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29/09/2009

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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a Polanski, la bambina stuprata, la viscida solidarietà internazionale:

Commenti

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Hai ragione Luciano, per una volta non trovo niente da eccepire nel tuo post ;) Non riusciro' piu' a vedere con gli occhi di prima la scena di Frantic girata nel night con Harrison Ford che balla insieme ad una giovane stangona...
Aspetta ho una domanda per te. In quale categoria, tra "cineasti, artisti e intellettuali" poni Monica Bellucci?

Bella domanda: integro le tre definizioni.

nien.te da aggiungere. Ho trovato anche io disgustosa la solidarietà. Uno stupro è uno stupro, non ci sono giustificazioni.
Mi sembra che una difesa di casta più che un appello. Tra l'altro, mi sembra che alcuni dei firmatari (la Bellucci, quasi sicuramente) abbiano in altre occasioni sparso alti lai contro la violenza sulle donne. Con che faccia hanno firmato questo accorato appello in favore di uno stupratore di minorenni?
Sarà mica una mossa per rendersi visibili?
Ha ragione Dacia Maraini quando dice che con lo stupro non ci possono essere due pesi e due misure

dopo la voce di ieri a Linea Notte della Maraini, la tua è la seconda che mi conforta... non mi spiego come mai questa "strana" solidarietà...

Oggi su Repubblica anche Natalia Aspesi era molto critica su questa "complicità" di casta.
Non sapevo della Maraini: pensavo che la citazione di Eeka si riferisse a qualcosa di tempo fa.
(Mi piacerebbe che Teppista venisse oggi, a commentare. Ci terrei a sentire la sua opinione. E forse, per una volta, saremmo d'accordo. O forse no)

Il "forse no" si riferisce al fatto che (forse) scambierebbe quei quattro o cinque firmatari dell'appello per l'insieme delle persone di sinistra. Mentre io sono convinto che le coscienze del "popolo di sinistra" abbiano in assoluto schifo i privilegi e gli abusi di casta, tanto più se questi privilegi diventano crimini e ancor più delitti contro i bambini. E che a "noi di sinistra" faccia senso questo doppiopesismo. Secondo cui, se al posto del famoso e genialoide regista Roman Polanski ci fosse stato il grigio ragionier Mario Frontini, tutti avrebbero invocato (il maiuscolo è d'obbligo)la Giusta Condanna nel Nome dei Diritti Calpestati dell'Infanzia Violata.
Però scusami, Teppista: ti sto facendo il processo alle intenzioni: scusami davvero.

grigio?

Per quanto riguarda la Maraini, non so a cosa si riferisse eeka. Io parlavo della risposta che ha dato ieri sera interrogata da Mannoni: "Credo che Polanski sia un grande artista, ma credo che avendo sbagliato sia giusto che paghi e sia condannato per questo".

La risposta della Maraini mi pare impeccabile.
Mario: ho scritto "grigio" per un semplice motivo. Volevo distanziare ancor più l'inventato ragionier Mario Frontini dal "geniale e famoso e sulfureo" Roman Polanski.

Assolutamente d'accordo.
Mi dispiace per Polanski (che ammiro: proprio recentemente ho rivisto i suoi più recenti "Il Pianista" e "Oliver Twist"). Questo appello però è fastidioso.
Vorremmo che la giustizia facesse liberamente il suo corso con Berlusconi. Non si vede proprio perchè no con Polansky!

Confesso che non ho letto articoli a favore o contro (a parte il tuo post) sul Polansky violentatore di minorenni (una tredicenne trentatré anni fa, che oggi vorrebbe non sentir più parlare di quella storia), ma mi sento a disagio a trattare un simile argomento mettendo di mezzo l'appartenenza politica. Penso che ognuno abbia una coscienza per giudicare una simile vicenda, mettendo sul piatto della bilancia i pro e i contro: il tempo trascorso, il perdono della vittima, il fatto che si tratta di un personaggio pubblico ricco e famoso e, quindi, a maggior ragione da punire perché non si dica che la fama renda immuni dalla colpa. Tuttavia, il fatto che la "butti" in politica, mi viene in mente un certo Adriano Sfri, condannato più volte per essere il mandante di un delitto, quello del commisario Calabresi, del 1972. C'è una parte della sinistra che pensa possibile la colpevolezza di Sofri 39 anni fa, ma, ormai, dopo quasi quarant'anni è cambiato, è un altra persona, scrive libri e bellissimi articoli, è malato, ha un figlio famoso che faceva ogni sera a cazzotti con Ferrara, ha diritto alla grazia. Bene, può darsi, ma perché ciò che vale per Sofri non vale per Polansky? Anche lui ha un passato, ha subito soprusi da bambino, vicende tragiche da adulto, ma ha fatto film bellissimi, è un grande artista, ci ha regalato momenti indimenticabili. Ma è uno stupratore di bambini, e per questo è da punire. Vuoi mettere con un omicidio?

Fino a qualche tempo fa ero d'accordo al 100 per cento con il sig. Luciano. Poi leggendo l'articolo di ieri ho fatto due considerazioni:
1) la ragazzina povera è stata mandata al ''macello'' dalla madre (lo stesso POlansky ha detto che la madre era d'accordo e, francamente, ci credo.. vedi la madre di Noemi). Perchè la mammin non è stata accusata di niente?
2) La stessa ragazza (ormai 33enne) ha chiesto di non procedere più, di dimenticare la vicenda. Anche perchè sarò cinica ma non credo che una ragazzina di 13 anni che fa la modella e si trova davanti a un regista stranoto come Polansky, come dire, non sappia a cosa va incontro.

E queste sono due robe a favore del nostro.
3) (a sfavore):Il fatto che sia fuggito già di per sè è dimostrazione di colpevolezza. La scusa di dire ''è tutto un complotto e la stampa è contro di me'' ormai è una roba vecchia e strausata... Meglio sarebbe stato prendersi le responsabilità, farsi qualche mese di galera (tanto non gliene daranno di più), scrivere un libro e farci un film.

