permalink | Commenti (55) | TrackBack (0)
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Di lui e della sua tragica e arrogante vicenda ho già scritto più volte.
14 gennaio 2009:
Scarica Battisti
E, per quelle parole, a Trieste qualcuno m'ha tolto il saluto.
Ovviamente non me ne pento e torno a dire ciò che penso:
1) per ciò che ha commesso, il terrorista assassino Cesare Battisti merita di stare in prigione,
2) le parole del suo avvocato Eric Turcon (assunto dalla scrittrice Fred Vargas) sono sia ridicole: "Battisti è innocente perchè me lo ha giurato sulle sue figlie" che ignobili: "Se anche fosse colpevole, Battisti avrebbe commesso dei crimini politici",
3) i parlamentari brasiliani che sono andati in carcere a giurare per la sua libertà mi fanno vomitare.
Scritto alle 09:52 nella attualità, diritti, persone, politica, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (64) | TrackBack (0)
Dice l'assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi "Natale non è la festa dell'accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità"
A Coccaglio, circa settemila abitanti, mille e cinquento stranieri, i vigili vanno casa per casa e suonano i campanelli agli extracomunitari.
A chi non è in regola col permesso di soggiorno, la residenza viene revocata d'ufficio, proclama tutto fiero il sindaco Franco Claretti.
L'operazione si chiama White Christmas perchè scade il giorno di Natale.
Domanda: ma Gesù, Giuseppe e Maria (quando scapparono in Egitto per salvarsi dai coltelli dei sicari di Erode) erano a posto col permesso di soggiorno?
E se avessero trovato assessori e sindaci come Abiendi e Claretti?
Ho parlato con la segretaria del sindaco.
Dopo essermi presentato come Luciano Comida, giornalista di Trieste, le ho chiesto in particolare se sono vere due cose:
a) la scadenza dell'operazione il giorno di Natale e
b) il nome di White Christmas.
Risposte:
a) la loro ordinanza è del 25 ottobre e la scadenza (a sessanta giorni) cadrà (senza che loro ci avessero minimamente pensato) proprio il 25 dicembre,
b) riporto per intero il dialogo sul nome:
"il nome era solo un nome della pratica interna e non sappiamo come sia uscito all'esterno"
"ma era quello di Wtite Christmas?"
"le ho già risposto"
"no, non mi ha risposto. Io le ho chiesto se il nome dell'operazione è proprio White Christmas"
"sì"
"grazie"
Ad Abiendi e Claretti, per Natale, manderò il Vangelo.
Spero che Gesù Cristo gli dica qualcosa.
Scritto alle 08:29 nella attualità, auguri, diritti, persone, politica, Religione | Permalink | Commenti (64) | TrackBack (0)
La posizione di Bersani mi ricorda Moretti in Ecce bombo:
"No veramente non...non mi va. Senti, Di Pietro, ma che tipo di cosa è? Non è che alle dieci state tutti a ballare i girotondi e io sto buttato in un angolo...no. Ah no, se si manifesta non vengo. No, allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a un palco, di profilo, in controluce. Voi mi fate: "Piddì, vieni di là con noi, dai" e io "andate, andate, vi raggiungo dopo". Vengo, ci vediamo là. No, non mi va, non vengo".
Scritto alle 13:39 nella attualità, banalità, cinema, domande, Film, persone, politica | Permalink | Commenti (13) | TrackBack (0)
Mi hanno chiesto un commento sul disegno di legge "processo breve".
Ho risposto che è come quando ti prende un attacco di diarrea in una piazza affollata e ti caghi addosso: non c'è niente da commentare.
Scritto alle 16:35 nella politica | Permalink | Commenti (5) | TrackBack (0)
Forse aveva ragione Nando Dalla Chiesa che, circa quindici anni fa, propose (per ridere ma mica tanto) una legge semplice semplice.
Io l'ho leggermente riscritta e recita così:
"A Silvio Berlusconi, nato a Milano il 29 settembre 1936, e a quattro persone da lui indicate in allegato sono condonati in via definitiva tutti gli eventuali reati civili e penali commessi, su territorio italiano, europeo, mondiale e spaziale, fino al giorno della pubblicazione della presente legge sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. L'elenco completo dei suddetti eventuali reati deve (pena il decadimento dai benefici previsti dalla presente legge) venir inviato in triplice copia, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, al comune di Gennargientu entro e non oltre centottanta giorni dalla data della pubblicazione della presente legge sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana".
E non se ne parlava più.
Ovvio: sarebbe stata stata una cosa abominevole, in contrasto con le più elementari regole della storia del diritto occidentale, ma almeno un'intera nazione non sarebbe diventata la devastata terra di saccheggio ad opera di costui, dei suoi avvocati e delle plebi da essi ipnotizzate.
In più c'è un altro fatto mostruoso: è demente che adesso sia diventato un tabù parlare di riforma della giustizia (che è indispensabile) perchè le persone oneste pensano subito ai cazzi personali di Berlusconi.
E che non si possa parlare di riforma del sistema televisivo (che è indispensabile) perchè si pensa subito agli interessacci di Berlusconi.
E se parliamo di editoria e di riduzione dell'Iva sui libri (che è indispensabile) ecco che rispuntano gli affari imprenditoriali della berlusconiana Mondadorinaudi. (E tra l'altro i miei libri per ragazzi escono con la EL e la Einaudi Ragazzi).
E se parliamo di cinema, ecco che arriva la Medusa...
e se e se e se e se...
Non è possibile: nemmeno di calcio si può parlar più, in Italia, nemmeno di un dribbling, nemmeno di donne, senza che spunti questo ometto nasuto con le sue fesserie, le sue volgarità e i suoi conflitti di interessi che hanno impestato l'Italia.
Sedici anni della mia vita a parlare migliaia e migliaia di volte e a scrivere centinaia e centinaia di articoli su questo ridicolo e dannoso omino e sulla sua sub-visione del mondo.
Ma vi rendete conto?
Scritto alle 17:43 nella attualità, Auto-lezioni, banalità, domande, donne, Film, Libri, persone, politica, Sport, storia, Televisione | Permalink | Commenti (7) | TrackBack (0)
Garantisco io.
