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Lettura quotidiana della Bibbia

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16/07/2010

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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a Nicki Vendola sul "Fatto":

Commenti

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""Anche il centrosinistra si deve rinnovare, deve costruire una nuova alleanza.""
Caro Nicky,
il centrosinistra deve rifarsi la testa, prima delle alleanze.
Se non cambiate modo di pensare, di vedere le cose ed i problemi, modo di connettere gli eventi ... non andrete molto distante.
Il futuro non può essere gestito con gli strumnti del passato.

Vediamo e sappiamo quello che la Destra ha fatto e sta facendo.
Però ora basta con le critiche. E' solo tempo perso.
Perchè buttare via altro tempo con tutti i cambiamenti che ci sono nel pianeta, con le nuove sfide da affrontare ?
Progettate, inventate, innovate "quel" futuro che le persone desiderano e si aspettano.
Coraggio.

PA@la, ripropongo una domanda che ti ho già fatto: in che direzione bisogna progettare, inventare, innovare?

Io punterei su quanto abbiamo di buono, forse di unico. Riporto,per comodità, le parole di Vendola "Ma cosa ci salva? Il lavoro degli artigiani (e degli artisti, architetti in particolare aggiungo io) e il belcanto, l’industria del bello (la storia, l'arte, il paesaggio aggiungo io)"
Siamo o non siamo il BEL PAESE per antonomasia? O di Bel Paese è rimasto solo il formaggio Galbani?

Le direzioni possono essere tante.
Per certo bisogna innovare e innovare e ancora innovare.
Uno studio come quello di Jacques Attali sarebbe utile per focalizzare dove innovare e poi il lavoro di "framing the business" va fatto da chi intende investire.
Bisogna vedere chi c'è disposto ad investire, cosa sa fare, se lo sa fare meglio degli altri, quali sono le sue competenze acquisite e di quali nuove comptenze vuole dotarsi... è complesso ...
Guarda ad esempio Bertrand Piccard il quale sta costruendo l'aereo solare in Svizzera http://tusitala.blog.kataweb.it/2010/07/05/il-solar-impulse-di-bertrand-piccard/
come ha deciso di intraprendere il business e quali scuole ha espressamente voluto seguire...io lo trovo interessante, nonchè un ottimo esempio di imprenditorialità "attuale e moderna".

Ho capito il concetto, Pa@la...
però, permettimi non ci sono mai stati tanti Leonardo da Vinci in giro. Oggi, forse ce n'è persino qualcuno in meno per le carenza note a tutti nel campo della ricerca. In ogni caso, non possiamo solo affidarci alla genialità di uno o più singoli, per salvare l'economia di un PAese. Credo...

Bertrand Piccard NoN è un genio. Figlio di aviatori ha portato semplicemente avanti le "idee" della famiglia. Certo si è preparato bene per farlo.
Non abbiamo bisogno di geni, ma di imprenditori di buona volontà, con qualche idea in testa, voglia di fare ma soprattutto preparati.
E che abbiano voglia di restare in Italia.
Poi sta a loro decidere in quale business entrare...

Immagino ci siano molte vie da battere, mettendomi nella tua ottica.
Per esempio quello della cosiddetta "casa passiva", delle fonti energetiche alternative e della loro applicazione pratica (vedi l'aereo solare di cui parli), del riciclaggio dei rifiuti più "tosti" da riciclare ecc
Si potrebbe per es. inventare qualcosa per tamponare le fuoriuscite di petrolio dalle piattaforme marine...giusto per far contento Obama. E non solo lui.
Mettere su una coltivazionie di tartufi...
o una piantagione di ginseng...
inventare un sistema per estirpare definitivamente i peli superflui e
per far crescere quelli "utili" (così Berl. non dovrebbe ricorrere a ulteriori trapianti),
costruire un aggeggio che converta in energia meccanica il calore che si accumula in questi giorni nellle auto... o immagazzinare il metano prodotto dalla flatulenza dei bovini...

Le vie del signore sono infinite :-)

Io stessa sto definendo un programma per un Seminario di Leadership (da tenere sia in Italiano che in Inglese).
Mi ritengo seria e preparata. Soprattutto sono molto appassionata e desiderosa di migliorarmi continuamente. Sono anche disposta a parcelle NoN stratosferiche, pur di insegnare qualcosa di valido. Oltretutto una casa ce l'ho, ho già girato il mondo (per quello che più mi attraeva), non ho figli, quindi posso permettermi di guadagnare quanto mi basta per vivere decentemente.
Ma soprattutto innovo continuamente.
Qusto è il mio modo di contribuire.

Esatto Ilva.
Ognuno può contribuire con ciò che sa fare al meglio.

""Riporto,per comodità, le parole di Vendola "Ma cosa ci salva? Il lavoro degli artigiani (e degli artisti, architetti in particolare aggiungo io) e il belcanto, l’industria del bello (la storia, l'arte, il paesaggio aggiungo io)""
-
Però, santo cielo, anche Vendola un corso accelerato di economia politica e di industriale potrebbe farselo ! Così non sparerebbe parole inutili sui settori maturi...

Io ho citato una frase dell'intervista a Vendola che mi ha colpito in particolare, estrapolandola dal contesto (caso mai, rileggiti il Post). Presumo che Vendola abbia anche qualche altra idea per quanto riguarda l'economia politica ed industriale ...

P@ola, c'è un interassante articolo di Ilvo Diamanti (sociologo non buonista). Apparso un paio di settimane fa, descrive l'assemblea di Vendola con gli industriali a Vicenza, platea non certo amica nè ben disposta ad ascoltare fiabe.
http://sinistraecologialiberta-bz.myblog.it/archive/2010/06/18/ilvo-diamanti-racconta-nichi-vendola.html

Conosco poco Nicki Vendola per cui sono andata a vedere ed ho scopeto che è laureato in Filosofia. Ecco svelato il perchè del suo intervento così generalista.
Si sente subito che non ha la mentalità e la preparazione economica di un Prodi, di un Padoa Schioppa ad es.
Siamo in un momento di transizione delicatissimo. Coò che funzionava prima ora non funziona più. Le regole del gioco sono cambiate.
Pure io che ho un Master Bocconi in Direzione Aziendale mi pongo molti quesiti ai quali non so risponder(mi). Non sono più così aggiornata in economia, tranne che per la Cina.
Invece c'è bisogno di un Leader con vere competenze economiche.
La sitazione Italiana è grave - gravissima
(anhe gli USA non stanno ben messi, ma almeno loro hanno Obama)
In questa situazione è necessario avere alle spalle anni e anni di pratica economicae azendale per riuscire a scegliere "quelle" soluzioni che potrebbero rivelarsi un bene per il nostro Paese.
Bisogna conoscere e "ri"conoscere le teorie economiche, saperle comparare, scegliere quelle che vanno bene per il nostro tempo, saper adattare le scelte alla concorrenza mondiale ...
insomma non mi sembra che Nicki abbia La preparazione necessaria... Senza ombra di dubbio ha tanta buona volontà, ma non basta.