Lo stupro è un atto orrendo e disgustoso che va condannato sempre e comunque, senza esitazioni. Trovo aberrante l'appello di registi e attori. Per quanto Polanski sia un gran regista, è sempre un uomo, e come tale ha commesso un reato gravissimo.
Secondo me, però, vanno anche chiarite ed approfondite le notizie, perché da quanto leggo la faccenda è tutt'altro che chiara, fermo restando che uno stupro è uno stupro e chiunque lo commetta deve assolutamente essere condannato. Ancora peggio se uno stupro è perpetrato a danno di un minore.
Il pressapochismo dei giornali che riportano la notizia è, a mio avviso, altrettanto scandaloso quanto lo stupro commesso da un personaggio come Polanski. Non voglio fare l'avvocato del diavolo, ma mi viene spontaneo chiedermi:
1 - cosa ci faceva una ragazzina di 13 anni in casa di Nicholson da sola? Dove erano i genitori?
2 - Perché non è stata pubblicata anche la cronaca giudiziaria inerente il processo di allora contro Polanski? Almeno per dare un quadro più chiaro di questa losca faccenda.
3 - Perché Polanski scappò dagli Stati Uniti a pochi giorni dalla sentenza, pur sapendo che il processo poteva essere invalidato a causa di manomissioni e false dichiarazioni da parte della pubblica accusa?
4 - Polanski, all'epoca dei fatti, accettò un patteggiamento per l'accusa di "rapporti sessuali con un minore", ma rigettò quella di stupro. La ragione di questa scelta pare l'abbia spiegata nella sua autobiografia, affermando di essere stato vittima a sua volta di un ricatto da parte della madre della ragazzina. Non do per vera questa versione, ma è stato approfondito questo aspetto della vicenda? Mi rendo conto che Polanski allora stesse cercando un appiglio per giustificare il fatto che comunque lui con la ragazzina c'era stato, ma volendo concedere un minimo di beneficio del dubbio mi faccio un'altra domanda: è stata indagata la madre della ragazzina per abbandono di minore?
Insomma, secondo me qui siamo di fronte ad un reato doppio commesso da due adulti consapevoli, Polanski e la madre della ragazzina. E aggiungerei pure Nicholson. Dove cavolo era mentre si consumava questo stupro? Magari in un'altra stanza della sua villa, ubriaco e strafatto pure lui e in compagnai di un'altra minorenne? O forse con la madre della minorenne? O forse non c'era proprio?
Prima di lanciare il loro ridicolo appello, attori e registi si sono posti qualche domanda anche loro? Mi pare di no. Non si lanciano accuse senza prove, ma non si difende a spada tratta una persona che comunque un reato grave lo ha commesso.
Mi dispiace e mi disgusta vedere che certa gente si sente superiore e per certi versi avulsa dalla vita reale per il solo fatto di chiamarsi "artisti".
Non stanno facendo un favore né all'arte, né a Polanski.

Wow, Ale: abbiamo scritto praticamente le stesse robe...
Ho dimenticato di aggiungere che anche per me dire che Polansky non deve essere accusato perchè grande regista sarebbe come dire che Himmler era una brava persona perchè odiava la caccia ed era vegetariano.

Eh si Yod, le stesse robe davvero, solo che io ho allungato troppo il brodo!
;-)
Non potevo farne a meno, perché mi pare che ci siano più domande che risposte su questa faccenda.
A proposito: calzante il tuo paragone!

Darei un abbraccio ad Alessandra: scrive molte delle cose che penso io. 1) Una mamma dotata di un minimo di briciolina di senno e di amore per la propria figlia non la manda a far foto nella villa di Jack Nicholson e Roman Polanski.
2) Ci sono padri e padri disposti a tutto e a più di tutto pur di ottenere successo, denaro, visibilità. (Nell'Italia del 2009 ne sappiamo qualcosa).
3) La storia di Hollywood è costellata di bruttissime vicende di sesso (dal comico grassone Fat Arbuckely...cito a memoria e sbaglio il cognome...che violentò e uccise una ragazza e poi fu turpemente assolto) e di vergognose complicità. Per contraltare (per dirne due) Robert Mitchum finì in galera per uno spinello e Zero Mostel non lavorò per anni perchè di sinistra.
4) Non sopporto certa complicità maschilista (da furbesche e lascive gomitatine nei fianchi) a danni delle fimmine. E ancor più mi dà ai nervi quando a reggere il moccolo ci sono (consapevoli o no) delle altre donne.
5) La solidarietà di casta mi manda in bestia.
6) I due pesi e due misure mi mandano fuori dai gangheri.
7) Non vedo perchè i criminali nazisti debbano venir (giustamente) processati e condannati e mandati in galera anche dopo sessant'anni. Mentre a Polanski (se ha commesso il fatto orribile di cui è accusato: lo stupro, lui quarantunenne, di una tredicenne fatta ubriacare) debbano venir stesi tappetini di onorevole moquette.

Alessadra,
secondo me non e' rilevante che sia stata indagata la madre della bambina. E' rilevante che un tribunale abbia appurato la colpevolezza del regista. Aggiungo, e' ripugnante che qualcuno lo abbia fatto lavorare, sapendo del suo crimine.
Finisco, anche se non conosco bene la giurisprudenza, che secondo me un rapporto sessuale con una tredicenne (da parte di un adulto) e' automaticamente una violenza sessuale.

Alessandra non difendeva in alcun modo un uomo quarantenne che stupra una tredicenne. Anzi: voleva estendere il suo j'accuse ad altre persone. Dicendo: la responsabilità di quel crimine, di quelle ferite ricadono anche sulle anime (non uso questa parola nel senso cristiano) di altri.

Lo so.
In generale non mi piace ragionare con i pero'. Polansky l'ha stuprata pero' la madre non doveva portarla li.
Soprattutto il post di Yodosky mi fa imbestialire. Non sono "robe" a favore di Polansky. Sono altre persone che hanno le loro responsabilita'...


Immagina poi cosa sarebbe successo se al posto del rag. Frontini ci fosse stato qualche esponente della destra...

Le responsabilità ce le hanno tutti coloro che sono stati nominati, ma Polansky il suo "bello" stupro l'ha fatto...Una persona non si giustifica solo perché la mamma della tredicenne, e qualcun altro, erano compiacenti. Nemmeno la tredicenne, che, comunque, non era neppure maggiorenne! Polansky - ed altri con lui - vanno giustamente processati in quanto consapevoli di perpetrare un crimine. Non ci sono MA che tengano!!!!

Giorgio, lo ha già detto Luciano e lo ribadisco anche io: la mia non è assolutamente una difesa di Polanski, ma la madre della ragazzina è colpevola quanto Polanski, per me.
Tra quello che ho detto io e quello che hai detto tu c'è solo un "però"? Beh, ti dirò: quel "però" era ed è, nei miei pensieri, una difesa della ragazzina. Spero sinceramente che tu non abbia letto frettolosamente il mio commento ed abbia controbattuto solo perché abbiamo opinioni diverse su alcuni argomenti. Se tra il mio commento ed il tuo c'è solo un "però" di differenza, la tua puntualizzazione su una cosa che ci vede di opinione comune mi sembra un pregiudizio nei miei. Magari mi sbaglio e se è così ti chiedo scusa in anticipo. Però vedo che stai sempre lì a bacchettare anche quando non ce n'è bisogno, quindi trovo che il dubbio possa venire spontaneo.
Il fatto che non condividiamo opinioni (non in questo caso), non è una tragedia per me, credimi. Trovo comunque bello, istruttivo ed interessante poter discutere.

Scusa Giorgio, correggo il mio post:
"...la tua puntualizzazione su una cosa che ci vede di opinione comune mi sembra un pregiudizio nei miei confronti".

