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Lettura quotidiana della Bibbia

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30/07/2010

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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a Berlusconi e Fini:

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"Que reste-t-il de nos amours..."
Berlusconi cominciò con quella canzone, cantandola sulle navi da crociera.
Speriamo che finisca come aveva cominciato.

Da un lato sono contenta, dall'altro preoccupata.
Si staglia all'orizzonte uno scenario poco chiaro. D'ora in avanti sarà una battaglia continua all'interno di una maggioranza che tale non è più.
Credo che di qui a poco ci sarà lo scioglimento delle Camere e un governo tecnico fino a nuove elezioni.

Non penso che sia mai stato amore...

A volte non è amore: solo sesso.

Si sta finalmente rompendo questo strano connubio fra le tre destre (nazionalista, secessionista e faccendiera) e Fini ne sta uscendo sbandierando una destra legalitaria. Si è ben visto che la legalità non appartiene alla destra secessionista e men che meno a quella faccendiera e quidi Fini ha buon gioco a farne il portabandiera. Ma non dimentichiamo che storicamente appartiene alla destra nazionalista, io andrei cauto a dargli fiducia.

@Marino, sei di sinistra difficilmente potrai dare la tua fiducia a Fini. Però ti assicuro che tra chi non si riconosce nella sinistra vi è una significativa rappresentanza di non secessionisti, non faccendieri e non nazionalisti. Prendi me, per esempio ;-)

Manca un "se" tra "Marino" e "sei" :-)

Non serve ;-)

Ok, ma questo lo puoi dire tu, non io :-)

Offender: anch'io sto a sinistra.
Però (in questo tentativo di costruire in Italia una destra legalitaria e decente) comincio a sperarci.
Non certo perchè la voterei (non lo farei mai) ma perchè un paese privo di una destra presentabile, fatta di persone per bene) è un paese malato, malato gravissimo.

Da un eventuale scontro elettorale con Berlusconi, in questo momento Fini non potrebbe che uscire perdente. Ma sono convinto che rosicherebbe parecchi voti al PdL e forse altrettanti al Pd.

@offender
Altrettanti forse no, ma qualcuno forse sì. E poi potrebbe attingere al partito dell'astensione, a quello delle schede bianche o nulle, a quello di chi pur essendo di destra non si riconosce nei secessionisti e nei faccendieri, ma soprattutto nel cesarismo illiberale e antidemocratico berlusconiano. Insomma, io sarei curioso di vedere cosa è capace di spostare una formazione finiana.

Altrettanti forse no, ma penso più di qualcuno. Conosco parecchia gente di destra che ha votato Pd o anche Idv perché non si riconosceva in Berlusconi e perché aveva a cuore la legalità.

Di ipotesi possiamo farne a iosa. Sarebbero tutte valide, ne sono convinta. Sta di fatto che io continuo a vedere l'immobilismo a sinistra, a parte qualche dichiarazione di Bersani che dalla sera alla mattina dice "siamo pronti ad un governo di transizione" (e da quando?!) e Niki Vendola che cerca di sparigliare e scuotere quel che rimane dei cossi di una sinistra addormentata e quasi inesistente (voglio essere buona stamattina... ).
Non mi preoccupa quello che potrà fare Fini o quello che crede di poter fare il viscido, mi preoccupa la mancanza totale di un alternativa al disastro creato da un ventennio berlusconiano piduista.

Ooops! Ho coniato un nuovo termine! "Cossi" :-D
Non intendevo il passato remoto del verbo cuocere. Volevo scrivere "cocci".
Quando il pensiero è più veloce delle dita sulla tastiera...
Sorry.

"ventennio berlusconiano piduista"

e dalemiano

Certo Offender. La bicamerale è nella storia di questo ventennio. E non solo quella.
Un ventennio di inciuci.
Fosse per me, dalemassimo starebbe già da un bel po' in esilio a Sant'Eelena a dividere la cella col viscido suo pari.

In ogni caso aspetterei a recitare il de profundis. Che Berlusconi sia finito è ancora tutto da dimostrare.

Avete letto il documento della direzione del PdL, quello che decreta la cacciata di Fini? Sei paginette poverissime (sia per contenuto che per forma, direbbe un insegnante di liceo) in cui si ripete un unico concetto: i reprobi vanno cacciati perché si permettono di fare critiche al governo e al suo presidente, e persino osano fare proposte di legge che non piacciono al governo stesso (cioè, si deve capire: all'alleato forte del Pdl, la Lega).

Insomma, non potendosi liberare della Lega, perché senza i suoi voti il PdL (che ha visto calare i consensi alle regionali) affonderebbe, ecco che B si libera dei "consoci" (così nel documento vengono chiamati i compagni di partito) che vorrebbero che prendesse qualche distanza dallo scomodo alleato.

