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18/07/08

Il mistero di Marcello Dell'Utri e Martin Luther King

Vi chiedo aiuto per decifrare una notizia letta sull'Espresso di questa settimana.
"L'ultimo pallino di Marcello Dell'Utri Marcello_dellutri_hp
è Martin Luther King
"
Sinceramente, stento ad afferrare.
Di preciso, in cosa consisterebbe, questo "pallino"?
E, comunque, cosa c'entra il pluricondannato (nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ma anche frode fiscale, fatture false...) senatore di Forza Italia con il grande leader dei diritti civili assassinato nel 1968?
E come si fa a conciliare S. B. con M.L.K.?
Che c'azzeccano le frequentazioni mafiose di Dell'Utri con le manifestazioni per l'integrazione razziale guidate da King?

Insomma, la notizia è bizzarra.
Per paradosso, sarebbe come se io smettessi di ascoltare Bruce Springsteen per comprare i dischi di Erozz Ramazzotti. O come se buttassi via i dvd dei film di Kubrick per acquistare l'opera omnia di Chuck Norris.
O come se lasciassi mia moglie Tatjana per il bel faccino di Ignazio La Russa.

Aiutatemi a saperne di più: che c'entra Marcello Dell'Utri con Martin Luther King? 479pxmartin_luther_king_jr_nywts_4


17/07/08

Un video coi fiocchi: il bis di Neil Young a Verona 2008 con la elettricissima "All along the watchtower". Ma anche Ligabue baby-sitter (e pure Dylan, Dave Matthews Band, Brian Ferry, Hendrix, Clapton, Lenny Kravitz, Xtc, U2, Pearl Jam e Springsteen)

In tanti anni di concerti, poche volte sono stato così entusiasta come di quei dieci minuti selvaggi e possenti. E mia figlia guardava (un po’ stupita e un po’ contenta) il papà in piedi, a battere le mani e a cantare e poi a chiedere a gran voce ancora un bis.

Io ho 54 anni, dal ‘70 seguo Neil (il mio rocker prediletto, il mio chitarrista preferito, forse il vero erede di Jimi Hendrix, anche se non ne ha la tecnica).
E all’Arena ero con la mia ventiquattrenne figlia (una ventina di giorni prima, John Fogerty a Lubiana e due giorni dopo Bruce Springsteen a Milano): dal vivo non li conosceva.
Francesca è stata (giustamente, direi) travolta e illuminata da Bruce, dalla sua umanità, dal suo calore, dalla sua vitale speranza.
Mentre Young l’ha lasciata più fredda.
E io? Certamente tre ore vicino al palco della E Street Band sono un’esperienza di “comunione laica ed emotiva” che nessun altro concerto rock può offrire.
Però Young…
In particolare il finale con ALL ALONG THE WATCHTOWER di Bob Dylan mi ha fatto saltar su come un razzo di energia. http://www.youtube.com/watch?v=vc-p139JN4I
(Per memoria storica, ecco la versione originale: http://www.youtube.com/watch?v=jkok1Z4WJuY
Ed ecco pure quella strageniale di Jimi Hendrix: http://www.youtube.com/watch?v=RD7s4i_X-p0&feature=related

E io sono felice di aver offerto a mia figlia l’occasione di farsi questa immersione tra i grandissimi del rock, in pochi giorni qualcosa che le resterà per tutta la vita.
No retreat, baby, no surrender: rock’n roll will never die.

A proposito: il 27 settembre siamo di nuovo all'Arena per Ligabue (che Francesca cominciò ad amare nel 1990, quando aveva sei anni e io portai a casa l'appena comprato disco d'esordio, lo mettemmo su e lei si mise a ballare alle prime note di Balliamo sul mondo).
Da quella volta, è il musicista che ci abbraccia entrambi e che (quasi un rock-baby-sitter) ha accompagnato Francesca in tutta la sua crescita, da bambina a donna.
Motivo in più per essere affezionato al Liga (che ha pure il mio stesso nome di battesimo)

E già che ci sono, un po' di All along the watchtower.
Dave Matthews Band: http://www.youtube.com/watch?v=ypaH1Gj6VIs
Pearl Jam: http://www.youtube.com/watch?v=0wAQGKZsnbU&feature=related
U2: http://www.youtube.com/watch?v=5wfub-LbOmk&feature=related
Eric Clapton e Lenny Kravitz: http://www.youtube.com/watch?v=5wfub-LbOmk&feature=related
Bruce Springsteen: http://www.youtube.com/watch?v=feK6MV8osZ4&feature=related
Brian Ferry: http://www.youtube.com/watch?v=Dkcsm9Ask_A&feature=related
XTC: http://www.youtube.com/watch?v=KFdyd8oIVYU&feature=related
Bob Dylan nel 2007: http://www.youtube.com/watch?v=ZMWFZYgKKWY&feature=related
Ancora Dylan nel 1995: http://www.youtube.com/watch?v=eOdcsK0NM6g&feature=related
Dylan nel 1978: http://www.youtube.com/watch?v=BwNHFi6kfKs&feature=related
Young nel 1993: http://www.youtube.com/watch?v=2_tJnj2j5kI&feature=related

16/07/08

Boicottiamo le stupide angurie quadrate giapponesi: con Neil Young, Fuckin'up questo Piece of crap

Pare si voglia lanciare la moda di questo piece of crap (come canterebbe con disprezzo Neil Young: http://www.youtube.com/watch?v=DoLRyso0ylY&feature=related

La forma di queste fesserie non è dovuta a manipolazioni genetiche, ma a una tecnica giapponese di coltivazione (la crescita delle angurie in casse di legno quadrate, in modo che la pianta man mano che si sviluppa assume questa stupida forma). Boicottiamoli

In più, non valgono niente: hanno un colore orribile sia dentro che fuori, spesso sono insapori e dalla polpa plasticosa.