Luciano, ho letto con interesse ma non ho trovato altro che una cronaca (positiva e che quindi depone a favore delle qualità di Vendola). L'articolo però tratta solo marginalmente l'argomento di cui parlavamo io e pa@ola...
insomma che proposte concrete fa Vendola in merito all'economia politica e industriale?

Sì Luciano avevo già letto
quell'articolo ma mi "allego" all'ultimo commento di Ilva e a quanto ho già scritto sopra, in merito.

Io non penso affatto che un leader debba necessariamente avere una grande preparazione economica, tecnica eccetera eccetera. Ciò che conta è che abbia collaboratori di grande livello e adeguati alla politica che intende svolgere.
Prendiamo come esempio Franklin Delano Roosevelt (che fu presidente degli Stati Uniti dal 1933 al 1945): tirò fuori gli USA dalla micidiale crisi del 1929, li risollevò rendendoli la più grande potenza del mondo e li condusse alla vittoria sul nazifascismo. Eppure non era mica un economista: utilizzò però uno del livello di John Maynard Keynes.

Luciano, concordo.

Una leggenda metropolitana, qualche anno fa diceva che i laureati in filosofia erano molto ricercati anche per svolgere attività che apparentemente nulla avevano a che vedere con la loro preparazione
specifica.

Boh? evidentemente la filosofia "non è quella cosa con la quale o senza la quale, l'uomo rimane tale e quale", come sentenziò qualche burlone (dicono De Crescenzo, ma la battuta è più datata).
Credo sia comunque una buona palestra per il cervello...

Sì Luciano,
si può concordare si quello che scrivi.
Allora questo economista ora dov'è ? Sarebbe la persona che gli fa dire le cose che attualmente dice ?
Mica può aspettare di farsi eleggere per tirare fuori - dopo - un nome e un tuttofare.
Le idee, quelle buone, si costruiscono pezzo per pezzo e giorno per giorno sui precedenti del ieri. Non si inventano dall'oggi al domani.

Insomma, gli Americani durante le campagna elettorale sapevano chi erano i consiglieri di Obama e Obama aveva idee chiare, BEN chiare che esponeva oltretutto in modo enfatico.
Personalmente io, P@ola, voto una competenza.
Gli Italiani, si sa, votano una faccia che li ispiri e nella quale rimirarsi ... con i risultati che poi si hanno ...

Infatti, P@ola: Vendola non è arrivato l'altro ieri come Alice nel paese delle meraviglie. La sua giunta sta governando da cinque anni (e per il secondo mandato) la regione Puglia.
E' partita da tempo in tutta Italia la "Fabbrica di Vendola", che raccoglierà persone, contributi, idee, progetti eccetera.
Da questo movimento allargato a tutto il paese, si trarranno linee guida e sintesi precise.
Credo che (a grandi linee) questo possa e debba essere un sistema intelligente e corretto: coinvolgere molti cittadini con svariate competenze, sia nella fase di elaborazione che (poi) nei momenti della vera e propria campagna elettorale, che (in caso di vittoria) negli anni di controllo dell'attività del governo.

Sì, mi sembra sensato.
Come avevo anticipato conosco poco Vendola, ma se si comporta così mi sembra che parta con il piede giusto.
Auguri Nicki.

Ora Sig. Nicki Vendola
mi potrebbe dire cosa considera prioritario
in Italia
- salvare e incrementare posti di lavoro
- ridurre il deficit pubblico
????
Non mi risponda diplomaticamente tutti e due perchè le implicazioni sottostanti sono differenti ...assai ...

Concordo con Luciano. Un leader può non avere competenze specifiche, ma è necessario abbia carisma, onestà, idee e obiettivi ben chiari e capacità di circondarsi di persone valide e capaci. Così finora mi pare abbia dimostrato di saper fare in Puglia (dove mi risulta ci siano anche ottimi assessori), e dove conosco per motivi di lavoro imprenditori non particolarmente di sinistra che lo hanno votato con convinzione.
Se in una regione con forti tradizioni di destra lui (comunista e gay)riesce a sconfiggere la destra stessa, e poi l'"apparato" della sinistra che lo vuole levarsi di torno, e ancora risconfiggere la destra, una ragione ci sarà!
L'ho visto ieri sera a omnibus, su La7. Gli hanno osservato: ma un candidato per vincere le "primarie" deve garantire di poter poi vincere le elezioni. Lui (con un sorriso intelligente e ironico) ha risposto: "lo giuro!".
A me quest'uomo piace, e sicuramente lo voterei. Forse è l'unico che voteri. In altri casi la scheda bianca mi attirerebbe molto.

Pure io concordo pienamente sul fatto che "Un leader può non avere competenze specifiche, ma è necessario abbia carisma, onestà, idee e obiettivi ben chiari e capacità di circondarsi di persone valide e capaci."
Mi domando solo come riesca a valutare, senza comptenze, il valore delle persone di cui si circonda.
Su quali basi:
. sul sentito dire ?
. sul viso aperto e simpatico ?
o
. su cosa hanno in testa ?
(ma come fa se non ne ha le competenze di base ?)

All'ultima domanda di P@ola provo a rispondere indirettamente. Proprio nella trasmissione di ieri sera che citavo, Fitto (ex governatore di destra della Puglia) lo accusava di aver dovuto ricorrere ai "fondi propri" della Regione per l'elevata spesa sanitaria. Lui ha risposto che è vero, ma che i bilanci sono stati trovati "in ordine" dal Ministero della Sanità, e che se la spesa più elevata ha portato un miglioramento dei servizi sanitari (gran parte dell'innalzamento è dovuto all'aver impoiantato la PET negli ospedali pugliesi, quando prima i pazienti venivano spediti in Lombardia o in Veneto se ne avevano bisogno), lui ne è orgoglioso. In pratica ha dichiarato di anteporre la salute dei cittadini alle esigenze del bilancio.
Spero che almeno parzialmente ciò risponda alla domanda di P@ola.

Anche a me, a pelle, Vendola piace (e poi in un mondo di ciechi beato chi ha un occhio!)
Mi sembra però che finora non abbia esposto linee programmatiche chiare e ben definite.
Ho l'impressione che stiamo ragionando più su un sillogismo che su fatti:
piace ai pugliesi, pur essendo comunista e gay; non "dispiace"agli industriali del nord-est, che notoriamente stanno anch'essi su tutt'altra sponda, ERGO deve avere le qualità giuste per...