Così rispose Silvio Berlusconi nella conferenza stampa di fine anno, il 20 dicembre 2008, a Natalia Lombardo dell'Unità che gli chiedeva conto delle parole dei pentiti sul sottosegretario Nicola Cosentino.
S'è visto.
Sarebbe stata già firmata e sta per essere inoltrata alla Camera la richiesta di autorizzazione per l'esecuzione di una misura cautelare - non è stato possibile sapere se di detenzione in carcere, agli arresti domiciliari o di carattere interdittivo - nei confronti di Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia e coordinatore regionale del Pdl, quasi certo candidato presidente alla regione Campania, per concorso esterno in associazione camorristica.
La vicenda non è nuova: circa un anno fa, il sottosegretario fu tirato in ballo da alcuni pentiti del potente clan casertano dei casalesi, quello reso noto da Gomorra. La Procura della Repubblica di Napoli ha ribadito più volte che i magistrati vagliavano le dichiarazioni di Gaetano Vassallo, imprenditore che ammise, di fronte ai magistrati, di aver smaltito rifiuti tossici per conto della camorra e chiamò in causa il sottosegretario.
L'Espresso ne aveva parlato già nell'autunno del 2008.
La storia riemerse circa un mese fa, quando Gianfranco Fini, durante un incontro con i coordinatori del Pdl Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi, dedicato alle Regionali di primavera 2010, espresse dubbi e pretese candidature trasparenti".
Anche se non aveva fatto un riferimento esplicito, tutti gli "addetti ai lavori" capirono benissimo a chi si riferiva..
Scritto alle 09:00 nella attualità, politica | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Dal luglio 2002, Paolo Ruffini
è il direttore di Rai Tre.
Ha lavorato benissimo, portando alla rete ottimi programmi, prestigio, credibilità, autonomia, aumento di ascolti.
Ovviamente, tra pochi giorni verrà cacciato.
E' tollerabile una situazione del genere?
Il presidente della Rai Paolo Garimberti può continuare a tacere davanti alla sistematica distruzione della televisione pubblica a vantaggio della berlusconiana Mediaset?
E l'opposizione può subire questa, e mille altre situazioni senza reagire?
Senza dare segni di vita?
Senza attaccare senza tregua il governo, come sarebbe il suo dovere politico, civile e morale?
Penso ad esempio alla protesta in piazza dei 40.000 poliziotti sui tagli alla sicurezza: penso a cosa avrebbe, ogni ora di ogni giorno di ogni settimana, gridato e urlato e fatto da cassa da risonanza la destra (se fosse stata all'opposizione), invece noi zitti.
Penso alla pagliaccesca e irresponsabile gestione ministeriale dell'influenza suina: penso a come la destra (se fosse stata all'opposizione) avrebbe aggredito il governo, invece noi zitti.
Certamente non abbiamo con noi le televisioni ma siamo pure incapaci di "dire qualcosa di sinistra", qualcosa che sfondi il muro del silenzio, qualcosa che faccia sapere che esistiamo, qualcosa che metta in difficoltà il governo.
E lo si dovrebbe fare martellando e rimartellando quel qualcosa una due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci venti quaranta volte: solo così i temi arrivano e, sedimentandosi nelle loro opinioni,restano ai cittadini.
Se no, è unicamente chiacchiericcio "usa e getta" da frullatore mediatico.
Scritto alle 09:59 nella attualità, domande, Film, persone, politica, Televisione | Permalink | Commenti (4) | TrackBack (0)
Al TG3 delle 19 di venerdì 6/11/09, è comparso un frammento di intervista a Franco Marini,
senatore del PD.
Domanda di Bianca Berlinguer: “Berlusconi ha detto che Bersani ha cominciato male la sua segreteria”
A questa comoda imbeccata, cosa avrebbe risposto a botta sicura un “normale” elettore democratico?
Qualcosa come: “beh…se Berlusconi la pensa così, vuol dire che Bersani non ha cominciato male”
Oppure: “Male per Berlusconi, bene per il resto degli italiani”
O cento altre possibili repliche pungenti, che diano un guizzo di vita al Piddì.
Invece la risposta di Marini è stata di quelle che fanno cascare le pelotas.
Eccola: “Berlusconi ci dia del tempo e si ricrederà”
Come diceva Nanni Moretti: “continuiamo così, facciamoci del male”
Come faceva Tafazzi: giù bottigliate sui cosiddetti.
In compenso, due bei video di Giuliano Palma & the Bluebeaters.
Wonderful life: Scarica YouTube - Giuliano Palma & The Bluebeaters
Do I worry (dal vivo): Scarica YouTube - Do I Worry - G_Palma & the Bluebeaters
Scritto alle 22:12 nella attualità, banalità, domande, Musica, persone, politica | Permalink | Commenti (8) | TrackBack (0)
Un disegno di legge collegato alla Finanziaria prevede, per i dipendenti pubblici, un giuramento di fedeltà alla Repubblica.
Il testo riporta la formula che dovrà essere pronunciata:
"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi, di adempiere ai doveri del mio ufficio nell'interesse dell'amministrazione per il pubblico bene"
Aspetto di sentire l'opinione di costituzionalisti di cui mi fido (ad esempio Rodotà o Zagrebelski). Ma a me, a prima impressione, questa formula non piace per nulla.
Un conto è giurare fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione vigente.
Altro paio di maniche è estenderla genericamente "alle leggi" passate presenti e future.
Esempio molto semplice: il Governo emanerà un decreto legge di dubbia costituzionalità, il Parlamento lo approverà a ristrettissima maggioranza, alcuni magistrati solleveranno eccezioni di incostituzionalità e la norma andrà alla Corte Costituzionale che ne valuterà la conformità ai principi della Carta.
Intanto, anche la mia coscienza di cittadino (oltre che di dipendente pubblico) troverà ripugnante eseguire il dettato di quella legge.
Dovrò comunque "osservarla lealmente" dato che a priori avevo giurato di farlo?
Scritto alle 23:06 nella attualità, diritti, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (18) | TrackBack (0)
Una sentenza a tutela della laicità e della libertà di tutti
A poche ore dalla sentenza della Corte per i diritti umani di Strasburgo, la pastora Maria Bonafede, moderatore (la massima carica elettiva) della Tavola valdese, esprime un giudizio positivo:
"E' una sentenza importante che finalmente inquadra la questione dell'esposizione dei simboli religiosi in una cornice europea di laicità e tutela dei diritti di tutti: di chi crede, di chi crede diversamente dalla maggioranza e di chi non crede.
