Scritto alle 12:50 nella domande, persone, politica | Permalink | Commenti (76) | TrackBack (0)
Proviamo a fare un gioco politico-antropologico.
Ipotizziamo che, in Italia, vi siano fondamentalmente tre "categorie" di persone.
Categoria A: homo berlusconianus.
Categoria B: homo costitutionalis.
Categoria C: homo vagus.
Per chiarire, ecco due tipici esempi della categoria A:
Ecco due tipici esempi della categoria B:
Ecco ora la categoria C:
.
Le persone delle categorie A e B sono inconciliabili: i princìpi a cui si ispirano, i loro stili di vita, il linguaggio, le scelte culturali, le frequentazioni private e pubbliche, i valori di fondo, il tono di voce, le mimiche facciali, l'abbigliamento, l'educazione, l'idea di legalità, la concezione di bene pubblico, i riferimenti etici e politici a cui si ispirano non sono diversi ma spesso opposti. Due Italie che si guardano in cagnesco. Forse da secoli e secoli.
Le persone della (maggioritaria) categoria C fluttuano.
Bene.
Questa è la premessa.
Se siete in totale disaccordo, anche il resto del gioco vi troverà in totale disaccordo.
Comunque, ecco adesso il gioco vero e proprio.
Se fosse possibile, mantendendo l'attuale struttura economica e infrastrutturale italiana, far scomparire in una frazione di secondo tutte le persone della categoria A (e, in un diverso scenario, tutte le persone della categoria B), cosa accadrebbe dopo venti anni?
Come sarebbero queste due Italie?
Una (la A) senza l'homo costitutionalis.
L'altra (la B) senza l'homo berlusconianus.
Scritto alle 09:18 nella banalità, domande, Giochi, persone, politica | Permalink | Commenti (114) | TrackBack (0)
Io sono scettico e dunque non credo al paranormale, alla parapsicologia, con tutto il codazzo di maghi, fattucchieri, lettori del pensiero e delle carte o dei fondi di caffè, indovini, astrologi, Elvis e Marylin e Jim Morrison ancora vivi, reincarnazioni, Ufologia, poltergeist eccetera eccetera.
Da molti anni però sospetto fortemente dell'esistenza dei Folletti delle Sparizioni.
Si tratta di piccoli esserini, che vivono nelle case e che sono responsabili della inspiegabile scomparsa di svariati oggetti, in particolare (ma non solo) libri.
Vi racconto un episodio accaduto direttamemte a me e a mia moglie Tatjana.
Da circa trent'anni, possiedo la serie (trentacinque volumetti Mondadori con le splendide copertine di Karel Thole) di Fantomas, scritto attorno al 1910 dai francesi Marcel Allain e Pierre Souvestre. Un ciclo amato dai surrealisti e da Cortazar e da tanti altri, tra giallo e naturalismo, delirio e avventura, grottesco e mistero, una lettura pazza e avvincente come poche.
Introvabile se non nelle librerie dell'usato a prezzi altri, la conservo gelosamente (letta e riletta, ne ho tratto un quaderno di appunti fitto di annotazioni da cui forse scriverò un saggio) ed è sempre sopravvissuta integra a più traslochi.
Finchè, un giorno, intervennero i Folletti delle Sparizioni.
Circa otto anni fa, in una ristrutturazione della casa, io e Tatjana trasferimmo da un piano all'altro moltissimi libri.
Tra cui i 35 Fantomas.
Io personalmente li chiusi dentro una scatola, tutti e trentacinque, dal primo (Fantomas) all'ultimo (La fine di Fantomas).
Giorni dopo, al momento di mettere le migliaia di volumi nella nuova libreria, quando aprii la scatola contenente la serie di Allain-Souvestre, non potevo credere ai miei occhi: l'episodio conclusivo, La fine di Fantomas, era scomparso.
"Tatjana, hai forse visto...?"
Ovviamente no.
Beh (pensa) salterà fuori: non può mica essere sparito tra un piano e l'altro della stessa casa!
Invece sì: messi a posto tutti i libri, riempiti gli scaffali, vuotati tutti gli scatoloni, La fine di Fantomas non si trovò.
E mai più ricomparve.
Ma la storia non finisce qui.
Perchè i Folletti delle Sparizioni sono dispettosi ma non cattivi. E (in un loro contorto modo) sanno ricompensare i danni che ci procurano.
A volte.
Cosa accadde infatti?
Bisogna sapere che, negli anni Dieci del Novecento, la casa editrice Salani tradusse subito i Fantomas (in trentadue integrali volumi, che nel mercato dell'antiquariato hanno un costo proibitivo e sono rarissimi).
Qualche mese dopo la mia malinconia per la perdita del libro Mondadori, in una libreria dell'usato a Trieste trovai e comprari (nella introvabile edizione Salani) proprio "La fine di Fantomas".
Non mi sono fatto vivo sul blog per un paio di giorni perchè ero ad Asola, a un Festival di libri per ragazzi, organizzato dalla scuola e da alcune bravissime insegnanti (in particolare Silvia Ziliani e il preside Umberto Parolini).
Tra l'altro, alcuni pezzi del mio intervento li hanno filmati e finiranno su You Tube.
Ovviamente vi avviserò.
Scritto alle 09:42 nella adolescenti, attualità, banalità, domande, Scienza, scuola e università, Viagg | Permalink | Commenti (30) | TrackBack (0)
Accadono delle cose che mi fanno dubitare del diritto alla libertà di stampa e di parola.
Come questa storia qua.
Donatella Papi
(ex giornalista del Giornale) sposerà il pluriassassino e stupratore Angelo Izzo per (dice lei) "dimostrare la sua innocenza, facendo riaprire il processo sul delitto Ferrazzano e portando nuove prove sulla strage del Circeo".
BREVE RIASSUNTO DELLA VITA DI ANGELO IZZO
Nel 1974 Izzo, noto negli ambienti neofascisti romani, studente di medicina, stuprò con alcuni amici due ragazze (attività che faceva di frequente), fu condannato ma gli venne concessa la sospensione condizionale della pena.
Un anno dopo, in una villa della zona del Circeo, il 29 settembre 1975, con due amici (Giovanni Guido e Andrea Ghira) violentò e seviziò Donatella Colasanti e Rosaria Lopez.
Rosaria fu picchiata a morte e annegata, mentre Donatella si salvò a stento.
Il 29 luglio 1976 Guido e Izzo
furono condannati all'ergastolo. Ghira anche, ma in contumacia perchè era fuggito in Spagna dove (pare) sia morto.
Successivamente Guido e Izzo cercarono di evadere dal carcere.
Nell'aprile 2005, il tribunale di Velletri accordò a Izzo la semilibertà. E fu una nuova tragedia con due donne macellate a Ferrazzano da Angelo Izzo: Maria Carmela Linciano (49 anni) e Valentina Maiorano (14 anni), moglie e figlia di un pentito della Sacra Corona Unita che Izzo aveva conosciuto in carcere a Campobasso.
Il 12 gennaio 2007, Angelo Izzo fu condannato all'ergastolo per questi due omicidi, condanna confermata anche in Appello.
Donatella Papi era stata invitata stamattina in televisione all'Italia sul due, programma condotto su Rai Due da Lorenza Bianchetti e Milo Infante, per parlare sul cretinissimo tema della puntata: "innamorarsi di un criminale'.
E l'ex-giornalista del Giornale ha preferito leggere uno sciagurato comunicato con cui ha provato a difendere Izzo condannato (secondo lei) "a una pena ingiusta".
Due ospiti intelligenti e sensibili come l'attrice Lella Costa e la criminologa Roberta Bruzzone per protesta se ne sono andate dallo studio. Al telefono è intervenuta Daniela Lopez, sorella di una delle vittime del Circeo. E a lei tutti i presenti hanno testimoniato la loro solidarietà. Meno la Papi.
Che insiste con roba delirante:
"Sono una giornalista, ho 53 anni, conosciuta e stimata, nell'ultimo anno mi sono occupata totalmente di solidarietà e casi difficili in cui ho acquisito esperienza e conoscenze specifiche. Da oltre vent'anni seguo sia la vicenda del Circeo sia l'omicidio di Ferrazzano che hanno coinvolto il detenuto Angelo Izzo, condannato per ben due volte a una pena ingiusta. Farò riaprire il processo per il delitto di Ferrazzano fin da oggi, porterò prove, documenti e spero testimonianze chiave. Così come farò in modo che si riparli soprattutto del primo caso che vide coinvolto Izzo, quello del Circeo, da cui ha origine tutto. Purtroppo come anche nella società di oggi si conferma in tanti agghiaccianti casi, droga e ideologie, che in questo senso sono lo stesso, possono determinare nella vita di ciascuno di noi tragedie umani così immani. Cioè pagare cose mai commesse. Come è stato nel caso del Circeo, su cui porterò prove sconvolgenti e come accadde peggio nel caso di Ferrazzano, con modalità che vanno spiegate ai giovani e alla gente. Garantisco che prima di muovermi mi sono ben preparata, raccogliendo da mesi nelle strade la solidarietà della gente, e posso dire che a parte le perplessità iniziali, moltissimi mi incoraggiano a dire tutto. Rivolgo un appello accorato alle famiglie delle vittime, che in qualche modo conosco, e che vorrò andare a trovare dicendo loro che non c'è giustizia più grande della verità e un messaggio caloroso e rispettoso alla famiglia Izzo, Ghira e anche Guido, che essendo in libertà spera voglia parlare e unirsi a me in questa battaglia. Se non lo farà, almeno all'inizio, lo capisco e lo rispetto"
Ecco, davanti a gente simile, il diritto alla libertà di parola e di stampa traballano.
