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01/11/2008

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Era un grande scrittore.
L'ho conosciuto grazia ad un altro grande scrittore, Enrique Vila Matas.

tic

Quando penso che Roberto lo conoscono in pochi, mentre gli scrittori cileni noti, letti e amati (anche a sinistra) sono Isabel Allende (che Bolano definì "una scribacchina") o Luis Sepulveda (che Bolano giustamente disdegnava)...

Terribile, Sepulveda.
Lessi IL VECCHIO perché lo spinse, al tempo, Grazia Cherchi (che è una che mi manca tanto...).
Niente di tale, ma non disprezzabile.
Il resto è...
Boh?
Manco so dirlo.

tic

Concordo: IL VECCHIO era un romanzino decoroso. Ma per il resto il successo di Sepulveda è un prodotto mediatico che lo premia al di là di ogni decenza. Libri poverissimi e articoli ancora (se possibile) più poveri. Incredibile come certa sinistra italiana prenda degli abbagli simili. Con tutto ciò che la letteratura ispanica e sudamericana offre di meraviglioso, trastullarsi con Sepulveda è come andare in Sicilia e finire a mangiare da McDonald.

Non conoscevo Bolano, mi hai fatto venire il gusto di comprarlo... Oggi vado in libreria e lo prendo insieme al libro di Roberto Calasso...

Se vuoi un Bolano più "accessibile", forse conviene cominciare da qualcos'altro di meno ampio. Però 2666 è davvero un librone (e non solo nel senso quantitativo)

Luciano, ti leggo da tanto in silenzio, ma stavolta mi permetto un'osservazione: se il libro ti è piaciuto, perché non spendi una parolina anche sulla traduttrice, Ilide Carmignani?

firmato, un altro membro di quella categoria invisibile

Luciano, Luisa ha ragione.

Luisa, Luciano è megli'e SLATE

http://www.slate.com/id/2203471/?from=rss

Luisa: hai ragionissima. 2666 è tradotto assai bene, in un italiano gradevole e ricco. Però spendo tre parole o quattro anche per il precedente validissimo traduttore di Bolano (Angelo Morino della Sellerio). E già che ci sono domani faccio un post sulla (eticamente schifosetta) operazione editoriale della Adelphi.

Luciano seguirò il tuo consiglio, tanto più che ho dovuto rinviare l'acquisto in quanto il libro di Roberto Calasso mi è costato ben 32 eurini e quello di Bolano ne costava 22... ho ripiegato sulle lettere luterane di Pasolini (8,00€) che mi sembra una bella lettura di "attualità"..

Potresti provare con il piccolo (neanche cento pagine) ROMANZETTO CANAGLIA oppure con il postumo IL GAUCHO INSOSTENIBILE (racconti e brevi interventi saggistici).
Oppure buttarti con il mio Bolano preferito, I DETECTIVE SELVAGGI, un romanzone labirintico e appassionante, triste e allegro come spesso sanno essere i sudamericani.

Preso nota, grazie :))

Bellissimo libro, sono quasi a metà anche se vado un po' a rilento perchè lo sto leggendo in lingua originale. Finora, comunque, il romanzo compensa la fatica. Spero di finirlo presto!

Non ti anticipo nulla. Se non due cose: è un grande libro e tutto quello che puoi aspettarti NON verrà rispettato da Bolano.
E alla fine tornerai più e più volte con la mente a 2666, per cercare di afferrarlo meglio.

Io consiglio di affrontare direttamente 2666, e poi fare orbitare tutto il resto attorno a questo misterioso pianeta.
Come con Kubrick. Prima 2001 odissea nello spazio e poi tutto il resto.
E' diventato il mio scrittore preferito, Bolano.

Marco: forse saprai che sono state ritrovate moltissime pagine inedite. Adelphi pubblicherà a fine anno un volume di saggi (tra cui uno su Dick e uno su Borges), poi c'è un romanzo completo (Il Terzo Reich, sui videogiochi), altri saggi, poesie, racconti, abbozzi, insomma Bolano ci riserverà ancora sorprese e gioie (oltre alla tristezza per la sua prematura morte)

Sto rivedendo in parte (voglio vedere fino a dove mi porta) il giudizio su 2666, che sta decollando. All'inizio girava un po' su se stesso. Credo che la svolta sia Amalfitano, presumo l'alter ego dello scrittore.