Ancora una volta emerge la fragilità, logica prima e giuridica dopo, di una tesi: secondo questa argomentazione il crocefisso nelle aule italiane non sarebbe un simbolo religioso ma l'espressione della cultura nazionale.
La verità è che il crocefisso nei luoghi pubblici, così come il privilegio dell'insegnamento religioso cattolico, rimandano all'Italia di un tempo antico e allo stato confessionale.
La sfida oggi è invece quella del pluralismo delle culture e della convivenza tra chi crede e chi non crede nel quadro del valore costituzionale della laicità".
Scritto alle 11:28 nella attualità, diritti, politica, Religione | Permalink | Commenti (36) | TrackBack (0)
Provate a rispondere (senza barare nè andar a cercare la risposta sui giornali o sul Web) a questa domanda.
Da molte settimane si parla dell'influenza A e viene sempre citato il vice-ministro della Salute Ferruccio Fazio.
Domanda: se lui è il vice, chi è il ministro vero e proprio? E perchè non viene mai nominato?
Scritto alle 15:20 nella attualità, banalità, domande, persone, politica, salute | Permalink | Commenti (21) | TrackBack (0)
Stefano Cucchi è morto in un modo orribile, gonfio e sfigurato, solo e abbandonato, alcuni giorni dopo essere stato arrestato e incarcerato per spaccio di stupefacenti.
Adesso, la famiglia, le persone che gli hanno voluto bene, gli italiani che credono nella giustizia chiedono due cose: conoscere chi ha causato quella tragedia e sapere che le responsabilità saranno stabilite, per davvero, dalla legge.
Purtroppo il ministro della Difesa Ignazio La Russa e altri come lui non sono in grado di capire, e temo non riusciranno a comprendere mai, un fatto molto semplice: i cittadini onesti pretendono l'accertamento della verità non in odio alle forze dell'ordine ma per il motivo esattamente opposto: noi esigiamo che polizia e carabinieri rispettino la legalità e trattino ogni persona, ogni arrestato, ogni detenuto, come un essere umano. Noi cittadini dalla parte della giustizia e della libertà siamo convinti che, in uno stato democratico, gli uomini e le donne delle forze dell'ordine sono uno dei pilastri della legalità. Ma proprio per questo motivo devono rispettare la legge e ad essa venir sottoposti, come tutti gli altri cittadini, nessuno escluso.
Alla memoria di Stefano, dedico una canzone di Bruce Springsteen: American skin (41 shots).
Scarica YouTube - AMERICAN SKIN (41 SHOTS) Bruce Springsteen, sottotitoli in italiano
La scrisse per una bruttissima tragedia americana causata dalla violenza di quattro poliziotti, poi coperti dalla casta e dal Potere.
A New York, il 4 febbraio 1999, verso le 0.30, il ventiduenne Ahmed Amadou Diallo, venditore ambulante immigrato dalla Guinea senza precedenti penali, disarmato, tornava a casa dopo aver venduto oggettini, sciarpette, cappelli, guanti e videocassette.
Quattro poliziotti lo incontrarono vicino al suo appartamento.
Pochi minuti dopo iniziò la sparatoria.
Ahmed finì macellato di colpi esplosi a distanza ravvicinata: 41 proiettili conficcati nel suo corpo riverso in una pozza di sangue nell'atrio illuminato del palazzo con accanto, per terra, il portafoglio.
Secondo la versione ufficiale, i poliziotti avevano scambiato il suo portafoglio per un'arma.
Quando Bruce Springsteen scrisse e suonò America skin, i dirigenti della polizia newyorkese e l'allora sindaco repubblicano Rudolph Giuliani lo accusarono di seminare odio. Senza capire niente: Bruce
si schierava contro la brutalità del Potere perchè stava con la giustizia e la libertà, dalla parte delle vittime e della verità.
La stessa parte di chi adesso, in Italia, vuole sapere come e perchè è morto Stefano Cucchi.
Più di un anno fa, raccontai la tragica morte di Riccardo Rasman. Morto a Trieste durante un arresto:
http://lucianoidefix.typepad.com/nuovo_ringhio_di_idefix_l/2008/07/a-trieste-la-br.html
Scritto alle 14:04 nella attualità, diritti, Musica, persone, politica | Permalink | Commenti (40) | TrackBack (0)
In questi giorni le televisioni trasmettono uno spot del Ministero della Difesa per la festa del 4 novembre.
Guardate l'undicesimo secondo del filmato:
http://www.youtube.com/watch?v=_otS7CYu1_w
E vedrete un tizio preciso identifico controfigurato (ovviamente più giovane e più bello) del ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Scritto alle 12:49 nella attualità, persone, politica, Sistema mediatico, Televisione | Permalink | Commenti (5) | TrackBack (0)
Scritto alle 21:12 nella attualità, auguri, domande, persone, politica | Permalink | Commenti (46) | TrackBack (0)
Su Marrazzo, un paio di appunti
1) certo, la vita privata resta la vita privata,
2) trovo però moralmente indecente che un uomo sposato e per di più con una figlia piccola frequenti assiduamente prostitute (siano donne, uomini, trans o quel che è),
3) tanto più chi ha una carica pubblica deve avere comportamenti ispirati alla sobrietà e alla decenza,
4) Marrazzo (ancor più visto che da tempo era al centro di ricatti e torbide manovre, da Storace in poi) è stato irresponsabile, umanamente e politicamente,
5) non credo molto alla fiaba dei quattro carabinieri sciolti e penso si tratti di un piano dettato da livelli più alti e con scopi più torbidi,
6) bene ha fatto il PD a spingere affinchè Marrazzo lasci la presidenza della Regione,
7) Marrazzo deve dimettersi,
8) l'inqualificabile del suo comportamento non è tanto e solo la vicenda del trans ma un'altra: che lui abbia PAGATO il ricatto invece di denunciarlo.
Con che faccia possiamo chiedere ai commercianti o ai cittadini di resistere alle minacce della mafia, della camorra, del pizzo, se i nostri amministratori pagano i ricatti?
9) comunque, in poche ore il PD ha portato Marrazzo ad abbandonare. E a sinistra lo scandalo suscita indignazione e rabbia.