Scritto alle 23:15 nella attualità, diritti, domande, persone, Sistema mediatico, Televisione | Permalink | Commenti (21) | TrackBack (0)
La posizione di Bersani mi ricorda Moretti in Ecce bombo:
"No veramente non...non mi va. Senti, Di Pietro, ma che tipo di cosa è? Non è che alle dieci state tutti a ballare i girotondi e io sto buttato in un angolo...no. Ah no, se si manifesta non vengo. No, allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a un palco, di profilo, in controluce. Voi mi fate: "Piddì, vieni di là con noi, dai" e io "andate, andate, vi raggiungo dopo". Vengo, ci vediamo là. No, non mi va, non vengo".
Scritto alle 13:39 nella attualità, banalità, cinema, domande, Film, persone, politica | Permalink | Commenti (13) | TrackBack (0)
Forse aveva ragione Nando Dalla Chiesa che, circa quindici anni fa, propose (per ridere ma mica tanto) una legge semplice semplice.
Io l'ho leggermente riscritta e recita così:
"A Silvio Berlusconi, nato a Milano il 29 settembre 1936, e a quattro persone da lui indicate in allegato sono condonati in via definitiva tutti gli eventuali reati civili e penali commessi, su territorio italiano, europeo, mondiale e spaziale, fino al giorno della pubblicazione della presente legge sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. L'elenco completo dei suddetti eventuali reati deve (pena il decadimento dai benefici previsti dalla presente legge) venir inviato in triplice copia, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, al comune di Gennargientu entro e non oltre centottanta giorni dalla data della pubblicazione della presente legge sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana".
E non se ne parlava più.
Ovvio: sarebbe stata stata una cosa abominevole, in contrasto con le più elementari regole della storia del diritto occidentale, ma almeno un'intera nazione non sarebbe diventata la devastata terra di saccheggio ad opera di costui, dei suoi avvocati e delle plebi da essi ipnotizzate.
In più c'è un altro fatto mostruoso: è demente che adesso sia diventato un tabù parlare di riforma della giustizia (che è indispensabile) perchè le persone oneste pensano subito ai cazzi personali di Berlusconi.
E che non si possa parlare di riforma del sistema televisivo (che è indispensabile) perchè si pensa subito agli interessacci di Berlusconi.
E se parliamo di editoria e di riduzione dell'Iva sui libri (che è indispensabile) ecco che rispuntano gli affari imprenditoriali della berlusconiana Mondadorinaudi. (E tra l'altro i miei libri per ragazzi escono con la EL e la Einaudi Ragazzi).
E se parliamo di cinema, ecco che arriva la Medusa...
e se e se e se e se...
Non è possibile: nemmeno di calcio si può parlar più, in Italia, nemmeno di un dribbling, nemmeno di donne, senza che spunti questo ometto nasuto con le sue fesserie, le sue volgarità e i suoi conflitti di interessi che hanno impestato l'Italia.
Sedici anni della mia vita a parlare migliaia e migliaia di volte e a scrivere centinaia e centinaia di articoli su questo ridicolo e dannoso omino e sulla sua sub-visione del mondo.
Ma vi rendete conto?
Scritto alle 17:43 nella attualità, Auto-lezioni, banalità, domande, donne, Film, Libri, persone, politica, Sport, storia, Televisione | Permalink | Commenti (7) | TrackBack (0)
Dal luglio 2002, Paolo Ruffini
è il direttore di Rai Tre.
Ha lavorato benissimo, portando alla rete ottimi programmi, prestigio, credibilità, autonomia, aumento di ascolti.
Ovviamente, tra pochi giorni verrà cacciato.
E' tollerabile una situazione del genere?
Il presidente della Rai Paolo Garimberti può continuare a tacere davanti alla sistematica distruzione della televisione pubblica a vantaggio della berlusconiana Mediaset?
E l'opposizione può subire questa, e mille altre situazioni senza reagire?
Senza dare segni di vita?
Senza attaccare senza tregua il governo, come sarebbe il suo dovere politico, civile e morale?
Penso ad esempio alla protesta in piazza dei 40.000 poliziotti sui tagli alla sicurezza: penso a cosa avrebbe, ogni ora di ogni giorno di ogni settimana, gridato e urlato e fatto da cassa da risonanza la destra (se fosse stata all'opposizione), invece noi zitti.
Penso alla pagliaccesca e irresponsabile gestione ministeriale dell'influenza suina: penso a come la destra (se fosse stata all'opposizione) avrebbe aggredito il governo, invece noi zitti.
Certamente non abbiamo con noi le televisioni ma siamo pure incapaci di "dire qualcosa di sinistra", qualcosa che sfondi il muro del silenzio, qualcosa che faccia sapere che esistiamo, qualcosa che metta in difficoltà il governo.
E lo si dovrebbe fare martellando e rimartellando quel qualcosa una due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci venti quaranta volte: solo così i temi arrivano e, sedimentandosi nelle loro opinioni,restano ai cittadini.
Se no, è unicamente chiacchiericcio "usa e getta" da frullatore mediatico.
Scritto alle 09:59 nella attualità, domande, Film, persone, politica, Televisione | Permalink | Commenti (4) | TrackBack (0)
Al TG3 delle 19 di venerdì 6/11/09, è comparso un frammento di intervista a Franco Marini,
senatore del PD.
Domanda di Bianca Berlinguer: “Berlusconi ha detto che Bersani ha cominciato male la sua segreteria”
A questa comoda imbeccata, cosa avrebbe risposto a botta sicura un “normale” elettore democratico?
Qualcosa come: “beh…se Berlusconi la pensa così, vuol dire che Bersani non ha cominciato male”
Oppure: “Male per Berlusconi, bene per il resto degli italiani”
O cento altre possibili repliche pungenti, che diano un guizzo di vita al Piddì.
Invece la risposta di Marini è stata di quelle che fanno cascare le pelotas.
Eccola: “Berlusconi ci dia del tempo e si ricrederà”
Come diceva Nanni Moretti: “continuiamo così, facciamoci del male”
Come faceva Tafazzi: giù bottigliate sui cosiddetti.
In compenso, due bei video di Giuliano Palma & the Bluebeaters.
Wonderful life: Scarica YouTube - Giuliano Palma & The Bluebeaters
Do I worry (dal vivo): Scarica YouTube - Do I Worry - G_Palma & the Bluebeaters
Scritto alle 22:12 nella attualità, banalità, domande, Musica, persone, politica | Permalink | Commenti (8) | TrackBack (0)
Scritto alle 09:18 nella attualità, banalità, domande, Giochi, letture, Libri, persone, Televisione | Permalink | Commenti (38) | TrackBack (0)
Provate a rispondere (senza barare nè andar a cercare la risposta sui giornali o sul Web) a questa domanda.
Da molte settimane si parla dell'influenza A e viene sempre citato il vice-ministro della Salute Ferruccio Fazio.
Domanda: se lui è il vice, chi è il ministro vero e proprio? E perchè non viene mai nominato?
Scritto alle 15:20 nella attualità, banalità, domande, persone, politica, salute | Permalink | Commenti (21) | TrackBack (0)
Alla Biblioteca Statale di Trieste, aleggia un mistero.
Che spero voi possiate aiutarmi a decifrare.
E' in distribuzione un volantino ufficiale con tanto di indirizzo, numeri di telefono, fax, opac, indirizzo di posta elettronica, istruzioni per prendere in prestito i libri, orario eccetera eccetera eccetera.
L'orario del prestito è (ricopio letteralmente dallo stampato):
LUN. - MAR. - MERC. - GIOV. VEN. - 08.30 -18.00
con prelievo pomeridiano dalle ore 15, 16, 17, 18
Qualcuno sa spiegarmi il senso di quel: "15, 16, 17, 18"?
Grazie.
Scritto alle 22:32 nella attualità, banalità, domande, Giochi, letture, Libri, persone, scuola e università | Permalink | Commenti (27) | TrackBack (0)
Scritto alle 21:12 nella attualità, auguri, domande, persone, politica | Permalink | Commenti (46) | TrackBack (0)
Sul sito del Corriere nel giro di un paio d'ore è successa una cosa strana.
Da ieri, è on line una specie di sondaggio sulle primarie PD.
Fino alle 16.00 di questo pomeriggio (ho guardato io) i votanti erano pochi meno di 30.000 e in testa (con circa il 37%) c'era Marino. Non ricordo con esattezza le cifre ma all'incirca si trattava di queste.
Adesso invece (ore 23.15) i votanti sono 34.663, in testa è passato Bersani col 34,5%.
La cosa mi sa tanto di voti portati per manina elettronica dai capibastone della corrente bersaniana.
Comunque, in questi giorni anche l'Espresso on line fa un analogo "sondaggio": fino a pochi minuti fa Marino ha 19.620 voti, Bersani 16.042 e Franceschini 13.395.
In realtà, il mio amico Roberto Weber (dirigente della SWG di Trieste) mi spiega sempre che queste cose fatte dai giornali NON sono veri sondaggi.
NON possono chiamarsi tali perchè non ne possiedono i parametri minimi di attendibilità. Un sondaggio, per venir definito tale, ha bisogno di certe regole, di determinati protocolli. Se no, mi basta domandare a venti miei conoscenti cosa ne pensano di B. e domani io pubblico su Critica Liberale che il 95% degli italiani pensa che S. B. è un criminale. Ma le cose tra i 52 milioni di italiani non stanno così.
