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« giugno 2008 | Principale | agosto 2008 »

luglio 2008

31/07/08

Il Mostro Mite ha cagato sui Clash e su "Rock the Casbah"

Stamattina alle 7 e 40 vado in bar a bere un caffè.
La radio trasmette il finale di una canzonetta, nemmeno ascolto: è solo insulso e leggermente molesto rumore di sottofondo.
Poi la voce del disc-jockey butta là una parola per me magica: Clash.
Aguzzo le orecchie.
Saranno mica i Clash di Joe Strummer (morto d'infarto il 22 dicembre 2002), Mick Jones, Topper Headon e Paul Simonon? The_clash

Sarà mica la band che più amai tra la fine dei Settanta e l'inizio degli Ottanta?
La risposta è sì ma anche no.
Sì perchè parte uno dei loro pezzi più divertenti, Rock the Casbah )http://www.youtube.com/watch?v=OAkfHShATKY. )
Ma anche no dato che la versione che tracima nel bar è sconciata da un remixaggio delinquenziale: batteria fracassona e sovraincisa, basso pumpa pumpa pumpa pumpa inesistente nell'originale, insomma uno sgorbio.
E mentre esco dal locale (dopo aver pagato il caffè), mi chiedo per l'ennesima volta:
perchè mai macellare il rock di qualche anno fa con queste deformi ristampe?
Perchè assassinare la genialità del rock, che sa costruire una enorme varietà pur partendo da elementi semplicissimi?
Perchè mai rendere tutto uguale e pumpa pumpa pumpa pumpesco?
Perchè abituare a un sound sempre identico?
Perchè distruggere la storia?
Perchè dis/educare le orecchie e le sensibilità delle persone?
Perchè piallare le intelligenze e le emozioni?
(Ma la risposta la so: perchè per il Mostro Mite del Neo-Capitalismo va bene così: più siamo ottenebrati e meglio è.
Per lui)

Viva i marocchini

ALLUVIONE: COMUNE LEGHISTA LANCIA APPELLO, RISPONDE SOLO UN MAROCCHINO

Il Comune leghista lancia la gara di solidarietà per i cittadini colpiti dall'alluvione. E l'unico abitante del Paese che mette mano al portafogli è stato un immigrato marocchino.
Ecco l'esito della raccolta di fondi varata dall'amministrazione comunale di Brignano Gera d'Adda per aiutare i residenti in via Madonna dei Campi, colpiti il 18 maggio dall'esondazione del torrente Morletta, che ha provocato danni per due milioni di euro.
L'unico cittadino ad avere versato del denaro è un immigrato dal Marocco che a pochi giorni dall'alluvione si era presentato dal sindaco promettendo che avrebbe donato un quarto del suo stipendio. Cosa che poi ha fatto.
Ed è stato l'unico (se si escludono i 400 euro a testa del sindaco e degli assessori).

30/07/08

Berlusconi, il caldo e le Olimpiadi

Silvio Berlusconi ha dichiarato che non sarà presente alla cerimonia mega-galattica di inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino. Al suo posto manderà il ministro degli esteri Frattini.
Motivo della assenza: i quasi cinquanta gradi che arroventano la Cina.

A quella temperatura il cerone fonde.

29/07/08

Il caso del mastino dei Baskerville (di Pierre Bayard)

La casa editrice (Excelsior 1881) è piccolissima, in libreria non si trova e dunque bisogna ordinarlo.
Aspetterete qualche giorno (di più in periodo estivo) ma ne stravale la pena:
per chi ama i romanzi, è una lettura divertentissima.
Come accadde l'anno passato con il gustoso saggio Come parlare di un libro senza averlo mai letto.
O con Il paradosso del bugiardo.
L'autore (il professore universitario Pierre Bayard) è un appassionato di gialli e anche il volume (15,50 euro per duecento pagine) tratta di omicidi e di enigmi.
Ma da una prospettiva decisamente insolita.
Secondo Bayard (io sono d'accordissimo), i personaggi letterari hanno una vita propria, spesso indipendente dalla volontà dell'autore. E accade a volte che lo stesso narratore non sappia non esattezza cosa è veramente successo nel testo che ha scritto.
Come nel famoso Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle, una delle più celebri avventure di Sherlock Holmes: dove (all'insaputa di tutti, compreso il romanziere) il vero colpevole è sfuggito alla giustizia.
Applicando humour e chiarezza, critica letteraria e filosofia del testo, strutturalismo e semiologia, analisi linguistica, critica poliziesca e altri metodi investigativi, Bayard scopre l'identità dell'assassino.
Ma fa anche una splendida lezione sul ruolo del personaggio nell'opera letteraria, sui rapporti tra fantasia e realtà, sull'odio che si può avere per le proprie creazioni, sull'arte del romanzo poliziesco e su tanti altri temi.

28/07/08

Illy contro AN (e per una volta mi tocca essere solidale con AN)

Un piccolo antefatto per una vicenda allucinante: durante la campagna elettorale di aprile, AN criticò a fondo l'allora presidente della regione Friuli-Venezia Giulia Riccardo Illy.
Il quale adesso, dopo aver perso le elezioni, fa causa ad AN, chiedendo una grossa cifra di risarcimento.
Il motivo?. Una perdita economica subita dalla Illycaffè.
Il mio amico (e validissimo collaboratore di Konrad) Dario Prendonzan commenta così:

Leggo dell’astronomica richiesta di risarcimento (450 mila Euro) che la Illycaffè, avvalendosi di un agguerrito pool di avvocati, ha rivolto ad AN, e mi preoccupo un po’.
Se il sito elettorale “Illyflop”, promosso dal partito in questione, ha danneggiato gravemente l’immagine della società produttrice di caffè, provocando – in pochi giorni - un calo di vendite pari a 180 tonnellate, anche altri possono essersi resi responsabili di analoghi e forse peggiori “delitti”.
Il sottoscritto, per esempio. Anche a me è capitato infatti di criticare spesso – e per anni - l’allora presidente della Regione (e ancor prima sindaco di Trieste) Riccardo Illy, in interventi sui media, dibattiti pubblici, ecc. Ho quindi anch’io, così facendo, forse danneggiato – sia pure involontariamente - l’immagine e le vendite della Illycaffè?
Pare infatti sia la semplice coincidenza del nome, tra l’esponente politico (ormai ex) e la fabbrica, a motivare la richiesta di risarcimento, cosicché ogni accenno polemico, ogni commento non favorevole, ogni critica ancorché legittima al primo, si riverbera ipso facto in un danno alla seconda.
Mi viene peraltro spontaneo segnalare le allarmanti conseguenze che tutto ciò può comportare per la libertà di parola e di stampa: chi avrà più il coraggio di criticare un imprenditore, un rampollo di famiglia imprenditoriale “disceso” in politica (o “prestatosi” ad essa), se le critiche – ancorché legittime in base alle leggi vigenti – rivolte allo stesso, possono comportare richieste di risarcimento danni da parte dell’azienda di appartenenza? Diventerebbe anche questo un – non secondario – effetto collaterale della colonizzazione della politica da parte di esponenti del mondo imprenditoriale: sarebbe forse bene che i partiti ci riflettano.
Mi viene da pensare poi che l’enorme, e apparentemente inspiegabile, favore mediatico di cui per tanti anni Riccardo Illy ha beneficiato in Italia, non sia tanto dovuto all’apprezzamento per la sua azione politica, quanto al timore di ritorsioni da parte dell’azienda di cui porta il nome.
Un’eventuale sentenza favorevole alla Illycaffè nel caso in questione, potrebbe anche innescare una valanga di azioni analoghe da parte di altri imprenditori-politici. E qui mi preoccupo un po’ di più, perché – accidenti a me – mi è capitato di criticare anche altri “colleghi” di Illy, come ad esempio l'attuale sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. Il quale è persona simpatica e cordiale, ma anche un po’ umorale: non mi sentirei di escludere che un giorno gli salti la mosca al naso e decida, magari alla fine del suo mandato, di rivalersi su chi può aver indirettamente danneggiato gli introiti dei suoi supermercati. Ho criticato poi l’allora onorevole Tondo, attuale presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia e titolare di un’impresa alberghiera: guai in arrivo anche da lì?
Per intanto, a scanso di guai peggiori, chiarisco fin d‘ora che ogni eventuale richiesta di risarcimento della Illycaffè (o di altri), dovuta alle mie esternazioni critiche, riguarda esclusivamente me e non l’associazione nella quale opero, la quale va pertanto assolta da ogni responsabilità in merito.

Dario Predonzan
Responsabile territorio WWF Friuli-Venezia Giulia
(ma in caso di richiesta risarcimento unico colpevole)

26/07/08

Gianni Alemanno, la Resistenza, l'estrema destra e la cazzatona dell'anno

Gianni Alemanno ha dichiarato:
'La Resistenza va dall'estrema destra all'estrema sinistra perchè di fronte alla minaccia dell'invasione tutta la realtà nazionale si è unita".

Come spiegare una bufala simile?
Un colpo di sole?
Un pegno per una scommessa perduta?
Un caso di omonimia?
Il punto è un altro: AN ha un passato impresentabile.
Il Movimento Sociale (partito erede dei fascisti repubblichini, partito da cui AN nacque) venne fondato nel dopoguerra CONTRO la Costituzione e CONTRO l'Italia antifascista. E il suo principale esponente (Giorgio Almirante) firmò articoli antisemiti e manifesti per la fucilazione dei partigiani.
Ma non solo: per decenni l'MSI si collocò al di fuori del cosiddetto "arco costituzionale", icon connotati esplicitamente neo-fascisti, spesso al confine con la vera e propria eversione.
E allora, nell'attuale destra italiana, Fini Alemanno & C si trovano in grave difficoltà: la Lega e Berlusconi sono del tutto spregiudicati (Bossi e i suoi flirtano esplicitamente con l'illegalità e la sovversione antistatale, Berlusconi è un "pirata" totalmente a-ideologico), mentre AN vorrebbe avere una veste decente con cui presentarsi all'Europa.
Ma quest'abito non ce l'ha (visto che il suo passato è quel che è). E allora deve fare dei contorsionismi allucinogeni, come questo (davvero grottesco) sulla Resistenza, nel tentativo di modificare la realtà. Certamente tra i partigiani ci furono anche uomini e donne della destra (monarchica e liberale), ma ovviamente non i fascisti. Che stavano dall'altra parte, alleati dei nazisti e di Hitler.
Far finta che ciò non sia stato e tentare di sfilare la propria storia da queste vicende per costruirsi un passato democratico e antifascista è un'operazione di mistificazione incredibile (nel senso che nessuno dovrebbe crederci)

25/07/08

Berlusconi taglia i fondi la Sanità ma al Corriere dormono

Tagli ai posti letto negli ospedali, diminuzione degli organici, blocco del turn-over e nessun futuro per 12mila precari che lavorano nelle strutture ospedaliere...
Tagli, tagli, tagli ai fondi destinati alla sanità, perché il Patto per la salute (ma che nome bugiardo...), Berlusconi4
sottoscritto tra governo e Regioni, è stato stravolto.
E non è ancora finita.
Perché il governo Berlusconi-Tremonti-Bossi-Fini-Brunetta ha revocato il decreto votato dall'esecutivo Prodi che estendeva a nuovi servizi e a nuove categorie di persone i livelli essenziali di assistenza (i Lea).
Il governo Prodi aveva stabilito cure dentarie per gli indigenti, la fornitura di apparecchi per la mobilità ai disabili, il parto indolore con la epidurale, una maggiore assistenza ai malati cronici (a cominciare dall'Alzheimer), apparecchi ai sordo-muti. In più riconosceva 109 malattie rare garantendo i relativi farmaci, ampliava i servizi di protesi con l'introduzione di nuovi ausili informatici e rafforzava l'assistenza a domicilio per i malati terminali. E prevedeva il vaccino gratuito contro il papilloma virus, causa del cancro all'utero.
Ma tutto ciò viene cancellato dal governo della Casa del Popolo delle Libertà: chi non ha soldi si attacchi al tram.

