Sì, sarebbe una grande storia epica, di quelle per cui John Ford e Akira
Kurosawa uscirebbero dalla tomba per dirigere insieme il film: una mattina di
ottobre, tre milioni di italiani se ne vanno dall’Italia, pacificamente ma
fermamente. Un’immensa colonna di auto e moto, pulmini e roulotte, biciclette e
furgoncini, sidecar e autostoppisti, treni pieni e corriere di linea
stracariche.
“Perchè?” ci chiederebbero al confine (anzi: all’ ex-confine, visto che siamo
in Europa).
“Perchè non se ne può più”
“E qual’è stata la goccia?”
Qui (è vero) dovremmo riflettere. Dato che in questi anni abbiamo visto e
letto e sentito e ingoiato e assorbito e metabolizzato e incassato di tutto.
Già…
Qualè stata la goccia fatale?
La demente scuola nazi-leghista di Andro?
La barzelletta del povero vecchio Silvio su Hitler?
I libici che sparano co' le armi italiane sui pescatori italiani in base agli accordi sottoscritti co' li governi italiani?
Fassino che definisce “squadrista” chi fischia Schifani?
Stracquadanio che teorizza la prostituzione per diventare parlamentari?
I diari falsi di Mussolini?
Il prossimo libro di Bruno Vespa che lui pubblicizzerà (senza tirar fuori una
lira) in ogni trasmissione Rai?
Capezzone?
Veltroni e D’Alema che interpretano il remake dei Duellanti di Ridley Scott (tratto da Conrad)?
No, non lo so cosa diremo, alla frontiera.
Però il punto è che dall'Italia noi non ce ne andremo ma torneremo indietro: perche
vogliamo che se ne vadano gli altri.
O che la smettano di far danni al nostro paese.
tre milioni? ... sto valutando, Luciano, se in questo momento tu stia vedendo il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto...ma sì, tre milioni ci possono stare. Speriamo! :-)
Scritto da: ilva | 14/09/2010 a 21:40
Luciano, fai attenzione, potresti diventare un novello Abramo davanti a Sodoma...
poi finisce che se gli altri ne vanno davvero rimanete in dieci !
Scritto da: Giorgio Tedeschi | 15/09/2010 a 07:37
in terza c al liceo classico eravamo in 21. forse siamo l'unica classe che non ha mai fatto una cena della terza c.
perchè di ventuno, meno una che non c'è più, 13 sono definitivamente fuori dall'italia. tre architetti a madrid e una a parigi. quattro medici negli stati uniti. due laureati in economia a londra, e il terzo in germania. uno in belgio ed io in catalunya.
per quasi tutti la scelta è stata dettata dalla voglia di costruirsi un futuro, che in italia non c'è più. e poi noi venivamo da bologna, dove le cose non vanno così male come da altre parti.
qui ci sono centinaia di giovani laureati in ingegneria o architettura scappati da napoli o dalla sicilia.
marina e claudia che si sono laureate in lettere antiche e sono restate a bologna, ed hanno scelto la scuola sono state precarie per oltre quindici anni. un anno fa sono entrate in ruolo. marina, quest'anno non ha il posto. è a disposizione.
forse si può sperare che berlusconi perda la memoria e non ricordi più il finale delle barzellette o che dalema se ne vada a fare il giro del mondo in navigazione solitaria con veltroni chiuso in un cinema a vedere films in cecoslovacco sottotitolati in turco.
si può anche sperare che fassino evapori, o che capezzone passi a fare il portavoce di chavez.
ma c'è una generazione intera che, a parte queste cose, non sa in cosa sperare.
Scritto da: marcob | 15/09/2010 a 08:21
Beh, a pensarci bene, già Capezzone sarebbe un motivo sufficiente per considerare l'eventualità di emigrare dall'Italia.
Per il momento, tuttavia, mi limiterò a trascorrere qualche settimana all'estero, certo che gli amici di là avranno il buon gusto di non rovinarmi la vacanza parlando della politica italiana.