Colpisce come questi feroci anticomunisti adottino senza alcun trasalimento, quasi direi con la massima naturalezza, i più rozzi metodi stalinisti. Non mi stupirei che l'estensore del documento sia stato Bondi - quello che come ministro della cultura e poeta, nonché ex comunista, di queste cose se ne intende.

La metafora matrimoniale, che tanto piace a B, funziona perfettamente: la moglie (solitamente in rosa) disertata vorrebbe riportare il consorte (in camicia nera da qualche tempo in qua) nel talamo coniugale, ma questi, troppo preso e ricattato dall'amante chiassosa e prepotente, preferisce consegnarsi a questa, che teme di più, e ripudiare la troppo rimproverante mogliettina.

Mah! Staremo a vedere il seguito.
Finora Fini si è mosso bene, dopotutto. Vedremo come si muoveranno gli altri.
Per ora Bersani anche lui si sta muovendo bene: chiedere a B di riferire in Parlamento mi pare una mossa corretta, specie in questo momento in cui il Parlamento viene costantemente svuotato della sua funzione.

Il documento si può leggere qui.
http://www.repubblica.it/politica/2010/07/29/news/pdl_il_documento_dell_ufficio_di_presidenza-5938625/?ref=HREA-1.

Lo stile di Bondi potrebbe rintracciarsi nel continuo riferimento alla "persona del Presidente del Consiglio" (oggetto dei sacrileghi attacchi di Fini), nell'evocazione di un'"opposizione costruttiva", in certi "purtroppo" e nella libertà poetica di frasi come questa: "I nostri elettori, inoltre, ci chiedono a gran voce di non abbandonare la nuova concezione della politica, per la quale è nato il Pdl, che si fonda su una chiara cornice culturale e di valori.."
La Concezione politica che si fonda su una cornice è davvero un passaggio quasi commovente.
Purtroppo (voglio usare anch'io il pathos di questo avverbio) si nota tuttavia anche l'intervento di altri consociati autori che rendono più prosastico il documento.

Infine una curiosità. Qualcuno di voi sa chi siano i probi viri nel PdL?

I probiviri del PdL sono:
presidente è il filosofo cattolico Vittorio Mathieu,
Sergio Gallo (ex-capo di Gabinetto di Alemanno, al centro di polemiche per un conpenso di 210 mila euro),
l’ex ministro Giuliano Urbani,
Guido Possa, ex dipendente Fininvest e amico di Berlusconi,
l'avvocato Franco Paolo Sisto (difensore di Verdoscia, accusato di portar la droga ai festini di Tarantini),
Maria Teresa Armosino (deputato e presidente della Provincia di Asti, doppio incarico a cui la probovira non rinuncia perchè pecunia non olet).
Eccoli qua, i probi e i viri.

Grazie, Luciano. Poi li avevo trovati anch'io su Il Fatto questi probi, Prima li avevo ingenuamente cercati sul sito del PdL.

Sono però assai contenta di aver indovinato lo stile di Bondi (sono un poeta anch'io nel mio piccolo): due minuti fa, su La7 il finiano Raisi ha detto anche lui che l'estensore è stato Bondi:-))
Non so se fosse una battuta però, o magari un'illazione simile alla mia.

Sono sempre più convinta (anche se spero di sbagliarmi) che Fini sarà ricordato come il più grande perdente della storia politica italiana. Sicuramente è un uomo solo, solissimo che sta pagando l'errore di aver dissolto il suo partito.
Quelli che facevano parte della sua area sui territori (Alemanno, Polverini, Gasparri eccetera) lo hanno abbandonato perché non hanno alcuna intenzione di rinunciare al potere, cosa che avverrebbe se abbandonassero il carro di Berlusconi. Loro sanno perfettamente di essere i referenti nelle istituzioni di gruppi di interesse e di potere e a loro devono rispondere. Fini si è illuso di poter riprendere a parlare di temi politici, i suoi gli hanno dimostrato che non è così.

La scommessa di Fini è "fuori dal Palazzo". E' chiaro che "dentro" ha straperso: dentro, c'è una classe politica che (fatte salve poche eccezioni) è putrefatta.

Ma "Fuori dal Palazzo" è ancora più difficile. Fuori dal palazzo vinci se acquisti visibilità. Che tipo di struttura ha, sull'aiuto di chi potrebbe contare Fini per ottenere questo? Sulle televisioni che sono di Berlusconi? Sui suoi ex circoli che son passati armi e bagagli alla causa Berlusconica, perché Berlusconi li ha ricoperti di soldi? Come dicevo prima, i gruppi di potere hanno il PDL come referente politico, credi che lo abbandonerebbero per uno che parla di legalità?
Non credo che Fini e i finiani si ricordino che cosa vuol dire fare, per esempio, campagna elettorale senza il fiume di soldi di berlusconi.