Inutile ricordare che, a destra, le vicende Berlusconi non smuovono nemmeno il pelo di un baffo o di un pube.
Sulle primarie PD.
Al di là di tutto, al di là delle critiche aspre che si possono e si devono fare ai gruppi dirigenti,
anche nel campo della scelta del leader la differenza tra destra e sinistra è abissale.
A destra un CAPO assoluto osannato da gente che non ha alcuna possibilità di scegliere nulla di nulla ma solo di applaudire e ingoiare ogni nefandezza senza discutere mai.
A sinistra (dopo un percorso congressuale complicato e tormentato) tre milioni di cittadini si mettono in fila, pagano due o più euro e votano per decidere chi sarà il segretario.
Scritto alle 07:39 nella attualità, diritti, persone, politica | Permalink | Commenti (52) | TrackBack (0)
Guardate questo indecente video su Youtube.
http://zamparini.wordpress.com/2009/10/23/dalema-marino-e-un-mio-collaboratore-che-si-e-preso-la-liberta-di-candidarsi-alla-segreteria-del-pd/
In cui Dalemassimo dice che Marino è un suo "dipendente" che si "preso la libertà " di candidarsi a segretario del PD.
A Dalemassimo ho mandato questa email:
Mi firmo nome e cognome:
Luciano Comida da Trieste.
Ho sentito le sue dichiarazioni su Marino.
Sono l'ennesima conferma della sua spocchiosa arroganza. Spero vivamente che la sua carriera politica, che tanto male ha fatto alla sinistra italiana, finisca al più presto. Bicamerale, respirazioni bocca a bocca fatte a Berlusconi, "Mediaset risorsa dell'intero paese" sono solo alcuni esempi della sua genialità ma lei mille e mille altre ne ha combinate.
Un saluto
Certa classe politica va spazzata via.
Scritto alle 21:21 nella attualità, persone, politica | Permalink | Commenti (69) | TrackBack (0)
Sul sito del Corriere nel giro di un paio d'ore è successa una cosa strana.
Da ieri, è on line una specie di sondaggio sulle primarie PD.
Fino alle 16.00 di questo pomeriggio (ho guardato io) i votanti erano pochi meno di 30.000 e in testa (con circa il 37%) c'era Marino. Non ricordo con esattezza le cifre ma all'incirca si trattava di queste.
Adesso invece (ore 23.15) i votanti sono 34.663, in testa è passato Bersani col 34,5%.
La cosa mi sa tanto di voti portati per manina elettronica dai capibastone della corrente bersaniana.
Comunque, in questi giorni anche l'Espresso on line fa un analogo "sondaggio": fino a pochi minuti fa Marino ha 19.620 voti, Bersani 16.042 e Franceschini 13.395.
In realtà, il mio amico Roberto Weber (dirigente della SWG di Trieste) mi spiega sempre che queste cose fatte dai giornali NON sono veri sondaggi.
NON possono chiamarsi tali perchè non ne possiedono i parametri minimi di attendibilità. Un sondaggio, per venir definito tale, ha bisogno di certe regole, di determinati protocolli. Se no, mi basta domandare a venti miei conoscenti cosa ne pensano di B. e domani io pubblico su Critica Liberale che il 95% degli italiani pensa che S. B. è un criminale. Ma le cose tra i 52 milioni di italiani non stanno così.
Insomma, un sondaggio vero è diverso da quella roba lì presentata sui giornali.
E dunque, i dati che verranno fuori dalla rivelazione del Corriere o dell'Espresso danno solo l'idea di come rispondono i frequentatori del sito del Corriere e dell'Espresso. Il problema è, semmai, un altro (come sanno tutti quelli che conoscono la psicologia, la sociologia, la politica e la sondaggistica): questi dati possono innescare la cosiddetta "profezia che si autoavvera".
In parole povere: se uno pseudo-sondaggio rivela che Tizio è in vantaggio su Caio, ciò aumenta le possibilità di Tizio di vincere.
Ecco allora perchè la corrente di Bersani si agita molto, vedendo che gli pseudo-sondaggi (del Corriere, dell'Espresso, di Striscia la notizia) danno in testa Ignazio Marino.
Scritto alle 23:28 nella attualità, domande, persone, politica, Sistema mediatico, Web/Tecnologia | Permalink | Commenti (53) | TrackBack (0)
A volte una piccolissima frase rivela tantissimo di un uomo e della sua meschina visione del mondo.
La Cnn ha trasmesso uno special sul presidente del Consiglio italiano e la sua vita, privata e politica, intervistando lui, i suoi familiari, amici, collaboratori.
A un certo punto, Berlusconi dice: "Non ne posso più di vergognarmi a girare per le strade con i miei figli. Prostituzione ovunque, perizioma in mostra, e anche il resto senza ritegno"
Ricordo che sta parlando il proprietario delle tre reti private Mediaset, l'uomo che possiede la televisione in chiaro forse più pecoreccia del mondo.
E allora rimando in onda la frasetta emblematica: quella in cui Berlusconi si indigna e si vergogna per i "perizoma in mostra".
Quelli che, nelle televisioni di Berlusconi imprenditore, tracimano da ogni inquadratura. Umiliando le donne e relegandole al ruolo di comparse che esibiscono il proprio corpo-oggetto.
Ma Berlusconi papà dice che si vergogna di vederle per strada.
Scritto alle 09:27 nella attualità, coppia, donne, persone, politica, Sistema mediatico, Televisione | Permalink | Commenti (22) | TrackBack (0)
Miiiiiiiinchia.
E adesso chi glielo dice ai cantori della flessibilità che stanno a centro-sinistra-centro?
"Non credo che la mobilità sia di per sè un valore. Per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire una famiglia. La stabilità del lavoro è alla base della stabilità sociale...
..se le cose vanno male ti ritrovi a mangiare kit kat in una roulotte e neghi la scuola ai tuoi figli...
...la Costituzione repubblicana è tuttora valida ma non del tutto applicata..."
Ha detto oggi il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, a Milano, al convegno promosso dalla Bpm sulla partecipazione dei lavoratori all'azionariato delle imprese.
Scritto alle 15:20 nella attualità, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (66) | TrackBack (0)
Me lo domando: è colpa nostra se siamo arrivati a questo punto?
Ma io, onestamente, io non mi sento colpevole.