Insomma, un sondaggio vero è diverso da quella roba lì presentata sui giornali.
E dunque, i dati che verranno fuori dalla rivelazione del Corriere o dell'Espresso danno solo l'idea di come rispondono i frequentatori del sito del Corriere e dell'Espresso. Il problema è, semmai, un altro (come sanno tutti quelli che conoscono la psicologia, la sociologia, la politica e la sondaggistica): questi dati possono innescare la cosiddetta "profezia che si autoavvera".
In parole povere: se uno pseudo-sondaggio rivela che Tizio è in vantaggio su Caio, ciò aumenta le possibilità di Tizio di vincere.
Ecco allora perchè la corrente di Bersani si agita molto, vedendo che gli pseudo-sondaggi (del Corriere, dell'Espresso, di Striscia la notizia) danno in testa Ignazio Marino.
Scritto alle 23:28 nella attualità, domande, persone, politica, Sistema mediatico, Web/Tecnologia | Permalink | Commenti (53) | TrackBack (0)
Me lo domando: è colpa nostra se siamo arrivati a questo punto?
Ma io, onestamente, io non mi sento colpevole.
Nei miei limiti (grandissimi) ho fatto ciò che ho potuto: ho partecipato alla nascita di Alleanza per Trieste (che fece eleggere Riccardo Illy sindaco), sono stato nel PDS e nei DS e in Sinistra e Libertà, adesso sto cercando di dare una mano a Ignazio Marino, sono stato consigliere circoscrizionale, ho fatto cortei ambientalisti contro il rigassificatore nel golfo di Trieste vestito con un sacco di juta da post-olocausto nucleare, ho fatto un po' di sindacato, ho scritto migliaia e migliaia di cose, ho parlato con innumerevoli persone, ho discusso con non so quanta gente, ho manifestato, ho comprato pacchi e pacchi di giornali solo per dargli qualche soldo e aiutarli a stare in vita, ho mandato centinaia e centinaia di lettere e proteste, ho firmato appelli, ho sempre votato, a casa ho centinaia di braccialetti di stoffa comprati dai ragazzi senegalesi, ho scritto e distribuito volantini, ho diretto un mensile, sono andato a parlare anche a dibattiti e convegni della destra, ho fatto banchetti gazebo comizi elettorali, ho perso incarichi professionali perchè mi sono esposto.
Onestamente: sarà stato poco, sarà stato troppo poco per contrastare Berlusconi e il berlusconismo e la deriva che sta subendo l'Italia.
Ma io, forse perchè non ne sono capace, non avrei saputo fare di più.
E come me (ne sono certo) tanti altri "normali" uomini e donne di sinistra hanno fatto il possibile.
Chi (in questi anni) non ha fatto il possibile sono stati i nostri gruppi dirigenti.
Scritto alle 17:18 nella attualità, banalità, domande, persone, politica | Permalink | Commenti (136) | TrackBack (0)
Ma è mai possibile che da quindici anni l'Italia intera e tutti noi, suoi abitanti, dobbiamo essere ostaggio dei cazzi privati, giudiziari ed economici di Silvio Berlusconi?
Scritto alle 00:02 nella attualità, banalità, domande, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (29) | TrackBack (0)
1) Chi vince stavolta?
2) Per chi fate il tifo?
Alla prima domanda, non dovrei azzardarmi a rispondere, visto che le scelte dei giurati sono spesso assurde (esempio: i Nobel della Letteratura a Dario Fo o a Jean-Marie Gustave Le Clezio mi paiono insensatezze, tanto più se affiancate ai mancati riconoscimenti ad autori come Greene, Borges, Nabokov, Proust, Cortazar, Simenon).
Alla seconda domanda, dico rispondo così:
a parte gli amici (Alberto Ongaro e Boris Pahor), incrocio le dita per Philip Roth, Mario Vargas Llosa, Murakami Haruki, Abraham Yehoshua, Amos Oz, John Irving.
Ma (conoscendo un po' l'Accademia di Stoccolma) mi azzardo a fare una serie di previsioni:
- a Roth manco morto, visto che parla troppo di sesso, è ebreo, non è politically correct, non si "schiera dalla parte degli oppressi dando dignità alle culture minoritarie ignorate dal resto del mondo" (conditio sine qua non per cuccarsi er Nobbel),
- a Vargas Llosa idem perchè parla troppo di sesso, politicamente è un liberale, detesta il castrismo, un giorno prese a cazzotti Gabriel Garcia Marquez,
- Yehoshua e Oz vivono in un territorio incandescente e soprattutto non sono palestinesi (perchè, se lo fossero, il premio l'avrebbero gà preso),
- Irving parla troppo di sesso,
- Murakami no perchè un altro giapponese (Kenzabuto Oe) ha vinto solo 15 anni fa, nel 1994.
E dunque mi butto:
vincerà un poeta sconosciuto di una mini-repubblica dell'ex-Urss.
Scritto alle 09:48 nella attualità, banalità, domande, Giochi, letture, Libri | Permalink | Commenti (75) | TrackBack (0)
Un lavoratore, se manca dal lavoro, deve mandare il certificato medico. E se quel giorno la sua presenza è indispensabile fa in modo di essere presente lo stesso.
Questi qua dove cavolo erano? In giro per congressi? a spasso per Roma? Calearo: "L'aereo è arrivato in ritardo". Beh, dato che il voto era importante potevi prendere quello prima. E i vari Rosato (triestino, della mia città!, responsabile organizzativo della campagna di Franceschini) e Tizietto Caietti (non ricordo il nome ma è il responsabile di Bersani) e D'Alema e Bersani e Franceschini: perchè mancavano? Ma che gruppo dirigente è? Ma che ci stanno a fare in Parlamento? E avete letto ieri le penose interviste di giustificazione? Il capogruppo (capo de che?) Antonello Soro? "Noi non facciamo un'opposizione numerica" Ma vattene a casa. Tu e chi che t'ha messo in quello scranno. Ma che discorsi sono?!
E il deputato Pd Riccardo Franco Levi? Quello che un paio d'anni fa fece una proposta di legge per obbligare i blog a iscriversi al Registro Operatori della Comunicazione? E che adesso fa il braccio destro di Bersani? Ieri in conferenza stampa, con un giornalista che gli chiedeva contro delle assenze di troppi parlamentari PD sul voto per lo scudo-grimaldello fiscale, ha sbroccato: "Giornalismo di merda!!!"
Per anni ho cercato di non lasciarmi andare alle demagogie contro gli eletti. Però a volte la pazienza si esaurisce.
Arriva il giorno che cade la famosa goccia che fa traboccare il vaso.
O (come dicono gli arabi) è l'ultima pagliuzza a spezzare la schiena del cammello.
Poco fa, via libera definitivo della Camera al decreto correttivo del dl anti-crisi che comprende, tra l'altro, le contestate norme sullo scudo fiscale. I sì sono stati 270 e i no 250. Un via libera ottenuto con solo 20 voti di scarto. Ciò significa che, se l'opposizione fosse stata al completo, il provvedimento non sarebbe passato. Sono 279 i deputati che non appartengono ai gruppi del Pdl e della Lega.
La maggior parte delle assenze si registrano nel Pdl (213 presenti su 269 appartenenti al gruppo) ma subito dietro c'è il Pd (23 i deputati che non hanno partecipato al voto)
E tre giorni fa uguale.
Scritto alle 14:34 nella attualità, diritti, domande, persone, politica | Permalink | Commenti (18) | TrackBack (0)
Lo stupro è un crimine orribile e lo è ancora di più quando commesso contro i bambini.
Volevo scriverne ieri.
Poi non ho avuto tempo.
E oggi mi hanno ulteriormente deciso due cose: l'articolo di Natalia Aspesi su Repubblica e la crescente canea di gente di cinema/intellettuali/artisti, corsi in aiuto dello stupratore-pedofilo e reo confesso Roman Polanski.
Trovo intollerabile e disgustoso oltre ogni limite che lo status di "artista" possa creare una sorta di immunità morale e legale, trovo vergognoso che decine di persone celebri sottoscrivano appelli in favore di Polanski senza spendere una parola che sia una sulla sua piccola vittima.
Trovo suicida che una parte della sinistra (la mia sinistra) lisci il pelo (ne sia consapevole o no) ai pedofili d'alto bordo.
Il 1º febbraio 1978, Roman Polanski fu condannato da un tribunale americano per stupro nei confronti della tredicenne Samantha Geimer.
Da allora, per non finire in carcere, non è più tornato negli Usa.
Sabato è stato arrestato a Zurigo in base ad un mandato d'arresto degli Stati Uniti.
Da quel momento gente di cinema, artisti e intellettuali di tutto il mondo si stanno attivando per chiedere alla Svizzera di non estradarlo.
Tra i firmatari dell'appello Costa-Gavras, Wong Kar-Wai, Fanny Ardant, Ettore Scola, Marco Bellocchio, Giuseppe Tornatore, Monica Bellucci, Abderrahmane Sissako, Tony Gatlif, Pierre Jolivet, Jean-Jacques Beineix, Paolo Sorrentino, Michele Placido, Barbet Schroeder, Gilles Jacob, e Bertrand Tavernier.
Nel testo, firmato anche dalla Cinémathèque Française e dal Festival di Cannes, si scrive:
"I cineasti e autori francesi, europei, americani e del mondo intero ci tengono ad affermare la loro costernazione. E' inammissibile che una manifestazione culturale internazionale che rende omaggio a uno dei più grandi cineasti contemporanei possa trasformarsi in un trabocchetto della polizia".