Il mio voto l'avrà se, e quando, risponderà a domande puntuali come quelle che hai posto tu,Pa@la, nel commento delle 9.24.

PS: Ho dimenticato di evidenziare il non trascurabile particolare che di Vendola e del suo modo di governare in Puglia so poco.
Illuminatemi in merito.

Si sente subito che non ha la mentalità e la preparazione economica di un Prodi, di un Padoa Schioppa... meno male! Sarebbe ora che la politica, con la sua capacità di elaborazione, riprendesse il primato sull'economia.
E credo che sia ora di finirla di cercare un leader, soprattutto che con la L maiuscola. La figura del leader mi fa pensare più a Mao e a Kim Il Sung che a un competente uomo politico moderno, che a mio avviso dovrebbe essere un coordinatore di una squadra di persone competenti ed oneste. Il compito è quello di scegliere un indirizzo, un modello di sviluppo.
Finora il centrosinistra ha deluso perché ha utilizzato gli stessi schemi culturali ed economici dei conservatori, ha perso la capacità di elaborare modelli alternativi. Lascio da parte l'Italia, che è un caso patologico per la commistione strutturale tra ceto politico, malaffare, potentati economici, corporazioni varie.

Io sono pugliese, al congresso di Rifondazione ho votato per Ferrero che era contrapposto a Nichi, ma Vendola come governatore non lo cambierei con nessun altro. Nel palazzo della Regione, già ad andarci si respira un'altra aria, funzionari più elastici e orari più umani. Vendola sta cercando anche, non senza qualche battuta d'arresto, di mettere ordine nel sistema sanitario regionale, dove spesso incontra la resistenza proprio del PD...
Poi ci sono Bollenti spiriti, che non riesco a spiegarvi in due parole ma che vi invito a scoprire attraverso il link:
http://bollentispiriti.regione.puglia.it/

Insomma, forse la figura di Nichi è un po' berlusconoide sotto certi punti di vista, ma se serve a portare l'Italia fuori dal Berlusconismo, ben venga.

Scusa, P@ola, ma perchè le domande per Vendola le fai a me?
Io sono solo un cittadino che sta cercando.
Non sono nè un collaboratore di Nicki Vendola, nè un suo addetto stampa nè il suo portavoce.
Esiste un suo sito, un suo Facebook, la sua Fabbrica del programma on line...
Chiedi direttamente a loro.

Intendiamoci prima sull'interpretazione del termine "lesder" che non credo necessariamente debba essere attribuito in senso "berlusconiano", "craxiano", "castrista" o "mussoliniano".
Leader è persona che sappia trascinare, appassionare e convincere (e convincere non significa "abbagliare" o "turlupinare").
Anche la sinistra ha bisogno (se vuole vincere) di un "leader". Un popolo di sinistra dovrebbe cercare un leader che brilli per qualità opposte a quelle di uno di destra: non quindi uno che dica: "lasciatemi governare, che faccio tutto io, e voi seguitemi senza criticarmi o mettere il naso in ciò che faccio", ma uno che sappia mostrare chiaramente la propria onestà, la propria capacità di ascoltare, di saper recepire i bisogni della popolazione, di avere le idee chiare sulle priorità, di voler servire lo stato e non impadronirsene, di avere la capacità di programmare e di scegliere. Che sappia riportare il paese alla politica, e non al malaffare. Questo è almeno quello che intendo io per "leader". Che non è una parolaccia.
Che Nicki abbia realmente tutte queste capacità ancora non lo so per certo, spero di si, ma so che altri per ora non ne vedo.

Luciano,
hai ragione. Non so, stamattina sono stanca e non ho ragionato...e poi immaginavo che lui leggesse la tua pagina.
Scusa.
.
Eeka,
lo so che molti quando pensano a un Leader ci vedono Mao, Kim Il Sung, Hitler o altri.
Per questo sto terminando di progettare il mio nuovo seminario esplicativo in merito.
.
Carloesse,
ottimo quello che hai riferito.
Attento solo a giudicare su "fatti e fattibilità" (dati, numeri = concretezza insomma) più che sul "mi piace/non mi piace". Il "mi piace" ci porta a commettere grossi errori di valutazione, anche se sino ad ora di è (sic !!) fatto così.
E' ora di cambiare il metodo di prendere le nostre decisioni, a mio parere.
.
Ciao a tutti
ora esco
a domani

NB: e aggiungo: ..e "seguire" un leader non vuol dire idolatrarlo senza esercitare il minimo senso critico, ma, al contario, stare attenti su ciò che fa (e per questo lui dovrebbe sapere garantire la massima trasparenza), e criticarlo e abbandonarlo al miprimo tradinto delle motivazioni per le quali lo si era scelto. Compito della stampa, poi, di tutta la stampa, quella dalla sua parte come quella che gli si oppone, dovrebbe poi essere SEMPRE quello di metterlo in difficoltà. Solo così emergerebbero le sue capacità.

"miprimo tradinto" voleva essere "primo tradimento" (forse "mi si sono intrecciati i diti" come diceva Fantozzi).

Carloesse,
vero, vero, vero

Per certi versi, un "leader" è come un'anguria: si scopre se vale per davvero solo quando si assaggia in concreto.
D'altro canto, finora, i vari Bersani Veltroni D'Alema e chi più ne ha più ne tolga sono stati pessimi.
(Prodi non lo metto in questo elenco perchè non voleva fare il leader di nulla ma solo il presidente del consiglio dei ministri e governare il paese)

Quando c'è l'anguria da mangiare, chiamatemi che, con l'afa che fa, farebbe piacere. :-)

Noi ne abbiamo quasi sempre una. E' un frutto così divertente, ingombrante e difficilmente gestibile, un po' tontolone e a volte deludente, ma nell'insieme uno spasso.

Dici bene, Luciano, maestro di penna.