Come si dice "il mondo è bello perchè è vario". Infatti, Gcanc, a me pareva tutto il contrario: che 2666 decollasse subitissimo con il primo romanzo e che poi rallentasse con il secondo. Se andrai avanti, vedrai dove Bolano ti porterà: in luoghi narrativi che adesso non puoi prevedere.

Fuori dal coro, purtroppo...
Ho deciso di leggere 2666 dopo averlo visto tra i dieci romanzi migliori del 2008 secondo NYTimes e numerose recensioni positive/ entusiaste. La prima parte, quella dei critici è stata una delusione tremenda: caratteri senza spessore nonostante molte pagine dedicate ad un tentativo secondo me goffo di tracciarne un profilo più profondo. Anche l'italiano del testo a tratti mi è parso non convincente, numerose espressioni volgari mi sembrano un tentativo dello scrittore di avere più impatto in mancanza di strumenti più efficaci. La parte di Amalfitano e di Fate sono secondo me più riuscite e mi avevano dato un po' di speranza per affrontare il secondo volume. Ora sono immerso in centinaia di pagine dove oltre ad un elenco di stupri e di delitti un po' fine a se stesso, non trovo alcuno spunto che mi faccia sospirare alla mezzanotte, ora in cui solitamente inizio le mie letture dopo una lunga giornata di lavoro. Ammetto che si tratta del mio primo libro di letteratura sudamericana. Qualcuno mi può perfavore spiegare che cosa mi sto perdendo? Quale lettura successiva mi consigliate per evitare che mi crei un'opinione sbagliata della letteratura sudamericana?

Come Tedeschi, anch'io ho apprezzato di più le parti di Amalfitano e di Fate, ma questo, Luciano, lo sapevi già. Mi è rimasta la curiosità di sapere chi è il gigante tedesco richiuso nel carcere di Santa Teresa, anche se temo si tratti di una falsa pista, tuttavia, nonostante l'iperbolica e labirintica fantasia, Bolaño non mi ha colpito così a fondo. Questione di diversa sensibilità, probabilmente.

Giorgio: tutt'altro genere di sudamericano è (ad esempio) il peruviano Mario Vargas Llosa. Di lui prova quello che è forse il suo capolavoro, LA ZIA JULIA E LO SCRIBACCHINO. O (a me piace tantissimo) AVVENTURE DELLA RAGAZZA CATTIVA.
Una mia amica non è andata oltre le 200 pagine di 2666.
Gcanc: Bolano è pieno di false piste (ciò può appassionare o irritare. A me, entusiasma. Ma capisco che a qualcuno dia sui nervi)

Ci tornerò su in altro momento, per adesso sono su Roth (everyman e patrimonio) ed è una lettura di una ricchezza eccezionale.

Con Vargas Llosa è decisamente (a mio avviso) il più grande, tra gli scrittori viventi.
Per quanto riguarda Bolano, anch'io trovo sconcertante 2666 (splendido e sabbiemobilesco, se mi passi il neologismo per "privo di certezze")

sabbiemobilesco non è male, ma per certi versi lo trovo anche paludoso, nel senso di malsano, malato (il romanzo, non Bolaño, che lo era, ma in senso diverso).

D'accordo, Gcanc, sull'idea di "malato". D'altro canto Ciudad Juarez (dove si svolgono tutte quelle centinaia di stupri e omicidi, irrisolti anche nella realtà) è una situazione (oltre che tragicissima) orribilmente malsana. E, in quella parte del romanzo, Bolano (con pagine fredde e angoscianti, volutamente prive di suspense, di compiacimenti guardonistici e di effetti, esplicitamente private di "appeal narrativo") ci butta dentro il massacro messicano.