Invece le ottime varietà italiane non sono a forma di mini-televisore Toshiba.
Le angurie italiane sono belle tondeggianti:
la “cinquantina” dalla buccia verde molto spessa e che matura a luglio,
la “romagnola” (in agosto), voluminosa, con buccia verde scura ma striata,
la “mora” (in agosto), di grosse proporzioni, a buccia sottile, polpa dolcissima,
la precoce “cremonese”...
Le varietà dette americane hanno invece forma allungata: tra le più pregiate la “klondike” e le grandissime “diamante nero (anche 20 chili di peso). Varietà più piccole sono le dolcissime “sugar baby".ùù

Bocottiamo le angurie quadrate.

Lascio il commento finale aNeil Young che, sul palco con i Pearl Jam, spara una micidiale Fuckin'up: http://www.youtube.com/watch?v=n7ZkQC0riwc&feature=related

Uomini che odiano le donne (di Stieg Larsson)

Sto leggendo un gran bel romanzo.
Arriva dalla Svezia e l'ha pubblicato qualche mese fa l'editore Marsilio. (Da qualche settimana è uscito anche il secondo episodio, La ragazza che giocava con il fuoco)
L'autore era nato nel 1954 (come me), giornalista, Stieg_206867w
si occupava di movimenti neonazisti, di razzismo, di cose brutte che stanno tornando a circolare per l'Europa. E se ne impicciava tanto bene che da anni dovevano girare con la scorta della polizia, lui e sua moglie.
Poco prima di morire per un infarto nel 2004 fece in tempo a consegnare alla casa editrice i manoscritti di una trilogia, Millennium di duemila pagine.
Gran successo (purtroppo postumo) in Svezia, nei paesi scandinavi, in Francia e vende bene pure in Italia: finora sei o sette milioni di copie in Europa.
Larsson era convinto di avere un compito, nella vita: lottare in prima fila contro xenofobi, fascisti, antisemiti e nazionalisti, contro le discriminazioni etniche e sessuali, contro le violenze sulle donne e sui bambini.
Nei romanzi di Millennium, racconta tutto ciò.
Ma non temete: niente prediche, niente freddi dati statistici, niente retorica.
Larsson diceva che il suo obiettivo, come romanziere, era prima di tutto appassionare chi legge. E poi, una volta incatenato il lettore alle pagine, si può (e si deve) far politica ed etica.
Uomini che odiano le donne ha più di seicento pagine, Larsson_stieg
che vanno via affascinanti ma non frenetiche. Nulla a che fare con i ritmi forsennati di certi thrilling americani.
Il trucco di Larsson è mettere insieme, nello stesso romanzo, cose diverse e in apparenza stridenti, per trarne un sapore convincentissimo.
Ecco gli ingredienti:
- una godibile e concreta scrittura da bravo giornalista, priva di svolazzi pseudo-artistici,
- un solido sottofondo narrativo di impianto ottocentesco, con tanto di grande famiglia ricca che nasconde torbidi segreti,
- un amore per il giallo classico e per le sue situazioni canoniche,
- alcuni personaggi che arrivano direttamente dalla tradizione romanzesca dei Mann, Balzac, Du Gard,
- i due protagonisti (un giornalista economico e una specie di investigatrice un po' post-punk e un po' disturbata) che appartengono ai giorni nostri,
- alcuni misteri che si intrecciano con grande abilità, esaltandosi l'uno con l'altro,
- un forte gusto per le descrizioni del paesaggio e del clima nordico,
- una profonda conoscenza del mondo dell'informazione e dell'economia,
- una radicale ribellione contro il capitalismo predatore e i suoi sottoprodotti politici, mediatici, antropologici.
Perchè Larsson è lontanissimo dalla rassegnazione o dal cinismo di tanta (di troppa) letteratura (e cinema) poliziesco di questi anni.
Per Stieg Larsson le cose si possono cambiare, i cattivi possono essere individuati e fermati. E nei suoi romanzi il giustizieri sono la stampa e l'informazione libera e indipendente.
Certo: c'è da pagare prezzi. A volte molto alti.
Ma è l'unico modo per camminare a testa alta.

Non vedo l'ora di finire Uomini che odiano le donne e di cominciare il secondo volume. E poi di leggere il terzo (quando uscirà in Italia).
Anche se poi so che mi morderò le mani per la rabbia e la malinconia che Larsson sia morto a cinquant'anni. Che il suo impegno politico non ci sia più e che il suo progetto di continuare la serie con altri sette romanzi sia svanito per sempre.

Provate a leggerlo.
Altro che Faletti & C.


15/07/08

Su Eluana e il cardinal Bagnasco, ho scritto alla Cei

A famiglia@chiesacattolica.it

Buongiorno
Vi scrivo da Trieste.
Sono un cristiano (della chiesa valdese) indignato per quanto detto dal cardinal Bagnasco a proposito della vicenda di Eluana Englaro.
Le sue parole ("Togliere idratazione e nutrimento è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno") rivelano un'assenza di comprensione, di compassione e di amore che lasciano sgomenti.
Io credo invece che il centro dell'etica cristiana sia radicalmente diverso: accogliere con fraterno amore tutte le persone, nella loro individuale singolarità, in particolare quando si presentano cariche di sofferenza.
Mi domando allora dove stia Gesù Cristo nelle affermazioni gelide e dogmatiche di Bagnasco e della Cei. Pare che a certe gerarchie non interessino le donne e gli uomini in carne ossa sentimenti e diritti ma solo (e solo qualche volta) gli ASTRATTI PRINCIPI.
Pregherò anche per voi

Luciano Comida

Il G8 di Genova: tra violenze e sentenza

Genova_2001

14/07/08

Autori per bambini e per ragazzi contro la schedatura dei minori Rom attraverso le impronte digitali

Come autori di libri per bambini e ragazzi esprimiamo una forte preoccupazione per le iniziative assunte recentemente dal Ministero dell’Interno di usare come metodo di identificazione per i minori Rom la schedatura delle impronte digitali.
Troppo spesso, nel documentarci per scrivere le nostre storie, abbiamo incontrato leggi che “per il bene” di bambini emarginati e senza voce in capitolo, hanno di fatto sancito ingiustizie e discriminazioni.
Se vogliamo far sì che i piccoli Rom non vivano fra i topi, cerchiamo di integrarli con le loro famiglie, di mandarli a scuola, di toglierli da situazioni di degrado, invece di fare le barricate quando si tenta di sistemarli in situazioni più dignitose.
Qualora questa misura fosse effettivamente attuata, violando a nostro parere i principi che regolano la convivenza civile come la Costituzione, la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia approvata dalle Nazioni Unite nel 1989 e ratificata dall’Italia nel 1991, non potremmo fare a meno di provare un forte senso di disagio nel proporre ai nostri piccoli lettori testi che parlano di solidarietà, di incontro fra i popoli o narrano di violenze e prevaricazioni subite dai loro coetanei come se fossero accadute nel passato e non potessero ripetersi mai più.
Non vorremmo appartenere a uno Stato che un giorno debba chiedere scusa alle sue minoranze.