Quella che i greci chiamano peponia a me dà più che altro un piacere estetico, perchè la digerisco poco. Sembra una scultura d'avanguardia,o forse postmoderna. Forma compatta, condita di ecclettismo e molta ironia.
Ma sì, qualcuno mi dia una fetta sghignazzante d'anguria! Al più seguirà un poco urbano rutto alla Fantozzi.:-)


A me la frutta piace molto anche perchè la trovo allegrissima, di un'allegria innocente, molto colorata e fresca, senza malizie, con forme bambinesche e pazzarielle (la gialla virgolona della banana, la palla gigante dell'anguria, la sua imitazione gialla del melone, pesca e mela che nell'aspetto si somigliano, la pallina rossa e compatta della ciliegia, la pallina sgrombolosa della fragola, il rugoso kiwi, l'avocado che scimmiotta la consistenza del burro, l'albicocca che si apre in due con una pressioncina delle dita...)

penso che una delle più belle caratteristiche di Roma siano i cocomerari. Non è veramnet estate finché non spuntano i banchetti dei cocomerari. Tutti prima o poi si fermano dal cocomeraro, la sera quello di Piazzale degli Eroi è una meraviglia, ci sono i bambini, le persone anziane, i coatti e gli avvocatoni appena usciti dai loro studi, i filippini, le volanti della polizia... tutti lì con la loro frutta tagliata (adesso si può persino scegliere tra cocomero, melone giallo o bianco, ananas, cocco, una schiccheria!), felici e contenti come pupi a godersi un attimo pausa refrigerante

A Tieste, il melone bianco lo chiamiamo bacìro. A me piace assai.

Sì è buono, ma il cocomero... nun se batte!!

Tornata da Bergolo (alta Langa che più alta e selvaggia non si può), dove ho assistito a un concerto con Mozart che la faceva da padrone. Percorso avventuroso. Per arrivarci si valicano i crinali che costeggiano il Belbo e il famigerato Bormida. Ultimo tratto: 5 km di tornanti in salita nella campagna incolta.
Ci siamo trovati davanti un capriolo e una lepre.
Mancava solo il dio caprone di Pavese ( cui in questi giorni penso spesso per via di un racconto che ho messo in cantiere) e il bestiario era completo.

A proposito del racconto, chi mi vuol bene incroci le dita perchè riesca a portarlo a termine. L'idea è buona, piena di riferimenti antropologici e allusioni evangeliche.
Quanto a scriverlo, me la vedo dura.
Felice notte.

Che bello svegliarsi la mattina (io dormo troppo poco,ho problemi di sonno che ora tenterò di risolvere...) passare di qua e leggervi.
Ricordare ad es. le cocomerate romane di quando abitavo a MI ma gestivo una Società a Roma ...
buongiorno a tutti e tutte,
domani arrivano i mei amici e magari ci si leggerà un po' più di corsa...

le parole di vendola sono spesso molto sensate e lui è molto carismatico.
però non mi piace quando dice che berlusconi è simpatico (l'ultima cosa da dire quando lo hai di fornte o si parla di lui)...

A me Vendola piace moltissimo, e credo che all'inizio ne avessi decisamente sottovalutato le doti di sagacia politica e capacità comunicativa. Ora lo seguo con attenzione.
Telese è un bravo giornalista (lo conosco di persona ma lui non lo sa:) - ma il suo giornale - al di la di un modo di fare giornalismo che non nelle notizie ma nei toni trovo urticante - è sessista da morire. Ospita veteromaschilisti tra i suoi giornalisti e per me questi sono ottimi motivi per leggere le mie notizie e altrove. Spero che Telese se ne vada da la.

Zau, ti riferisci alle farneticazioni di Massimo Fini? Le ho trovate insopportabili anche io, anche perché Fini ha presentato le sue tesi come se fossero verità rivelate e non si è degnato di fornire delle spiegazione dopo che, giustamente, il suo intervento è stato aspramente criticato.
Ma per me il Fatto resta un buon giornale, soprattutto si occupa di argomenti solo sfiorati dagli altri. Quando mi capita di incappare in articoli fastidiosi come, appunto, quelli filo-talebani di Fini... beh giro pagina

Eeka, ti do pienamente ragione sui temi, lo stile però mi irrita. E' barricadero, irrispettoso dei pareri altrui, non si può sperare di essere tolleranti e discutere con altri brandendo il fatto. Non so, a me alla fine stanca. Ma a parte questo.
Il mio problema non è Massimo Fini, il mio problema è una redazione che pubblica Massimo Fini - una redazione così ideologicamente coesa. Ora, a me sembra stupido da parte di una donna lamentarsi delle sperecuazioni sociali e discriminatori che oggettivamente ci sono e continuare a bypassare atteggiamenti e discorsi che non la qualificano come soggetto economico e politico ma come mezzo degli altri. Se pubblichi Fini è evidente che ti pensi letto solo da elettori e non da elettrici, tanto quelle so cagnetti mica contano. Ma gari l'elettrice si incazza per come si scrive di una certa categoria professionale a cui appartiene, di una certa parte politica, di una certa nazione bistrattata ma sul fatto stesso che essa è mezzo e non fine volta pagina. Perchè tutto è più importante del suo essere soggetto politico.

Eeka, ti do pienamente ragione sui temi, lo stile però mi irrita. E' barricadero, irrispettoso dei pareri altrui, non si può sperare di essere tolleranti e discutere con altri brandendo il fatto. Non so, a me alla fine stanca. Ma a parte questo.
Il mio problema non è Massimo Fini, il mio problema è una redazione che pubblica Massimo Fini - una redazione così ideologicamente coesa. Ora, a me sembra stupido da parte di una donna lamentarsi delle sperecuazioni sociali e discriminatori che oggettivamente ci sono e continuare a bypassare atteggiamenti e discorsi che non la qualificano come soggetto economico e politico ma come mezzo degli altri. Se pubblichi Fini è evidente che ti pensi letto solo da elettori e non da elettrici, tanto quelle so cagnetti mica contano. Ma gari l'elettrice si incazza per come si scrive di una certa categoria professionale a cui appartiene, di una certa parte politica, di una certa nazione bistrattata ma sul fatto stesso che essa è mezzo e non fine volta pagina. Perchè tutto è più importante del suo essere soggetto politico.

Il metodo Vendola andrebbe approfondito e studiato, prima di essere criticato, nel bene o nel male.
La classe dirigente di un paese non credo si possa misurare e selezionare sulla base del percorso accademico...
Le competenze specialistiche servono senz'altro, ma nell'ambito specialistico nel quale devono operare a supporto di un progetto più grande, più inclusivo e meno specialistico.
Quello che manca tragicamente oggi nelle società occidentali - ancora più ricche delle nazioni emergenti, ma cupamente volte al tramonto - è forse più un progetto di società ed una (o più) struttura ideologica di riferimento in cui collocare la domanda "che è successo?" e "come si fa a venirne fuori?".
Un filosofo alla regione? Ci può stare. Del resto nella città del Sole di Campanella era tale la qualità del vertice.
Tuttavia i sistemi democratici - se è ancora questo lo strumento di governo collettivo che scegliamo di preferire - si evolvono sulla base dell'intelligenza collettiva diffusa, che è più lenta e meno specializzata delle singole elite autoreferenziali.