Grazie innanzitutto per il suggerimento di provare Vargas Llosa. Un commento su "sabbiemobilesco". Ho sempre creduto che la letteratura fosse uno strumento per uomini di enorme talento, gli scrittori, di trasmettere il loro pensiero e i loro sentimenti, forse la loro percezione del senso della vita. Ma, al contrario dei filosofi, trasmettendo le loro emozioni in un modo sublime, accattivante, puro. Le storie che ci raccontano sono un esempio per esprimere il loro amore, le loro solitudini, ... Quindi un romanzo sabbiemobilesco per me e' la definizione di anti-letteratura, una presa in giro del lettore quasi che la confusione sia il senso della vita per lo scrittore. Amo David Foster Wallace, ma perche' era in grado di trasmettere entertainment in un modo improvviso, inaspettato, anche se spesso contorto. Ora sono nella parte finale di 2666, e penso che forse il libro era ancora allo stato di bozza e forse non pronto alla pubblicazione, ma non conosco Bolano e forse questo era il suo modo di scrivere.

Penso che il libro era, o penso che il libro fosse? Secondo me lo era davvero, ma usare il congiuntivo sarebbe stato piu' rispettoso per i lettori affezionati di questo sfortunato scrittore....

Non era allo stadio di bozza, ma (piaccia o non piaccia) era finito. E Bolano scriveva spesso così, anche se non solo così.

Ho finito 2666 ! L'ultima parte per me la piu' convincente, ricorda davvero David Foster Wallace, ma in una veste forse un po' gotica. Finito il libro, chiudo gli occhi e devo ammetere che mi e' piaciuto, a parte la prima parte che davvero non ho digerito. Purtroppo riapro gli occhi e vedo che un uccello appollaiato sulla palma che mi faceva ombra, ha depositato sulla copertina un piccolo escremento. Pazienza, rimane un buon libro, forse non tra i migliori dello scorso anno...

Ciao Luciano, eccomi qui...ho cercato appositamente il post su Bolano.La passione che metti nel parlare di qusto libro mi ha colpita molto.
Ciao

Roberto Bolano (ero incerto se chiamarlo solo col nome e non anche col cognome) può conquistare oppure può respingere. Ma non credo si possa prenderlo per uno scribacchino freddo e meccanico. Era un autore personalissimo che, nelle sue opere, versava tutto se stesso, i suoi amori e i suoi odi, le sue viscere e le sue letture, le sue gioie e le sue ossessioni, le sue furie e le sue allegrie. Torna e ritorna sugli stessi temi, con continue variazioni, come i jazzisti, i rockettari o i tangueri.
(Ed è curioso che a Giorgio tedeschi sia sembrata, di 2666, "indigeribile" proprio la prima parte. Che a me è parsa di gran lunga la più divertente e frizzante. O che Bolano gli ricordi Wallace (che a me sembra lontanissimo da lui). Ma d'altro canto è vero: nei libri che leggiamo, ognuno di noi mette molto di se stesso.

mi piacerebbe ospitare le impressioni dei lettori di bolano sul sito dedicato a questo scrittore
ciao
carmelo

Ci verrò sicuramente.
Grazie della segnalazione

Questo è il post cha mi ha fatto incontrare Luciano... stavo leggendo 2666 e ne ero deluso, allora ho cercato su google delle discussioni su questo libro e ho trovato Idefix. Dal primo post mi sono trovato subito in disaccordo con te ma sono rimasto affascinato dal tuo modo pacato ma incisivo di pensare e comunicare...

Anche a me ha ricordato Foster Wallace (che ho amato tantissimo). Perchè nei loro libri c'è tutto...Certo Intinite Jest mi viene ancora in mente dopo un paio di anni che l'ho letto mentre questo 2666, che sto per finire, forse non avrà la stessa presa su di me perchè ha personaggi meno "reali". Lo vedo bene per una trasposizione cimenatografica. Mi fa pensare anche a "non è un paese per vecchi". Che bei libri! E, per finire, adoro anche Vargas LLosa!! Ciao a tutti i lettori!

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