Comunque, la home page del Corriere della Sera non ne fa cenno.
Si vede che (come suggerisce il nome del loro giornale) non vanno a dormire la notte ma già la sera.

Omaggio a Howard Philip Lovecraft: un e-book da scaricare gratuitamente

Il titolo è "Progenie: Ritorno all'incubo-Tributo a H.P. Lovecraft".
E' un'antologia di racconti curata da Alessio Lazzati: alcuni scrittori e illustratori italiani rendono omaggio a H_p_lovecraft
uno dei maestri della letteratura fantastica del Novecento. Hp_lovecraft_treelargemsg1198115819


Alla raccolta partecipa anche il mio amico Sergio Riletti.
Il suo racconto "Guardiano di Notte" ambienta l'universo horror lovecraftiano nella Mole Antonelliana di Torino, sede del Museo Internazionale del Cinema.

Ecco il link a cui scaricare (gratuitamente) l'intero e-book: http://www.lulu.com/content/2396115

24/07/08

Presidente Napolitano, forse non era obbligatorio firmare il lodo Alfano sulle impu/immunità

Gli è arrivato sulla scrivania ieri mattina e nel tardo pomeriggio l'aveva già firmato, ma non ne era per nulla obbligato.
Insomma, non era per nulla un atto dovuto, la firma del presidente della Repubblica al lodo Alfano diventato legge approvata dal Parlamento.
Il lodo (che tratta di reati comuni) è infatti in flagrante contraddizione con l'articolo 3 della Costituzione italiana che proclama l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Cosa ben diversa sarebbe se si trattasse di eventuali reati commessi nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, ma per queste circostanze la Costituzione prevede già delle norme speciali.

Non sono concetti che mi invento io.
Li ho letti (pagina due dell'Unità di oggi) in un'ampia intervista al professor Alessandro Pace, ordinario di Diritto Costituzionale all'Università La Sapienza di Roma e presidente dell'Associazione italiana dei costituzionalisti.


23/07/08

Smentisco: io non sono Radovan Karadzic

Mi vedo costretto a smentire le infondatissime notizie diffuse da alcuni malevoli bloggers:
io non sono Radovan Karadzic sotto mentite spoglie. E di conseguenza non sono stato arrestato a Belgrado.

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22/07/08

Le orripilanti scollature di Hollywood: seno ritoccato? No. E neanche grazie

Una rivista americhena s'è inventata il giochino: qual'è la scollatura più ganza di Hollywood?
Su Repubblica on line, le dieci finaliste: http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/classifica-bellezze/1.html

Il problema è che quasi tutte le foto sono orribilmente ritoccate col Photo Shop o con altri simili abomini della tecnica truffaldina.
Il risultato?
Queste sventurate sembrano le cugine di Barbie, colori disgustosi, seni fatti di plastica ed espressioni un po' ebeti e un po' giulive.

Ridatemi donne vere ritratte in foto vere (nei limiti in cui può esserlo una fotografia).
E non queste atroci parodie della femminilità.

Bel colpo: hanno beccato Karadzic!

L'ex leader dei serbo-bosniaci, lo psichiatra Radovan Karadzic, è stato finalmente arrestato.
Lo ha comunicato ieri sera a Belgrado la presidenza della Serbia.
Karadzic fu uno dei principali responsabili del genocidio jugoslavo, in particolare dell'assedio di Sarajevo (durato 43 mesi e costato la vita a più di 10.000 persone) e della strage di Srebrenica (che portò al massacro di oltre diecimila musulmani).

Nella foto, Karadzicenmladic
Karadzic (quello a destra) è assieme al generale Mladic (altro orribile figuro, capo dell'esercito serbo-bosniaco durante la guerra del 1992-95).

21/07/08

Un formidabile pezzo di Duane Allman: Loan me a dime

Fu un chitarrista eccezionale.
Forse il più grande assieme a Jimi Hendrix.
Ascoltatelo Allman
mentre suona in Loan me a dime di Boz Scaggs: http://www.truveo.com/Loan-Me-a-Dime-Boz-Scaggs-Duane-Allman/id/2126620296
Purtroppo Duane morì a soli 25 anni, in un incidente di moto il 29 ottobre 1971.
Assieme al fratello Greg, aveva guidato una delle più spettacolari formazioni di tutta la storia del rock: gli Allman Brothers Band. Che soprattutto sul palco erano immensi.
I dischi live che testimoniano quei concerti fanno ancora oggi saltar sulla sedia dall'entusiasmo e versar lacrime di dolore.
Perchè nel novembre dell'anno dopo, quasi nello stesso posto, si schiantò in moto anche il bassista Barry Oakley.
La band esiste ancora, ma senza Duane non fu più la stessa cosa.


20/07/08

Bossi e la Marsigliese

Ve lo immaginate un misistro della Repubblica francese che, quando suona la Marsigliese, alza il dito medio in segno di disprezzo?
Bossi2_a1

Bossi

Si definisce "cerebroleso" chi è portatore di una o più lesioni (congenite, traumatiche, ischemiche, infettive, ecc.) a livello cerebrale con conseguente compromissione delle attività cerebrali. La compromissione può riguardare le attività motorie, psichiche, mentali, sensoriali e vegetative, sia separatamente sia tra loro associate.
Nonostante ciò, nel gergo moderno, il termine "cerebroleso" ha assunto il valore di insulto, come sinonimo di imbecille, stupido, demente e altri epiteti dispregiativi riguardanti le capacità mentali di un individuo.