Non una parola di solidarietà o di pietà verso la bambina stuprata.
Io sono convinto che le coscienze del "popolo di sinistra" abbiano in assoluto schifo i privilegi e gli abusi di casta.
Tanto più se questi privilegi diventano crimini contro i bambini.
E sono certo che a "noi di sinistra" faccia senso questo doppiopesismo secondo cui, se al posto del famoso e genialoide regista Roman Polanski ci fosse stato il grigio ragionier Mario Frontini, tutti i firmatari avrebbero invocato (il maiuscolo è d'obbligo) la Giusta Condanna del Colpevole nel Nome dei Diritti Calpestati dell'Infanzia Violata.
Scritto alle 09:00 nella adolescenti, attualità, cinema, diritti, domande, donne, persone, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (91) | TrackBack (0)
Si chiamava Saana,
aveva diciannove anni ed era di origine marocchina.
Ho letto le coraggiose e oneste domande che Paolo Rumiz fa, a se e a tutti noi, sulla tragica storia di Saana, la ragazza ammazzata dal padre a Montereale Valcellina.
Non so di preciso cosa penso di quella tragica vicenda: ci ho riflettuto a lungo. Ma, non conoscendo nemmeno alla lontana le persone concrete, so solo quel poco che ne ho letto sui giornali e che ho potuto intuire dalle foto e dalle facce viste da quelle fasulle immagini.
Sarebbe meglio (anche se dolorosissimo) scambiare almeno qualche parola con loro, guardarli negli occhi, sentire il ritmo delle loro voci e il tono delle loro frasi, vedere se ti guardano negli occhi oppure no, insomma cercare di cogliere quei mille e mille particolari che ti suggeriscono tante cose sugli uomini e sulle donne.
Ma non conosco quelle persone e dunque non posso rispondere con esattezza ma vorrei provarci.
1) Cos’avrei fatto se mia figlia se ne fosse andata di casa senza dirmi nulla? Immagino che non sarebbe accaduto all'improvviso, fulmine in un cielo assolato, ma ci sarebbero stati mille e un segnali premonitori. E allora mi chiederei dove ho, dove abbiamo sbagliato. Ma forse questi dubbi appartengono alla MIA vita, al MIO rapporto con MIA figlia, al NOSTRO modo di essere. E non a quello di Saana e suo padre.
2) Se fossi stato il ragazzo di Saana, avrei pensato che era il caso di sentire suo padre e tranquillizzarlo, fargli capire che sua figlia era al sicuro: avrei capito che stava soffrendo così come io (al suo posto) avrei sofferto. Ma se il mio Amore me lo avesse dipinto come un mostro da cui era scappata, non avrei cercato di contattarlo ma di starne alla larga. Però ripeto: sto dicendo ciò che IO avrei fatto, io con la MIA storia.
3) Avrei cercato di creare tra il mio Amore e il Lupo Mannaro (se tale me l’avessero dipinto) qualcosa che la proteggesse. Forse avrei progettato di trasferirci altrove. Forse mi sarei addirittura baloccato in sterili progetti di uccidere il Lupo. Ma non avrei permesso all'Ombra sempre più minacciosa di intossicarci la vita. Mi sarei rivolto a qualcuno (polizia, avvocati, mediatori culturali, don Di Piazza che si occupa di immigrati...).
4) Al momento dell’aggressione, sarei fuggito, io e Saana, facendo partite l’auto su cui ci aveva sorpresi. Se avessi avuto la prontezza di farlo e il panico non m’avesse paralizzato sarei scappato. Ma di sicuro non sarei uscito come un agnellino sacrificale.
5) Dopo l’assassinio del mio Amore (ma qui rispondo IO, con la MIA storia politica, culturale, affettiva e di fede) avrei evitato le derive razziste o stigmatizzanti nei confronti degli immigrati. Perché so che il disprezzo e la violenza maschilista contro le donne infestano il mondo ovunque, anche l'Italia degli "italiani".
Penso però che esista un criterio molto semplice per valutare un popolo, una chiesa, un partito, un'ideologia, una filosofia, uno stato, una famiglia, un club, un'associazione, una fede, una religione, una persona: come trattano le donne.
Scritto alle 09:56 nella attualità, domande, donne, persone | Permalink | Commenti (21) | TrackBack (0)
Nel 1982, in Spagna, l'Italia guidata da Enzo Bearzot vinse il Campionato del Mondo di calcio.
E peggio sta facendo il Pd.
Perchè?
Perchè quando due candidati alla segreteria (Franceschini e Bersani) dicono, nell'estate del 2009, che bisogna risolvere il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi, mi fanno incazzare fuori modo.
Facevano parte del gruppo dirigente della Margherita e dei DS già nel 1996-2001 (quando governava il centrosinistra) ma non fecero un tubo per sistemare quello sconcio.
E allora noi cosa facciamo?
Ripresentiamo alla segreteria lo stesso identico gruppo dirigente responsabile delle sconfitte.
Almeno, Bearzot e Lippi li avevano vinti, i due mondiali del 1982 e del 2006.
Scritto alle 10:44 nella attualità, domande, persone, Sport | Permalink | Commenti (37) | TrackBack (0)
Ieri sera io e Tatjana abbiamo visto un emozionante documentario che sembra un misterioso film giallo.
Ma prima serve una premessa.
(Se volete, saltatela)
Torno spesso a Bob Kennedy.
Assieme a Martin Luther King, Robert Francis Kennedy fu l'eroe laico della mia adolescenza, di quando (quattordicenne) seguivo in televisione e sui giornali e nelle conversazioni di mio papà e mio nonno la sua campagna elettorale delle primarie democratiche del 1968.
Ricordo che piansi di dolore e di rabbia quando lo ammazzarono il 6 giugno di quell'anno.
Per me, il riformismo ha sempre avuto quella forte radicalità.
E ogni volta che rileggo i discorsi, le interviste di Bob, trovo l'attualità profetica delle sue parole, della sua politica, del suo linguaggio.
Sentite questo frammento di un discorso sulla libertà di stampa a Cape Town nel Sud Africa ancora oppresso dal segregazionismo razziale (un intervento che creò forte disagio nei governanti bianchi ma accese speranze nei neri):
”Al cuore della libertà individuale sta la libertà di parola, il diritto di esprimere e comunicare le idee, di differenziarsi dai rozzi animali della foresta, il diritto di richiamare i governanti ai loro doveri e obblighi. E soprattutto il diritto di affermare la nostra appartenenza a un corpo politico, la società, fatta dalle persone che condividono la nostra terra, le nostre tradizioni e il futuro dei nostri figli.
Alla pari con la libertà di parola sta il diritto di essere ascoltati, di avere voce nelle decisioni dei governi che determinano la vita degli uomini. Tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta, la famiglia, il lavoro, l’educazione, un luogo in cui allevare i figli e riposare la mente, tutto ciò dipende dalle decisioni dei governi, e tutto ciò può essere spazzato via in un attimo da un governo che non dia ascolto alle richieste della sua gente. E io parlo di tutta la gente.
I diritti fondamentali dell’uomo possono essere protetti e preservati solo dove c'è un governo che risponde non solo ai ricchi, non solo a quelli di una certa religione, non solo a quelli di una certa razza, ma a tutti gli uomini della società".
6 giugno 1966
O le dure e chiare parole con cui Bob parlava del ritiro dal Viet-Nam:
"La guerra in Vietnam ci pone delle importanti questioni di ordine morale. Che diritto abbiamo, noi in America, di andare ad uccidere decine di migliaia di persone, di rendere milioni di persone dei senzatetto, di uccidere donne e bambini come stiamo facendo?
Ogni anno nel Vietnam del Sud rimangono senza gambe e senza braccia 35.000 persone, e altri 50.000 civili perdono la vita. Migliaia di bambini vengono uccisi in seguito alle nostre azioni militari. Che diritto abbiamo, negli Stati Uniti, di compiere queste azioni, solo perché vorremmo proteggerci, o per evitare un problema maggiore per noi?
Io mi domando seriamente se abbiamo o meno quel diritto. Dovremmo poterlo sentire, qui negli Stati Uniti, cosa avviene quando lanciamo il napalm, un villaggio viene distrutto, e i civili vengono uccisi"
5 giugno 1968, pochi minuti prima di venir colpito a morte
Insomma, con Bob Kennedy siamo anni luce dai balbettii di troppi politici della sinistra e centrosinistra e sinistracentro italiana, infingardi, timidi, ipocriti, esitanti, oscuri, nè di qua nè di là, eterni mediatori al ribasso.
Ieri sera io e Tatjana abbiamo visto L'altra Dallas (un ottimo film documentario che ricostruisce in modo convincente, con ricchi materiali inediti l'assassinio di Bob, smontando punto per punto la ridicola tesi del killer matto e solitario Shiran Shiran. E indicando la verità).
Il libro a cui è allegato aggancia la tragedia a quella dell'omicidio di Dallas, in cui venne ucciso John Kennedy. Anche per quel delitto, si fornisce una versione che demolisce del tutto la grottesca ipotesi di Lee Harvey Oswald unico assassino).
In più, i delitti JFK e RFK vengono inseriti in un quadro molto fosco, le cui radici affondano nella storia e nella politica americana.
Malgrado qualche forzatura (alcuni accenni all'11 settembre), il lavoro di Massimo Mazzucco e dei suoi collaboratori è encomiabile.
Ma (come per i misteri che si rispettano) non voglio svelarvi troppo.
