Tornato a Trieste: Neil Young, John Fante, tunnel carpale, nebbia eccetera
Io e mia moglie Tatjana eravamo a Milano: concerto di Neil Young.
Doppia anima: prima parte da solo, alternandosi alle chitarre acustiche, armonica, pianoforte, organo, banjo. Soprattutto una eccezionale versione dell'antica e attualissima Ambulance blues, dolente e sarcastico ritratto della crisi della cultura hippy (che "pissin' in the wind" canta Young replicando beffardamente al dylaniano blowin'in the wind) e una splendida A man needs a maid.
Seconda parte elettrica, accompagnato Bolas al basso, Talbot alla batteria e Keith alla chitarra ritmica. E anche se la band (a parte Talbot) non sono i suoi fidi Crazy Horse, Neil è in gran serata: con la Gibson tira fuori degli assoli di chitarra passionali e micidiali, lirici e scomposti, torrenziali, sonorità che fanno di lui il mio chitarrista rock preferito (perfino più di Hendrix e Allman). Down by the river e Hidden path diventano epiche e sul palco aleggia lo spirito di uno dei maestri dichiarati di Young: John Coltrane. Sembra un accostamento strano e bizzarro? Mica tanto. Quando il canadese si abbandona alla chitarra elettrica e parte per la tangente vagando sul palco come un'anima posseduta, è evidente l'influenza delle improvvisazioni al sax di Coltrane, il loro comune amore per certa musica dell'India e per certe scale.
Nell'aprile 2005, Neil venne colpito da un grave aneurisma cerebrale. Ma si è ripreso alla grande: ha quasi sessantatre anni, non lo vedevo in concerto dal 2003 (sempre a Milano, per il Greendale Tour) e m'è parso in ottima forma.
A Milano, sole.
Ritornati a Trieste, nebbia.
Sto rileggendo i libri di John Fante.
Che godimento, il suo impasto di umorismo e di dolore.
Oggi Tatjana si opera alla mano sinistra per il tunnel carpale.
Ciao rockettaro! Ben tornato!
Ti ho scritto un email. Fammi sapere se ti e' arrivato.
Fai tanti auguri a Tatjana da parte mia.
Scritto da: Artemisia | 26/02/2008 at 10:25
Perdonate tutte e tutti se sono in arretrato con le risposte.
Nelle prossime ore mi metto al pari.
Scritto da: luciano / il ringhio di Idefix | 26/02/2008 at 10:48
ehi,in bocca al lupo per l'operazione di tua moglie.l'ha fatta anche mia zia,ad entrambe le mani(una x volta,eh!),in poco tempo si usa la mano meglio di prima.in quanto a young.....altro che sanremo!
Scritto da: simona | 26/02/2008 at 11:30
La prox volta che vieni a Milano spero di poterti incontrare...
Tantissimi auguri a Tatiana
Scritto da: brix | 26/02/2008 at 11:31
Una delle band più younghiane di ogni tempo e luogo sono stati i grandissimi DREAM SYNDICATE.
Nel loro secondo disco,The Medicine Show, del 1984, c'era una canzone che si intitolava John Coltrane Stereo Blues.
Un cerchio che si chiude, no?
Auguri a sua moglie, signor Luciano.
tic
Scritto da: tic-talkischeap | 26/02/2008 at 13:32
Puntualissimo Tic-talk: infatti Steve Whynn (che fu leader dei Dream Syndacate) è uno dei tanti figli artistici di Young. In quel giro, io amavo molto anche i Green On Red. E adesso i Wilco.
Scritto da: luciano / il ringhio di Idefix | 26/02/2008 at 13:37
Orpo, Luciano! Ho cercato la tua Barba invano! E' stato bello. Ci sto ricamando su anche troppo, ma checcipossofare: ho dodici anni o poco più...
http://www.baotzebao.eu/2008/02/25/no-non-ti-sei-perso-niente-post-falso-fazioso-intimo-e-lungo/
A più tardi e Auguri anche da me...