Wall-e: ma attenti al trailer che racconta troppo

Wall_e
Appena esce in Italia (il 16 ottobre), corro a vederlo.
E' il nuovo film d'animazione prodotto dalla Pixar.
La storia di un WALL•E (Waste Allocation Load Lifter Earth-Class, Sollevatore terrestre di carichi di rifiuti), in pratica un robot-spazzino.
Gli uomini hanno lasciato la Terra, disastrata e rovinata dalla nostra follia di predaori, ma si sono dimenticati di spegnere Wall.E.
Che da centinaia di anni continua imperterrito a fare il proprio lavoro: pulisce quel che può, fruga nella spazzatura, raccoglie cianfrusaglie, Walle_2
colleziona vecchi film.
Finchè un giorno...

Da quel che ne ho letto su alcuni articoli (e visto nel trailer), mi pare bellissimo: un impasto di humour, tenerezza, messaggio ambientalista, love story, avventura, fantascienza.
Sul Web trovate il trailer di un minuto e mezzo.
Però fate attenzione: come quasi tutti i trailer di questi anni, anticipa troppo.

La monnezza di Napoli è nuda: Maramotti su Berlusconi

Dall'Unità di oggi, la vignetta di Maramotti:
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19/07/08

Un titolo di "Repubblica"

Oggi in prima pagina Repubblica ha (tra gli altri) questo titolo:
QUANDO AL POLO
NUOTAVANO
I COCCODRILLI

L''articolo a pagina 37 si riferisce a cento milioni di anni fa, quando la Terra conobbe una specie di effetto serra e il pianeta si riscaldò.
Ma io avevo pensato parlasse del Caimano dentro il Polo delle Libertà vigilate.

18/07/08

Il mistero di Marcello Dell'Utri e Martin Luther King

Vi chiedo aiuto per decifrare una notizia letta sull'Espresso di questa settimana.
"L'ultimo pallino di Marcello Dell'Utri Marcello_dellutri_hp
è Martin Luther King
"
Sinceramente, stento ad afferrare.
Di preciso, in cosa consisterebbe, questo "pallino"?
E, comunque, cosa c'entra il pluricondannato (nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ma anche frode fiscale, fatture false...) senatore di Forza Italia con il grande leader dei diritti civili assassinato nel 1968?
E come si fa a conciliare S. B. con M.L.K.?
Che c'azzeccano le frequentazioni mafiose di Dell'Utri con le manifestazioni per l'integrazione razziale guidate da King?

Insomma, la notizia è bizzarra.
Per paradosso, sarebbe come se io smettessi di ascoltare Bruce Springsteen per comprare i dischi di Erozz Ramazzotti. O come se buttassi via i dvd dei film di Kubrick per acquistare l'opera omnia di Chuck Norris.
O come se lasciassi mia moglie Tatjana per il bel faccino di Ignazio La Russa.

Aiutatemi a saperne di più: che c'entra Marcello Dell'Utri con Martin Luther King? 479pxmartin_luther_king_jr_nywts_4


17/07/08

Un video coi fiocchi: il bis di Neil Young a Verona 2008 con la elettricissima "All along the watchtower". Ma anche Ligabue baby-sitter (e pure Dylan, Dave Matthews Band, Brian Ferry, Hendrix, Clapton, Lenny Kravitz, Xtc, U2, Pearl Jam e Springsteen)

In tanti anni di concerti, poche volte sono stato così entusiasta come di quei dieci minuti selvaggi e possenti. E mia figlia guardava (un po’ stupita e un po’ contenta) il papà in piedi, a battere le mani e a cantare e poi a chiedere a gran voce ancora un bis.

Io ho 54 anni, dal ‘70 seguo Neil (il mio rocker prediletto, il mio chitarrista preferito, forse il vero erede di Jimi Hendrix, anche se non ne ha la tecnica).
E all’Arena ero con la mia ventiquattrenne figlia (una ventina di giorni prima, John Fogerty a Lubiana e due giorni dopo Bruce Springsteen a Milano): dal vivo non li conosceva.
Francesca è stata (giustamente, direi) travolta e illuminata da Bruce, dalla sua umanità, dal suo calore, dalla sua vitale speranza.
Mentre Young l’ha lasciata più fredda.
E io? Certamente tre ore vicino al palco della E Street Band sono un’esperienza di “comunione laica ed emotiva” che nessun altro concerto rock può offrire.
Però Young…
In particolare il finale con ALL ALONG THE WATCHTOWER di Bob Dylan mi ha fatto saltar su come un razzo di energia. http://www.youtube.com/watch?v=vc-p139JN4I E attenti a quello che succede dal minuto cinque in poi: roba indimenticabile.
(Per memoria storica, ecco la versione originale: http://www.youtube.com/watch?v=jkok1Z4WJuY
Ed ecco pure quella strageniale di Jimi Hendrix: http://www.youtube.com/watch?v=RD7s4i_X-p0&feature=related

E io sono felice di aver offerto a mia figlia l’occasione di farsi questa immersione tra i grandissimi del rock, in pochi giorni qualcosa che le resterà per tutta la vita.
No retreat, baby, no surrender: rock’n roll will never die.