Qual è il nuovo modello socio-tecnico di riferimento?
Gli economisti possono aiutarci a descriverlo quando sarà già emerso. Forse i filosofi in politica sono i più adatti ad usare il pensiero aperto per giungere a fare da facilitatori perchè possa emergere. Ma sarà la società degli uomini (e delle donne ;-D) a costruirlo per tentativi e fallimenti, spinto dalla molla del bisogno e dell'opportunità.

Cosa dobbiamo fare subito?
Rimuovere gli ostacoli a tali opportunità, fare emergere la percezione del bisogno, elicitare occasioni di confronto ed emulazione positiva, tornare ad ascoltare (e insegnare ad ascoltare) i reali bisogni delle persone (e vendolianamente della gggente).
E di conseguenza rimuovere asap il berlusconismo, che pare avere lo scopo e la funzione e lo scopo di ritardare questa epifania, prolungando i nefandi effetti dell'edonismo craxiano-piduisitico deteriore, che pagheremo a lungo.

Che il Leader debba essere strumento di tale zeitgeist e non un demiurgo autoreferenziale ce lo siamo detti tante volte...

Ecco Ilva,
altre idee di business
:
http://www.repubblica.it/economia/2010/07/18/news/dall_eco-plastica_al_tessile_la_svolta_delle_imprese_green-5657120/
... e sono proprio solo aluni spunti...
sai quanti ce ne sarebbero...

Pa@la se, tra il serio e il faceto (molto più sul faceto che sul serio), senza nessuna riflessione a monte e nello stretto arco di tempo che richiede la scrittura, di idee sono riuscita a tirarne fuori 5 o 6 io, figuriamoci quante ce ne sarebbero. Caso vuole che mi fosse venuto in mente anche il settore tessile.
Le idee sono come le caramelle, una tira l'altra :-)

Vedo bene, in ogni caso, l'applicazione della "creatività" nel campo di quella che, grazie al tuo suggerimento, ho scoperto chiamarsi "green economy ".
Ma non solo in quello.
E che cavolo non ci sono solo le automobili (soprattutto quelle tradizionali!)

Alcune osservazioni sparse:
1) ILVA E il suo racconto. Non vedo l'ora (se me lo farai avere) di leggerlo. Conoscendoti, sono pronto a scommettere che sarà molto molto buono.
2) IL FATTO. A me piace moltissimo proprio perchè non fa mai finta di essere neutrale, come il Corriere (che poi nella realtà è oggettivamente berlusconiano). Il Fatto invece è schierato a muso duro, polemico, aggressivo (e documentato...se no sarebbe già stato travolto da querele e denunce). E lo è con i berlusconidi e con le amebe del PD (Pseudo Dissidenti).
3) MASSIMO FINI. A volte concordo con ciò che dice, a volte mi irrita (gli ho anche scritto per protestare su alcune beceraggini maschiliste), ma lo leggo sempre con gusto.
Così come leggo spesso con interesse autori di "destra" (per esempio Cioran, Nietzsche, Prezzolini, Longanesi, Chesterton, De Maistre, addirittura il fascista pagano con simpatie naziste Julius Evola e il suo discepolo Franco Freda).
Di alcuni di loro non condivido nemmeno il modo di collocare le virgole, ma sono sempre importanti per capire molte cose. Ad esempio, il virulento odio di Evola e Freda contro il cristianesimo (ma salvano le gerarchie cattoliche più tradizionaliste) aiuta a comprendere la forza del messaggio di liberazione di Gesù Cristo.

Luciano io anche leggo volentieri molta roba di destra - sarebbe semplicemente cretino non farlo. Amo scienziati nazisti: Lorenz era un collaborazionista. Per dire.
Ora io non sindaco sulle tue scelte, ma io ho il problema delle mie: il mio problema è: come farmi rispettare come soggetto economico? che paga il giornale come te? che va agli spettacoli come te? Eppure nel giornale e agli spettacoli non si parla con me ma di me. Io non mi sento presa in considerazione come acquirente, ma sono sempre mezzo di vita espressione discorso di altri. Sono anche stanca di sentire, che simili cose sono secondarie ad altre. Non lo so: io un giornale antisemita non lo compro, un giornale omofobo manco (in tema credo che il fatto potrebbe rivelare delle sorprese) non capisco perchè le donne di sinistra continuino a comprare giornali con articoli misogini.
Dopo di che, boh il fatto non mi piace e il corriere si. Tu dai ai toni con cui si scrivono le cose un'interpretazione diversa di quella che do io.

Zau, io credo temo che le cose stiano come dici tu, ma credo che il sessismo vada ben al di là della Redazione del Fatto Quotidiano. E quando fai notare che certi atteggiamenti sono oggettivamente maschilisti, la reazione è di stupore perché, purtroppo, si tratta di atteggiamenti ytalmente radicati, talmente interiorizzati da essere diventati inconsapevoli, per questo ancora più difficili da contrastare.
Per quel che riguarda Massimo Fini che, sarà pure gustoso da leggere, come dice Luciano, mi sembra troppo compreso nel suo ruolo di intellettuale "contro a prescindere", che deve sempre mostrare il suo fiero cipiglio contro una modernità
che non gli è propria. Per esempio, oggi sul suo blog c'è un articolo così virulentemente contro Milano e i milanesi da essere fastidiosamente razzista e null'altro. Non si capisce cosa voglia dimostrare, è solo una sequela di insulti (e di errori marchiani), lanciati come se fossero fatti accalarati, sostenuti da chissà quali evidenze.
Insomma, uno così, che non sembra avere altri registri espressivi che la polemica, la provocazione per il gusto della provocazione, l'invettiva sullo stile "De Contemptu Mundi", a me più che un anticonformista pare un disadattato.

El_NINO: riquoto ciò che hai scritto

Zau: sul Fatto non ci scrive mica solo Fini. Oggi (ad esempio) gli articoli firmati sono (se non ho contato male diciassette di uomini e dieci di donne).
Dopo di che, sono d'accordo: lo preferirei con più donne ancora.
Però il consiglio è semplice: se qualcosa o qualcuno in un giornale non vi va perchè lo trovate dissonante e molesto, scrivete, telefonate, fatevi sentire. Io (a Repubblica) non so quante volte ho scritto e telefonato per criticare (in particolare Francesco Merlo nei primi tempi del suo arrivo).