Nei miei limiti (grandissimi) ho fatto ciò che ho potuto: ho partecipato alla nascita di Alleanza per Trieste (che fece eleggere Riccardo Illy sindaco), sono stato nel PDS e nei DS e in Sinistra e Libertà, adesso sto cercando di dare una mano a Ignazio Marino, sono stato consigliere circoscrizionale, ho fatto cortei ambientalisti contro il rigassificatore nel golfo di Trieste vestito con un sacco di juta da post-olocausto nucleare, ho fatto un po' di sindacato, ho scritto migliaia e migliaia di cose, ho parlato con innumerevoli persone, ho discusso con non so quanta gente, ho manifestato, ho comprato pacchi e pacchi di giornali solo per dargli qualche soldo e aiutarli a stare in vita, ho mandato centinaia e centinaia di lettere e proteste, ho firmato appelli, ho sempre votato, a casa ho centinaia di braccialetti di stoffa comprati dai ragazzi senegalesi, ho scritto e distribuito volantini, ho diretto un mensile, sono andato a parlare anche a dibattiti e convegni della destra, ho fatto banchetti gazebo comizi elettorali, ho perso incarichi professionali perchè mi sono esposto.
Onestamente: sarà stato poco, sarà stato troppo poco per contrastare Berlusconi e il berlusconismo e la deriva che sta subendo l'Italia.
Ma io, forse perchè non ne sono capace, non avrei saputo fare di più.
E come me (ne sono certo) tanti altri "normali" uomini e donne di sinistra hanno fatto il possibile.
Chi (in questi anni) non ha fatto il possibile sono stati i nostri gruppi dirigenti.
Scritto alle 17:18 nella attualità, banalità, domande, persone, politica | Permalink | Commenti (136) | TrackBack (0)
Lo stesso sistema di disinformacija che accusa di "gossip" chi svela il rapporto prostitute/affaristi/magnaccia/favori/politica/Berlusconi diffonde stupidaggini.
Nelle ore di massimo ascolto del pubblico televisivo più vulnerabile.
Alle 10.04 di ieri, giovedì 15 ottobre "Mattino 5", contenitore (di cosa non si sa) delle reti Mediaset.
Il conduttore, Claudio Brachino, annuncia le immagini "in esclusiva" dei presunti comportamenti "stravaganti" del giudice civile milanese, Raimondo Mesiano.
Chi è costui? E perchè gli si rompono le balle nella sua vita privata?
Semplice: è il magistrato che, due settimane fa, ha condannato il gruppo Fininvest a risarcire alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro, per lo "scippo" di Segrate: il lodo sul controllo del pacchetto azionario della Mondadori che si risolse nel 1990 a favore di Berlusconi in cambio di mazzette versate ad alcuni giudici romani.
Cosa mostra di tanto "stravagante" il video?
Tanto da venir rilanciato oggi in prima pagina dal Giornale?
Ritrae di nascosto Brachino che esce di casa, passeggia per le vie di Milano, attende il proprio turno dal barbiere.
"Nel suo weekend" -spiega la voce narrante- "lontano dalle scartoffie del tribunale e dagli impegni istituzionali, sveste la toga e si cala nei panni del comune cittadino. Certo, non un cittadino qualunque". E mentre il teledipendente delle 10.04 pregusta scenacce clamorose, ecco che lo zoom inquadra Raimondo Mesiano fermo al semaforo.
Laverà i vetri per arrotondare lo stipendio in nero?
Mostrerà il pube a qualche bambina?
Scipperà un vecchietto?
Spaccerà droga a un albanese?
La giornalista voce narrante, per non deludere l'attesa del teledipendente in fremente attesa di rivelazioni, butta là: "Alle stravaganze di Mesiano in realtà siamo ormai abituati".
Quali stranezze? A cosa diavolo allude?
Vedremo. Una televisione seria come Mediaset non può mica procedere per allusioni mafiose e inconcludenti!
Infatti, finalmente il filmato entra nel vivo e presenta meteriale scottante:
il giudice è davanti alla bottega del barbiere. Qui (sempre stando alla voce fuori campo) "è impaziente e non riesce a stare fermo. Avanti e indietro... ". Un atteggiamento considerato molto molto anomalo dallo staff di Mediaset, tanto da ribadire ancora il concetto: "È impaziente, non riesce a stare fermo: avanti e indietro". E poi ancora, in maniera insistente: "Si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora avanti e indietro".
Si metterà un cappuccio e rapinerà il negozio?
Le immagini si soffermano sul giudice seduto sul seggiolone del barbiere, con la schiuma da barba sul viso.
Il coraggioso reporter commenta: "Forse non sa ancora che il Csm lo sta "promuovendo con un bel sette, che per un magistrato equivale a un 30 e lode universitario". Il riferimento è alla promozione ottenuta da Mesiano, due giorni fa, dal Csm.
Un naturale avanzamento di carriera in base all'anzianità.
"Lui va avanti e indietro", ripete, ancora, la giornalista.
Insomma, il servizio va avanti così, a menare il torrone con roba di questo tipo.
Mentre per Mediaset sarebbe pettegolezzo dar le notizie su "Berlusconi, Tarantini, affaracci pugliesi, D'Addario & escort, selezione dei gruppi dirigenti eccetera"
Scritto alle 08:47 nella attualità, banalità, diritti, persone, politica, Sistema mediatico, Televisione | Permalink | Commenti (71) | TrackBack (0)
Cose da pazzi.
Il regolamento delle Primarie prevede:
il 25 ottobre viene eletto chi ottiene il 50,1% dei voti.
Se nessuno dei candidati ce la fa, decide l'assemblea nazionale composta da 1000 delegati (anch'essi eletti il 25 ottobre).
Domenica Eugenio Scalfari butta là una proposta personale: e se venisse eletto il più votato, anche se non becca la metà dei voti?
"Che bell'idea" dicono in coro Pierluigi Francescani e Dario Bersini: "facciamo così".
Al che Ignazio Marino (persona seria e dunque aliena a quest'Italietta) obietta: "scusate, ma le regole decise erano altre e non si possono mica cambiare all'ultimo momento, come ci si sveglia di mattina"
"Ihhhhhh, che formalismi pignoli" gli obiettano i due.
Capite perchè il voto a Marino è l'unico possibile?