OK: mi pare ci sia una larga condivisione del concetto "no ai 2 pesi e 2 misure" e alla vergognosità dell'appello.
La giustizia deve fare il suo corso, anche dopo 30 e passa anni, e se ci sono attenuanti e/o altri colpevoli dovrebbero essere i magistrati ad appurarlo. Resta la fuga per sottrarsi a una condanna, e questa è un'ulteriore accusa di per sè.
Quanto a Fatty Arbuckle, il ciccione degli anni '20 del cinema muto citato da Luciano, mi pare sia stato appurato fosse finito in un gran trappolone per rovinarlo (era inviso a qualcuno) e spillargli denaro (complice anche la madre della vittima), ma non fu lui a stuprare e tantomeno a uccidere la ragazza. Così almeno dice anche una sua recente biografia ('Io, ciccione' di Jerry Stahl).
Non sarebbe pertanto così turpe la sua definitiva ma tardiva assoluzione, avvenuta dopo una straordinaria campagna di stampa (era uno dei primissimi scandali hollywoodiani, forse il primo in assoluto, e lui era una delle più grandi 'star' degli studios), dopo una precedente condanna in primo grado e dopo che la sua carriera e la sua vita erano state irrimediabilmente rovinate.
Morì abbandonato da tutti (succede così in questi casi), senza che la sua totale riabilitazione riuscisse a trovare la stessa eco che la prima condanna aveva suscitato (e mi ripeto: succede così in questi casi), e nell'immaginario collettivo (Luciano compreso, evidentemente)rimase una figura turpe ed esecrabile.

Giorgio, certo che c'è differenza tra chi ha fatto la galera e chi non l'ha fatta, ma Sofri, prima di essere processato e condannato, ha vissuto libero e giocondo per decenni. Solo quando l'hanno arrestato e processato si è cominciato a dire che, in fondo, non è più quello di una volta e che il leader di LC è morto e sepolto e abbiamo di fronte un fior di intellettuale. La galera non l'aveva ancora fatta e già si invocava la grazia. Questa è la differenza. Secondo molti non doveva nemmeno essere processato, perché Leonardo Marino era un bugiardo e, al massimo, diceva la verità, ma poteva anche farsi i fatti suoi.

Oggi sul washingtonpost
c'è un bell'articolo
:
What Polanski Deserves
by Eugene Robinson
-
Dovete leggerlo.
-
E poi sapete perchè Roman Polanski è stato "finalmente" arrestato ?
Perchè il suo avvocato ha deriso il personale del Tribunale per ben due volte, negli ultimi giorni.

Uh oh ad essere sincero faccio fatica a farne un parallelo perche' per me Sofri e' innocente e Marino un bugiardo... comunque non credo che uno meriti la grazia per essere un fior di intellettuale, piuttosto per essersi comportato limpidamente (se non ricordo male non e' stato arrestato e processato, bensi' processato, condannato e poi si e' consegnato alle autorita'... sempre negando la sua colpevolezza!)

Alessandra,
hai ragione, scusami... ma non e' vero che bacchetto sempre, ma mi aveva fatto arrabbiare un post precedente di un altra e me la son presa ingiustamente con te. scusami...

Giorgio, è tutto ok. :-)

Hai ragione, Giorgio, è stato arrestato dopo. Comunque non è il parallelo tra Sofri e Polansky la questione, ma l'atteggiamento "a sinistra" che ha sollevato Luciano. Per me non è una questione di pensarla a sinistra in un modo e a destra in un altro. Tutto qui. Infatti tu, che non mi sembri di sinistra, ritieni Sofri innocente e Polansky colpevole.

Sulla vicenda di Fatty Arbuckle (che ho citato a memoria) ricordo ciò che ne avevo letto sul libro di Kenneth Anger e su qualche alttro testo su Hollywood. Comunque, al di là del suo caso specifico, resta che l'ambiente "hollywoodiano" (in senso lato) è spesso turpe. Con ciò non voglio affatto fare il discorso della "decandenza degli artisti comunisti e perversi, per di più ebrei e demo pluto-pippo-massoni".

Gcanc, sono d'accordo con te stavolta.
Luciano puoi perfavore rimuovere il mio primo post? Scrissi che ero d'accordo con te, ma poi hai aggiuto un paio di frasette che penso si potrebbero trovare sul Giornale o su Libero per prendere in giro una certa intelligentia di sinistra convinta che la sinistra e solo la sinistra sono sempre nel giusto...

Non ho capito il perchè dell'imbestialimento di Giorgio contro il mio post. Forse mi sono espressa male: per ''robe a favore di'' intendevo ''elementi a fovre della difesa di Polansky''....
Non ho MAI pensato di giustificare Polansky, assolutamente. Tanto per dire, la faccenda delle madri che farebbero scannare le figlie per quattro lire l'ho pensata anche per Noemi, e come si sa non è che esattamente ''venero'' Berlusconi.
Anzi, sono d'accordo con Giorgio quando fa notare la diversità tra chi pur convinto di essere innocente si consegna alla giustizia e chi invece "se la moka", per dirla alla triestinazza.

Chi si ricorda di un fatto simile tanti anni fa a Trieste? Allora presero la difesa del presunto pedofilo gli ambienti sportivi (quello automobilistico in particolare), parecchia Trieste-bene ed anche l'allora vescovo spese un po' d'inchiostro per garantire che era "una brava persona".

Lo stupro di un minore è crimine contro l'umanità.
Non c'è istruzione, genialità, ricchezza, tempo che possano lenire o modificare la gravità del crimine. Gli appelli a favore dello stupratore qualificano "nella realtà" le indegne persone che li hanno rivolti ad altre persone peggio di loro qualora venissero accolti.
Cordialità da Chi è per la libertà e quindi a favore dell'Umanità e prima dei minori. Antonio Leone

sei colto, anzi geniale, e ti permetti di compiere un crimine di tale portata. Non hai attenuanti e pretendi pure di restare impunito.
Vali davvero qualcosa e te la meriti tanta solidarietà?

Sono il vero rag. Mario Frontini da Bologna.
Non ce l'ho tanto con il tiolare del blog che sicuramente voleva citare un nome a caso non conoscendomi, né io conoscendo lui; e l'appellativo di "grigio" equivalente di "oscuro" lo conferma ed è ulteriore motivo per non prendermela.
Quello che mi infastidisce è che altri tentano di fare un uso che definirei goliardico dei miei "oscuri" nome e cognome.
Vi prego quindi di astenervi dal "perseverare".
Cordialmente,
Rag. Mario Frontini, via S. Petronio vecchio 72, angolo via Fondazza - 40132 Bo.

Luciano, solitamente usi i classici "Tizio, Caio e Sempronio". Forse sarebbe stato meglio usarli anche stavolta: "il grigio ragionier Tizio Caio". ;-)
(ti sto solo sfottendo un po', è chiaro, no?)

Sono il falso mario frontini. Be' non so se sia una burla come la mia. masssssi' basta guardare la guida telefonica, marfor sei uno di noi!