Luciano: non è questione di quanti uomini o quante donne scrivano, ma di avallare certi concetti.
Sono d'accordo sul fatto che bisognerebbe farsi parte diligente e scrivere e protestare se si legge qualcosa che non piace. Ma spesso la pigrizia prevale.
PS: a repubblica bisognerebbe scrivere un giorno sì e l'altro anche, soprattutto quando pubblica articoli "di costume", parla di una società inesistente

Luciano : grazie per la fiducia, a priori e generosamente immotiva, nei confronti della sottoscritta "scrittrice" (per il momento solo in potenza...chissà quando in atto):-)

Il ritratto di Massimo Fini è perfetto: "intellettuale "contro a prescindere", che deve sempre mostrare il suo fiero cipiglio contro una modernità
che non gli è propria.[...]
Insomma, uno così, che non sembra avere altri registri espressivi che la polemica, la provocazione per il gusto della provocazione, l'invettiva sullo stile "De Contemptu Mundi", a me più che un anticonformista pare un disadattato."

Lo hai pittato! (dipinto in forma di ritratto, come si dice dalle mie parti)
Complimenti Eeka!

Grazie EL_NINO

Io quando Fini ha fatto la sua sparata ho scritto al Fatto. Anche perchè ripeto, il mio problema non è Fini, è la redazione che lo pubblica. Dopo di che ragazzi miei il Fatto non è mai stato il mio giornale, è un giornale giovane che deve crearsi un suo pubblico, mica ho firmato amore eterno, era in fase di conquista e non mi ha conquistata. Cazzi loro. Per il momento si sono guadagnati una che quando può dissuade i suoi interlocutori dall'acquistarlo. E perchè dovrei comprarlo comunque? Non è la mia unica fonte di informazioni.

Le idee sono come le caramelle, una tira l'altra :-)
...
E' proprio così,
Ilva,
infatti a mio parere
""...the purpose of education is to increase understanding.

Understanding means that you can take knowledge, facts, concepts, and apply them in new situations — situations you haven’t already been coached on — ...""
: http://tusitala.blog.kataweb.it/2010/06/25/purpose-of-education
.
Come pure Insegnare - a tutti i livelli - è
l'arte di modificare il cervello
:
“Teaching is not only about the transference of knowledge and skills deemed important by the culture, it is primarily about the development of natural human intelligences. ”
-
http://www.comfsm.fm/socscie/biolearn.htm

Io il Fatto lo compro sempre soprattutto per cinque motivi:
- ne condivido l'intransigenza di fondo,
- ci trovo notizie che da altre parti non ci sono,
- vi scrivono persone come Caselli, Viroli, Beha, Dalla Chiesa, Flores d'Arcais, Colombo, Travaglio, Barbara Spinelli, Padellaro, Tamburrano e vari altri...,
- l'inserto satirico (il Misfatto) ha guizzi notevolissimi,
- il mio euro e venti contribuisce a finanziare una voce libera.

Luciano: lo leggo, anche se non tutti i giorni, per gli stessi motivi. Ma il problema di cui parla Zau è reale

D'accordo con Zauberei su Il Fatto e il bavoso Fini. Non sapevo che il buon Massimo fosse anche "antimilanese" ma non mi stupisce.

VIVA IL FATTO!
e se ogni tanto ci scrive anche uno/più imbecilli, ben venga, anche questo è pluralismo, mica possono essere tutti dotati di cervello alla stessa maniera...

Se applichiamo il teorema Zau alla scelta dei giornali, non so cosa rimarrebbe da leggere. Io ad esempio aborro la cronaca gossippara ed i suoi profeti, la trovo offensiva nei confronti del lettore, pensano che io paghi volentieri il mio misero n€uro per conoscere il quando il come il dove e il quante volte di coronabelèn ... ?!
ma con chi credono di parlare???
Allora non compro più il corriere o repubblica?

Bah, intanto preferisco comprare giornali che NON fanno il verso alla tv attuale, copiandone anche l'agenda, la scaletta e la strategia del 'panino'(quasi tutti i quotidiani di medio livello ed anche l'immarcescibile e navigato CdS). Ma se posso scegliere, a fortiori mi piace un giornale nettamente schierato dalla parte in cui mi riconosco, con notizie che non si trovano facilmente sul mainstream. E' autocompiacimento? forse.
Ma è taaanto liberatorio.

EL_NINO, in linea di principio sono d'accordo con te. Perché "boicottare" un giornale su cui scrive un cretino quando invece si potrebbero apprezzare gli altri giornalisti? Io in questo caso non lo faccio, sebbene csia d'accordo con Zauberei nel dire che se pubblichi una persona tolleri ciò che scrive e pensi il tuo parco lettori come tollerante o compiacente. Però è anche vero che tutti diventiamo massimalisti e intransigenti quando si toccano i nostri nervi scoperti. Se anziché idee sessiste il buon Fini avesse promosso razzismo e xenofobia o negazionismo nei confronti dell'Olocausto, non avresti applicato anche tu il "teorema Zau"? Io penso che lo avrei applicato. Intendiamoci, a me Fini schifa proprio da quando ho letto alcuni suoi articoli sulle donne: il maschilismo mi schifa, (anche se il femminismo mi annoia) e penso schifi anche te. Ma forse non ci ferisce come ferisce Zauberei.

PA@la,
conosco Gardner, meno Sternberg. So and so (?)l'inglese.
E' possobile leggere ciò che mi hai suggerito in italiano?
(non sapevo, scoperto or ora che Gardner, parlasse anche di intelligenza naturalistica! e neppure
che avesse ipotizzato una nona intelligenza, l'intelligenza esistenziale che concerne la capacità di saper riflettere sulle tematiche fondamentali della nostra esistenza e la propensione al ragionamento astratto per categorie concettuali universali) Detto tra di noi, la prima mi sembra un tantino una cavolata (perchè allora non parla anche di intelligenza culinaria?), mentre la seconda credo abbia un certo peso.
Qui ci vorrebero i lumi di Zau. Però non ci spero troppo: giustamente lei non vede di buon occhio i "fuori tema", in cui io sono una specialista, ahimè; e poi ho l'impressione che abbia un atteggiamento un tantino
snob nei confronti di me e dei perdipalle par mio. Giustamente, ripeto.:-)

Le intelligenze sono nove? O sette? E perchè non dodici? O quindici oppure sessantaquattro?
A me, 'ste manie catalogatorie (tolti gli entomologi, i botanici, i chimici e pochi altri) sembrano sempre campate in aria.
In quante correnti si divide esattamente il rock?
E i tipi umani quanti sono di perciso?
E due coniugi quanti modi hanno per relazionarsi?
E quanti sono i possibili archetipi di trama per una storia?
E...e....e....
Eccheppalle!!!!

Originariamente le intelligenze erano dieci, poi è stata sottratta quella del tizio che le ha numerate.

uah ah ah!!!