Sabato e domenica, al Festival della Letteratura di Mantova, volevo comprare qualche libro.
Ma il centro della città è infestato dalle librerie delle catene del surgelato Feltrinelli-Giunti-Mondadori: banchetti e scaffali uguali in ogni città, attenzione per i piccoli editori praticamente nulla, amore per i libri pari a zero, dipendenti dalla competenza (non è solo colpa loro) modestisima, insomma quei negozi di surgelati potrebbero vendere schiuma da barba o tanga, filo interdentale oppure vasi da notte e sarebbe la stessa cosa.
Una tristezza.
Però, fruga fruga nelle backstreets (ah...Bruce Springsteen...se non ci fossi tu...a raccontarci delle strade secondarie!) e domanda a qualcuno (tra l'altro al mio amico Andrea Valente, ho scoperto due posti.
Le bancarelle dell'usato in piazza non ricordo come si chiama (dove ho fatto dei bei colpi a prezzi onesti).
E una libreria degna di questo nome, la Coop Nautilus in piazza Ottantesimo Fanteria 19.
Riflettendoci poi con una signora emiliana incontrata per strada e con cui ho chiacchierato a lungo, pensavamo che la strada (o una delle strade) di sopravvivenza per le librerie "tradizionali e vere" è forse questa:
per reggere alla violenta invasione del surgelato (che, per attirare vasta clientela, è in grado di fare scontacci su libracci di grande consumo) dovrebbero riuscire a diventare "protettorati". Entrando in un qualche modo a far parte di grossi gruppi (ad esempio le Coop, come nel caso della Nautilus di Mantova). Mantenendo l'intera autonomia culturale e gestionale, tutta la personalità che la rende unica e insostituibile.
Quel guizzo di vita e di follia che ce lo fa capire immediatamente, al primo colpo d'occhio: quella libreria e quella persona non sono surgelate ma vive e libere.
Scritto alle 09:22 nella domande, letture, Libri | Permalink | Commenti (16) | TrackBack (0)
Scritto alle 09:09 nella attualità, domande, Giochi, persone, politica, Sistema mediatico, Televisione | Permalink | Commenti (8) | TrackBack (0)
C'è qualcosa che non va, nella primarie del Partito Democratico.
Da quanto sta accadendo, da ciò che giornali e televisioni scrivono e trasmettono sembra che i candidati alla segreteria siano solo due: Franceschini e Bersani.
Ogni tanto qualche bizzarro articoletto cita anche il cardiochirurgo Ignazio Marino, un rompiscatole fuori dagli schemi, che ha la gravissima colpa di non essere etichettabile: nè ex-democristiano nè ex-comunista, nè con Veltroni nè con D'Alema. Uno di quegli scomodissimi uomini (e donne) che in Italia osano ispirarsi esplicitamente alla chiarezza evangelica "il vostro parlar sia sì sì no no".
In un partito dove aleggia la nebbia dell'ambiguità delle posizioni vaghe (basti ricordare il testamento biologico o i diritti delle coppie di fatto) uno come Marino, uno laico per davvero, è aglio per i vampiri.
Eppure Ignazio Marino è cattolico.
Ma un cattolico cristiano-laico e non papista.
E allora, dato che la sua candidatura è fastidiosa, su di essa è scesa la penombra.
Da settimane lui sta chiedendo un confronto pubblico e aperto con Franceschini e Bersani: domande sorteggiate, giornalista estraneo a tutti e tre.
Gli hanno risposto che il dibattito si farà, forse, l'undici ottobre, dopo il voto congressuale.
Lui ha replicato che sarebbe come, all'Università, dare il voto prima di aver sentito il candidato all'esame.
Altro problema: la Commissione congressuale ha stabilito un tetto di spesa per ciascuno dei tre candidati. Basta guardare i manifestoni affissi in giro per le città italiane
da Bersani per capire che questo limite di spesa è spudoratamente saltato.
Se potete, il giorno delle primarie, fateci un pensierino, a Marino.
Scritto alle 08:57 nella attualità, domande, persone, politica, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (21) | TrackBack (0)
Questa povera ragazza ha diciotto anni?
Ma cosa le hanno fatto?
Sembra una cinquantenne ex-bellona che punta tutto sul trucco, sull'acconciatura, in sintesi sull'aspetto che la renda simile a mille e mille altre vippette:
sopracciglia depilate, capelli depersonalizzati da simil-diva, tratti somatici ed espressione del volto identici a quelli standardizzati in certi ambienti (ad esempio la Veronica Lario di un tempo o la D'Addario di adesso sono identiche).
Il risultato è agghiacciante: la riduzione del fascino femminile (dato dall'unicità e irripetibilità di OGNI singola donna) a uno stampino.
Scritto alle 08:41 nella attualità, banalità, domande, donne, persone, salute, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (16) | TrackBack (0)
Leggo su Repubblica di oggi un dato che mi fa sobbalzare.
Una lunga inchiesta di Alessandra Retico spara una cifra (della quale si ignora la fonte): otto milioni di italiani farebbero ricorso all'ipnosi per affrontare nevrosi, ansie, fumo, dipendenze, dolori, prestazioni agonistiche, stress, carriera, disturbi sessuali e chi più ne ha più ne metta.
Da dove salta fuori questa cifra di 8.000.000 di ipnotizzati?
Non si sa.
Non si dice.
Anch'io resto ipnotizzato da tale pressapochismo.
Scritto alle 16:30 nella attualità, domande, salute, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (6) | TrackBack (0)
Scritto alle 12:55 nella attualità, diritti, domande, letture, persone, politica, Sistema mediatico | Permalink | Commenti (17) | TrackBack (0)
Dei ragazzini di oggi mi intristisce l’approccio al sesso per tanti motivi.
Alla rinfusa, e senza nessunissima pretesa di completezza (anzi sollecitando i vostri commenti), ne elencherò alcuni:
1) la pressione esercitata sugli adolescenti da parte dei media (pubbblicità, tv, cinema): tutti spingono verso un loro ingresso precocissimo e consumistico nel mondo della sessualità,
2) decenni fa non era così. Questa enorme pressione mediatica non esisteva. Anzi: vi era semmai un freno pubblico,
3) le proibizioni donavano alle cose del sesso un sapore, un gusto, un aroma, una fragranza che mi pare si sia perduta, in quest’orgia mediatica che spiattella la visione di tette culi cosce parolacce copule erezioni eccetera per ogni dove e a tutte le ore, a disposizione di tutti e con estrema facilità: decenni fa bisognava cercarsele, le nudità femminili. E ogni coscia o seno veduti erano emozioni che facevano balzare il cuore in gola,
4) il gioco del dottore (grazie a cui un maschietto e una femminuccia si rivelavano reciprocamente e nascostamente la reciproca nudità dei propri corpi) era splendido perchè paritario,
5) per strada mi fa tristezza vedere ragazzini che, quando gli passa davanti una ragazza in pantaloncini corti e maglietta microscopica, non si degnano di muovere la codina dell’occhietto: non se ne accorgono nemmeno,
6) mi chiedo quali fantasie erotiche abbiano gli adolescenti di oggi, quali desideri sessuali essi alimentino e con quali carburanti,
7) mi domando se il continuo accelerare nel vuoto (rave party, movida, alcol, consumismo, crollo della politica come speranza di futuro migliore, centri commerciali come le ruote in cui corrono i criceti) non siano dovuti anche (non solo ma anche) all'impoverimento dell'eros.
Per l'idea del post, ringrazio Gcanc e il suo http://gcanc.blog.kataweb.it/what_a_wonderful_world/2009/08/25/la-prima-volta-gratis/comment-page-1/#comment-24986
Scritto alle 19:15 nella adolescenti, attualità, banalità, domande, donne, Giochi, persone, Sistema mediatico, Televisione | Permalink | Commenti (11) | TrackBack (0)
Che brutta storia a Roma.
Una coppia di gay aggrediti.
Uno dei due, picchiato e accoltellato, finisce all'ospedale in gravi condizioni.
La polizia è riuscita a individuarlo ma la magistratura non ha emesso nessun mandato di custodia cautelare (è in stato di libertà per tentato omicidio).
Il sindaco Alemanno ha rilasciato una dichiarazione di grande civiltà:
"E' inaccettabile che un accoltellatore che ha agito con un chiaro movente di intolleranza sessuale, mettendo in pericolo la vita di due persone, sia oggi soltanto denunciato a piede libero per un mero cavillo procedurale. Senza certezza della pena e senza un'adeguata durezza di fronte ai reati di allarme sociali, qualsiasi politica di sicurezza e di lotta al crimine risulta profondamente delegittimata. Gli uomini della squadra mobile di Roma mi hanno garantito che il criminale in questione rimarrà sotto stretta osservazione per evitarne la fuga. Ma chiedo con forza che il magistrato inquirente adotti immediatamente il provvedimento di restrizione in carcere di questo delinquente. Desidero esprimere la mia solidarietà ai due ragazzi aggrediti che pagano il prezzo di un'intolleranza e di una violenza veramente ignobile e ingiustificabile"
Scritto alle 09:37 nella attualità, coppia, diritti, domande, persone | Permalink | Commenti (146) | TrackBack (0)
Ieri Berlusconi doveva trovarsi con i figli per parlare di eredità (parecchio ma proprio parecchio di parecchio di soldi).
L'incontro è saltato.
La foto che circola sui giornali e sul web di papi Silvio & prole è questa qua.
Da sinistra a destra: Eleonora, Piersilvio, Marina, Papi, Barbara, Luigi.