Vanna Cercenà

Hanno aderito gli scrittori:
Aquilino
Stefano Bordiglioni
Emanuela Bussolati
Janna Carioli
Luciano Comida
Francesco D’Adamo
Roberto Denti
Walter Fochesato
Luisa Mattia
Alberto Melis
Angela Nanetti
Emanuela Nava
Antonella Ossorio
Arianna Papini
Angelo Petrosino
Simone Piazzesi
Roberto Piumini
Giusi Quarenghi
Angela Ragusa
Guido Sgardoli
Dino Ticli
Bruno Tognolini
Maria Rosa Vismara
Moony Witcher


13/07/08

Dopo la morte, Gianfranco Funari pare diventato un SANTO

Umana pietas per tutti coloro che muoiono.
Però trovo disgustoso il coro di lodi cieche e sperticate che si innalzano ogni volta che qualcuno di famoso ci lascia.
La televisione di Gianfranco Funari mi faceva schifo quando lui era vivo.
E adesso che lui è morto, voglio ribadirlo:
il suo modo di fare televisione fu orribile, zuppo di volgarità e di populismo, di esibita ignoranza e urlata protervia.
Funari è tra i responsabili dello schifo mediatico di adesso.

12/07/08

La sentenza sul rasta, la droga e la religione

Lo dico subito chiaro e tondo: a me pare una sentenza gravissima e pericolosissima.
Perchè lede un principio fondamentale della civile convivenza: l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, senza distinzione alcuna di sesso, di etnia, di religione.
Mentre il passaggio principale della motivazione della sentenza con cui la sesta sezione penale della Cassazione ha annullato la condanna a un anno e quattro mesi di carcere per illecita detenzione a fini di spaccio inflitta a Giuseppe Guaglione nel dicembre del 2004, dice:
"i seguaci della religione rasta utilizzano la marijuana non solo come erba medicinale, ma anche come erba medicativa. E, come tale, possibile apportatrice dello stato psicofisico teso alla contemplazione nella preghiera".

Sentenze come questa rischiano di aprire la strada al codice penale per i rasta, a un codice penale differente per i cattolici, a uno diverso per i musulmani, a uno difforme per gli ebrei, a uno ancora per gli indù, a un sesto per gli scintoisti e così avanti.
Un attentato alle basi della civile e laica convivenza occidentale.


11/07/08

Ancora foto (mie) dei concerti di Springsteen a Milano e Young a Verona

Ieri sera mia figlia ha insistito affinchè io pubblicassi sul blog altre due foto (a mio avviso abbastanza indecorose) che mi ha scattato.
Una sul ponte di Verona, la mattina dopo il concerto di Neil Young.
Una sotto un sole cocentissimo, in fila fuori da san Siro a Milano, in attesa di Bruce Springsteen & the E Street Band.
Eccole.
Ridete pure.
E' un'attività benefica.
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10/07/08

Eluana, la compassione e gli avvoltoi nella destra e nel Vaticano

Un saluto a Eluana, costretta da anni su un letto, senza coscienza, il corpo tenuto in vita artificialmente
Un abbraccio affettuoso a suo papà Peppino Englaro, che ha lottato per liberarla
Un grazie ai magistrati di Milano, che hanno scritto una sentenza degna di un paese civile

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La scelta dei giudici di sospendere l'alimentazione forzata non è "espressione del giudizio sulla qualità della vita del rappresentante di Eluana" ma dalle convinzioni da lei espresse in vita.
È un passaggio del decreto depositato a Milano, steso dal giudice Filippo Lamanna.
Nelle pagine finali si legge che "le prove assunte, attendibili, univoche, efficaci e conferenti, e definitivamente ritenute in buona parte già tali con l’accertamento di fatto già espresso nel precedente decreto del 15 novembre/16 dicembre 2006, unicamente alla condivisione della scelta del tutore fatta dalla curatrice speciale (...) tranquillizzano in ordine al fatto che la scelta in questione non sia espressione del giudizio sulla qualità della vita del rappresentante di Eluana, anzichè di quest’ultima, e che non sia stata in alcun modo condizionata da altro fine o interesse se non quello di rispettare la sua volontà e il suo modo di concepire dignità e vita".

Ma ciò non basta alla destra a alle gerarchie vaticane (cardinal Bertone in testa) che protestano.
A loro interessano solo (e solo qualche volta) gli ASTRATTI PRINCIPI: perchè delle donne e degli uomini in carne ossa sentimenti e diritti sembrano strafregarsene.