Scritto da: valerio | 26/02/2008 at 13:49
Beh, i Green on Red...
Dan Stuart ne ha scritte, di belle canzoni.
Scritto da: tic-talkischeap | 26/02/2008 at 13:54
SUL BLOG DI VALERIO HO DIFFICOLTA' A LASCIAR COMMENTI. PER NON SO QUALE MOTIVO NON ME LI ACCETTA: ECCO COS'AVEVO SCRITTO:
Innanzitutto una premessa: per Neil Young stravedo e, come musicista, lo amo più di Mozart e di Coltrane.
In più di trentacinque anni, con la sua musica ho scritto e pianto, meditato e litigato, riso e flirtato, sognato e studiato, accumulato energia e sbollite rabbie, scopato e fatto l'amore (ovviamente non è la stessa cosa, così come MY MY HEY HEY non è HEY HEY MY MY).
Avrei difficoltà a pensare alla mia vita senza Stanlio e Ollio, senza la Gibson di Neil Young, senza i Peanuts, senza Philip Dick, senza Alberto Sordi che alla fine di TUTTI A CASA prende la mitragliatrice per sparare contro i nazisti, senza lo spogliarello della Loren in IERI OGGI DOMANI, senza Maigret, senza la maglia granata del Toro: se io sono quello che sono lo devo anche a loro.
E allora, com'era il concerto?
Intanto, per la prima volta, mia moglie Tatjana vedeva Young dal vivo. E già questo fatto falsava la mia normale percezione. Poi era il primo concerto dopo l'aneurisma che nel 2005 aveva colto Neil.
E allora forse può essere interessante ascoltare proprio mia moglie, che non è una rockettara. Primo dato: le ha fatto molta impressione la trasformazione, anche fisica, di Young tra il set acustico ("molto vecchietto, passava da un sedia all'altra, con movimenti lenti e cauti come per non rompersi tutto") e il set elettrico ("cos'è? Una botta d'adrenalina?"). Poi nemmeno a lei è piaciuta la band. Non è una conoscitrice, ma coglieva un suono non convincente. E a me mancavano terribilmente i Crazy Horse: i tre alle spalle di Neil erano nello stesso tempo fermi e pesantissimi, un sound massiccio che oscurava la voce, una ritmica elefantiaca (Molina è un batterista modesto che dà il meglio di se solo in coppia con Talbot, Rosas al basso era lento e greve), Keith alla chitarra ritmica mi pareva del tutto incapace di duettare con Young. Il risultato: quando i pezzi erano corali (MY MY, MR SOUL) nè carne nè pesce, mentre le cose si trasformavano quando il gruppo si ritirava in disparte e Neil se ne andava per conto suo con lunghissimi assoli alla Gibson, quelle sue cose a metà fra Hendrix e Coltrane, selvaggia poesia elettrica che forse sarebbe piaciuta a Walt Whitman. Hidden Path e Down by the river.
Comunque, Neil Young è vivo e vegeto.
E nella parte acustica almeno Ambulance blues era straordinaria.
Scritto da: luciano / il ringhio di Idefix | 26/02/2008 at 17:27
Grazie Luciano e Tatiana. E' bello aver amici come voi
Scritto da: valerio | 26/02/2008 at 18:22
Una sera o l'altra, ci troviamo?
Scritto da: luciano / idefix | 26/02/2008 at 19:35
Leggo solo ora.
Sì, certo.
Ci mettiamo d'accordo al telefono...
Scritto da: valerio | 27/02/2008 at 16:15
ma lo sai che il sette aprile...
http://www.sugarmtn.org/sets/20080704.html
Scritto da: valerio fiandra | 01/03/2008 at 15:02
No, non lo sapevo che il sette aprile Young sarà in Belgio con i Crazy Horse.
Ma...diavolaccio!...unica data europea?
Scritto da: luciano / idefix | 01/03/2008 at 18:49