Difendiamo l'acqua (e intanto leggiamo Paolo Rumiz)
Ieri su Repubblica è iniziata un'inchiesta di Paolo Rumiz su un disastro che sta arrivando addosso ai cittadini italiani: la privatizzazione dell'acqua.
Qui di seguito trascrivo l'inizio dell'articolo di Paolo e un link per poter scaricare in pdf l'intero testo.
"Giù le mani dall’acqua del sindaco.
Dal Piemonte alla Sicilia, nell’Italia bastonata dalla crisi è nata una nuova resistenza, contro la privatizzazione dei servizi idrici. Una resistenza che parte dal basso e contesta non solo il Governo, ma il Parlamento, che il 6 agosto, mentre il Paese era in vacanza, ha approvato una norma-bomba (unica in Europa) con il “sì” dell’opposizione. Non se n’è accorto quasi nessuno: quel pezzo di carta obbliga i Comuni a mettere le loro reti sul mercato entro il 2010, e ciò anche quando i servizi funzionano perfettamente e i conti tornano. Articolo 23 bis, legge 133, firmata Tremonti. La stessa che privatizza mezza Italia e ha provocato la rivolta della scuola. Leggere per credere. Ora i sindaci hanno letto. Quelli di destra e quelli di sinistra. E subito hanno mangiato la foglia. «Ci avete già tolto l’Ici. Se ci togliete anche questo — dicono — che ci rimane?» La partita è chiara: non è solo una guerra per l’acqua, ma per la democrazia. Col 23 bis essi perdono contemporaneamente una fonte di entrate e la sorveglianza sul territorio. Il federalismo si svuota di senso. Il rapporto con gli elettori diventa una burla. L o scenario è inquietante: bollette fuori controllo, e i cittadini con solo un distante “call center” cui segnalare soprusi o disservizi. Insomma, l’acqua come i telefonini: quando il credito si esaurisce, il collegamento cade. La storia parte da lontano, nel 2002, con una legge che..."
Il testo integrale: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20081114101305.pdf
Questo è un altro dei problemi importanti. Io ne so ancora poco, ma ho intenzione di mettermi all'opera ad informarmi a quant'altro. Già abito in una Regione dove l'acqua è molto, molto cara. Poi ne addebitano un "minimo fisso" che è ben superiore a quanto io e i mei ospiti siamo mai riusciti a consumare.
Poi la bolletta mi arriva ...udite..udite ...
da una Banca Veneta...come se in Liguria non ci fossero banche autoctone...
basta per il momento ?
Scritto da: P@ola | 15/11/2008 at 14:13
In Italia, siamo con l'acqua alla gola. E in più, ci tocca pure pagare il conto.
Scritto da: luciano / idefix | 15/11/2008 at 14:28
Leggevo tempo fa che le guerre del futuro si combatteranno sempre più per il controllo dell'acqua (un po' come oggi con il petrolio).
In fondo già oggi la lotta tra israeliani e palestinesi nasconde dietro agli odi religiosi ed etnici, ideologici, motivi molto più materiali: la terra e ancor di più l'acqua. I coloni sottraggono alle comunità palestinesi quantitativi d'acqua per le loro coltivazioni agli altri necessari per sopravvivere (almeno civilmente). Perchè è un bene primario, essenziale, indispensabile.
Privatizzarlo e trattarlo come un qualsiasi bene di mercato è pura follia. Altrove nel pianeta si accendono già guerre. Qui si rischierà perlomeno la guerriglia (in casa).
Scritto da: carloesse | 15/11/2008 at 20:29
La battaglia per l'acqua pubblica va avanti da anni. Con lo scorso governo erano stati fatti dei passi avanti del tutto vanificati da questo maledetto decreto 133. Devo dire che su questo punto il PD (e gli ex DS) sono del tutto allineati con la destra. La Toscana e' stata una delle prime regioni a privatizzare l'acqua (cioe' ad affidarla ad una SPA a maggioranza pubblica). Come dice Alex Zanotelli: "Se parliamo di una S.P.A. abbiamo gia' detto tutto quanto a mercificazione di un diritto primario".
Questo e' uno dei tanti temi in cui mi sento piu' a sinistra del PD.
Scritto da: Artemisia | 17/11/2008 at 14:50