Su proposta del ministro Bondi, il governo ha approvato un decreto legge sul cinema. Mi soffermo su un solo aspetto: per andare a vedere alcuni film bisognerà avere dieci anni. Per tutelare i bambini e adeguarsi alle normative di altri paesi, dice Sandro Bondi: in una sola frase, un’ipocrisia e una bugia.
Prima la bugia: negli altri paesi non è mica così. Esempi: negli Usa ci sono cinque livelli di “visione” (film per tutti, film da vedere accompagnati da un adulto, vietato ai minori di 13 anni e vietato ai minori di 17 se non accompagnati, vietato ai minori di 17 anche se accompagnati), in Gran Bretagna i livelli sono sempre cinque (12 anni se accompagnati, 12 da soli, 15 da soli, 18 da soli, 12 con il loghino di Parental advisory, una specie di s/consiglio).
Per inciso: il marchio di Parental advisory è nato negli Stati Uniti per contrassegnare dischi libri dvd non adatti ai più piccoli. Ma negli anni si è affermato come un incitamento a consumare. Infatti fa vendere di più: altro che marchio della vergogna.
Seconda l’ipocrisia: certamente esiste il problema di evitare ai più piccoli il quotidiano bombardamento visivo di volgarità violenze stupri ammazzamenti pettegolezzi torture razzismi sevizie consumismo maschilismo stereotipi ignoranza eccetera. Ma siamo certi che questo pessimo tsunami aggredisca i bambini nelle sale cinematografiche e non a casa propria, quando stanno davanti allo schermo tv? Il ministro Bondi, i suoi colleghi del governo e soprattutto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi (capo assoluto della televisione italiana) hanno mai guardato le trasmissioni del nostro paese? La tivù più becera e zozzona del mondo occidentale. I bambini si tutelano di più realizzando trasmissioni televisive di qualità che non impedendogli di vedere Avatar. Ma, ovviamente, il problema del governo non è etico: il fatto è che la tv tocca direttamente il portafoglio, la pubblicità, il rimbambimento delle persone che fin da piccole devono venir addestrate a essere passivi consumatori da mungere e non cittadini attivi, capaci di scegliere. E dunque il governo attacca il cinema e non la televisione (proprietà del Padrone).
In più, il disegno di legge ricorda (come spesso accade in Italia) le grida manzoniane: tante parole, molto fumo e applicabilità contorsionistica dunque nulla. Perché? Semplice: i bambini di dieci anni molto raramente si recano al cinema da soli ma ci vanno in compagnia, quasi sempre con uno o più adulti. E spesso il gruppo non è composto da bambini della stessa identica età. Alla cassa del cinema cosa si farà? Come si stabiliranno le età? Il gerente della sala farà a occhio? O tutti i bimbi dovranno avere il proprio certificato di identità? Un documento equipollente? Oppure basterà una dichiarazione dell’adulto? Resa verbalmente o scritta? E su che modulo? Chi la sottoscrive? Nel caso di un controllo, l’adulto che si è sbagliato sull’età esatta dell’amichetto del proprio figlio è responsabile? E di cosa?
E ancora: chi deciderà, e in base a quali motivi, un film non è adatto ai bambini? Il ministro Bondi? Le stesse commissioni che dovrebbero vigilare, e non lo fanno mai, sui programmi televisivi zozzoni? E con quali criteri stabiliranno il limite dei dieci anni? I vari scoreggioni Vacanze di Natale saranno ammessi alla visione dei bambini?
e' una norma bizantina certo, ma io trovo utile avere una classificazione piu' precisa del contenuto di un film (e per inciso in uk vale anche per i giochi, non soltanto dvd). I bambini/ragazzini non possono andare al cinema ma anche non possono comprare dvd o giochi non adatti. Certo se li fanno comprare da un adulto, cosi' come si fanno comprare da un adulto alcohol e sigarette, ma a me non interessa tanto l'aspetto legalitario della faccenda (che invece sembra che in Italia sia sempre quello che interessi a tutti, come le cinture di sicurezza, non fregava nulla a nessuno fintanto che non le hanno messe obbligatorie, dimenticando in blocco il motivo della loro esistenza in primis) ma quello genitoriale. A me torna molto utile, quando decido di vedere un film in TV o affittare un dvd o che ne so, capire se per i miei bambini sia adatto. E non e' soltanto per sesso o violenza (che anche li' pare che il sesso sia l'unico parametro, capirai) ma anche situazioni difficili, che so, genitori che litigano, una persona malata terminale, cose del genere, per cui mi interessa sapere se ho bisogno di essere seduta con loro nel caso possano esserci domande che necessitano di una risposta. Mi piace molto ad esempio consultare l'internet movie database, la voce "consigli ai genitori" e' piena di tante informazioni che la trama da sola non ti puo' dare.
Scritto da: supermambanana | 31/07/2010 a 12:27
La trasmissione Amici, o Le velone, per non parlare dell'Isola degli infami e altre cose simili restano a disposizione dei nostri pargoletti - e dubito che la presenza dei genitori (genitori che evidentemente le seguono con divertimento) possa essere di aiuto.
Aggiungerei all'elenco anche trasmissioni diseducative come Enigmi o Voyager - e anche il TG di Minzolini che dà del mondo un'idea falsa e irreale.
La Tv è solo un mezzo di diffusione della pubblicità - un po' come le riviste in carta patinata - e la pubblicità porta soldi nelle casse di B. Perciò non si tocca. Bondi non oserebbe nemmeno pensarlo.
Quanto poi alla commissione che dovrebbe stabilire i film ammessi e quelli non, vorrei prima sentire come si esprimono al telefono i loro membri:-))
Scritto da: anna s. | 31/07/2010 a 13:51
Concordo sul fatto che concentrarsi sul cinema rispetto al dilagante danno televisivo sia veramente ridicolo - e anche sul fatto che raramente un bambino di meno di dieci anni va al cinema da solo. Tuttavia, non mi pare una cosa malvagia, e su alcuni contenuti - per esempio la violenza - si può facilmente mettere insieme una commissione bipartisan e ugualmente competente.
In ogni caso, quando si pensa ai danni ai bambini procurati dalla televisione, io personalmente non trovo corretto infilarci anche gli aspetti socioculturali e ideologici che di certa tv non condivido. Ivi compresi i temi che mi scaldano di più: stereotipi di genere, sessismo, etc. Queste cose hanno l'esito di perpetuare un modo di pensare, ma non sono di per se pericolose. Amici è devastante sul piano politico, ma un bellissimo film con un suicidio di mezzo può essere molto più devastante per un bambino - mentre per un adulto è molto più salubre.
Quello che mi chiedo è, che democrazia è una democrazia che usa i decreti legge anche per lo sturamento dei cessi del sabato?
Scritto da: zauberei | 02/08/2010 a 07:37
Semplicemente ridicolo che si formalizzino sui film al cinema,quando invece bisognerebbe piombare il televisore,se ci sono bambini in casa.
Cristiana
Scritto da: cristiana | 03/08/2010 a 12:03
detesto le ipocrisie sulla censura (che in ultima istanza sarebbe meglio se non esistesse del tutto)!
è più volgare un nudo integrale o della gente ignorante che si accapiglia in televisione, o un politico che si smentisce ogni 2 secondi?
la risposta è talmente scontanta...
Scritto da: Giordano | 03/08/2010 a 17:14