LA POSIZIONE DEI VALDESI
La Commissione Bioetica della Chiesa Valdese intende esprimere la propria
solidarietà nei confronti della famiglia Englaro e ribadire la propria
posizione a favore della libertà di cura, che è sempre e contestualmente
libertà di rifiutare la cura.
I giudici hanno ritenuto dimostrata sia l’irreversibilità dello stato
vegetativo della paziente, sia la conformità della scelta di interrompere
la nutrizione e idratazione forzate alla volontà espressa a suo tempo da
Eluana Englaro, e alla sua concezione della dignità e qualità della vita.
Come cristiani” – afferma una nota della Commissione Bioetica valdese -,
riteniamo sia necessario guardare alle persone viventi e alla loro
sofferenza, che non può essere dimenticata in nome di principi universali
e astratti, né può essere subordinata a una norma oggettiva e
precostituita che venga ritenuta valida in quanto presunta ‘legge
naturale’
. Crediamo infatti che il cuore dell'etica cristiana debba essere
la sollecitudine verso le persone nella loro irrinunciabile singolarità,
spesso sofferente, talvolta – come nel caso di Eluana - addirittura
tragica: di qui discende, secondo noi, un'idea della medicina come terapia
rivolta a soggetti in grado di autodeterminarsi e in grado di decidere il
proprio destino.
La libertà individuale non va guardata con sospetto e identificata con
l'arbitrio: per questo motivo, e in conformità con le posizioni espresse
dall’ultimo Sinodo dell’Unione delle Chiese metodiste e valdesi, come
Commissione Bioetica della Chiesa Valdese sollecitiamo da parte del
Parlamento l’approvazione di una legge sulle direttive anticipate di fine
vita
.”

Commissione Bioetica della Chiesa Valdese


09/07/08

Sulla manifestazione di piazza Navona dell'otto luglio: basta coi Grillo Urlanti

Quattro osservazioni (scritte da uno che purtroppo non c'era):

Manifestare subito contro gli scempi del governo Berlusconi è stato importante.

I comici e comicastri potevano risparmiarsele, quelle volgarità e quegli insulti.

Grillo si riconferma un arruffapopolo da quattro soldi (anche se ne arraffa molti di più).

Condivido completamente l'intervento di Furio Colombo che dal palco ha detto più o meno: "Sono indignato per le parole di Grillo. Io non ho mai partecipato a una manifestazione in cui dal palco si lanciano offese e insulti. Questa è una manifestazione contro Berlusconi e le iniziative del governo sulla giustizia, non certo contro Veltroni e men che meno contro il presidente della Repubblica"

Un eccellente articolo (che vorrei avere scritto io) di Edmondo Berselli:
La deriva del talk show
C'è un'Italia che vuole esprimere la sua indignazione, contro le leggi canaglia, contro i provvedimenti ad personam, contro la manipolazione spregiudicata della Costituzione repubblicana. E questa Italia fa fatica a trovare una voce. Per questo ieri a Piazza Navona è venuta tanta gente. Persone che volevano far sentire la loro esasperazione, che cercavano di uscire dal cerchio stregato della frustrazione civile, provando a far risuonare nel paese la protesta contro l'improntitudine del potere berlusconiano. Era per molti aspetti una testimonianza di dignità democratica e di civiltà politica: il tentativo di uscire dal recinto dell'impotenza.
Ha rischiato di finire male. Di diventare la parodia di un talk show deteriore, un Bagaglino di sinistra aggravato dal turpiloquio e dalla malevolenza gossipara. Peggio ancora, di trasformarsi in un attacco distruttivo alla chiave di volta istituzionale della nostra democrazia. Perché quando il microfono finisce nelle mani di un Beppe Grillo, non è più la politica a esprimersi. È una torsione populista che attacca ogni istituzione, che rifiuta di avere fiducia anche nelle istituzioni di garanzia costituzionale. Che alla fine sottrae legittimazione alla Repubblica.
Difficile dire che cosa volesse significare, politicamente, l'attacco vernacolare portato da Grillo a Giorgio Napolitano. Qualcuno può davvero credere che la soluzione di un momento ad altissimo rischio per gli equilibri democratici possa passare per l'umiliazione pubblica e spettacolare del garante della Costituzione? Eppure dovrebbe essere chiaro a chi ha un minimo di intelligenza politica che il Quirinale è l'ultimo delicatissimo diaframma che si frappone all'assalto delle truppe berlusconiane: svilire Napolitano, ridurlo a un presidente fantoccio, a un'ombra senza qualità, significa né più né meno consegnare la Carta costituzionale a coloro che vorrebbero ritagliarla a proprio uso e consumo.
In sostanza, è accaduto che tutta la gente convenuta a Piazza Navona è stata espropriata delle sue intenzioni. Da protagonista di una denuncia, è stata ridotta in pochi minuti a spettatrice di uno show, uno dei tanti allestiti da Grillo, uno dei violenti "vaffa" antipolitici portati sulle piazze italiane. Con il risultato che tutti coloro che erano venuti a rappresentare le ragioni di un'opposizione civile alle leggi carogna, al "lodo Alfano", ai tentativi gaglioffi di mettere la museruola all'informazione, si sono ritrovati all'improvviso in un altro ruolo. Tutti improvvisamente ammutoliti, indotti a risate a denti stretti, e anche percepibilmente imbarazzati, mentre Sabina Guzzanti enunciava come verità di fatto e criteri di giudizio politico le dicerie sui comportamenti erotici del Cavaliere.
Ciò che colpisce è in primo luogo il sequestro delle oneste ragioni che hanno portato in piazza un'opposizione presente nella nostra società e poco o per nulla rappresentata nelle istituzioni politiche. Un'occasione di presenza e di vivacità democratica è stata confiscata, almeno per qualche minuto, da un accesso di varie volgarità, prive di qualsiasi finalità che non fossero quelle dello spettacolo in sé. Perché non dovrebbero esserci dubbi: un conto è la pratica di un'opposizione combattiva, con tutti i mezzi disponibili (per dire, con l'ostruzionismo nelle Camere e con gli slogan nelle piazze); e un altro conto è lo sputtanamento generale, che getta fango su tutto e tutti, a cominciare da quelli che dovrebbero essere compagni di strada.
Perché c'è un altro aspetto da mettere a fuoco. Per le piazze ingrillite, per i contestatori che trattano il presidente della Repubblica come un addormentatore delle coscienze, si realizza rapidamente uno spettacolare transfert politico, un trasferimento freudiano di capi d'accusa: l'avversario, anzi, il "nemico" non è più la figura del capo del governo depositario del conflitto d'interessi, il manipolatore che cambia le regole per tutelare la propria posizione. Per gli autori degli show più incendiari, va da sé che Berlusconi è il male: ma è l'alterità assoluta, e quindi costituisce un male contingente, un male materiale, ideologicamente insignificante, culturalmente inesistente.
Secondo questo schema, la destra padrona è una disgrazia che ci è capitata, l'ultima incarnazione della mediocrità italiana, ma con cui non vale la pena prendersela. Più colpevoli sono i suoi elettori, semmai. E più colpevoli ancora, secondo una lista inesorabile di concatenazioni, sono i rappresentanti della sinistra moderata, coloro che hanno accettato di trattare con il Cavaliere, che hanno creduto nel "dialogo" e ancora adesso non si sono accorti di essere diventati complici della malattia, soci di un virus, partecipi di una metastasi. Il vero nemico, insomma, è il tuo compagno.
Si corre il rischio che una parte della sinistra, ed è la parte maggioritaria, si riduca al silenzio, fino a non riuscire a dire nulla, in nessuna occasione, fino all'ammutolimento più totale. E che un'altra parte, un'altra sinistra, venga consegnata a un furore astratto, televisivo, mediaticamente estremo, incapace tuttavia di trovare strade che conducano alla politica.
Ieri Furio Colombo e poi anche Antonio Di Pietro hanno cercato di uscire dal reality show che si stava realizzando (e che avevano contribuito a organizzare, prima che gli scappasse di mano), e di riportare la gente alla realtà. Ma in futuro occorrerà riflettere con severità radicale. Se prosegue l'assopimento della politica, se frange significative della società italiana si confermeranno nell'idea di essere escluse e di non avere voce, l'attrazione del nichilismo spettacolare di Grillo e compagni risulterà irresistibile.
E non è una prospettiva gradevole quella di una sinistra divisa fra l'ammutolimento e l'ipnosi cattiva generata da un talk show permanente. Dove si va da cittadini, e si torna da spettatori di uno spettacolo deprimente, dove tutti sono colpevoli, dunque la politica e anche l'opposizione diventano inutili e resta solo il "vaffa". Chi ha deciso di muoversi contro le leggi ad personam merita qualcosa di più, e la politica deve darglielo.