A proposito: il 27 settembre siamo di nuovo all'Arena per Ligabue (che Francesca cominciò ad amare nel 1990, quando aveva sei anni e io portai a casa l'appena comprato disco d'esordio, lo mettemmo su e lei si mise a ballare alle prime note di Balliamo sul mondo).
Da quella volta, è il musicista che ci abbraccia entrambi e che (quasi un rock-baby-sitter) ha accompagnato Francesca in tutta la sua crescita, da bambina a donna.
Motivo in più per essere affezionato al Liga (che ha pure il mio stesso nome di battesimo)

E già che ci sono, un po' di All along the watchtower.
Dave Matthews Band: http://www.youtube.com/watch?v=ypaH1Gj6VIs
Pearl Jam: http://www.youtube.com/watch?v=0wAQGKZsnbU&feature=related
U2: http://www.youtube.com/watch?v=5wfub-LbOmk&feature=related
Eric Clapton e Lenny Kravitz: http://www.youtube.com/watch?v=5wfub-LbOmk&feature=related
Bruce Springsteen: http://www.youtube.com/watch?v=feK6MV8osZ4&feature=related
Brian Ferry: http://www.youtube.com/watch?v=Dkcsm9Ask_A&feature=related
XTC: http://www.youtube.com/watch?v=KFdyd8oIVYU&feature=related
Bob Dylan nel 2007: http://www.youtube.com/watch?v=ZMWFZYgKKWY&feature=related
Ancora Dylan nel 1995: http://www.youtube.com/watch?v=eOdcsK0NM6g&feature=related
Dylan nel 1978: http://www.youtube.com/watch?v=BwNHFi6kfKs&feature=related
Young nel 1993: http://www.youtube.com/watch?v=2_tJnj2j5kI&feature=related

16/07/08

Boicottiamo le stupide angurie quadrate giapponesi: con Neil Young, Fuckin'up questo Piece of crap

Pare si voglia lanciare la moda di questo piece of crap (come canterebbe con disprezzo Neil Young: http://www.youtube.com/watch?v=DoLRyso0ylY&feature=related

La forma di queste fesserie non è dovuta a manipolazioni genetiche, ma a una tecnica giapponese di coltivazione (la crescita delle angurie in casse di legno quadrate, in modo che la pianta man mano che si sviluppa assume questa stupida forma). Boicottiamoli

In più, non valgono niente: hanno un colore orribile sia dentro che fuori, spesso sono insapori e dalla polpa plasticosa.

Invece le ottime varietà italiane non sono a forma di mini-televisore Toshiba.
Le angurie italiane sono belle tondeggianti:
la “cinquantina” dalla buccia verde molto spessa e che matura a luglio,
la “romagnola” (in agosto), voluminosa, con buccia verde scura ma striata,
la “mora” (in agosto), di grosse proporzioni, a buccia sottile, polpa dolcissima,
la precoce “cremonese”...
Le varietà dette americane hanno invece forma allungata: tra le più pregiate la “klondike” e le grandissime “diamante nero (anche 20 chili di peso). Varietà più piccole sono le dolcissime “sugar baby".ùù

Bocottiamo le angurie quadrate.

Lascio il commento finale aNeil Young che, sul palco con i Pearl Jam, spara una micidiale Fuckin'up: http://www.youtube.com/watch?v=n7ZkQC0riwc&feature=related

Uomini che odiano le donne (di Stieg Larsson)

Sto leggendo un gran bel romanzo.
Arriva dalla Svezia e l'ha pubblicato qualche mese fa l'editore Marsilio. (Da qualche settimana è uscito anche il secondo episodio, La ragazza che giocava con il fuoco)
L'autore era nato nel 1954 (come me), giornalista, Stieg_206867w
si occupava di movimenti neonazisti, di razzismo, di cose brutte che stanno tornando a circolare per l'Europa. E se ne impicciava tanto bene che da anni dovevano girare con la scorta della polizia, lui e sua moglie.
Poco prima di morire per un infarto nel 2004 fece in tempo a consegnare alla casa editrice i manoscritti di una trilogia, Millennium di duemila pagine.
Gran successo (purtroppo postumo) in Svezia, nei paesi scandinavi, in Francia e vende bene pure in Italia: finora sei o sette milioni di copie in Europa.
Larsson era convinto di avere un compito, nella vita: lottare in prima fila contro xenofobi, fascisti, antisemiti e nazionalisti, contro le discriminazioni etniche e sessuali, contro le violenze sulle donne e sui bambini.
Nei romanzi di Millennium, racconta tutto ciò.
Ma non temete: niente prediche, niente freddi dati statistici, niente retorica.
Larsson diceva che il suo obiettivo, come romanziere, era prima di tutto appassionare chi legge. E poi, una volta incatenato il lettore alle pagine, si può (e si deve) far politica ed etica.
Uomini che odiano le donne ha più di seicento pagine, Larsson_stieg
che vanno via affascinanti ma non frenetiche. Nulla a che fare con i ritmi forsennati di certi thrilling americani.
Il trucco di Larsson è mettere insieme, nello stesso romanzo, cose diverse e in apparenza stridenti, per trarne un sapore convincentissimo.
Ecco gli ingredienti:
- una godibile e concreta scrittura da bravo giornalista, priva di svolazzi pseudo-artistici,
- un solido sottofondo narrativo di impianto ottocentesco, con tanto di grande famiglia ricca che nasconde torbidi segreti,
- un amore per il giallo classico e per le sue situazioni canoniche,
- alcuni personaggi che arrivano direttamente dalla tradizione romanzesca dei Mann, Balzac, Du Gard,
- i due protagonisti (un giornalista economico e una specie di investigatrice un po' post-punk e un po' disturbata) che appartengono ai giorni nostri,
- alcuni misteri che si intrecciano con grande abilità, esaltandosi l'uno con l'altro,
- un forte gusto per le descrizioni del paesaggio e del clima nordico,
- una profonda conoscenza del mondo dell'informazione e dell'economia,
- una radicale ribellione contro il capitalismo predatore e i suoi sottoprodotti politici, mediatici, antropologici.
Perchè Larsson è lontanissimo dalla rassegnazione o dal cinismo di tanta (di troppa) letteratura (e cinema) poliziesco di questi anni.
Per Stieg Larsson le cose si possono cambiare, i cattivi possono essere individuati e fermati. E nei suoi romanzi il giustizieri sono la stampa e l'informazione libera e indipendente.
Certo: c'è da pagare prezzi. A volte molto alti.
Ma è l'unico modo per camminare a testa alta.