Guardate con attenzione.
Piersilvio e Marina sono i figli del primo matrimonio di Berlusconi (quello con Carla Dall'Oglio).
Eleonora, Barbara e Luigi i figli del secondo (quello con Veronica Lario).
Notate un particolare?
Un elemento non certo casuale, in queste foto non colte a sorpresa ma attentamente costruite e studiate a tavolino?
Osservate bene.
L'avete notato?
Come mai Silvio e i figli di primo letto sorridono a labbra strette mentre i figli della seconda unione mostrano i denti?
Scritto alle 08:25 nella attualità, banalità, domande, Giochi, persone | Permalink | Commenti (39) | TrackBack (0)
Prima l'addio rock a un grande novantaquattrenne.
Ieri è morto Lester Willia Polfuss (più noto come Les Paul), l'uomo che diede suono alla stupenda chitarra elettrica Gibson Les Paul, strumento dal suono eccezionale e dalla meravigliosa silhouette.
Suonata da gente come Jimmy Page dei Led Zeppelin, John Fogerty dei Creedence, David Gilmour dei Pink Floyd, Pat Metheny e il mio amatissimo Neil Young.
Poi lo sberleffo a tale Giovanni Cattaneo.
Di cui scopro oggi l'esistenza.
Costui è il portavoce (immagino pagato con robuste dosi di denaro pubblico) della Regione Lombardia.
Questo coraggioso (su Repubblica di oggi, pagina 32, rubrica delle Lettere) non ha alcun timore di scrivere e firmare pubblicamente il seguente incomprensibilissimo testo.
A suo modo un capolavoro dadaista.
Eccolo riprodotto integralmente:
"Premesso che il Presidente Roberto Formigoni sta svolgendo ora il suo terzo mandato e intende presentarsi ai cittadini il prossimo marzo per un quarto mandato, premesso anche che nessuna legge in Italia può essere retroattiva e premesso che lo stesso Presidente del Consiglio regionale lombardo (leghista) ha smentito la ricostruzione di cui ha scritto Repubblica in data 11 agosto a pagina 10 e a pagina II del dorso milanese, la proposta - ove mai fosse trasformata in legge- avrebbe valore dopo ulteriori due mandati, se mai il Presidente Formigoni avesse nel 2020 l'intenzione di ricandidarsi"
Chi fosse in grado di spiegarmene il senso, è pregato di farlo.
Grazie.
Scritto alle 09:05 nella attualità, domande, letture, Musica, persone, politica, Sistema mediatico, storia | Permalink | Commenti (17) | TrackBack (0)
Ma ditemi voi se sono notizie da dare.
Dalla Homepage di Repubblica:
Il Segretario di Stato del Vaticano Cardinale Tarcisio Bertone, in questi giorni in vacanza tra il Piemonte e la Valle d'Aosta, ha visitato ieri il Forte di Bard, (Aosta) dove ha visto la mostra "Verso l'Alto". Ad accompagnarlo, il Presidente del Consiglio Regionale della Valle d'Aosta, Albert Cerise, il Consigliere dell'Associazione Forte di Bard Gabriele Accornero e lo staff del Forte. Bertone visitata la mostra "Verso l'Alto" dove l'ascesa è interpretata come "esperienza del sacro" ha scritto sul libro dei visitatori: "Con ammirazione per la stupenda realizzazione, traccia del divino Creatore". Com/Vai 121158 AGO 09
Scritto alle 14:07 nella attualità, banalità, domande, persone, Sistema mediatico, Viagg | Permalink | Commenti (16) | TrackBack (0)
Qua in Italia ci stiamo avviando all'arbitrio assoluto e legalizzato, dove ogni Comune legifera come gli pare.
A Cesena si può mangiar il gelato al pistacchio assieme alla propria moglie vestiti di grigio?
A Varese è possibile comprare i numeri dispari di Tex?
A Catania si può scoreggiare silenziosamente in tre?
A Monfalcone è lecito allacciarsi le scarpe sul lato in ombra delle vie centrali?
A Trieste si può bere il caffè con due cucchiaini di zucchero?
A Roma si può telefonare con un vecchio Motorola?
A Sassari è ammesso girare con una t-shirt di Ligabue?
Nella Val Brembana si viene multati se si indossa una maglietta con la foto del presidente nero ed extracomunitario degli Stati Uniti?
L'idea m'è venuta grazie al blog (sempre interessantissimo) di Tic:
http://tic-talkischeap.blogspot.com/
Scritto alle 10:03 nella attualità, auguri, banalità, cucina e cibarie, diritti, domande, persone, politica | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Oggi entra in vigore il ddl (decreto legge) recante il titolo "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica".
I leghisti padani (disprezzatori dei simboli dell'unità nazionale italiana quali bandiera e inno, zoppicanti conoscitori della Costituzione repubblicana e della lingua italiana, teorizzatori della disintegrazione dell'unità nazionale, sostenitori della propria appartenenza etnica e giuridica alla Padania la cui indipendenza politica va conquistata con le armi) rischiano di incorrere nel reato di clandestinità?
Nella foto (in un look da Village People de noantri e Blues Brothers daltonici): la Guardia Nazionale Padana
Scritto alle 12:18 nella attualità, banalità, diritti, domande, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (29) | TrackBack (0)
Vi ricordate quando c'era il governo Prodi?
E quando i Comunisti Italiani o i Rifondaroli "remavano contro"?
Ricordate come salivano in cattedra gli accigliati professoroni e professorini del Corrierino della sera?
E quanto i vari Galli della Loggia, Romano, Battista, Ostellino e compagnia starnazzante alzavano i rugosi ditini per annunciare all'intero mondo terracqueo che in Italia il centrosinistra (con o senza trattino) era (e sarebbe rimasto per secula seculorum in aeterno amen) inadatto und incapace a governare?
Ve le ricordate quelle menate e smarronate sulla litigiosità, sulla conflittualità, sui ministri inaffidabili, sul governo ondivago, sulla coalizione tenuta insieme solo con la sputacchia?
Perchè adesso quei cacciaballe nomati Galli della Loggia, Romano, Battista, Ostellino et compagnia cantante se sunt fitcati uno tappo in bucca et uno guanto ferrigno (cum cancellatore incurporato) su li polpastrelli de le dita cum cui battono cuntra tastiera de lo computer?
Dal 29 luglio scatterà in tutta Italia il "divieto di vendere o somministrare alcolici su spazi e aree pubbliche diverse da pertinenze di ristoranti o bar", con multe tra i 2.000 e i 30.000 euro.
Lo prevede l’articolo 23 della legge 88/2009.
In teoria, la norma avrebbe come obiettivo quello di disincentivare la vendita e il consumo in aree pubbliche di bevande alcoliche, specialmente in orari notturni.
Ma, così come è stata formulata dal legislatore poco avvezzo a lettura e scrittura, colpirà a casaccio.
Anche le migliaia e migliaia di operatori commerciali regolarmente provvisti di autorizzazione.
E distruggerà le tantissime manifestazioni, festival, esposizioni, sagre comunali, feste rionali, mercatini, in cui viene promossa la vendita di prodotti locali, fra i quali i vini.
E' evidente a tutti che l'alcolismo è un problema grande e grosso.
Ma non lo si risolve certamente proibendo la vendita del calicetto di Barbera, Terrano o Gutturnio a chi si sta mangiando una piadina con mortadella, un piatto di cevapcici o una porzione di calamari fritti alla sagra del borgo.
Lettura consigliata ai legislatori poco pratici di parole scritte:
le pagine di Alessandro Manzoni (romanziere italiano del Diciannovesimo secolo, famoso soprattutto per I Promessi Sposi) dedicate alle grida (leggi del Cinque-Seicento) contro i bravi (specie di ronde private del Cinque-Seicento)
Scritto alle 09:07 nella attualità, banalità, cucina e cibarie, diritti, domande, persone, politica, salute | Permalink | Commenti (28) | TrackBack (0)
Voi li mettete o li mettereste, i pantaloni che vanno di moda/mona quest'anno?
Quei bragozzi che arrivano poco sotto il ginocchio?
Quella roba indossata anche dal sottoproletariato (ricco o povero che sia) quarantenne o sessantenne orecchino-munito che tenta di rincorrere er lookke pre-adolescenziale?
A qualche ragazza e a qualche donna stanno bene, i pinocchietti, ma sui maschi adulti fanno un effetto che definire solo "grottesco" è come definire Berlusconi "abbastanza occupato anche dei propri interessi privati".
Io, vado in giro con le mie t-shirt giurassiche e pantaloni lunghi o corti.
E piuttosto di sottostare alla moda dei pinocchietti, mi metto il caftano.
Ne ho a casa uno niente male.
Scritto alle 08:28 nella attualità, banalità, domande, persone | Permalink | Commenti (48) | TrackBack (0)
Come scrisse il grande Ennio Flaiano circa mezzo secolo fa: erano un pugno d'uomini indecisi a tutto.
Sentite qua l'intervista al senatore del PD Stefano Passigli, apparsa sull'Unità di ieri, domenica 19 luglio 2009.
Sono sorpreso per un tema rimesso all'ordine del giorno anche da chi per anni lo ha sottovalutato»
Senatore Stefano Passigli, cosa accadde tra il '96 e il 2001 con i governi del centrosinistra?
Nel '94, con Berlusconi in campo, presentai una proposta di legge, approvata nel '95 dal Senato, che sanciva l'impossibilità per chi detiene la proprietà di mezzi di comunicazione di massa di avere incarichi di governo. Quel testo andò poi alla Camera ma, alla vigilia del voto '96, si preferì evitare che Berlusconi potesse fare la vittima (Nota di Idefix: garantisco, è scritto proprio così).
