Io scrivo romanzi e dunque sono abituato a "far finta" di essere altri personaggi, provando (con la penna e il pc) a pensare/vivere/agire come loro. E allora: SE IO avessi 74 anni e fossi l'uomo più ricco e più potente d'Italia, se mi piacessero tantissimo le donne, se in particolare avessi una predilezione per le giovani o giovanissime, perchè mai cercherei (pagandola) il tipo "mignottona omologata alla cubista da poster per guidatori di Tir"
e perchè mai mi farei chiamare "papi"? Sì, certo: questi sarebbero i miei canoni: orologiazzi carichi d'oro, villazze pacchiane, ragazzine agghindate da baldracche cinquantenni, regali costosissimi da fare a ospiti famosi, ignoranza esibita, maleducazione,
bottiglioni di champagne basta che sia caro, merda basta che sia costosa. Una tristezza esistenziale. Però mi domando (e domando al mio personaggio): il mio ego e il mio eros non sarebbero più stuzzicati da donne adulte non da pagare ma da sedurre? Godere nel venir chiamato "papi" da minorenni agghindate da "mignottone" e procuratemi dai miei servi non rivela un disastroso complesso edipico alla rovescia?
Insomma, il mio personaggio lo costruirei a partire da questi elementi. Però mi renderei conto: un personaggio troppo banale, troppo trasparente e rivelatore, perchè i suoi pacchiani vizi e difetti dicono di lui troppo e troppo presto.
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