Scusate, mi permetto di segnalarvi il link per leggere la testimonianza della vittima:
http://www.thesmokinggun.com/archive/0720051polanski1.html

A chi dice "cosa ci faceva da sola bla bla bla", dico semplicemente che sono d'accordo nel ritenere responsabile la madre (divorziata dal padre, che viveva altrove) per aver affidato la figlia a un uomo adulto, ma a sua difesa c'è anche da dire che lei CONOSCEVA Polanski. Inoltre, la ragazzina avrebbe dovuto portare un'amica con sè, ma fu Polanski a dire di no.
Quindi, la madre fu sicuramente incosciente, ma nemmeno così tanto. Lo diciamo noi alla luce di quello che sappiamo ADESSO.
Io non lascerei mia figlia con un uomo per fare delle foto, senza sorveglianza, ma la ragazzina aveva già fatto foto ed evidentemente la madre l'aveva già lasciata sola con altri fotografi.
Anche noi abbiamo sicuramente rischiato nella nostra vita, no?
Anche noi siamo magari state sole con un insegnante o un allenatore o un prete e non ci è successo niente.
Adesso tutti siamo più fissati con la pedofilia, siamo più prevenuti, ma anni fa non era così.
La madre era un'attrice e non s'è preoccupata. Punto.
Quello che resta CENTRALE nella storia è che la ragazzina è una vittima: vittima di una madre incosciente, di un padre assente e di un gran porco che l'ha usata per soddisfarsi (anche se lei, tredicenne, non era vergine e aveva bevuto di sua iniziativa e sapeva cos'erano le droghe).

Girgio, ti sembrerà strano, ma siccome io sono curiosa, sono andata a guardare su paginebianche.it .
In realtà un Mario Fortini a Bologna c'è, ma l'indirizzo (ovviamente) non è quello del burlone che fa il finto offeso. Ma dimmi tu quale ingenuo metterebbe nome, cognome ed indirizzo su un blog di uno sconosciuto? Ragioner Fortini, non siamo così stupidi come crede, sa?

La.stefi, perdonami ma conta ben poco il fatto che la madre conoscesse Polanski. Io non lascio mia figlia tredicenne sola in compagnia di un uomo adulto e punto. Forse esagero ma trenta anni fa Josef Fritzl sequestrava sua figlia e la teneva segregata nel bunker sotto casa, violentata ripetutamente e resa madre di sei figli. Sarà pure stato un mostro, ma lo cito solo per dire che a volte non ci si può fidare nemmeno di un parente stretto, figuriamoci di un conoscente.
La madre della ragazzina fu un incosciente all'epoca dei fatti e ripeto, per me è colpevole quanto Polanski.

Io non avrei lasciato mia figlia tredicenne sola con Polanski e Nicholson.
Dico: Roman Polanski e Jack Nicholson, con la fama che avevano già all'epoca.
Mica Umberto Eco e Gianfranco Fini. (Ai quali, onestamente, mi sentirei di affidare per qualche ora una tredicenne)
Ma a Polanski-Nicholson, no. Tantomeno per fare delle foto nude-look.

L'ambiente Hollywoodiano (in senso lato) è spesso turpe, caro Luciano, ne convengo. Ho espresso già precedentemente il mio dissenso dall'appello dei cineasti&Co che suona un po' corporativistico e aprioristicamente assolutorio. Però quanto volevo esprimere (anche citando il vecchio caso di Fatty Arbuckle) è quanto mi ripugnino in fondo anche le gogne mediatiche.
Il caso è complesso: la stessa vittima si espressa chiaramente per voler dimenticare tutta questa storia e ha dichiarato che quanto successo dopo lo stupro (il processo, le campagne di stampa, l'essere posta nuovamente sotto i riflettori per riportare in luce fatti scabrosi che vorrebbe dimenticare) è stato anche peggio dello stupro stesso (peraltro lautamente risarcito in denaro da Polanski in cambio della caduta di parte delle accuse, e per quanto possano valere realmente i risarcimenti economici, in questa società che tutto valorizza in moneta).
A me piacerebbe però che la stampa riportasse solo quello che succede, e che la giustizia facesse il suo corso, senza tante sentenze di pinco e di pallino prese sull'onda emotiva, senza giudizi definitivi del tipo "quel maiale di regista"... e via discorrendo.
Non mi rivolgo a questo post (dove giustamente l'argomento di discussione è l'appello di artisti e intellettuali-didestraodisinistra-chissenefrega, contrari al suo arresto), ma contro commenti di altri blog o di altri siti che riportano la notizia, dove imperversano i sondaggi sul caso e (di conseguenza) gli insulti, sia contro chi ha commesso il reato che contro chi ha firmato l'appello.
A me non piace mai giudicare, e soprattutto non mi piacciono certe sentenze così tranchant, ma soprattutto: il sollevare così nuovamente questo canaio, contro la precisa volontà della stessa parte lesa (che dovrebbe essere quella maggiormente da rispettare e tutelare), ha poi così senso? O forse anche tutto questo in fondo "fa spettacolo"?

Son d'accordo con voi. Ma la madre era un'attrice, cioè del giro.
Diciamo che "tra di loro" si comportano come noi ci comporteremmo se dovessimo mandare nostro figlio da un prof per ripetizioni private.
Lei non sapeva che le foto fossero nude, a quanto pare.
Non la giustifico, eh, ma nemmeno la ritengo responsabile quanto Polanski.

Che giorno è oggi?
29 settembre?
Eeeeh?, Credevo fosse il primo aprile!
Acc. Non ci siete cascati!

Giorgiooo?
Avrei giurato che il falso rag. Frontini fosse quel buontempone di Giulio.

Comunque il vero falso, nonché grigio rag. Mario Frontini da Bologna sono io, modestamente.

La.stefi, grazie per il link. Sto leggendo i verbali del processo proprio in questo momento. Stando alla deposizione della ragazzina, il comportamento di Polanski è disgustoso, raccapricciante. Non me lo sarei mai aspettato, lo confesso.

Io sostengo che un uomo, qualsiasi uomo, che va con una donna tanto giovane da poter essere sua figlia, un po' porco lo è.
Opinione personale.
Non è che io dia del porco a Polanski e non ad altri...
Tra l'altro anche adesso sta con una che potrebbe essere sua nipote, altro che figlia!

Grazie per il buontempone Irnerio, ma io di Frontini conosco solo Francesco Paolo, famigerato compositore catanese del Piccolo Montanaro, pezzo musicale incubo per piccoli pianisti, giustamente dimenticato.

Giorgio: come mi hai chiesto, ho rimosso il tuo commento.
Altra cosa: si può far finta di nulla davanti a certi crimini anche se la vittima vuol "dimenticare" (o dice di volerlo fare)? No, la giustizia va avanti lo stesso, procede d'ufficio. Ciò per vari motivi: per evitare che il colpevole eserciti pressioni sulla vittima al fine di farle dire "va beh...finiamola qua...in fondo non me ne importa più", per evitare che il reato finisca a tarallucci e vino, perchè il problema di un reato non è solo la vittima ma anche il colpevole che lo ha commesso e pure la società colpita da quel crimine. Pensate alle stragi naziste: ammesso e non concesso che i sopravvissuti dicano "dopo tanti anni, io personalmente perdono", la giustizia penale e civile non lo fa,non lo deve fare. Perchè l'esercizio della giustizia pubblica non si riassume solo nel rapporto vittima/colpevole. Ma assume un senso pubblico. E dunque, la vicenda giudiziaria di Polanski non può risolversi con la sua vittima (ora adulta) che dice: "per me la storia è chiusa, ho diritto alla mia privacy".
Roman Polanski, se è colpevole, deve pagare il suo debito con la giustizia. Tutt'altra faccenda sarebbe (ma non mi pare questo il caso) se il processo fosse stato una montatura, costruito su prove inventate e false testimonianze: ma lui e i suoi avvocati avevano trent'anni di tempo (e denaro e media in abbandanza per far valere le proprie ragioni).