Scritto alle 17:03 nella politica | Permalink | Commenti (46) | TrackBack (0)
la faccio breve: voglio più che altro stimolare delle riflessioni e accendere una dicussione.
Se il centro-sinistra-centro italiano è in queste pietose condizioni, lo si deve anche a un fatto: la sua dirigenza e (per modo di dire) intellighenzia è nelle mani di ex-comunisti ed ex-democristiani.
Mentre i laici e i socialisti sono stati messi da parte.
Tralasciamo gli ex-PSI che (tradendo il senso dell'essere socialisti) sono andati con Berlusconi e la destra: Cicchitto, De Michelis, Sacconi, Brunetta, Tremonti...
Io sto parlando dei socialisti veri.
Cosa gli è accaduto in questi vent'anni?
O sono stati messi sugli altari e venerati come la Madonna Candelora (Norberto Bobbio e Vittorio Foa) ma nei fatti completamente inascoltati.
O considerati dei rompicoglioni (Paolo Sylos Labini).
E così la sinistra italiana ha sprecato persone di grandissimo valore: economisti come Giorgio Ruffolo, Paolo Leon e Francesco Forte.
Storici attenti al presente come Massimo Salvadori o Giuseppe Tamburrano.
Il padre dello Statuto dei Lavoratori Gino Giugni.
Stefano Rodotà.
Elio Veltri.
Gianfranco Pasquino.
Giorgio Bocca.
Uomini che da decenni hanno lucidamente analizzato la crisi della partitocrazia, l'insorgere del berlusconismo, i guasti del capitalismo, i ritardi della sinistra italiana, i pericoli del leghismo, l'importanza della laicità e dei diritti civili, la partita decisiva che si giocava nel rinnovamento della politica e dei gruppi dirigenti, il degrado etico, la centralità della questione morale.
Socialisti inascoltati.
E nel PD comandano ancora l'ex-comunista D'Alema e il democristiano Fioroni.
Capite perchè perdiamo?
Scritto alle 18:54 nella attualità, persone, politica | Permalink | Commenti (78) | TrackBack (0)
Sono convinto che la gran parte del gruppo dirigente nazionale del centro-sinistra-centro italiano sia (esistono alcune eccezioni) disastrosa:
in questi quindici anni ha consegnato l’Italia a Berlusconi e alla destra leghista. E allora chi in quel periodo ha teorizzato sciaguratamente di turbocapitalismo, terza via, efficientismo, “viva il mercato”, Bicamerale, “Mediaset ricchezza dell'intero paese” (fu il genio D'Alema a dirlo) e mille e mille altre ne ha combinate, dovrebbe finalmente ritirarsi a vita privata.
Franceschini e Bersani: adesso dite che fu un gravissimo errore non fare una legge sul conflitto di interessi? Bravi, avete ragione, lo sapevamo anche noi cittadini normali. Però, scusate: voi dove eravate in questi anni? Cosa facevate? I bidelli in una media? Operai alla Fiat? Farmacisti in provincia? Autisti dell'autobus? Precari al call-center? Cardiochirurghi negli Usa? O eravate ministri e dirigevate il centro-sinistra-centro? Perchè, vedete, se la risposta giusta è l’ultima, dovreste trarne una conclusione molto semplice: non sussurrare "orpo...è stato un errore" ma ammettere a gran voce "HO sbagliato di nuovo", trarne le conclusioni e dunque farvi da parte. O no?
In questi giorni (basta parlare con le persone "normali" nelle scuole, sui treni, in tram, negli ospedali, sui luoghi di lavoro, in coda agli sportelli, ovunque) si respirano malcontento, sfiducia, rabbia, rassegnazione.
Eppure davanti alla sinistra, a una sinistra degna di questo nome, esistono territori enormi per una sua riscossa: giustizia, uguaglianza, critica profonda al capitalismo selvaggio e all'idolatria del Prodotto Interno Lordo, diritti individuali, laicità autentica, rafforzamento della scuola pubblica, lotta serrata alla criminalità organizzata, tutela del territorio, energie pulite e rinnovabili, politica rigorosa e accogliente dell'immigrazione, rilancio dei temi europei, ripristino forte di un'etica pubblica (perduta in questi ultimi vent'anni), riequilibrio del sistema televisivo e del mercato pubblicitario, fine della lottizzazione nelle università negli ospedali nelle aziende sanitarie, riforma della giustizia verso uma maggiore rapidità del processi, fisco meno ottuso tassazione progressiva e lotta serrata all'evasione fiscale, Parlamento più agile, reintroduzione della preferenza o del collegio uninominale.
E invece, davanti all' sfacelo politico e morale del del berlusconismo, cosa dicono i capi del PD?
"Non possiamo mica chiedere le sue dimissioni. Che continui pure a governare"
E domani, proverò a dire uno dei motivi del disastro dell'attuale sinistra italiana:
quelli che, sciaguratamente, sono stati tenuti ai margini.
Lasciando alla guida ex-comunisti ed ex-democristiani.
Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti noi.
Scritto alle 21:32 nella attualità, politica | Permalink | Commenti (68) | TrackBack (0)
Ma è mai possibile che da quindici anni l'Italia intera e tutti noi, suoi abitanti, dobbiamo essere ostaggio dei cazzi privati, giudiziari ed economici di Silvio Berlusconi?
Scritto alle 00:02 nella attualità, banalità, domande, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (29) | TrackBack (0)
"Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia perchè saranno saziati" (Vangelo di Matteo, 5,6)
Almeno una merenda ogni tanto:
alle 18.06 di oggi la Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo il Lodo Alfano e finalmente ricominciano i processi a Silvio Berlusconi.
Scritto alle 19:24 nella attualità, Auto-lezioni, cucina e cibarie, diritti, letture, politica, Religione | Permalink | Commenti (33) | TrackBack (0)
Scritto alle 16:34 nella attualità, diritti, letture, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (61) | TrackBack (0)
Lalla, la conosco dal 1973, le voglio un mondo di bene e mi fa molto ridere.
Ci scriviamo spesso.
Ieri mi ha mandato l'annuncio della sua discesa in campo.
L'Italia è il paese che amo, in cui sono nata e dove ho messo al mondo e (con gioia e sacrifici) cresciuto i miei figli e figlie.