:-D

:-)

Luciano, credo la tua ironia NON sia gratuita...tutt'altro.
Io la penso più o meno come te. L'intelligenza naturalistica, se non ho capito male, sarebbe qualcosa tra la capacità di memorizzare le specie vegetali e animali presenti in natura e la sensibilità verso i problemi ambientali.
Grande cazzata.
Mi piace invece, per esempio, il discorso che riguarda le doti di empatia. Raramente un cretino riesce a capire gli altri, ma per studiare un libro di botanica a memoria non so che cavolo di cervello super sia necessario...

Le stesse riserve ce l'ho sui test d'intelligenza.
L'intelligenza è qualcosa comunque di più (e di diverso) di quello che i test pretendono di misurare.

leggi da, non di...din dun dan, suona la campana

Offender: molto carino il witz.
Sulle "intelligenze": trovo interessante (anche se certo non risolutiva nè men che meno dogmatica) la pista di riflessione di chi sostiene questo:
tutto sommato le "intelligenze" (o sensibilità o modi di vedere il mondo o "occhi" o "vie" o chiamiamole come ci pare) sono (ripeto: a grandi linee) quattro.
La prima è quella sensoriale/istintiva.
La seconda quella razionale.
La terza è emotiva/spirituale/empatica/mistica (il terzo occhio degli indiani).
E più noi siamo in grado di farle agire insieme, queste tre "intelligenze", e più siamo per davvero "umani".

Offender.:-D
Luciano; mi consenta...L'intelligenza razionale, più delle altre, si presta ad essere ulteriormente scomposta: per es.
capacità di analisi,di critica, logica,linguistica, meccanica ecc.
E la creatività, la fantasia dove le metti?

Nella terza.
Ma (ripeto ciò che già dicevo nel precedente commento) se si comincia a scomporre e a catalogare non si finisce più.
Ribadisco solo la mia opinione (che potre motivare a lungo...ma anche qui non la finiremmo più): questa tesi delle "tre intelligenze" o "tre modi di approcciarsi al mondo" o "tre occhi con cui "guardiamo all'esistente" o definiamolo come ci pare, mi sembra interessante.
Che poi (per altri versi) è la stessa teoria di Karl Popper dei Tre Mondi (lo cito: "Il mondo degli oggetti fisici o degli stati fisici, Il il mondo degli stati di coscienza o degli stati mentali, o forse delle disposizioni del comportamento ad agire, Il mondo dei “contenuti oggettivi di pensiero”, specialmente dei pensieri scientifici e poetici e delle opere d'arte").
E per altri versi ancora sfiora la Trinità cristiana.
Ma con questi ultimi commenti siamo entrati nel campo della filosofia.

io quoto Offender

Allora quoto due volte offender sia paa questione del teorema zau, che per la battuta magniiiifica dee intelligenze.
Ilva mi pare che quella di Offender sia la risposta più adatta:) ci sono molte distinzioni diverse sulle intelligenze, sui sistemi di memoria, tutte parziali e afferenti ai campi di applicazione a cui servono. Le teorie multufattoriali passano dalle nove intelligenze alle quattro, poi ci sono quelli che cercano un fattore unico - che poi in realtà di rivela molto saturato culturalmente. Intelligenza a ben vedere è un costrutto di uso quotidiano usato in maniera intuitiva per definire molte cose diverse, alla fine in psicologia una parola così ampia non ha molte controparti reali.
Sul fatto: trovo interessante, lo dico come osservazione amichevole, senza polemica, le vostre reazioni. Persone attente e di sinistra: mi fa capire che sostanzialmente la sperequazione di genere non è ancora un problema molto sentito in Italia, neanche nelle aree culturali che nell'ultimo anno - lettori di Repubblica/espresso - hanno fatto del femminismo un vessillo, un modus essendi alternativo a quello berlusconiano. Non so ecco, io però credo che almeno le acquirenti donne - Eeka - un segnale lo dovrebbero mandare. Capisco pure il disagio se a quel giornale ti sei affezionata.

Zau, grazie per la tua consulenza; la parcella te la pago un'altra volta, caso mai :-).

Sul Fatto non posso esprimermi, non sono sufficientemente informata (non che sul resto lo sia, per altro).

Zau: sì lo dovremmo mandare un segnale, ma non solo a Il Fatto.
Io comincerei proprio dagli uomini di sinistra che, non tutti, per carità, hanno dei pregiudizi maschilisti da far impallidire il Fini (Massimo, ovviamente). Ma se si affronta il tema poi, come Offender, ci dicono che siamo noiose...

Ciao Ilva,
sì c’è abbastanza materiale pubblicato in Italiano.
Per cominciare puoi surfare
:
di Howard Gardner

http://www.uciim.sicilia.it/intell_multiple.htm

Puoi trovare alcuni suoi libri in Italia
:
http://www.hoepli.it/cerca/libri.aspx?ty=1&query=howard+gardner
e
http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=howard+gardner
- - -

di Robert Sternberg
- http://www.ildiogene.it/EncyPages/Ency=Sternberg.html
- http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Sternberg
- http://www.cristinafedrigo.it/C_FedrigoSternberg1.pdf
Antonella Reffieuna Scheda di lettura del testo Robert J ...
- http://ildiogene.it/EncyPages/Ency=intelligenza.html

Puoi trovare alcuni suoi libri in Italia
:
- http://www.hoepli.it/cerca/libri.aspx?ty=1&query=robert+sternberg
- http://www.ibs.it/libri/sternberg+robert+j./libri+di+sternberg+robert+j..html

- - -
Personalmente io mi ci ritrovo anche nel pensiero di Edgard Schein
riguardo alle difficoltà di apprendimento (soprattutto per gli adulti)
Strafamosa è l’Intervista che lui ha rilasciato a Diane Coutu
Intervista che io ho già faticato a trovare gratis in Inglese
(.http://hbswk.hbs.edu/archive/2888.html
.http://www.enpiprocess.com/doc/learning.pdf)
ma che non ho mai letto in Italiano
.
-http://www.12manage.com/methods_schein_three_levels_culture_it.html
-http://www.sololibri.net/La-consulenza-di-processo-di-Edgar.html
.
Puoi trovare alcuni suoi libri in Italia
:
-http://www.hoepli.it/cerca/libri.aspx?ty=1&query=schein+e
http://www.bol.it/libri/autore/Edgar-Schein/7/S/-0/
-http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=edgard+schein
ma alcuni tra i migliori libri di Edgard Schein NoN sono stati tradotti
-http://www.libreriauniversitaria.it/books-author_edgar+h+schein-schein_h_edgar.htm

Ilva,
son finita 2 volte nello Spam - Spero Luciano mi recuperi.

P@ola: recuperata.
Zau. sul maschilismo di certi giornali. Ogni tanto scrivo (o telefono in redazione) per protestare contro qualche articolo in particolare. Dopo di che, concordo: la mobilitazione contro il maschilismo di cui è intrisa la società italiana dovrebbe essere constante.