Non vedo l'ora di finire Uomini che odiano le donne e di cominciare il secondo volume. E poi di leggere il terzo (quando uscirà in Italia).
Anche se poi so che mi morderò le mani per la rabbia e la malinconia che Larsson sia morto a cinquant'anni. Che il suo impegno politico non ci sia più e che il suo progetto di continuare la serie con altri sette romanzi sia svanito per sempre.

Provate a leggerlo.
Altro che Faletti & C.


15/07/08

Su Eluana e il cardinal Bagnasco, ho scritto alla Cei

A famiglia@chiesacattolica.it

Buongiorno
Vi scrivo da Trieste.
Sono un cristiano (della chiesa valdese) indignato per quanto detto dal cardinal Bagnasco a proposito della vicenda di Eluana Englaro.
Le sue parole ("Togliere idratazione e nutrimento è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno") rivelano un'assenza di comprensione, di compassione e di amore che lasciano sgomenti.
Io credo invece che il centro dell'etica cristiana sia radicalmente diverso: accogliere con fraterno amore tutte le persone, nella loro individuale singolarità, in particolare quando si presentano cariche di sofferenza.
Mi domando allora dove stia Gesù Cristo nelle affermazioni gelide e dogmatiche di Bagnasco e della Cei. Pare che a certe gerarchie non interessino le donne e gli uomini in carne ossa sentimenti e diritti ma solo (e solo qualche volta) gli ASTRATTI PRINCIPI.
Pregherò anche per voi

Luciano Comida

Il G8 di Genova: tra violenze e sentenza

Genova_2001

14/07/08

Autori per bambini e per ragazzi contro la schedatura dei minori Rom attraverso le impronte digitali

Come autori di libri per bambini e ragazzi esprimiamo una forte preoccupazione per le iniziative assunte recentemente dal Ministero dell’Interno di usare come metodo di identificazione per i minori Rom la schedatura delle impronte digitali.
Troppo spesso, nel documentarci per scrivere le nostre storie, abbiamo incontrato leggi che “per il bene” di bambini emarginati e senza voce in capitolo, hanno di fatto sancito ingiustizie e discriminazioni.
Se vogliamo far sì che i piccoli Rom non vivano fra i topi, cerchiamo di integrarli con le loro famiglie, di mandarli a scuola, di toglierli da situazioni di degrado, invece di fare le barricate quando si tenta di sistemarli in situazioni più dignitose.
Qualora questa misura fosse effettivamente attuata, violando a nostro parere i principi che regolano la convivenza civile come la Costituzione, la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia approvata dalle Nazioni Unite nel 1989 e ratificata dall’Italia nel 1991, non potremmo fare a meno di provare un forte senso di disagio nel proporre ai nostri piccoli lettori testi che parlano di solidarietà, di incontro fra i popoli o narrano di violenze e prevaricazioni subite dai loro coetanei come se fossero accadute nel passato e non potessero ripetersi mai più.
Non vorremmo appartenere a uno Stato che un giorno debba chiedere scusa alle sue minoranze.

Vanna Cercenà

Hanno aderito gli scrittori:
Aquilino
Stefano Bordiglioni
Emanuela Bussolati
Janna Carioli
Luciano Comida
Francesco D’Adamo
Roberto Denti
Walter Fochesato
Luisa Mattia
Alberto Melis
Angela Nanetti
Emanuela Nava
Antonella Ossorio
Arianna Papini
Angelo Petrosino
Simone Piazzesi
Roberto Piumini
Giusi Quarenghi
Angela Ragusa
Guido Sgardoli
Dino Ticli
Bruno Tognolini
Maria Rosa Vismara
Moony Witcher


13/07/08

Dopo la morte, Gianfranco Funari pare diventato un SANTO

Umana pietas per tutti coloro che muoiono.
Però trovo disgustoso il coro di lodi cieche e sperticate che si innalzano ogni volta che qualcuno di famoso ci lascia.
La televisione di Gianfranco Funari mi faceva schifo quando lui era vivo.
E adesso che lui è morto, voglio ribadirlo:
il suo modo di fare televisione fu orribile, zuppo di volgarità e di populismo, di esibita ignoranza e urlata protervia.
Funari è tra i responsabili dello schifo mediatico di adesso.

12/07/08

La sentenza sul rasta, la droga e la religione

Lo dico subito chiaro e tondo: a me pare una sentenza gravissima e pericolosissima.
Perchè lede un principio fondamentale della civile convivenza: l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, senza distinzione alcuna di sesso, di etnia, di religione.
Mentre il passaggio principale della motivazione della sentenza con cui la sesta sezione penale della Cassazione ha annullato la condanna a un anno e quattro mesi di carcere per illecita detenzione a fini di spaccio inflitta a Giuseppe Guaglione nel dicembre del 2004, dice:
"i seguaci della religione rasta utilizzano la marijuana non solo come erba medicinale, ma anche come erba medicativa. E, come tale, possibile apportatrice dello stato psicofisico teso alla contemplazione nella preghiera".

Sentenze come questa rischiano di aprire la strada al codice penale per i rasta, a un codice penale differente per i cattolici, a uno diverso per i musulmani, a uno difforme per gli ebrei, a uno ancora per gli indù, a un sesto per gli scintoisti e così avanti.
Un attentato alle basi della civile e laica convivenza occidentale.