Poi vinse l'Ulivo e si insediò il governo Prodi...
Tra il '96-2001 avevamo la maggioranza. La posizione di D'Alema, con la quale concordavo, era quella di affrontare il tema all'interno della Bicamerale. Poi, nel '98, Berlusconi mandò a monte la commissione parlamentare per le riforme. Già con Prodi si era convenuto, tuttavia, che il conflitto d'interessi avrebbe dovuto essere un tema di iniziativa parlamentare e non di governo. La stessa linea si tenne con D'Alema che, debbo sottolinearlo, non ha mai frenato una legge ad hoc. Anzi, io, e Franceschini alle riforme, come sottosegretari alla presidenza del Consiglio, dovevamo dare impulso anche al conflitto d'interessi.
E lei che tipo di iniziativa mise in campo?
Io sollecitai tutti. Dal segretario del Pds, Veltroni, ai capigruppo al Senato e alla Camera, Salvi e Mussi, a Franceschini, al ministro per le riforme, Maccanico. Sollecitazioni che non ebbero molto successo, però.
Alla Camera, poi, passò la proposta Frattini...
Esatto. Apparentemente creava il blind trust, ma conteneva norme molto favorevoli a Berlusconi. Riuscimmo a fermare quel testo al Senato e varammo una legge tampone. Eravamo ormai alla vigilia delle elezioni 2001.
Nel centrosinistra molte titubanze, quindi...
Io ritengo che tra ds e popolari c'era la preoccupazione di non ripetere l'esperienza del referendum perduto sulla pubblicità televisiva. Si temeva che Berlusconi avrebbe potuto trarre vantaggi elettorali.
Veltroni lavora a un nuovo testo...
Basterebbe riprendere la mia proposta del '94, aggiornata nel 2001 su incarico di Rutelli e Fassino. Venne depositata in Parlamento con le loro prime firme. Basta stabilire che non si può stare al governo e possedere, contemporaneamente, reti di comunicazione di massa.
Ninni Andriolo
Sergio Romano è un serioso e accigliato commentatore che, certo di aver sempre e comunque ragione su ogni argomento dello scibile umano, elargisce con accigliata sicumera il proprio verbo, del tutto privo di qualsiasi humour.
Le inviolabbbbili maiestatis e ipsedicsitatis derivano a Romano dal passato (docente universitario, ambasciatore a Mosca) e dal presente (scrive sul Corriere della Sera).
Eppure è uno che spesso e volentieri spara cazzate degne dell'ignoranza di un leghista.
Solo, le dice in italiano corretto, senza mettersi le dita nel naso e anzi rispettando sintassi, congiuntivi e consecutio.
Prendiamo l'articolo di ieri, dedicato al PD: http://www.corriere.it/editoriali/09_luglio_16/sergio_romano_la_sorte_del_pd_riguarda_tutti_4c615f86-71c5-11de-87a4-00144f02aabc.shtml.
Al di là delle valutazioni, opinabili come tutte le valutazioni, c'è (come quasi sempre nelle LEZZZZZZZZZIONI di Romano) la fesseria.
Eccola.
Accenna il Maestro, dalle cui sapienti e corrucciate labbra e dalla cui geniale e pensosa penna pendono, quali umili e deferenti allievi, molti dirigggenti nazionali e locali del Piddì:
"alle due grandi famiglie storiche della sinistra italiana: quella dei nipoti del marxismo e quella dei cristiano-sociali".
Ma questa è semplicemente la vulgata di chi, da decenni, vorrebbe far passare la sinistra italiana (tutta la sinistra italiana) per un'assemblaggio di cattocomunisti.
Ignorando completamente i liberali, gli azionisti, i socialisti (che non sono stati necessariamente tutti marxisti), i repubblicani, i radicali, gli anarchici, i protestanti (basti pensare a Giorgio Spini)...
Ma quella di Sergiuzzo Romano non è solo ignoranza: è l'ennesimo truffaldino tentativo (tipico della destra e della nomenklatura ex Margherita ed ex-DS) di far restare il PD soltanto la sommatoria di ex-democristiani ed ex-comunisti.
Scritto alle 09:17 nella attualità, banalità, domande, letture, persone, politica, Sistema mediatico, storia | Permalink | Commenti (48) | TrackBack (0)
Come se io firmassi un mutuo davanti al notaio ma scrivessi anche una lettera alla banca spiegando che le clausole da me sottoscritte (e autenticate dallo studio notarile) non mi convincono.
Scritto alle 08:27 nella attualità, auguri, diritti, domande, persone, politica | Permalink | Commenti (10) | TrackBack (0)
Martedì 14 luglio, alle 19,
nell´atrio della Stazione di Campo Marzio (via Giulio Cesare 1) a Trieste,
Paolo Rumiz presenterà il suo ultimo libro, "L´Italia in seconda classe".
Si tratta del racconto - apparso a puntate su "Repubblica" e ristampato da Feltrinelli - di un viaggio nello Stivale, Sardegna e Sicilia, fatto da Rumiz in compagnia di un amico misterioso (in realtà assai noto, che tenta - invano - di viaggiare in incognito), utilizzando quasi esclusivamente ferrovie "secondarie". Quasi 8.000 chilometri, attraverso un´Italia "minore", i suoi personaggi, la sua storia e la sua realtà attuale, cogliendo i segnali inquietanti del futuro che ci attende. Il volume è arricchito dalle tavole a fumetti di Altan.
Rumiz a Campo Marzio dialogherà col pubblico su TAV, decrescita e viaggiatori diventati "clienti", in un sistema ferroviario che un tempo era servizio pubblico e principale tessuto connettivo del Paese, mentre oggi sembra un´azienda come tante altre (anche mal gestita dai suoi dirigenti e da tanti Governi): condannata alla marginalità rispetto alla dittatura del trasporto su gomma e su asfalto.
L´iniziativa è promossa dal mensile "Konrad", in collaborazione con l´Associazione Dopolavoro Ferroviario, il Museo Ferroviario di Campo Marzio e la Libreria Minerva.
Scritto alle 09:06 nella attualità, domande, letture, Libri, persone, politica, Viagg | Permalink | Commenti (21) | TrackBack (0)
Notizia Ansa di oggi:
Papa Benedetto XVI, salutando l'associazione interparlamentare Cultori dell'etica, al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro, ha sottolineato "l'importanza dei valori etici e morali nella politica. Saluto gli esponenti dell'Associazione interparlamentare Cultori dell'etica, la cui presenza mi offre l'opportunità di sottolineare l'importanza dei valori etici e morali nella politica".
I Cultori dell'Etica è una associazione a cui aderiscono parlamentari italiani di varia estrazione politica ed è presieduta dal senatore dell'Udc Leonzio Borea.
Domande:
- chi sono questi parlamentari?
- come mai è impossibile trovare un loro (anche parziale) elenco?
- durante il richiamo del Papa, a qualcuno scappava da ridere pensando all'etica dell'innominato Presidente del Consiglio?
Scritto alle 12:44 nella attualità, domande, persone, politica, Religione | Permalink | Commenti (9) | TrackBack (0)
Da circa due anni, non c'erano più controlli al confine tra Italia e Slovenia.
Una cosa bellissima.
Da ieri, il governo italiano ha deciso di sospendere gli accordi di Schengen e di ripristinare i controlli.
Il motivo?
Sicurezza, in vista del G8 all'Aquila, per impedire l'arrivo in Italia di manifestanti violenti.
Effetto: lunghissime code e turisti (italiani e stranieri) alquanto incazzosi, polizia (in grave carenza di organico) distolta da compiti più utili.
Intanto, a parte l'assurdità della revoca (anche se provvisoria) del Trattato di Schengen, ogni persona normale si fa una semplice domanda:
perchè mai fare i controlli anti-facinorosi anche a chi esce dall'Italia?
Se qualcuno avesse una risposta, gliene sarei grato.
Scritto alle 08:30 nella attualità, banalità, domande, persone, politica, Viagg | Permalink | Commenti (30) | TrackBack (0)
Sul Giornale di oggi, c'è questa lettera di Sandro Bondi, ministro dei Beni e attività culturali.
Egregio direttore,
sono costretto per la seconda volta in pochi giorni a difendermi dal tentativo di Repubblica di denigrarmi, sia usando il ‘bastone’, cercando di colpirmi negli affetti più cari, sia ricorrendo, come ha fatto Eugenio Scalfari in un articolo pubblicato ieri, a deliberate quanto provocatorie insinuazioni.
Nel corso di un dibattito con Eugenio Scalfari svoltosi a Cortina lo scorso anno, dissi apertamente al fondatore di La Repubblica che il suo viscerale antiberlusconismo avrebbe portato la sinistra in un vicolo cieco e alla sua sconfitta definitiva. Avevo visto bene. Non avevo previsto, tuttavia, che il quotidiano che Scalfari dirige avrebbe condotto la sinistra allo snaturamento della propria identità. E ancor meno avevo previsto che l’attacco nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarebbe stato portato al livello di questi ultimi giorni, fino al punto cioè di mettere a repentaglio gli stessi interessi generali del nostro Paese.