Edmondo Berselli

08/07/08

Google ci rincretinisce? Alcune risposte sull'Internazionale di questa settimana

L'Internazionale è un gran bel settimanale, che da quincici anni pubblica articoli provenienti da tutto il mondo.
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Roba che sulla stampa italiana non si trova.
Niente pettegolezzi dalle nozze di quel fessastro abbronzato e dai capelli bianchi della Formula Uno, niente foto del culetto del presentatore dei giochini di Rete 58, niente interviste cretine alla zia della compagna di banco della vicina di casa della fidanzata del marito di Madonna, niente anticipazioni sulla crisi del Pd e del PdL, niente pubblicità redazionale per l'ultimo libraccio di Coelho o di Faletti.
L'Internazionale riempie le sue cento pagine con materiale intelligente. E perfino l'oroscopo è interessantissimo (sul serio!).
Questa settimana vi segnalo un ottimo articolo di Nicholas Carr (Google ci rende stupidi?). La tesi è molto semplice: l'uso di Internet trasforma il nostro cervello, facendoci assorbire un sacco di informazioni ma in modo superficiale e dunque facendoci smarrire la capacità di riflettere e di concentrarci a fondo.
Sette pagine dense e appassionate.
Oltre alle repliche di altri opinionisti che arrivano a conclusioni opposte.
Un dibattito a cui potremmo partecipare anche noi.

Internazionale.
Segnatevelo.
Tre euro ben spesi.

I valdesi, i rom e i diritti

Faccio mia questa dichiarazione di Maria Bonafede, moderatora (il più importante incarico, elettivo, della nostra chiesa) della Tavola valdese:

Ci sono momenti nei quali ricade sulle spalle di piccole minoranze la pesante responsabilità di riaffermare con forza alcuni principi fondamentali e irrinunciabili della società civile.
Ed è loro dovere intervenire perché molto spesso proprio le minoranze portano su di sé le ferite di pregiudizi ma anche di preclusioni e persino persecuzioni perpetrate dalla maggioranza. Una maggioranza spesso inconsapevole, distratta, confusa, manipolata, ma pur sempre incapace di fermare le campagne d’odio, di discriminazione e di violenza contro il diverso di turno.
Oggi tocca ai rom, ai piccoli rom.
Non siamo ingenui e sappiamo bene che dietro un bambino rom che mendica o che sfila un portafoglio c’è una catena di violenza che non può essere tollerata e che deve essere spezzata. Ma i recenti provvedimenti annunciati dal Governo italiano che prevedono la rilevazione delle impronte digitali ai rom – a tutti i rom, non a coloro che delinquono; a tutti, non a quelli stranieri irregolari nel nostro paese – ha il sapore brutale di una schedatura su base etnica, tesa ad avvalorare il pregiudizio che ogni rom è naturalmente incline a compiere dei reati ed è quindi dovere dello Stato promuovere un’azione preventiva di controllo e monitoraggio.
Ma nessun bambino sarà sottratto all’accattonaggio forzoso solo perché lo si identifica.
E dopo?
Oltre la metà dei rom residenti in Italia sono cittadini a tutti gli effetti: si prevedono leggi speciali nei loro confronti? La sola idea, così sciagurata nella storia italiana ed europea, suscita sconcerto. E poi, si procederà con altre categorie “a rischio”?
Nello stesso tempo, mentre giunte di ogni colore politico fanno a gara a chi sgombera il maggior numero di campi rom, si interrompono quei rari e benemeriti processi di integrazione che avevano faticosamente portato alla scolarizzazione di quote crescenti di bambini altrimenti destinati a crescere per la strada o nei corridoi delle metropolitane.
L’Unione europea ha prontamente espresso un preoccupato allarme per questo provvedimento che nello stesso momento in cui è stato annunciato ha consolidato quel muro di pregiudizio che ha già armato di spranghe e bottiglie molotov la mano di qualche esaltato.
E allora sono proprio quelle minoranze che hanno una precisa memoria del peso del pregiudizio e della discriminazione violenta, ad avere il dovere di lanciare un monito: attenzione, stiamo andando ben oltre la soglia della legittima repressione della microcriminalità e della risposta alla domanda di sicurezza che viene invocata da ampi settori dell’opinione pubblica.
Stiamo assumendo misure difficilmente giustificabili sul piano costituzionale e del diritto europeo, brutali nella forma e nella sostanza; stiamo seminando una pianta cattiva che può produrre frutti avvelenati.
Lo diciamo con la forza e con la coscienza del nostro essere – valdesi e metodisti – una minoranza che sui temi delle libertà sociali e civili ha una parola importante da dire. E non intendiamo sottrarci a questo dovere, per noi spirituale, etico e civile.