11/07/08

Ancora foto (mie) dei concerti di Springsteen a Milano e Young a Verona

Ieri sera mia figlia ha insistito affinchè io pubblicassi sul blog altre due foto (a mio avviso abbastanza indecorose) che mi ha scattato.
Una sul ponte di Verona, la mattina dopo il concerto di Neil Young.
Una sotto un sole cocentissimo, in fila fuori da san Siro a Milano, in attesa di Bruce Springsteen & the E Street Band.
Eccole.
Ridete pure.
E' un'attività benefica.
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10/07/08

Eluana, la compassione e gli avvoltoi nella destra e nel Vaticano

Un saluto a Eluana, costretta da anni su un letto, senza coscienza, il corpo tenuto in vita artificialmente
Un abbraccio affettuoso a suo papà Peppino Englaro, che ha lottato per liberarla
Un grazie ai magistrati di Milano, che hanno scritto una sentenza degna di un paese civile

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La scelta dei giudici di sospendere l'alimentazione forzata non è "espressione del giudizio sulla qualità della vita del rappresentante di Eluana" ma dalle convinzioni da lei espresse in vita.
È un passaggio del decreto depositato a Milano, steso dal giudice Filippo Lamanna.
Nelle pagine finali si legge che "le prove assunte, attendibili, univoche, efficaci e conferenti, e definitivamente ritenute in buona parte già tali con l’accertamento di fatto già espresso nel precedente decreto del 15 novembre/16 dicembre 2006, unicamente alla condivisione della scelta del tutore fatta dalla curatrice speciale (...) tranquillizzano in ordine al fatto che la scelta in questione non sia espressione del giudizio sulla qualità della vita del rappresentante di Eluana, anzichè di quest’ultima, e che non sia stata in alcun modo condizionata da altro fine o interesse se non quello di rispettare la sua volontà e il suo modo di concepire dignità e vita".

Ma ciò non basta alla destra a alle gerarchie vaticane (cardinal Bertone in testa) che protestano.
A loro interessano solo (e solo qualche volta) gli ASTRATTI PRINCIPI: perchè delle donne e degli uomini in carne ossa sentimenti e diritti sembrano strafregarsene.

LA POSIZIONE DEI VALDESI
La Commissione Bioetica della Chiesa Valdese intende esprimere la propria
solidarietà nei confronti della famiglia Englaro e ribadire la propria
posizione a favore della libertà di cura, che è sempre e contestualmente
libertà di rifiutare la cura.
I giudici hanno ritenuto dimostrata sia l’irreversibilità dello stato
vegetativo della paziente, sia la conformità della scelta di interrompere
la nutrizione e idratazione forzate alla volontà espressa a suo tempo da
Eluana Englaro, e alla sua concezione della dignità e qualità della vita.
Come cristiani” – afferma una nota della Commissione Bioetica valdese -,
riteniamo sia necessario guardare alle persone viventi e alla loro
sofferenza, che non può essere dimenticata in nome di principi universali
e astratti, né può essere subordinata a una norma oggettiva e
precostituita che venga ritenuta valida in quanto presunta ‘legge
naturale’
. Crediamo infatti che il cuore dell'etica cristiana debba essere
la sollecitudine verso le persone nella loro irrinunciabile singolarità,
spesso sofferente, talvolta – come nel caso di Eluana - addirittura
tragica: di qui discende, secondo noi, un'idea della medicina come terapia
rivolta a soggetti in grado di autodeterminarsi e in grado di decidere il
proprio destino.
La libertà individuale non va guardata con sospetto e identificata con
l'arbitrio: per questo motivo, e in conformità con le posizioni espresse
dall’ultimo Sinodo dell’Unione delle Chiese metodiste e valdesi, come
Commissione Bioetica della Chiesa Valdese sollecitiamo da parte del
Parlamento l’approvazione di una legge sulle direttive anticipate di fine
vita
.”

Commissione Bioetica della Chiesa Valdese


09/07/08

Sulla manifestazione di piazza Navona dell'otto luglio: basta coi Grillo Urlanti

Quattro osservazioni (scritte da uno che purtroppo non c'era):

Manifestare subito contro gli scempi del governo Berlusconi è stato importante.

I comici e comicastri potevano risparmiarsele, quelle volgarità e quegli insulti.

Grillo si riconferma un arruffapopolo da quattro soldi (anche se ne arraffa molti di più).

Condivido completamente l'intervento di Furio Colombo che dal palco ha detto più o meno: "Sono indignato per le parole di Grillo. Io non ho mai partecipato a una manifestazione in cui dal palco si lanciano offese e insulti. Questa è una manifestazione contro Berlusconi e le iniziative del governo sulla giustizia, non certo contro Veltroni e men che meno contro il presidente della Repubblica"