Al pari dei giacobini, il ristabilimento della virtù impone qualsiasi sacrificio, qualsiasi ostacolo deve essere rimosso e ogni strumento può essere utilizzato per il raggiungimento di un fine dichiarato necessario e buono. Il quotidiano La Repubblica è l’erede principale di questa cultura ed è divenuto nello stesso tempo una specie di ‘superpartito’, che concentra in sé la dimensione politica, quella economica, quella culturale e perfino quella giudiziaria.
La mia opinione è che l’azione di questo ‘superpartito’ costituisca da tempo l’insidia più grande per la nostra democrazia. Eugenio Scalfari cerca di dipingere il quadro politico e l’atmosfera di questi giorni come se ci trovassimo nuovamente alla vigilia della caduta di un regime, con il corollario di servi, gerarchi e cortigiani, fra i quali vengo annoverato maliziosamente anch’io, in procinto di tradire e di abbandonare la nave.
La maestria di Scalfari, bisogna ammetterlo, consiste da sempre nella capacità di divulgare e accreditare nell’opinione pubblica una visione storiografica, politica e culturale che è esattamente agli antipodi della realtà.
Quello che sta avvenendo in questi giorni è la conferma più clamorosa di quanto sostengo. Scalfari è abile nel descrivere un regime corrotto e morente, contro il quale il suo quotidiano ha lanciato l’offensiva finale, trascinando con sé anche il Corriere della Sera e ciò che resta della sinistra, mentre la realtà è che un governo democraticamente eletto subisce un’aggressione sistematica da parte di un centro di potere economico e politico, che non può vantare alcuna legittimità democratica né morale, sulla base di una campagna scandalistica paragonabile alla pesca con lo strascico.
Alle porte non vi è la caduta di un regime, come ritiene Eugenio Scalfari, né la fuga di gerarchi felloni, ma vi sarebbe, nell’ipotesi abbia successo il progetto destabilizzante di Repubblica, l’indebolimento della nostra democrazia e la rovina dell’Italia. Io non dimentico mai che, se Berlusconi non avesse avuto il coraggio di impedire nel 1994 alla gioiosa macchina da guerra della sinistra capitanata da Achille Occhetto di conquistare il potere, l’Italia sarebbe stata governata da una torbida alleanza formata dalla sinistra comunista e da tutti quei poteri economici rappresentati da un quotidiano come La Repubblica , che avrebbe dato vita sì a un vero regime politico privo di alternative.
Questo rischio esiste anche oggi, aggravato semmai dalla circostanza che la sinistra rappresenta oggi una larva di soggetto politico, mentre l’influenza di La Repubblica è divenuta dominante. Per tutte queste ragioni, e non soltanto per l’affetto che mi lega a Berlusconi e la considerazione che ho di lui come di un uomo sotto tutti gli aspetti ammirevole, come risulta anche dalle interviste pubblicate dal suo stesso giornale, noi non cederemo mai, mai, di fronte alla campagna di odio e di delegittimazione orchestrata dal gruppo editoriale L’Espresso-La Repubblica, in combutta con una sinistra ormai al traino di tutte le battaglie più misere e sconclusionate. Se sapremo sconfiggere anche quest’ultimo disperato attacco contro il governo e contro Berlusconi, la nostra democrazia sarà più salda, il nostro futuro più sereno. Questo gli italiani lo sanno e hanno la possibilità di testimoniarlo con il loro voto.
Sandro Bondi
Scritto alle 11:51 nella attualità, domande, letture, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (50) | TrackBack (0)
Ve ne siete accorti?
Guardando le foto delle donne e delle ragazzette che ronzano intorno a Berlusconi, schizza agli occhi la loro agghiacciante somiglianza.
La Veronica Lario del 1982 (quando girò Tenebre di Dario Argento), la Noemi che due settimane fa va a votare per le Europee, l'attrice Sabina Began (di cui ignoravo l'esistenza fino a pochi giorni fa), Patrizia D'Addario (che non ho capito chi sia), Francesca Pascale (neoconsigliera provinciale di Posillipo)...
Capelli lunghi lisci e biondi, occhialoni da sole, labbra tumide e imbronciate, sopracciglia rigide e ritoccate, trucco pesante, espressione da risveglio all'alba dopo una nottataccia...
Quei volti che, visti una volta, non te li ricordi più.
Come diceva Moana Pozzi (che frequentava Craxi e, mi par di ricordare, anche lui):
"Le donne molto belle? Piacciono agli uomini senza fantasia"
Una frase intelligente e illuminante, che condivido ampiamente.
(A parte il fatto che queste donnine e ragazzette non mi paiono per nulla interessanti e attraenti, ma fatte con lo stampino di una barbie mal riuscita)
Scritto alle 09:16 nella attualità, banalità, domande, donne, persone, politica, Religione, Sistema mediatico, Televisione | Permalink | Commenti (43) | TrackBack (0)
Stanotte ho finito di leggere un piccolo libretto (poco più di cento pagine che corrono via chiare e veloci)
Il titolo è Psicologia del male.
L'ha scritto il trentasettenne Piero Bocchiaro, ricercatore alla Vrije Universiteit di Amsterdam, autore di articoli scientifici e di Introduzione alla psicologia sociale , docente all´Università di Palermo.
La tesi da cui parte il libro è molto semplice:
la malvagità non appartiene solo a individui devianti e tutti noi, in particolari circostanze, potremmo infierire contro un altro essere umano. Un'ipotesi teorica e campata in aria?
Proprio no, perchè la psicologia sociale nasce da migliaia di studi, esperimenti, ricerche.
La classica (e troppo semplicistica) dicotomia tra Bene e Male ci è congeniale perchè ci permette un comodo orientamento nella foresta della morale e ci fa identificare immediatamente i cattivi: sarebbero sempre e solo loro i responsabili di crimini e di violenze. Noi invece saremmo buoni, incorruttibili, schierati a favore della moralità.
Ma le cose non stanno così: la psicologia sociale ci mette davanti a un´altra storia, quella in cui ciascuno di noi è un potenziale carnefice.
Non siamo totalmente virtuosi, altruisti e sensibili.
Ma nemmeno interamente disonesti, egoisti e distaccati.
Essendo uomini e donne, siamo un impasto di caratteristiche contraddittorie che il principio di coerenza cerca di mantenere in cassettini accuratamente separati.
In più, i ritmi ripetitivi della vita tendono a lasciare noi e i nostri conoscenti in contesti abituali, dove a interagire sono i ruoli sociali.
I nostri comportamenti sono dunque molto prevedibili e, generalmente, in linea con le aspettative.
Ma tutto ciò esplode e va in pezzi quando ci troviamo di fronte a condizioni nuove, impreviste e drammatiche. Diventa allora impossibile pronosticare ciò che sarà di noi e degli altri, ciò che faremo.
Durante il nazismo saremmo stati esecutori degli ordini superiori? Oppure avremmo cercato di ribellarci? O (ancora) avremmo fatto finta di nulla, celati in una plumbea zona grigia?
Fondato com'è su episodi concreti (Adolf Eichmann e la Shoah, la strage dello stadio Heysel, un omicidio svoltosi davanti a decine di testimoni che non mossero un dito, uno stupro in strada a Bologna mentre i passanti non reagirono...), il libro è a suo modo agghiacciante.
Difficile e duro da accettare.
Ma sapere che tutti noi siamo una miscela di contraddizioni ci rende più vigili nei confronti delle forze esterne, accrescendo le probabilità di contrastarle.
In fondo, i quattro punti cardinali a cui ancorarsi per opporsi alla malvagità e all'indifferenza sono:
consapevolezza e senso critico,
autostima,
forte senso della giustizia,
empatia.
Scritto alle 09:48 nella domande, letture, Libri, persone, Scienza | Permalink | Commenti (57) | TrackBack (0)
Si può dire che Muammar Gheddafi è un personaggio rivoltante?
AGGIORNAMENTO
Roma, 13:12 del 11.6.09
GHEDDAFI: SAPIENZA, IMMIGRATE MINACCIATE DA SERVIZI LIBICI
"Sono stata minacciata da questi uomini libici che sono tra gli studenti". A parlare e' Amina, una signora di 47 anni che si trova tra gli studenti della Sapienza assieme al movimento per la casa Action. Da qualche ora, infatti, una decina di persone che parlano soltanto l'arabo sono comparse tra gli studenti e gli altri manifestanti: "Mi hanno chiesto perche', pur portando il velo, sono qui' a protestare contro un leader musulmano e mi hanno avvertito che hanno le mie foto con il cartello contro Gheddafi". Gli studenti, dal canto loro, stanno cercando di allontanare quelli che considerano "dei provocatori", ma alle richieste degli studenti queste persone hanno risposto di parlare solo arabo. Quando poi si e' avvicinata a loro una ragazza che studia lingua e cultura araba, hanno rifiutato categoricamente di parlare.
Scritto alle 09:03 nella attualità, domande, persone, politica, storia | Permalink | Commenti (42) | TrackBack (0)
Una curiosità:
trovate peggiore Libero diretto da Vittorio Littorio Feltri oppure Il Giornale diretto da Mario Giordano?
(Domanda per i commentatori di destra: quale dei due preferite?)
Io ho difficoltà a esprimermi: il quotidiano feltriano è più becero, più aggressivo, più manesco, più estremo, più incontrollabile.
D'altro canto, il quotidiano giordaniano è più telecomandato dal Capo, più scientifico nelle sue operazioni punitive, più subdolamente autodichiaratosi moderato.
Scritto alle 11:08 nella attualità, banalità, domande, letture | Permalink | Commenti (38) | TrackBack (0)
Scritto alle 15:09 nella attualità, domande, persone, Religione | Permalink | Commenti (62) | TrackBack (0)
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