Luciano, a leggere la testimonianza della ragazzina vengono i brividi. Sarebbe davvero ora che Polanski pagasse per quello che ha fatto. La galera se la merita tutta.
E lo dico ancora una volta (stavolta anche più incazzata!): la madre è stata corresponsabile. Dopo questo orrendo crimine, avrebbero dovuto toglierle la custodia della figlia, visto che la ragazza dichiarò di avere avuto, già prima dello stupro, rapporti sessuali e di aver sperimentato droga e alcol quando aveva appena 10 o 11 anni.
Tutto questo è aberrante.

Alessandra: non so dove viva tu, ma guarda che ce ne sono di ragazze che a 13 anni hanno già avuto rapporti. E ce ne erano anche tanti anni fa.
La ragazzina non era certamente la racchia della classe e non mi stupisce che avesse fatto l'amore almeno una volta (così dice) e che avesse provato a bere.
Sul quaalude sono più perplessa.
Per quanto riguarda la mia idea di genitore, anche io avrei tolto la potestà alla madre, ma non essere vergini a 13 anni non è reato.

La.stefi, I'm not coming from the moon, you know?
Ho 40 anni e vivo in questo mondo(purtroppo e per fortuna). Ciò non vuol dire che io debba considerare "normale" (cioè nella norma)che una bambina di 10/11 o meno anni abbia già rapporti sessuali completi. Non scherziamo, per favore.
Quando frequentavo la prima classe del liceo, c'erano mie coetanee già molto "scafate", come si suol dire. Una di queste aveva rapporti sessuali assidui con un professore di francese che all'epoca avrà avuto 33 o 34 anni(non insegnava più quando io cominciai il liceo, ma lui continuava la sua "attività" di pedofilo anche fuori). Da denuncia anche lui, sebbene la mia compagna di scuola si vantasse tanto della cosa e fosse più che consenziente.
Le ho viste e le vedo le bambine che traballano su improbabili tacchi vertiginosi, tutte truccate, con delle sottospecie di coprimutande che chiamano "minigonne", sotto alle quali, spesso, le mutande non ci sono nemmeno.
Chiamami "tardona", ma a me tutto questo fa specie, mi fa incazzare come una belva, ora come quando ero adolescente e ti assicuro che non sono una bacchettona, tutt'altro.
Il fatto che la ragazzina stuprata da Polanski non fosse racchia non ha nessuna importanza. Scusami, ma pensare che solo le "carine" corrono il pericolo di essere stuprate mi sembra un'idea, oltre che maschilista, anche totalmente aberrante. E comunque non giustifica il fatto che la ragazzina avesse già avuto esperienze sessuali. Dov'era la mamma anche in quel caso?
Comunque, io non ho detto che non essere vergini a 13 anni sia un reato, non capisco perché tu abbia interpretato in questo modo le mie parole. Penso solo che a 13,11 o 10 anni non si può capire l'importanza del sesso. A quell'età, specie se si è estremamente precoci nello sviluppo fisico, si vive solo di istinto e di ormoni in subbuglio. Tutto questo si capisce leggendo la deposizione di Samantha Geimer. Usava un linguaggio infantile, perché era una bambina, ma dava l'impressione di voler sembrare più matura della sua età dando risposte precise sulla conoscenza della sfera sessuale, sull'alcol e sulle droghe. Mi ha fatto una enorme tristezza e nel contempo tenerezza. Posso comprendere perché oggi, dopo 30 anni, non voglia più sentir parlare di quella brutta storia: credo che alle spalle abbia molto di più di quel maledetto stupro. E' solo una mia sensazione, ovviamente.

Non ho letto gli atti del processo. Premesso questo, condivido a grandi linee ciò che dice Alessandra sulle minorennissime: il sesso in precocissima età è una questione delicata, tenera, fragile, a suo modo dolce e pericolosa. E non è il caso che ci si mettano di mezzo adulti sporcaccioni e pedofili.

Leggo ora che anche Woody Allen ha dato il suo sostegno a Polansky. Se non fosse una faccenda cosi' drammatica mi scapperebbe da ridere... certo che tra pervertiti ci si sostiene!

Giorgio, se per pervertito intendi un uomo di una certa età che si innamora di una donna molto più giovane di lui, allora penso che il mondo sia pieno di pervertiti in tal senso.
Allen e sua moglie Soon Yi non hanno alcun legame di sangue. Può essere sicuramente discutibile il fatto che abbia frequentato la figlia adottiva delle sua ormai ex moglie all'insaputa di quest'ultima, ma questo non ha nulla a che vedere con il comportamento di Polanski ed il grave reato che ha commesso.
Allen fu anche accusato da Mia Farrow di aver abusato della loro unica figlia, ma questo non è mai stato dimostrato. Apparve chiaro, allora, che fu una bugia inventata di sana pianta dalla Farrow per screditare Allen. Se ad Allen è stato impedito di frequentare sua figlia è proprio a causa del suo ambiguo comportamento sulla questione Soon Yi. In fin dei conti, si è fregato con le sue stesse mani, ma questa è stupidità maschile, non perversione. Allen sconta già la sua condanna non potendo più frequentare l'unica figlia naturale che ha. Polanski ha sicuramente subito delle tragedie personali, ma questo non può e non deve giustificare ciò che ha fatto.
In ogni caso, se anche Allen ha firmato quell'appello, per me è un'altra amara delusione.

Certo che non ha niente a che vedere con Polansky (a parte l'appello firmato) ma cavolo tra tutte le donne del mondo proprio la figlia dell'ex moglie... insomma io nun ce la farei :)

Alessandra mi bacchetti gia' di prima mattina :)

Hai ragione Giorgio ;-)
E' che sto lavorando al computer già da un paio d'ore...
Comunque, non volevo bacchettare, lo giuro! :-D
Buona giornata Giorgio.

Giorgio, capisco bene il discorso su Allen. Neanch'io riuscirei ad allacciare una relazione sentimental-sessuale con un uomo che fino a poco prima consideravo padre adottivo, ma si sa, l'essere umano è fatto così, con tutti i suoi complicatissimi meccanismi mentali, sociali, psicologici. Cosa sia scattato all'improvviso tra Allen e Soon Yi non lo so, ma sta di fatto che si sono anche sposati ed hanno adottato una bambina. Se si amano davvero possono saperlo solo loro due.