Pastora Maria Bonafede
moderatora della Tavola valdese

07/07/08

Foto al concerto di Bruce Springsteen & the E Street Band: mia figlia, Antonella e io

Io e mia figlia Francesca, in fila fuori dai cancelli di San Siro:Mio_comple_214

Antonella, Francesca e io, finalmente dentro lo stadio, a dieci metri dal palco: Mio_comple_218

Francesca a Verona, la mattina dopo il concerto di Neil Young: Mio_comple_165_3

05/07/08

A Trieste, la brutta storia della morte di Riccardo Rasman

Una brutta e tragica storia da Trieste.
Riccardo Rasman aveva 34 anni ed era grande e grosso: 1 metro e 85, 120 chili.
Per motivi di lavoro l'avevo incontrato alcune volte: un po' goffo, gentile. Riccardo
Era in cura presso il Dipartimento di salute mentale per “sindrome schizofrenica paranoide”. I suoi guai iniziarono durante il servizio militare, quando subì molti episodi di “nonnismo”, quel disgustoso miscuglio di protervia e violenza che lo sconvolge. Viene riformato per motivi di salute ma è troppo tardi: il suo equilibrio è andato in frantumi.
A Trieste Riccardo vive solo e il 27 ottobre 2007 lo raggiunge una bellissima notizia: ha ottenuto un lavoro da netturbino. Così festeggia, da solo, sul terrazzino di casa, musica alta, butta in cortile due petardi, è seminudo.
I vicini protestano, chiamano la polizia.
Arrivano gli agenti, gli ordinano di aprire la porta, lui spegne la luce, non apre, ha paura delle divise (ricordate i suoi terrori in caserma?), si rifugia a letto.
Nessuno contatta il Centro di salute mentale.
Gli agenti sfondano la porta dell'appartamento, Riccardo li affronta e li spinge, una poliziotta cade a terra, c'è una collutazione, lo buttano sul letto, per immobilizzarlo colpiscono con pugni e col piede di porco. Lo legano mani e piedi, lo mettono a pancia in giù, gli esercitarono pressione sulla schiena, forse sedendosi su di lui.
Poco dopo, il medico legale trovò Riccardo morto, ammanettato dietro la schiena, fil di ferro alle caviglie, varie ferite lacero-contuse.
La perizia: “per causare le lesioni riscontrate gli agenti hanno usato mezzi di offesa naturale in maniera indiscriminata anche verso parti del corpo potenzialmente molto delicate, ma anche oggetti contundenti come potevano essere il manico dell’ascia rinvenuta nell’alloggio o il piede di porco usato dai vigili del fuoco per forzare la porta d’ingresso. Gli stessi agenti hanno ammesso di averlo utilizzato contro il braccio destro di Riccardo”

Tutto pareva finisse nel nulla, Riccardo sepolto, il dolore dei parenti e degli amici, l'archiviazione del caso. Ma la famiglia e gli avvocati si sono battuti con le unghi e con i denti affinchè la verità e la giustizia non finissero seppellite assieme al cadavere di Riccardo.
E adesso pare che si andrà al processo dei quattro agenti.
Io credo fortemente che un corretto e leale rapporto tra cittadini e forze dell'ordine sia uno dei pilastri degli stati democratici. E dunque nel mio, nel nostro, chiedere giustizia non c'è nessuna rivalsa contro "gli sbirri": sono assolutamente estraneo a questa aberrante logica.
Quello che si chiede è solo rispetto delle persone umane, legalità, verità, giustizia.
Perchè cose del genere non accadano più.


Un video in due parti sulla vicenda:
http://www.youtube.com/watch?v=5amVivEJj4Q
http://www.youtube.com/watch?v=iMQL75yUIuk&feature=related

Il primo articolo comparso sul Piccolo, il quotidiano locale, due giorni dopo la morte di Riccardo: http://www.triestesalutementale.it/segnalazioni/rassegna/2006/2006-10-29_ilpiccolo_rebecca.htm

04/07/08

Difendiamo la Costituzione

Cento costituzionalisti hanno firmato un documento in cui esprimono "insuperabili perplessità di legittimità costituzionale" sull'emendamento blocca-processi e sul lodo Alfano (immunità temporanea per le alte cariche dello Stato).
Ci chiedono di aderire al loro appello "in difesa della Costituzione"

Il testo dell'appello: http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/giustizia-5/appello-costituzionalisti/appello-costituzionalisti.html

Per firmare: http://www.repubblica.it/speciale/2008/appelli/costituzionalisti/index.html


03/07/08

Ingrid Betancourt: una gran donna

Betancourtthumb

02/07/08

L'Eco (non di Berlusconi)

Umberto Eco ha inviato una lettera a Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais e Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell'8 luglio in Piazza Navona. Ecco il testo (che stracondivido):

Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:
1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.
2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.

Umberto Eco

Lorenza cerca biglietti per Springsteen a Barcellona

La mia amica Lorenza cerca due biglietti per Bruce Sprinsgsteen a Barcellona (19 o 20 luglio al Camp Nou).
Brucespringsteen1
Qualcuno/a può aiutarla?
Qualcuno/a conosce qualche bloggger spagnolo/a?
Grazie

01/07/08

Umbria Olii: le vittime sono colpevoli? Gli avvocati sono inqualificabili

Gli ho mandato quest'email:
umbriaolii@umbriaolii.com
Chi ha deciso di chieder soldi ai parenti delle vittime si vergogni.
E che Dio illumini la sua pochezza umana.

