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Lettura quotidiana della Bibbia

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28/07/2010

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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a Prevedere i crimini? Tra Repubblica, realtà e Philip Dick:

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L'ennesima cazzatona scritta da La Repubblica
PS: e anche minority Report non è che fosse un granché. Opinione personale, beninteso

Nemmeno il racconto è eccezionale: l'immenso Dick ha scritto molto di meglio.

oltre che desolante Vincenzo Nigro non e' neanche originale, visto che il parallelo con Minority Report mi pare comparire di qui e di li', uno fra i mille l'immarcescibile Telegraph http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/crime/7908856/Minority-Report-technology-used-by-police-to-predict-crimes.html

(comunque la chiosa del Nigro mi pare ineccepibile, tutto 'sto blaterare sulle intercettazioni, figurati concepire aiuti informatici per la polizia)

Lasciando da parte il caso specifico di Nigro, a parer mio bisogna tener conto che il livello dei lettori(quelli veri) è migliorato con il tempo mentre gli stipendi dei gionaliti tendono a scendere...
Lettori quali Luciano, Io stessa, Marcob, Alessandra, Offender (giusto per dare l'idea)siamo sempre più informati ed addentro ad alcuni argomenti di nostro gradimento e non ci accontentiamo più della maggior parte degli articoli che si trovano in giro...

Diciamo, provocatoriamente, che per una gran parte degli articoli pseudoscientifici pubblicati da Repubblica il "bavaglio" non sarebbe poi un gran male?:-))))

Luposelvatico: sì, un bavaglio selettivo a volte non guasterebbe sia per gli articoli pseudo-scientifici sia soprattutto per gli articoli che annunciano trionfalmente nuove scoperte in medicina. In genere si tratta di ricerche preliminari che non avranno una vera e propria applicazione clinica prima di un decina d'anni. Non hai idea delle false speranze o dei falsi allarmi che alimentano nei pazienti. Ecco, in quel caso un bel bavaglio ci vorrebbe proprio

Concordo con P@ola ed Eeka. La maggior parte dei lettori di quotidiani non si accontenta di ciò che legge ed un bavaglio preventivo, o meglio una selezione fatta in redazione, ci vorrebbe sempre.
L'articolo di Nigro è scritto male, a prescindere dall'inutilità dei futuri strumenti di indagine e prevenzione del crimine.
Devo aggiungere, però, che, come dice Eeka, ci sono delle notizie che sono delle "non notizie", delle "scoperte dell'acqua calda insomma. Tipo l'articolo che ho letto ieri a proposito del bene che fanno le coccole ai bambini onde evitare loro di diventari ansiosi e stressati da adulti.
Un'altra cazzatona, come dice Luciano. E stavolta non addebiterei tutta la responsabilità all'autore dell'articolo.
Non c'è bisogno di una ricerca scientifica lunga e costosa per sapere che le carezze, i beci, gli abbracci fanno un gran bene a tutti.

"Baci", e non "beci" ovviamente. Sorry.

Alessandra mo' ti mozzico! Ma che e' la settimana di "uccidi anche tu la ricerca" questa? E' il terzo posto dove mi metto a fare discorsi simili. E neanche per ricerche che sento vicine, che non sono in questo campo. Ma certo che lo sappiamo che i bacetti sono utili, ma porcamiseria questo e' uno studio in cui per la prima volta si mettono insieme dati longitudinali che vanno indietro di 30 anni e passa per correlare in maniera significativa le percezioni di un bambino nella prima infanzia con il suo comportamento da adulto, e tu mi dici che e' la scoperta dell'acqua calda? Sigh. :-P

Supermambanana: io non conosco nel dettaglio questa ricerca, quindi non mi sento di liquidarla come scoperta dell'acqua calda né di dire che si tratta di uno studio epocale.
Quello però che credo sia criticabile è il modo semplicistico in cui una ricerca complessa viene riportata sui giornali per cui tutto si riduce a "baci e coccole fanno stare meglio di un atteggiamento severo e gelido" Ma va?!? Devo dire che purtroppo La Repubblica è uno dei giornali che maggiormente semplifica e banalizza oppure che presenta senza alcun filtro ricerche molto discutibili. Non so se sia una scelta editoriale di malintesa divulgazione o proprio sciatteria, di sicuro non si rende un buon servizio ai lettori.

su questo siamo daccordissimo, la semplificazione dei giornali e', nelle parole di luciano, desolante, e non sono casi isolati

anche perche' a mio modo di vedere il risultato importante della ricerca (mi sono andata a prendere la fonte originale) non e' tanto che i baci fanno bene, ma che qualcosa che accade cosi' presto nella vita di un bambino sia forte abbastanza da lasciare un'impronta che a distanza di 30 anni si puo' misurare in modo significativo. Ora io dico,
io, per non saper ne' leggere ne' scrivere, non convinta della versione di repubblica, mi sono andata a ripescare la fonte, che ho trovato googlando in pochi minuti, allora mio caro giornalista, cavolo, lo devi avere tu l'onere della prova, mica io! La mia speranza e' che la rete davvero ci renda lettori piu' esigenti, se fallisce in questo allora davvero non abbiamo speranze.