Alessandra, scusa ma penso che tu abbia frainteso quello che ho detto.
Innanzitutto, la ragazzina ha detto di aver avuto uno o due rapporti sessuali prima della violenza, col suo fidanzatino allora 17enne. Quindi parliamo di 13 vs 17 e non di 10/11 anni come dici tu!
Mi sembra ci sia abbastanza differenza. E' per questo che ho detto "non è reato".
E' per questo che non mi sembra che si possa parlare di genitori irresponsabili se una 13enne ha il ragazzo e ci fa l'amore.
Il fatto di essere carina non l'ho citato per la violenza sessuale (scherziamo?), quanto per dire che, essendo carina, probabilmente aveva dei ragazzi e anche l'opportunità di fare sesso.
Ovviamente la 13enne sfigata che non ha fidanzatini, sarà vergine più a lungo (mi baso su me stessa: a 13 anni il sesso era per me una cosa ancora "da grandi", ma io non avevo nemmeno mai baciato nessuno!).
Anche a me il sesso da così giovani pare una cosa sbagliata, ma il mondo non la pensa proprio come me e l'età della prima esperienza si è abbassata molto.
Giusto o sbagliato? Io penso che dipenda dalle situazioni.
Le "smutandate" che citi tu fanno impressione anche a me, incarnano un tipo di donna che disprezzo ecc... ecc...
Io vorrei che mio/a figlio/a vivesse il sesso in un'età in cui si è abbastanza maturi per capire cosa sia e quali siano le possibili conseguenze.
Ma quindi, a che età?
16 anni? 18 anni? 20 anni?
Io credo di essere bigotta, ma direi 16/18 anni come minimo :-)

Sottoscrivo appieno il post di Luciano, e sinceramente non condivido i richiami alla madre. Non perchè infondati, ma perchè attengono a un ordine del discorso che deve rimanere estraneo: se entra infatti tende a sminuire l'entità del reato.
Alessandra -su Allen ti capisco, ma se fai certe sue battute te stupisci di meno

"se entra infatti tende a sminuire l'entità del reato"
Quello che sostenevo io fin dall'inizio:
La figura CENTRALE è quella della ragazzina.
La madre sarà pur stata ascoltata all'epoca, no? Non mi pare sia stata condannata.

Bene! Polansky l'han beccato, alla fine... E' un genio, dicono... non sono d'accordo ma lo stimo come artista. Ma come uomo, deve pagare. E basta co' 'sta solidarietà viscida! Hai ragione.

A me sembra che la figura centrale sia solo Polansky, né la ragazzina, né la madre. E' lui che ha approfittato di una situazione "favorevole" infischiandosene dei tredici anni.
Mi chiedo quali siano i termini della prescrizione negli USA e per quali reati. Ci vorrebbe un esperto di diritto.

Caro Luciano, tengo a precisare che quando parlavo di "sollevare un canaio" non mi riferivo all'azione giudiziaria, che ritengo giusta e sacrosanta, ma al canaio mediatico di cui anche noi, anche io in questo momento, facciamo parte, e che finisce sempre nel gettare ombre (giuste? ingiuste? non è questo il punto) anche su altri (la madre, il padre, il cane, Jack Nicholson, hollywood tutta e lo star system) da parte di chi (almeno in larga parte) esprime opinioni nette e definitive basate per lo più sul sentito dire, su opinioni precedenti e magari già di terza mano, su tesi e ipotesi non del tutto avvalorate, e non sugli atti del processo o anche solo sui risultati delle indagini.
E' solo per questo che mi chiedevo se il diritto di volere dimenticare da parte della vittima non meritasse maggiore attenzione e rispetto.
Ed è anche per questo che disapprovo l'appello firmato dal quale era partita tutta questa discussione.

La.stefi, avrò frainteso, scusami. Leggendo la deposizione della ragazzina, c'è un passaggio in cui lei dice di aver avuto rapporti prima dei suoi 13 anni.
Io non so quale possa essere l'età giusta per il primo rapporto sessuale, però so per esperienza personale che molto fa l'educazione che si riceve, l'apertura mentale dei genitori, il loro comportamento che è di gran lunga il miglior esempio per un figlio, sia in senso negativo che positivo. So di essere stata fortunata ad avere due genitori che non si sono mai nascosti dietro dogmi assurdi o falsa moralità, che non hanno mai avuto il timore di parlare di sesso con me e mia sorella in maniera chiara ma anche delicata, amorevole e graduale. Io e mia sorella abbiamo fatto domande ed abbiamo ottenuto risposte sincere. Eravamo davvero molto piccole quando abbiamo posto la fatidica domanda: "mamma, come nascono i bambini?", e lì è intervenuta di sicuro la saggezza e la lungimiranza dei nostri genitori che hanno capito che dire bugie non sarebbe servito a nulla.
Insomma, se c'è una educazione sentimentale di base (nell'accezione più ampia del termine), secondo me ne può conseguire anche un approccio consapevole col sesso e ciò che comporta.

Una donna (giovane o adulta o giovanissima) può aver avuto rapporti sessuali con uno, due, tre o centoventi partner. Ciò non attenua minimamente la colpa del suo stupratore.

Zau, su Allen concordo, c'è però la "piccolissima" differenza che lui non ha stuprato una ragazzina di 13 anni. Può avere tutte le fantasie sessuali che gli pare, non mi pare che sia un reato. In fondo quando fa certe battute si prende in giro da solo e prende in giro le debolezze umane in genere, no? Non credo sia indicativo del perché abbia firmato l'appello; penso, piuttosto, che l'abbia fatto per la stessa ragione che muove anche gli altri firmatari, cioè il ritenersi "casta eletta" perché produttrice di arte.
Ribadisco che per me la madre di Samantha Geimer è colpevole quanto Polanski. Non può esulare dal discorso. E non credo si sminuisca la responsabilità di Polanski. A mio avviso, visto che il sistema giudiziario americano lo permette, avrebbero dovuto formulare delle accuse ed istituire un processo a parte anche nei confronti della madre, o se proprio non si voleva causare ulteriore danno alla ragazzina con un altro processo, avrebbero dovuto comunque sottrarla alla madre. Sarò anche dura, ma per me non ci sono "se e ma" di fronte al male che un adulto può fare ad un minore. Quella madre ha fatto molto male a sua figlia e Polanski merita la galera senza ombra di dubbio.

Alessandra, sono d'accordo con te al 100%.
Io dalla deposizione (e da un'intervista alla vittima) ho capito che lei aveva fatto l'amore prima di quel fatidico giorno una o due volte, col suo ragazzo che all'epoca aveva 17 anni. Era una cosa recente.
Il problema fu (ed è ancora) che ogni volta che una donna viene violentata sembra che il suo essere "esperta" le tolga dei punti, perché se l'è andata a cercare. Questa è la mentalità di chi dice che in fin dei conti questa ragazzina sapeva a cosa andava incontro, non era vergine, ecc...
Io invece sostengo che, vergine o prostituta o donna normale, se dico no è no.
In questo caso poi non mi sembra nemmeno lontanamente difendibile la posizione di un uomo adulto che se la fa con una ragazzina. E questo anche se lei fosse stata consenziente.
Ho letto anche l'articolo del Washington Post e mi sembra chiarissimo.

La.stefi, purtroppo sono sempre le donne, anche quando subiscono violenze inaudite, a pagare per altri. Intendo dire che spesso in un processo per stupro la donna è vittima due volte: la prima dello stupratore, la seconda del maschilismo e dei pregiudizi. Che una donna sia vergine o meno, che sia prostituta o meno, non deve fare alcuna differenza. La violenza è violenza e basta, chi la commette non può restare a piede libero, nemmeno un cineasta di fama mondiale.
Comunque, tornando al tema principale del post di Luciano, ho letto che l'appello in favore di Polanski è partito dalla Francia. Certo che 'sti francesi sono davvero strani, dalla Rivoluzione in avanti si sono un po' montati la testa. Prima la questione di Battisti e la mancata estradizione, adesso questo appello. Ma che idea hanno di giustizia in Francia? Mi sono sempre stati un po' sulle cosiddette i francesi...