Un eccellente articolo (che vorrei avere scritto io) di Edmondo Berselli:
La deriva del talk show
C'è un'Italia che vuole esprimere la sua indignazione, contro le leggi canaglia, contro i provvedimenti ad personam, contro la manipolazione spregiudicata della Costituzione repubblicana. E questa Italia fa fatica a trovare una voce. Per questo ieri a Piazza Navona è venuta tanta gente. Persone che volevano far sentire la loro esasperazione, che cercavano di uscire dal cerchio stregato della frustrazione civile, provando a far risuonare nel paese la protesta contro l'improntitudine del potere berlusconiano. Era per molti aspetti una testimonianza di dignità democratica e di civiltà politica: il tentativo di uscire dal recinto dell'impotenza.
Ha rischiato di finire male. Di diventare la parodia di un talk show deteriore, un Bagaglino di sinistra aggravato dal turpiloquio e dalla malevolenza gossipara. Peggio ancora, di trasformarsi in un attacco distruttivo alla chiave di volta istituzionale della nostra democrazia. Perché quando il microfono finisce nelle mani di un Beppe Grillo, non è più la politica a esprimersi. È una torsione populista che attacca ogni istituzione, che rifiuta di avere fiducia anche nelle istituzioni di garanzia costituzionale. Che alla fine sottrae legittimazione alla Repubblica.
Difficile dire che cosa volesse significare, politicamente, l'attacco vernacolare portato da Grillo a Giorgio Napolitano. Qualcuno può davvero credere che la soluzione di un momento ad altissimo rischio per gli equilibri democratici possa passare per l'umiliazione pubblica e spettacolare del garante della Costituzione? Eppure dovrebbe essere chiaro a chi ha un minimo di intelligenza politica che il Quirinale è l'ultimo delicatissimo diaframma che si frappone all'assalto delle truppe berlusconiane: svilire Napolitano, ridurlo a un presidente fantoccio, a un'ombra senza qualità, significa né più né meno consegnare la Carta costituzionale a coloro che vorrebbero ritagliarla a proprio uso e consumo.
In sostanza, è accaduto che tutta la gente convenuta a Piazza Navona è stata espropriata delle sue intenzioni. Da protagonista di una denuncia, è stata ridotta in pochi minuti a spettatrice di uno show, uno dei tanti allestiti da Grillo, uno dei violenti "vaffa" antipolitici portati sulle piazze italiane. Con il risultato che tutti coloro che erano venuti a rappresentare le ragioni di un'opposizione civile alle leggi carogna, al "lodo Alfano", ai tentativi gaglioffi di mettere la museruola all'informazione, si sono ritrovati all'improvviso in un altro ruolo. Tutti improvvisamente ammutoliti, indotti a risate a denti stretti, e anche percepibilmente imbarazzati, mentre Sabina Guzzanti enunciava come verità di fatto e criteri di giudizio politico le dicerie sui comportamenti erotici del Cavaliere.
Ciò che colpisce è in primo luogo il sequestro delle oneste ragioni che hanno portato in piazza un'opposizione presente nella nostra società e poco o per nulla rappresentata nelle istituzioni politiche. Un'occasione di presenza e di vivacità democratica è stata confiscata, almeno per qualche minuto, da un accesso di varie volgarità, prive di qualsiasi finalità che non fossero quelle dello spettacolo in sé. Perché non dovrebbero esserci dubbi: un conto è la pratica di un'opposizione combattiva, con tutti i mezzi disponibili (per dire, con l'ostruzionismo nelle Camere e con gli slogan nelle piazze); e un altro conto è lo sputtanamento generale, che getta fango su tutto e tutti, a cominciare da quelli che dovrebbero essere compagni di strada.
Perché c'è un altro aspetto da mettere a fuoco. Per le piazze ingrillite, per i contestatori che trattano il presidente della Repubblica come un addormentatore delle coscienze, si realizza rapidamente uno spettacolare transfert politico, un trasferimento freudiano di capi d'accusa: l'avversario, anzi, il "nemico" non è più la figura del capo del governo depositario del conflitto d'interessi, il manipolatore che cambia le regole per tutelare la propria posizione. Per gli autori degli show più incendiari, va da sé che Berlusconi è il male: ma è l'alterità assoluta, e quindi costituisce un male contingente, un male materiale, ideologicamente insignificante, culturalmente inesistente.
Secondo questo schema, la destra padrona è una disgrazia che ci è capitata, l'ultima incarnazione della mediocrità italiana, ma con cui non vale la pena prendersela. Più colpevoli sono i suoi elettori, semmai. E più colpevoli ancora, secondo una lista inesorabile di concatenazioni, sono i rappresentanti della sinistra moderata, coloro che hanno accettato di trattare con il Cavaliere, che hanno creduto nel "dialogo" e ancora adesso non si sono accorti di essere diventati complici della malattia, soci di un virus, partecipi di una metastasi. Il vero nemico, insomma, è il tuo compagno.
Si corre il rischio che una parte della sinistra, ed è la parte maggioritaria, si riduca al silenzio, fino a non riuscire a dire nulla, in nessuna occasione, fino all'ammutolimento più totale. E che un'altra parte, un'altra sinistra, venga consegnata a un furore astratto, televisivo, mediaticamente estremo, incapace tuttavia di trovare strade che conducano alla politica.
Ieri Furio Colombo e poi anche Antonio Di Pietro hanno cercato di uscire dal reality show che si stava realizzando (e che avevano contribuito a organizzare, prima che gli scappasse di mano), e di riportare la gente alla realtà. Ma in futuro occorrerà riflettere con severità radicale. Se prosegue l'assopimento della politica, se frange significative della società italiana si confermeranno nell'idea di essere escluse e di non avere voce, l'attrazione del nichilismo spettacolare di Grillo e compagni risulterà irresistibile.
E non è una prospettiva gradevole quella di una sinistra divisa fra l'ammutolimento e l'ipnosi cattiva generata da un talk show permanente. Dove si va da cittadini, e si torna da spettatori di uno spettacolo deprimente, dove tutti sono colpevoli, dunque la politica e anche l'opposizione diventano inutili e resta solo il "vaffa". Chi ha deciso di muoversi contro le leggi ad personam merita qualcosa di più, e la politica deve darglielo.

Edmondo Berselli

08/07/08

Google ci rincretinisce? Alcune risposte sull'Internazionale di questa settimana

L'Internazionale è un gran bel settimanale, che da quincici anni pubblica articoli provenienti da tutto il mondo.
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Roba che sulla stampa italiana non si trova.
Niente pettegolezzi dalle nozze di quel fessastro abbronzato e dai capelli bianchi della Formula Uno, niente foto del culetto del presentatore dei giochini di Rete 58, niente interviste cretine alla zia della compagna di banco della vicina di casa della fidanzata del marito di Madonna, niente anticipazioni sulla crisi del Pd e del PdL, niente pubblicità redazionale per l'ultimo libraccio di Coelho o di Faletti.
L'Internazionale riempie le sue cento pagine con materiale intelligente. E perfino l'oroscopo è interessantissimo (sul serio!).
Questa settimana vi segnalo un ottimo articolo di Nicholas Carr (Google ci rende stupidi?). La tesi è molto semplice: l'uso di Internet trasforma il nostro cervello, facendoci assorbire un sacco di informazioni ma in modo superficiale e dunque facendoci smarrire la capacità di riflettere e di concentrarci a fondo.
Sette pagine dense e appassionate.
Oltre alle repliche di altri opinionisti che arrivano a conclusioni opposte.
Un dibattito a cui potremmo partecipare anche noi.

Internazionale.
Segnatevelo.
Tre euro ben spesi.