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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a La Gelmini e il governo di sinistra:
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Io l'ho vista ieri in un breve servizio di un TG mentre parlava, se non ricordo male, ad un convegno del Pdl a Firenze. E mi sono rimaste impresse alcune parole che ripete da un po' di tempo a questa parte; io non cedo. Con quella sicumera e cocciutaggine che di solito è più un segno di debolezza che di forza a maggior ragione quando la si afferma arroganza. Ecco, per me la Gelmini è l'immagine perfetta di questo governo; arroganza, chiusura, presunzione oltre che incompetenza.
Scritto da: paolo | 16/11/2008 at 19:05
Stanno facendo passare il messaggio che loro sono di destra MA ANCHE di sinistra. Veltroni rifletta...
Scritto da: giorgio | 16/11/2008 at 20:08
Noto con piacere, dal numero di tue "pubblicazioni" che ti sei rimesso...e bene, Luciano. Bravo, complimenti !
Per quanto concerne questo post il commento di paolo mi ha tolto le parole di bocca o meglio dalle dita...
Scritto da: P@ola | 16/11/2008 at 21:07
Anche Brunetta oggi dice di essere di sinistra... Questa cosa puzza di strategia elettorale. Lo dice il primo dei nani, poi lo afferma il secondo, poi la finta biancaneve. Tra qualche giorno ci sarà un coro. Il solito coro di pappagalli.
Scritto da: Alessandra | 16/11/2008 at 21:11
Ma sì, sto meglio. Ho dolori alla ferita (in fondo sono 10 centimetri sempre aperti e drenanti), la schiena mi fa male a causa di male posture e di poco movimento. Però obiettivamente sto meglio di una settimana fa.
Scritto da: luciano / idefix | 16/11/2008 at 22:21
Bisognerebbe non ascoltare più. Ormai si può dire di tutto, e tutto nell'indifferenza generale. Le parole che sono state dette, specie in questi ultimi mesi, sarebbero state gravi in qualsiasi altro Paese. In Italia no, Nell'Italia sedata della propaganda continua, tutto si traduce in un gioco perverso a chi la spara più grossa. Un'escalation di termini violenti per colpire, non i popolo, non il cittadino, ma il consumatore. Nei discorsi di certi uomini e donne non vi è alcuna logica né senso, ma solo un carattere evocativo da slogan. E' un governo di dilettanti, diretto da burattinai professionisti.
Scritto da: Jubal | 17/11/2008 at 08:20
SE non ascolti più, Jubal, metti in moto uno dei classici meccanismi di difesa umani.
Ma dove ti porta ?
Mentre per un po'(quando non ascolti), tutto ti sembrerà OK (solo perchè tu non "soffri" più) Loro vanno avanti per la loro strada e perseguono i loro obiettivi.
Ti sembra una cosa "buona" da fare ?
Scritto da: P@ola | 17/11/2008 at 09:14
Forse le mie parole hanno dato adito a fraintendimenti (mi sembro il nano...), io non ascolterei le loro parole, ma naturalmente guarderei i fatti, soprattutto quando non c'è relazione tra quello che si dice e quello che si fa, credo sia la migliore cosa da fare.
Le chiacchiere sono chiacchiere, i maccheroni riempiono la pancia...
Non ho mai pensato di gettare la spugna :))
Scritto da: Jubal | 17/11/2008 at 09:28
È la tecnica che porta al "partito unico" di antica memoria: questa settimana dovrebbe sciogliersi Forza Italia, forse anche AN, magari vogliono portare con sé anche il PD nel processo chimico/corrosivo, tanto nel Pozzo Nero c'è posto per tutti. Ci troveremo tutti vestiti di orbace.
Scritto da: gcanc | 17/11/2008 at 10:21
Io potrò indossare sempre le mie t-shirt con i musicisti rock?
Scritto da: luciano / idefix | 17/11/2008 at 11:05
A proposito della Gelmini vi riporto questo articolo:
Carpe Diem. E’ il momento di svoltare
Venerdì 31 ottobre le classi IVA e IIIA del liceo classico “V. Gerace” di Cittanova, si sono ritrovate in un momento di aggregazione scolastica per la visione del film "L'attimo fuggente" di Peter Weir(1989). Il fatto, che questa attività abbia preceduto la grande manifestazione contro i tagli della legge Gelmini, non è casuale. Infatti, il tipo di scuola alla quale oggi si vuole tornare ricorda molto quella del film. Siamo in America, anni '50. Un nuovo anno accademico è iniziato alla Welton Accademy, uno dei college più antichi e prestigiosi del Vermont. Alla cerimonia di apertura tra genitori imbalsamati, ragazzi impauriti e professoroni tutta barba e serietà, spicca il sorriso irriverente del nuovo professore John Keating, alias Robbie Williams. L'insegnante di letteratura inglese porterà una ventata d'aria fresca tra quelle mura piene solo d'onore, disciplina e tradizione, sconvolgendone l'ordine e insegnando ai ragazzi a vivere attraverso la poesia, la forza della creatività e la coscienza critica. I veri protagonisti sono proprio i suoi studenti: Neil,il leader del gruppo che tutti seguono e ascoltano, amante del teatro, che subisce le aspettative di un padre severo con il quale non riesce a confrontarsi; Todd, un ragazzo molto timido e impacciato, anche lui vive all'ombra dei genitori; Knox, l'eterno romantico che cercherà di conquistare una ragazza bella e irraggiungibile attraverso la poesia; Charlie, il classico Don Giovanni frivolo e leggero ma forse il più pronto di tutti a cogliere l'attimo. E' quando i ragazzi scoprono "la setta dei poeti estinti" che inizia per loro un nuovo cammino fatto di avventure, a volte piacevoli, a volte liberatorie, a volte anche tragiche. E' proprio lo stare insieme declamando poesie che li farà sentire finalmente liberi di sognare, pensare e gridare al mondo le proprio idee. Accanto alle pur valide lezioni ordinarie, è questo che la scuola dovrebbe insegnarci, aprire le menti, sviluppare un senso critico personale, prepararci al futuro, quando non ci saranno più insegnanti o genitori a guidarci, ma saremo soli ad affrontare la vita e le scelte che essa ci impone. E questo è ancora più evidente in un territorio come il nostro, dove la ‘ndrangheta è padrona e la scuola ancora può rappresentare un argine democratico di resistenza. Il messaggio che il cambiamento è possibile, indipendentemente dalla situazione di partenza, ci giunge da oltre oceano. Infatti se un ragazzino di colore di provincia, con mezzi limitati, ma tanta tenacia e voglia di riscatto è diventato oggi il Presidente della nazione più potente al mondo, allora anche noi dobbiamo continuare a sperare che la nostra voce, dal profondo sud, si amplifichi come un eco lontano.
Scritto da: paolo | 17/11/2008 at 11:47
Totalmente d'accordo sul ruolo che la scuola pubblica dovrebbe avere.
Scritto da: luciano / idefix | 17/11/2008 at 13:15