A Voi l'art di LeTemps di oggi
:
La justice de la Cité des anges
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Luc Debraine
.

Retour sur le procès de Roman Polanski en 1977 à Los Angeles. Où le juge s’est révélé fidèle à la réputation sulfureuse de la ville

La justice est égale pour tous: Roman Polanski doit une bonne fois pour toutes répondre de ses actes. Cette évidence assénée, il peut être intéressant de voir comment a fonctionné, ou plutôt mal fonctionné la justice californienne à l’époque des faits, en 1977. Cela n’excuse rien du crime (le viol d’une mineure), mais éclaire sans doute le comportement ultérieur de l’accusé.

L’an dernier, un documentaire produit par la chaîne HBO a jeté un éclairage cru sur la manière dont la procédure
judiciaire s’était déroulée en 1977 à Los Angeles. Réalisé par Marina Zenovich, Roman Polanski: Wanted and Desired s’in­téresse à la personnalité con­troversée du juge Laurence J. Rittenband, dont les manquements à la déontologie de sa profession ont abouti à ce qu’il soit dessaisi de l’affaire.

Laurence Rittenband n’est plus là pour se défendre: il est mort en 1994. Mais le documentaire de HBO est accablant. Il peint un magistrat d’abord soucieux de sa publicité personnelle. Laurence Rittenband aimait s’occuper de célébrités: il était par exemple chargé du divorce en 1973 d’Elvis et Priscilla Presley. Le juge collectionnait avec soin tous les articles qui le concernaient de près ou de loin. Une photographie montre Rittenband en train de feuilleter son album de coupures de presse devant un policier effaré par cet étalage égomaniaque.

.

Plus gênant, des témoins de l’époque rapportent dans le film les propos xénophobes, voire antisémites du magistrat
californien à l’égard du «petit Polonais» ou du «nain venimeux», comme il le surnommait.

Pendant son enquête, le juge a ignoré les recommandations de la commission de la liberté sur parole ainsi que celles de deux psychiatres pour emprisonner Roman Polanski, lequel a effectivement passé quarante-deux jours à l’ombre, sous le couvert d’une évaluation psychiatrique. Selon le documentaire, Laurence Rittenband aurait de plus menti aux avocats de la défense et de l’accusation, tenu une conférence de presse en plein procès, ou encore évalué en public – notamment avec un reporter interloqué du Santa Monica Evening Outlook – la peine qu’il pourrait un jour infliger à Roman Polanski.
Le réalisateur devait initialement rester nonante jours dans la prison californienne de Chino pour y subir des tests psychiatriques. Mais les responsables de la prison, inquiets pour la sécurité de Polanski dans l’établissement, ont décidé de le libérer à mi-parcours. La libération anticipée a mis le juge Rittenband en fureur: il a exigé que le cinéaste retourne immédiatement en prison. Le magistrat a ensuite réuni les avocats des deux parties pour leur dire comment plaider leurs
causes respectives, ce qui a laissé les intéressés sans voix.

C’est à ce moment-là, au début de l’année 1978, que Roman Polanski a décidé de fuir à l’étranger. Comme le dira en 2003 Samantha Geimer, la jeune fille abusée des années plus tôt par Polanski: «Comment reprocher à quelqu’un de s’
enfuir alors qu’il est menacé d’être envoyé pour cinquante ans en prison par un juge clairement plus intéressé par sa propre réputation que par un jugement équilibré ou même le bien-être d’une victime?»

Dans le documentaire, Samantha Geimer précise que le juge «ne s’intéressait ni à moi-même ni à Polanski». Le
procureur, à l’époque, du comté de Los Angeles, Roger Gunson, remarque dans le film à propos de la fuite du cinéaste
:

«A sa place, j’aurais fait pareil.»

-
Lorsque la défense de Polanski a accusé le juge Rittenband de biais de procédure, de préjudice et de conduite non professionnelle, celui-ci a été contraint sous la pression de confier le dossier à un autre juge. Mais le réalisateur de
Chinatown, polar de 1974 qui dépeignait la corruption des pouvoirs politique et judiciaire à Los Angeles, était alors déjà réfugié en Europe.
.
Roman Polanski: Wanted and Desired ne pourrait être qu’à charge. Toutefois, le documentaire inclut aussi des témoins qui rappellent la gravité des faits reprochés au cinéaste. «Ce type a tout de même commis un viol ainsi que quelques
autres atrocités, mais il a écopé de presque rien», soupire un ancien policier de Los Angeles. Reste que le film, auquel Roman Polanski n’a pas participé, a été accusé de blanchir à bon compte le passé du Franco-Polonais.
.
Un article paru sur le site Salon.com en février dernier stigmatisait l’insistance du documentaire sur le passé terrible de Polanski, comme si le film tenait aussi à le disculper de cette manière-là. Le documentaire rappelle l’extermination de la famille de Polanski par les nazis, son enfance dans le ghetto de Cracovie, le meurtre abominable de sa femme Sharon Tate (la meurtrière de l’actrice, Susan Atkins, est décédée jeudi dernier en prison, à l’âge de 61 ans) ou encore les campagnes de presse qui
accusaient à la fin des années 1960 le réalisateur d’être un sataniste.
Roman Polanski: Wanted and Desired est en outre relativement discret sur le détail des faits reprochés au réalisateur. Le Los Angeles Times a rappelé hier ce qui s’était vraiment dit lors de la journée d’audience du 8 août 1977 à Los Angeles.

Cette transcription montre que ce qui s’était passé cinq mois plus tôt dans la villa de Jack Nicholson sur Mulholland Drive était particulièrement grave. Et combien Roman Polanski s’était dévoilé en cette occasion, alors qu’il abusait d’une adolescente de 13 ans, ­déterminé, manipulateur et haineux.

Le documentaire de Marina Zenovich a en tout cas servi la cause des défenseurs du cinéaste. Ils ont demandé il y a
quelques mois la levée des poursuites, qui a été refusée tout net au motif que Polanski ne s’était pas présenté devant la
Cour. Les défenseurs ont alors fait recours de cette décision. Et ils en ont trop fait, allant jusqu’à dire en juillet dernier que la justice de Los Angeles n’avait en réalité pas la volonté d’extrader Roman Polanski, dont l’absence permettait aux juges de ne pas trop revenir sur le procès si mal conduit de 1977. Selon le Los Angeles Times , cette accusation de manque de sérieux a vivement aiguillonné les magistrats du comté de Los Angeles, qui ont dès lors redoublé d’efforts pour appréhender le fugitif.

.

Non sans d’ailleurs encaisser les critiques de la presse locale, laquelle se demande si le bureau du procureur n’a rien de mieux à faire par ces temps de fortes coupes budgétaires dans l’Etat de Californie, quasiment en faillite. Le budget des
prisons a été sabré, au point que 40 000 prisonniers ont dû être relâchés des geôles surpeuplées.