Sì spesso anche io vado a cercarmi la fonte, in particolare su argomenti che mi stanno particolarmente a cuore o quando la versione riportata proprio non mi convince. E' utile per il senso critico. Non so quanti però dedichino un po' di tempo ad approfondire la lettura di un testo. Anzi, io credo che certi articoli siano creati apposta per una lettura superficiale. In fondo, la maggior parte dei lettori si sofferma sul titolo, al massimo sull'occhiello e poco altro. Per questo ad una lettura più attenta appaiono banali e sciatti, perché in realtà sono scritti dando per scontato che nessuno li leggerà con attenzione fino alla fine.

Supermambanana, scusa tanto eh, ma io ho amici psicologi e psicoterapeuti (due di loro sono anche ricercatori universitari) e posso dire con tutta tranquillità che quella che ho citato è una scoperta dell'acqua calda, non fosse altro che per tutte le volte in cui ho affrontato con loro lunghi discorsi sull'argomento.
Sai da quanti anni (o forse secoli) i terapeuti, i pediatri e tutti gli studiosi dell'infanzia vanno dicendo che i bimbi devono essere coccolati, accarezzati abbracciati e baciati? Comprendo benissimo che uno non può interessarsi di tutti gli argomenti del mondo e quindi essere all'oscuro di certe cose, ma magari come mamma ti viene d'istinto coccolare i tuoi figli senza badare troppo alla psicologia. Lo hanno fatto miliardi di donne e continuano a farlo, per fortuna.
La correlazione tra le coccole ed il futuro dei figli? Si, certo è importante, ma come ho già detto e ripeto è una scoperta dell'acqua calda.
Inoltre,nell'articolo di cui ho parlato si precisa anche che col repentino cambiamento dei tempi, non ci sono coccole mammesche che tengano: se sei stressato e ansioso da adulto può dipendere dalla società in cui vivi.
Forse questa è l'unica cosa degna di nota in quell'articolo, ma a me sembra, pure questa, un'altra scoperta dell'acqua calda.

Per onestà e dovere di cronaca, visto che ho citato l'articolo, riporto il link:
http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2010/07/27/news/vincere_lo_stress_con_le_coccole_di_mamma-5861218/?ref=HRERO-1

Poi ognuno è libero di pensare ciò che crede.

si Alessandra, ma la "scoperta" non e' che le coccole fanno bene, torno a dire. Il lavoro (e mi vien da ridere perche' manco li conosco questi e sto qui a difenderli) che hanno fatto comunque mi pare di tutto rispetto, e i risultati interessanti, liquidarli con l'acqua calda mi pare davvero ingiusto. Anche perche' a volte l'interessa sta proprio nel trovare conferme scientifiche dei detti della tradizione popolare. Il link al pezzo (non quello di repubblica, quello vero, e' da li' che uno eventualmente puo' trarre le conclusioni) sta qui http://jech.bmj.com/content/early/2010/07/07/jech.2009.097873.abstract E se leggi l'articolo (cosa che evidentemente non ha fatto la repubblica) trovi anche un altro dato che per me e' interessante, e cioe' che invece la carenza di affetto NON sembra avere un impatto negativo altrettanto misurabile. Vabe insomma, basta, e' che io davvero mi sento amareggiata quando si liquida un lavoro di magari anni con un embe', e con la ricerca succede molto spesso, per cui ogni volta che i governi decidono i tagli in effetti fra la popolazione trovano spesso consenso. Certo il problema non e' della popolazione, ma della divulgazione pessima che ne vien fatta. Cionondimeno, e' triste.

Il Journal of Epidemiology and Community Health è una delle riviste collegate al British Medical Journal, cioé una delle pubblicazioni più serie in campo medico. Ripeto, non ho le competenze necessarie per giudicare il lavoro, ma come funzionano le riviste mediche serie lo so bene. Pertanto mi fido delle competenze dei revisori scelti per esaminare l'articolo, che vengono scelti tra i maggiori esperti del campo. E' una rivista importante, se proprio fosse stato l'articolo di pizza e fichi non credo sarebbe stato accettato, soprattutto non sarebbe stato accettato come articolo originale.

Supermambanana, mi pare di leggere nel tuo commento conclusioni affrettate sulle mie opinioni personali. Io ho solo espresso la mia opinione su una singola ricerca, ciò non vuol dire che per me tutta la ricerca in tutti i campi sia una cosa inutile.
Da quello che scrivi, sembra che io appartenga alla categoria dei beceri ottusi. Non ti pare di aver generalizzato un po' troppo?
Se tu ritieni la scoperta di cui stiamo parlando una gran cosa a me va benissimo, è una tua opinione. Questo non c'entra nulla con il "consenso popolare" sulla ricerca, o con la divulgazione. Credo che questi ultimi siano argomenti che meritano un discorso molto più ampio e a parte.
Credo tu sia saltata troppo in fretta a conclusioni errate, almeno per quanto riguarda le mie opinioni.

ale, potrei dire altrettanto di te su di me eh? Vabe, finiamola qui va.

