Prima di sparire: il romanzo di Mauro Covacich
Non esiste solo la politica.
E dunque la mia vita non è schiacciata solo nella dimensione pubblica.
Ci sono mia figlia Francesca, Tatjana, papà e mamma, l'amore, gli affetti, il lavoro, la casa, i cani e i gatti, le passeggiate, il mensile Konrad da dirigere, i piatti da lavare, qualcosa da cucinare, la musica, il blog, la meditazione, la preghiera, i sogni, i progetti, le risate, i fumetti, i libri da scrivere e da leggere...
L'altra settimana è uscito Prima di sparire di Mauro Covacich.
Lo confesso subito: ho un debole per questo triestino poco più che quarantenne. 
E ogni volta che leggo un suo libro, somatizzo.
Prendiamo A perdifiato. Romanzo dalla vitalità abbagliante: una crisi coniugale raccontata attraverso la storia di una gara di maratona, passando per difficili adozioni, vicende di doping, l'ex-mezzo campione Dario Rensich che fa l'allenatore della squadra femminile di atletica ungherese, la giovane atleta Agotha...
Ricorderò sempre il dolore ai polpacci di quando divoravo le pagine finali, mentre i protagonisti partecipano alla massacrante maratona di Trieste: io me ne stavo comodamente stravaccato in poltrona ma una parte di me correva a perdifiato assieme a loro.
Chiusi il libro in un bagno di sudore e scrissi subito un'email a Covacich, per raccontargli il mio entusiasmo per il suo romanzo.
Poi ho letto i racconti di Anomalie (che critici banalissimi e dai riflessi pavloviani incasellarono nella corrente del "cannibali"), la deliziosa guida Trieste sottosopra, i romanzi L'amore contro 
e Fiona, altri libri ancora e gli articoli (in particolare sull'Espresso) che fanno l'autopsia alla realtà senza ammazzarne il corpo.
E ora questo Prima di sparire. 
Posso dire che ho pianto? E che un paio di volte mi veniva da vomitare (non per il disgusto di scene horror ma per l'intensità emotiva dei sentimenti)? E che a un certo punto ho dovuto fare esercizio di rilassamento?
E che alla fine avevo voglia di abbracciare Mauro, Anna e Susanna e dire a tutti e tre "vi voglio bene e spero con tutta l'anima che adesso vada meglio"?
Non mi metto a raccontare in dettaglio la storia: toglierei una parte del piacere della lettura. Solo qualche accenno: senza rete, senza il filtro dell'invenzione narrativa, Covacich racconta come distrusse il suo vero matrimonio, come conobbe Susanna di Roma e lasciò sua moglie Anna di Trieste.
E' difficile trovare un libro che con così tanta forza e onestà, così tanto atroce umorismo, così tanta elettricità, così tanta saggia demenza, così tanta disperata speranza, racconta l'amore.
Grande Mauro
Luciano, gli scorsi giorni volevo chiederti di questo romanzo, enon osavo, perchè parlavi di latri argomenti.
L'hai fatto tu.
Conoscevo Covacich di fama, non avevo mai letto un suo romanzo.
Ho letto questo:si incide sulla pelle, questa è carne viva.La vita.
L'ho trovato anche disturbante, per certi versi, mi pare di capire che questo sia lo stile di Covacich.
Ma questi sono libri che vale la pena di leggere.
Scritto da: laura | 16/04/2008 at 16:00
Adesso che hai conosciuto Covacich e i suoi personaggi, cercati anche le altre cose sue: non ti lasceranno indifferente. Mauro non scrive per fare il fighetto o per vendere: lo fa per necessità psicofisica, per una specie di obbligo morale.
Ti anticipo che sul prossimo Konrad (che esce a fine mese) pubblicheremo una lunga chiacchierata che sabato abbiamo fatto con lui.
Scritto da: luciano / idefix | 16/04/2008 at 17:28
Sai, Luciano, gli scorsi giorni volevo chiederti di questo romanzo; adesso ne hai scritto tu.
Conoscevo Covacich di fama, ma non avevo mai letto niente di suo.
Questo l'ho letto:è carne viva, incide sulla carne viva.
Per certi versi anche disturbante , mi pare che sia una caratteeristica dello stile di Covacich.
Però da leggere, qui c'è la vita.
Scritto da: laura | 16/04/2008 at 18:08
grazie, Luciano(ho avutoq wualche problema a postare).
Mi attira 'Il maratoneta'.
Ciò che mi ha colpita di Covacich è quest'attenzione alla fisicità, forse è quelloc he intendo per disturbante:non mi sorprende che tu abbia avvertito stanchezza fisica, leggendolo, perchè è l'imnpressione che lascia.
Scritto da: laura | 16/04/2008 at 18:11
Misteri dei blog e del Web: com'è che il commento di Laura è apparso due volte? Uguale e a distanza di due ore e otto minuti?
Scritto da: luciano / idefix | 16/04/2008 at 18:11
Adesso forse si capisce.
A PERDIFIATO è un romanzo che ho regalato, consigliato, prestato più volte (e poi ricomprato altrettante volte, visto che non me l'hanno mai tornato).
E' evidente che mi ha colpito a fondo.
Sai chi mi ricorda, Covacich? Dirò una banalità: in parte De Lillo (soprattutto RUMORE BIANCO, che è il mio De Lillo preferito) ma soprattutto Mc Ewan, il Mc Ewan di un tempo, prima che si avvitasse su se stesso.
Quello che era grandissimo e non perdeva un colpo, dalla prosa fisica e chirurgica, dolente e spietata, lirica e crudele.
Scritto da: luciano / idefix | 16/04/2008 at 18:16
Ciao Luciano, concordo pienamente con te. Anche a me piace molto lo stile di M.C e quando lessi L'amore contro ne rimasi folgorata... Per il ritmo narrativo, per il coraggio dei temi narrati, per quella che Kandinsky definirebbe la "necessità interiore" che dovrebbe muovere ogni artista, ogni intellettuale che vuole definirsi tale. Ovvero l'urgenza: Non si scrive se non si ha nulla da dire.
A proposito come stanno le tue costole? Ciao :-) ilaria
Scritto da: nonsonosola63 | 16/04/2008 at 20:57
Non ho letto nulla di Covacich ma la descrizione appassionata che ne hai fatto in questo post ha messo in me la voglia di rimediare. Potenza della parola scritta quando è sentita profondamente.
Scritto da: paolo | 16/04/2008 at 21:06
Io credo molto nel passaparola sincero. Poi magari i gusti sono diversi e ciò che a me piace tantissimo, a un altro farà schifo o viceversa. Però (in un mondo mediatico dove rischiano di emergere solo libri dischi film pompati dalla pubblicità) l'unica strada alternativa è questa: passarci le informazioni tra di noi, senza tenerci i tesori che scopriamo stretti e segreti come fanno gli avari.
Scritto da: luciano / idefix | 16/04/2008 at 21:11
su altri blog si sono aperte gosse discussioni sul valore etico-morale di questo romanzo.
Sono molto perplessa.MI pare cosi' difficile trovare scrittori interessanti come Covacich...i suoi probolemi di coscienza con le persone che glis tanno intorno sono affare suo, ame come lettrice interessa trovare un romanzo che mi colpisca, e questo mi ha colpita molto.
Scritto da: laura | 26/04/2008 at 17:27