La Umbria Olii di Campello sul Clitumno (Pg) è intenzionata a chiedere un risarcimento di oltre 35 milioni di euro ai familiari delle quattro vittime e all'unico sopravvissuto dell'incidente sul lavoro avvenuto il 25 novembre 2006.

30/06/08

Berlusconi insegna cosa significa "faccia da schiaffi"

Da oggi Silvio Berlusconi ha deciso di fare l'insegnante.
E lo fa spiegando con grande efficacia didattica il significato delle espressioni:
"faccia tosta",
"t'è una faza cumpagna a e' mi cul",
"faccia di bronzo",
"ipocrita",
"sepolcro imbiancato",
"faccia di palta",
"impudente",
"faccia da schiaffi",
"ma perchè da piccolo non l'hanno castigato più spesso?"
Nella sua prima lezione di italiano, in un messaggio inviato al convegno della Federazione italiana tabaccai, il professor Silvio Berlusconi ha infatti parlato di giustizia dicendo testualmente:
"Faremo ogni sforzo perchè l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti"
Attendiamo con ansia la prossima lezione del professore.
Che ci spiegherà quant'è bello essere onesti.

29/06/08

Spagna campione d'Europa

Zapatero01

Un mese fa, speravo che il Campionato europeo lo vincesse l'Italia.
Ma, essendo stato impossibile:
Vivazapatero

Antonello Soro: se questo è il capogruppo...

Leggo sull'Unità di oggi un'intervista ad Antonello Soro, Soro
capogruppo del PD alla Camera.
E allibisco.
Due passaggi in particolare li troverei esilaranti se non fossero penosi.
Il primo: "Nessuno chiederebbe a Berlusconi, se condannato in primo grado, di dimettersi, perchè è stato eletto dagli italiani che conoscevano le sue pendenze penali"
Roba al livello degli avvocati prezzolati da Silvio, ma s/ragionamenti indegni di un'opposizione che voglia tener alta la bandiera della legalità, della moralità e della decenza.
Però il secondo passaggio è ancor più buffo (e patetico): "Lo schema dei girotondi fa declinare la democrazia verso il basso. E in più è stato a lungo sperimentato e non ci fa vincere"
Bravo Soro! Si è visto nell'ultima campagna elettorale, quando con Berlusconi il Pd fece il buono e il gentile. Anzi: il buonissimo e il gentilissimo. Abbiamo forse vinto?
Se questo è il capogruppo del principale partito dell'opposizione, Berlusconi può dormire sonni tranquilli. Anzi: tranquillissimi.

Bruce Springsteen for president Bruce
(che c'ha pure la mamma italiana, Adele Zirilli)

Per correttezza, e per sua informazione, il testo (e il link del post) del post l'ho mandato via email ad Antonello Soro.

In difesa del rock (a proposito di Bruce Springsteen, Neil Young, Ben Harper, Kinks, Ray Davies, Creedence, John Fogerty, Pearl Jam. Ma anche rap, techno, metal, playlist, telecomando)

Dirò una serie di banalità (ma io e Idefix siamo fans delle banalità).
Il rock di un tempo (e che ancora sopravvive…da Springsteen ai Pearl Jam, da Fogerty a Ben Harper) aveva alcune caratteristiche che la "musica giovane" di adesso ha praticamente (e forse inevitabilmente) perduto.
Una: era neonato e dunque aveva poco passato (i parenti country, rockabilly, r’n r’, blues, folk, soul) alle spalle e tanto futuro davanti, possedeva dunque una freschezza e una fame “adolescenziali” che si sono quai smarrite. In questo senso, Bruce Springsteen è la summa e l’apoteosi del rock classico: maturato nella prima metà degli anni Settanta ne mantiene il candore e la voracità, ma rivisitandone i temi e gli stili, che immette in una specie di super-frullatore.
Due: più o meno a partire dalla fine dei Settanta, il rock perde il suo volto sostanzialmente unitario e si disperde in tanti rivoli l’un contro l’altro armati (dal rap alla techno dal trash metal al pop eccetera). Mentre (per fare un esempio) quarant’anni fa una band come i Creedence forniva la grammatica di base (dal blues al funky, dal country all’elettrico, dal quasi heavy…pensate alla parte centrale di un pezzo come“Ramble tamble: http://www.youtube.com/watch?v=dRU8fEsq6nk&feature=related”..dalla canzoncina al pop leggero…), adesso il rock è diventato un sottogenere della “musica giovane”.
Tre: i dischi non si ascoltano più a casa ma in auto, in autobus, per strada, in condizioni ambientali (rumori di fondo) abominevoli e dunque la produzione dei dischi ha stravolto le registrazioni, pompando i suoni e distruggendo la varietà della tavolozza sonora: ne escono dischi tecnicamente pessimi. Provate a sentire un originale dei ‘60 o ‘70 e la ristampa di adesso: la nuova versione è dopata e potentissima ma fa cagare. Arrangiamenti geniali e brillanti come quelli (per far un esempio) di Ray Davies dei Kinks (un esempio: Waterloo sunset: http://www.youtube.com/watch?v=5J3gX47rHGg&feature=related) adesso sono impensabili: perchè, in mezzo al traffico e al brusio di fondo, quei passaggi tra pianissimo e fortissimo NON si sentirebbero.
Quattro: l’industria ha fagocitato la musica. Adesso l’idea che il rock possa cambiare il mondo fa ridere. Perchè ci crede solo chi va ai concerti di Springsteen e si commuove (presente!) cantando in coro “Promised land” o The rising”.
Cinque: i dischi sono stati distrutti da quella stronzata delle playlist (quanto di più vicino al telecomando possa offrire il mondo della musica). E il telecomando fu un’invenzione che procura gravi cerebrolesioni, portando la soglia dell’attenzione al livello dei criceti (due o tre secondi).

Io in dieci giorni ho visto John Fogerty (63 anni), Neil Young (63 anni) e Bruce Springsteen (con i suoi 59, una specie di giovanotto): in tutto sette ore di concerto e tante idee da nutrire le prossime generazioni di rockers.
Rock’n roll will never die.