Supermambanana, scusami ma non mi pare giusto innescare una polemica e poi ritirarsi. Dove ho criticato le tue opinioni? Dove e quando ho detto che le tue opinioni in merito alla ricerca e all'articolo in discussione sono "tristi"?
Mi pare di aver solo ribadito le mie, senza accusare te di far parte di una specifica categoria solo perché la pensiamo in maniera diversa.
A me non piace affatto fare salti mortali nel vuoto e sono più che sicura di avere il diritto di esprimere le mie opinioni su quello che leggo.
Il confronto mi sta bene, anzi benissimo; l'essere categorizzata in maniera superficiale no, per nulla.

E' evidente a chiunque un fatto:
è impossibile che tutti abbiano competenza su tutto.
E dunque, nel tourbillon delle notizie che ci avvolgono (per massaggiarci, allarmarci o distrarci), non è pensabile che ognuno approfondisca ogni argomento.
E allora uno degli scopi del buon giornalismo è proprio questo: dare un flash (magari breve ma il più possibile accurato) di un fatto o di un tema. Senza volgarizzarlo troppo o addirittura stravolgerlo del tutto.
E allora mi chiedo: che senso ha (se non di raccattare un briciolo di consenso immediato in lettori frettolosi) pubblicare (travisandole) certe ricerche scientifiche? Se lo studio sul rapporto affettività nei primi anni/ comportamento in età adulto è uno studio serio e complesso, spararlo in prima pagina nella riduttivissima e traditrice formula "le coccole rendono contenti, le frustate fanno male" è una stronzata.
E questo (mi pare) è ciò che sosteneva anche Alessandra.

Ale, e che facciamo qua? Io che voglio evitare la polemica. Mi dici che io traggo "conclusioni affrettate sulle mie opinioni personali", mi dici che "Da quello che scrivi, sembra che io appartenga alla categoria dei beceri ottusi. Non ti pare di aver generalizzato un po' troppo?" quando io stavo facendo un discorso generico proprio prendendo come spunto il tuo "posso dire con tutta tranquillità che quella che ho citato è una scoperta dell'acqua calda".... davvero non voglio entrare in polemica, lasciamola qua, ok? con affetto.

Ok, la conversazione sta prendendo una piega che non volevo nemmeno io.
In ogni caso, Luciano, grazie per l'interpretazione.
Io non discuto il metodo scientifico di una ricerca, ma le conclusioni che se ne traggono. Peggio se queste sono mediate da un pessimo giornalismo.
Si dà il caso che di psicologia ne capisca qualcosina, non ai livelli di Zau, ovviamente.
Dunque in merito alla ricerca e all'articolo che ne riporta i risultati che ho citato, tengo a ribadire che dal mio personalissimo punto di vista non è una grande scoperta sapere che le coccole ricevute da bambini aiutano da adulti per tutta una serie di aspetti della vita.
Non posso citarvi a memoria tutti i testi di psicologia dell'età evolutiva o psicologia generale, ma so per certo che deduzioni del genere (sempre attraverso ricrche scientifiche) sono state già fatte. Probabilmente in questa ultima ricerca è il metodo che si differenzia e sul metodo, ribadisco, non discuto. a chi non è del campo interessano le conclusioni. Io non sono una psicologa, sebbene la materia mi affascini e l'abbia studiata per un po' con molta passione, dunque non sono del campo. Le conclusioni alle quali è arrivata la ricerca citata sono simili, se non addirittura uguali, ad altre conclusioni nello stesso ambito. Da qui la mia opinione condensata in una "scoperta dell'acqua calda".
Ciò non toglie che la ricerca in generale sia fondamentale in qualsiasi campo.
Io non conosco i metodi applicati, ma da persona che sostiene fortemente la ricerca penso che sarebbe utile arrivare a conclusioni nuove per parlare di scoperte vere e proprie. Se la differenza di ricerca sta solo nel metodo, evidentemente questo aspetto interessa solo i ricercatori stessi. E questo credo sia un aspetto controverso e contraddittorio della ricerca stessa e della divulgazione, ma come ho già detto, sono argomenti che andrebbero trattati a parte.

Supermambanana, i confronti sono sempre costruttivi se fatti con civiltà.
Con affetto anche da parte mia ;-)

Quello che la ricerca in oggetto sostiene, che "lo studio sul rapporto affettività nei primi anni/ comportamento in età adulto è uno studio serio e complesso" già lo descriveva Virgilio
:
"Comincia, piccolo fanciullo, a riconoscere dal sorriso tua madre, comincia piccolo fanciullo; a chi i genitori non sorrisero, nessun dio lo degnerà della mensa, nessuna dea del suo letto." (Virgilio: Ecloga IV,vv 60-63)
.
http://tusitala.blog.kataweb.it/2010/07/03/e-q-intridersi-di-una-persona-la-bolla-damore

Brava, P@ola.

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