Immagino che tornerò rinfrancato, quanto basta per riprendere a lavorare affinché ad andarsene (o almeno a non nuocere) siano gli amici di Capezzone & co.
Scritto da: Dario Predonzan | 15/09/2010 a 08:30
Qualche mese fa, in Portogallo.
Manuel Pinho era il ministro dell'Economia e in Parlamento (durante un dibattito) fece le corna a un deputato dell'opposizione. Il capo del governo Josè Socrates lo definì un "gesto inaccettabile" e cacciò Pinho dal governo.
Da noi: a quando le scoregge di Bossi?
Scritto da: luciano / idefix | 15/09/2010 a 09:18
Elenchi cose pesanti ma non so se ce ne andiamo per questo.
Il tracollo culturale e politico è parente del tracollo democratico e quotidiano.
- ho un'amica che di tre figli due se li tiene a casa perchè non c'è posto alla SCUOLA MATERNA. Non nido, materna: afferisce alla parrocchia del diritto allo studio.
Te ne vai perchè vedi che non avrai una pensione: perchè i figli non si fanno gli extracomunitari non si vogliono mettere in regola e chi cazzo la tiene in piedi l'inps?
Te ne vai perchè vedi i diritti di base non riconosciuti e retribuiti: nell'azienda dove lavoravo hanno estromesso il sindacato, e ora si sono appena permessi di licenziare in tronco un dipendente perchè ha fatto male un lavoro così come è regolarmente richiesto dai suoi capi. ma non si fa perdere il lavoro ai capi, lo si fa perdere a un ragazzo ultimo di 13 figli che si mantiene da solo a roma.
Ecco perchè la gente se ne va, Vespa manco se lo incula.
Anche se certo - meriterebbe.
Scritto da: zauberei | 15/09/2010 a 09:53
Insomma uno se ne va perché qui non è più la classica goccia che fa traboccare il vaso, ma sta per traboccare un fiume, un mare, un oceano di fango (per non dir peggio), e non è "igienico" aspettare che esondi.
Comunque concordo, anche un Capezzone già basterebbe e avanzerebbe, ma dobbiamo tentare fino all'ultimo di spalare via tutta sta melma che ci asfissia.
Scritto da: EK | 15/09/2010 a 15:57
Zau:
Sull'Inps non è proprio così.
I lavoratori immigrati contribuiscono a tenere alto il rapporto tra lavoratori e pensionati con la loro
partecipazione all’Inps. Lavoce.info ha sottolineato come l’istituto di previdenza sia in attivo
sostanzialmente per i contributi stranieri: l’apporto degli immigrati appare il fattore più rilevante
proprio perché rappresenta il fatto nuovo e più significativo dell’ultimo decennio in termini di
crescita degli occupati e dei relativi contributi previdenziali, in grado di spiegare, quasi da solo,
accanto all’aumento delle aliquote, il mutamento nei conti economici dell’Inps.
Una tabella lo dimostra.
Anno 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
Lavoratori stranieri Inps (in milioni) 1 1.4 1.5 1.6 1.8 1.9 2.1 2.2
Bilancio Inps: Risultato di esercizio
(in miliardi di euro) +1 +3.1 +0.4 +5.2 +2 +1.2 +6.9 +6.9
I dati dell’Inps mostrano come i contributi degli immigrati nel 2008 siano circa il 4% del totale, pari a circa 6,5 miliardi; queste cifre sono incrementate nettamente negli anni con un aumento di 4 miliardi dall’inizio del precedente decennio. Quindi, i contributi degli stranieri pagano il 4% delle nostre pensioni.
Gli stranieri saranno pensionati solo fra molti anni, non “pesando” così sul bilancio dell’Inps. Questo in quanto l’età media degli stranieri residenti è 30,9 anni, mentre quella degli italiani è di 43,5 anni.
Inoltre, Lavoce.info sottolinea che gli immigrati stranieri realmente percettori di una prestazione Inps
sono un numero esiguo, inferiore al 2%.
Scritto da: luciano / idefix | 15/09/2010 a 16:15