Dal luglio 2002, Paolo Ruffini
è il direttore di Rai Tre.
Ha lavorato benissimo, portando alla rete ottimi programmi, prestigio, credibilità, autonomia, aumento di ascolti.
Ovviamente, tra pochi giorni verrà cacciato.
E' tollerabile una situazione del genere?
Il presidente della Rai Paolo Garimberti può continuare a tacere davanti alla sistematica distruzione della televisione pubblica a vantaggio della berlusconiana Mediaset?
E l'opposizione può subire questa, e mille altre situazioni senza reagire?
Senza dare segni di vita?
Senza attaccare senza tregua il governo, come sarebbe il suo dovere politico, civile e morale?
Penso ad esempio alla protesta in piazza dei 40.000 poliziotti sui tagli alla sicurezza: penso a cosa avrebbe, ogni ora di ogni giorno di ogni settimana, gridato e urlato e fatto da cassa da risonanza la destra (se fosse stata all'opposizione), invece noi zitti.
Penso alla pagliaccesca e irresponsabile gestione ministeriale dell'influenza suina: penso a come la destra (se fosse stata all'opposizione) avrebbe aggredito il governo, invece noi zitti.
Certamente non abbiamo con noi le televisioni ma siamo pure incapaci di "dire qualcosa di sinistra", qualcosa che sfondi il muro del silenzio, qualcosa che faccia sapere che esistiamo, qualcosa che metta in difficoltà il governo.
E lo si dovrebbe fare martellando e rimartellando quel qualcosa una due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci venti quaranta volte: solo così i temi arrivano e, sedimentandosi nelle loro opinioni,restano ai cittadini.
Se no, è unicamente chiacchiericcio "usa e getta" da frullatore mediatico.
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