Cela dit, rien de nouveau sous le soleil de Californie. Les procès à scandale, où se mêlent presse à sensation, opprobre public et puritanisme, jalonnent l’histoire d’Hollywood. C’était particulièrement vrai entre-deux-guerres. En 1921, l’acteur Fatty Arbuckle a été accusé du viol d’une jeune fille lors d’une soirée arrosée. Il a fallu pas moins de trois procès pour disculper le malheureux acteur, qui a même reçu les excuses du jury, du jamais-vu dans l’histoire de la justice américaine. Mais Fatty Arbuckle ne s’est jamais remis du scandale, tombant dans l’alcoolisme avant de mourir en 1933.

Charlie Chaplin lui aussi a été la victime d’un procès haineux lors de son divorce avec Lita Grey en 1927, où la presse s’est déchaînée contre lui, l’étranger, le métèque. Sa préférence sexuelle pour les très jeunes filles (il avait mis enceinte Lita
Grey alors qu’elle avait 16 ans à peine) a été une constante du procès. La prétendue «perversité» de Chaplin lui a collé
aux basques jusqu’à son départ contraint des Etats-Unis en 1952, avant qu’il ne trouve refuge en Suisse. Les autorités
américaines lui reprochaient bien sûr ses sympathies de gauche, mais aussi sa «conduite morale», pour utiliser l’expression du FBI à l’époque.
----

Giusto per saperne qualcosa in più...

Condivido ciò che hai detto,fino all'ultimo punto
Cristiana

Mi ri-permetto di segnalarvi anche l'ammissione di colpevolezza del Polanski (leggere pag. 10) e la lettera in cui gli avvocati della vittima chiedono di accettare la sola ammissione di "rapporto illecito con minore" nella speranza di evitare l'esposizione della ragazzina ai media, ecc..
http://www.thesmokinggun.com/archive/years/2009/0928091polanskiplea17.html

Benissimo. Visto che avevo intenzione di andare a vedere il film di Tornatore, non ci andro'. I soldi del mio biglietto non li becca.

Io sono un sostenitore del boicottaggio: se qualche artista o qualche marchio fa qualcosa che non mi garba non gli do un soldo.

Nel mio piccolo, Baaria non andrò a vederlo nemmeno io, per due ragioni: la prima è che ha difeso Polanski, che è indifendibile, la seconda è che è stato candidato agli Oscar e la sua casa di produzione è la Medusa, di proprietà di superman-papi; ciò vuol dire che se dovesse vincere come miglior film straniero, il nostro super-silvio si vanterebbe anche di aver dato lustro all'Italia in fatto di cultura e cinematografia. Sarebbe la prima volta che non faccio il tifo per un film italiano agli Oscar, ma preferisco così.

Su Saudi Gazzette ho letto che Polansky violentando la ragazza l'ha anche sodomizzata... io saro' un ben pensante ma mi ha parecchio scioccato...
Alessandra e Luciano, allora guardate tutte le persone che hanno firmato l'appello e non andate piu' al cinema!

Di tutta quella sfilza di firmatari, onestamente, a me piacciono solo Michael Mann, David Lynch, Sorrentino per il Divo, lo Scola di un tempo, Costa-Gavras illo-tempore ("Z" che mi entusiasmò quand'avevo quindici anni). Il resto...o non so chi siano o il loro cinema non mi garba (tipo...posso dirlo?...Woody Allen o Tornatore che m'è sempre parso un trombone estetizzante, compreso "Nuovo cinema paradiso")

Dimenticavo: pure Scorsese, che è un grande regista. Di Bellocchio, alcuni film sì ("Buongiorno, notte"...altri, come quelli ispirati allo psicanalista Fagioli o come si chiamava...che Dio mi perdoni...erano orribili)
E Michele Placido...se non facesse il regista non sarebbe una perdita irreparabile.

Giorgio, scusami, senza offesa, ma arrivi tardi. Grazie a La.stefi, ho potuto leggere i verbali della testimonianza della rgazzina che è raccapricciante. E c'è anche la sodomia, certo. Non bisogna essere benpensanti per inorridire di fronte ad una violenza su un minore. Polanski avrebbe pure potuto tentare tutte le posizioni del kamasutra, sta di fatto che non ha avuto il consenso di una bambina di 13 anni, che, anzi, ha tentato di opporsi come poteva. Quello che fanno due adulti consensienti sotto le lenzuola non mi riguarda. Al contrario mi riguarda quello che fa uno stronzo come Polanski con una "bambina" di 13 anni.
Riguardo allo scegliere cosa vedere o meno al cinema, ti dirò: non sono andata a vedere nemmeno Allen, nonostante mi sia sempre piaciuto molto e abbia visto tutti i suoi film.
Non andare più a cinema mi sembra impossibile. Piuttosto penso che si potrebbe scrivere una specie di "contro-appello" ai firmatari del primo e dire loro che con questa mossa hanno perso una bella fetta di pubblico. Un conto è criticare le modalità di arresto di Polanski, un altro è difenderlo perché appartenente ad una casta.

Anche a me questo arresto a scoppio ritardatissimo sembra un tantinello strano. A dire il vero, manco la sapevo, 'sta vicenda dello stupro pedofilo (e relativa) di Polanski. E se a suo tempo l'avevo letta me l'ero dimenticata, perchè di Polanski non è che me ne importi molto. La vicenda mi ha colpito per l'indecente appello di casta, tutti a scattare in difesa "de uno de noantri artisti de Ollivud, e che la regazzina un po' se l'era cercata, ahò, che ne l'ambiente nostro lo sapemo bbene tutti come che sso 'ste lolitine". E' questo che m'ha fatto incazzare (tanto più che l'appello l'hanno firmato anche delle donne)

Nel dicembre 2008, ancora latitante, Roman Polanski e i suoi avvocati hanno fatto richiesta, (dall’estero) di archiviare indugi il caso di Los Angeles. In cui (non dimentichiamolo) lui aveva ammesso la colpevolezza. Ecco allora uno dei motivi per cui il pubblico ministero ha rispolverato un vecchio caso rimasto in sospeso.

A proposito della campagna di solidarietà in Francia, gli intellettuali francesi (oddio... Fred Vargas, non esageriamo con le parole!) hanno anche solidarizzato con il povero esule perseguitato Cesare Battisti (forse confondendolo con l'irredentista trentino?). Mipare quindi che non siano nuovi a impegnarsi in cause indifendibili con zelo degno davvero di miglior causa...

Sull'assassino Battisti Cesare ho già scritto più volte. Tra l'altro, è uno dei motivi per cui non leggo la Vargas (pessima e noiosissima giallista).

Pessima, presuntuosa e supponente. Non capisco come faccia ad avere stuoli di fan

Io ho provato a iniziare tre o quattro dei suoi romanzi: quella artificiosa mistura di stralunato ed enciclopedia dei pretenziosi mi dava ai nervi.

http://samantha-geimer-pictures.blogspot.com/

http://samantha-geimer-pictures.blogspot.com/

ecco le foto della piccola samantha nella jaccuzzi...ognuno si faccia la sua opinione...

Povera bambina.
Questa volta, lo dico a scanso di equivoci (già se ne sono creati troppi sul caso Battisti), sono convinta e "seria sul serio".
Colpevolista senza riserve, oserei dire forcaiola (non nel senso di reazionaria).

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