Fini sarà anche un perdente, può darsi. Lo vedremo.
Certo che però è riuscito a indebolire l'immagine di Berlusconi. L'appeal di Berlusconi era in grande misura basato sull'immagine che lui era riuscito a diffondere di sé come uomo "fortunato" e "vincente" (appunto, "vincente": tanto che anche noi finiamo col trovarci a ragionare in termini di vincente e perdente, come si trattasse di squadre di calcio).
Fini è riuscito ad appannare quell'immagine.

E non c'è solo Fini certo. La battaglia contro la legge sulle intercettazioni si è risolta - per ora - in una rabbiosa sconfitta di B. Gli scandali della corruzione ecc. non stanno passando inosservati - e va riconosciuto il contributo dato dai finiani alla loro visibilità.

B appare da qualche mese imbolsito, isterico, accigliato, irato prepotente e impotente nello stesso tempo, incapace di tenere a freno i suoi, sottomesso alla Lega. Impaurito.
Questo viene percepito. A dispetto dei Minzolini&co.

È già fuori moda: non rappresenta più il "nuovo": ciò che dice sa di "vecchio", di già detto, di fuori tempo. Questo è percepito.

Non so cosa verrà dopo e come si metteranno le cose. Saranno certo tempi difficili. C'è la crisi, oltretutto - e questo non favorisce le sorti della democrazia. E c'è un'opposizione debole e divisa come sempre.
C'è disorientamento, scoraggiamento, disincanto in giro.

Chissà come finirà. Forse Fini sarà perdente. Forse sarà il momento di Tremonti. Chissà.
Comunque, a me pare, sentendo come parla la gente in giro, che l'incanto di Berlusconi si sia definitivamente slabbrato (e il tempo, il logoramento inevitabile dell'età non l'aiuta).
Questa è una buona cosa.

I gruppi di potere hanno il PdL (la destra) come riferimento. Lo credo anch'io. Ma può darsi che non abbiano più Berlusconi come riferimento (perché nello stato in cui è non serve più).
Sarebbe già qualcosa. Perché il fenomeno da lui rappresentato non è semplicemente una Destra: è qualcosa di abnorme e di più pericoloso.

La scommessa sulla terzietà di Fini non è episodica.
Lungo tutta la legislatura Fini e i pochi suoi fedeli hanno dato prova (finora prevalentemente a parole) di osservare valori e prospettive distinte dal pazzo circo revisonista edonista e para-eversivo del berlusconismo ortodosso.
Chissà se sulla sua strada troverà anche l'alleanza con Casini e Monteprezzemolo che attendono alla finestra da un pò.
Il mio problema è che la staticità e la mancata ricostruzione dalle fondamenta della sinistra (non solo PD) rischia di consegnarci ad uno scenario in cui l'èalternativa vera alla diarchia P2/3-Lega sia identificata principalmente col nuovo polo centrista nascituro.
E con fesso che il Fini legalità, Istituzioni e Democrazia non mi dispiace affatto.
Ma saranno capaci di pronunciare un programma chiaro per un governo di transizioni che si articoli semplicemente su:
1. legge elettorale
2. conflitto di interessi
3. riassetto di proprietà informazione e mercato pubblicitario

per consegnare il paese alle prime elezioni libere da 15 anni?

1) Il Berlusconi che (agli occhi di certi ipnotizzati) trasformava tutto ciò che toccava in successi dorati si è infranto: questa rottura con Fini è lacerante per davvero.
2) Le nostre lotte contro il decreto legge sulle intercettazioni-bavaglio è servito, altroche se è servito.
) Uno come Fabio Granata (che mi pare il più tosto e credibile di Futuro e Libertà) ha, alle spalle, una lunga vicenda personale e politica (prima nel Fronte della gioventù, poi nell'MSI, quindi in An) anti-mafia e anti-criminale.
4) Certo: la sinistra non può starsene a guardare: lasciando che sia tutta una questione interna alla "destra".

Può darsi. Ma se non si cambia la legge elettorale non c'è alternativa

Questo è un problema.
Però:
SE si dovesse andare alle elezioni con questa pessima legge che prevede il premio di maggioranza a chi ha la maggioranza relativa
e
SE Fini decidesse di non allearsi con Berlusconi ma di andare da solo,
a questo punto
SE la sinistra riuscisse a presentarsi con un'alleanza decorosa avrebbe la possibilità di prendere più voti dell'alleanza PdL+Lega.

Beh.. se si andasse a votare e Fini alla fine (!!!) si alleasse con Berlusconi meriterebbe di essere preso a pomodorate da qui all'eternità. Non credo che commetterebbe un errore di tale portata

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