1000 ringrazimenti anche a Pa@la. Di libri avevo già pensato di comprarne qualcuno. Per ora comincio a leggere sul Web. Mi interessa in particolare ciò che riguarda la memoria, ( non ne ho mai avuto salvo che setttorialmente) ed adesso va regredendo in modo spaventoso.
Credo di essere uno dei pochi che ha il proprio numero di cell. in rubrica perchè non è sicura di ricordarselo!

Ilva,
gli autori sopracitatu NoN sono specialisti di Memoria.
Per la memoria bisogna guardare più alle neuroscienze, al connubio/correlazione tra l'accettazione delle proprie Emozioni, le quali sono il vero collante della memoria (= noi ricordiamo "solo" ciò che ci ha emozionato, sia in positivo che in negativo) e il giusto sonno.
Ho qualche buon documento in merito ma tutti in Inglese.
Io stessa - avendo ora problemi di sonno insufficiente - sto cercando il giusto Ospedale dove fare un check-up.
Certo che quando riesco a dormire bene e per tutte le giuste ore, la mattina sono un drago e lavoro benissimo...
La differenza la percepisco, eccome !

"Le stesse riserve ce l'ho sui test d'intelligenza.
L'intelligenza è qualcosa comunque di più (e di diverso) di quello che i test pretendono di misurare."
:
Pensate che Howard Gardner e Robert Sternberg sono diventati esperti e famosi
PROPRIO perchè furono bocciari agli esami: non accettarono il sistema di valutazione/giudizio in vigore (a) loro applicato e si misero a fare i loro studi/esperimenti in materia...
...

Luciano, Eeka, Zau, Offender, ecc...
vi riporto due citazioni che un mio collega di lavoro mi ha appena lasciato sul mio Blog e che trovo interessanti
:


Chi pratica le parole, e con passione, come confesso è il mio caso,
diventa, quanto più dura tale pratica,
sempre più pensoso, perché è costretto a rendersi conto di quanto
siano equivoche, nel nostro mondo le parole.
Appena si siano pronunciate o scritte,
ecco si trasformano,
addossandola chi le ha scritte o pronunciate una responsabilità
che solo raramente egli è in grado di portare"
" Chi scrive o pronuncia la parola 'pane' non sa che cosa ha fatto :
si sono combattute guerre per questa parola,
essa ha provocato omicidi,
porta in sé una eredità formidabile,
e chi la scrive dovrebbe sapere quale eredità porta e di che metamorfosi sia capace.
Se noi, consapevoli dell'eredità insita in ogni parola,
esaminassimo i nostri vocabolari,
studiassimo questo catalogo della nostra ricchezza,
scopriremmo che dietro ogni parola si nasconde un mondo ,
e chi pratica le parole,
come fa chiunque redige una notizia giornalistica o mette in carta
il verso di una poesia,
dovrebbe sapere che mette in moto dei mondi,
che scatena forze polivalenti:
quello che può consolare uno può ferire a morte un altro'
.
fi Heinrich Böll nel discorso La lingua baluardo della libertà
(trad.it.di I.A.Chiusano, In Opere Vol.2, Mondadori 2001, pp.848-853)

----

'Una volta ho letto il detto di un antico saggio cinese - credo un imperatore - che diceva :
se le parole sono sane, l'intero stato è sano.
Una frase impegnativa, sulla quale, se la si vuole comprendere,
occorre riflettere con attenzione,
e la via per farlo è la seguente considerazione:
la lingua è l'uomo'
.
di Romano Guardini

in La parola giusta Linguaggio e comunicazione ed ermeneutica
A cura di Daniele Vinci e Silvano Zucal
Il Pozzo di Giacobbe editore, 2008

"Le parole si vendicano": l'ha scritto tanti anni fa Marcello Marchesi e l'ho usato come motto del mio primo libro.
Aveva perfettamente ragione.

Io distinguerei tra "parola" e "vocabolo".
In questo senso, il vocabolo può essere vuoto, un suono che non porta nulla, un pezzo di grammatica privo di significato reale, un esempio di latinorum, un rumore che si confonde in mezzo a tanti altri rumori.
La parola invece nasce dal silenzio: è il pensiero che si fa carne. E solo dopo essere stata nutrita nella riflessione e dalla riflessione, la parola può uscire.
Gli indiani (mi pare che fossero soprattutto i Sioux) avevano questa usanza:
durante una discussione, dopo che aveva parlato qualcuno, gli altri (prima di prender la parola) dovevano restare in silenzio per un paio di minuti a riflettere.
Ecco allora che dalle bocche uscivano con più probabilità "parole" e non "vocaboli". Come accade invece nelle nostre orride televisioni.

Pa@la: lo so che Howard Gardner e Robert Sternberg
non sono specialisti della memoria.
Ho parlato di memoria per associazione di idee e perchè l'argomento mi intriga particolarmente.
Sto diventando un "caso clinico" nel dimenticare nomi e fisionomie di persone . Mi vergogno a dirlo, ma temo derivi da una forma di disinteresse, di snobismo...:-(

Pensare prima di parlare per usare le parole giuste è utile, ma non sempre sufficiente. Anche una riflessione approfondita può essere sbagliata e quando hai detto o scritto una cosa, puoi solo pentirtene e riconoscere l'errore. Oppure, certe espressioni potevano avere una valenza in quel momento e decontestualizzate avere un senso diverso o opposto. In quel senso le parole si vendicano.

Proprio perchè sono "parole" e non "vocaboli".

C'è la parola "scusa" che può sempre permettere di far "pace": ricominciare da capo il discorso, chiarire gli equivoci, rettificare le storture... certo nello scritto e sul blog non è così facile. Forse perchè la"parola" (nell'accezione del termine che ne dà Luciano) richiede, non necessariamente ma preferibilmente, che ci si guardi negli occhi...e, guardandosi negli occhi, è più semplice evitare fraintendimenti. La cominicazione è immediata, lo spazio per argomentare meno limitato...si hanno forse anche meno inibizioni e freni, si intuisce se c'è l'intenzione di fare una boutade o se l'intenzione è seria...si è supportato dai gesti e dalle espressioni, da tutta la comunicazione gestuale

mer...doveva essere solo un'anteprima. E invece mi il post mi è scappato di mano prima che potessi meditare un attimo, correggere. Scusate :-)
(come volevasi dimostrare)

Erano "parole", non "vocaboli" messi in fila.

:-)
com'è buono lei! (ho anche la lingua fuori come il Ragioniere per antonomasia, ma non si vede!)

P@ola: citazioni molto belle, grazie

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