Però da qualche tempo mi sono rotta le scatole e non sopporto quasi più nessuna delle facce pubbliche: come cittadina, mi sento offesa e tradita.
Mi vedo dunque costretta a scendere in campo in prima persona. Il nome del partito sarà senza ombra di dubbio PpL (Partito per Lalla).
Sono aperte le iscrizioni per diventare direttamente ministri e sottosegretari.
Si accettano tutti a parte alcuni: no a puttanieri e fa’n tubo, a chi ha un'altezza
inferiore al metro e sessanta e chi si tinge i capelli, a chi porta
parrucchini e chi ha subito trapianti del cervello, a chi fa finta di
avere trent'anni ma ne ha sessantacinque e mezzo, a chi simula di avere
sessantacinque e mezzo ma ne ha diciannove, a chi bofonchia invece di
parlare, a chi si mette il rialzo nelle scarpe, a chi allunga le mani
sulle belle signore, a chi dice fregnacce, a chi scrive su giornali
scandalistici, a chi dice "ai miei tempi sì che era bello", a chi cita
le opinioni altrui ma non ha mai un'opinione sua, a chi di professione farebbe il
comico ma è molto più remunerativo buttarsi in politica, a chi di suo
sarebbe l'attrice/attore ma ha sentito dentro di sè che doveva fare
qualcosa per "laggente", a chi urlacchia scaldalizzato se nel bagno trova
Vladimir Luxuria, a chi fa la spia, a chi ricatta, a chi ha ampi e circostanziati motivi per essere ricattato.
Astenersi perditempo.
Detto questo, una bella fetta di coglioni ce la siamo levati dalle scatole e possiamo andare avanti seriamente.
Lalla dixit.
Scritto alle 07:35 nella attualità, donne, letture, persone, politica | Permalink | Commenti (64) | TrackBack (0)
Un lavoratore, se manca dal lavoro, deve mandare il certificato medico. E se quel giorno la sua presenza è indispensabile fa in modo di essere presente lo stesso.
Questi qua dove cavolo erano? In giro per congressi? a spasso per Roma? Calearo: "L'aereo è arrivato in ritardo". Beh, dato che il voto era importante potevi prendere quello prima. E i vari Rosato (triestino, della mia città!, responsabile organizzativo della campagna di Franceschini) e Tizietto Caietti (non ricordo il nome ma è il responsabile di Bersani) e D'Alema e Bersani e Franceschini: perchè mancavano? Ma che gruppo dirigente è? Ma che ci stanno a fare in Parlamento? E avete letto ieri le penose interviste di giustificazione? Il capogruppo (capo de che?) Antonello Soro? "Noi non facciamo un'opposizione numerica" Ma vattene a casa. Tu e chi che t'ha messo in quello scranno. Ma che discorsi sono?!
E il deputato Pd Riccardo Franco Levi? Quello che un paio d'anni fa fece una proposta di legge per obbligare i blog a iscriversi al Registro Operatori della Comunicazione? E che adesso fa il braccio destro di Bersani? Ieri in conferenza stampa, con un giornalista che gli chiedeva contro delle assenze di troppi parlamentari PD sul voto per lo scudo-grimaldello fiscale, ha sbroccato: "Giornalismo di merda!!!"
Per anni ho cercato di non lasciarmi andare alle demagogie contro gli eletti. Però a volte la pazienza si esaurisce.
Arriva il giorno che cade la famosa goccia che fa traboccare il vaso.
O (come dicono gli arabi) è l'ultima pagliuzza a spezzare la schiena del cammello.
Poco fa, via libera definitivo della Camera al decreto correttivo del dl anti-crisi che comprende, tra l'altro, le contestate norme sullo scudo fiscale. I sì sono stati 270 e i no 250. Un via libera ottenuto con solo 20 voti di scarto. Ciò significa che, se l'opposizione fosse stata al completo, il provvedimento non sarebbe passato. Sono 279 i deputati che non appartengono ai gruppi del Pdl e della Lega.
La maggior parte delle assenze si registrano nel Pdl (213 presenti su 269 appartenenti al gruppo) ma subito dietro c'è il Pd (23 i deputati che non hanno partecipato al voto)
E tre giorni fa uguale.
Scritto alle 14:34 nella attualità, diritti, domande, persone, politica | Permalink | Commenti (18) | TrackBack (0)
Scritto alle 09:12 nella attualità, diritti, politica | Permalink | Commenti (20) | TrackBack (0)
Ieri alle Nazioni Unite ci sono stati, tra gli altri, due discorsi: uno bellissimo e importante del presidente americano e uno allucinante di Gheddafi.
Scritto alle 08:40 nella attualità, persone, politica | Permalink | Commenti (13) | TrackBack (0)
Domani arriva in edicola Il fatto quotidiano.
Giornale d'assalto a sedici pagine, non uscirà il lunedì, diretto da Antonio Padellaro, ci scriveranno tra gli altri Marco Travaglio, Furio Colombo, Peter Gomez, Oliviero Beha.
Augurissimi.
E mi sono abbonato.
Dal 23 settembre, 85mila copie de Il Fatto Quotidiano saranno distribuite in circa 15mila edicole sul territorio nazionale.