Piccolo delizioso frammento live con Bruce che balla con una bambina durante Dancing in the dark: Download youtube_bruce_springsteen_and_his_little_partner_cincinnati_322.mht

La discussione è nata da un post di Gcanc: http://gcanc.blog.kataweb.it/what_a_wonderful_world/2008/06/25/quaranta-euro-di-nostalgia/

27/06/08

Berlusconi, io, i bambini rom e le impronte digitali

Signor presidente del consiglio dei ministri dottor Silvio Berlusconi,
le impronte digitali le prenda a me e lasci stare i bambini.
Impronte_digitali

26/06/08

Dopo Young e Springsteen, di nuovo a Trieste

Quattro giorni con mia figlia, tra Verona e Milano, Arena e stadio, b&b e ostello, passeggiatone e gelati, acqua a litri, notti mezze in bianco per la stanchezza e il caldo, Neil Young e Bruce Springsteen.
Il mio stra-amatissimo canadese le è piaciuto abbastanza ma il suo sound esasperatamente chitarristico (Hidden path e Love and only love entrambe oltre i quindici minuti) non l'ha entusiasmata. Io però ero in visibilio: soprattutto la conclusiva incendiaria e tellurica All along the watchtower di Bob Dylan, in una versione stravolta che porta alle estreme conseguenze la cover fatta da Jimi Hendrix, mi ha fatto saltar su come una molla.
Ma Young (dal punto di vista del calore umano e dell'energia spettacolare) non può competere con Bruce Springsteen & the E Street Band, il più grande gruppo da palco che la storia del rock abbia conosciuto.
Tre ore l'attesa in fila davanti a San Siro sotto un sole a piombo, poi altre tre ore e mezza dentro lo stadio, a dieci metri dal palco.
In quel caldo afoso, noi tre (Francesca, io e Antonella) avremo bevuto sette od otto litri d'acqua.
E poi tre ore di musica: mia figlia entusiasta di Bruce (che non aveva mai visto dal vivo), io travolto in un tumulto di energia rock e di commozione (canzoni che mi accompagnano da trent'anni), di allegria e di affetto per quest'uomo che sul palco dà tutto ciò che ha. E si vede, si sente e si percepisce. Per questo, per la sua integrità, per la sua capacità di pulsare speranza, per la sua intelligenza nel raccontare storie di persone vere, per la sua generosità di animale da palcoscenico, per non essere mai stati presi in giro, noi springsteeniani lo amiamo.

In attesa di un paio di foto con me, Francesca e Antonella, due video.

Bruce con una canzone che ieri sera m'ha fatto piangere e che anch'io cantavo in coro, stonando e massacrando le parole, ma non importa: (Girls in their summer clothes a Milano nel 2007): http://www.youtube.com/watch?v=vxy4BwyyZKc&feature=related
Ieri sera pensavo che forse questo è l'ultimo tour della E Street Band (Clemons sfinito, Federici morto anche se degnamente sostituito dal nuovo acquisto, l'immenso batterista Weinberg con problemi alle mani...)
E allora il godimento del meraviglioso concerto era ingigantito e nello stesso tempo immalinconito: come quando si fa l'amore con una donna sapendo che con lei sarà probabilmente l'ultima volta.

E Neil con una versione precedente, meno selvaggia, di All along the watchtover (Milano nel 1993, ero in prima fila e pochi giorni dopo ci sarebbe stato il primo appuntamento tra me e Tatjana...insomma, Young mi porta bene): http://www.youtube.com/watch?v=2_tJnj2j5kI

E insieme, con Helpless: http://www.youtube.com/watch?v=qP4dmUV2roc&feature=related

23/06/08

Con mia figlia: Neil Young a Verona e Bruce Springsteen a Milano

Un paio di giorni di vacanza con mia figlia, io e lei da soli.
Mia moglie Tatjana resta a casa con suo figlio e la di lui ragazza, con tanto di cani e gatti.
Io e Francesca partiamo oggi: stasera Neil Young all'Arena di Verona, mercoledì Bruce Springsteen in stadio a Milano.
Insieme abbiamo già sentito qualche concerto minore e (tre volte) Ligabue ma lei i grandissimi non li ha mai visti.
E l'idea del padre cinquantaquattrenne che porta la figlia ventiquattrenne ai concerti rock mi pare un po' buffa, un po' tenera, un po' demodè.
E poi non ci capiteranno tante occasioni, nella vita, di star insieme così tanto tempo tutto in una volta.

22/06/08

A Milano immonda gentaglia dopo Italia-Spagna: da vergognarsi di essere italiani

L'ho appena letto su Repubblica on line http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/sport/calcio/europei/milano-aggrediti/milano-aggrediti/milano-aggrediti.html:
Dopo la vittoria della Spagna contro l'Italia, un centinaio di tifosi iberici che assistevano alla partita di fronte al megaschermo montato in Piazza Duomo a Milano, assieme a circa 2.500 persone, sono stati aggrediti dalla folla e costretti a fuggire dalla piazza.
Prima gli insulti degli italiani che erano vicini a loro sul sagrato del Duomo, poi l'aggressione da parte di alcune decine di tifosi che brandivano caschi e bottiglie di vetro.

Altri particolari sul Corriere: http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_22/tifosi_aggrediti_duomo_8f4d073c-40a2-11dd-8fe9-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano

Coppa e catena: Dicolamia

Dicolamia è blogger (si può dire, al femminile, bloggeuse?) tra le più adorabili. Basta vedere la foto che campeggia nel suo blog: http://dicolamia.typepad.com/niki/
Partecipa a un'iniziativa: i blog segnalano altri blog che ritengono meritevoli, simpatici o interessanti.
Mi ha chiesto di partecipare. Per tanti motivi, a me non piacciono per nulla le catene (tipo quella di sant'Antonio o simili)
E così ho declinato al suo gentile invito.
Però (per stima nei suoi confronti) ecco qua la coppa che è il simbolo dell'iniziativa: Coppaho1th1
Se volete ulteriori particolari, li trovate sul blog di Dicolamia.

Motore di ricerca del Ringhio di Idefix

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