1 Regione Località Distribuzione Note
2 Abruzzo L'AQUILA Città
3 Abruzzo PESCARA Città
4 Abruzzo CHIETI Città
5 Abruzzo Francavilla Città
6 Abruzzo Montesilvano Città
7 Basilicata POTENZA Città
8 Campania NAPOLI Città
9 Campania SALERNO Città
10 Lazio Tutta la provincia di Roma tranne: Frosinone Rieti e Viterbo
11 Lazio LADISPOLI Provincia RM
12 Lazio Civitavecchia Provincia RM
13 Lazio GAETA Provincia RM
14 Lazio VALMONTONE Provincia RM
15 Lazio APRILIA Provincia RM
16 Lazio LATINA Città
17 Lazio ROMA Città + tutta la Provincia
18 Lazio CAMPAGNANO ROMA Provincia RM
19 Lazio MONTEROTONDO SCALO Provincia RM
20 Marche ANCONA Città
21 Marche FERMO Città
22 Marche MACERATA Città
23 Marche PORTO S.GIORGIO Città
24 Marche PESARO Città
25 Puglia BARI Città
26 Puglia FOGGIA Città
27 Puglia LECCE Città
28 Molise ISERNIA Città
29 Molise CAMPOBASSO Città
30 Sardegna CAGLIARI Città
31 Sicilia CATANIA Città
32 Sicilia PALERMO Città
33 Toscana TUTTA
47 Umbria TUTTA
51 Emilia Romagna TUTTA
63 Liguria GENOVA Città NO Chiavari, Sestri levante, Portofino e Camogli
64 Liguria SESTRI PONENTE Città
65 Liguria GENOVA PEGLI Città
66 Lombardia VARESE Città + Provincia tutta
67 Lombardia PAVIA Città
68 Lombardia LECCO Città
69 Lombardia SARONNO Città
70 Lombardia BERGAMO Città
71 Lombardia MILANO Città + Provincia tranne – Mantova, Sondrio e Cremona
72 Lombardia LODI Città
73 Lombardia BRESCIA Città
74 Lombardia COMO Città
75 Piemonte CUNEO Città
76 Piemonte IVREA Città + Aeroporto Caselle
77 Piemonte TORINO Città
78 Piemonte NOVARA Città
79 Piemonte ASTI Città
80 Piemonte ALESSANDRIA Città
81 Trentino Alto Adige TRENTO Città
82 Friuli UDINE Città
83 Friuli TRIESTE Città
84 Veneto PADOVA Città
85 Veneto VENEZIA Città
86 Veneto MESTRE Città
87 Veneto TREVISO Città
88 Veneto VERONA Città
89 Veneto VICENZA Città
Scritto alle 09:31 nella attualità, auguri, letture, politica, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (12) | TrackBack (0)
Ieri sera io e Tatjana abbiamo visto un emozionante documentario che sembra un misterioso film giallo.
Ma prima serve una premessa.
(Se volete, saltatela)
Torno spesso a Bob Kennedy.
Assieme a Martin Luther King, Robert Francis Kennedy fu l'eroe laico della mia adolescenza, di quando (quattordicenne) seguivo in televisione e sui giornali e nelle conversazioni di mio papà e mio nonno la sua campagna elettorale delle primarie democratiche del 1968.
Ricordo che piansi di dolore e di rabbia quando lo ammazzarono il 6 giugno di quell'anno.
Per me, il riformismo ha sempre avuto quella forte radicalità.
E ogni volta che rileggo i discorsi, le interviste di Bob, trovo l'attualità profetica delle sue parole, della sua politica, del suo linguaggio.
Sentite questo frammento di un discorso sulla libertà di stampa a Cape Town nel Sud Africa ancora oppresso dal segregazionismo razziale (un intervento che creò forte disagio nei governanti bianchi ma accese speranze nei neri):
”Al cuore della libertà individuale sta la libertà di parola, il diritto di esprimere e comunicare le idee, di differenziarsi dai rozzi animali della foresta, il diritto di richiamare i governanti ai loro doveri e obblighi. E soprattutto il diritto di affermare la nostra appartenenza a un corpo politico, la società, fatta dalle persone che condividono la nostra terra, le nostre tradizioni e il futuro dei nostri figli.
Alla pari con la libertà di parola sta il diritto di essere ascoltati, di avere voce nelle decisioni dei governi che determinano la vita degli uomini. Tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta, la famiglia, il lavoro, l’educazione, un luogo in cui allevare i figli e riposare la mente, tutto ciò dipende dalle decisioni dei governi, e tutto ciò può essere spazzato via in un attimo da un governo che non dia ascolto alle richieste della sua gente. E io parlo di tutta la gente.
I diritti fondamentali dell’uomo possono essere protetti e preservati solo dove c'è un governo che risponde non solo ai ricchi, non solo a quelli di una certa religione, non solo a quelli di una certa razza, ma a tutti gli uomini della società".
6 giugno 1966
O le dure e chiare parole con cui Bob parlava del ritiro dal Viet-Nam:
"La guerra in Vietnam ci pone delle importanti questioni di ordine morale. Che diritto abbiamo, noi in America, di andare ad uccidere decine di migliaia di persone, di rendere milioni di persone dei senzatetto, di uccidere donne e bambini come stiamo facendo?
Ogni anno nel Vietnam del Sud rimangono senza gambe e senza braccia 35.000 persone, e altri 50.000 civili perdono la vita. Migliaia di bambini vengono uccisi in seguito alle nostre azioni militari. Che diritto abbiamo, negli Stati Uniti, di compiere queste azioni, solo perché vorremmo proteggerci, o per evitare un problema maggiore per noi?
Io mi domando seriamente se abbiamo o meno quel diritto. Dovremmo poterlo sentire, qui negli Stati Uniti, cosa avviene quando lanciamo il napalm, un villaggio viene distrutto, e i civili vengono uccisi"
5 giugno 1968, pochi minuti prima di venir colpito a morte
Insomma, con Bob Kennedy siamo anni luce dai balbettii di troppi politici della sinistra e centrosinistra e sinistracentro italiana, infingardi, timidi, ipocriti, esitanti, oscuri, nè di qua nè di là, eterni mediatori al ribasso.
Ieri sera io e Tatjana abbiamo visto L'altra Dallas (un ottimo film documentario che ricostruisce in modo convincente, con ricchi materiali inediti l'assassinio di Bob, smontando punto per punto la ridicola tesi del killer matto e solitario Shiran Shiran. E indicando la verità).
Il libro a cui è allegato aggancia la tragedia a quella dell'omicidio di Dallas, in cui venne ucciso John Kennedy. Anche per quel delitto, si fornisce una versione che demolisce del tutto la grottesca ipotesi di Lee Harvey Oswald unico assassino).
In più, i delitti JFK e RFK vengono inseriti in un quadro molto fosco, le cui radici affondano nella storia e nella politica americana.
Malgrado qualche forzatura (alcuni accenni all'11 settembre), il lavoro di Massimo Mazzucco e dei suoi collaboratori è encomiabile.
Ma (come per i misteri che si rispettano) non voglio svelarvi troppo.
Chi lo ha inventato è un genio:
http://metilparaben.blogspot.com/2009/09/generatore-automatico-di-proclami-di.html
Scritto alle 14:30 nella attualità, banalità, Giochi, letture, persone, politica, Sistema mediatico, Web/Tecnologia | Permalink | Commenti (8) | TrackBack (0)
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